Docsity
Docsity

Prepara i tuoi esami
Prepara i tuoi esami

Studia grazie alle numerose risorse presenti su Docsity


Ottieni i punti per scaricare
Ottieni i punti per scaricare

Guadagna punti aiutando altri studenti oppure acquistali con un piano Premium


Guide e consigli
Guide e consigli


filosofia contemporanea capitolo 5, Appunti di Filosofia Teoretica

riassunto del capitolo 5 del manuale di filosofia contemporanea di Tiziana Andina.

Tipologia: Appunti

2020/2021

Caricato il 07/07/2021

Elisa_Gi
Elisa_Gi 🇮🇹

4.4

(5)

7 documenti

1 / 9

Toggle sidebar

Questa pagina non è visibile nell’anteprima

Non perderti parti importanti!

bg1
Filosofia contemporanea - cap. 5
lunedì 15 ottobre 2018 19:04
Che cos'è la mente? Qual è il rapporto tra la mente e il cervello? Tra la mente e il corpo? Come dobbiamo
definire uno stato mentale? Che cos'è la coscienza? La filosofia della mente nasce come specifica
disciplina all'interno della tradizione analitica (Russell, Wittgenstein e Ryle). Da un lato le indagini
dedicate a singoli aspetti della nostra vita mentale hanno portato allo sviluppo di sottoaree di ricerca:
filosofia della percezione, delle emozioni, dell'immaginazione ecc.; dall'altro approcci diversi hanno
definito la natura della mente, fornendo elementi per identificare gli stati mentali o cercando i tratti
distintivi del mentale. La filosofia della mente si occupa del problema della coscienza, del modello della
mente estesa e del paradigma sensomotorio della percezione.
5.1. [p.189] Il problema della coscienza In What is it Like to Be a Bat? Nagel discute l'adeguatezza delle
teorie riduzionistiche. Problema metafisico: le proprietà mentali fanno parte dei costituenti ultimi della
realtà? Nagel, Jackson e Chalmers suggeriscono che le "proprietà fenomeniche", ovvero quelle sensazioni
pure accessibili soltanto da un punto di vista soggettivo che ci rendono coscienti delle esperienze che
viviamo, sono costituenti ultimi del reale. La coscienza ha rappresentato il termine di paragone per
misurare la validità delle teorie fisicaliste in generale e riduzionistiche in particolare.
5.1.1. [p.190] L'antifisicalismo Fisicalismo: priorità della fisica sulle altre scienze. Una teoria fisicalista
implica che: se due mondi possibili sono indistinguibili dal punto di vista fisico, allora sono indistinguibili
sotto ogni aspetto. Il fisicalismo sarebbe falso se questi due mondi possedessero proprietà non fisiche
diverse tra essi. Il fisicalismo si divide in due correnti:
1)
L'eliminativismo: esistono esclusivamente proprietà fisiche. È contraddittorio per quanto riguarda i
pensieri e le esperienze; i difensori sostengono che essi siano illusioni. 2) Il riduzionismo: le proprietà
mentali sono proprietà fisiche. Fisicalismo riduzionistico: i processi mentali coincidono con quelli
cerebrali (Smart), pensare un certo pensiero significa avere un certo insieme di neuroni attivi. Putnam
propone il funzionalismo: identità tra processi mentali e il ruolo causal-funzionale ricoperto da essi nel
passaggio dagli stimoli ricevuti e i comportamenti che ne conseguono. Da qui si ha un'ulteriore
distinzione: 1) lo stato mentale è identico allo stato cerebrale che svolge il ruolo che l'analisi del concetto
ha messo in evidenza (Lewis); 2) lo stato mentale è identico al ruolo stesso (Loar).
Coscienza: l'espressione "essere coscienteù2 si predica sia di soggetti che di stati mentali; gli enunciati
contenenti l'espressione "essere cosciente" solo in taluni casi richiedono un soggetto grammaticale. Tali
osservazioni hanno suggerito la distinzione tra coscienza propria di stati mentali e coscienza propria di
creature; vi è inoltre la distinzione tra coscienza transitiva e intransitiva. La nozione di coscienza
concernente gli stati mentali è considerata come la nozione fondamentale della filosofia della mente. A
partire da Rosenthal la nozione di coscienza riferita agli stati mentali è riconosciuta come una specifica
variante della coscienza intesa come coscienza di soggetti e come coscienza transitiva (un desiderio è
cosciente sse un soggetto è cosciente del desiderio). Uno stato mentale è cosciente sse una creatura è
consapevole di quello stato mentale.
Cosa vuol dire essere coscienti? Per Nagel un organismo possiede stati mentali coscienti sse "c'è n com'è
pf3
pf4
pf5
pf8
pf9

