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Questo testo filosofico esplora la natura e la percezione della bellezza attraverso la critica di socrate, cartesio, hume e kant. Della relazione tra forma e contenuto, l'importanza del gusto e la differenza tra bellezza libera e aderente. Vengono anche introdotti i concetti di sublime e arte simbolica, classica e romantica.
Tipologia: Appunti
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La morale è inerme di fronte alla seduzione della bellezza, potendo scegliere scegliamo le cose che ci piacciono di più. L’estetica studia i meccanismi che governano la nostra esistenza e il nostro modo di essere, la bellezza è onnipresente nella nostra esistenza ed è lo studio delle dinamiche e degli elementi che determinano le nostre scelte estetiche. L’estetica è l’indagine filosofica intorno alla natura. Questo è il periodo dell’ estetica diffusa in cui si vive attraverso la seduzione: moda, pubblicità, informazione, testate dei giornali, arredamento.Capire i meccanismi che presiedono alla scelta della nostra bellezza. L’arte era l’estrema depositaria della bellezza, ora invece la bellezza mette in risalto il brutto e la provocazione. Non c’è nessun modo per giustificare un gusto estetico. Il giudizio estetico prevede vedere una cosa, capirla e giudicarla. Il “mi piace” è un fatto singolo mentre il “è bello” è un fatto variabile. Noi siamo bersagliati ogni giorno dalle immagini che contengono significati profondi che non sempre riusciamo a cogliere. Vedere una cosa è semplice mentre capire diventa già più complessa, la percezione di una cosa è ingannevole ingannando cosi anche il giudizio per questo è un’operazione molto complessa. Noi riconosciamo qualcosa di validamente estetico anche qualcosa che non ci piace. Il senso delle grande teoria sta che in uno dei primi caratteri è il rifiuto (titolo con una stratificazione di significati)il rifiuto di teorie che non ricevono l’assenso dell’ intelletto. Il senso è un dubbio quindi non bisogna fidarsi dei nostri sensi. Il piacere estetico è incomunicabile, noi stessi non possiamo comunicare il nostro gusto agli altri perché il nostro gusto cambia, le dinamiche del gusto spesso sono molto varia ili apprezziamo cose che in passato non ci piacevano. Il gusto estetico prevede vedere una cosa, capirla, giudicarla. La bellezza è un fatto oggettivo, una qualità degli oggetti= ogni definizione di bellezza comporta una domanda->fallacia totalistica (idea di proporzione, ordine e regolarità= canone di bellezza classica). Definizione di BELLEZZA = l’essere bello, qualità di ciò che è bello o che tale appare ai sensi e allo spirito. In passato l’idea di bello riguardava tutto ciò che fosse proporzionato e simmetrico. E’ molto oggettivo trovare criteri oggettivi della bellezza. La scultura, in particolare quella greca, genera un’idealizzazione della bellezza e della perfezione ma nella realtà non esiste niente di cosi perfetto, tutte le cose hanno delle imperfezioni. L’opera d’arte è l’unione di molte perfezioni. La bellezza è un rifugio dal nostro mondo, è un’ideale che non è di questo mondo, è qualcosa che ci costringe a un pellegrinaggio, noi dobbiamo andare verso di lei. La bellezza è ideale , non è reale ed è un prodotto di questo mondo, è una ricerca. La grande arte è anche studio, tecnica, matematica, simmetria e regolarità. L’armonia spesso è nascosta e vale più di quella che si vede. Regolarità, armonia, proporzione e successione ordinata= architettura contemporanea (principio che noi prendiamo dalla natura). Se una cosa è regolare noi la comprendiamo più facilmente.L’arte regolare proporzionata e simmetrica ci conferisce un senso di sicurezza, serenità, rassicurazione perché ciò può essere compreso. L’irregolarità, la disarmonia e il disordine possono piacerci come l’ordine, l’armonia e la proporzione ci possono annoiare. La falsa prospettiva può piacerci perché stuzzica e sollecita il nostro intelletto.Il caos intenzionale e che ha un senso ci può piacere, il disordine deve essere organizzato e ordinato alla comunicazione di un senso, ed è un istinto intenzionale cercare l’ordine all’ interno del caos. Noi giudichiamo brutto quello che fallisce nella comunicazione del senso perché è fondamentale al nostro apprezzamento. Il colore crea degli effetti estetici. E’ importante non tanto il contenuto ma il modo, la forma con cui viene comunicato= LA FORMA DIVENTA SOSTANZA. 10/10/ Natura, causa, processi, effetti del piacere dato dalle forme.
