Docsity
Docsity

Prepara i tuoi esami
Prepara i tuoi esami

Studia grazie alle numerose risorse presenti su Docsity


Ottieni i punti per scaricare
Ottieni i punti per scaricare

Guadagna punti aiutando altri studenti oppure acquistali con un piano Premium


Guide e consigli
Guide e consigli


La Facoltà del Linguaggio secondo Chomsky: Appunti di Lezione - Prof. Ferretti, Appunti di Filosofia del Linguaggio

Il documento contiene appunti riguardanti le lezioni di Filosofia del Linguaggio. Le considerazioni dei Linguisti storici, come Chomsky, e del professor Ferretti. Sono citati e descritti anche video che il professore ha mostrato in classe.

Tipologia: Appunti

2020/2021

Caricato il 21/07/2021

Kryos17
Kryos17 🇮🇹

4.5

(14)

4 documenti

1 / 13

Toggle sidebar

Questa pagina non è visibile nell’anteprima

Non perderti parti importanti!

bg1
LEZIONE 1:
VIDEO: due bambini di pochi mesi che sembrano parlare fra di loro in un linguaggio solo a loro
comprensibile.
Domanda: Questi due bambini, fanno delle prove di comunicazione, di conversazione. Rispettano i turni di
dialogo, si muovono e fanno espressioni (ci sono autori che ritengono che il linguaggio umano abbia avuto
origine nel gesto). I bambini gestificano perché è un comportamento innato nell’essere umano, hanno un
irrefrenabile istinto di comunicazione, oppure perché l’hanno visto fare da altri (ex. I genitori) e di
conseguenza hanno imparato a farlo? Il linguaggio è qualcosa che ci portiamo dietro dalla nascita? Oppure
è qualcosa che noi apprendiamo?
Chomskij ritiene che un pezzo del nostro cervello è adibito al linguaggio, quando noi nasciamo questa parte
comincia a funzionare, e gli umani parlano in modo naturale e spontaneo. Chomskij è un innatista, cioè
ritiene che il linguaggio sia una forma di comunicazione innata nell’essere umano. Non si apprende, già c’è
dalla nascita.
Ci sono poi altri autori che ritengono che sia l’esatto opposto, ovvero che i bambini scimmiottino i
comportamenti degli adulti, apprendendo di conseguenza il linguaggio.
La Facoltà di linguaggio è la capacità di poter apprendere le lingue.
VIDEO: due pappagalli sembrano farsi le coccole, scambiarsi dei baci.
Per apprendere servono delle strutture dell’apprendimento. Gatti, cani, apprendono ma non sono attrezzati
al linguaggio. Il cervello non è attrezzato.
Se qualcuno presenta gravi danni cerebrali nell’emisfero del linguaggio, tali strutture saltano, ci si dimentica
come si parla, come si comunica.
Gli empiristi ritengono che alla nascita, il cervello dell’uomo è vuoto, ma non può essere così: una mente
vuota non può apprendere, non avrebbe le strutture adatte all’apprendimento.
(Everet, Levinson, Sapir-Worf).
Domande sulla natura umana:
1. Che cos’è la natura umana?
2. Come riconosciamo gli esseri umani?
La differenza fra noi e gli altri animali non è quantitativa ma qualitativa.
Cartesio credeva che la qualitativa dipendesse dall’anima razionale, che gli animali non hanno ma l’essere
umano sì.
Chomskij sostiene che la natura umana non si può avere per gradi, o si ha o non si ha. Non esistono forme
intermendie di linguaggio. Lo studio degli animali per capire il linguaggio umano è una perdita di tempo,
perché sono due mondi troppo diversi. Chomskij è perfettamente in linea con la posizione Cartesiana.
Come capire se chi ci sta vicino è un essere umano? Perché sa usare in modo appropriato il linguaggio in
ogni situazione. (esempio degli automi: i robot possono presentare un’intelligenza superiore, possono
avere un apparato fonatorio atto alla parola umana, ma probabilmente non hanno connessione fra
linguaggio e pensiero).
Chomskij pensa che le lingue siano fortemente accomunate da similitudini, il linguaggio presenta variazioni
minime.
Se un marziano scendesse sulla terra, tutte le lingue terrestri gli sembrerebbero uguali o simili.
Il linguaggio entra in modo cruciale nel pensiero, i suoni sono uno specchio del pensiero. Per capire se un
animale è in grado di usare il linguaggio umano, dovremmo riuscire a capire se l’animale connette pensiero
e parole.
pf3
pf4
pf5
pf8
pf9
pfa
pfd

Anteprima parziale del testo

Scarica La Facoltà del Linguaggio secondo Chomsky: Appunti di Lezione - Prof. Ferretti e più Appunti in PDF di Filosofia del Linguaggio solo su Docsity!

