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Fenoglio letteratura contemporanea, Dispense di Letteratura Contemporanea

Fenoglio letteratura contemporanea

Tipologia: Dispense

2025/2026

Caricato il 04/03/2026

martinabarbagallo02
martinabarbagallo02 🇮🇹

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Beppe Fenoglio
Contesto storico e culturale
Beppe Fenoglio (1922-1963) è strettamente associato alla letteratura della Resistenza italiana e alla
rappresentazione della vita nelle Langhe piemontesi. Il contesto storico che domina l’opera di
Fenoglio è infatti la Seconda guerra mondiale con particolare riferimento alla guerra civile in Italia
tra il 1943 e il 1945. Fenoglio combatté come partigiano nelle Langhe contro i nazifascisti, e tutta la
sua narrativa principale ruota attorno a quell’esperienza cruciale: i suoi personaggi vivono le vicende
tragiche, epiche e moralmente complesse della lotta partigiana. Sul piano culturale, Fenoglio si
inserisce nel solco del Neorealismo, ma con caratteristiche molto individuali. A differenza di altri
neorealisti, egli ha un taglio più asciutto, quasi anglosassone (era grande amante della letteratura
inglese, tanto che scriveva alcuni brani prima in inglese e poi li traduceva) e al contempo epico. Il
suo contesto letterario è duplice: da un lato la tradizione italiana del racconto contadino (per la parte
ambientata nelle Langhe, una zona rurale con cultura e dialetto propri), dall’altro la tradizione del
romanzo di guerra e d’avventura anglo-americano (amava Hemingway, London, etc., e questo
traspare nello stile). Inoltre, Fenoglio scrive nel pieno del dopoguerra, quando la memoria della
Resistenza era un tema scottante e fondativo per la Repubblica: i suoi libri escono tra i primi anni ’50
e ’60, periodo in cui in Italia c’è un dibattito su come raccontare la Resistenza (celebrata ufficialmente
ma anche soggetta a retorica). Fenoglio, con il suo sguardo realistico e privo di retorica, offre un
racconto antiretorico e crudo della lotta partigiana , tanto che inizialmente fu quasi incompreso
(la sua raccolta I 23 giorni della città di Alba nel 1952 destò scalpore per la schiettezza). Il contesto
personale è la ruralità delle Langhe (Fenoglio era di Alba, figlio di macellaio, quindi con radici
contadine e di provincia) unita all’esperienza bellica straordinaria. Questo intreccio fa sì che le sue
opere presentino due direttrici principali: il mondo rurale delle Langhe e il movimento della
Resistenza . La cultura di Fenoglio è quindi quella di un giovane del dopoguerra, autodidatta (non
completò l’università), immerso nella memoria fresca della guerra e al contempo proiettato verso
modelli letterari internazionali.
Notizie biografiche salienti
Giuseppe “Beppe” Fenoglio nasce nel 1922 ad Alba (Piemonte), primogenito di tre figli. Frequenta
il liceo ad Alba, rivelando subito un talento per le lingue, specialmente l’inglese. Allo scoppio della
Seconda guerra mondiale è arruolato nell’esercito italiano; dopo l’armistizio dell’8 settembre 1943 e
lo sbandamento dell’esercito, Fenoglio intraprende un viaggio rocambolesco per tornare a casa
attraverso l’Italia occupata . Nei mesi seguenti, ad appena vent’anni, si unisce ai gruppi partigiani
attivi sulle colline delle Langhe e diventa un combattente (nome di battaglia “Johnny”, proprio per la
sua passione per l’inglese). Combatterà fino alla Liberazione nel 1945. Questa esperienza partigiana,
dura e idealista al tempo stesso, segna per sempre la sua visione del mondo. Dopo la guerra, Fenoglio
lavora come impiegato in un’azienda vinicola privata ad Alba (stando così in contatto con la realtà
contadina locale) e nel tempo libero scrive febbrilmente. Inizia a pubblicare i primi racconti all’inizio
degli anni ’50. Il suo libro d’esordio è I ventitré giorni della città di Alba (1952), una raccolta di
racconti in parte sulla guerra, in parte sulle Langhe. Nel 1954 pubblica il romanzo La malora,
ambientato nel dopoguerra contadino. Lavorando sempre a fianco, scrive quelli che saranno
pubblicati postumi come i suoi romanzi più importanti. La vita di Fenoglio è relativamente breve:
muore infatti nel 1963 a soli 40 anni, per un cancro ai bronchi, quando ancora la sua carriera letteraria
prometteva molto (infatti alcune sue opere usciranno incomplete o rimaneggiate dai curatori dopo la
morte). Non ha quindi goduto appieno in vita della fama che avrebbe poi avuto: la riscoperta di
Fenoglio, come grande scrittore della Resistenza, avviene soprattutto dagli anni ’60 avanzati in poi.
Dal punto di vista privato, rimane ad Alba tutta la vita, tranne brevi spostamenti (non era uomo di
mondo letterario, rimase legato alla sua terra). Quindi la sua biografia è quella di un provinciale che,
con la forza delle proprie memorie e cultura autoformata, diventa scrittore di statura nazionale.
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Beppe Fenoglio

