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appunti sui punti fondamentali da trattare dell'etè imperiale.
Tipologia: Appunti
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Storia 30.11.
IL PRINCIPATO
Siamo nell'ultimo trentennio del I secolo aC ed è un regno che durerà fino al 14 DC.
•Le linee essenziali del principato augusteo
#le fonti ->
Augusto non intende presentarsi come rivoluzionario, ma vuole dare l'immagine di se come chi intende restaurare,dare vigore e vitalità alle antiche istituzioni. Se Augusto ha avuto un principato così lungo e sicuramente perché ha potuto godere di un consenso generale. Uno dei caratteri alla base de suo principato è infatti la mediazione politica : è amico del popolo de senato ma allo stesso tempo da nuova linfa anche alle classi emergenti (gli equites).
Altro passo per capire il potere di Augusto e al capitolo 34 paragrafo 3:
“Da allora (quando fui chiamato Augusto) superai tutto per Auctoritas ma non ebbi alcuna maggiore potesta rispetto agli altri che mi furono colleghi nelle magistrature”.
insigni per le imprese compiute e onori ricevuti -> ipotizza quindi un principato fondato su una Auctoritas politico sociale.
Altri invece come Cunchel hanno sottolineato che l'essenza di questa nuova forma di governo non consiste ne nella Auctoritas considerata singolarmente ne nella potestas considerata singolarmente ma nella fusione di questi due elementi.
E significativa anche l'opinione di altri studiosi come Cerami, che definisce l'auctoritas “forza ordinante” una superiorità cioè in grado di coordinare ed integrare i singoli poteri costituzionali.
Interessante e anche l'opinione di Orestano che la considera un potere dotato di forza rinnovatrice che consentirà di sovrapporsi agli antichi poteri fini a sostituirli completamente.
Ad esempio ebbe la tribunicia potestas ma non fu tribuno, ebbe il potere pro consolare ma non su pro console.
Orestano a proposito della potestas di Augusto parla di” astrattizzazione” : è come se la potestas si ponesse al centro consentendo al princeps di svincolarsi da quei vincoli intrinsecamente connessi alle cariche magistratuali (temporaneità e collegialità ). La potestas prescinde così le funzioni delle singole magistrature perché sono accentrate nella sua persona. Il concetto di potestas era quindi già noto ma acquisisce una fisionomia diversa.
È una potestas •unitaria •assoluta •senza termini di confronto.
La direzione che Augusto vuole dare e quella di presentare un nuovo assetto come una formale continuazione delle antiche istituzioni.
#I POTERI DI AUGUSTO
Era provvisto di tutte le prerogative,funzioni,attribuzioni connesse alle cariche magistratuali tuttavia senza ricoprire la carica..
•Nel 29 riceve il titolo di “imperator a vita “ nel senso di generale vittorioso
•Nel 28 viene nominato princeps senatus
•Nel 27 ottiene sia il titolo di Augusto che limperium pro consolare per 10 anni soprattutto sulle provincie non ancora pacificate
•appena qualche anno dopo nel 23 riceve l imperium pro consolare maius èt infinitum a vita -> gli
viene cioè attribuito il supremo comando militare senza limiti di tempo e spazio(infinitum), maius perché era superiore a quello degli altri governatori provinciali.
plebe sia il potere di intercessio. Un intercessio però peculiare perché univoca cioè senza reciprocità.
Si ricorre all’adoptio del miglior collaboratore a prescindere dai criteri di sangue. Criterio seguito dagli ANTONINI fatte eccezione per Commodo.
Dinastia dei Giulio- Claudia Dal 14 al 68 d.C.
Un anno lungo che vede al potere 4 imperatori longus annus di anarchia militare
Dopo il 96 sulla scena politica emergeranno gli antonini
Dinastia degli Antonini Dal 96 al 193 (seculum aurum)
Ricorrono al criterio adottivo e non dinastico con la scelta del migliore
Dopo Commodo troviamo le figure
Dinastia dei Severi
Dal 193 al 235 d.C.
Cosa accade dopo il 235?