LEZIONE 1:

VIDEO: due bambini di pochi mesi che sembrano parlare fra di loro in un linguaggio solo a loro comprensibile. Domanda: Questi due bambini, fanno delle prove di comunicazione, di conversazione. Rispettano i turni di dialogo, si muovono e fanno espressioni (ci sono autori che ritengono che il linguaggio umano abbia avuto origine nel gesto). I bambini gestificano perché è un comportamento innato nell’essere umano, hanno un irrefrenabile istinto di comunicazione, oppure perché l’hanno visto fare da altri (ex. I genitori) e di conseguenza hanno imparato a farlo? Il linguaggio è qualcosa che ci portiamo dietro dalla nascita? Oppure è qualcosa che noi apprendiamo? Chomskij ritiene che un pezzo del nostro cervello è adibito al linguaggio, quando noi nasciamo questa parte comincia a funzionare, e gli umani parlano in modo naturale e spontaneo. Chomskij è un innatista , cioè ritiene che il linguaggio sia una forma di comunicazione innata nell’essere umano. Non si apprende, già c’è dalla nascita. Ci sono poi altri autori che ritengono che sia l’esatto opposto, ovvero che i bambini scimmiottino i comportamenti degli adulti, apprendendo di conseguenza il linguaggio. La Facoltà di linguaggio è la capacità di poter apprendere le lingue. VIDEO: due pappagalli sembrano farsi le coccole, scambiarsi dei baci. Per apprendere servono delle strutture dell’apprendimento. Gatti, cani, apprendono ma non sono attrezzati al linguaggio. Il cervello non è attrezzato. Se qualcuno presenta gravi danni cerebrali nell’emisfero del linguaggio, tali strutture saltano, ci si dimentica come si parla, come si comunica. Gli empiristi ritengono che alla nascita, il cervello dell’uomo è vuoto, ma non può essere così: una mente vuota non può apprendere, non avrebbe le strutture adatte all’apprendimento. (Everet, Levinson, Sapir-Worf). Domande sulla natura umana:

  1. Che cos’è la natura umana?
  2. Come riconosciamo gli esseri umani? La differenza fra noi e gli altri animali non è quantitativa ma qualitativa. Cartesio credeva che la qualitativa dipendesse dall’anima razionale, che gli animali non hanno ma l’essere umano sì. Chomskij sostiene che la natura umana non si può avere per gradi, o si ha o non si ha. Non esistono forme intermendie di linguaggio. Lo studio degli animali per capire il linguaggio umano è una perdita di tempo, perché sono due mondi troppo diversi. Chomskij è perfettamente in linea con la posizione Cartesiana. Come capire se chi ci sta vicino è un essere umano? Perché sa usare in modo appropriato il linguaggio in ogni situazione. (esempio degli automi: i robot possono presentare un’intelligenza superiore, possono avere un apparato fonatorio atto alla parola umana, ma probabilmente non hanno connessione fra linguaggio e pensiero). Chomskij pensa che le lingue siano fortemente accomunate da similitudini, il linguaggio presenta variazioni minime. Se un marziano scendesse sulla terra, tutte le lingue terrestri gli sembrerebbero uguali o simili. Il linguaggio entra in modo cruciale nel pensiero, i suoni sono uno specchio del pensiero. Per capire se un animale è in grado di usare il linguaggio umano, dovremmo riuscire a capire se l’animale connette pensiero e parole.

