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Figure retoriche: analisi e esempi, Appunti di Letteratura Italiana

elenco figure retoriche schematizzate

Tipologia: Appunti

2014/2015

Caricato il 22/06/2015

Livia.a.95
Livia.a.95 🇮🇹

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Le Figure Retoriche
Norma e scarto
Alla base dell'idea di retorica vi sono due funzioni: persuasiva ed espressiva. Si pensa che un discorso
costruito secondo gli schemi retorici sia più efficace o elegante di un altro. Il termine di confronto è il
linguaggio consueto: il linguaggio retorico inserito nel linguaggio consueto, non può far altro che colpire la
nostra attenzione, poiché si discosta dalla prevedibilità. La figura retorica opera lo scarto rispetto alla
norma linguistica. Lo scarto è lo straniamento dalla norma con surplus di significato.
Significante e significato
Le modalità nell'individuare i traslati, le figure retoriche, quindi ciò che ci colpisce sono le seguenti: o ci
colpisce la forma, o ci colpisce il contenuto; in altri termini, qualcosa è avvenuto a livello di significante, e
cioè nella forma, nell'aspetto, nel suono della parola, oppure è avvenuto a livello di significato, nel
contenuto semantico, in ciò che quel segno vuol dire. Significante e significato formano il segno di un
enunciato; molti fenomeni investono l'intero segno e in alcune figure lo scarto consiste proprio nel
rapporto che si instaura fra significante e significato ma, nella maggior parte dei casi, il meccanismo che
genera la figura può essere ricondotto prevalentemente a un livello, anche se ha poi inevitabilmente
ripercussioni sull'altro.
Dunque, le figure possono attuarsi a livello di significante: si individuano allora prevalentemente nello
spazio, si realizzano graficamente e fonicamente e saltano agli occhi perché nella frase il nostro occhio o il
nostro orecchio coglie qualcosa; e può essere la ripetizione dello stesso segno o parola, possono essere
simmetrici particolari ovvero cambiamenti nell'ordine lineare consueto della frase, o vuoti e interruzione
del testo, o altri fenomeni che siano percepibili a livello di forma.
Oppure possono attuarsi a livello di significato: ci colpisce allora ciò che quella parola o quel costrutto vuol
dire, e che si differenzia da quello che prevedibilmente dovrebbe essere il normale contenuto semantico di
quell'espressione: rientrano in quest'ambito i tropi, le cosiddette figure di pensiero, come anche alcuni
giochi di parole.
Figure di ADDIZIONE
RIPETIZIONE INVARIATA
ALLITTERAZIONE: ripetizione dello stesso suono, vocalico o consonantico, all'inizio o nel corpo di
parole vicine.
-Fiesta ti tenta tre volte tanto.
ONOMATOPEA: riproduzione o trascrizione linguistica di suoni non verbali, come rumori, versi di
animali, ecc. mediante i segni tipici del linguaggio verbale articolato e secondo le forme fonologiche
e grafematiche delle diverse lingue.
-La Chioccetta per l'aia azzurra
va col suo pigolio di stelle. (Il gelsomino notturno - Giovanni Pascoli)
OMOTELEUTO: ripetizione del suono finale di parole vicine.
-Altissima, purissima, levissima.
DUPLICAZIONE: ripetizione di una parola o un gruppo di parole due volte di seguito in qualsiasi
punto dell'enunciato, senza alcuna interruzione lessicale, metrica o sintattica.
-bianca bianca nel tacito tumulto
una casa apparì sparì d'un tratto; (Il lampo - Giovanni Pascoli)
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Le Figure Retoriche Norma e scarto Alla base dell'idea di retorica vi sono due funzioni: persuasiva ed espressiva. Si pensa che un discorso costruito secondo gli schemi retorici sia più efficace o elegante di un altro. Il termine di confronto è il linguaggio consueto: il linguaggio retorico inserito nel linguaggio consueto, non può far altro che colpire la nostra attenzione, poiché si discosta dalla prevedibilità. La figura retorica opera lo scarto rispetto alla norma linguistica. Lo scarto è lo straniamento dalla norma con surplus di significato.

