Docsity
Docsity

Prepara i tuoi esami
Prepara i tuoi esami

Studia grazie alle numerose risorse presenti su Docsity


Ottieni i punti per scaricare
Ottieni i punti per scaricare

Guadagna punti aiutando altri studenti oppure acquistali con un piano Premium


Guide e consigli
Guide e consigli


ETICA E BIOETICA D’ANTUONO, Dispense di Bioetica

Argomenti essenziali, etica e bioetica sociologia

Tipologia: Dispense

2025/2026

Caricato il 19/06/2026

arianna-graniglia-2
arianna-graniglia-2 🇮🇹

1 documento

1 / 4

Toggle sidebar

Questa pagina non è visibile nell’anteprima

Non perderti parti importanti!

bg1
3 LINEE DI CONFINE-NASCITA,MORTE,TRAPIANTI
3.1 Il dibattito sulla vita nascente
Il cuore della riflessione bioetica contemporanea si apre con l'analisi delle "linee di confine" che
riguardano l'origine della vita.Il dibattito non è puramente tecnico, ma investe la natura stessa
dell'essere umano e la sua tutela giuridica.!
Per aborto (procurato) si intende quell’atto di natura volontaria intenzionale attraverso cui si
interrompe una gravidanza provocando in tal modo la morte del feto o dell’embrione.!
Al centro di questa disputa si trova il concetto di statuto dell'embrione: ci si interroga se
l'embrione possieda una dignità ontologica piena sin dal principio o se questa sia il frutto di uno
sviluppo progressivo.!
La posizione cattolica, di stampo sostanzialista,ritiene che l'identità genetica fissata al momento
del concepimento è condizione suciente per riconoscere la presenza di una persona; l'anima è
intesa come "atto primo" di un corpo che ha in sé tutto il potenziale per svilupparsi (argomento
della potenzialità). Al contrario, la posizione laica, definita funzionalista,nega che la biologia
coincida immediatamente con la biografia.Qui, la tutela dell'essere vivente è proporzionale al suo
sviluppo: si riconosce la piena soggettività solo con la comparsa della coscienza o della capacità
di sentire dolore. !
In Italia, c’è un approccio gradualista, un compromesso.La legge 194 del 1978 riconosce il diritto
esclusivo della donna di decidere sulla gravidanza e tutela la sua decisione abortiva,
assicurandole la necessaria assistenza medica.donna di decidere della gravidanza e tutela la sua
decisione abortiva, assicurandole la necessaria assistenza medica.Sono a sua disposizione
strutture sanitarie e personale medico non solo per garantire un corretto intervento medico,!
ma anche per orire consulenza e sostegno psicologico, necessari per arontare questo tipo di
scelta.Entro i primi 90 giorni l'I.V.G. è ammessa quando si verifichino "circostanze per le quali la
prosecuzione della gravidanza, il parto o la maternità comporterebbero un serio pericolo per la
salute fisica o psichica della donna, in relazione o al suo stato di salute, o alle sue condizioni
economiche, o sociali o familiari, o alle circostanze in cui è avvenuto il concepimento, o a
previsioni di anomalie o malformazioni del concepito" (art. 4)!
Oltre il novantesimo giorno è consentita solo quando:!
a) la gravidanza o il parto comportino un grave pericolo per la vita della donna;!
b) siano accertati processi patologici, tra cui quelli relativi a rilevanti anomalie o malformazioni del
nascituro, che!
determino un grave pericolo per la salute fisica o psichica della donna»
3.2 Sulla fecondazione assistita
La procreazione medicalmente assistita nasce per rispondere a situazioni di sterilità o infertilità,
oppure per evitare la trasmissione di malattie genetiche.Dal punto di vista biologico è importante
distinguere le fasi iniziali dello sviluppo: prima della fusione dei nuclei dei gameti si parla di ootide,
in cui i patrimoni genetici sono ancora separati; solo successivamente si forma lo zigote, che
possiede un’identità genetica definita. !
Le tecniche possono essere intracorporee (in vivo), dove la fecondazione avviene nel corpo della
donna, o extracorporee (in vitro), dove avviene in provetta. La tecnica della FIVET (1978) ha reso
visibile l’embrione fuori dal corpo materno e la nascita di Louise Brown, la prima bambina nata da
fecondazione in vitro,segna un punto di svolta nel dibattito bioetico.Le fecondazioni possono
essere omologhe, se usano i gameti della coppia, o eterologhe, se utilizzano il seme o l'ovulo di
un donatore esterno.Quest'ultima è richiesta spesso da coppie a rischio o sterili.!
La posizione cattolica rifiuta perché separa l’atto unitivo da quello procreativo, rendendo il figlio
un “prodotto” tecnico. La fecondazione eterologa è considerata un ATTO "ABORTIVO" DELLA
PATERNITÀ E DELLA MATERNITÀ perché è al servizio del desiderio degli adulti, che pur di esser
soddisfatto ferisce il bambino e lo privadella conoscenza di una parte delle sue origini.!
La posizione laica invece la interpreta come espressione di autonomia e responsabilità.!
pf3
pf4

Anteprima parziale del testo

Scarica ETICA E BIOETICA D’ANTUONO e più Dispense in PDF di Bioetica solo su Docsity!

