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Linguistica: Paradossi del Linguaggio e Saussure, Appunti di Linguistica Generale

Concetto di sincronia e diacronia, langue e parole, segno, significato, e significante

Tipologia: Appunti

2017/2018

Caricato il 02/11/2018

gianluca-lammendola
gianluca-lammendola 🇮🇹

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Capitolo 1. Complessità della lingua.
La lingua non è di oggetto di facile studio. La lingua è infatti piena di contrasti, i paradossi più sconcertanti.
Il primo paradosso linguistico è che le parole sono scelte arbitrariamente. Il secondo paradosso indica che
la lingua è al tempo stesso fissa e mutevole. Alla luce di tutto ciò la lingua non la puoi collocare in alcuna
classe e non c'è oggetto che non sia ad essa paragonabile. Quale che sia il lato da cui si prende la lingua c'è
sempre un doppio versante che si corrisponde perpetuamente.
Capitolo 2. Ferdinand De Saussure.
La linguistica non è semplice perché la lingua non è semplice, come detto in precedenza. De Saussure ha
posto le basi della moderna scienza linguistica, in particolare di indirizzo strutturalista, con l'introduzione di
alcuni concetti base come quelli di sincronia e diacronia, langue e parole, segno, significato, e significante
(concetto portante di tutti gli studi successivi sulla linguistica che arrivano fino alle scienze della
comunicazione), arbitrarietà del segno linguistico.
De Saussure concepì inoltre la linguistica come parte di un più ampio studio dei segni, la semiologia ; la
lingua, intesa come prodotto sociale della facoltà del linguaggio, è per Saussure un insieme delle
convenzioni utilizzate dal corpo sociale per consentire l'esercizio di tale facoltà negli individui.
In questo contesto, la costruzione del rapporto tra l'oggetto reale osservato (referente) ed il suo significato
(cioè l'immagine concettuale che si forma nella mente dell'osservatore) è mediato da un artefatto concettuale
in forma segnica (significante); dove per forma segnica si intenda sia l'immagine acustica (parola
verbalizzata da fonemi), che quella scritta (parola significata da lettere,ideogrammi o altra forma di
rappresentazione scritta).
Saussure intende il linguaggio (langage) come potenzialità universale di sviluppare un sistema di segni.
La langue, intesa come un sistema di segni che formano il codice di un idioma, va distinta dalla parole, cioè
dall'atto linguistico del parlante, che è "individuale" e "irripetibile". Non esiste il concetto di lingua come
"nomenclatura" (cioè corrispondenza naturale di parole e cose) e il segno linguistico è un'entità costituita da
una unione "arbitraria" di un concetto ("significato") e della sua immagine acustica ("significante"); il
significante è il mezzo che usiamo per rappresentare il significato (l’insieme dei suoni che compongono la
parola “cane”); il significato è l’idea del mammifero carnivoro amico dell’uomo. L'associazione tra
significato e significante non è legata ad alcuna legge naturale, come dimostra la varietà degli idiomi, anche
se una volta istituita in ciascuna lingua diventa canonica e non può più essere modificabile dal singolo
parlante.
Le diverse società nel mondo hanno diverse lingue per comunicare e in si possono distinguere due tipi di
diversità:
1) diversità relativa (diversità nell'unità ovvero idioma geograficamente diviso come accade nelle lingue
romanze);
2)diversità radicale ovvero
Si può identificare il "valore" di un elemento della lingua solo in maniera "differenziale", tramite il rapporto
con gli altri termini del sistema che permettono la sua identificazione per "opposizione".
La linguistica si definisce "strutturale" perché la determinazione del valore o dell'identità del segno, nel
duplice aspetto fonico e concettuale, parte dal presupposto che esista la totalità del sistema linguistico. I
rapporti e le differenze tra i segni si articolano in due parti distinte dell'attività linguistica: i "rapporti
sintagmatici", secondo i quali il valore di ogni singolo segno è stabilito dalla relazione con il segno che lo
precede e/o lo segue e formati dalla successione lineare delle parole nella loro effettiva disposizione; e i
"rapporti associativi" secondo cui tutti i suoni che possono comparire in un medesimo contesto intrattengono
tra loro rapporti di tipo associativo (paradigmatico), ma sono rapporti in absentia se ne realizziamo uno
escludiamo tutti gli altri.
Esistono due punti di vista da cui osservare la realtà linguistica, che si traducono in due modalità di studio: la
"linguistica sincronica", che analizza lo stato della lingua nel suo organizzarsi sistematico e simultaneo, e la "
linguistica diacronica", che studia l'evoluzione della lingua e ne rileva le sostituzioni e differenze degli
elementi avvenuti nel tempo.

