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Il Metodo Scientifico: Falsificazionismo, Paradigmi e Rivoluzioni Scientifiche, Dispense di Filosofia della Scienza

dispense e appunti, Karl Popper e crisi empirismo logico, Thomas Kuhn, Imre Lakatos, Paul Feyerabend, Filosofia della mente e confronti fra gli autori

Tipologia: Dispense

2017/2018

Caricato il 07/09/2018

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KARL POPPER e la crisi dell’ Empirismo logico
Critica all’induttivismo
Posizione antiinduttivista: non si può utilizzare l’esperienza, vale a dire l’osservazione di
casi particolari, per indagare quali leggi scientifiche universali sono vere “da un punto di
vista logico è tutt’altro che ovvio che si sia giustificati nell’inferire asserzioni universali da
asserzioni singolari, per quanto numerose siano quest’ultime; infatti qualsiasi conclusione
tratta in questo modo può sempre rivelarsi falsa”.
Argomenti a sostegno dell’antiindittivismo:
1. E’ davvero possibile affermare che la scienza parta da un’iniziale raccolta di
osservazioni o dati per inferire induttivamente leggi o predizioni?
Popper: non si possono compiere osservazioni senza uno sfondo teorico. “la
credenza che possiamo partire dalle pure osservazioni, senza niente di simile ad una
teoria, è davvero assurda (..) l’osservazione è sempre selettiva. Essa ha bisogno di un
oggetto determinato, di uno scopo preciso, di un punto di vista, di un problema” per
osservare, serve prima una teoria di riferimento, l’esperienza va pensata come
subordinata alla teoria, la teoria non è frutto di un semplice processo induttivo che
parte dall’esperienza per arrivare alla teoria.
2. E’ possibile giustificare le inferenze induttive? “Il resoconto di un’esperienza, di
un’osservazione o del risultato di un esperimento può essere soltanto un
ASSERZIONE SINGOLARE e non un’asserzione universale”
per affermare la validità di ipotesi o leggi scientifiche ci si basa su esperimenti ed
osservazioni il cui resoconto però può essere solo un’asserzione singolare, non
universale
solo un’asserzione individuale può essere vera per esperienza. Conoscere la verità
per mezzo dell’ esperienza = affermare che il procedimento che ha portato dalla
verità delle asserzioni individuali a quella delle asserzioni universali è logicamente
valido.
La validità del principio di induzione però:
a. non può essere garantita da un punto di vista logico: non esiste un principio di
induzione puramente logico perché l’induzione non è un procedimento che
garantisce la verità dalle premesse alla conclusione
b. non può essere garantita da un punto di vista empirico. Principio di induzione =
tutti i processi induttivi sono validi. Se la validità è garantita dall’esperienza tale
affermazione dovrebbe essere suffragata da inferenze induttive e questo darebbe
luogo ad un regresso all’infinito.
Bernard Russell: si occupa di induzione già prima di Popper
“un qualsiasi numero di casi di adempimento di una legge nel passato ci la prova che quella
legge sarà adempiuta nel futuro? Se la riposta è negativa (…) tutto ciò che attendiamo è solo
probabile che si verifichi” l’induzione ha un fondo di incertezza insuperabile, sebbene sia accettata
dalla scienza è impossibile una dimostrazione filosofica certa.
La validità delle leggi generali indotta a partire dai casi individuali non può che essere probabile
più o meno a seconda di quanti sono i casi che si sono verificati, NONOSTANTE CIO’ il principio
di induzione deve essere accettato a priori “sulla base della sua evidenza intrinseca”, pena la
rinuncia ad ogni aspettativa di conoscenza futura (scetticismo) accettare l’induzione è necessario
per essere scienziati.
Popper: pensa che sia possibile continuare a fare scienza senza affidarsi ciecamente al principio
d’induzione, NON E’ NECESSARIO RICORRERE AD INFERENZE INDUTTIVE.
Induzione e demarcazione:
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KARL POPPER e la crisi dell’ Empirismo logico

