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Età imperiale, Appunti di Diritto Romano

appunti sui punti fondamentali da trattare dell'etè imperiale.

Tipologia: Appunti

2015/2016

Caricato il 25/02/2016

Dalila.pulcrano
Dalila.pulcrano 🇮🇹

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ETA DEL PRINCIPATO
Storia 30.11.2015
IL PRINCIPATO
1. Il principio di Augusto (27AC)
Siamo nell'ultimo trentennio del I secolo aC ed è un regno che durerà fino al 14 DC.
•Le linee essenziali del principato augusteo
#le fonti ->
liber singularis enchiliche (Pomponio)
Res gestae divi Augusti: autobiografia scritta da Augusto giuntaci epigraficamente. Questo
documento offre la possibilità di ricostruire l'iter politico e istituzionale di Augusto non
attraverso una voce terza,da storici,ma dallo stesso Augusto . Un esemplare di questo
documento è stato ritrovato ad Ancira,in Turchia nel 1955 detto anche “Monumentum
Anciranum”. L'originale è invece andata persa ma abbiamo questo esemplare ben
conservato. Questo testo era scritto sia in latino che in greco affinché fosse comprensibile a
tutti gli abitanti dell'impero ed è stato poi integrato con testimonianze di altre copie ritrovate
in altre città.
Le Res Gestae ricoprono l'intero arco del suo principato,ed hanno uno stile molto scarno e
semplice. Il documento consta di un’introduzione e 35 capitoli. Ora,è necessario partire dal
capitolo 34 per capire l'individuazione della fonte del potere :
“Durante il mio sesto e settimo consolato dopo che ebbi soffocato le guerre civili,essendomi
impadronito de potere per consenso universale,trasferii la Res Publica dalla mia potestà alle libere
determinazioni del senato e del popolo romano. Per questo mio merito venni chiamato Augusto dal senato”
--> Ottaviano in una famosa seduta de senato nel 13 gennaio del 27 aC compie un atto molto significativo :
dichiara di voler restituire la sovranità della repubblica(oramai pacificata) a coloro che erano stati titolari
durante l'età repubblicana il Senato e il Popolo. Tre giorni dopo da questo discorso proprio in considerazione
de gesto importante il senato gli conferisce questo titolo .
Augusto non intende presentarsi come rivoluzionario, ma vuole dare l'immagine di se come chi intende
restaurare,dare vigore e vitalità alle antiche istituzioni . Se Augusto ha avuto un principato così lungo e
sicuramente perché ha potuto godere di un consenso generale. Uno dei caratteri alla base de suo principato è
infatti la mediazione politica : è amico del popolo de senato ma allo stesso tempo da nuova linfa anche alle
classi emergenti (gli equites).
Altro passo per capire il potere di Augusto e al capitolo 34 paragrafo 3:
“Da allora (quando fui chiamato Augusto) superai tutto per Auctoritas ma non ebbi alcuna maggiore
potesta rispetto agli altri che mi furono colleghi nelle magistrature”.
1. Auctoritas indica una superiorità su un piano diverso da quello giuridico,una superiorità su
un piano che possiamo definire meta-giuridico. Augusto,è superiore agli altri per il suo
carisma,per il suo prestigio personale, morale,etico; si quindi collega strettamente alle sue
caratteristiche derivanti dai suoi meriti civili ,successi militari. Questo termine è considerato
un termine “pilastro “ del dizionario costituzionale Augusteo; ed
È stato centro di vivaci dibatti storiografici nella ricerca di una sua definizione e nella ricerca della
distinzione con il termine potestas. Secondo Arangio Ruiz l'auctoritas sarebbe un concetto di ordine
etico sociale con cui si designerebbe non un potere giuridico ma il prestigio riconosciuto a uomini
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ETA’ DEL PRINCIPATO

Storia 30.11.

IL PRINCIPATO

  1. Il principio di Augusto (27AC)

Siamo nell'ultimo trentennio del I secolo aC ed è un regno che durerà fino al 14 DC.

