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Il documento contiene appunti riguardanti le lezioni di Filosofia del Linguaggio. Le considerazioni dei Linguisti storici, come Chomsky, e del professor Ferretti. Sono citati e descritti anche video che il professore ha mostrato in classe.
Tipologia: Appunti
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VIDEO: due bambini di pochi mesi che sembrano parlare fra di loro in un linguaggio solo a loro comprensibile. Domanda: Questi due bambini, fanno delle prove di comunicazione, di conversazione. Rispettano i turni di dialogo, si muovono e fanno espressioni (ci sono autori che ritengono che il linguaggio umano abbia avuto origine nel gesto). I bambini gestificano perché è un comportamento innato nell’essere umano, hanno un irrefrenabile istinto di comunicazione, oppure perché l’hanno visto fare da altri (ex. I genitori) e di conseguenza hanno imparato a farlo? Il linguaggio è qualcosa che ci portiamo dietro dalla nascita? Oppure è qualcosa che noi apprendiamo? Chomskij ritiene che un pezzo del nostro cervello è adibito al linguaggio, quando noi nasciamo questa parte comincia a funzionare, e gli umani parlano in modo naturale e spontaneo. Chomskij è un innatista , cioè ritiene che il linguaggio sia una forma di comunicazione innata nell’essere umano. Non si apprende, già c’è dalla nascita. Ci sono poi altri autori che ritengono che sia l’esatto opposto, ovvero che i bambini scimmiottino i comportamenti degli adulti, apprendendo di conseguenza il linguaggio. La Facoltà di linguaggio è la capacità di poter apprendere le lingue. VIDEO: due pappagalli sembrano farsi le coccole, scambiarsi dei baci. Per apprendere servono delle strutture dell’apprendimento. Gatti, cani, apprendono ma non sono attrezzati al linguaggio. Il cervello non è attrezzato. Se qualcuno presenta gravi danni cerebrali nell’emisfero del linguaggio, tali strutture saltano, ci si dimentica come si parla, come si comunica. Gli empiristi ritengono che alla nascita, il cervello dell’uomo è vuoto, ma non può essere così: una mente vuota non può apprendere, non avrebbe le strutture adatte all’apprendimento. (Everet, Levinson, Sapir-Worf). Domande sulla natura umana:
3 Problemi che presentano l’anima del libro, i tre temi fondamentali del libro di Chomskij:
Principio della dipendenza dalla struttura: principio alla base della grammatica universale, regola la sintassi. Le lingue variano ma il principio non varia perchè riguarda la mente-cervello. È un principio innato, ma è uno schema che la mente proietta sull’esperienza e lo organizza. Senza tali principi la nostra esperienza non sarebbe organizzata. Le lingue variano ma sono vincolate alla grammatica universale. È un modo di descrivere il funzionamento cerebrale quando abbiamo a che fare con stimoli linguistici. (p. 170-171) La conoscenza del linguaggio si basa sulle relazioni strutturali che sussistono all’interno della frase e non sulla sequenza degli elementi che la costituiscono. Tutte le lingue dipendono da una struttura. La mente elabora i pensieri compiendo delle operazioni. Noi imponiamo all’esperienza certe regole. Noi percepiamo il mondo a modo nostro. Proiettiamo lo schematismo (come la mente elabora l’esperienza) ecco perchè anche se i fatti accadono in un certo modo, a volte questo schematismo ci fa fare esperienza di qualcosa che non è reale. Lo stimolo è povero, l’esperienza è povera. Ha più importanza ciò che si trova all’interno della mente. È possibile mettersi a tavolino e creare una lingua di sana pianta? Sì, le lingue variano, ma la struttura grammaticale rimarrà la stessa. Ad esempio le lingue fantasy nel “Signore degli Anelli”. LEZIONE 4 Recap lezione 3. L’acquisizione del linguaggio: non c’è apprendimento del linguaggio, ma c’è un’attivazione del linguaggio. Il bambino nasce possedendo la grammatica universale e la attiva per carpire la lingua a cui è esposto. È come un software già pronto che deve essere attivato. È un po’ come un’automobile, parte nel momento in cui giri la chiave, è una cosa spontanea, non c’è un vero e proprio apprendimento. La lingua che si parla nella comunità serve per mettere in moto tale meccanismo. Il linguaggio non si apprende ma si attiva, succede, non è qualcosa che si compie. Chomskij sostiene che la GU è innata, il bambino nasce già attrezzato con ciò che serve per apprendere il linguaggio, ma chi l’ha messa la GU nel nostro cervello? Ciò che fa di un uomo un uomo: Se noi potessimo ricostruire un essere umano, umano in tutto e per tutto, come un automa di Vaucanson, sarebbe effettivamente umano come noi? Un pappagallo è in grado di pensare? VIDEO: Alex il pappagallo, risponde a molte domande che la padrona gli pone. Alex comprende realmente quello che gli viene detto. Il pensiero è il prodotto del funzionamento della materia organica. LEZIONE 5 Il rapporto di Chomskij con la teoria dell’evoluzione. -E’ un rapporto tumultuoso perché è un cartesiano, e come tale trova delle difficoltà con la teoria dell’evoluzione. Darwin scrive L’origine delle specie nel 1859, un bel po’ dopo Cartesio. Tuttavia i Cartesiani esistono ancora e loro si confrontano con la Teoria dell’evoluzione. Chomskij non rifiuta tale teoria, essendo naturalista, ma non crede che il linguaggio umano si spieghi attraverso la teoria dell’evoluzione, attraverso la selezione naturale che è il meccanismo alla base della Teoria dell’Evoluzione. Chi ha messo la facoltà di linguaggio nel nostro cervello? Come si fa a costruire un essere umano in tutto e per tutto? Basta ricostruirlo “esternamente” per renderlo un essere umano? Riprendendo il video del Pappagallo Alex.
Abbiamo affrontato il caso di un animale non umano e ci siamo chiesti: quando Alex dice qualcosa, collega i propri pensieri con quello che dice? Il linguaggio umano è basato su principi completamente differenti, dice Chomskij. È inutile studiare la comunicazione animale, perché il linguaggio umano è totalmente diverso. Siccome è impossibile tracciare una linea di continuità con la comunicazione animale, è inutile studiare gli animali per studiare l’origine del linguaggio umano. Chomskij riprende l’argomentazione cartesiana. Cartesio dice: Non si è ancora visto un animale, una bestia, in grado di perfezione da utilizzare un vero linguaggio, cioè da indicare con voce o segni qualche cosa che potesse riferirsi al solo pensiero. Cordemoy se la prende con i pappagalli: sono animali che ripetono una sequenza di parole. Alex no. Alex inventa sequenze nuove creando risposte. TEMA DELLA COMPLESSITA’ Tema che posero a Darwin. Il linguaggio è un organo estremamente complesso. Ed è un problema, cozza con la Teoria dell’Evoluzione. Darwin passò notti insonni. Se è complesso non si può spiegare attraverso la selezione naturale, essa è l’idea che gli organi complessi siano l’evoluzione di organi più semplici. (esempio dell’occhio) -> problema degli organi incipienti, gli organi primordiali. La grammatica universale, dice Chomskij, o si dà tutta insieme, o non si ha. Non esistono forme più semplici di GU. Studiare forme più semplici di linguaggio umano, a partire dagli animali, non ha senso. Pag 149 del libro di Chomskij. La teoria dell’evoluzione spiega molte cose ma ha poco da dire per ora su questioni di questa natura ( la facoltà di linguaggio e la GU ) nel caso dei sistemi come le ali o il linguaggio, non è facile nemmeno immaginare uno sviluppo della selezione che abbia dato loro origine. Un’ala rudimentale, non è atta al movimento. È più un impedimento. Anti-Darwinismo, queste sono le critiche mosse dai creazionisti mosse a Darwin che Chomskij riprende pari pari. In natura la semplicità non esiste. Anche un semplice neurone che compone la retina, è un’entità estremamente complessa. In natura la semplicità non esiste. Risposte di Darwin: 1) non è richiesto che un’ala o un occhio siano in grado di volare o vedere sin dall’inizio, certi organi hanno cambiato funzione nel corso del tempo.
