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Expo d'america riassunto, Sintesi del corso di Storia degli Stati Uniti d'America

Libro "Expo d'America"

Tipologia: Sintesi del corso

2014/2015

Caricato il 03/06/2015

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1853-1854 : NEW YORK E LA EXIBITION OF THE INDUSTRY OF ALL NATIONS
Gli imprenditori e gli industriali che agivano fra Londra e New York negli anni Qu<ranta
dell'Ottocento sentivano la necessità di organizzare una mostra internazionale che
permettesse la diffusione delle innovazioni industriali.La sfida era stata vinta dagli inglesi
che nel 1851 riuscirono a realizzare a Londra la Great Exibition of Works of Industry of All
Nations, ospitata nel Crystal Palace a Hyde Park. Nel 1852 furono sì mostrate le nuove
invenzioni che arrivavano anche dagli Stati Uniti (considerati fino ad allora un Paese
giovane e poco sviluppato) ma si infittì anche quella rete di relazioni che accomunava la
comunità angloamericana, gli obbiettivi dell'Exposition ovvero della mostra erano quelli del
legame pacifico e amicale fra le nazioni del mondo, “for the good of mankind”.
La funzionalità dei prodotti che prevaleva sull'estetica fu molto apprezzata, come nel caso
della mietitrice McCormick o della pistola di Colt, alimentando il commercio fra le due
nazioni. Le parole d'ordine americane erano: liberalismo, utilitarismo e repubblicanesimo.
Il successo americano aprì la strada nel 1853 all'Exibition of the Industry of All Nations di
New York, sull'isola di Manhattan, in un Crystal Palace di vetro e ghisa ancora più
imponente di quello di Londra, ospitando 14 Paesi partecipanti.
La Manhattan di metà Ottocento era divisa tra empori commerciali e manifatture, un
settore bancario in espansione e i fondamentali trasporti marittimi che rendevano i
commerci più veloci e a buon mercato, come nel caso della United States Mail Steamship,
una flotta di navi a vapore che effettuava un servizio di posta via mare.
Oltre alle nuove invenzioni come la macchina da cucire Singer, New York divenne la culla
del marketing, favorita dalla diffusione dei giornali (nel 1846 i sei giornali più importanti
della città si unirono nell'Associated Press) e dall'invenzione del telegrafo di Morse.
I lavori al Crystal Palace terminarono in ritardo e con un costo altissimo, l'esposizione
universale fu inaugurata il 14 luglio 1853 con una parata condotta dal Presidente Franklin
Pierce e dal ministro della Guerra Jefferson Davis al suono di “Hail Columbia”, primo inno
degli Stati Uniti. Sia la musica che l'arte ebbero un ruolo di primo piano nell'educare e
raffinare le masse”: dalla statue equestre raffigurante George Washington di Marocchetti,
alla schiava greca di Hiram Powers, all'amazzone di Kiss. Ma numerose furono anche le
invenzioni in mostra: alle precedenti mostrate a Londra si aggiunsero la baionetta di
Remington e altri tipi di macchine ma anche pop corn e wild rice sul fronte alimentare. Si
crearono spazi adibiti al divertimento e si reclamava un parco per i cittadini più facoltosi,
opera che si concretizzerà con la creazione ad opera di Calvert Vaux e Frederick Law
Olmsted di Central Park in un'area precedentemente abitata da occupanti illegali
(squatters), riportando la wilderness in città.
Presidente dell'Exibition divenne Phineas T. Barnaum, personaggio controverso
conosciuto per il suo American Museum di “fenomeni da baraccone”.
La mostra chiuse i battenti il primo novembre del 1854 con una perdita di 300.000 dollari e
rimase aperto per cinque anni come American Institute, salvo poi essere completamente
distrutto da un incendio.
- Crystal palace: vetro e ghisa
- mietitrice McCormick
- pistola di Colt
- baionetta di Remington
- macchina da cucire Singer, 1951, New York
- Calvert Vaux e Frederick Law Olmsted: Progetto Central Park
- Latting Tower : legno
- Sanitary Fairs : migliorare le conoscenze relative a medicina e chirurgia
- Currier and Ives : litografie, cartoons
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1853-1854 : NEW YORK E LA EXIBITION OF THE INDUSTRY OF ALL NATIONS