•Le linee essenziali del principato augusteo

#le fonti ->

  • liber singularis enchiliche (Pomponio)
  • Res gestae divi Augusti: autobiografia scritta da Augusto giuntaci epigraficamente. Questo documento offre la possibilità di ricostruire l'iter politico e istituzionale di Augusto non attraverso una voce terza,da storici,ma dallo stesso Augusto. Un esemplare di questo documento è stato ritrovato ad Ancira,in Turchia nel 1955 detto anche “Monumentum Anciranum”. L'originale è invece andata persa ma abbiamo questo esemplare ben conservato. Questo testo era scritto sia in latino che in greco affinché fosse comprensibile a tutti gli abitanti dell'impero ed è stato poi integrato con testimonianze di altre copie ritrovate in altre città. Le Res Gestae ricoprono l'intero arco del suo principato,ed hanno uno stile molto scarno e semplice. Il documento consta di un’introduzione e 35 capitoli. Ora,è necessario partire dal capitolo 34 per capire l'individuazione della fonte del potere : “Durante il mio sesto e settimo consolato dopo che ebbi soffocato le guerre civili,essendomi impadronito de potere per consenso universale, trasferii la Res Publica dalla mia potestà alle libere determinazioni del senato e del popolo romano. Per questo mio merito venni chiamato Augusto dal senato” --> Ottaviano in una famosa seduta de senato nel 13 gennaio del 27 aC compie un atto molto significativo : dichiara di voler restituire la sovranità della repubblica(oramai pacificata) a coloro che erano stati titolari durante l'età repubblicana il Senato e il Popolo. Tre giorni dopo da questo discorso proprio in considerazione de gesto importante il senato gli conferisce questo titolo.

Augusto non intende presentarsi come rivoluzionario, ma vuole dare l'immagine di se come chi intende restaurare,dare vigore e vitalità alle antiche istituzioni. Se Augusto ha avuto un principato così lungo e sicuramente perché ha potuto godere di un consenso generale. Uno dei caratteri alla base de suo principato è infatti la mediazione politica : è amico del popolo de senato ma allo stesso tempo da nuova linfa anche alle classi emergenti (gli equites).

Altro passo per capire il potere di Augusto e al capitolo 34 paragrafo 3:

“Da allora (quando fui chiamato Augusto) superai tutto per Auctoritas ma non ebbi alcuna maggiore potesta rispetto agli altri che mi furono colleghi nelle magistrature”.

  1. (^) Auctoritas indica una superiorità su un piano diverso da quello giuridico,una superiorità su un piano che possiamo definire meta-giuridico. Augusto,è superiore agli altri per il suo carisma,per il suo prestigio personale, morale,etico; si quindi collega strettamente alle sue caratteristiche derivanti dai suoi meriti civili ,successi militari. Questo termine è considerato un termine “pilastro “ del dizionario costituzionale Augusteo; ed È stato centro di vivaci dibatti storiografici nella ricerca di una sua definizione e nella ricerca della distinzione con il termine potestas. Secondo Arangio Ruiz l'auctoritas sarebbe un concetto di ordine etico sociale con cui si designerebbe non un potere giuridico ma il prestigio riconosciuto a uomini

insigni per le imprese compiute e onori ricevuti -> ipotizza quindi un principato fondato su una Auctoritas politico sociale.

Altri invece come Cunchel hanno sottolineato che l'essenza di questa nuova forma di governo non consiste ne nella Auctoritas considerata singolarmente ne nella potestas considerata singolarmente ma nella fusione di questi due elementi.

E significativa anche l'opinione di altri studiosi come Cerami, che definisce l'auctoritas “forza ordinante” una superiorità cioè in grado di coordinare ed integrare i singoli poteri costituzionali.

Interessante e anche l'opinione di Orestano che la considera un potere dotato di forza rinnovatrice che consentirà di sovrapporsi agli antichi poteri fini a sostituirli completamente.

  1. Potestas si configura come un potere giuridico che l ordinamento giuridico già conosce: la potestas magistratuale è infatti antichissima. A differenza dell'altro ha un riferimento giuridico: la potestas indica il potere giuridico che si connette alla magistratura ma in realtà è svincolato dalla carica magistratuale stessa

Ad esempio ebbe la tribunicia potestas ma non fu tribuno, ebbe il potere pro consolare ma non su pro console.