Critica all’induttivismo

  • Posizione antiinduttivista: non si può utilizzare l’esperienza, vale a dire l’osservazione di casi particolari, per indagare quali leggi scientifiche universali sono vere “da un punto di vista logico è tutt’altro che ovvio che si sia giustificati nell’inferire asserzioni universali da asserzioni singolari, per quanto numerose siano quest’ultime; infatti qualsiasi conclusione tratta in questo modo può sempre rivelarsi falsa”.
  • Argomenti a sostegno dell’antiindittivismo:
      1. E’ davvero possibile affermare che la scienza parta da un’iniziale raccolta di osservazioni o dati per inferire induttivamente leggi o predizioni? Popper: non si possono compiere osservazioni senza uno sfondo teorico. “la credenza che possiamo partire dalle pure osservazioni, senza niente di simile ad una teoria, è davvero assurda (..) l’osservazione è sempre selettiva. Essa ha bisogno di un oggetto determinato, di uno scopo preciso, di un punto di vista, di un problema” per osservare, serve prima una teoria di riferimento, l’esperienza va pensata come subordinata alla teoria, la teoria non è frutto di un semplice processo induttivo che parte dall’esperienza per arrivare alla teoria.
      1. E’ possibile giustificare le inferenze induttive? “Il resoconto di un’esperienza, di un’osservazione o del risultato di un esperimento può essere soltanto un ASSERZIONE SINGOLARE e non un’asserzione universale” per affermare la validità di ipotesi o leggi scientifiche ci si basa su esperimenti ed osservazioni il cui resoconto però può essere solo un’asserzione singolare, non universale solo un’asserzione individuale può essere vera per esperienza. Conoscere la verità per mezzo dell’ esperienza = affermare che il procedimento che ha portato dalla verità delle asserzioni individuali a quella delle asserzioni universali è logicamente valido. La validità del principio di induzione però: a. non può essere garantita da un punto di vista logico: non esiste un principio di induzione puramente logico perché l’induzione non è un procedimento che garantisce la verità dalle premesse alla conclusione b. non può essere garantita da un punto di vista empirico. Principio di induzione = tutti i processi induttivi sono validi. Se la validità è garantita dall’esperienza tale affermazione dovrebbe essere suffragata da inferenze induttive e questo darebbe luogo ad un regresso all’infinito.

Bernard Russell: si occupa di induzione già prima di Popper “un qualsiasi numero di casi di adempimento di una legge nel passato ci dà la prova che quella legge sarà adempiuta nel futuro? Se la riposta è negativa (…) tutto ciò che attendiamo è solo probabile che si verifichi” l’induzione ha un fondo di incertezza insuperabile, sebbene sia accettata dalla scienza è impossibile una dimostrazione filosofica certa. La validità delle leggi generali indotta a partire dai casi individuali non può che essere probabile – più o meno a seconda di quanti sono i casi che si sono verificati, NONOSTANTE CIO’ il principio di induzione deve essere accettato a priori “sulla base della sua evidenza intrinseca”, pena la rinuncia ad ogni aspettativa di conoscenza futura (scetticismo) accettare l’induzione è necessario per essere scienziati. Popper: pensa che sia possibile continuare a fare scienza senza affidarsi ciecamente al principio d’induzione, NON E’ NECESSARIO RICORRERE AD INFERENZE INDUTTIVE. Induzione e demarcazione:

