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Etica e deontologia della ricerca
Tipologia: Schemi e mappe concettuali
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Cos'è la ricerca? Non solo in psicologia la ricerca in generale usa strategia molto diverse ma è accomunata da: Tentativo di acquisizione di nuove conoscenze , possono essere scoperte oppure delle rielaborazioni o riflessioni o sintesi di elementi già trattati. Wikipedia non è ricerca scientifica mancano alcuni aspetti: sistematica strutturata e si appoggia su me todologie condivise , lo scambio di informazioni e strumenti e tecniche fa la differenza e qualifica la ricerca, non ha senso tenerla per se, è un opera di condivisione , prodotti della ricerca disponibile a tutti, oggi comunque ancora ci sono degli ostacoli a questo scambio di conoscenza. La ricerca è un opera collettiva basata sullo scambio e condivisione. La metodologia deve essere condivisisa tra i ricercatori i quell'ambito. Si includono diversi metodi di acquisizione della conoscenza. Un presupposto importante libertà per il ricercatore di scegliere i temi e nella condivisione dei risultati, senza influenze ideologiche, culturali o politiche. I risultati della ricerca possono essere influenzati anche da chi finanzia la ricerca. La ricerca deve esser guidata dall'amore della conoscenza, desiderio di acquisire tecniche conoscenze finalizzati alla collettività o al singolo. Cos'è l'etica? Identifica una ser ie di valori norme/codici di comportamento o condotta che dovrebbe guidare il modo di vivere dell'individuo, fa parte della filosofia morale , l'etica è una sottocategoria di questa. La morale è in generale per l'essere umano, l'etica è decli nata ad una comunità specifica , ricercatore medici ecc..L'etica come la morale è il rifle sso del grUppo di appartenenza e permette al singolo dI fare parte della comunità. Come impariamo questi principi? Attraverso un apprendimento vicario , sono interiorizzati nel corso della socializzazione dell'individuo nel proprio gruppo, c'è un lato oscuro ciò che è giusto o sbagliato dipende dal gruppo, è un riflesso del gruppo, esistono culture diverse. Etica = codici linee guida che regolano l'attività professionale. Regolamento che presenta principi generali di adempimento obbligatorio, una volta accettate quelle linee guida, è un obbligo morale non di legge. Differenza tra violazione del codice etico e violazione della norma della legge, il codice etico non prevede sanzioni formali oltre all'esclusione della comunità , c'è una responsabilità individuale nell'accettare queste norme etiche. MORALE ASSOLUTA VS MORALE RELATIVA Sono 2 visioni MORALE ASSOLUTA = visione assoluta della morale e dell'etica non prevede eccezioni alle norme , es 10 comandamenti, quella è la legge e quella si rispetta, anche le norme dello stato. Le regole calano dall'alto e hanno valore morale, l'autorità è indiscutibile e le norme anche.
MORALE RELATIVA= la visione relativa mantiene un grado di flessibilità, le regole vanno adattate a esigenze situazione e contesti, tutta la scelta sta nell'individuo è lui che decide ciò che è giusto e sbagliato. Esempio di questa distinzione è il dilemma di Kohlberg , è la storia malata di cancro, la cura è stata scoperta da un farmacista della città, lui vuole guadagnare e vende la medicina ad un prezzo altissimo per guadagnare, il marito fa di tutto per comprarla, raccoglie la metà dei soldi, e va dal farmacista per convincerlo ma il farmacista dice no, il marito ruba il farmaco. È giusto? Non c'è una risposta è un dilemma. Il punto è che si contrasta la visione assoluta e la visione relativa, assoluta dice che è sbagliato rubare e non si fa, dall'altro lato quella relativa è più flessibile è più importante rubare o salvare la vita? Diepende Ognuno di noi ha una visione propria di ciò che è giusto o sbagliato , non bisogna essere troppo rigidi nel definire giusto o sbagliato. Molte persone dicono a conclusione del dilemma che rubare è sbagliato ma in questo caso si può fare un eccezione. Dire ciò che è giusto e ciò che è sbagliato non è così semplice. Perché occuparsi