Orestano a proposito della potestas di Augusto parla di” astrattizzazione” : è come se la potestas si ponesse al centro consentendo al princeps di svincolarsi da quei vincoli intrinsecamente connessi alle cariche magistratuali (temporaneità e collegialità ). La potestas prescinde così le funzioni delle singole magistrature perché sono accentrate nella sua persona. Il concetto di potestas era quindi già noto ma acquisisce una fisionomia diversa.

È una potestas •unitaria •assoluta •senza termini di confronto.

La direzione che Augusto vuole dare e quella di presentare un nuovo assetto come una formale continuazione delle antiche istituzioni.

#I POTERI DI AUGUSTO

Era provvisto di tutte le prerogative,funzioni,attribuzioni connesse alle cariche magistratuali tuttavia senza ricoprire la carica..

  • Otterrà la Tribunicia potestas
  • Otterrà l’mperium pro-con solare senza essere pro console •Dal 31 AC al 23 Ac ricopre per più volte il consolato

•Nel 29 riceve il titolo di “imperator a vita “ nel senso di generale vittorioso

•Nel 28 viene nominato princeps senatus

•Nel 27 ottiene sia il titolo di Augusto che limperium pro consolare per 10 anni soprattutto sulle provincie non ancora pacificate

•appena qualche anno dopo nel 23 riceve l imperium pro consolare maius èt infinitum a vita -> gli

viene cioè attribuito il supremo comando militare senza limiti di tempo e spazio(infinitum), maius perché era superiore a quello degli altri governatori provinciali.

  • sempre nel 23 riceve la tribunicia potestas a vita, ovviamente gli consentiva sia il Ius agendi cum

plebe sia il potere di intercessio. Un intercessio però peculiare perché univoca cioè senza reciprocità.

  • Successione tramite criterio adottivo

Si ricorre all’adoptio del miglior collaboratore a prescindere dai criteri di sangue. Criterio seguito dagli ANTONINI fatte eccezione per Commodo.

Dinastia dei Giulio- Claudia Dal 14 al 68 d.C.

  • Tiberio 14-37(morte di Gesù)
  • Caligola
  • Claudio
  • Nerone

Un anno lungo che vede al potere 4 imperatori longus annus di anarchia militare

  • Nerone
  • Galba
  • Otone
  • Vitello Dinastia Flavia Dal 69 al 96
  • Vespasiano
  • Tito
  • Domiziano

Dopo il 96 sulla scena politica emergeranno gli antonini

Dinastia degli Antonini Dal 96 al 193 (seculum aurum)

Ricorrono al criterio adottivo e non dinastico con la scelta del migliore

  • Nerva (96-98)
  • Traiano (massima espansione dell’impero)
  • Adriano
  • Antonino Pio
  • Marco Aurelio (imperatore filosofo)
  • Commodo

Dopo Commodo troviamo le figure

  • (^) Pertiinace, regna per 3 mesi
  • Video Giuliano, regna per 2 mesi

Dinastia dei Severi

Dal 193 al 235 d.C.

  • Settimio Severo
  • Antonino Caracalla (212 editto di caricarla estensione della cittadinanza)
  • Macrino
  • (^) Ela Galbalo
  • Alessandro Severo (tra i suoi collaboratori Ulpiano).

Cosa accade dopo il 235?

Si assiste ad un periodo di anarchia militare fino al 268. Da quell’ anno fino al 284 troviamo al potere gli IMPERATORI ILLIRICI.

  • Diocleziano con il quale comincia l’età del DOMINATO.

Nonostante il ricorso al criterio adottivo degli Antonini sembra che il favore dei Romani sia per il criterio dinastico.

Il terzo secolo vede l’esercito come arbitro dell’avvicinamento al potere, i soldati sonno inn prima linea nella scelta dell’imperatore. Dal 235 fino a Diocleziano le truppe diventano incisive con il loro potere.

ASSETTO COSTITUZIONALE

Coesistenza tra vecchio e nuovo rappresenta uno dei connotati fondamentali. Dalla sovrapposizione di un nuovo ordinamento al vecchio. Assetto repubblicano che non scompare di colpo. Il potere imperiale prende consistenza all’interno delle strutture repubblicane.