Ogni arte nuova per essere nuova deve distruggere i canoni precedenti, è l’arte che crea i nostri canoni di gusto. Ogni grande artista per essere definito grande artista deve rompere i canoni precedentemente definiti. Spesso l’ordine ci annoia e il caos ci affascina. La critica che fa Socrate all’ idea di bellezza è che se giudico qualcosa di bello giudico solo la forma e non il contenuto o l’esecuzione. Socrate che era un anticonformista affermava che si muoveva nel regno della bellezza (Grecia) e si interroga sul motore della bellezza a fine sé stessa. La bellezza è un valore in sé ed è un valore che può essere messo in discussione. Noi definiamo bello una cosa perché formalmente ci piace o perché ha un senso più ampio e ci dice di qualcosa di nuovo? Chi giudica della bellezza? C’è qualcuno che è più portato a identificare la bellezza? La bellezza con la comunicazione: uno dei caratteri più importanti della bellezza è il suo valore conoscitivo e un nuovo contenuto del nostro bagaglio culturale. L’arte deve comunicare un significato e per questo ha valore, non è bello se non buono ciò che svolge la sua funzione, utile= funzionale (ogni cosa è bella per lo scopo che è stata fatta. Una cosa è brutta quando non è utile ed è fine a se stesso= SOCRATE. Una delle condizioni per cui una cosa è considerata bella è che svolga la funzione che deve svolgere. Le cose che svolgono una ricerca formale devono anche svolgere un ruolo estetico e dare emozioni, anche quello è uno scopo e una funzione. Non esiste nulla che non svolge una funzione in un certo senso. FALLACIA NATURALISTICA= noi non vediamo la realtà delle cose 12/10/ Utilità soggettiva. L’arte non può sussistere senza idea. Nel momento in cui una cosa perde di funzionalità perde anche di bellezza. L’arte sono rappresentazioni della realtà che corrispondono all’ ideale della realtà. La bellezza è quella cosa che infiamma i nostri animi e che ci rende ansiosi di scendere alla realtà. Per Platone l’arte è il pallido riflesso dell’ idea di uomo e di bellezza e rappresenta la realtà sensibile.L’arte è finzione, nel riprodurre la realtà fisica è l’imitazione di un’ imitazione ed è nociva all’ uomo perché si appella alla parte meno lucida della nostra coscienza. Platone condanna l’arte come terzo grado di allontanamento dall’idea. L’arte però non mi imita la realtà ma l’idealizza (l’artista propone una sua visione ideale della realtà). L’arte precede per universali e ci fa cogliere delle cose che fino a quel momento non riuscivamo a cogliere e ci consente di scaricare le emozioni in tutta tranquillità e creare un equilibrio fra le passioni che la vita ordinaria ci fa reprimere. I nostri occhi hanno percezione di sole certe vibrazioni luminose. L’arte imita la natura ma imita anche l’arte. Noi tendiamo all’ abbandono della materialità e quello che è astratto ci piace di più. 13/10/ Arte è fine a se stessa e diventa autonoma. ARTE TIPOGRAFICA: si fa apprezzare per l’esercizio stilistico in sé, cessa la funzionalità. “Il bello in cosa consiste?”= convenienza (appaga, soddisfa), proporzione. Spostamento dalla praticità alla pura contemplazione. Gli oggetti possono raccontare storie. Tutto deve svolgere una funzione per essere per noi interessante. C’è un’ idea che fa modello alla nostra creazione. L’idea che abbiamo quando parliamo di arte è l’idea che si è fatta il pittore, in base all’ esperienza empirica. L’arte e la bellezza è un fatto di idea. La bellezza secondo Plotino sta nella forma, l’idea che governa la conformazione della materia e la forma si conformerà al fine di quella funzione.La bellezza è nell’idea di arte e molto superiore, è un simbolo, è affidata alla nostra lettura e comunicazione.La pittura non è altro che un’idea delle cose corporee.