di etica della ricerca? È un autoregolazione interna della comunità dei ricercatori, avvocati e giudici di se stessi, non è un autorità esterna ma sono i ricercatori a decidere chi viola le leggi, è un elenco di valori irrinunciabili, principi fondamentali al quale non possiamo rinunciare, non possono essere inseriti proprio tutti In un codice etico è meglio identificare rischi e ostacoli alla ricerca in modo da prevenirli, ci sono casi che spesso mettono in crisi alcuni codici. È opportuno anche stabilire sanzioni Esperimenti e ricerche svolte in passato oggi sarebbero impossibili da condurre , l'etica rispecchia anche la cultura del periodo, il beneficio compesa il rischio o la perdita? PERCHÈ OCCUPARSI DI ETICA DELLA RICERCA? Sono le stesse organizzazioni scientifiche che si creano delle regole e un codice etico, per questo motivo le organizzazioni professionali e di ricerca nel corso degli anni hanno rilevato delle criticità e in fronte ad esse hanno costruito delle linee guida da seguire. Serve per garantire l’integrità del processo scientifico compilati dalle stesse organizzazioni professionali. In America abbiamo l’ APA , American Psychology Association , quindi tutti gli psicologi statunitensi fanno riferimento ai codici scritti dall’APA, in Italia abbiamo l’ AIP che raduna ricercatori e docenti universitari di psicologia, si occupa di ricerca e didattica, abbiamo anche il CNOP che mette insieme i vari ordini regionali per la professione dello psicologo, ha redatto linee guida di buone condotte per lo psicologo professionista, psicologo clinico. Ora ci occuperemo della prima. I codici etici per loro stessa natura sono delle line guida, principi generali che si impegnano a rispettare, tuttavia non danno indicazioni per i casi specifici che ci possono capitare nella professione, se abbiamo principi generali molto macroscopici è anche vero che poi la scelta
lasciato) e infine il bambino fa parte della popolazione vulnerabile e in quanto tale necessitano di attenzione quando sono coinvolti nella ricerca. Al tempo questo era eticamente corretto, un esempio del genere non implica la malafede dei ricercatori di quel tempo. Da un lato il processo di Norimberga rivelò i crimini nazisti contro l’umanità condotti in nome della ricerca scientifica, dall’altro le organizzazioni mediche e di ricerche statunitense iniziarono ad esaminare il comportamento adottato dai propri ricercatori. Anche negli Stati Uniti furono riscontrati episodi di trattamenti disumani nel nome del “progresso”. Nasce l’esigenza di regolamentare l’ambito di azione dello psicologo ricercatore. Importante è l’esperimento di Tuskegee dove i ricercatori promisero un trattamento gratuito per la sifilide a 400 uomini malati non presi a caso. In realtà non venne offerto nessun medicinale e i partecipanti erano tutti poveri e di etnia afro-americana. Vengono dati incentivi come piccole cifre, visite ogni sei mesi e pasti caldi. Questo esperimento durò per 40 anni, un numero non definito di partecipanti morì per assenza di medicinali e, la conseguenza più grave, è che non trattata, questa patologia si è permessa la diffusione di essa all’interno della comunità. In questo esperimento i ricercatori hanno favorito lo stereotipo della discriminazione in quanto sono state scelte delle persone che per motivi esterni avrebbero accettato la partecipazione. Abbiamo l’assenza del consenso informato, i partecipanti sono stati ingannati e l’inganno può essere usato solo in alcune circostanze, quindi la loro adesione è falsa. I danni procurati sono molto gravi e non sono giustificabili per i benefici che poi sono stati ottenuti, quindi parliamo del rispetto e della tutela della salute e di un mancato equilibrio rischi- benefici , i ricercatori hanno abusato di potere di influenza tramite l’incentivo, quindi abbiamo la violazione dell’integrità e onestà e, per finire, i ricercatori hanno coinvolto persone vulnerabili avvalorando la discriminazione etnica; quindi è stata violata il rispetto della dignità della persona perché sono state prese persone di “seconda categoria” che possono essere usate come