Gli imprenditori e gli industriali che agivano fra Londra e New York negli anni Qu<ranta dell'Ottocento sentivano la necessità di organizzare una mostra internazionale che permettesse la diffusione delle innovazioni industriali.La sfida era stata vinta dagli inglesi che nel 1851 riuscirono a realizzare a Londra la Great Exibition of Works of Industry of All Nations, ospitata nel Crystal Palace a Hyde Park. Nel 1852 furono sì mostrate le nuove invenzioni che arrivavano anche dagli Stati Uniti (considerati fino ad allora un Paese giovane e poco sviluppato) ma si infittì anche quella rete di relazioni che accomunava la comunità angloamericana, gli obbiettivi dell'Exposition ovvero della mostra erano quelli del legame pacifico e amicale fra le nazioni del mondo, “for the good of mankind”. La funzionalità dei prodotti che prevaleva sull'estetica fu molto apprezzata, come nel caso della mietitrice McCormick o della pistola di Colt, alimentando il commercio fra le due nazioni. Le parole d'ordine americane erano: liberalismo, utilitarismo e repubblicanesimo. Il successo americano aprì la strada nel 1853 all'Exibition of the Industry of All Nations di New York, sull'isola di Manhattan, in un Crystal Palace di vetro e ghisa ancora più imponente di quello di Londra, ospitando 14 Paesi partecipanti. La Manhattan di metà Ottocento era divisa tra empori commerciali e manifatture, un settore bancario in espansione e i fondamentali trasporti marittimi che rendevano i commerci più veloci e a buon mercato, come nel caso della United States Mail Steamship, una flotta di navi a vapore che effettuava un servizio di posta via mare. Oltre alle nuove invenzioni come la macchina da cucire Singer, New York divenne la culla del marketing, favorita dalla diffusione dei giornali (nel 1846 i sei giornali più importanti della città si unirono nell'Associated Press) e dall'invenzione del telegrafo di Morse. I lavori al Crystal Palace terminarono in ritardo e con un costo altissimo, l'esposizione universale fu inaugurata il 14 luglio 1853 con una parata condotta dal Presidente Franklin Pierce e dal ministro della Guerra Jefferson Davis al suono di “Hail Columbia”, primo inno degli Stati Uniti. Sia la musica che l'arte ebbero un ruolo di primo piano nell'educare e raffinare le masse”: dalla statue equestre raffigurante George Washington di Marocchetti, alla schiava greca di Hiram Powers, all'amazzone di Kiss. Ma numerose furono anche le invenzioni in mostra: alle precedenti mostrate a Londra si aggiunsero la baionetta di Remington e altri tipi di macchine ma anche pop corn e wild rice sul fronte alimentare. Si crearono spazi adibiti al divertimento e si reclamava un parco per i cittadini più facoltosi, opera che si concretizzerà con la creazione ad opera di Calvert Vaux e Frederick Law Olmsted di Central Park in un'area precedentemente abitata da occupanti illegali (squatters), riportando la wilderness in città. Presidente dell'Exibition divenne Phineas T. Barnaum, personaggio controverso conosciuto per il suo American Museum di “fenomeni da baraccone”. La mostra chiuse i battenti il primo novembre del 1854 con una perdita di 300.000 dollari e rimase aperto per cinque anni come American Institute, salvo poi essere completamente distrutto da un incendio.

  • Crystal palace: vetro e ghisa
  • mietitrice McCormick
  • pistola di Colt
  • baionetta di Remington
  • macchina da cucire Singer, 1951, New York
  • Calvert Vaux e Frederick Law Olmsted: Progetto Central Park
  • Latting Tower : legno
  • Sanitary Fairs : migliorare le conoscenze relative a medicina e chirurgia
  • Currier and Ives : litografie, cartoons
  • Draft Riots : rivolta contro l'arruolamento obbligatorio
  • Union League Club : membri NY repubblicana, poi creano un reggimento composto da soldati afroamericani
  • abolizionista Frederick Douglas
  • luglio 1863 sacrificio del 54o reggimento del Massachussets, colonnello Robert Gould Shaw
  • « Tribune » di Horace Greeley
  • ruolo pubblico delle donne nell'Union League Club ma non degli afroamericani
  • Alexander T. Stewart avviò il primo grande magazzino degli stati uniti, tre piani
  • J. P. Morgan : magnate dell'acciaio e collezionista opere d'arte europee
  • tenements : alloggi popolari al sud di Manhattan
  • 1874 : Metropolitan Museum
  • 1871 circo itinerante di Barnaum
  • Otis: primo ascensore