3 Problemi che presentano l’anima del libro, i tre temi fondamentali del libro di Chomskij:

  1. Qual è questo sistema di conoscenza? Cosa c’è nella mente di un parlante della lingua inglese, italiana o giapponese?
  2. In che modo questo sistema di conoscenza si forma nella mente di un parlante? -> Problema di Platone
  3. In che modo si utilizza questa conoscenza nel parlato? -> Problema di Cartesio
  4. Cos’è la facoltà di linguaggio? È quella cosa radicata nel cervello degli umani, che permette di apprendere, comprende e produrre linguaggio. È la condizione per poter apprendere e produrre e comprendere il linguaggio. In particolare c’è la grammatica universale.
  5. È innato, non lo apprendiamo, ci nasciamo.
  6. L’uso appropriato, che noi facciamo del linguaggio, è il parlare effettivo. LEZIONE 2: Le due posizioni su cui ragioniamo sono: l’idea che il linguaggio sia qualcosa che si apprende (parte dell’universo culturale degli esseri umani) e il linguaggio come innato. Chomskij scrive nella metà del 900, scrive una recensione a Verbal behaviour di Skinner distruggendolo e distruggendo il Comportamentismo (teoria psicologica che riduce tutto al comportamento, in particolare allo schema stimolo-risposta, tutto dipende dall’esperienza ) che stava in piedi da più di 60 anni. Chomskij spinge sulla biologia, il linguaggio è un pezzo della mente cervello. Veniamo al mondo con molte conoscenze all’interno della nostra mente. Sappiamo già molte cose ancor prima di conoscerle. Il Relativismo Culturale imperversava in quegli anni, fondato su Determinismo (idea che i pensieri delle persone sono determinati dalle lingue che parlano) e Relativismo Linguistico (legato al Determinismo, parlre lingue diverse significa pensare in modo diverso). In una cultura A e una cultura B si potrebbe avere una percezione diversa dei colori. Si tratta della famosa ipotesi Sapir-Worf: la grammatica di una lingua, non è solo un mezzo per esprimere pensieri o idee, ma esso dà forma alle idee, al pensiero. Il mondo è un flusso caleidoscopico di impressioni, e solo attraverso le lingue si ordina il mondo. Se il pensiero è determinato dalla lingua, ed io tolgo la lingua o essa inizialmente è assente (caso dei bambini) il pensiero è una massa amorfa. -Ferdinand de Saussure Il pensiero c’è là dove c’è la lingua. E il pensiero animale? Si farebbe fuori parte del regno animale. (Libro Facoltà del Linguaggi ) La percezione va sempre oltre lo stimolo dato. Il linguaggio umano non si spiega attraverso lo stimolo, perché lo stimolo linguistico è troppo povero. Chomskij tenta di dimostrare che lo stimolo è troppo forte per spiegare la percezione di qualcosa che non c’è. Lo stimolo è troppo povero, l’esperienza non basta, il linguaggio non può essere appreso attraverso l’esperienza, il linguaggio è innato. INTERMEZZO: Questione dei cechi. Caso dell’occlusione – un dito che copre un altro incrociandole. A dei cechi dalla nascita è stato chiesto di disegnare due dita che si incrociano e nella maggior parte dei disegni, il dito indice è coperto dal medio. “ Immagina di metterti sotto la sedia, disegna ciò che vedi ” – disegno in prospettiva del sotto di una sedia. “ Immagina un cubo davanti a te, tocca il cubo e disegna ” – disegno 1, cubo solido, disegno 2 cubo di fil di ferro. In ambo i casi i disegni sono in prospettiva. Il cervello di un non vedente può essere ingannato nel momento in cui viene costretto a fare un’attività che un soggetto con tale patologia non potrebbe effettivamente compiere.

Principio della dipendenza dalla struttura: principio alla base della grammatica universale, regola la sintassi. Le lingue variano ma il principio non varia perchè riguarda la mente-cervello. È un principio innato, ma è uno schema che la mente proietta sull’esperienza e lo organizza. Senza tali principi la nostra esperienza non sarebbe organizzata. Le lingue variano ma sono vincolate alla grammatica universale. È un modo di descrivere il funzionamento cerebrale quando abbiamo a che fare con stimoli linguistici. (p. 170-171) La conoscenza del linguaggio si basa sulle relazioni strutturali che sussistono all’interno della frase e non sulla sequenza degli elementi che la costituiscono. Tutte le lingue dipendono da una struttura. La mente elabora i pensieri compiendo delle operazioni. Noi imponiamo all’esperienza certe regole. Noi percepiamo il mondo a modo nostro. Proiettiamo lo schematismo (come la mente elabora l’esperienza) ecco perchè anche se i fatti accadono in un certo modo, a volte questo schematismo ci fa fare esperienza di qualcosa che non è reale. Lo stimolo è povero, l’esperienza è povera. Ha più importanza ciò che si trova all’interno della mente. È possibile mettersi a tavolino e creare una lingua di sana pianta? Sì, le lingue variano, ma la struttura grammaticale rimarrà la stessa. Ad esempio le lingue fantasy nel “Signore degli Anelli”. LEZIONE 4 Recap lezione 3. L’acquisizione del linguaggio: non c’è apprendimento del linguaggio, ma c’è un’attivazione del linguaggio. Il bambino nasce possedendo la grammatica universale e la attiva per carpire la lingua a cui è esposto. È come un software già pronto che deve essere attivato. È un po’ come un’automobile, parte nel momento in cui giri la chiave, è una cosa spontanea, non c’è un vero e proprio apprendimento. La lingua che si parla nella comunità serve per mettere in moto tale meccanismo. Il linguaggio non si apprende ma si attiva, succede, non è qualcosa che si compie. Chomskij sostiene che la GU è innata, il bambino nasce già attrezzato con ciò che serve per apprendere il linguaggio, ma chi l’ha messa la GU nel nostro cervello? Ciò che fa di un uomo un uomo: Se noi potessimo ricostruire un essere umano, umano in tutto e per tutto, come un automa di Vaucanson, sarebbe effettivamente umano come noi? Un pappagallo è in grado di pensare? VIDEO: Alex il pappagallo, risponde a molte domande che la padrona gli pone. Alex comprende realmente quello che gli viene detto. Il pensiero è il prodotto del funzionamento della materia organica. LEZIONE 5 Il rapporto di Chomskij con la teoria dell’evoluzione. -E’ un rapporto tumultuoso perché è un cartesiano, e come tale trova delle difficoltà con la teoria dell’evoluzione. Darwin scrive L’origine delle specie nel 1859, un bel po’ dopo Cartesio. Tuttavia i Cartesiani esistono ancora e loro si confrontano con la Teoria dell’evoluzione. Chomskij non rifiuta tale teoria, essendo naturalista, ma non crede che il linguaggio umano si spieghi attraverso la teoria dell’evoluzione, attraverso la selezione naturale che è il meccanismo alla base della Teoria dell’Evoluzione. Chi ha messo la facoltà di linguaggio nel nostro cervello? Come si fa a costruire un essere umano in tutto e per tutto? Basta ricostruirlo “esternamente” per renderlo un essere umano? Riprendendo il video del Pappagallo Alex.