È il problema dell’uso creativo del linguaggio, è al tempo stesso il tratto caratteristico del linguaggio umano unico, nessun altro animale fa questo e ciò che è allo stesso tempo insolubile. Non sappiamo perché gli essere umani riescono a parlare in modo appropriato. Quello che Chomskij analizza è l’uso creativo del linguaggio. Il problema della produzione della creatività quindi, riguarda ciò che diciamo e come diciamo una certa cosa. Nel cuore di questa domanda giace il problema di ciò che potremmo chiamare Aspetto del Linguaggio. Cartesio osservò che l’uso del linguaggio è privo di limiti, costantemente connesso agli stimoli esteriori, è coerente ed appropriato alle situazioni. Cosa significa Usare il linguaggio in modo creativo? – il linguaggio è innovativo, non conosce limiti. Chomskij sostiene che nel parlare non siamo vincolati da stimoli esterni o interiori. Gli oggetti che ho davanti non mi costringono a parlare di tali oggetti. Gli animali non umani sono vincolati dall’esterno. Gli animali producono versi essendo vincolati all’ambiente esterno. Dove sta il problema di dire che noi siamo indipendenti rispetto allo stimolo esterno e dallo stimolo interno nel linguaggio? L’appropriatezza e la creatività riescono comunque a proseguire assieme. Ed è qualcosa di inspiegabile. Parlando anticipiamo chi sta parlando e cosa vogliamo dire noi. Le cose dette servono a costruire un argomento. Tutto ha a che fare con la pragmatica, ovvero l’uso che facciamo del linguaggio. Chomskij però è un esperto di grammatica, non di pragmatica. ( In pratica non ha risposto ) Chomskij, per il tipo di studi che fa, e per gli studi che propone, non è attrezzato per spiegare il linguaggio. Non si può risolvere il problema all’interno dell’ottica secondo la quale Chomskij tenta di spiegare. La risposta sembrerebbe essere il fatto che l’essere umano riesce a prevedere il linguaggio. Noi siamo degli organismi che si agganciano al contesto attraverso continui sganciamenti dal contesto. LEZIONE 7 Il problema di Cartesio, che Chomskij ritiene un mistero, ovvero la mente umana non è in grado di risolvere. Presenta un problema, du aspetti del linguaggio che Chomskij considera caratterizzanti del linguaggio e che tuttavia sono in contrasto l’uno con l’altro. Uno ha a che fare con la creatività e la libertà (noi siamo indipendenti da stimoli esterni o interni quando parliamo). L’appropriatezza rappresenta la forza nel regno animale, in quanto in presenza di un pericolo o della stagione degli accoppiamenti, gli animali produrranno suoni in relazione a tali situazioni esterne. La debolezza è la determinazione, un sistema di comunicazione di questo tipo è poco flessibile perché è una risposta allo stimolo ambientale. Nel linguaggio umano l’appropriatezza è legata alla creatività, alla libertà, nel parlare noi siamo flessibili. Noi siamo sganciati dal contesto, il sistema di comunicazione è sganciato dallo stimolo rendendoci flessibili. Il problema sarebbe dunque l’appropriatezza, se siamo sganciati dallo stimolo e dal contesto. I problemi principali sono proprio la flessibilità e la sganciabilità, come spieghiamo l’appropriatezza se siamo sganciati dal contesto? Affrontiamo ora il problema di che cos’è la comunicazione. IMMAGINE: un parlante e un ricevente. Comunicare significa avere un’idea in testa, trasformare o tradurre questo qualcosa in suoni e gesti, il ricevente prende questo suono e lo ritrasforma in pensiero. Trasmettere informazioni significa trasmettere pensieri e decodificare suoni. Nella comunicazione chi parla e chi ascolta condivide il pensiero. Una critica che si può muovere è la presenza della pragmatica.