L’instaurazione di questo nuovo regime nasce dentro forme repubblicane.

Qual è il destino dei vecchi organi repubblicani?

Formalmente restano in vita le magistrature, assemblee e senato. Tuttavia le finzioni svolte non sono più le stesse. Si assiste a limitazioni e modifiche.

Cosa è scattato? Sono scattati i meccanismi di esautoramento degli organi repubblicani. Tutto avviene gradualmente, progressivamente. È un processo graduale.

Magistrature

Svolgo funzioni meramente di facciata.

  • Consolato

Sopravvive, fino al VI sec d.C. i consoli vengono sempre nominati, tuttavia costituiscono una titolatura meramente onorifica. La prerogativa principale è l’ EPONIMIA, i consoli continuano a dare il proprio nome agli anni. Possono ancora CONVOCARE l’assemblea senatoria. Non è più annuale, diventa prima SEMESTRALE poi BIMESTRALE. Ma i consoli eletti alle calende di gennaio erano i consoli eponimo; gli altri che subentravano ai consoli ORDINARI erano detti consoli SUFFECTI. Lo svuotamento della carica dei consoli non è conseguenza dell’istaurarsi del principato perché è conseguenza DELLA riforma sillana con la ripartizione di competenze tra consoli e proconsoli

  • Pretura
  • Consilium principii
  • Principes

Due funzioni principali sono la

✓ Tribunicia potestas ( mezzo e strumento di partecipazione della Civitas)

✓ Imperium proconsolare

La posizione del principe è legittima perché i poteri sono conferiti con un ATTO NORMATIVO, la LEX DE IMPERIO.

LEX DE IMPERIO

Atto formale di delega con il quale il popolo ed il senato trasferivano al principe ogni funzione di loro pertinenza. È il fondamento della legittimità imperiale.

Di tali atti ne conosciamo una sola LEX DE IMPERO VESPASIANI 69 d.C.

Una legge in forza della quale si attribuivano al principe i propri poteri. Il popolo approva la deliberazione senatoria con la quale il senato cede i propri poteri alla figura del principe. Questa legge conferisce legittimità. È una esplicita legalizzazione del potere imperiale. È un atto al quale il principe , l’aspirante alla carica suprema non rinunzierà mai.

  • Funzionari imperiali

Hanno un ruolo fondamentale perché il principe assunte le diverse funzioni, non essendo in grado di svolgerle si aiutava grazie a tali figure, che coadiuvaavano il potere del principe. Appaiono essere una figura diversa poiché nominato da principe e stipendiato per il lavoro svolto.

Per svolgere le sue svariate funzioni si avvale di funzionari imperiali. Il numero dei funzionari cresce esponenzialmente al crescere delle funzioni del principe. Sono stipendiati, scelti dal principe e non hanno limiti. Le alte cariche burocratiche sono estratte e scelte dagli equites. Si può parlare di carriere equestre. Mentre gli uffici minori sono spesso ricoperti da liberti colti, di origine greca.

Solo alcune cariche burocratiche furono riservate ad esponenti di rango senatorio

  • Praefectus urbi
  • Curatorus

Categorie più importanti

  • Prefetti
  • Legati
  • (^) Curatores
  • Funzionari delle cancellerie imperiali
  • Procuratores

Prefetti

Controllavano

  • Pretorio
  • Urbi
  • Vigilum
  • (^) Annonae

Prefetto del Pretorio funzionario di corte più importante. Era il comandante del quartier generale del corpo Di guardia dell’imperatore costituita da 9 coortes pretorie costituito da 9000 uomini. Esercitava al difuori di Roma. Acquisì anche una competenza civile. È il funzionario più vicino al principe, è il primo dignitari di corte, ne diviene il SOSTITUTO in ambito giurisdizionale. Si soleva dire che giudicava VICE SACRA

Praefectus urbi prefetto di Roma, preposto alla amministrazione della città di Roma, in contrasto con le magistrature cittadine. Ha compiti di POLIZIA A ROMA ED ENTRO LE 100 MIGLIA DA ROMA

Praefectus vigilum capo del corpo dei vigili dei fuoco e della vigilanza notturna

Praefectus annonoe addetto Ball’ approvvigionamento di grano.

