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Argomenti essenziali, etica e bioetica sociologia
Tipologia: Dispense
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Il cuore della riflessione bioetica contemporanea si apre con l'analisi delle "linee di confine" che riguardano l'origine della vita.Il dibattito non è puramente tecnico, ma investe la natura stessa dell'essere umano e la sua tutela giuridica. Per aborto (procurato) si intende quell’atto di natura volontaria intenzionale attraverso cui si interrompe una gravidanza provocando in tal modo la morte del feto o dell’embrione. Al centro di questa disputa si trova il concetto di statuto dell'embrione : ci si interroga se l'embrione possieda una dignità ontologica piena sin dal principio o se questa sia il frutto di uno sviluppo progressivo. La posizione cattolica, di stampo sostanzialista ,ritiene che l'identità genetica fissata al momento del concepimento è condizione sufficiente per riconoscere la presenza di una persona; l'anima è intesa come "atto primo" di un corpo che ha in sé tutto il potenziale per svilupparsi (argomento della potenzialità). Al contrario, la posizione laica, definita funzionalista, nega che la biologia coincida immediatamente con la biografia.Qui, la tutela dell'essere vivente è proporzionale al suo sviluppo: si riconosce la piena soggettività solo con la comparsa della coscienza o della capacità di sentire dolore. In Italia, c’è un approccio gradualista, un compromesso.La legge 194 del 1978 riconosce il diritto esclusivo della donna di decidere sulla gravidanza e tutela la sua decisione abortiva, assicurandole la necessaria assistenza medica.donna di decidere della gravidanza e tutela la sua decisione abortiva, assicurandole la necessaria assistenza medica.Sono a sua disposizione strutture sanitarie e personale medico non solo per garantire un corretto intervento medico, ma anche per offrire consulenza e sostegno psicologico, necessari per affrontare questo tipo di scelta.Entro i primi 90 giorni l'I.V.G. è ammessa quando si verifichino " circostanze per le quali la prosecuzione della gravidanza, il parto o la maternità comporterebbero un serio pericolo per la salute fisica o psichica della donna, in relazione o al suo stato di salute, o alle sue condizioni economiche, o sociali o familiari, o alle circostanze in cui è avvenuto il concepimento, o a previsioni di anomalie o malformazioni del concepito" (art. 4) Oltre il novantesimo giorno è consentita solo quando: a) la gravidanza o il parto comportino un grave pericolo per la vita della donna; b) siano accertati processi patologici, tra cui quelli relativi a rilevanti anomalie o malformazioni del nascituro, che determino un grave pericolo per la salute fisica o psichica della donna» 3.2 Sulla fecondazione assistita La procreazione medicalmente assistita nasce per rispondere a situazioni di sterilità o infertilità, oppure per evitare la trasmissione di malattie genetiche.Dal punto di vista biologico è importante distinguere le fasi iniziali dello sviluppo: prima della fusione dei nuclei dei gameti si parla di ootide , in cui i patrimoni genetici sono ancora separati; solo successivamente si forma lo zigote , che possiede un’identità genetica definita. Le tecniche possono essere intracorporee (in vivo), dove la fecondazione avviene nel corpo della donna, o extracorporee (in vitro), dove avviene in provetta. La tecnica della FIVET (1978) ha reso visibile l’embrione fuori dal corpo materno e la nascita di Louise Brown, la prima bambina nata da fecondazione in vitro,segna un punto di svolta nel dibattito bioetico.Le fecondazioni possono essere omologhe , se usano i gameti della coppia, o eterologhe , se utilizzano il seme o l'ovulo di un donatore esterno.Quest'ultima è richiesta spesso da coppie a rischio o sterili. La posizione cattolica rifiuta perché separa l’atto unitivo da quello procreativo, rendendo il figlio un “prodotto” tecnico. La fecondazione eterologa è considerata un ATTO "ABORTIVO" DELLA PATERNITÀ E DELLA MATERNITÀ perché è al servizio del desiderio degli adulti, che pur di esser soddisfatto ferisce il bambino e lo privadella conoscenza di una parte delle sue origini. La posizione laica invece la interpreta come espressione di autonomia e responsabilità.
La legge 40/2004 è riferita alla procreazione medicalmente assistita che poneva il limite a 3 embrioni e se fecondati dovevano essere impiantati tutti e 3 senza la possibilità di fare l'analisi pre impianto per vedere eventuali malformazioni del feto. La maternità surrogata è una tecnica di procreazione assistita nella quale una donna decide di intraprendere e portare a termine una gravidanza per conto di persone che, per un qualsiasi motivo, non sono in grado di concepire o avere figli (gravidanza "su commissione" di altri). Esistono due tipologie di surrogazione di maternità:
irreversibile (sia della zona tronco-encefalica sia di quella corticale)
l'accensione degli emisferi sia quelle che controllano la respirazione e l'omeostasi (pressione e temperatura)
(la coscienza) Criteri di accertamento della morte
consentono il mantenimento di attività vitali, cardiovascolari, respiratorie ecc, anche in assenza di attività cerebrale
definizione di morte cerebrale e ne stabilisce i criteri
"la morte si identifica con la cessazione irreversibile di tutte le funzioni dell'encefalo" La medicina tradizionale era spesso legata al Giuramento di Ippocrate, che imponeva la difesa della vita a ogni costo, portando al vitalismo medico e al paternalismo (il medico decide per il malato). Oggi viviamo un drammatico paradosso: la tecnica può trasformare la cura in
Secondo la booetica laica una persona può esporre se stessa a una morte sicura o "sacrificare" la propria vita o rifiutare trattamenti medici in determinate circostanze sapendo che come conseguenza ne morirà, oppure può direttamente togliersi la vita se pensa che continuare ad esistere sarebbe moralmente privo di senso poiché non sarebbe più un agente morale autonomo capace di rendere la propria vita significativa.Se ho il diritto morale di mettere fine alla mia vita in tale situazione, allora non devo essere penalizzato dalla legge perché esercito questo diritto. La legge olandese ha stabilito che i medici che abbiano aiutato a morire i propri pazienti ma siano in grado di dimostrare di aver rispettato una serie di condizioni non sono perseguibili legalmente.