Parlare è un modello automatico, la comprensione è un modello indipendente dalla nostra coscienza. Non siamo consapevoli di comprendere, lo facciamo semplicemente. Se non vogliamo comprendere dobbiamo fare altro, ingannare i recettori sensoriali. Noi comprendiamo senza sforzo. Questo modello si fonda sull’ Idea Modulare della Mente , idea di Jerry Fodor. La mente modulare è l’idea che nel nostro cervello esistano dei moduli specializzati che elaborano ognuno un certo tipo di informazione, il linguaggio è un modulo. La GU nell’immagine proposta dal professore è la freccia: essa parte dalla bocca del parlante 1 ed entra nella mente del parlante 2. La GU dà forma di grammatica ai pensieri. Le frasi vengono poi trasformate in suoni. Il pensiero è legato allo sforzo. L’attività di pensiero vera e propria si ha nel momento in cui avviene un intoppo un’interruzione e là c’è il tentativo di superare quell’intoppo. Noi ci comprendiamo sempre a meno che non ci sia una distrazione di fondo. Noi dobbiamo anche impegnarci per comprendere l’altro. Come manteniamo il filo del discorso è una componente necessaria affinchè avvenga uno scambio fra due parlanti, affinchè si comprendano vicendevolmente. Uno schizofrenico salterà da un discorso all’altro senza un apparente logica. LEZIONE 8 Libro sulla Facoltà di Linguaggio Abbiamo veramente bisogno della facoltà di linguaggio per avere un linguaggio? Il libro presenta 3 capitoli:
Serve una facoltà di linguaggio? Da questi autori sembrerebbe di no. Basterebbero i processi di apprendimento secondo Geertz e Gehlen. Se tutto quello che conta è ciò che noi apprendiamo, e le lingue che noi parliamo, e se non c’è bisogno di una facoltà di linguaggio, allora come deve essere fatta la mente per questo tipo di autori? Per Chomskij la Mente è Modulare, un insieme di sistemi, ricca di componenti interni. Se non ci sono questi componenti complessi e ricchi noi non potremmo apprendere un linguaggio. Ma per gli altri autori, che spingono sull’apprendimento, che mente è? È una mente incompleta, molto simile alla famosa tabula rasa già incontrata. La mente estesa : le cose importanti della vita umana non stanno dentro la scatola cranica ma si estendono fuori da essa. Abbiamo una serie di protesi esterne sulle quali appoggiamo il carico dei nostri pensieri (telefonino, blocco degli appunti, …). Rappresentazione egocentrica dello spazio: Orientarsi nello spazio è una condizione innata o appresa culturalmente? Tutti gli esseri umani rappresentano lo spazio in maniera egocentrica, a seconda di dove è situato il soggetto che si muove nello spazio. Il modello Egocentrico non è universale, mette in crisi l’idea del mito degli universali. Davvero aver dimostrato che esistono 2 forme di rappresentazione dello spazio, basta a dire che la rappresentazione dello spazio non è universale ma ha un carattere puramente culturale? Il libro mostra che questa duplice rappresentazione c’è già nel nostro cervello. Sono due distinti modi di rappresentazione dello spazio che possiamo mettere in atto. L’ippocampo rappresenta lo spazio allocentricamente. Biologia e cultura non si escludono vicendevolmente, vanno insieme. Verso una prospettiva sintetica. Abbiamo parlato di variabilità culturale, con Levinson abbiamo visto che può variare anche la percezione dello spazio. Quali caratteristiche deve avere allora, un sistema cognitivo in grado di far fronte alla variabilità culturale dei sistemi di comunicazione umana? Assumiamo che solo noi umani abbiamo così tanta variabilità espressiva, allora deve essere un tratto della nostra natura. Come deve essere fatta allora la mente? Questi modelli non hanno mai riflettuto sulla mente, ma solo fuori. Capire come funziona la mente è il fattore decisivo se vogliamo accogliere la variabilità, per poter parlare tutte le lingue. Serve una facoltà di linguaggio per avere il linguaggio? Chomskij: Assolutamente sì. Culturalisti: Sicuramente no. Studiare come deve essere fatta la mente è un modo per rispondere a come dobbiamo intendere la facoltà di linguaggio. Cosa significa essere flessibile, riferito alla mente? La diversità implica una mente flessibile, ma quali sono le condizioni che permettano tale flessibilità? Un sistema flessibile si adatta alle situazioni. Capacità di poter cambiare idea. Più siamo intelligenti, più siamo flessibili.