Legati

Organi periferici che ricalcano una figura già esistente quando i governatori delle province avevano dei collaboratori.

Strabone ricorda che Augusto distinse le province in

  • Senatorie

Province Populi romana, amministrate da un governatore,un proconsole estratto dall’ordine senatori. Province più ricche, di antica costituzione, più civilizzate. Assistiti da LEGATI PROCONSOLI

  • Imperiali

Province cesaris,erano amministrate dall’imperatore mediante un funzionario imperiale denominato LEGATUS AUGUSTI. Dipendete dall’imperatore tra gli equites. Province di nuova istituzione quelle più turbolenti che richiedevano stanziamenti militari in loco.

Procuratores

Amministrazione di un patrimonio, 4 erano addetti alla tassa successori, la vicesima ereditatum, introdotta da Augusto.

Curatores

Scelti tra esponenti di ambito senatori. Erano addetti a specifici compiti come ad esempio sorveglianza degli acquedotti, strade ecc

Funzionari imperiali

Funzionari degli uffici palatina, degli uffici di corte che si inseriscono nell’opera di burocratizzazione dell’impero. Nella tarda antichità nasce un concetto germinale di stato a causa dell’opera di burocratizzazione, della nascita di un apparato statale.

Tra gli uffici palatini più importanti:

  • A rationibus

Una sorta di ragioneria di stato

  • A cognotionibus

Cancelleria del princeps come organo giudiziario A capo degli uffici venivano nominati inizialmente i liberti colti poi successivamente i cavalieri

Consilium principis

Alla fine del principato gia si preavvisa un chiaro binomio tra LEGES ET IURA. Binomio che indica da un lato L’IMPERATORE dall’altro la GIURISPRUDENZA.

  • Leges costituzioni imperiali
  • Iura opere giurisprudenziali dei giuristi, i pareri.

Il potere normativo del principe si afferma in maniere graduale quando si esauriscono le altre fonti. L’unica fonte che coesiste è l’interpretazione dei giuristi.

Solo Augusto ricorse alle fonti preesistenti come le due leges IURIAE IUDICIARUM. Dopo Augusto l’attività delle assemblee si eclissi.

Editto

Si esaurisce con l’editto di Giuliano Salvio per opera di Adriano. Non è più un istituto attivo a causa anche della diminuzione e cristallizzazione del potere del pretore e della sua stessa persona.

Senato consulti normativi

Parallelamente all’esaurirsi della attività legislativa dei comizi si erige la capacità legislativa del SENATO attraverso il senato consulto inteso come atto di normazione. Secondo Gaio il senato consulto è ciò che il senato prescrive e stabilisce e possiede un valore di legge. Durante il principato è l’imperatore che comincia a produrre diritto cum senato ORATIO PRINCIPIS IN SENATO HABITA. Il senato si limita ad approvare la proposta avanzata dall’imperatore. Molti senato consulti prendevano il nome degli imperatori come quello Neroniano o Claudiano. Attraverso il senato consulto normativo si apre la strada agli autonomi atti normativi autonomi dell’imperatore.

Costituzioni imperiali

Gaio da una definizione di constitutio come ciò che l’imperatore stabilisce attraverso

  • Decreto
  • Editto
  • Epistola

Ha valore di legge.

Ulpiano la definisce come fondamento del potere imperiale. Qualsiasi cosa l’imperatore dispone tramite

  • Epistola
  • Rescritto
  • Decreto
  • Editto

Si evince che il potere del principe sia stato acquisito da subito ma in realtà avviene gradualmente e non all’inizio del principato. Finché sopravvivono gli organo repubblicano non si può parlare di potere normativo imperiale.

Quali sono i vari tipi di constituizioni imperiali?

Si dividono in vari atti

  • Edicta
  • Decreta
  • Epistolae
  • (^) Rescripta
  • Mandata

Edicta

Provvedimenti normativi a carattere generale emanato dall’imperatore. È una lex generale contenente un generale praeceptum come efficacia perpetua.