cavie (secondo loro). Questo è stato il caso che ha aperto negli Stati Uniti l’analisi dettagliata di tutto ciò che veniva fatto all’interno dell’università. Partendo da questi casi eclatanti si è sviluppata una sensibilità verso una ricerca di equilibrio tra etica e ricerca scientifica , nelle prime ricerche questo equilibrio non c'era prima, in nome della scienza si faceva tutto, oggi si cerca di trovare un equilibrio. Usare le ricerche per far progredire la scienza ma non dimenticarsi diritti e benessere dei partecipanti, un po' di sbilanciamento c'è sempre, non si avrà mai un equilibrio perfetto sarà sempre dinamico. STORIA DEL PENSIERO ETICO NELLA RICERCA Questa sensibilità si è sviluppata in codici etici. Perido storico: Dopo la Seconda guerra mondiale non c'era il codice etico ma nasce prima degli anni 2000. 1946 codice di Norimberga , primo documento proposto a seguito dell'analisi dei crimi condotta nei campi di concentramento, a seguiti degli esperimenti nazisti
1948 Dichiarazione dei Diritti Umani , non parla di ricerca,è più ampio, ha alcuni principi morali etici "il trattamento degli individui non deve recare danni" concetto molto ampio 1953 Codice etico APA , primo codice etico della psicologia, american psicologhyc Association, associazione statunitense degli psicologi, da molto spazio alla ricerca ed è nato questo codice, chi fa ricerca si fa riferimento a questo codice internazionale 1964 La dichiarazione di Helsinki agganciato alla ricerca medica ma è ripreso anche qualcosa della psicologia, in generale rispetto dei diritti della persona 1979 Belmont Report è il frutto dell'analisi iniziata dagli stati uniti, dalla ricerca statunitense nasce questo, cose fatte in passato che non devono essere più fatte. 1995 Codice etico AIP , in Italia molto recente 1995, associazione italiana di psicologia, è un approfondimento specifico per ricerca e insegnamento della psicologia in Italia che si aggancia al codice deontologico, esso comprende la professione e i principi morali dello psicologo ma anche ricerca e docenza, il codice etico ampia questi principi. CODICE ETICO DI NORIMBERGA Dopo la liberazione, scritto dai medici americani in risposta all'analisi dei crimini di guerra nazisti , sono 10 principi generali , vale per tutti i codici etici, non sono leggi sono linee guida di buona condotta molto generali ma che dovrebbero guidare il ricercatore in caso di dubbio. I codici che vengono dopo prendono questi codici hanno questo come punto di riferimento e ne sono stati aggiunti altri es. esprimenti internet 1 Il codice sottolinea quanto il consenso volontario del partecipante è necessario, se la persona non vuole non si può fare ricerca 2 la ricerca deve essere utile deve portare un utilità alla società, utilità anche per il partecipante, il costo che deve pagare il partecipante deve essere il modo migliore per ottenere quel risultato, usare sempre modalità che costano meno 3 gli esperimenti devono esser costruiti progettati anche su ricerche precedenti , studiare ciò che è già stato fatto permette al ricercatore di farsi un idee di quelli che possono essere i possibili risultati raggiungibili, lo studio della ricerca precedente è necessario per i ricercatore anche per prendere coscienza dei rischi dell'esperimento, permette di fare una stima dei rischi e dei benefici. 4 nella ricerca il danno fisico o mentale non necessario deve essere evitato , minimizzare i costi principio costi/benefici 5 se c'è il sospetto di danni o morte l'esperimento non si può fare , visione molto utilitaristica, 6 il grado di rischi deve essere di molto inferiore al beneficio per la società previsto, il beneficio deve essere molto più alto del costo 7 vanno prese tutte le precauzioni per ridurre al minimo la sofferenza o il disagio del partecipante 8 l'esperimento deve essere gestito solo da persone competenti e qualificate , punto che sarà ripreso nel codice italiano dove si specifica il ruolo di docenti tesisti e tirocinanti. Nei campi di concentramento si faceva ricerca lo sperimentatore ma anche la guardia prendeva i prigionieri e questo non è più accettabile.