Quando nasciamo, il linguaggio esiste già all’interno della comunità, noi, al momento della nascita, ma anche da prima nella pancia della mamma, sente i suoni di questa lingua e comincia ad appronderla. La Facoltà di Linguaggio non c’è, se per essa intendiamo la Grammatica Universale di Chomskij. I sistemi cognitivi che regolano il linguaggio sono di tre specie: Sistema di Mindreading Sistema Mental Time Travel Sistema Mental Space Travel Questi sistemi non sono specializzati per il linguaggio, ma hanno portato alla formazione del linguaggio umano. Devono esistere dei sistemi specifici ma non specializzati. Questi sistemi ci legano al contesto, all’appropriatezza. Sperber e Wilson – La Teoria della Pertinenza. Si tratta di un modello diverso, dal modello del codice. Nei primi due capitoli criticano il modello del codice e sposano il modello di Grice: Il significato di un’espressione dipende da ciò che intende il parlante con quell’espressione. Quello che conta è ciò che il parlante intende dire con ciò che dice. L’ascoltatore, per capire ciò che il parlante dice, deve capire il contesto e l’appropriatezza al contesto. Daniele è un tipo veramente elegante – Nel contesto di una festa elegante, se Daniele si presenta in scarpe da ginnastica, questa frase risulta ironica. Nel caso dell’autismo, si rimane agganciati al contesto letterale. Questo è il Mindreading. Decodificare ciò che il parlante vuole comunicare. Sindrome di Williams – difficoltà di rappresentazione nello spazio. C’è difficoltà a mettere tutto concretamente in ordine. La rappresentazione dello spazio è sia qualcosa che dipende dalla cultura, ma soprattutto dal nostro cervello. Si sosteneva che il loro linguaggio fosse più potente degli altri bambini. Ma quando si passa dalle frasi al piano del discorso, si presentano i problemi. Chomskij studia la microanalisi, gli alberi delle frasi, … Il Prof propone la macroanalisi, analisi delle relazioni tra enunciati. Mental Space Travel. La macchina del tempo esiste. È il nostro cervello. Comprendere il piano discorsivo. Immaginare cosa può succedere dopo o cosa è successo prima di un evento. Il tempo e lo spazio sono due categorie fondamentali per il discorso. L’ippocampo, all’interno del nostro cervello, regola lo spazio e il tempo, la coerenza discorsiva. Quando passiamo dal piano della frase, al piano del discorso, (quando passiamo dalla microanalisi, alla macroanalisi) allora c’è bisogno di altri sistemi cognitivi.