questo l’estetica diventa fondamentale nella società filosofica del ‘700 perché aiuta a risolvere i problemi concreti della società. Tutto il cosmo è organizzato dall’ essere più piccolo al enorme cosmo universale e sembra tutto organizzato in modo perfettamente regolati, tutto è necessario è perfetto= estetica cosmologica.Non abbiamo un gusto abbastanza educato, soltanto chi svolge una professione di filosofia e considera il cosmo dal punto di vista del tutto allora può riconciliarsi. Il gusto non nasce con noi ma si costruisce con l’esperienza, imparo a provare piacere. Le cose facili ci piacciono ma sono quelle difficili che ci fanno crescere e ci maturano. Il gusto è importante perché ha un effetto morale ed è un fatto psicologico.Il nostro carattere cambia in base a quello che ascoltiamo, vediamo cambia quelle che ci piace trasmettere agli altri e ciò che non ci piace. Ci sono delle condizioni soggettive che aiutano a capire la vera bellezza.La natura umana è tale che in certe condizioni ci piace in altre no. Il nostro giudizio sull’ arte non dipende dalle qualità oggettive dell’opera ma dalle reazioni che riusciamo a esprimere, le opere che permangono nei secoli vanno a toccare qualcosa nella nostra sensibilità e nei meccanismi della nostra natura più intima. 26/10/ I tre grandi problema della metafisica sono Io, Dio e Mondo. Non possiamo conoscere le cose in sé che è un fenomeno e solo le cose che noi conosciamo: Noumeni sono le cose in sé che in teoria sono le cose nella loro essenza che però nella realtà sono inconoscibili.Le cose esistono solo nel momento in cui le percepiamo. Il massimo della conoscenza scientifica è una conoscenza vaga e aleatoria, le vere verità sono quelle che sono indipendenti dalle verità di coscienza. La nostra conoscenza non è verificata da nessun principio. Non c’è nessun legge che verifichi che le nostre conoscenze abbiano una validità eterna. La realtà esterna è ingiustificabile, nessun conoscenza è possibile.C’è un fondamento necessario alla nostra conoscenza e Kant parte da un’osservazione empirica. Il giudizio di gusto non si fonda su concetti che altrimenti se ne potrebbe disputare (tesi) il giudizio di gusto si fonda su concetti (antitesi). Critica del giudizio: possibilità del giudizio e della nostra intelligenza e della nostra ragione? Il noumeno è inconoscibile, non conosceremo mai niente degli oggetti ma potremmo conoscere il nostro modo di conoscere. Critica della ragion pura è la critica dell’intelletto I giudizi possono essere a priori, analitici che non aggiungono conoscenza o a posteriori, sintetici, che aggiungono conoscenza. Estetica trascendentale: si riduce tutta la nostra conoscenza del nostro mondo a una formula semplice= percezione e sensibilità (intuizioni empiriche). Si base su due formule: spazio e tempo-> qualunque oggetto è oggetto di intuizione che coglie i dati fenomenici di un oggetto collegandoli in uno spazio e tempo. Analitica trascendentale