Sottolinea la natura della relazione tra psicologo e utente, utente inteso come paziente o partecipante, relazioni professionali basate sulla fiducia, lo psicologo è consapevole della propria responsabilità non svolge attività di cui non è consapevole, i legami di rispetto li applica anche con gli altri professionisti , non entra in competizione con altre figure professionali. 3 integrità Lo psicologo deve favorire l'onestà e l'accuratezza in tutte le attività che svolge, scientifiche didattiche e cliniche. In ambito di ricerca i dati devono essere veritieri , essere onesti anche con i partecipanti, non si deve mentire al paziente, non deve ingannare, raggirare o alterare i fatti. Il suo lavoro si basa tanto sulla relazione e fiducia, il frutto dell'integrità e della trasparenza. Se tali attività sono necessarie lo psicologo valuta attentamente tutti i rischi e prevede una fase di svelamento e chiarimento. Si può ingannare solo in questo caso. Fase di debrifing. Se si usa l'inganno poi è obbligatorio svelare l'inganno. Lo psicologo si impegna a rispettare le promesse, dunque non fa promesse che non può mantenere. Accetta solo impegni sostenibili, raggiungibili. 4 Giustizia Lo psicologo lavoro nel rispetto di equità e uguaglianza , non fa discriminazione. Monitore se possono suscitare disparità e si sforzi di minimizzarle qualora ci fossero. 5 Rispetto per i dirirtti e la dignità della persona lo psicologo rispetta i diritti umani, presta attenzione ad alcuni diritti es libera scelta autodeterminazione, diritto alla confidenzialità e protezione delle informazioni sensibili raccolti. Lo psicologo consapevole che tutti gli individui sono tra loro diversi , dobbiamo ricordarlo anche quando facciamo la pratica clinico o di ricerca, si rispettano le differenze. Non si deve far guidare o influenzare dai propri bias pregiudizi e tiene a mente queste specificità quando lavoro con gli individui. Lo psicologo rifiuta di collaborare ad attività che si basano o alimentano i pregiudizi. DICHIARAZIONE DI HELSINKI Fa riferimento alla medicina , riguarda anche alcuni aspetti in comune con la psicologia. Stilata dall'Organizzazione Medica Mondiale, ma molti principi sono in comune alla psicologia e sono stati mutati dai codici successivi. La revisione del 75 ha introdotto la necessità di Comitati Etici indipendenti che valutassero preventivamente i protocolli di ricerca.Fa riferimento alla sperimentazione su animali e alla necessità di tutela del loro benessere. Prima ci si affidava solo al buon cuore dello sperimentatore. Temi toccati. La ricerca deve basarsi su metodi scientifici, tutela della riservatezza, consenso informato, interruzione di fronte a rischi, rapporto costo benefici tutelare sempre l'individuo, prevalere il benessere individuale sul beneficio collettivo.
Statunitense, prodotto da un’apposita commissione federale dopo 5 anni di analisi delle corrette pratiche di sperimentazione. I 3 principi etici fondamentali 1 beneficialiltà : la ricerca deve essere finalizza a creare un contributo per il singolo e la comunità, non deve danneggia, massimo guadagno al minimo rischio, il rischio minimo deve essere minimo, danni gravi devono essere evitati, il ricercatore deve studiare e dimostrare quali sono i rischi e benefici sia per gli individui che per la comunità 2 giustizia selezione equa dei partecipanti, assenza di decimazione e dare a tutti le stesse opportunità. Es esperimento sifilide non è giusto che il beneficio della comunità pesi sulle spalle di qualcuno. 3 rispetto per la persona , autonomia libra scelta autodeterminazione, importanza del consenso informato , prima era solo volontario, qui è anche volontario. Il consenso deve essere: informato e informativo e chiarire gli obbiettivi dello studio, inganno o omissione leciti solo se indispensabili, privo di rischi e seguiti da sveltamente debriefing. chiaro e comprensibile garantendo che chi lo legge lo possa comprendere appieno volontario , assicurando alla persona la scelta di partecipare o meno, e di interrompere, attenzione a eccessive pressioni ( autorità, punizioni, ricompense) attenzioni anche alle pressioni non dirette. Rispettare le persone e rispettare anche le persone vulnerabili non deboli, sono più a rischio ed è necessario per loro maggior tutela, hanno possibilità di scelta limitata , es i bambini non hanno piena libertà di scelta poiché ci sono i genitori, il ricercatore deve prestare attenzione a questo coinvolgimento nella ricerca il consenso di persone terze, consenso di entrambi i genitori e poi consenso del bambino, rispettare la possibilità di scelta del bambino. Consenso dei genitori necessario ma non sufficiente devo chiedere al bambino rispettando la sua volontà. Anche le persone più grandi vale questo. In questo report si distingue pratica clinica e attività di ricerca , la distinzione sta sulla base degli obbiettivi che vengono delineati e perseguiti. La clinica persegue il benessere del singolo , la seconda mira al benessere della collettività, attraverso l'aumento della conoscenza. Nella ricerca gli obbiettivi dello sperimentatore e quelli del partecipante potrebbero non coincidere. A volte u principi possono entrare in contraddizione. Ricerca su internet ottenuta una gran mole di dati, si possono usare per altri scopi rispetto a quelli originariamente previsti e concordati? Rispetto per la persona: non posso Beneficialista massimizzare il vantaggio per la comunità: si, ma solo se i dati sono anonimi, dati raccolti in modo anonimo (e con limitazioni).