Abbiamo affrontato il caso di un animale non umano e ci siamo chiesti: quando Alex dice qualcosa, collega i propri pensieri con quello che dice? Il linguaggio umano è basato su principi completamente differenti, dice Chomskij. È inutile studiare la comunicazione animale, perché il linguaggio umano è totalmente diverso. Siccome è impossibile tracciare una linea di continuità con la comunicazione animale, è inutile studiare gli animali per studiare l’origine del linguaggio umano. Chomskij riprende l’argomentazione cartesiana. Cartesio dice: Non si è ancora visto un animale, una bestia, in grado di perfezione da utilizzare un vero linguaggio, cioè da indicare con voce o segni qualche cosa che potesse riferirsi al solo pensiero. Cordemoy se la prende con i pappagalli: sono animali che ripetono una sequenza di parole. Alex no. Alex inventa sequenze nuove creando risposte. TEMA DELLA COMPLESSITA’ Tema che posero a Darwin. Il linguaggio è un organo estremamente complesso. Ed è un problema, cozza con la Teoria dell’Evoluzione. Darwin passò notti insonni. Se è complesso non si può spiegare attraverso la selezione naturale, essa è l’idea che gli organi complessi siano l’evoluzione di organi più semplici. (esempio dell’occhio) -> problema degli organi incipienti, gli organi primordiali. La grammatica universale, dice Chomskij, o si dà tutta insieme, o non si ha. Non esistono forme più semplici di GU. Studiare forme più semplici di linguaggio umano, a partire dagli animali, non ha senso. Pag 149 del libro di Chomskij. La teoria dell’evoluzione spiega molte cose ma ha poco da dire per ora su questioni di questa natura ( la facoltà di linguaggio e la GU ) nel caso dei sistemi come le ali o il linguaggio, non è facile nemmeno immaginare uno sviluppo della selezione che abbia dato loro origine. Un’ala rudimentale, non è atta al movimento. È più un impedimento. Anti-Darwinismo, queste sono le critiche mosse dai creazionisti mosse a Darwin che Chomskij riprende pari pari. In natura la semplicità non esiste. Anche un semplice neurone che compone la retina, è un’entità estremamente complessa. In natura la semplicità non esiste. Risposte di Darwin: 1) non è richiesto che un’ala o un occhio siano in grado di volare o vedere sin dall’inizio, certi organi hanno cambiato funzione nel corso del tempo.