Capitolo 2> Il programma di ricerca della lingua moderna. Potremmo porre il problema centrale di questa ricerca nei seguenti termini. La mente dell’uomo è un sistema complesso con vari componenti che interagiscono, uno dei quali è chiamato Facoltà del linguaggio e determina una lingua particolare a seconda dei dati a disposizione. La Facoltà di linguaggio seleziona i dati rilevanti dagli eventi che avranno luogo nell’ambiente, utilizzando i dati, il bambino costruirà una lingua. Due individui possono comunicare in quanto le loro lingue sono sufficientemente simili. La Facoltà del linguaggio si rivela essere una proprietà esclusiva della specie umana. Il linguaggio umano è molto di più che un mero sistema di comunicazione: si usa per esprimere il pensiero, per stabilire relazioni interpersonali, per il gioco e per una varietà di scopi. È inverosimile che qualche specie animale abbia questa capacità ma non la usi finchè l’essere umano non gliela insegni. È impensabile che possa esistere una razza di uccelli che non abbia mai imparato a volare fino all’arrivo dell’uomo che insegni loro come farlo. La Facoltà di linguaggio negli esseri umani funziona anche in presenza di gravi patologie: Sindrome di Down, cecità, ma anche sordità. I bambini privi di udito, imparano a comunicare attraverso altri metodi, i bambini con la sindrome di Down apprendono più lentamente a parlare rispetto ad altri, i bambini ciechi utilizzano comunque nel loro parlato espressioni che si riferiscono al campo della vista. Il linguaggio ha profonde relazioni con il pensiero e la comprensione e costituisce una parte essenziale della nostra natura. Diventa evidente come chi parla deve avere una qualche regola che usa per formare le frasi interrogative a partire dalle frasi affermative, una qualche regola che faccia parte del linguaggio incorporato nella sua mente/cervello. Per lungo tempo si è supposto che gli organismi avessero certe capacità intellettuali generali, e che queste capacità venissero applicate in modo differente a qualunque compito. Gli uomini dunque differirebbero dagli animali perché sanno applicare tali meccanismi generali su vasta scala, diversamente dagli animali. Ma tutto ciò è sbagliato. La Facoltà di linguaggio incorpora dei principi del tutto specifici che vanno oltre i meccanismi generali dell’apprendimento. In natura molti sistemi hanno una struttura gerarchica, è senza dubbio possibile trovare esempi di qualche cosa come il principio di dipendenza strutturale anche in domini diversi da quello del linguaggio. Come mai il bambino riesce ad utilizzare regole grammaticali complesse senza sbagliare e senza tendere ad usare forme più semplici? – questa è una proprietà della facoltà del linguaggio umano, non una proprietà generale degli organismi. Con lo sviluppo del linguaggio, il bambino arriva ad incorporare il principio secondo il quale un verbo transitivo e il suo oggetto formano un sintagma, come fatto biologicamente necessario. La Facoltà di linguaggio è una componente della mente, parte della dotazione biologica dell’uomo. Una volta messo a contatto con i dati, il bambino sviluppa il linguaggio: un sistema che fornisce rappresentazioni strutturate delle espressioni linguistiche che determinano il loro suono e il significato. La ricerca inizia tipicamente con degli esempi di espressioni strutturate o con pregiudizi dei parlanti che suggeriscono una spiegazione parziale della forma e del significato di tali espressioni e quindi della loro struttura. Una teoria della Facoltà di linguaggio è la Grammatica Universale che mira alla formulazione dei principi che entrano nel funzionamento della Facoltà del linguaggio , rende conto dello stato iniziale di tale facoltà prima di ogni esperienza. Fornisce una spiegazione vera per i fenomeni osservati. I principi della GU non conoscono eccezioni perché costituiscono la facoltà stessa del linguaggio. Possiamo pensare alla Facoltà del linguaggio come ad una intricata rete associata ad un dispositivo di interruttori. I dati ai quali viene esposto un bambino che apprende la lingua devono essere sufficienti a che gli interruttori assumano una qualche configurazione. La biologia della vita è abbastanza simile in tutte le specie. Tuttavia con alcune piccole differenze negli organismi. Allo stesso modo le lingue della terra sembrano essere radicalmente diverse l’una dall’altra, ma noi sappiamo che esse devono provenire dallo stesso stampo.