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Capitolo 1. Complessità della lingua.

La lingua non è di oggetto di facile studio. La lingua è infatti piena di contrasti, i paradossi più sconcertanti. Il primo paradosso linguistico è che le parole sono scelte arbitrariamente. Il secondo paradosso indica che la lingua è al tempo stesso fissa e mutevole. Alla luce di tutto ciò la lingua non la puoi collocare in alcuna classe e non c'è oggetto che non sia ad essa paragonabile. Quale che sia il lato da cui si prende la lingua c'è sempre un doppio versante che si corrisponde perpetuamente.

Capitolo 2. Ferdinand De Saussure.

La linguistica non è semplice perché la lingua non è semplice, come detto in precedenza. De Saussure ha posto le basi della moderna scienza linguistica, in particolare di indirizzo strutturalista, con l'introduzione di alcuni concetti base come quelli di sincronia e diacronia, langue e parole , segno, significato, e significante (concetto portante di tutti gli studi successivi sulla linguistica che arrivano fino alle scienze della comunicazione), arbitrarietà del segno linguistico. De Saussure concepì inoltre la linguistica come parte di un più ampio studio dei segni, la semiologia; la lingua, intesa come prodotto sociale della facoltà del linguaggio, è per Saussure un insieme delle convenzioni utilizzate dal corpo sociale per consentire l'esercizio di tale facoltà negli individui. In questo contesto, la costruzione del rapporto tra l'oggetto reale osservato (referente) ed il suo significato (cioè l'immagine concettuale che si forma nella mente dell'osservatore) è mediato da un artefatto concettuale in forma segnica (significante); dove per forma segnica si intenda sia l'immagine acustica (parola verbalizzata da fonemi), che quella scritta (parola significata da lettere,ideogrammi o altra forma di rappresentazione scritta). Saussure intende il linguaggio ( l angage ) come potenzialità universale di sviluppare un sistema di segni. La langue , intesa come un sistema di segni che formano il codice di un idioma, va distinta dalla parole , cioè dall'atto linguistico del parlante, che è "individuale" e "irripetibile". Non esiste il concetto di lingua come "nomenclatura" (cioè corrispondenza naturale di parole e cose) e il segno linguistico è un'entità costituita da una unione "arbitraria" di un concetto (" significato ") e della sua immagine acustica (" significante "); il significante è il mezzo che usiamo per rappresentare il significato (l’insieme dei suoni che compongono la parola “cane”); il significato è l’idea del mammifero carnivoro amico dell’uomo. L'associazione tra significato e significante non è legata ad alcuna legge naturale, come dimostra la varietà degli idiomi, anche se una volta istituita in ciascuna lingua diventa canonica e non può più essere modificabile dal singolo parlante. Le diverse società nel mondo hanno diverse lingue per comunicare e in si possono distinguere due tipi di diversità:

  1. diversità relativa (diversità nell'unità ovvero idioma geograficamente diviso come accade nelle lingue romanze); 2)diversità radicale ovvero Si può identificare il "valore" di un elemento della lingua solo in maniera "differenziale", tramite il rapporto con gli altri termini del sistema che permettono la sua identificazione per "opposizione". La linguistica si definisce "strutturale" perché la determinazione del valore o dell'identità del segno, nel duplice aspetto fonico e concettuale, parte dal presupposto che esista la totalità del sistema linguistico. I rapporti e le differenze tra i segni si articolano in due parti distinte dell'attività linguistica: i "rapporti sintagmatici", secondo i quali il valore di ogni singolo segno è stabilito dalla relazione con il segno che lo precede e/o lo segue e formati dalla successione lineare delle parole nella loro effettiva disposizione; e i "rapporti associativi" secondo cui tutti i suoni che possono comparire in un medesimo contesto intrattengono tra loro rapporti di tipo associativo (paradigmatico), ma sono rapporti in absentia se ne realizziamo uno escludiamo tutti gli altri. Esistono due punti di vista da cui osservare la realtà linguistica, che si traducono in due modalità di studio: la "linguistica sincronica", che analizza lo stato della lingua nel suo organizzarsi sistematico e simultaneo, e la " linguistica diacronica", che studia l'evoluzione della lingua e ne rileva le sostituzioni e differenze degli elementi avvenuti nel tempo.