Anteprima parziale del testo

Scarica filosofia contemporanea capitolo 5 e più Appunti in PDF di Filosofia Teoretica solo su Docsity!

Filosofia contemporanea - cap. 5

lunedì 15 ottobre 2018 19: Che cos'è la mente? Qual è il rapporto tra la mente e il cervello? Tra la mente e il corpo? Come dobbiamo definire uno stato mentale? Che cos'è la coscienza? La filosofia della mente nasce come specifica disciplina all'interno della tradizione analitica (Russell, Wittgenstein e Ryle). Da un lato le indagini dedicate a singoli aspetti della nostra vita mentale hanno portato allo sviluppo di sottoaree di ricerca: filosofia della percezione, delle emozioni, dell'immaginazione ecc.; dall'altro approcci diversi hanno definito la natura della mente, fornendo elementi per identificare gli stati mentali o cercando i tratti distintivi del mentale. La filosofia della mente si occupa del problema della coscienza, del modello della mente estesa e del paradigma sensomotorio della percezione. 5.1. [p.189] Il problema della coscienza In What is it Like to Be a Bat? Nagel discute l'adeguatezza delle teorie riduzionistiche. Problema metafisico: le proprietà mentali fanno parte dei costituenti ultimi della realtà? Nagel, Jackson e Chalmers suggeriscono che le "proprietà fenomeniche", ovvero quelle sensazioni pure accessibili soltanto da un punto di vista soggettivo che ci rendono coscienti delle esperienze che viviamo, sono costituenti ultimi del reale. La coscienza ha rappresentato il termine di paragone per misurare la validità delle teorie fisicaliste in generale e riduzionistiche in particolare. 5.1.1. [p.190] L'antifisicalismo Fisicalismo: priorità della fisica sulle altre scienze. Una teoria fisicalista implica che: se due mondi possibili sono indistinguibili dal punto di vista fisico, allora sono indistinguibili sotto ogni aspetto. Il fisicalismo sarebbe falso se questi due mondi possedessero proprietà non fisiche diverse tra essi. Il fisicalismo si divide in due correnti:

L'eliminativismo: esistono esclusivamente proprietà fisiche. È contraddittorio per quanto riguarda i pensieri e le esperienze; i difensori sostengono che essi siano illusioni. 2) Il riduzionismo: le proprietà mentali sono proprietà fisiche. Fisicalismo riduzionistico: i processi mentali coincidono con quelli cerebrali (Smart), pensare un certo pensiero significa avere un certo insieme di neuroni attivi. Putnam propone il funzionalismo: identità tra processi mentali e il ruolo causal-funzionale ricoperto da essi nel passaggio dagli stimoli ricevuti e i comportamenti che ne conseguono. Da qui si ha un'ulteriore distinzione: 1) lo stato mentale è identico allo stato cerebrale che svolge il ruolo che l'analisi del concetto ha messo in evidenza (Lewis); 2) lo stato mentale è identico al ruolo stesso (Loar). Coscienza: l'espressione "essere coscienteù2 si predica sia di soggetti che di stati mentali; gli enunciati contenenti l'espressione "essere cosciente" solo in taluni casi richiedono un soggetto grammaticale. Tali osservazioni hanno suggerito la distinzione tra coscienza propria di stati mentali e coscienza propria di creature; vi è inoltre la distinzione tra coscienza transitiva e intransitiva. La nozione di coscienza concernente gli stati mentali è considerata come la nozione fondamentale della filosofia della mente. A partire da Rosenthal la nozione di coscienza riferita agli stati mentali è riconosciuta come una specifica variante della coscienza intesa come coscienza di soggetti e come coscienza transitiva (un desiderio è cosciente sse un soggetto è cosciente del desiderio). Uno stato mentale è cosciente sse una creatura è consapevole di quello stato mentale. Cosa vuol dire essere coscienti? Per Nagel un organismo possiede stati mentali coscienti sse "c'è n com'è

