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Spiegazione e predizione: il modello ND di Hempel - Prof. Giaretta, Slide di Filosofia della Scienza

Il modello nd di hempel per la spiegazione e la predizione di fenomeni specifici. Delle differenze tra predizioni e spiegazioni come asserzioni e inferenze, e il ruolo delle leggi come premesse essenziali. Viene presentato un esempio di una predizione che diventa una spiegazione e uno in cui non avviene. Il testo anche discute la distinzione tra leggi specifiche di una teoria, ipotesi ausiliarie e condizioni al contorno.

Tipologia: Slide

2018/2019

Caricato il 29/06/2019

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Pierdaniele Giaretta
Predizione e spiegazione:
il modello nomologico deduttivo
Metodo ipotetico-deduttivo:
falsificazione e conferma
Abduzione
a.a. 2015-16
Alcune parti sono tratte da: Festa, Crupi, Giaretta, Forme di
ragionamento e valutazione delle ipotesi nelle scienze mediche
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Pierdaniele Giaretta

Predizione e spiegazione: il modello nomologico deduttivo Metodo ipotetico-deduttivo: falsificazione e conferma Abduzione a.a. 2015- Alcune parti sono tratte da: Festa, Crupi, Giaretta, Forme di ragionamento e valutazione delle ipotesi nelle scienze mediche

È fondamentale distinguere tra enunciati che descrivono fatti e circostanze particolari ( fenomeni specifici, che accadono in certi luoghi e tempi, e le loro cosiddette condizioni iniziali ) e le leggi che sono enunciati generali di forma universale ritenuti necessariamente veri in un senso non facile da precisare. Si possono spiegare sia fenomeni (eventi particolari) che regolarità generali (fatti “generali” descritti dalle leggi), ma qui ci concentreremo sulla spiegazione di fenomeni specifici in connessione con la predizione di fenomeni specifici. Avvertenze preliminari

Predizioni e spiegazioni come asserzioni Predizione di un evento o stato di cose NON NOTO: asserzione del verificarsi o darsi dell’evento o stato di cose fatta quando l’evento o stato di cose non è noto. Tale asserzione è inferita da premesse che si ritengono vere. Spiegazione 1 di un evento o stato di cose NOTO: asserzione di qualcosa (circostanza o fatto generale) che “spiega” il dato evento o stato di cose. Di norma tale asserzione figura come una delle premesse di un’inferenza che ha come conclusione la descrizione dell’evento o stato di cose che si intende spiegare. Le premesse dell’inferenza sono ritenute vere.

Spiegazione 2 di un evento o stato di cose NOTO: l’insieme delle premesse di un’inferenza che ha come conclusione la descrizione dell’evento o stato di cose che si intende spiegare. Le premesse dell’inferenza sono ritenute vere. Se l’inferenza alla quale, nell’uno o nell’altro caso, si fa riferimento è deduttivamente valida, si parla di predizioni e spiegazioni deduttive.

Modello ND (nomologico-deduttivo)

di

predizione e spiegazione

Hempel C.G. e Oppenheim P. 1948, Studies in the

Logic of Explanation , «Philosophy of Science», 15,

135-175. Ristampato in Hempel C.G. 1965.

Hempel C.G., Aspects of Scientific Explanation and

Other Essays in the Philosophy of Science , New York:

The Free Press 1965 (ed. it. 1986, Aspetti della

spiegazione scientifica , Milano: Il Saggiatore).

Idea di base del modello ND di spiegazione

Concepire la spiegazione come inferenza non esclude

l’identificazione della causa (o delle cause) come ciò

che fornisce la spiegazione. Tuttavia, secondo il

modello ND e anche secondo il modello SI (statistico-

induttivo), la nozione di spiegazione può essere

introdotta senza senza parlare di causa (o cause),

ponendola in relazione con la predizione. Idea

fondamentale di Hempel è che in ipotetiche

circostanze, nelle quali il fenomeno da spiegare non

fosse noto, la spiegazione potrebbe essere usata

come una predizione del fenomeno.

La luce viaggia in linea retta Leggi della trigonometria L’angolo di elevazione del sole è 37° L’asta è alta 15 m L’ombra è lunga 20 m Leggi EXPLANANS Condizioni iniziali EXPLANANDUM Esempio e terminologia

Relazione tra predizione e spiegazione

Secondo il modello nomologico-deduttivo una

spiegazione potrebbe essere stata una predizione e

una predizione (che soddisfi i quattro requisiti) si

trasforma in una spiegazione quando viene

riconosciuta la verità della conclusione (cioè il

verificarsi del fenomeno). Si può obiettare che non

sempre ciò avviene.

Quanto lunga è l’ombra? La luce viaggia in linea retta Leggi della trigonometria L’angolo di elevazione è 37° L’asta è alta 15 m L’ombra è lunga 20 m La conclusione “L’ombra è lunga 20 m” è una risposta alla domanda “Quanto lunga è l’ombra?” In questo caso l’inferenza è predittiva poiché deriva una informazione che non è già nota. PREDIZIONE

Perché l’ombra è di 20 m? La luce viaggia in linea retta Leggi della trigonometria L’angolo di elevazione è 37° L’asta è alta 15 m L’ombra è lunga 20 m La stessa inferenza può anche essere considerata una risposta alla domanda “Perché l’ombra è lunga 20 m?” In questo caso l’inferenza fornisce una spiegazione per un fatto già noto. Ciò che spiega ( explanans ) è l’insieme delle premesse. SPIEGAZIONE

Precisazioni e integrazioni

Ipotesi ausiliarie Condizioni al contorno Conoscenza di sfondo Quando si danno spiegazioni o si fanno predizioni si presuppongono spesso “conoscenze” generali e/o specifiche che hanno un ruolo essenziale per la validità dell’inferenza esplicativa o predittiva. Ad esempio, si può presupporre tacitamente che un sistema materiale cui sia sottratta una parte abbia massa minore e che una diminuzione di massa sia verificabile come diminuzione di peso (Lavoisier) o, fatto ancora più generale, che corpi materiali distinti non possano occupare completamente la stessa regione di spazio. Talora tali presupposizioni sono chiamate ipotesi ausiliarie.

  • (^) Due corpi si attraggono con una forza direttamente proporzionale al prodotto delle masse e inversamente proporzionale al quadrato della loro distanza (legge di gravitazione universale) sotto la condizione che non siano vicini ad altri corpi, sotto la condizione che siano privi di carica elettrica, …. È stato detto, ma non sembra vero , che le leggi biologiche e, soprattutto, quelle psicologiche, sono soggette a un numero maggiore di condizioni al contorno. Almeno alcune delle ipotesi ausiliarie, tra quelle “buone”, possono essere considerate parte della cosiddetta conoscenza di sfondo , della quale sono state date varie “definizioni”.

Cos’è la CONOSCENZA DI SFONDO?

  • (^) informazione che è temporaneamente accettata come non problematica quando si affronta un problema o si controlla una data teoria (K. Popper)
  • (^) conoscenza che “resiste” e può essere accresciuta dalle teorie scientifiche (M. Bunge)
  • (^) “a mixed bag of working hypothesis, of scientific theories of varieties of levels and metaphysical doctrines, religious superstitions and whatnot (J. Agassi)
  • (^) ciò che una comunità condivide riguardo a un dato ambito.