Contesto storico e culturale

Beppe Fenoglio (1922-1963) è strettamente associato alla letteratura della Resistenza italiana e alla rappresentazione della vita nelle Langhe piemontesi. Il contesto storico che domina l’opera di Fenoglio è infatti la Seconda guerra mondiale con particolare riferimento alla guerra civile in Italia tra il 1943 e il 1945. Fenoglio combatté come partigiano nelle Langhe contro i nazifascisti, e tutta la sua narrativa principale ruota attorno a quell’esperienza cruciale: i suoi personaggi vivono le vicende tragiche, epiche e moralmente complesse della lotta partigiana. Sul piano culturale, Fenoglio si inserisce nel solco del Neorealismo, ma con caratteristiche molto individuali. A differenza di altri neorealisti, egli ha un taglio più asciutto, quasi anglosassone (era grande amante della letteratura inglese, tanto che scriveva alcuni brani prima in inglese e poi li traduceva) e al contempo epico. Il suo contesto letterario è duplice: da un lato la tradizione italiana del racconto contadino (per la parte ambientata nelle Langhe, una zona rurale con cultura e dialetto propri), dall’altro la tradizione del romanzo di guerra e d’avventura anglo-americano (amava Hemingway, London, etc., e questo traspare nello stile). Inoltre, Fenoglio scrive nel pieno del dopoguerra, quando la memoria della Resistenza era un tema scottante e fondativo per la Repubblica: i suoi libri escono tra i primi anni ’ e ’60, periodo in cui in Italia c’è un dibattito su come raccontare la Resistenza (celebrata ufficialmente ma anche soggetta a retorica). Fenoglio, con il suo sguardo realistico e privo di retorica, offre un racconto antiretorico e crudo della lotta partigiana , tanto che inizialmente fu quasi incompreso (la sua raccolta I 23 giorni della città di Alba nel 1952 destò scalpore per la schiettezza). Il contesto personale è la ruralità delle Langhe (Fenoglio era di Alba, figlio di macellaio, quindi con radici contadine e di provincia) unita all’esperienza bellica straordinaria. Questo intreccio fa sì che le sue opere presentino due direttrici principali: il mondo rurale delle Langhe e il movimento della Resistenza. La cultura di Fenoglio è quindi quella di un giovane del dopoguerra, autodidatta (non completò l’università), immerso nella memoria fresca della guerra e al contempo proiettato verso modelli letterari internazionali.

Notizie biografiche salienti

Giuseppe “Beppe” Fenoglio nasce nel 1922 ad Alba (Piemonte), primogenito di tre figli. Frequenta il liceo ad Alba, rivelando subito un talento per le lingue, specialmente l’inglese. Allo scoppio della Seconda guerra mondiale è arruolato nell’esercito italiano; dopo l’armistizio dell’8 settembre 1943 e lo sbandamento dell’esercito, Fenoglio intraprende un viaggio rocambolesco per tornare a casa attraverso l’Italia occupata. Nei mesi seguenti, ad appena vent’anni, si unisce ai gruppi partigiani attivi sulle colline delle Langhe e diventa un combattente (nome di battaglia “Johnny”, proprio per la sua passione per l’inglese). Combatterà fino alla Liberazione nel 1945. Questa esperienza partigiana, dura e idealista al tempo stesso, segna per sempre la sua visione del mondo. Dopo la guerra, Fenoglio lavora come impiegato in un’azienda vinicola privata ad Alba (stando così in contatto con la realtà contadina locale) e nel tempo libero scrive febbrilmente. Inizia a pubblicare i primi racconti all’inizio degli anni ’50. Il suo libro d’esordio è I ventitré giorni della città di Alba (1952), una raccolta di racconti in parte sulla guerra, in parte sulle Langhe. Nel 1954 pubblica il romanzo La malora , ambientato nel dopoguerra contadino. Lavorando sempre a fianco, scrive quelli che saranno pubblicati postumi come i suoi romanzi più importanti. La vita di Fenoglio è relativamente breve: muore infatti nel 1963 a soli 40 anni, per un cancro ai bronchi, quando ancora la sua carriera letteraria prometteva molto (infatti alcune sue opere usciranno incomplete o rimaneggiate dai curatori dopo la morte). Non ha quindi goduto appieno in vita della fama che avrebbe poi avuto: la riscoperta di Fenoglio, come grande scrittore della Resistenza, avviene soprattutto dagli anni ’60 avanzati in poi. Dal punto di vista privato, rimane ad Alba tutta la vita, tranne brevi spostamenti (non era uomo di mondo letterario, rimase legato alla sua terra). Quindi la sua biografia è quella di un provinciale che, con la forza delle proprie memorie e cultura autoformata, diventa scrittore di statura nazionale.