Significante e significato Le modalità nell'individuare i traslati, le figure retoriche, quindi ciò che ci colpisce sono le seguenti: o ci colpisce la forma, o ci colpisce il contenuto; in altri termini, qualcosa è avvenuto a livello di significante, e cioè nella forma, nell'aspetto, nel suono della parola, oppure è avvenuto a livello di significato, nel contenuto semantico, in ciò che quel segno vuol dire. Significante e significato formano il segno di un enunciato; molti fenomeni investono l'intero segno e in alcune figure lo scarto consiste proprio nel rapporto che si instaura fra significante e significato ma, nella maggior parte dei casi, il meccanismo che genera la figura può essere ricondotto prevalentemente a un livello, anche se ha poi inevitabilmente ripercussioni sull'altro.

Dunque, le figure possono attuarsi a livello di significante: si individuano allora prevalentemente nello spazio, si realizzano graficamente e fonicamente e saltano agli occhi perché nella frase il nostro occhio o il nostro orecchio coglie qualcosa; e può essere la ripetizione dello stesso segno o parola, possono essere simmetrici particolari ovvero cambiamenti nell'ordine lineare consueto della frase, o vuoti e interruzione del testo, o altri fenomeni che siano percepibili a livello di forma.

Oppure possono attuarsi a livello di significato: ci colpisce allora ciò che quella parola o quel costrutto vuol dire, e che si differenzia da quello che prevedibilmente dovrebbe essere il normale contenuto semantico di quell'espressione: rientrano in quest'ambito i tropi, le cosiddette figure di pensiero, come anche alcuni giochi di parole.

Figure di ADDIZIONE

RIPETIZIONE INVARIATA

ALLITTERAZIONE: ripetizione dello stesso suono, vocalico o consonantico, all'inizio o nel corpo di parole vicine. -Fies t a t i t en t a t re vol t e t an t o.ONOMATOPEA: riproduzione o trascrizione linguistica di suoni non verbali, come rumori, versi di animali, ecc. mediante i segni tipici del linguaggio verbale articolato e secondo le forme fonologiche e grafematiche delle diverse lingue.

  • La Chioccetta per l'aia azzurra va col suo pigolio di stelle. (Il gelsomino notturno - Giovanni Pascoli)OMOTELEUTO: ripetizione del suono finale di parole vicine.
  • Alt issima , pur issima , lev issima.DUPLICAZIONE: ripetizione di una parola o un gruppo di parole due volte di seguito in qualsiasi punto dell'enunciato, senza alcuna interruzione lessicale, metrica o sintattica. - bianca bianca nel tacito tumulto una casa apparì sparì d'un tratto; (Il lampo - Giovanni Pascoli)

EPANALESSI: ripresa a distanza di una o più parole dopo l'intromissione di un elemento, spesso un inciso, che ne sottolinea e ne rafforza il significato.

  • Ho una fame , ma una fame ... -Ma passavam la selva tuttavia, la selva dico, di spiriti spessi (La Divina Commedia Inferno Canto IV - Dante)POLISINDETO: ripetizione a breve distanza di congiunzioni coordinanti, che possono essere copulative (e....e....e....; sia....sia....sia....), disgiuntive (o....o....o....) avversative (ma....ma....ma....), causali (poichè....) concessive (sebbene....) ecc.
  • E ripensò le mobili tende, e i percossi valli, e il lampo dei manipoli, e l'onda dei cavalli, e il concitato imperio, e il celere ubbidirANAFORA: ripetizione della stessa parola o sintagma all'inizio di frasi successive.
  • Per me si va nella città dolente per me si va nell'eterno dolce per me si va tra la perduta gente (La Divina Commedia Inferno Canto II - Dante)EPIFORA : ripetizione di una parola o di un gruppo di parole alla fine di frasi o versi consecutivi.
  • Più sordo e più fioco s'allenta, si spegne solo una nota ancor trema, si spegne risorge, trema, si spegneANADIPLOSI: ripresa all'inizio di un enunciato (verso o frase) la stessa parola o gruppo di parole con cui termina l'enunciato precedente.
  • passa l'estate con la sua felicità. Felicità di vaste arie, di nubi.