1 preambolo fornisce il contesto lo scopo etici fondamentali del codice, riprendendo anche gli altri codici e adattandoli alla situazione italiana 2 principi genarli descrive i principi fondamentali che devono guidare il comportamento del ricercatore 3 regole di condotta diviso in 11 articoli, le regole etiche specifiche per la ricerca e le pratiche professionali 4 disposizioni attuative fornisce indicazioni operative per l'applicazione dei principi etici. 5 appendici contengono dettagli aggiuntivi e specifici sul consenso al trattamento dei dati personali e sulle regole deontologiche per i trattamenti ai fini statistici o di ricerca scientifica. 1 PREAMBOLO sezione introduttiva, identifica gli scopi fondamentali del codice etico. In particolare i punti salienti sono: o si pone l'enfasi sulla tutela e la dignità e i diritti di tutte le persone coinvolte o Promuove una riflessione critica sulle implicazioni e gli impatti etici delle attività di ricerca in psicologia, spinge a tenere in considerazione il legame che c'è tra ricerca e la risposta della società o Aderisce ai principi dei codici precedenti , aderisce anche ai principi della costituzione italiana, si inserisce nello scenario legislativo italiano e internazionale, riflettendo così l'impegno a seguire standard globalmente riconosciuti nel campo della ricerca o Completa e integra il codice deontologico dello psicologo, alcuni articoli del codice deontologico fanno anche riferimento alla ricerca, l'AIP ha costruito il codice per arricchire questa parte o Specifica l'importanza della responsabilità individuale nel conoscere, far conoscere e far rispettare il codice 2 PRINCI GENERALI sono 5 Integrità : agire con onestà trasparenza e chiarezza , evitando di essere ambigui o poco chiari, lealtà trasparenza, autonomia, nel rispetto di tutte le persone coinvolte e nell'interesse si partecipanti colleghi e colleghe, studenti e studentesse, istituzione di appartenenza, comunità scientifica, gruppi sociali di riferimento e opinione pubblica. Essere integri significa :
Rispetto della dignita della persona: -si promuove il rispetto per la dignità, liberta di scelta autodeterminazione, benessere delle persone coinvolte, rispettare diritto alal privacy, diritto di riservatezza -si tiene conto delle specificità linguistiche cultural delle eventuali vulnerabilità e delle capacità comunicative delle persone coinvolte (^) Si evita ogni fora di discriminazione es. genere, orientamento sessuale istruzione nazioanlità opinioni politiche Competenza , punto innovativo che non è sempre inserito nei codici etici -Consapevolezza dei limiti di competenza : chi sposa questo codice si impegna a tener in mente e rendere manifesti i limiti della propria competenza e utilizza solo metodi che sa usare e tecniche per cui è adeguatamente preparato scientificamente e metodologicamente
Dati personali e dati particolari (ex dati sensibili) questi necessitano di una tutela aggiuntivi, quelli particolari ancora di più, garantire la tutela anche con l'anonimato, tra i dati particolari non solo nomi e cognomi ma anche stato di salute (ansia depressione) dati che necessitano di una tutela aggiuntiva. Se le ricerche vengono fatte su dati completamente anonimo (nemmeno l'indirizzo ip) in questo caso non è necessario raccogliere il consenso dei dati perché non vengono raccolti dati, solo in questo caso il consenso alla partecipazione. Sempre nell’articolo 1 protezione delle persone vulnerabili La libertà di partecipare alla ricerca è particolarmente tutelata quando: sono coinvolte persone vulnerabili (minori, persone con declino cognitivo hanno poca capacità di autodeterminazione) (^) In caso di relazione asimmetrica fra chi partecipa e chi effettua la ricerca (studente/docente, cliente/terapeuta) In quest'ultimo caso è necessario che la distinzione tra attività di ricerca e pratica professionale sia chiaramente esplicitata ed evitare che le relazioni personali possano minare l'obbiettività delle decisioni o dar luogo a forme indirette di coercizione. Per le persone che non possono esprimere validamente il consenso, questo deve essere dato da chi ne ha la responsabilità genitoriale e/o la tutela legale, ma la persona viene comunque informata adeguatamente. È necessario il consenso di entrambi i genitori non solo di uno, soprattutto in ambito clinico.