Festival March al Women's Centennial Commitees. Anche gli italiani furono presenti con più di mille produttori che raggiunsero l'America senza alcun finanziamento governativo, implementando sia il sentimento nazionale che l'amicizia fra Italia e Stati Uniti, la quale raggiunse il suo apice quando il 12 ottobre venne inaugurato a Fairmount Park il monumento in memoria di Cristoforo Colombo. Se gli italiani lavoravano assiduamente per l'Exibition di Philadephia, diverso era per gli afroamericani, che vennero emarginati e scherniti, prova ne è che essi comparivano solo come suonatori, camerieri e fattorini. Un'eccezione fu quella di Edmonia Lewis, scultrice afroamericana che risiedeva a Roma, famosa per il busto in marmo del colonnello del 54o reggimento del Massachussetts Robert Gould Shaw e a cui venne commissionato un busto di Richard Allen, primo vescolo dell'African Methodist Episcopal Church che si era distinto per l'aiuto nell'epidemia di febbre gialla del 1793. Un busto presente alla mostra fu anche quello di Frederick Douglas; tuttavia se il compito della Centennial Exibition era quello di celebrare il presente ed educare il pubblico, la scultura di Douglas servì solo a sancire la sua appartenenza al passato. -Fairmont Park -lampada incandescente Thomas Edison -macchina da scrivere Remington -telefono Alexander Graham Bell -ketchup Henry Heinz -Carrozze Gold e Silver di Pullman -Acciaio di Bessemer -Pop corn, soda, cigar Stands -Walt Whitman: Song of the Exposition, poemetto che esaltava il progresso americano -Dichiarazione dei Sentimenti: Stanton -Susan B. Anthony e Elisabeth Cady: suffragette e “Declaration of Rights” -Lydia Maria Child e Catharine Ester Breecher chiedevano il riconoscimento del lavoro domestico delle donne -“the new century”: giornale curato dalle donne -Elisabeth Gallespie: primo libro di ricette -Lo schiavo liberato, Francesco Pezzicar, austriaco -Bricktop, illustratore comico -W.E.B du Bois: “le anime del popolo nero” -Gore Vidal: “1876” -1876. On guard. Unceasing vigilance is the price of liberty; The ladder of fortune; the progress of century: litografie di Currier and Ives -Dark Town Paints, litografie -Richard Allen: African methodist Episcopal Church -Buffalo Bill, 1876 vuole rivendicare Custer -Dime novels, racconti sulla frontiera -1883: Wild west show -1877: conflitto fra capitale e lavoro Il conflitto fra capitale e lavoro, latente all'Exibition di Philadelphia del 1876 si manifestò in tutta la sua violenza l'anno successivo a Pittsburg : le truppe della milizia si scontrarono con gli scioperanti che occupavano i binari dei treni, di tutta risposta questi, armati dell'arsenale locale, si impadronirono del telegrafo e assunsero la direzione della stazione ferroviaria, salvo poi essere sopraffatti dalle milizie ministeriali. Questo sciopero denotò una critica verso il modello produttivo sociale che avevo espropriato i lavoratori della propria autonomia professionale.