a essere quell'organismo Teoretica Pagina 1

conoscenza nuova apparentemente, dal momento che verte su fatti noti. Horgan sostiene che la necessità di introdurre fatti nuovi viene meno se si considera il rapporto tra informazione fisica e fenomenologica uguale a quello tra due enunciati contenenti uno un indicale e l'altro no. Questa Teoretica Pagina 2

fenomenologica uguale a quello tra due enunciati contenenti uno un indicale e l'altro no. Questa analogia è stata riformulata perché troppo generale. Esempio: "il soggetto S ha una attivazione di un certo gruppo di neuroni" e "il soggetto S ha un'esperienza del colore rosso; per coloro che sostengono "la strategia dei concetti fenomenici i due enunciati corrispondono e sono sempre veri. Secondo "L'ipotesi dell'abilità" Mary impara qualcosa di nuovo, ma tale conoscenza non può fornire una base per inferire l'esistenza della cosa intorno alla quale verte, poiché è una conoscenza di tipo procedurale. Mary acquisisce l'abilità di riconoscere i colori, ma tale abilità non consente di inferire l'esistenza di nuovi fatti. Jackson stesso accetterà questa posizione. 5.1.5. Chalmers e l'argomento della concepibilità [p.205] Chalmers, sostenendo l'antifisicalismo, tenta di far vedere che è possibile l'esistenza di un mondo identico al nostro fisicamente ma diverso fenomenologicamente, dal momento che gli organismi di quel mondo sono privi di coscienza. (i) Il mondo di zombie è concepibile (ii) Se il mondo di zombie è concepibile, allora il mondo di zombie è possibile (iii) Se il mondo di zombie è possibile, allora il fisicalismo è falso La concepibilità solleva la domanda riguardante: come facciamo a sapere quali entità esistono nei mondi possibili e di quali proprietà godono? Alcuni filosofi hanno sostenuto che la concepibilità è lo strumento che impieghiamo per ottenere tale conoscenza; il ruolo svolto dalla concepibilità nei mondi possibili corrisponde a quello della percezione nel mondo attuale. Per Chalmers la definizione ristretta di concepibilità è: "una cosa è concepibile se non può essere esclusa a priori come un cerchio quadrato". 5.1.6. Le obiezioni all'argomento della concepibilità [p.207] Le due posizioni principali si sono concentrate sull'implicazione che va dalla concepibilità alla possibilità. I filosofi che difendono il fisicalismo affermano che la concepibilità di un mondo di zombi non implica la sua possibilità. Il fatto è che i concetti coinvolti nella concepibilità possano essere solo apparentemente senza contraddizioni, conseguenza delle difficoltà che si incontrano a specificare il riferimento di concetti empirici derivati dall'esperienza negli altri mondi possibili. Una contestazione alternativa sostiene l'importanza di distinguere la possibilità logica da quella metafisica (più ristretta che seleziona, all'interno delle possibilità logiche, ciò che di fatto esiste negli altri mondi possibili), l'argomento di Chalmers si basa sulla possibilità logica, dunque non è valido. 5.2. La mente estesa [p.208] Secondo il funzionalismo gli stato mentali sono identificati con il ruolo causal-funzionale. Distinguiamo inoltre il cervello, il supporto materiale, dalla mente, l'insieme delle funzioni che vengono realizzate dall'attivazione di tale supporto. Questa concezione è stata messa in discussione nel 1998 da Clark e Chalmers: se gli stati mentali sono identificabili con stati funzionali, e se questi ultimi possono essere realizzati anche da altri materiali, allora qualunque cosa riesca a svolgere queste funzioni in modo uguale a quelle cognitive potrà essere considerata parte della mente (mente estesa). 5.2.1. La formulazione originale [p209] Principio di parità: "Se una parte del mondo funziona come un processo che, se si fosse svolto nella nostra testa, non avremmo esitato a riconoscere come parte di un certo processo cognitivo, allora quella parte di mondo è parte di quel processo cognitivo". Il taccuino di Otto svolge esattamente la stessa funzione - lo stesso ruolo causal funzionale - che ha la memoria di una persona. Le credenze che otto assume dal taccuino non scompaiono quando esso è riposto, come non lo fanno i ricordi di una persona quando non è più cosciente. Processi cognitivi e stati mentali possono essere localizzati nel mondo esterno al soggetto che li possiede. Un certo processo può svolgere una