EPANADIPLOSI : ripetizione della stessa parola o sintagma all'inizio e alla fine dell' enunciato.

  • Ascolto il buon silenzio, ascoltoISOCOLO: ripetizione, sul piano sintagmatico, di due membri, diversi nella formulazione lessicale e nel contenuto semantico, ma strutturalmente paralleli in quanto presentano uguale ampiezza e reciproca relazione morfo-sintattica fra i rispettivi elementi. - Oh come tutto al suo posto si trova oh come tutto al suo posto è restato

RIPETIZIONE VARIATA

PARONOMASIA: ripetizione di parole dal suono affine ma con significato differente, per cui una parola presenta, con piccole modifiche, la stessa sonorità globale di una parola vicina, mentre il significato cambia del tutto. -Dalle stelle alle stalleDIAFORA: ripetizione di un espressione, mantenendo lo steso significante, con sottile ma evidente e intenzionale cambiamento del significato.

  • viaggio per fuggire altro viaggio (Gozzano)FIGURA ETIMOLOGICA: ripetizione della medesima radice lessicale (etimo) in parole che si succedono a breve distanza e che presentano variazioni nella forma.

ASINDETO: eliminazione di congiunzioni. -Di qua, di là, di su, di giù li mena. (Inferno)ELLISSI : eliminazioni di elementi grammaticali e/o sintattici.

  • Come va? Bene.ZEUGMA: eliminazione di una voce verbale; un verbo regge intere frasi.
  • Ieri alla cena Gianni ha portato una torta, Mario sua sorella.RETICENZA: sottrazione di elementi del discorso, con implicita ma evidente allusione ad essi. (...)  SILENZIO: meccanismo della sottrazione portato ai suoi limiti estremi; forma espressiva quanti mai significante. (spazio bianco) UNGARETTI!  PRETERIZIONE: consiste nell'affermare che non si parlerà di qualcosa, che si dice poi invece a chiare lettere.
  • Ho una sete che non ti dico. -Per non parlare di... ecc eccSENTENZA: sottrazione che riduce al minimo gli elementi dell'enunciato, in modo da ottenere un'affermazione estremamente sintetica sul piano formale e per converso assai ricca e densa sul piano concettuale.

Figure di SPOSTAMENTOMETATESI : spostamento di un fonema all'interno della parola. -interpretare/interpetrare; aeroplano/areoplano Spesso si inverte la posizione di due fonemi contigui: -storpiare/stroppiare; spegnere/spengereANAGRAMMA: scomposizione e ricomposizione in modo diverso di fonemi di una parola p più parole, ricavandone altre parole e, conseguentemente, altri significati. -nocchiero/orecchino -bibliotecario = beato coi libriANASTROFE : inversione dell'ordine naturale delle parole per dare rilevanza a un concetto. -Rifulse lo splendor molto più chiaro. (Ariosto)IPERBATO : Anastrofe più amplificata per intenderci. -e sia divina ai vinti mercede il vincitor (Manzoni)TMESI: spezzamento di una parola in due parti che vengono collocate, se si tratta di componimenti poetici, in due versi susseguentisi, risultando dunque spostate rispetto all'ordine lineare. -scuotendo l'ali di bitume semi- mozze dalla fatica a dirti: è l'ora. (Montale)EPIFRASI: staccamento di una parte del verso. -Dolce e chiara è la notte e senza ventoSINCHISI: sconvolgimento dell'ordine generale di un enunciato, attraverso la combinazione di più figure di spostamento.  IPALLAGE : scambio di attributi tra due membri contigui dell'enunciato. -le mani avide dell'avaro. (L'avidità dell'avaro è attribuita alle mani)PROLESSI: spostamento all'inizio dell'enunciato di un elemento, in maniera tale che costituisca una sorta di sintetica anticipazione dell'argomento trattato successivamente. -Mario sta per lasciare la povera Maria (il narratore prevede la disperazione di Maria per l'abbandono)