strumenti a priori attraverso i quali l’intelletto opera sui dati della conoscenza sensibile= conoscenza delle cose (formulazione giudizi, intelletto). Dialettica trascendentale pasticci logici attraverso i quali la ragione tenta di estendere i propri poteri oltre la possibilità (manca dato esperienziale,ragione) 12 categorie Kantiane divise in quantità, qualità, relazione e modo. Libertà come ratio essendi della morale, morale come ratio cognoscendi della liberà, principio a priori. libertà. Le leggi del mondo le possiamo solo descrivere e anche la natura è cosi. La vita morale è il libero arbitrio che dà angoscia. Prima che la conoscenza consenta di intervenire la natura ha delle leggi da rispettare e noi siamo comprensione e azione. Noi sappiamo che non c’è una legge morale perché noi siamo liberi (liberto arbitrio): dramma della scelta-> principio a priori. Quello che fa collante fra comprensione e azione è il giudizio estetico (fa critica della ragion pura e pratica). Ragion Pura: regno della natura, condizioni della conoscenza teoretica, necessità e fenomeni intuibili; Ragion Pratica: regno dello spirito, condizioni della conoscenza morale, libertà, noumeno non intuibili. Facoltà dell’ animo: facoltà di conoscere ,sentimento di piacere e dispiacere, facoltà di desiderare. Giudico i fenomeni da un punto di vista della libertà. Il giudizio estetico Kant la collega all’arte. GIUDIZIO= riconduce il molteplice sotto un’unità, Giudizio DETERMINANTE= assume il particolare sotto un universale dato,
RIFLETTENTE perché cerca di individuare il motivo del nostro giudizio estetico e dato il particolare deve trovare l’universale. Il bello non è universale quindi bisogna spiegare il motivo. Il giudizio estetico è il giudizio iniziale.Il giudizio estetico è soggettivo e noi parliamo attraverso i nostri giudizi. Il giudizio di gusto è disinteressato: l’interesse è il piacere che noi con la rappresentazione dell’ esistenza di un oggetto. Il piacere estetico è solo di tipo accumulativo. Facoltà di conoscere, principi a priori, applicazione: intelletto- conformità- leggi e natura; giudizio- finalità- arte; ragione- scopo finale- libertà. 1 MOMENTO DEL GIUDIZIO DI GUSTO SECONDO LA QUALITA’: Piacevole = ciò che piace ai sensi della sensazione, Buono = è ciò che mediante la ragione piace puramente nel suo concetto, per trovare buono un oggetto io debbo sempre sapere che specie di cosa è, cioè averne un concetto. Per trovare in esso bellezza non ho bisogno di ciò. Il piacevole, bello e buono designano dunque 3 diversi rapporti delle rappresentazioni verso il sentimento di piacere e dispiacere. Ognuno chiama piacevole ciò che lo diletta, bello ciò che gli piace senz’altro, buono ciò che apprezza, approva vale a dire ciò cui da un valore oggettivo. Il GUSTO è la facoltà di giudicare un oggetto o un tipo di rappresentazione mediante un piacere o dispiacere senza alcun interesse, l’oggetto di un simile piacere si dice bello.