Si assiste ad un periodo di anarchia militare fino al 268. Da quell’ anno fino al 284 troviamo al potere gli IMPERATORI ILLIRICI.
Nonostante il ricorso al criterio adottivo degli Antonini sembra che il favore dei Romani sia per il criterio dinastico.
Il terzo secolo vede l’esercito come arbitro dell’avvicinamento al potere, i soldati sonno inn prima linea nella scelta dell’imperatore. Dal 235 fino a Diocleziano le truppe diventano incisive con il loro potere.
ASSETTO COSTITUZIONALE
Coesistenza tra vecchio e nuovo rappresenta uno dei connotati fondamentali. Dalla sovrapposizione di un nuovo ordinamento al vecchio. Assetto repubblicano che non scompare di colpo. Il potere imperiale prende consistenza all’interno delle strutture repubblicane.
L’instaurazione di questo nuovo regime nasce dentro forme repubblicane.
Qual è il destino dei vecchi organi repubblicani?
Formalmente restano in vita le magistrature, assemblee e senato. Tuttavia le finzioni svolte non sono più le stesse. Si assiste a limitazioni e modifiche.
Cosa è scattato? Sono scattati i meccanismi di esautoramento degli organi repubblicani. Tutto avviene gradualmente, progressivamente. È un processo graduale.
Magistrature
Svolgo funzioni meramente di facciata.
Sopravvive, fino al VI sec d.C. i consoli vengono sempre nominati, tuttavia costituiscono una titolatura meramente onorifica. La prerogativa principale è l’ EPONIMIA, i consoli continuano a dare il proprio nome agli anni. Possono ancora CONVOCARE l’assemblea senatoria. Non è più annuale, diventa prima SEMESTRALE poi BIMESTRALE. Ma i consoli eletti alle calende di gennaio erano i consoli eponimo; gli altri che subentravano ai consoli ORDINARI erano detti consoli SUFFECTI. Lo svuotamento della carica dei consoli non è conseguenza dell’istaurarsi del principato perché è conseguenza DELLA riforma sillana con la ripartizione di competenze tra consoli e proconsoli
Due funzioni principali sono la
✓ Tribunicia potestas ( mezzo e strumento di partecipazione della Civitas)
✓ Imperium proconsolare
La posizione del principe è legittima perché i poteri sono conferiti con un ATTO NORMATIVO, la LEX DE IMPERIO.
LEX DE IMPERIO
Atto formale di delega con il quale il popolo ed il senato trasferivano al principe ogni funzione di loro pertinenza. È il fondamento della legittimità imperiale.
Di tali atti ne conosciamo una sola LEX DE IMPERO VESPASIANI 69 d.C.
Una legge in forza della quale si attribuivano al principe i propri poteri. Il popolo approva la deliberazione senatoria con la quale il senato cede i propri poteri alla figura del principe. Questa legge conferisce legittimità. È una esplicita legalizzazione del potere imperiale. È un atto al quale il principe , l’aspirante alla carica suprema non rinunzierà mai.
Hanno un ruolo fondamentale perché il principe assunte le diverse funzioni, non essendo in grado di svolgerle si aiutava grazie a tali figure, che coadiuvaavano il potere del principe. Appaiono essere una figura diversa poiché nominato da principe e stipendiato per il lavoro svolto.
Per svolgere le sue svariate funzioni si avvale di funzionari imperiali. Il numero dei funzionari cresce esponenzialmente al crescere delle funzioni del principe. Sono stipendiati, scelti dal principe e non hanno limiti. Le alte cariche burocratiche sono estratte e scelte dagli equites. Si può parlare di carriere equestre. Mentre gli uffici minori sono spesso ricoperti da liberti colti, di origine greca.