Figure di SOSTITUZIONE

 METAGRAFI:

REBUS : forma particolare di metagrafo, che gioca sulla sostituzione di segmenti lessicali di diversa lunghezza con un segno iconico di varie nature.  ENALLAGE : utilizzo di una parola facendole assumere una funzione grammaticale o sintattica diversa da quella che il contesto richiederebbe; fra le sostituzioni più frequenti, l'aggettivo al posto dell'avverbio, il nome al posto dell'aggettivo o del verbo e viceversa.

  • il servo sudore (il sudore dei servi)SILLESI : sostituzione della forma grammaticale consueta con un'altra.  ANACOLUTO : cambiamento di una funzione sintattica di un membro che determina una irregolarità nell'accordo logico complessivo.  ANFIBOLIA : utilizzo di significanti che possono essere interpretati in modi diversi, con l'effetto di creare ambiguità. -quando la borsa è caduta...mi si è rotto il portacipria (= borsa affari/accessorio abbigliamento)METAFORA :  SINEDDOCHE : sostituzione semantica del tutto con una sua parte o, viceversa. -ha gli occhi verdi (iridi)METONIMIA : sostituzione di una parola ad un'altra con cui vi siano rapporti di contiguità semantico-concettuale. Gli scambi concettuali più importanti riguardano le categorie del tempo e dello spazio. La sostituzione logica più significativa, riconducibile alla dimensione temporale, avviene tra causa ed effetto. Si può avere anche l'effetto al posto della causa, l'autore al posto della sua opera, il produttore o il marchio per il prodotto, il personaggio per un capo d'abbigliamento, il personaggio per l'oggetto su cui è raffigurato o che ha da lui preso il nome, il personaggio o la divinità per la cosa o per l'attività sotto la sua protezione, il patrono per la chiesa che gli è dedicata, lo strumento al posto di chi lo usa, il materiale al posto dell'oggetto. O anche il contenente al posto del contenuto e viceversa, il luogo al posto degli abitanti, la sede per chi vi è locato, la località di produzione per il prodotto, l'astratto con il concreto e viceversa, l'oggetto simbolico per la realtà simboleggiata, l'indumento o la divisa per chi lo indossa.  CATACRESI :  SINESTESIA : associamento di ambiti sensoriali diversi.  ANTONOMASIA : scambio fra il nome di un personaggio e una sua caratteristica peculiare.  PERIFRASI : sostituzione di una parola o di un concetto con un giro di parole.  EUFEMISMO : sostituzione a un'espressione avvertita come troppo cruda o ritenuta per vari motivi innominabile, una più attenuta e socialmente accettabile.  LITOTE : affermazione di qualcosa negando il suo contrario spesso iperbolicamente accentuato. -quel ragazzo non è un genioIRONIA : affermazione di qualcosa intendendo dire l'opposto.  SARCASMO : forma più intensa e sferzante di ironia, tesa a stigmatizzare e a condannare qualcosa; esprime sdegno, e mira sovente a pungolare l'oggetto preso di mira, perché modifichi il suo operare.  ANTIFRASI : forma ristretta di ironia, in quanto consiste nel diretto capovolgimento semantico di una parola, decifrabile in modo immediato nel contesto. Ciò che s'intende dire viene sostituito dal suo esatto contrario, e per la comprensione del significato corretto, resa peraltro possibile dal contesto o da tratti sovrasegmentali, è sufficiente aggiungere una negazione all'enunciato.