3 LINEE DI CONFINE-NASCITA,MORTE,TRAPIANTI

3.1 Il dibattito sulla vita nascente

Il cuore della riflessione bioetica contemporanea si apre con l'analisi delle "linee di confine" che riguardano l'origine della vita.Il dibattito non è puramente tecnico, ma investe la natura stessa dell'essere umano e la sua tutela giuridica. Per aborto (procurato) si intende quell’atto di natura volontaria intenzionale attraverso cui si interrompe una gravidanza provocando in tal modo la morte del feto o dell’embrione. Al centro di questa disputa si trova il concetto di statuto dell'embrione : ci si interroga se l'embrione possieda una dignità ontologica piena sin dal principio o se questa sia il frutto di uno sviluppo progressivo. La posizione cattolica, di stampo sostanzialista ,ritiene che l'identità genetica fissata al momento del concepimento è condizione sufficiente per riconoscere la presenza di una persona; l'anima è intesa come "atto primo" di un corpo che ha in sé tutto il potenziale per svilupparsi (argomento della potenzialità). Al contrario, la posizione laica, definita funzionalista, nega che la biologia coincida immediatamente con la biografia.Qui, la tutela dell'essere vivente è proporzionale al suo sviluppo: si riconosce la piena soggettività solo con la comparsa della coscienza o della capacità di sentire dolore. In Italia, c’è un approccio gradualista, un compromesso.La legge 194 del 1978 riconosce il diritto esclusivo della donna di decidere sulla gravidanza e tutela la sua decisione abortiva, assicurandole la necessaria assistenza medica.donna di decidere della gravidanza e tutela la sua decisione abortiva, assicurandole la necessaria assistenza medica.Sono a sua disposizione strutture sanitarie e personale medico non solo per garantire un corretto intervento medico, ma anche per offrire consulenza e sostegno psicologico, necessari per affrontare questo tipo di scelta.Entro i primi 90 giorni l'I.V.G. è ammessa quando si verifichino " circostanze per le quali la prosecuzione della gravidanza, il parto o la maternità comporterebbero un serio pericolo per la salute fisica o psichica della donna, in relazione o al suo stato di salute, o alle sue condizioni economiche, o sociali o familiari, o alle circostanze in cui è avvenuto il concepimento, o a previsioni di anomalie o malformazioni del concepito" (art. 4) Oltre il novantesimo giorno è consentita solo quando: a) la gravidanza o il parto comportino un grave pericolo per la vita della donna; b) siano accertati processi patologici, tra cui quelli relativi a rilevanti anomalie o malformazioni del nascituro, che determino un grave pericolo per la salute fisica o psichica della donna» 3.2 Sulla fecondazione assistita La procreazione medicalmente assistita nasce per rispondere a situazioni di sterilità o infertilità, oppure per evitare la trasmissione di malattie genetiche.Dal punto di vista biologico è importante distinguere le fasi iniziali dello sviluppo: prima della fusione dei nuclei dei gameti si parla di ootide , in cui i patrimoni genetici sono ancora separati; solo successivamente si forma lo zigote , che possiede un’identità genetica definita. Le tecniche possono essere intracorporee (in vivo), dove la fecondazione avviene nel corpo della donna, o extracorporee (in vitro), dove avviene in provetta. La tecnica della FIVET (1978) ha reso visibile l’embrione fuori dal corpo materno e la nascita di Louise Brown, la prima bambina nata da fecondazione in vitro,segna un punto di svolta nel dibattito bioetico.Le fecondazioni possono essere omologhe , se usano i gameti della coppia, o eterologhe , se utilizzano il seme o l'ovulo di un donatore esterno.Quest'ultima è richiesta spesso da coppie a rischio o sterili. La posizione cattolica rifiuta perché separa l’atto unitivo da quello procreativo, rendendo il figlio un “prodotto” tecnico. La fecondazione eterologa è considerata un ATTO "ABORTIVO" DELLA PATERNITÀ E DELLA MATERNITÀ perché è al servizio del desiderio degli adulti, che pur di esser soddisfatto ferisce il bambino e lo privadella conoscenza di una parte delle sue origini. La posizione laica invece la interpreta come espressione di autonomia e responsabilità.