  1. è possibile dimostrare l’esistenza di numerose gradazioni da un occhio semplice e imperfetto a uno complesso e perfetto, essendo ogni grado utile per chi lo possiede.
  2. Nel linguaggio questa indicazione sarà decisiva per spiegare l’origine del linguaggio: gli organi si sono evoluti per altri motivi. L’apparato fonatorio, niente all’interno di esso era stato ideato per parlare, ma per altre attività, quali respirare, bere, deglutire,… inizialmente quest’organo era adibito ad altre funzioni. Questo processo viene chiamato Exaptation. Ciò ci porta a pensare che anche la grammatica universale potrebbe avere forme più primitive. Pinker e Bloom, due alievi di Chomskij fanno una affermazione che lo stesso Chomskij dichiara del tutto infondata. Ritengono che la facoltà di linguaggio sia la grammatica universale e considerano l’argomento Chomskijano come un argomento fondamentale. Provano a conciliare la GU con la teoria di Darwin, spostano la GU versona Darwin e non verso Cartesio. Usano l’argomento della complessità per dire a Chomskij “Guarda che l’argomento della complessità non risolve i tuoi problemi, te ne crea altri. La selezione naturale è la sola spiegazione dell’origine della complessità adattiva.” L’altra alternativa sarebbe la Creazione, ma lui non è un creazionista. Il linguaggio umano mostra un progetto complesso per il fine adattivo della comunicazione. Il linguaggio, dunque, è evoluto per selezione naturale.

È il problema dell’uso creativo del linguaggio, è al tempo stesso il tratto caratteristico del linguaggio umano unico, nessun altro animale fa questo e ciò che è allo stesso tempo insolubile. Non sappiamo perché gli essere umani riescono a parlare in modo appropriato. Quello che Chomskij analizza è l’uso creativo del linguaggio. Il problema della produzione della creatività quindi, riguarda ciò che diciamo e come diciamo una certa cosa. Nel cuore di questa domanda giace il problema di ciò che potremmo chiamare Aspetto del Linguaggio. Cartesio osservò che l’uso del linguaggio è privo di limiti, costantemente connesso agli stimoli esteriori, è coerente ed appropriato alle situazioni. Cosa significa Usare il linguaggio in modo creativo? – il linguaggio è innovativo, non conosce limiti. Chomskij sostiene che nel parlare non siamo vincolati da stimoli esterni o interiori. Gli oggetti che ho davanti non mi costringono a parlare di tali oggetti. Gli animali non umani sono vincolati dall’esterno. Gli animali producono versi essendo vincolati all’ambiente esterno. Dove sta il problema di dire che noi siamo indipendenti rispetto allo stimolo esterno e dallo stimolo interno nel linguaggio? L’appropriatezza e la creatività riescono comunque a proseguire assieme. Ed è qualcosa di inspiegabile. Parlando anticipiamo chi sta parlando e cosa vogliamo dire noi. Le cose dette servono a costruire un argomento. Tutto ha a che fare con la pragmatica, ovvero l’uso che facciamo del linguaggio. Chomskij però è un esperto di grammatica, non di pragmatica. ( In pratica non ha risposto ) Chomskij, per il tipo di studi che fa, e per gli studi che propone, non è attrezzato per spiegare il linguaggio. Non si può risolvere il problema all’interno dell’ottica secondo la quale Chomskij tenta di spiegare. La risposta sembrerebbe essere il fatto che l’essere umano riesce a prevedere il linguaggio. Noi siamo degli organismi che si agganciano al contesto attraverso continui sganciamenti dal contesto. LEZIONE 7 Il problema di Cartesio, che Chomskij ritiene un mistero, ovvero la mente umana non è in grado di risolvere. Presenta un problema, du aspetti del linguaggio che Chomskij considera caratterizzanti del linguaggio e che tuttavia sono in contrasto l’uno con l’altro. Uno ha a che fare con la creatività e la libertà (noi siamo indipendenti da stimoli esterni o interni quando parliamo). L’appropriatezza rappresenta la forza nel regno animale, in quanto in presenza di un pericolo o della stagione degli accoppiamenti, gli animali produrranno suoni in relazione a tali situazioni esterne. La debolezza è la determinazione, un sistema di comunicazione di questo tipo è poco flessibile perché è una risposta allo stimolo ambientale. Nel linguaggio umano l’appropriatezza è legata alla creatività, alla libertà, nel parlare noi siamo flessibili. Noi siamo sganciati dal contesto, il sistema di comunicazione è sganciato dallo stimolo rendendoci flessibili. Il problema sarebbe dunque l’appropriatezza, se siamo sganciati dallo stimolo e dal contesto. I problemi principali sono proprio la flessibilità e la sganciabilità, come spieghiamo l’appropriatezza se siamo sganciati dal contesto? Affrontiamo ora il problema di che cos’è la comunicazione. IMMAGINE: un parlante e un ricevente. Comunicare significa avere un’idea in testa, trasformare o tradurre questo qualcosa in suoni e gesti, il ricevente prende questo suono e lo ritrasforma in pensiero. Trasmettere informazioni significa trasmettere pensieri e decodificare suoni. Nella comunicazione chi parla e chi ascolta condivide il pensiero. Una critica che si può muovere è la presenza della pragmatica.