1893. CHICAGO E LA WORLD'S COLUMBIAN EXPOSITION

Dopo Philadelphia si instaurò negli Stati Uniti una vera e propria moda di organizzare esposizioni internazionali (New Orleans nel 1884, Detroit nel 1889) ma la più importante fu la World's Columbian Exposition di Chicago nel 1893: per il numero di Paesi partecipanti e edifici costruiti, essa ambiva realmente ad essere “universale” ma anche a essere una fiera mondiale del divertimento, grazie alla presenza della Midway Plaisance, dove svettava la ruota panoramica di Ferries. Chicago ambiava a divenire una capitale industriale e non più solo uno snodo ferroviario o la città del grano (venduto a basso costo in Europa) e del macello (di suini sopratutto, fino ad essere soprannominata Porcopoli). Una battuta d'arresto alla crescita della città era stata segnata da un grande incendio nel 1871, che aveva cancellato l'intero centro urbano. Ma la tragedia rappresentò anche l'opportunità per Chicago di rinascere, sviluppando la sua caratteristica skyline di grattacieli e sviluppando un immenso spazio di verde pubblico. In questo contesto, nonostante l'ennesima crisi economica che divideva sempre più i “robber barons” (come George M. Pullman) e i lavoratori spesso immigrati, Chicago riuscì a rilanciarsi grazie alla World's Columbian Exposition che celebrava nel 1893, con un anno di ritardo, il 400esimo anniversario dell'approdo di Cristoforo Colombo nel Nuovo Mondo. L'inaugurazione fu il primo maggio, a sette anni esatti dall'esplosione della bomba di Haymarket. Gli imponenti palazzi espositivi in stile neoclassico della White city richiamavano la Roma antica (anche se al posto del marmo si utilizzò il gesso) e i Paesi partecipanti divennero 46, l'idea della mostra lasciava ormai spazio a una vera e propria Exposition. La stazione e il molo erano uniti dalla “corte d'onore”, nel lago Michigan vi era la Statua della Repubblica (che faceva il paio con la Statua della Libertà) mentre all'interno dei padiglioni numerose innovazioni vennero proposte: la macchina fotografica Kodak (facile da usare, col solo limite di dover inviare il rullino ai laboratori di Rochester per poter avere le fotografie) ma anche l'elettricità, che fu al centro di tutta l'esposizione grazie all'idea della corrente alternata di Tesla, sviluppata dalla Westinghouse. Padiglioni importanti furono ovvaimente l'Agricultural Hall e il Woman's building (progettato da una giovane architetta di Boston), ma anche l'Anthropological Building a cura del geologo Henry Ward, che si estendeva anche all'esterno dove Frederick Putnam e Franz Boas ponevano le basi per la definizione dell'antropologia, mentre la Gallery of Fine arts rivestiva invece ormai un piccolo spazio: l'arte lasciava il posto all'educazione. Il ruolo del Woman's Building fu quello di celebrare le donne dell'alta borghesia, venne affidato a Bertha H. Palmer, moglie del direttore dell'esposizione universale, la quale riuscì anche a organizzare il Congress of Women a cui parteciparono donne di tutto il mondo. All'interno della White City non mancarono gli spazi dedicati al divertimento, relegati nella Midway Plaisance, un lungo corridoio dove era stato allestito un parco divertimenti con intenti etnologico-educativi, alla metà del quale svettava la ruota panoramica di George W. Ferries, creata con l'intento di sfidare la Tour Eiffel parigina. La Midway Plaisance diveniva ora un castello scozzese, ora la Basilica di San Marco di Venezia, ora lo zoo di bestie ammaestrate di Hagenbeck ma anche un villaggio samoano o un insediamento dell'isola di Java, un villaggio tedesco o esquimese con l'intento di far conoscere a tutti i visitatori le usanze dei diversi popoli del Mondo. Ma il rischio era quello di cadere nelle rappresentazioni stereotipate, come nel caso dei settanta africani portati a Chicago da Xavier Pené, costretti a esibirsi seminudi e ubriachi. Il pregiudizio razziale era ancora forte e vi si opponevano diversi intellettuali afroamericani come Ida B. Wells, che propose il boicottaggio dell'Exposition o Frederick Douglas, che tenne nella White City una conferenza dedicata all'Africa e intervenne poi al Coloured People's day. Negli anni che seguirono all'esposizione universale, si inasprirono le lotte operaie contro i