ARTICOLO 1: Informazione e consenso alla partecipazione alla ricerca : autorizzazione a svolgere ricerche in ambienti esterni L’autorizzazione a svolgere ricerche in ambienti esterni a quelli dell’università o degli enti di ricerca deve essere richiesta in via preliminare ai responsabili delle strutture ospitati sia per poter accedere alle loro strutture e sia per potersi relazionare con il personale. L’autorizzazione a svolgere una ricerca all’interno delle strutture di una organizzazione non implica la partecipazione automatica e obbligatoria di tutti i membri di quella organizzazione. Nel caso in cui la scuola abbia inserito la realizzazione di indagini con gli alunni è necessario richiedere l’autorizzazione dei genitori? si .... Al termine della raccolta dei dati o della ricerca va prevista se possibile una fase di restituzione e colloquio di chiarimento e spiegazione. Il ricercatore si impegna a restare disponibile a rispondere alle richieste o ai dubbi che dovessero insorgere anche dopo la conclusione della ricerca e a dare informazioni aggiuntive, anche estranee al progetto della ricerca, su aspetti di interesse dei partecipanti. Questo è quello che si dovrebbe fare ma non sempre viene fatto. Ci sono alcuni casi legati alla possibilità di non far firmare il consenso informato, questo è possibile quando:
partecipante, il 60% dei partecipanti somministró la scossa di intensità massima, con conseguenze a medio e lungo termine di stress. A posteriori Milfram scrisse dello studio da lui condotto e descrisse come alcuni partecipanti avevano vissuto la partecipazione allo studio, le persone uscivano dallo studio in una condizione terribile in quanto convinti di aver fatto del male ad altre persone. Quali sono i problemi etici di questa ricerca?
ARTICOLO 4: riservatezza e anonimato Chi svolge l’attività di ricerca rispetta sempre il diritto delle persone partecipanti alla riservatezza e all’anonimato, in particolare:
confortevole. Dopo l'esperimento le scimmiette avevano disturbi comportamentali gli è stata compromessa la vita, è ciò che succede agli essere umani quando hanno una deprivazione affettiva. In questo modo venne dimostrato che il legame di attaccamento madre-figlio, che si basa su elementi quali il contato e il calore, è uno dei bisogni primari ed è qualcosa di più rispetto ad un mero soddisfacimento di bisogni fisiologici. La visione del tempo diceva che era lecito fare esperimenti con e sugli animali poiché al servizio dell'uomo. ARTICOLO 9 DIFFUSSIONE DELLA RICERCA SCIENTIFICA Il ricercatore si impegna a condividere i risultati, si impegna per il progresso della scienza e condivide nelle sedi scientifiche opportune il proprio lavoro. Adotta uno spirito di condivisione e opera a favorire la riproducibilità dei paradigmi. Conserva dei dati grezzi per almeno 3 anni così da poterli condividere. Dati anonimi e con la tutela della privacy. La presentazione dei risultati di ricerca: -Deve essere chiara ed esaustiva -È guidata esclusivamente da motivi scientifici o divulgativi , non da interessi personali -Deve essere originale , se i dati sono già stati mostrati va esplicitato -Utilizza un linguaggio rispettoso e non discriminante Il ricercatore chiarifica sempre il proprio ruolo professionale e le competenze (e i limiti dello studio e della ricerca) soprattutto nella divulgazione al pubblico Nel diffondere i risultati che svolge ricerca deve: (^) Consentire la replicabilità dei propri lavori, senza mai falsificare plagiare o fabbricare dati (^) Indicare le fonti di finanziamento (^) Citare le fonti originali , anche in caso di materia non pubblicato (esempio noto tramite relazioni personali o internet) (^) Evitare l'auto-plagio (^) Evitare di esprimere valutazioni su temi di cui non è competente e banalizzazioni della ricerca psicologica che possano minacciare la reputazione delle persone e della disciplina. (rispetto principio di competenza) ARTICOLO 10 RICERCA INSEGNAMENTO E VALUTAZIONE Chi si occupa di ricerca: o Si impegna a valutare l'adeguatezza delle sedi in cui presentare le proprie ricerche o Si impegna a premuore la conoscenza del Codice Etico e dei principi etici della ricerca in tutte le sedi opportune e vigila sul loro rispetto
o È consapevole della responsabilità educativa nei confronti dei collaboratori, si impegna nella preparazione dei collaboratori in formazione (studenti, tirocinanti, dottorandi); vigila sulla loro preparazione, sul loro operato e sulla corretta qualificazione all'esterno o È responsabile del corretto utilizzo degli strumenti psicologici e non li fa utilizzare a persone non competenti o sedi non appropriate. Il ricercatore presenta la partecipazione alla ricerca come un'opportunità di crescita personale. Si rende disponibile a illustrare, spiegare e discutere tutti gli aspetti teorici e metodologici della ricerca a chiunque partecipi alla ricerca. Nella attività di valutazione della ricerca (esempio progetti o articoli altrui)