- 27/10/ Il giudizio di gusto è soggettivo e difficilmente si riesce convincere qualcosa a qualcuno un gusto estetico che non gli comunica nessuna emozione. Noi tentiamo condividere la bellezza. Kant aspira all’universalità e a fondarsi su una comunicazione, la quantità logica è singolare, quantità estetica è universale e cerca il consenso degli altri, esige il giudizio degli altri. Il giudizio estetico è determinato da un libero gioco di immaginazione, il giudizio conoscitivo mentre è pure intelletto. L’immaginazione prevale e governa entro centri limiti e l’intelletto “guarda” che il gioco dell’immaginazione sia entro certi limiti. L’oggetto estetico creato con uno scopo che non è funzionale ma con uno scopo di darci piace o dispiacere mentre l’oggetto comune viene creato solo per uno scopo funzionale. Lo scopo è il motivo per cui una cosa nasce, ma bisogna avere un concetto in mente. Canoni di bellezza nascono da considerazioni di utilità e ordine pratico ma per Kant non è cosi che bisogna considerare la bellezza: un corpo è bello se si ha un concetto in mente ma il gusto estetico e la bellezza deve essere senza concetti e la causa determinate del giudizio estetico è è il sentimento non il concetto. TERZO MOMENTO SECONDO LA RELAZIONE CON LO SCOPO: (finalistico senza scopo). Lo scopo è l’oggetto di un concetto in quanto questo è considerato come la causa di quello (il fondamento reale della sua possibilità) e la causalità di un concetto rispetto al suo oggetto è la finalità. Giudizio di gusto= finalità formale non pratica, suscitare il sentimento di piacere e dispiacere, è un giudizio estetico e si chiama cosi perché la sua causa determinate non è un concetto ma il sentimento del senso interno di quell’accordo nel gioco delle facoltà dell’animo, in quanto può essere soltanto sentito. Finalità oggettiva : la finalità oggettiva può essere riconosciuta solamente per mezzo del rapporto del molteplice con scopo determinante, cioè per mezzo di un concetto. Esterna = utilità, Interna = perfezione, Quantitativa = ciò che la cosa deve avere, Qualitativa = ciò che la cosa deve essere. 31/10/ Il giudizio di bellezza considera solo la finalità non lo scopo. Dunque la perfezione non è causa del giudizio di gusto esistono due tipi di bellezze: bellezza libera che non presuppone alcun concetto di ciò che l’oggetto deve essere e solo questa è del giudizio estetico, finalità senza scopo , finalizzata unicamente al sentimento di piacere o dispiacere; bellezza aderente bellezza condizionata e attribuita a oggetti che stanno sotto il concetto di uno scopo particolare. Critica al concetto di convenienza (le forme migliori sono quelle che rispondono al meglio a un’esigenza). Non si può dare alcuna regola oggettiva del gusto che determini per mezzo di concetti che cosa sia bello, perché ogni giudizio derivante da questa fonte è estetico; la sua causa determinate è il sentimento del soggetto, non un
La natura è la grande scoperta del ‘700. La pittura sublime del 700 che diventa oggetto di seduzione estetica e vedono nella rappresentazione dell’ orrore e del grandioso che inducono e sollecitano una riflessione del sublime. L’immaginazione cede il passo al sentimento del sublime. Edmund Burke distinzione fra bello e sublime: il primo è una qualità degli occhi di chi guarda (piccolo, levigatezza, variazione graduale), sublime è oscurità, potenza, vastità, infinito, informe. Noi non vogliamo dei piaceri da pagare al dolore piuttosto rinunciamo al piacere. Il nostro principio di auto-conservazione è il principio dominante. Il sublime è la fine di un piacere negativo, è la cessazione del terrore. Le passioni causate dal sublime sono: stupore, terrore e oscurità. Le cose che non riusciamo a circoscrivere e che non conosciamo il nome fanno paura. 