Solo alcune cariche burocratiche furono riservate ad esponenti di rango senatorio
Categorie più importanti
Prefetti
Controllavano
Prefetto del Pretorio funzionario di corte più importante. Era il comandante del quartier generale del corpo Di guardia dell’imperatore costituita da 9 coortes pretorie costituito da 9000 uomini. Esercitava al difuori di Roma. Acquisì anche una competenza civile. È il funzionario più vicino al principe, è il primo dignitari di corte, ne diviene il SOSTITUTO in ambito giurisdizionale. Si soleva dire che giudicava VICE SACRA
Praefectus urbi prefetto di Roma, preposto alla amministrazione della città di Roma, in contrasto con le magistrature cittadine. Ha compiti di POLIZIA A ROMA ED ENTRO LE 100 MIGLIA DA ROMA
Praefectus vigilum capo del corpo dei vigili dei fuoco e della vigilanza notturna
Praefectus annonoe addetto Ball’ approvvigionamento di grano.
Legati
Organi periferici che ricalcano una figura già esistente quando i governatori delle province avevano dei collaboratori.
Strabone ricorda che Augusto distinse le province in
Province Populi romana, amministrate da un governatore,un proconsole estratto dall’ordine senatori. Province più ricche, di antica costituzione, più civilizzate. Assistiti da LEGATI PROCONSOLI
Province cesaris,erano amministrate dall’imperatore mediante un funzionario imperiale denominato LEGATUS AUGUSTI. Dipendete dall’imperatore tra gli equites. Province di nuova istituzione quelle più turbolenti che richiedevano stanziamenti militari in loco.
Procuratores
Amministrazione di un patrimonio, 4 erano addetti alla tassa successori, la vicesima ereditatum, introdotta da Augusto.
Curatores
Scelti tra esponenti di ambito senatori. Erano addetti a specifici compiti come ad esempio sorveglianza degli acquedotti, strade ecc
Funzionari imperiali
Funzionari degli uffici palatina, degli uffici di corte che si inseriscono nell’opera di burocratizzazione dell’impero. Nella tarda antichità nasce un concetto germinale di stato a causa dell’opera di burocratizzazione, della nascita di un apparato statale.
Tra gli uffici palatini più importanti:
Una sorta di ragioneria di stato
Cancelleria del princeps come organo giudiziario A capo degli uffici venivano nominati inizialmente i liberti colti poi successivamente i cavalieri
Consilium principis
Alla fine del principato gia si preavvisa un chiaro binomio tra LEGES ET IURA. Binomio che indica da un lato L’IMPERATORE dall’altro la GIURISPRUDENZA.
Il potere normativo del principe si afferma in maniere graduale quando si esauriscono le altre fonti. L’unica fonte che coesiste è l’interpretazione dei giuristi.
Solo Augusto ricorse alle fonti preesistenti come le due leges IURIAE IUDICIARUM. Dopo Augusto l’attività delle assemblee si eclissi.
Editto
Si esaurisce con l’editto di Giuliano Salvio per opera di Adriano. Non è più un istituto attivo a causa anche della diminuzione e cristallizzazione del potere del pretore e della sua stessa persona.
Senato consulti normativi
Parallelamente all’esaurirsi della attività legislativa dei comizi si erige la capacità legislativa del SENATO attraverso il senato consulto inteso come atto di normazione. Secondo Gaio il senato consulto è ciò che il senato prescrive e stabilisce e possiede un valore di legge. Durante il principato è l’imperatore che comincia a produrre diritto cum senato ORATIO PRINCIPIS IN SENATO HABITA. Il senato si limita ad approvare la proposta avanzata dall’imperatore. Molti senato consulti prendevano il nome degli imperatori come quello Neroniano o Claudiano. Attraverso il senato consulto normativo si apre la strada agli autonomi atti normativi autonomi dell’imperatore.
Costituzioni imperiali
Gaio da una definizione di constitutio come ciò che l’imperatore stabilisce attraverso
Ha valore di legge.
Ulpiano la definisce come fondamento del potere imperiale. Qualsiasi cosa l’imperatore dispone tramite
Si evince che il potere del principe sia stato acquisito da subito ma in realtà avviene gradualmente e non all’inizio del principato. Finché sopravvivono gli organo repubblicano non si può parlare di potere normativo imperiale.
Quali sono i vari tipi di constituizioni imperiali?