5.2.2. Critiche all'idea della mente estesa [p.212] Una delle principali è mossa da Adams e Aizawa. Se per cognitivo si intende il fatto di possedere qualcosa di non derivato e un preciso ruolo causale, il taccuino di Otto non può essere considerato un processo cognitivo, esso ha un contenuto derivato (la scrittura) e possiede un ruolo causale diverso rispetto alla memoria di una persona. Clark, in primo luogo, ha replicato sostenendo che essi diano per scontato che solo il sostrato neurobiologico possa avere un contenuto intrinseco; in secondo luogo Clark sostiene che l'ipotesi della mente estesa non abbia mai implicato che il comportamento dei due tipi di mente sia indistinguibile, egli evidenzia più che altro che sia sufficiente che esse condividano un numero sufficiente di caratteristiche e dinamiche centrali nel comportamento di una persona normale. Un'altra obiezione sviluppata da Marconi prende in considerazione il caso in cui si fa affidamento alla mente di un'altra persona come mente estesa. In questo caso bisognerebbe ammettere che le menti possano fondersi. Clark e Chalmers sono inclini a sostenere che la mente estesa implica un io esteso, poiché le credenze disposizionali costituiscono in senso proprio una parte della persona che sono. L'informazione contenuta nel taccuino di Otto è parte della sua identità come agente cognitivo. 5.2.3. Esternismo attivo e passivo [p.216] Il modello della mente estesa implica una sorta di esternismo (pensiero determinato da qualcosa di esterno alla mente). Questo modello di esternismo sembra, però, essere molto diverso da quello più tradizionale definito "esternismo del contenuto". L'esternismo della mente estesa non riguarda il contenuto degli stati mentali (come in quello di Putnam), ma la loro localizzazione (esternismo veicolare). In questo caso l'esternismo della mente estesa è definito attivo, mentre quello del contenuto è passivo. 5.3. Il paradigma sensomotorio [p.217] Si contrappone a quello dominante per come viene concepita la percezione. 5.3.1 Evidenze sperimentali [p.217] Nella concezione tradizionale la percezione dà l'input alla cognizione, fornendo alla mente informazioni, mentre l'azione è l'output della mente, che ha efficacia sul mondo. Tale teoria è stata messa in discussione da studi sperimentali e dall'approccio enattivo. Una serie di scoperte scientifiche ha messo in discussione l'architettura mentale che considera, dal punto di vista neurofisiologico, la percezione realizzata da certe aree del cervello. La scoperta dei neuroni specchio ha dimostrato che neuroni localizzate in aree motorie, si attivano anche se l'individuo è immobile e sta solamente osservando un altro muoversi; conferma della teoria enattiva della percezione per cui percepire è già agire. Inoltre la tesi della modularità della mente, dimostra come non vi siano aree cerebrali predisposte a priori ad una determina percezione, ma che la configurazione dell'attività cerebrale dipenda dagli stimoli con cui entra in relazione, almeno in tenera età (esperimento dei furetti p219). 5.3.2. L'approccio enattivo alla percezione [p.219] La distinzione tra percezione e azione deve essere superata. L'attività di vedere o guidare una macchina consiste nell'esercitare la propria "competenza delle contingenze sensomotorie", ossia di quelle leggi che riguardano la relazione tra le nostre possibili azioni e i cambiamenti che queste provocano rispetto all'informazione che possiamo ottenere dall'ambiente. La percezione è un'attività che dispiega una competenza posseduta da tutto il nostro corpo. La teoria sensomotoria della percezione si basa su tre fondamenti:

  1. La percezione non è uno stato mentale, piuttosto un'attività 2) Non è istantanea, ma ha una certa estensione temporale 3) Si basa sull'esercizio di un certo bagaglio di competenze 4)

La percezione è diretta, ossia ci pone in diretto contatto con gli oggetti del mondo che ne sono la causa. Teoretica Pagina 4