Parlare è un modello automatico, la comprensione è un modello indipendente dalla nostra coscienza. Non siamo consapevoli di comprendere, lo facciamo semplicemente. Se non vogliamo comprendere dobbiamo fare altro, ingannare i recettori sensoriali. Noi comprendiamo senza sforzo. Questo modello si fonda sull’ Idea Modulare della Mente , idea di Jerry Fodor. La mente modulare è l’idea che nel nostro cervello esistano dei moduli specializzati che elaborano ognuno un certo tipo di informazione, il linguaggio è un modulo. La GU nell’immagine proposta dal professore è la freccia: essa parte dalla bocca del parlante 1 ed entra nella mente del parlante 2. La GU dà forma di grammatica ai pensieri. Le frasi vengono poi trasformate in suoni. Il pensiero è legato allo sforzo. L’attività di pensiero vera e propria si ha nel momento in cui avviene un intoppo un’interruzione e là c’è il tentativo di superare quell’intoppo. Noi ci comprendiamo sempre a meno che non ci sia una distrazione di fondo. Noi dobbiamo anche impegnarci per comprendere l’altro. Come manteniamo il filo del discorso è una componente necessaria affinchè avvenga uno scambio fra due parlanti, affinchè si comprendano vicendevolmente. Uno schizofrenico salterà da un discorso all’altro senza un apparente logica. LEZIONE 8 Libro sulla Facoltà di Linguaggio Abbiamo veramente bisogno della facoltà di linguaggio per avere un linguaggio? Il libro presenta 3 capitoli:

  1. Posizione di Chomskij – La risposta alla domanda è .
  2. Non serve predisposizione al linguaggio – l’attenzione è spostata sulle lingue, nuove ipotesi sul linguaggio senza la facoltà di linguaggio
  3. Prospettiva sintetica – la risposta è legata fortemente all’idea di linguaggio che noi abbiamo. Molti pensatori sposano il Modello della Mente Modulare. Quelli che non credono alla Mente Modulare, credono che la nostra mente sia una specie di risolutore generale di problemi. Pinker è il fautore dell’idea che la mente sia modulare. Il linguaggio è racchiuso in un modulo che è racchiuso in un sistema cerebrale, tale prospettiva è la stessa di Chomskij. C’è piena concordanza fra i due. (P.25) Pinker crede che il linguaggio sia la GU. La cosa importantissima, è che è INNATO e SPECIALIZZATO il linguaggio. Ora dobbiamo imparare che si tratta di un sistema specializzato, è un modulo. Specializzato si contrappone all’intelligenza generale. La mente modulare ritiene che i moduli facciano solo un determinato compito. La mente è come un coltellino svizzero, ogni modulo, come le lame, fanno una cosa diversa. Il linguaggio non solo è innato ma è specializzato. La mente è specializzata, è conforme alla teoria dell’evoluzione. Rende più adatto un organismo rispetto agli altri, se questo organismo sa fare cose specifiche. La teoria dell’evoluzione favorisce le menti modulari. Dunque anche il linguaggio fa parte della teoria dell’evoluzione. Chomskij non si convince di questa cosa. Chomskij – Nel caso del linguaggio c’è una facoltà speciale che è un elemento centrale della mente umana. Essa opera velocemente, in modo deterministico, non coscientemente, oltre i limiti dell’attenzione consapevole e in un modo che è comune alla specie, producendo un sistema di conoscenze ricco e complesso, una lingua particolare. Aderisce alla modularità della mente. Fodor – Riprende un’osservazione di Garrett “Basta che ti ricordi che si tratta (il linguaggio) solamente di un riflesso”. Perché un riflesso? Perché il linguaggio è immediato, è automatico. Nella mente modulare, il linguaggio non è controllato, il cervello traduce subito i suoni che sente in significati.