La legge 40/2004 è riferita alla procreazione medicalmente assistita che poneva il limite a 3 embrioni e se fecondati dovevano essere impiantati tutti e 3 senza la possibilità di fare l'analisi pre impianto per vedere eventuali malformazioni del feto. La maternità surrogata è una tecnica di procreazione assistita nella quale una donna decide di intraprendere e portare a termine una gravidanza per conto di persone che, per un qualsiasi motivo, non sono in grado di concepire o avere figli (gravidanza "su commissione" di altri). Esistono due tipologie di surrogazione di maternità:

  • maternità surrogata tradizionale : la surrogata presta utero e ovulo
  • maternità surrogata gestazionale : presta solo l’utero In Italia, la legge 40/2004 (articolo 12, comma 6) vieta a qualsiasi donna di diventare madre surrogata: "chiunque, in qualsiasi forma, realizza, organizza o pubblicizza la commercializzazione di gameti o di embrioni o la surrogazione di maternità è punito con la reclusione da tre mesi a due anni e con la multa da 600.000 a un milione di euro". Le problematiche riguardano la dignità della donna, il rischio di mercificazione del corpo umano e riflessi negativi sulla madre uterina sul nascituro , che rischia di nascere orfano di un legame certo con i genitori biologici. Un altro nodo centrale del dibattito bioetico riguarda la possibilità di condurre ricerche sugli embrioni umani. Il Rapporto Warnock (1982) introduce il limite dei 14 giorni dalla fecondazione. Entro questo periodo l’embrione viene definito “pre-embrione” , poiché le cellule sono ancora indifferenziate e non è presente un sistema nervoso.Questo limite non è naturale ma convenzionale. 3.4 Problemi di fine vita: cure palliative ed eutanasia Secondo la visione bioetica e giuridica la morte è "un processo di cui non è possibile descrivere e definire i tempi"(Rodotà). Ben diversa è la morte intesa come " momento " che arresta il tempo della vita. Quale morte?

- Morte cerebrale : cessazione di tutte le funzioni del cervello conseguente ad un danno

irreversibile (sia della zona tronco-encefalica sia di quella corticale)

- Morte troncoencefalica : cessazione di tutte le funzioni del tronco, sia quelle che controllano

l'accensione degli emisferi sia quelle che controllano la respirazione e l'omeostasi (pressione e temperatura)

- Morte corticale : cessazione delle sole attività della corteccia, ovvero delle funzioni "superiori"

(la coscienza) Criteri di accertamento della morte

- Criteri di accertamento tradizionali: respiro, cuore

- A partire dagli anni 60 del XX secolo le tecniche rianimatorie e l'utilizzo di macchine vicarianti

consentono il mantenimento di attività vitali, cardiovascolari, respiratorie ecc, anche in assenza di attività cerebrale

- Nella seconda metà del '900 (1968) il Comitato ad hoc dell'Università di Harvard formalizza la

definizione di morte cerebrale e ne stabilisce i criteri

- 1967:Primo trapianto di cuore

ASSUNZIONE GIURIDICA DELLA DEFINIZIONE DI MORTE CEREBRALE

- In Italia l'art. 1 della legge 579 del 29 dic 1993 recita :

"la morte si identifica con la cessazione irreversibile di tutte le funzioni dell'encefalo" La medicina tradizionale era spesso legata al Giuramento di Ippocrate, che imponeva la difesa della vita a ogni costo, portando al vitalismo medico e al paternalismo (il medico decide per il malato). Oggi viviamo un drammatico paradosso: la tecnica può trasformare la cura in

Secondo la booetica laica una persona può esporre se stessa a una morte sicura o "sacrificare" la propria vita o rifiutare trattamenti medici in determinate circostanze sapendo che come conseguenza ne morirà, oppure può direttamente togliersi la vita se pensa che continuare ad esistere sarebbe moralmente privo di senso poiché non sarebbe più un agente morale autonomo capace di rendere la propria vita significativa.Se ho il diritto morale di mettere fine alla mia vita in tale situazione, allora non devo essere penalizzato dalla legge perché esercito questo diritto. La legge olandese ha stabilito che i medici che abbiano aiutato a morire i propri pazienti ma siano in grado di dimostrare di aver rispettato una serie di condizioni non sono perseguibili legalmente.