“Possiamo sempre e soltanto osservare accadimenti ben determinati e sempre e soltanto un numero limitato di tali accadimenti” eppure “le scienze empiriche formulano proposizioni generali quali per esempio le leggi della natura e dunque proposizioni che devono valere per un numero illimitato di accadimenti”. Enunciati di carattere universale implicano la verifica di un numero illimitato di casi dunque sono in linea di principio non verificabili, non scientifici L’induzione non può fungere da criterio di demarcazione ossia come criterio che “ci metta in grado di distinguere tra le scienze empiriche da un lato e la metafisica e la logica, così pure i sistemi ‘metafisici’ dall’altro”. Asserti generali quali quelli che esprimono leggi universali non possono essere considerati verificabili perché L’OSSERVAZIONE E L’ESPERIMENTO POSSONO TESTARE SOLO UN NUMERO LIMITATO DI CASI. L’induzione “non fornisce un contrassegno appropriato per distinguere il carattere empirico, non metafisico, di un sistema di teorie; o, in altre parole, che non fornisce un ‘criterio di demarcazione’ appropriato”. VS circolo di Vienna: opposizione al verificazionismo per il quale ogni enunciato è significativo se è potenzialmente verificabile e se il suo significato è dato dall’insieme di condizioni che dovrebbero darsi se fosse vero. Il verificazionismo si basa sull’induzione e non è pertanto affidabile.

CRITERIO DI DEMARCAZIONE:

“Problema di trovare un criterio che ci metta in gradi di distinguere tra le scienze empiriche da un lato, e matematica, logica e sistemi metafisici dall’altro” problema di trovare i criteri per discriminare quali discipline empiriche sono scientifiche e quali non lo sono. Non si occupa di distinguere tra vero e falso!

Il metodo non induttivo delle congetture e confutazioni Le teorie:

  • NON sono il prodotto di inferenze a partire da osservazioni (induttivisimo)
  • CONGETTURE, tentativi di indovinare procedimento razionale se si è disposti a TENTARE DI FALSIFICARE siffatti tentativi Criterio di demarcazione: non verificazionismo ma PRINCIPIO DI FALSIFICABILITA’ : “Come criterio di demarcazione non si deve prendere la verificabilità di un sistema, ma la sua falsificabilità” la forma logica di un sistema deve poter essere valutata in senso negativo, non positivo. Questa proposta epistemologica concilia in sé:
  • Il PRINCIPIO DELL’ EMPIRISMO: solo l’esperienza può decidere sulla verità o sulla falsità di un asserto
  • IL RIFIUTO DELLE INFERENZE INDUTTIVE: il modo di inferenza falsificante non è un tipo di inferenz induttiva bensì il Modus Tollens , che è un’ inferenza DEDUTTIVA. Se T allora O Non O Non T Permette di procedere dalla verità di asserzioni singolari alla falsità di asserzioni universali inferenza strettamente deduttiva che procede nella “direzione induttiva”, dice qualcosa sul mondo a partire da un caso osservato Demarcazione, falsificazione, corroborazione Il nuovo criterio di demarcazione: una teoria è scientifica se è falsificabile, “divide in modo non ambiguo la classe di tutte le asserzioni-base in due sottoclassi non vuote:
  • Primo, la classe id tutte le asserzioni-base con le quali è contradditoria(o che esclude o vieta: chiamo questa classe la CLASSE DEI FALSIFICATORI POTENZIALI DELLA TEORIA
  • Secondo, la classe di tutte le asserzioni-base che essa non contraddice (o che permette)”

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Correzioni non ad hoc:

  • Aumentano il “contenuto empirico” del sistema AUMENTANO I FALSIFICATORI POTENZIALI (a priori rispetto ai controlli)
  • IL CONTENUTO EMPIRICO ADDIZIONALE E’ ALMENO IN PARTE CORROBORATO la correzione deve implicare nuove correzioni di successo (a posteriore rispetto ai controlli) in definitiva però il problema di Duhem non è del tutto risolto in quanto è sempre possibile salvare dalla falsificazione alcune ipotesi.