Serve una facoltà di linguaggio? Da questi autori sembrerebbe di no. Basterebbero i processi di apprendimento secondo Geertz e Gehlen. Se tutto quello che conta è ciò che noi apprendiamo, e le lingue che noi parliamo, e se non c’è bisogno di una facoltà di linguaggio, allora come deve essere fatta la mente per questo tipo di autori? Per Chomskij la Mente è Modulare, un insieme di sistemi, ricca di componenti interni. Se non ci sono questi componenti complessi e ricchi noi non potremmo apprendere un linguaggio. Ma per gli altri autori, che spingono sull’apprendimento, che mente è? È una mente incompleta, molto simile alla famosa tabula rasa già incontrata. La mente estesa : le cose importanti della vita umana non stanno dentro la scatola cranica ma si estendono fuori da essa. Abbiamo una serie di protesi esterne sulle quali appoggiamo il carico dei nostri pensieri (telefonino, blocco degli appunti, …). Rappresentazione egocentrica dello spazio: Orientarsi nello spazio è una condizione innata o appresa culturalmente? Tutti gli esseri umani rappresentano lo spazio in maniera egocentrica, a seconda di dove è situato il soggetto che si muove nello spazio. Il modello Egocentrico non è universale, mette in crisi l’idea del mito degli universali. Davvero aver dimostrato che esistono 2 forme di rappresentazione dello spazio, basta a dire che la rappresentazione dello spazio non è universale ma ha un carattere puramente culturale? Il libro mostra che questa duplice rappresentazione c’è già nel nostro cervello. Sono due distinti modi di rappresentazione dello spazio che possiamo mettere in atto. L’ippocampo rappresenta lo spazio allocentricamente. Biologia e cultura non si escludono vicendevolmente, vanno insieme. Verso una prospettiva sintetica. Abbiamo parlato di variabilità culturale, con Levinson abbiamo visto che può variare anche la percezione dello spazio. Quali caratteristiche deve avere allora, un sistema cognitivo in grado di far fronte alla variabilità culturale dei sistemi di comunicazione umana? Assumiamo che solo noi umani abbiamo così tanta variabilità espressiva, allora deve essere un tratto della nostra natura. Come deve essere fatta allora la mente? Questi modelli non hanno mai riflettuto sulla mente, ma solo fuori. Capire come funziona la mente è il fattore decisivo se vogliamo accogliere la variabilità, per poter parlare tutte le lingue. Serve una facoltà di linguaggio per avere il linguaggio? Chomskij: Assolutamente sì. Culturalisti: Sicuramente no. Studiare come deve essere fatta la mente è un modo per rispondere a come dobbiamo intendere la facoltà di linguaggio. Cosa significa essere flessibile, riferito alla mente? La diversità implica una mente flessibile, ma quali sono le condizioni che permettano tale flessibilità? Un sistema flessibile si adatta alle situazioni. Capacità di poter cambiare idea. Più siamo intelligenti, più siamo flessibili.

LAZIONE 10

Quando nasciamo, il linguaggio esiste già all’interno della comunità, noi, al momento della nascita, ma anche da prima nella pancia della mamma, sente i suoni di questa lingua e comincia ad appronderla. La Facoltà di Linguaggio non c’è, se per essa intendiamo la Grammatica Universale di Chomskij. I sistemi cognitivi che regolano il linguaggio sono di tre specie: Sistema di Mindreading Sistema Mental Time Travel Sistema Mental Space Travel Questi sistemi non sono specializzati per il linguaggio, ma hanno portato alla formazione del linguaggio umano. Devono esistere dei sistemi specifici ma non specializzati. Questi sistemi ci legano al contesto, all’appropriatezza. Sperber e Wilson – La Teoria della Pertinenza. Si tratta di un modello diverso, dal modello del codice. Nei primi due capitoli criticano il modello del codice e sposano il modello di Grice: Il significato di un’espressione dipende da ciò che intende il parlante con quell’espressione. Quello che conta è ciò che il parlante intende dire con ciò che dice. L’ascoltatore, per capire ciò che il parlante dice, deve capire il contesto e l’appropriatezza al contesto. Daniele è un tipo veramente elegante – Nel contesto di una festa elegante, se Daniele si presenta in scarpe da ginnastica, questa frase risulta ironica. Nel caso dell’autismo, si rimane agganciati al contesto letterale. Questo è il Mindreading. Decodificare ciò che il parlante vuole comunicare. Sindrome di Williams – difficoltà di rappresentazione nello spazio. C’è difficoltà a mettere tutto concretamente in ordine. La rappresentazione dello spazio è sia qualcosa che dipende dalla cultura, ma soprattutto dal nostro cervello. Si sosteneva che il loro linguaggio fosse più potente degli altri bambini. Ma quando si passa dalle frasi al piano del discorso, si presentano i problemi. Chomskij studia la microanalisi, gli alberi delle frasi, … Il Prof propone la macroanalisi, analisi delle relazioni tra enunciati. Mental Space Travel. La macchina del tempo esiste. È il nostro cervello. Comprendere il piano discorsivo. Immaginare cosa può succedere dopo o cosa è successo prima di un evento. Il tempo e lo spazio sono due categorie fondamentali per il discorso. L’ippocampo, all’interno del nostro cervello, regola lo spazio e il tempo, la coerenza discorsiva. Quando passiamo dal piano della frase, al piano del discorso, (quando passiamo dalla microanalisi, alla macroanalisi) allora c’è bisogno di altri sistemi cognitivi.

