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file system e comandi , Appunti di Informatica

riassunto schematico del file system e dei comandi

Tipologia: Appunti

2016/2017

Caricato il 20/06/2017

Rebecca.Montanari
Rebecca.Montanari 🇮🇹

4.4

(9)

18 documenti

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Il file system
Il file system provvede alla virtualizzazione delle memorie di massa e genera una
macchina costituita da una pluralità di dispositivi indipendenti l'uno dall'altro, ciascuno dei
quali ha a disposizione tutte le risorse virtuali che possono occorrere. Tutto ciò che viene
registrato su memorie di massa prende il nome di file: testo, programma, comando,
routine, dati, immagine, filmato, suono.
In particolare nelle applicazioni gestionali i file di dati sono organizzati a record (per
esempio, in un archivio anagrafico, i dati relativi ad una persona) e su di essi si opera in
modo analogo a quanto si fa con gli archivi cartacei, creandone di nuovi e distruggendoli
quando non servono più, aggiungendo o togliendo record o modificandoli; le operazioni di
apertura e chiusura consentono rispettivamente inizio e la terminazione delle operazioni su
un determinato file.
In concreto, è il modo in cui i file sono immagazzinati e organizzati su un dispositivo di
archiviazione, come un hard disk o un CD-ROM.
Esistono molti tipi di file system, creati per diversi sistemi operativi, per diverse unità di
memorizzazione e per diversi usi.
Si possono identificare due grandi classi di file system:
1. Per unità locali, destinate ad organizzare fisicamente i dati su un disco
2.
Oppure file system distribuiti,
nati per condividere i dati fra
più computer collegati
attraverso una rete, superando
le differenze fra sistemi
operativi e file system locali
delle varie macchine.
Le principali funzioni sono:
La gestione ottimale
dello spazio della
memoria di massa
(MM) per le
eventuali richieste effettuate da parte dell’utente.
Assicurare all’utente un accesso rapido ai dati presenti in un file, anche
quando esso viene richiesto simultaneamente da più utenti.
Garantire un accesso limitato verso alcuni file, con meccanismi di
protezione, diretti a evitare interventi dannosi o non autorizzati.
Rendere semplici le modifiche solitamente richieste sui file.
Una directory , detta anche tabella dei descrittori ,è una particolare entità del file system
che organizza in una struttura ad albero, file e altre directory.
La directory deve essere memorizzata anch’essa su un disco in modo tale che allo
spegnimento del sistema le informazioni contenute non vadano perse.
Con i pathname, ovvero il nome del file espresso attraverso un percorso, è possibile
individuare ogni entità del file system.
Si definisce pathname ASSOLUTO, quando il nome del file viene descritto elencando tutti
i nodi che occorre attraversare a partire dalla root (dicesi radice, la directory di livello
maggiore) fino ad arrivare al file.
Bensì si parla di pathname RELATIVO, quando l’accesso inizia dalla directory corrente.
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Il file system

Il file system provvede alla virtualizzazione delle memorie di massa e genera una macchina costituita da una pluralità di dispositivi indipendenti l'uno dall'altro, ciascuno dei quali ha a disposizione tutte le risorse virtuali che possono occorrere. Tutto ciò che viene registrato su memorie di massa prende il nome di file: testo, programma, comando, routine, dati, immagine, filmato, suono. In particolare nelle applicazioni gestionali i file di dati sono organizzati a record (per esempio, in un archivio anagrafico, i dati relativi ad una persona) e su di essi si opera in modo analogo a quanto si fa con gli archivi cartacei, creandone di nuovi e distruggendoli quando non servono più, aggiungendo o togliendo record o modificandoli; le operazioni di apertura e chiusura consentono rispettivamente inizio e la terminazione delle operazioni su un determinato file. In concreto, è il modo in cui i file sono immagazzinati e organizzati su un dispositivo di archiviazione, come un hard disk o un CD-ROM. Esistono molti tipi di file system, creati per diversi sistemi operativi, per diverse unità di memorizzazione e per diversi usi. Si possono identificare due grandi classi di file system:

  1. Per unità locali , destinate ad organizzare fisicamente i dati su un disco

Oppure file system distribuiti ,

nati per condividere i dati fra

più computer collegati

attraverso una rete, superando

le differenze fra sistemi

operativi e file system locali

delle varie macchine.

Le principali funzioni sono:

• La gestione ottimale

dello spazio della

memoria di massa

(MM) per le

eventuali richieste effettuate da parte dell’utente.

• Assicurare all’utente un accesso rapido ai dati presenti in un file, anche

quando esso viene richiesto simultaneamente da più utenti.

• Garantire un accesso limitato verso alcuni file, con meccanismi di

protezione, diretti a evitare interventi dannosi o non autorizzati.

• Rendere semplici le modifiche solitamente richieste sui file.

Una directory , detta anche tabella dei descrittori ,è una particolare entità del file system che organizza in una struttura ad albero, file e altre directory. La directory deve essere memorizzata anch’essa su un disco in modo tale che allo spegnimento del sistema le informazioni contenute non vadano perse. Con i pathname , ovvero il nome del file espresso attraverso un percorso, è possibile individuare ogni entità del file system. Si definisce pathname ASSOLUTO, quando il nome del file viene descritto elencando tutti i nodi che occorre attraversare a partire dalla root (dicesi radice , la directory di livello maggiore) fino ad arrivare al file. Bensì si parla di pathname RELATIVO , quando l’accesso inizia dalla directory corrente.

L' interprete dei comandi

L’ interprete dei comandi rappresenta lo strato superiore del sistema operativo, responsabile di ricevere ed interpretare i comandi formulati dall’utente; queste istruzioni richiamano funzioni del sistema operativo o mandano in esecuzione programmi dell’utente o di sistema. In definitiva l’interprete dei comandi si occupa di ricavare, dai comandi forniti dall’utente, le effettive richieste da inviare ai moduli sottostanti. Nei sistemi ad interfaccia grafica , l’utente è aiutato nel colloquio con l’elaboratore grazie al fatto che i comandi sono comunicati o utilizzando semplici menù a tendina o attraverso la selezione, tramite mouse, di disegni che simboleggiano l’operazione richiesta detti icone. Quando è invece presente una interfaccia testuale , il dialogo tra utente e macchina è più faticoso: l’utente deve infatti conoscere un linguaggio elementare, dotato di propria grammatica e sintassi , per poter impartire ordini all’elaboratore. In tal caso la logica di funzionamento dell’interprete dei comandi è la seguente:

  • nella linea di comando l’interfaccia indica la disponibilità ad accettare comandi tramite una serie convenzionale di simboli detta prompt ;
  • l’utente digita il comando relativo all’operazione richiesta con gli eventuali parametri e opzioni ;
  • l’elaboratore verifica la presenza di errori sintattici: in caso positivo fornisce l’indicazione del tipo di errore, altrimenti esegue il comando richiesto;
  • quando l’esecuzione è terminata, riappare il prompt sulla linea di comando e l’elaboratore è pronto per ricevere un nuovo comando. L’interprete dei comandi si è evoluto fino al punto tale che si possono attivare funzioni con comandi vocali.

Oggigiorno è disponibile una grande varietà di sistemi di elaborazione dalle più

disparate dimensioni e performance a costi contenuti; questo permette una

diffusione pervasiva degli elaboratori elettronici nelle più diverse attività umane.

Inoltre sono oggi sempre più diffuse le interconnessioni tra i vari dispositivi in

modalità sia wired che wireless. Tutte queste innovazionihanno portato allo

sviluppo di sistemi operativi per le più svariate architetture, in particolare

per dispositivi handheld come cellulari.