THOMAS KUHN

Inquadramento storico: profonda crisi di

  • Neopositivismo: l’osservazione è sempre carica di teoria
  • Popper: il progresso scientifico non può essere inteso come una procedura algoritmica tale da produrre scelte razionali. La dimensione storica e sociologica della scienza è profondamente in contraddizione. Kuhn: storia della scienza Visione classica della scienza data dalla storia della scienza: sviluppo scientifico per accumulazione progresso lineare che culmina nella teoria alla quale gli scienziati si affidano nel tempo presente. Tuttavia uno studio approfondito rivela che: ♦ Le teorie scientifiche vanno collocate e interpretate all’interno del contesto storico nel quale si sviluppano l’imagine del progresso scientifico come cumulativo e linearmente progressivo è erronea. ♦ Non è vero che le concezioni della natura affermatesi nel passato possono essere qualificate come non scientifiche: al tempo presente abbiamo una certa idea di scienza e conformiamo la nostra ricerca a questo ideale di scientificità al fine di renderla scientifica ma questo ideale cambierà in futuri! Non per questo non sto facendo scienza. Scopo di Kuhn: proporre una storia eterodossa del progresso scientifico che descriva le reali dinamiche storiche SVILUPPO SCIENTIFICO DISCONTINUO, NON CUMULATIVO E NON LINEARMENTE PROGRESSIVO Paradigmi e scienza normale LA SCIENZA NORMALE:
  • situazione in cui ci troviamo usualmente in cui la scienza si dimostra produttiva e scarsamente problematica.
  • La ricerca è stabilmente fondata su uno o più risultati raggiunti dalla scienza del passato, ai quali una particolare comunità scientifica, per un certo periodo di tempo, riconosce la capacità di costituire il fondamento della sua prassi ulteriore.
  • Scienza nelle sue fasi produttive durante le quali i ricercatori lavorano insieme ad un progetto comune accumulando dati e risultati SE esistessero solo fasi di scienza normale il progresso sarebbe di tipo lineare/cumulativo, MA E’ INTERVALLATA DA ROTTURE RADICALI CHE MODIFICANO IL MODO DI CONCEPIRE LA SCIENZA STESSA. La storia è divisa in fasi caratterizzate da diversi criteri di scientificità e diversi modi di concepire la realtà: i PARADIGMI. Essi:
  • Si collocano in momenti storici circoscritti e separati e che sono caratterizzati per il fatto di condividere un medesimo ideale scientifico.
  • Vogliono indicare “conquiste scientifiche universalmente riconosciute, le quali, per un certo periodo, forniscono un modello di problemi e soluzioni accettabili a coloro che praticano un certo campo di ricerca”.
  • Sono indispensabili per la scienza normale.
  • Sono “costellazioni” che comprendono “globalmente leggi, teorie, applicazioni e strumenti che forniscono un modello che dà origine a una particolare tradizione di ricerca scientifica (dotata) di una sua coerenza” = visione del mondo.
  • Si affermano attraverso l’educazione dei giovani. Periodo preparadigmatico Al di fuori del paradigma: ricerca solitaria e disorganizzata Periodo preparadigmatico prima o dopo un paradigma.
  • I fatti si accumulano in modo quasi casuale, senza riferimento a teoria di base
  • Scuole contrastanti
  • Il ricercatore non pratica scienza il campo va ricostruito dalle fondamenta Per una scienza matura è indispensabile il consenso duraturo e la condivisione di una teoria e un metodo globali la scienza deve costruire una nuova cornice di riferimento teorica. Scienza normale come soluzione di un rompicampo Fase di scienza normale:
  • “il compito della scienza normale non è quello di scoprire nuovi fenomeni; anzi, spesso, sfuggono completamente quelli che non si potrebbero adattare all’incasellamento (..) l ricerca nell’ambito della scienza normale è invece rivolta all’articolazione di quei fenomeni e di quelle teorie che sono già fornite dal paradigma”
  • Paradigma affermato = si suppone sia corretto e appropriato al compito, le parti di natura che non si adattano in modo soddisfacente al paradigma vengono ignorate
  • I ROMPICAMPO della scienza normale:
  • “portare un problema della ricerca normale alla sua conclusione (..) richiede la soluzione di tutta una serie di complessi rompicapi strumentali, concettuali e tematici”
  • Assegnati dal paradigma, descrivono le questioni scientifiche che il paradigma stessi si propone di risolvere
  • Caratterizzati da: ■ Certezza della loro soluzione (il paradigma decide quali sono solubili) ■ Rapidità con cui vengono risolti ■ Quanto sono interessanti è marginale ■ Esistono regole che delimitano la natura delle soluzioni accettabili come anche i passaggi attraverso i quali si devono ottenere tali soluzioni
  • Formulati sulla scorta di leggi, teorie, concetti scientifici che caratterizzano il paradigma le leggi possono essere frutto di conoscenza tacita, estratte a posteriore dal paradigma Le rivoluzioni scientifiche