Si dividono in vari atti
Edicta
Provvedimenti normativi a carattere generale emanato dall’imperatore. È una lex generale contenente un generale praeceptum come efficacia perpetua.
Vari sono i profili sostanziali e differenziali con l’editto Pretorio
Contiene i criteri al quale i pretori si sarebbero attenuti. Valeva solo per un anno, carica del pretore. Valeva solo in Italia
Disciplina fattispecie generali ed astratti ed ha una efficacia generale e vincolante per tutti i cittadini ai quale si riferiva, poteva applicarsi anche a casi analoghi, era suscettibile a di una applicazione analogica. Aveva efficacia temporale perpetua, andava ben oltre la morte dell’imperatore, non perde di valore. Aveva efficacia in tutto l’impero (editto di Caricarla).
DECRETUM PRINCIPIS Sentenze emanate dall’imperatore nell’esercizio della sua giurisdizione ▲ Primo grado ▲ D’appello ▲ Materia civile ▲ Materia criminale Chiude un processo dinanzi al tribunale dell’imperatore. Il decretum presupponeva un’attività completa dinanzi alla attività del principe inteso anche a guardare le decisioni delle parti. I decreta era inoppugnabili e vincolanti. Valeva soltanto per il caso concreto sottoposta all’attenzione del principe. Era a CARATTERE PARTICOLARE. Il contenuto della decisione, però costituiva un EXEMPLUM, un precedente tenuto in considerazione dagli altri giudici.
Lettera, una missiva, una comunicazione scritta dell’imperatore che rispondeva ad un'altra epistola inviata da un magistrato imperiale, da un funzionario o da una popolazione. Si chiedeva al principe di dare un PROPRIO PARERE SU UNA SITUAZIONE GIURIDICA CONTROVERSA MA ESSENZIALE PER UNA CAUSA PENDENTE, NON IMPLICCA PERO’ L’ACCERTAMENTO DEI FATTI CHE SPETTAVA AL MAGISTRATO.
Il rescriptum è una RISPOSTA, UN PARERE su una questione giuridica controversa però prestatagli da un CITTADINO. Veniva presentata attraverso:
volontà. Questi pareri avevano stessa efficacia di qualsiasi volontà del principe che autorizzava solo determinati giuristi. I giuristi non dotati di IUS RESPONDENDI potevano dare responsa, svolgere attività consultiva, scrivere libri di diritto ma di fatto era esclusi dalla DISPUTATIO FORENS, i giudici non erano vincolati a rispettare i loro pareri che non avevano il peso dei pareri fondati sull’autorità del principe. Perché nacque tale provvedimento?
Attività della giurisprudenza
Giurisprudenza classica che inizia con AUGUSTO e si conclude con la dinastia dei SEVERI (I,II,III secolo). È il fiore all’occhiello del diritto romano. Dopo l’età dei severi si assiste ad un tramonto dove si conoscono solo i nomi di due giuristi, la giurisprudenza lavora in anonimato. Inizia il tramonto e non la scomparsa, muta il ruolo, diventa anonima ma lavora ancora. Si sviluppò in modo significativo già a partire da Augusto raggiungendo l’apice nel II secolo con Adriano e gli Antonini. Caratteristiche:
■ LIBRI RESPONSORUM raccolte di responsa su casi reali, veramente verificatisi. ■ LIBRI QUAESTIONUM raccolte di responsa su casi fittizi, casi di scuola. ■ LIBRI DIGESTORUM antologie miste Opere di commento Ad editto, leggi, opere giurisprudenziali Opere didattiche Trattazioni elementari di diritto Opere monografiche Approfondimenti di aspetti specifici del diritto. LIBRI SINGULARIS.
GIURISTI DEL I SECOLO La giurisprudenza degli inixi del principato si caratterizzò dal’ antitesi tra due circoli giuridici, scuole, stationes secondo Gellio.
GIURISTI DELL’ETÀ DEI FLAVI
GIURISTI DEL II SECOLO
Giuristi BUROCRATI saliti ai più alti livelli