Vari sono i profili sostanziali e differenziali con l’editto Pretorio

  • Editto del pretore

Contiene i criteri al quale i pretori si sarebbero attenuti. Valeva solo per un anno, carica del pretore. Valeva solo in Italia

  • Editto imperiale

Disciplina fattispecie generali ed astratti ed ha una efficacia generale e vincolante per tutti i cittadini ai quale si riferiva, poteva applicarsi anche a casi analoghi, era suscettibile a di una applicazione analogica. Aveva efficacia temporale perpetua, andava ben oltre la morte dell’imperatore, non perde di valore. Aveva efficacia in tutto l’impero (editto di Caricarla).

DECRETUM PRINCIPIS Sentenze emanate dall’imperatore nell’esercizio della sua giurisdizione ▲ Primo grado ▲ D’appello ▲ Materia civile ▲ Materia criminale Chiude un processo dinanzi al tribunale dell’imperatore. Il decretum presupponeva un’attività completa dinanzi alla attività del principe inteso anche a guardare le decisioni delle parti. I decreta era inoppugnabili e vincolanti. Valeva soltanto per il caso concreto sottoposta all’attenzione del principe. Era a CARATTERE PARTICOLARE. Il contenuto della decisione, però costituiva un EXEMPLUM, un precedente tenuto in considerazione dagli altri giudici.

EPISTULA

Lettera, una missiva, una comunicazione scritta dell’imperatore che rispondeva ad un'altra epistola inviata da un magistrato imperiale, da un funzionario o da una popolazione. Si chiedeva al principe di dare un PROPRIO PARERE SU UNA SITUAZIONE GIURIDICA CONTROVERSA MA ESSENZIALE PER UNA CAUSA PENDENTE, NON IMPLICCA PERO’ L’ACCERTAMENTO DEI FATTI CHE SPETTAVA AL MAGISTRATO.

RESCRIPTA

Il rescriptum è una RISPOSTA, UN PARERE su una questione giuridica controversa però prestatagli da un CITTADINO. Veniva presentata attraverso:

  • Libelli
  • Praeces
  • Supplicationes L’imperatore rispondeva con un rescritto scritto IN CALCE sotto l’istanza, la domanda di parere. Le domande rivolte dal privato cittadino era finalizzate alla soluzione di una controversia che pende dinanzi ad un tribunale diverso da quello imperiale. Riguardava solo la questione giuridica controversa.

volontà. Questi pareri avevano stessa efficacia di qualsiasi volontà del principe che autorizzava solo determinati giuristi. I giuristi non dotati di IUS RESPONDENDI potevano dare responsa, svolgere attività consultiva, scrivere libri di diritto ma di fatto era esclusi dalla DISPUTATIO FORENS, i giudici non erano vincolati a rispettare i loro pareri che non avevano il peso dei pareri fondati sull’autorità del principe. Perché nacque tale provvedimento?

  • Chiaro rilievo politico L’imperatore poteva concedere o meno tale diritto solo ai GIURUSTI PIÙ GRADITI, ALLINEATI ALLA POLITICA IMPERIALE, A LUI PIÙ FEDELI, PROPENSI A SEGUIRE LE SUE DIRETTIVE. Pomponio dice che tale provvedimento sarebbe stato concesso anche per ACCRESCERE L’AUTORITÀ DEL DIRITTO. Nel senso di ridurre lo IUS CONTROVERSUM alimentato dal’ incertezza relativa all’autorità dei responso (forma scritta e sigillata). Vi era maggiore garanzia dei responsa e autenticità del diritto. Guarino parla di PATENTE DEL BUON GIURISTA, orientare decisioni nei tribunali. A partire da Tiberio si parlerà di IUS PUBLICE RESPONDENDI, i giuristi dotati di ciò potevano CONDERE IURA, creare diritto.
  • Limiti dovute a divergenze di opinioni di vari giuristi imperiali. I giudici erano nuovamente in difficoltà a causa di pareri diversi, contraddittori senza sapere quale seguire. A partire dal primo secolo i principi iniziarono a elargire meno Adriano stabili che i responsa vincolassero i giudici solo se conformi tra loro. Ma furono le parti in causa che ricorsero sempre meno ai responsa preferendo una fonte più sicura ovvero i rescritti imperiali.