Durante la scienza normale possono presentare risultati anomale/inaspettati:

  • Abitualmente ignorati per un po’ o trattati per mezzo di ipotesi ad hoc
  • L’ anomalia è isolata nel modo più preciso possibile, le regole della scienza normale vengono applicate con estrema rigidità per vedere fin dove possono funzionare nell’ area in cui si è manifestata la difficoltà
  • Il paradigma è così gravato ad ipotesi ad hoc che si arriva ad una crisi vengono messe in discussione tecniche sperimentali di base, emergono discussioni circa gli assunti teorici più fondamentali, vengono sollevate questioni metafisiche, sussistono dissensi su ciò che è il paradigma
  • La discussione in periodo di crisi lascia spazio a “la proliferazione di articolazioni in concorrenza le une con le altre, il desiderio di tentare qualcosa, l’espressione esplicita di disagio, il ricorso alla filosofia”
  • “ (…) lo scienziato in crisi tenterà costantemente di produrre teorie speculative che, se accompagnate da successo, possono aprire la via a un nuovo paradigma e, se seguite insuccesso, possono essere abbandonate con relativa facilità”

Relativismo culturale e determinismo linguistico Equivalente psicologico-antropologico della prospettiva dei paradigmi e dell’incommensurabilità:

  • Relativismo culturale: nasce in opposizione all’etnocentrismo e sostiene che non ci possa essere un’unità di misura unica valida per tutte le culture che possa essere usata per determinarne il gradi di sviluppo, il gradi di civiltà , la bontà dei valori o delle istituzioni, ma si dovesse ammettere che ogni cultura era unica nel suo genere e inconfrontabile rispetto ad altre.
  • Determinismo linguistico: da grandissima importanza al ruolo del LINGUAGGIO nella cultura. Esso: a. È estremamente vario non solo in superficie, ma nella profondità di significato b. E’ inteso come pratica sociale e culturale c. Retroagisce su ogni aspetto della cultura, mediando l’ontologia di quella cultura Tesi secondo la quale il pensiero dipende dal linguaggio, il pensiero acquisisce la sua forma grazie alla struttura linguistica. Ogni linguaggio conferisce al pensiero la sua propria struttura. La lingua non è un mezzo per esprimere idee già presenti nella mente, bensì qualcosa che conferisce al pensiero una struttura accordo tacito nel concettualizzare in una determinata maniera, tuttavia tale organizzazione va accettata, pena l’impossibilità di esprimersi principio di relatività linguistica: utenti di linguaggi diversi compiono osservazioni e valutazioni diverse sul medesimo oggetto nella medesima situazione. Incommensurabilità ed inconfrontabilità Kuhn col tempo conferisce maggiore enfasi sull’incommensurabilità linguistica-concettuale. Conseguenza intraducibilità delle teorie incommensurabili: “non c’è un linguaggio neutrale o di altro genere nel quale entrambe le teorie, concepite alla stregua di insiemi di enunciati, possano essere tradotte senza lasciare residui o senza perdite”. Ciò porta, come notano vari autori, all’ INCONFRONTABILITA’. Conseguenze:
  • Esito relativistico: è messa in discussione la pretesa di razionalità scientifica di fornire un modello migliore della realtà e un metodo conoscitivo più affidabile rispetto ad altre culture e tradizioni
  • Applicazione “locale” (tra teorie scientifiche) e “globale” (tra visione scientifica del mondo e altri approcci culturali): bisogna concludere che non è possibile un confronto e dunque dire quale fornisca un quadro più possibile di realtà?

