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determinazione del rapporto carica/massa dell'elettrone
Tipologia: Guide, Progetti e Ricerche
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10 February 2018
Introduzione Mediante un apparato simile a quello usato da J. J. Thomson nel 1897, si intende determinare, in questo esperimento, il rapporto carica/massa dell’elettrone. L’apparato è composto da un cannone d’elettroni, un campo elettrico e uno magnetico, una griglia focalizzante, due placche di deflessione e una coppia di bobine di Helmoltz , il tutto all’interno di una sfera di vetro contenente elio. Esperimento Il cannone di elettroni funziona grazie all’effetto termoionico , per il quale il riscaldamento di un materiale (solitamente un metallo) provoca l’emissione di particelle cariche; in questo caso il metallo riscaldato è il catodo il quale emette di conseguenza elettroni in varie direzioni. Gli elettroni vengono focalizzati tramite la griglia metallica e successivamente, il fascio di elettroni viene accelerato dall’anodo e reso più omogeneo da due placche di deflessione. Il fascio di elettroni è posto parallelo ai piani delle due bobine di Helmoltz. Il gas nel quale il fascio di elettroni si muove, l’elio, viene urtato da quest’ultimo e i suoi atomi eccitati emettono energia sotto forma di luce nello spettro visibile: in questo modo è possibile osservare il fascio di elettroni e misurare il raggio della sua successiva deflessione. Ora il fascio entra nel campo magnetico generato dalle bobine e viene deflesso lungo una traiettoria circolare. La deflessione è dovuta alla forza di Lorentz agente sul fascio, la quale equivale alla forza centripeta che muove il fascio secondo un moto circolare uniforme. ! [1]! [2] Possiamo dunque porre l’eguaglianza: ! [3] ottenendo così! [4] Dove q = e, la carica dell’elettrone; m = la massa dell’elettrone; v la velocità del fascio di elettroni; B il campo magnetico generato dalle bobine; r il raggio di curvatura della traiettoria del fascio.