2 Categorie del sublime: sublime dinamico riguarda la potenza e la forza e il sublime matematico riguarda la grandezza e ciò che è assolutamente grande, è ciò rispetto a cui a paragone tutto il resto è piccolo, è ciò che anche solo a poterlo pensare attesta una facoltà dell’animo che supera ogni misura dei sensi..E’ una valutazione mediante concetti numerici: matematica , valutazione della semplice intuizione, o a occhio: estetica (apprensione e comprensione). Attraverso la nostra intelligenza razionale noi umani siamo i più potenti della natura anche se come esseri fisici non siamo potenti. Gli oggetti nella natura non sono sublimi ma evocano l’idea che i sublimi è in noi. Noi siamo essere razionali e questo è la nostra grandezza. La grandezza è un piacere estetico è un fatto comparativo e non si può immaginare. Grandezza assoluta oltre la quale non si va è l’infinito, ed è sempre la parte di un tutto che è infinito (non è un dato esperenziale). La nostra mente concepisce una grandezza che è superiore a tutte le grandezze che sono presenti nel mondo. 3/11/ HEGEL: (filosofo tedesco dell’800). Spesso i contrasti servono a prendere visione e fare chiarezza su ciò che ci riguarda. Un allievo di Hegel trascrive le lezioni di estetica di Hegel durante 6 anni. Kant si occupa essenzialmente della bellezza della natura mentre Hegel non è interessato a questo dato che si riferisca a una bellezza involontaria e inconsapevole, si chiede cos’è l’arte e che ruolo svolge nelle nostre vite. Secondo Hegel l’arte è qualcosa che non può non esserci, è qualcosa di trascendente, è nel disegno divino. Hegel predilige le bellezze umane artificiali intenzionali. Chi contempla l’arte non contempla solo le forme, c’è di più, c’è un’intenzione nel comunicare un messaggio: mette il CONCETTO al centro dell’arte. “La bellezza artistica è più alta della bellezza naturale, ed è nata dallo spedito come la bellezza naturale, la bellezza artistica si offre al significato, al sentimento, all’intuizione e all’immaginazione”. SPIRITO ASSOLUTO : Qualcosa di astratto che diventa reale, lo spirito diventa se stesso. Tutte le idee per essere consapevoli devono avere riscontro esterno e si concretizzano. Lo spirito assoluto è il principio regolatore del tutto, torna a se stesso con una maggiore consapevolezza. “L’arte deve contenere uno spirito e un senso, non può essere il bene se non esiste anche il male, non può esserci il bianco se non esiste il nero.” DIALETTICA : Legge ontologica di sviluppo della realtà, legge logica di comprensione della realtà. 3 Momenti o aspetti del pensiero: astratto o intellettuale ( TESI -> logica) si ferma alle determinazioni rigide e isolate della realtà; dialettico o negativo-razionale ( ANTITESI ->filosofia della natura): nega le determinazioni astratte dell’intelletto, mettendole in relazione con le determinazioni opposte; speculativo o positivo razionale (SINTESI->filosofia dello spirito): coglie l’unità delle determinazioni opposte, ricomponendole in modo sintetico. 7/11/ Lo spirito assoluto è il momento più alto: ARTE ha il tentativo di comunicare un senso, un contenuto spirituale(simbolica, classica e romantica), religione e filosofia. Lo spirito non è più impossibilitato ad esprimersi ma è disinteressato a farlo, quindi l’arte perde la funzione di incarnazione dei valori assoluti e cosi c’è la MORTE DELL’ARTE : come morte dell’espressione di contenuti spirituali collettivi. Arte immatura vuole esprimere un’idea ma
non ha i materiali giusti per esprimerlo. Arte simbolica: è la prima forma d’arte c’è un’idea che non riesce a trovare forme adeguate alla propria espressione, uno spirito che cede più rappresentazioni possibili, è più una semplice ricerca della raffigurazione che possibilità di vera rappresentazione, l’idea non ha ancora trovato in sé stessa la forma, vi aspira soltanto e si sforza ad essa.L’idea astratta in questa forma ha la sua configurazione fuori di sé, nella materia naturale sensibile. Questi lati costituiscono in generale il carattere del primo panteismo artistico dell’Oriente che da una parte ripone il significato assoluto anche dentro gli oggetti peggiori, dall’altra costringono con violenza i fenomeni ad esprimere la propria concezione del mondo e cosi o diviene bizzarro, grottesco e senza gusto, oppure volge