La critica e il “secondo” Kuhn Popper:

  • critica al “mito della cornice”. Mette in dubbio l’idea secondo la quale la discussione razionale sia possibile solo fra chi condivide un comune quadro concettuale. Essendo noi prigionieri delle nostre teorie, non potremmo né capire né criticare sostenitori di teorie diverse dalle nostre. Kuhn viene tacciato di IRRAZIONALISMO: è negata la possibilità di un confronto razionale tra teorie scientifiche.
  • E’ falso che la scienza sia incapace di criticare le altre tradizioni culturali e si ponga tra esse come una visione del mondo fra tante. Revisione di Kuhn (“Poscritto”): cerca di moderare le conseguenze relativistiche
  • Ridimensiona la portata di un cambiamento di paradigma, si tratta di questioni di scala più piccola rispetto al primo Kuhn: i paradigmi non sono più paragonabili a concezioni generali del mondo, sono applicabili a microcomunità, le rivoluzioni diventano microeventi i fautori di concezioni opposte possono “riconoscersi l’un l’altro come membri di comunità linguistiche differenti e.. diventare quindi dei traduttori”
  • Revisione dell’incommensurabilità valutativa: i proponenti di teorie diverse possono, sebbene non facilmente, mostrare agli altri i risultati tecnici concreti raggiungibili da coloro che lavorano all’interno di ciascuna teoria.
  • Si difense dal relativismo negando che un paradigma sia altrettanto buono quanto un altro o che la scienza, quando un paradigma è sostituito ad un altro, non facci alcun progresso. Teorie e metodi più avanzati risoluzione dei problemi con maggior successo. S Confronto tra Popper e Kuhn:
  • Critica del “mito della cornice”
  • Diverbio sull’attenzione eccessiva i momenti di rivoluzione: “Popper ha caratterizzato l’intera attività scientifica in termini che si riferiscono solo alle sue occasionali componenti rivoluzionarie (..) è la scienza normale che scopre che scopre sia i punti da controllare sia le modalità di controllo”, “è la scienza normale piuttosto che la scienza straordinaria ciò che più distingue la scienza dalle altre attività”, “è proprio l’abbandono del discorso critico che segna la transizione ad una scienza” (?)
  • Diverbio su scienza e pseudoscienza: per Kuhn una disciplina si può qualificare come scientifica solo a patto che si caratterizzi per la presenza di una tradizione di soluzioni di rompicapo esiti paradossali (Feyerabend: allora dovrebbe essere scientifico anche il crimine organizzato)
  • Razionalismo vs irrazionalismo nel passaggio da una teoria all’altra. I limiti di Kuhn:
  • Per Feyerabend: ha tralasciato lo scopo della scienza
  • Per Popper: ha preteso che TUTTA la comunità scientifica diventasse critica rispetto ad un paradigma piuttosto che ritenere auspicabile che una parte fosse critica e l’ altra metà preparasse la difesa. IMRE LAKATOS Il problema di Lakatos. Questione della demarcazione: non è “un problema filosofico da salotto” ma “una questione di vitale importanza sociale e politica”. La filosofia della scienza si occupa di trovare i criteri per stabilire quali discipline sono scientifiche e quali no, oltre che definire quali teorie si debbano considerare superate e quali no. Il problema di Lakatos: il progresso scientifico, in particolare il passaggio da una teoria all’altra ritenuta migliore I contributi precedenti:
  • Popper: “Per Popper il cambiamento scientifico è RAZIONALE o per lo meno può essere ricostruito razionalmente e rientro nel dominio della logica della scoperta. ” si sforza di definire REGOLE RAZIONALI e guidino il passaggio
  • Kuhn: “Il cambiamento scientifico – da un paradigma ad un altro – è una CONVERSIONE MISTICA che non è e non può essere governata da regole razionali” i criteri sono IRRAZIONALI, ossia sociologici, e hanno a che fare col fatto che la comunità scientifica comincia a non “credere” più nell’efficacia e nelle prospettive del paradigma. Implicazioni della mancanza di un criterio razionale: “se neppure nella scienza c’è altro modo di giudicare una teoria che quella di valutare il numero, la fede e le energie vocali dei suoi sostenitori, allora a maggior ragione le cose staranno così per le scienze sociali: la verità di fonda sul potere” deve esistere un criterio razionale basato sul “forza” e “potere esplicativo” di una teoria per affermarne la superiorità rispetto ad un’altra. Assunti di partenza.
  • Condivisione dello scetticismo di Kuhn verso il falsificazionismo tuttavia convinzione che Kuhn abbia compreso solo una delle due forme di falsificazionismo della concezione popperiana, il “falsificazionismo ingenuo”. Il “falsificazionismo sofisticato” può essere sviluppato nella direzione di una teoria sullo sviluppo e sul progresso scientifico.