Capitolo 2> Il programma di ricerca della lingua moderna. Potremmo porre il problema centrale di questa ricerca nei seguenti termini. La mente dell’uomo è un sistema complesso con vari componenti che interagiscono, uno dei quali è chiamato Facoltà del linguaggio e determina una lingua particolare a seconda dei dati a disposizione. La Facoltà di linguaggio seleziona i dati rilevanti dagli eventi che avranno luogo nell’ambiente, utilizzando i dati, il bambino costruirà una lingua. Due individui possono comunicare in quanto le loro lingue sono sufficientemente simili. La Facoltà del linguaggio si rivela essere una proprietà esclusiva della specie umana. Il linguaggio umano è molto di più che un mero sistema di comunicazione: si usa per esprimere il pensiero, per stabilire relazioni interpersonali, per il gioco e per una varietà di scopi. È inverosimile che qualche specie animale abbia questa capacità ma non la usi finchè l’essere umano non gliela insegni. È impensabile che possa esistere una razza di uccelli che non abbia mai imparato a volare fino all’arrivo dell’uomo che insegni loro come farlo. La Facoltà di linguaggio negli esseri umani funziona anche in presenza di gravi patologie: Sindrome di Down, cecità, ma anche sordità. I bambini privi di udito, imparano a comunicare attraverso altri metodi, i bambini con la sindrome di Down apprendono più lentamente a parlare rispetto ad altri, i bambini ciechi utilizzano comunque nel loro parlato espressioni che si riferiscono al campo della vista. Il linguaggio ha profonde relazioni con il pensiero e la comprensione e costituisce una parte essenziale della nostra natura. Diventa evidente come chi parla deve avere una qualche regola che usa per formare le frasi interrogative a partire dalle frasi affermative, una qualche regola che faccia parte del linguaggio incorporato nella sua mente/cervello. Per lungo tempo si è supposto che gli organismi avessero certe capacità intellettuali generali, e che queste capacità venissero applicate in modo differente a qualunque compito. Gli uomini dunque differirebbero dagli animali perché sanno applicare tali meccanismi generali su vasta scala, diversamente dagli animali. Ma tutto ciò è sbagliato. La Facoltà di linguaggio incorpora dei principi del tutto specifici che vanno oltre i meccanismi generali dell’apprendimento. In natura molti sistemi hanno una struttura gerarchica, è senza dubbio possibile trovare esempi di qualche cosa come il principio di dipendenza strutturale anche in domini diversi da quello del linguaggio. Come mai il bambino riesce ad utilizzare regole grammaticali complesse senza sbagliare e senza tendere ad usare forme più semplici? – questa è una proprietà della facoltà del linguaggio umano, non una proprietà generale degli organismi. Con lo sviluppo del linguaggio, il bambino arriva ad incorporare il principio secondo il quale un verbo transitivo e il suo oggetto formano un sintagma, come fatto biologicamente necessario. La Facoltà di linguaggio è una componente della mente, parte della dotazione biologica dell’uomo. Una volta messo a contatto con i dati, il bambino sviluppa il linguaggio: un sistema che fornisce rappresentazioni strutturate delle espressioni linguistiche che determinano il loro suono e il significato. La ricerca inizia tipicamente con degli esempi di espressioni strutturate o con pregiudizi dei parlanti che suggeriscono una spiegazione parziale della forma e del significato di tali espressioni e quindi della loro struttura. Una teoria della Facoltà di linguaggio è la Grammatica Universale che mira alla formulazione dei principi che entrano nel funzionamento della Facoltà del linguaggio , rende conto dello stato iniziale di tale facoltà prima di ogni esperienza. Fornisce una spiegazione vera per i fenomeni osservati. I principi della GU non conoscono eccezioni perché costituiscono la facoltà stessa del linguaggio. Possiamo pensare alla Facoltà del linguaggio come ad una intricata rete associata ad un dispositivo di interruttori. I dati ai quali viene esposto un bambino che apprende la lingua devono essere sufficienti a che gli interruttori assumano una qualche configurazione. La biologia della vita è abbastanza simile in tutte le specie. Tuttavia con alcune piccole differenze negli organismi. Allo stesso modo le lingue della terra sembrano essere radicalmente diverse l’una dall’altra, ma noi sappiamo che esse devono provenire dallo stesso stampo.