con disprezzo, la libertà infinita ma astratta della sostanza contro tutti i fenomeni in quanto nulli (architettura-egiziana). Arte classica : è la seconda forma d’arte, viene cancellata la duplice insufficienza dell’ arte simbolica. La peculiarità del contenuto nella forma classica consiste nel fatto che esso stesso è l’idea concreta e come tale lo spirituale concreto, infatti solo lo spirituale è il vero interno.Questa forma che in se stessa l’idea com spirituale, anzi la spiritualità individualmente determinata, se deve mostrarsi in una apparenza temporale è la figura umana. Il corpo umano nelle sue forme non vale più nelle forme d’arte classica, esclusivamente come esistenza sensibile, ma solo come esistenza e forma naturale dello spirito.Lo spirito è qui perciò al contempo determinato come particolare, come umano, non come senz’altro assoluto ed eterno, giacché come tale può esprimersi e palesarsi solo come spiritualità.Lo spirito individuale che si esprime attraverso il corpo e si incarna nel materiale e rappresenta un avanzamento rispetto all’arte simbolica (scultura). Arte romantica : distrugge l’unità insperata della forma classica, avendo acquistato un contenuto che va oltre la forma classica e il suo genere di espressione. Questo contenuto coincide con ciò che dice il cristianesimo di Dio in quanto spirito.Si ripresenta quindi come nella forma simbolica, l’indifferenza, l’adeguatezza e la separazione di idea e forma ma con questa differenza essenziale, che nella forma romantica l’idea la cui manchevolezza arrecava nel simbolo le insufficienze del configurare, deve ora apparire come spirito e animo in sé complici e sulla base di questa superiore compiutezza si sottrae all’unificazione corrispondente con l’eterno potendo cercare di realizzare la sua vera realtà e apparenza solo in se stessa. (Pittura, musica, poesia). L’arte ha a che fare con il nostro gusto e non più con i valori e siamo diventati critici e non fedeli, la forma dell’arte ha cessato di essere la forma suprema dello spirito. L’arte è uno dei momenti della fenomenologia dello spirito. E’ l’idea che fa la differenza non il contenuto. Gli oggetti comuni hanno un’estetica che noi non riusciamo a renderci conto.Basta cambiare la prospettiva e il nostro modo di vedere le cose cambia e si amplia. Morte dell’arte come categoria ideale e dello spirito, non di funzione ma di spiritualità. Unificazione corrispondente con l’esterno potendo cercare e realizzare la sua vera realtà e apparenza in sé stessa. POESIA : la sua peculiarità caratteristica risiede nella forza con cui si sottomette allo spirito ed alle sue rappresentazioni, l’elemento sensibile da cui già la musica e la pittura hanno iniziato a liberare l’arte. Infatti il suono, l’estremo materiale esterno della poesia, non è più in essa il sentimento stesso che risuona ma un segno per sé privo di significato o meglio il segno della rappresentazione divenuta in sé concreta e non già solo del sentimento indeterminato e delle sue sfumature e gradazioni. 9/11/ ARTE E VERITA’ Come uomini contemporanei non sappiamo più se le verità assolute ci muovono cosi tanto. La morte dell’arte vuol dire non più trasmissione della verità e sembra non avere più valore neanche per gli artisti stessi. Morto valore sacrale dell’arte. Morte auto-provocante e molte volte l’arte diventa oggetto di sprezzo per l’arte stessa, sembra morire nella sua struttura stessa. ARTHUR SCHOPENHAUER: E’ in forte contrasto con Hegel. Rapporto tra verità artistica e arte. Ci deve essere una verità comunicata per capire noi stessi e la realtà che ci