Opere principali

  • I ventitré giorni della città di Alba (1952) – Raccolta di 12 racconti. Il titolo si riferisce ai 23 giorni durante i quali, nell’ottobre 1944, la città di Alba fu liberata e tenuta dai partigiani prima di essere riconquistata dai fascisti (evento che Fenoglio visse). I racconti però spaziano: alcuni narrano episodi di guerra partigiana (come Il trucco , Il caporale ), altri storie contadine delle Langhe nel dopoguerra. Stile asciutto e finale spesso amaro. Questo libro sancisce l’originalità di Fenoglio: raccontare la Resistenza in modo anti-eroico e realistico.
  • La malora (1954) – Romanzo breve (o racconto lungo) ambientato nell’immediato dopoguerra nelle Langhe. È la storia di Agostino, un giovane contadino poverissimo che vive una serie di sventure (morte del padre, lavoro come servo presso un padrone spietato, miseria, malattie). La malora è un ritratto crudele della vita contadina, spesso paragonato a La lupa di Verga per la durezza verista. Qui non c’è spazio per idillio: le Langhe sono descritte come un luogo di fatica immane e di rassegnazione.
  • Primavera di bellezza (1959) – Romanzo in gran parte autobiografico. Segue il giovane tenente Enne 2 (lo stesso protagonista tornerà poi ne Il partigiano Johnny ), dall’addestramento nell’esercito fascista fino ai giorni drammatici dopo l’8 settembre ’43. Si conclude con Enne 2 che, disertato, torna verso le Langhe ma viene probabilmente catturato dai tedeschi (finale aperto). È considerato la prima parte di un progetto più ampio, che continuerà ne Il partigiano Johnny.
  • Una questione privata (1963) – Romanzo breve pubblicato postumo subito dopo la morte, considerato un capolavoro. Ambientato durante la guerra partigiana, ha come protagonista il partigiano Milton, innamorato di una ragazza di nome Fulvia. Milton scopre che forse Fulvia aveva amato un suo amico, Giorgio, e parte in una folle missione personale: trovare Giorgio (ora prigioniero dei fascisti) per conoscere la verità. Insegue quindi i fascisti per catturare un ostaggio da scambiare. Il romanzo unisce vicende belliche e ossessione amorosa, con un ritmo da tragedia. Calvino lo definì “il romanzo che tutti i partigiani avrebbero voluto scrivere”.
  • Il partigiano Johnny (pubblicato postumo 1968) – Romanzo incompiuto e pubblicato dopo la morte, è l’opera più ampia di Fenoglio. Racconta in terza persona la storia di Johnny (alter ego dell’autore) dalla scelta di farsi partigiano fino all’inverno ’44-’45 nelle Langhe. È un racconto estremamente realistico e dettagliato della vita partigiana: i combattimenti, la fame, i tradimenti, le divisioni tra bande di diversa fede (Badogliani vs Garibaldini), la crescita interiore del protagonista. Scritto in un misto di italiano e inserti in inglese, fu pubblicato inizialmente in versione rimaneggiata e solo nel 2015 ne è uscita un’edizione critica integrale. Non ha un finale chiuso per via dell’incompiutezza, ma resta un monumento alla Resistenza antiretorica. (Fenoglio ha anche scritto altri racconti poi raccolti in volumi come Un giorno di fuoco (1963, postumo). Da ricordare Il gorgo e La paga del sabato, due racconti lunghi: il secondo in particolare tratta del difficile reinserimento di un ex partigiano nel dopoguerra, altro tema caro. Molte opere furono edite postume a cura della famiglia.)

Temi e tratti distintivi della poetica o stile narrativo

Fenoglio incarna nella sua opera due grandi temi: la guerra partigiana e la vita contadina nelle Langhe. Come indicato, questi sono i due filoni che attraversano i suoi scritti. Il tema della Resistenza in Fenoglio è trattato con un realismo schietto e spesso drammatico. A differenza di rappresentazioni epiche ed eroiche della Resistenza (presenti in certa letteratura e filmografia coeva), Fenoglio mostra la guerriglia partigiana per quello che era: un’esperienza di grande coraggio e ideali, ma anche di paure, errori, casualità e tanta violenza e sporcizia. Nei suoi racconti vediamo partigiani giovani, inesperti, a volte spaesati; vediamo la dura vita sulle colline, i rastrellamenti nazisti, le fucilazioni e la morte sempre in agguato. Il punto d’onore per Fenoglio è però che, nonostante tutto, i suoi personaggi partigiani mantengono una sorta di codice morale e dignità: c’è un forte senso di cameratismo, di scelta etica che li distingue dai nemici. Come disse qualcuno, la sua è un’ epica della

  • spesso paragonato a Hemingway, ma con una vena più tormentata all’europea. Non ultimo, Fenoglio è considerato uno dei più grandi scrittori italiani del Novecento, benché la sua produzione sia esigua e legata a un tema specifico: la potenza delle sue pagine ha lasciato un segno profondo, e la figura del partigiano Johnny è entrata nell’immaginario come simbolo del giovane idealista gettato nel turbine della storia che ne esce, comunque vada, con una statura morale epica. In lui convivono dunque realismo e mito, cronaca e leggenda – e questo è forse il segreto per cui ancora oggi le sue storie appassionano: sono allo stesso tempo vere e universali.