Attività della giurisprudenza

Giurisprudenza classica che inizia con AUGUSTO e si conclude con la dinastia dei SEVERI (I,II,III secolo). È il fiore all’occhiello del diritto romano. Dopo l’età dei severi si assiste ad un tramonto dove si conoscono solo i nomi di due giuristi, la giurisprudenza lavora in anonimato. Inizia il tramonto e non la scomparsa, muta il ruolo, diventa anonima ma lavora ancora. Si sviluppò in modo significativo già a partire da Augusto raggiungendo l’apice nel II secolo con Adriano e gli Antonini. Caratteristiche:

  • I giuristi erano di rango senatorio e di origine romano-italica. Ma dal secondo secolo numerosi furono quelli di RANGO EQUESTRE E DI PROVENIENZA PROVINCIALE.
  • Tendono ad identificarsi con i FUNZIONARI IMPERIALI, ricoprendo funzioni sempre più importanti nell’ambito burocratico –amministrativo. (GIURISPRUDENZA BUROCRATE) Attività della giurisprudenza nell’età imperiale
    • (^) Rispondere Sopravvive ma cambia. Viene dato spazio all’argomentazione giuridica, alla giustificazione del parere
    • Cavere Si riduce fino a scomparire data la diffusione dei FORMULARI GIÀ PREDISPOSTI
    • Agere Si riduce fino a scomparire parallelamente alla riduzione dell’attività del pretore e la diffusione della cognitio
    • Attività scientifico- letteraria Si incrementa grazie alla capacità dei giuristi Opere di casistica Raccolte di casi giuridici, pareri, di responsa.

■ LIBRI RESPONSORUM raccolte di responsa su casi reali, veramente verificatisi. ■ LIBRI QUAESTIONUM raccolte di responsa su casi fittizi, casi di scuola. ■ LIBRI DIGESTORUM antologie miste Opere di commento Ad editto, leggi, opere giurisprudenziali Opere didattiche Trattazioni elementari di diritto Opere monografiche Approfondimenti di aspetti specifici del diritto. LIBRI SINGULARIS.

GIURISTI DEL I SECOLO La giurisprudenza degli inixi del principato si caratterizzò dal’ antitesi tra due circoli giuridici, scuole, stationes secondo Gellio.

  • Proculiani
  • Sabiniani Labeonelibri di commento alle XII tavole, editti, diritto pontificale fonda la scuola dei Pproculiami , nome dato dal primo allievo Proculo Capitonemeno originale ma con grande fortuna politica fonda la scuola dei Sabiniani, nome dato dal primo allievo Sabino La scuola dei proculiani era più libera, mentre la seconda più conservatrice. Le differenze son di tipo accademico e non di tipo metodologico, scientifico.

GIURISTI DELL’ETÀ DEI FLAVI

  • Giavoleno Prisco Giurista di ingegno vivacissimo, aurore di libri di responsa su questioni sottoposte da altri giuristi. Risposte poste a domande di altri

GIURISTI DEL II SECOLO

  • Salvio Giuliano (età di Adriano)) Codificazione del editto Pretorio Novanta libri di DIGESTA
  • Pomponio 150 LIBRI AD EDICTUM commentario all’Editto. Scritto più ampio ENCHIRIDION manuale di storia giuridica dalle origini di Roma
  • Gaio INSTITUTIONES IN 4 LIBRI manuale didattico.ritrovato in un manoscritto nell’ottocento alla biblioteca di Verona.
  • Papirio Giusto 20LIBRI CONSTITUTIONUM raccoglie leggi imperiali di Marco Aurelio e Lucio Vero. È il primo esempio di un giurista che raccoglie il materiale normativo prodotto in maniera alluvionale.

GIURISTI DELL’ETÀ DEI SEVERI

Giuristi BUROCRATI saliti ai più alti livelli

  • Papiniano Prefetto del Pretorio sotto Settimio severo
  • Ulpinao
  • Paolo Prefetti sotto Alessandro Severo