non è altro che l’atto del volere oggettivato, ossia penetrato nell’intuizione. La volontà più forte è la volontà di vivere, infatti dietro al comportamento e al nostro stesso corpo vi è un irresistibile impulso a vivere e a agire. La vita è un conflitto fra la nostra volontà e quella degli altri. Tutti i nostri dolori derivano dall’impossibilità della volontà di realizzarci e ciò è all’origine del nostro dolore. L’elemento ultimo del cosmo è la verità e tutto il mondo è espressione della volontà. Oggettivazione della volontà: oggettivazione delle idee, oggettivazione nel mondo sensibile, natura inorganica, vegetale, animale, umana. L’individuo il finito è una manifestazione passeggere della volontà di vivere (infinito). Caratteri della volontà di vivere: eterna cioè oltre la forma del tempo senza inizio e fine; unica fuori dal tempo e dal principio di individuazione che moltiplica gli enti; incausata fuori dal principio di ragion sufficiente, nessuna causa, forza libera; inconscia: energia, impulso inconsapevole; senza scopo cioè vuole solo se stessa, forza cieca. Trifarmarco contro la volontà: Arte contemplazione delle cose indipendente dal principio di ragion sufficiente (contrapposta alla scienza o conoscenza comune) la sua origine è la conoscenza delle idee (Platone) e il suo fine è la comunicazione di questa conoscenza, etica= compassione si esce dalla propria volontà per contemplare quella degli altri, totalità, non parcellizzazione, ascesi=soppressione della volontà (povertà, castigo, digiuno) suicidio= negato perché non è un atto di negazione della volontà ma esaltazione della volontà stessa ed elimina il solo individuo ma lascia intatta la volontà che continua a rinasce in infiniti altri individui è la massima vittoria della volontà. La nostra volontà di fonte all’ arte tace. Le persone sono come gli oggetti. L’arte ci costringere a considerare le cose in sé non base alla relazione a noi. Le esperienze estetiche sono anche auto-conoscitive grazie alla capacità critica che si ha. Siamo pura conoscenza quando contempliamo l’arte. Il genio sospensione della ragione (allontanamento dal mondo dei fenomeni)= follia. Il passaggio della volgare conoscenza di singoli oggetti alla conoscenza dell’idea avviene improvvisamente per il fatto che la conoscenza si scioglie dal servigio della volontà e appunto perciò il soggetto cessa di essere semplicemente individuabile, diventando soggetto puro della conoscenza, privo di volontà. E questo non tiene più dietro alle relazioni secondo il principio di ragione bensì si possa in ferma contemplazione dell’oggetto offertogli e in quella si immerge.Sospendendo la volontà sospende la stessa individualità divenendo soggetto puro e allo stesso modo perdendosi nell’oggetto lo scioglie dai legami col resto dei fenomeni pervenendo alla sua forma eterna, l’idea. Genio e folle hanno qualcosa in comune: entrambi vivono in un mondo diverso da quello che esiste per gli 16/11/ ESTETICA ROMANTICA E MUSICA: Due opinioni a confronto: Kant -1790 l’arte dei suoni, muove e l’animo in modo molteplice ma è certo più godimento che cultura. Prospettiva illuminista: musica ha valore nel momento in cui è un mezzo espressivo di parola ed è l’unica arte che non rimanda a concetti per questo occupa sempre una posizione bassa, il linguaggio è capace di parlare alla sfera intellettiva, nella cultura occidentale è tenuta in bassissima posizione. Il problema estetica della musica coincide con la totale assenza di semantica. Parlare all’intelletto non è più l’obiettivo principale per i romantici nei processi filosofici principali, ci sono delle forme di conoscenza della realtà molto più dirette. E’ proprio la sinfonia quella in cui si scatena il mondo delle passioni. Ribaltamento in cui agisce forte la riconquista della prospettiva idealistica: l’idea che esistono delle idee e che sono la vera essenza delle forme. La musica ha in potenza queste capacità ma queste capacità non riescono appagare il desiderio di musicale strumentale negli intellettuali. La musica per Schopenhauer era un immediata oggettivazione e una riproduzione dell’intera volontà, cosi come lo è il mondo anzi come lo sono le idee, il cui fenomeno moltiplicato costituisce il mondo delle singole cose. La musica non è affatto come le altre arti ma è la riproduzione delle idee bensì la riproduzione della volontà stessa di cui anche le idee sono oggettivazione.
Il sentimento dalla prospettiva di Pathos (passione) passa alla prospettiva di Ethos (morale).