1904. ST.LOUIS E LA LOUSIANA PURCHASE EXPOSITION

La città di St. Louis si distingueva per la presenza del fiume Mississipi, che aveva permesso negli anni l'esplorazione del terreno nordamericano e che divenne in seguito importante per il commerci e quindi per la ricchezza della città. Fu Zebulon Pike il primo esploratore dell'esercito americano a risalire il fiume, al fine di tracciare una mappa geografica del terreno, in seguito all'acquisto della Louisiana dai francesi nel 1803. L'idea della Louisiana Purchase Exibition fu quella di celebrare, seppur con un anno di ritardo, il centenario di questa acquisizione. Contestualmente si svolsero a St. Louis anche le prime Olimpiadi in suolo americano, precedute dai contestati “anthropology days”, istituiti al fine di dimostrare la presunta superiorità della razza bianca. Come per Chicago, anche St.Louis fu distrutta da un incendio che servì però a far rinascere la città, e sempre come Chicago la città si presentava come uno snodo ferroviario ma anche un'isola di tolleranza religiosa e di cultura. Era chiaro che il baricentro della città si era spostato dal fiume alla Union Station, famosa anche per la sua Allegorical Window, che collegava tutte le linee ferroviarie che attraversavano la città. Gli edifici della Lousiana Purchase Exibition vennero costruiti a Forrest Park, spazio verde creato nel 1868 quando il ricco mercante Henry Shaw donò la sua tenuta alla città per costruire un parco che avrebbe dovuto servire da polmone alla città, nonostante la sua distanza dal centro e l'impraticabilità delle strade per raggiungerlo. Il fiume fu incanalato per creare un Grand Baisin, attorno al quale vennero installate numerose statue create con un impasto di gesso, cemento e paglia che rappresentavano sia la storia (come la statua di De Soto) che i valori americani (come la Statua della Pace) ma anche i due famosi fiumi Mississipi e Missouri (ad opera di Carl Bitter). Gli svaghi erano stati inglobati nell'esposizione, in un'area espositiva chiamata Pike, che ospitava ancora una volta la ruota panoramica di Ferries e riproponeva le stesse ambientazioni di Chicago: dall'Asia all'Africa, passando per l'Europa vennero ricostruiti villaggi e tradizioni di tutto il mondo ma anche eventi storici (come l'alluvione di Galveston in Texas) o la ricostruzione delle battaglie navali americane o addirittura “la Creazione”. Una novità fu il cinematografo, o meglio il nikelodeon, grazie al quale con un nichelino si potevano vedere immagini di viaggi attorno al mondo, vi era anche un albergo (l'Hotel Inside Inn) e tutta la manifestazione venne accompagnata dalla musica, questa volta danzabile come nel brano “Meet me in St.Louis, Louis”. I Paesi partecipanti erano 40, meno numerosi rispetto a Chicago, presumibilmente per la lontananza dall'Atlantico che rendeva St. Louis faticosa da raggiungere per gli europei, rendendo così l'esposizione profondamente americana. Le donne non avevano un proprio edificio, con la giustificazione che esse avrebbero dovuto competere direttamente con gli uomini. Fra i protagonisti di questa esposizione vi fu sicuramente l'automobile di Ford, che solo un anno dopo sarebbe divenuta un'utilitaria alla portata del grande pubblico ma anche nuovi modelli di aeroplani e dirigibili; dal punto di vista alimentare ritroveremo invece i Pop corn e la Coca-cola, che legava già la propria immagine a quella degli sportivi. Ma la funzione principale della Lousiana Purchase Exposition fu quella propagandistica, al fine di pubblicizzare l'espansionismo americano, palese nella costruzione di un accampamento filippino destinato a mostrare la presunta arretratezza delle usanze filippine per giustificare la “civilizzazione” a qualunque costo: sia attraverso la guerra che portando gli studenti filippini (pensionados) a studiare nelle scuole americane. La parte antropologica della mostra divenne quindi preponderante e portò William John McGee, fondatore dell'American Anthropological Association, e James E. Sullivan a organizzare gli Anthropology Days, fortemente criticati sia da Franz Boas che dallo stesso organizzatore delle Olimpiadi Pierre de Coubertin.

-Hernando de Soto: 1539

  • padre jesuita Jacques Marquette
  • La Salle navigò il Missisipi e fondò la Louisiana. Acquistata dagli Stati Uniti nel 1803 -Zebulon Pike -Forrest Park
  • Robert Fulton: battello a vapore nel 1808
  • 1855: crolla il ponte sul fiume Gasconade
  • Eads Bridge: ponte di acciaio e ghisa inaugurato il 4 luglio 1874. opera di James B. Eads
  • Un tema fondamentale legato a St.Louis fu quello della schiavitù in quanto fu proprio questa città che negò all'ex schiavo Dred Scott la cittadinanda americana nel 1857
  • William HowardTaft governatore Filippine -pensionados: studenti filippini
  • Samuel Phillips Verner e Ota Benga -1911: Boas “L'uomo primitivo”
  • Roosvelt non inaugurò l'expo ma vi andò la figlia conclusioni: inizia a svulupparsi il concerro di globalizzazione e società non vi è riconoscimento per i neri ma le donne otterranno il voto nel 1920 con il XIX emendamento grazia alla midway plaisance e al pike i tutisti poterono scoprire il mondo pur senza viaggiare