Falsificazionismo Lakatos distingue tra due diverse forme di falsificazionismo:

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  • Il recupero di alcune posizioni di Duhem fra cui la molteplicità di strategie che egli concede al buon senso dei ricercatori
  • Il concetto di Tenacia delle Teorie introdotta da Kuhn Aspetti del falsificazionismo da abbandonare (propri del dogmatico e dell’ingenuo):
  1. “un controllo è […] una battaglia a due tra teoria ed esperimento”: teoria vs esperimento
  2. “il solo risultato interessante di un tale confronto è la falsificazione: le sole scoperte sono confutazioni di ipotesi scientifiche” la dinamica reale invece è quella per la quale:
  3. I controlli sono lotte almeno a tre fra teorie rivali e esperimento: Teoria A vs Teoria B vs Teoria “k” vs Esperimento
  4. Alcuni die più interessanti esperimenti si risolvono in una CONFERMA piuttosto che in una falsificazione tutto ciò ci fa pensare ad una FORMA DIVERSA, SOFISTICATA DI FALSIFICAZIONISMO: “ Una teoria scientifica T è falsificata se e solo se è stata proposta un’altra Teoria T’ con le seguenti caratteristiche: a. T’ ha un CONTENUTO EMPIRICO ADDIZIONALE rispetto a T: cioè essa predice fatti nuovi, ossia fatti improbabili alla luce di T o addirittura vietati da essa b. Tutto il CONTENUTO NON CONFUTATO DI T E’ INCLUSO, spiega il precedente successo di T. T’: contenuto non confutato di T + contenuto empirico addizionale IN PARTE GIA’ CORROBORATO “il falsificazionismo sofisticato differisce da falsificazionismo ingenuo
  • sia nelle sue regole di accettazione (o ‘criterio di demarcazione’)
  • sia nelle sue regole di falsificazione o eliminazione

Confronto F. ingenuo F. sofisticato

Criterio di demarcazione Ogni teoria che possa essere

interpretata come sperimentalmente falsificabile è “scientifica”

Una teoria è scientifica soltanto se ha un aumento di contenuto empirico corroborato rispetto a teorie rivali (ciò implica che inclusa ne includa il contenuto non confutato), cioè soltanto se conduce alla scoperta di fatti nuovi. Due clausole: a. (^) Accettabilità1: aumento di contenuto empirico b. Accettabilità 2: una parte del contenuto in eccesso deve essere verificato

Regole di falsificazione Una teoria è falsificata da un

asserto ‘osservativo’ (consolidato) che

Una teoria scientifica T è falsificata se e soltanto se […] non si realizzano le condizioni 1 28

è in confitto con essa e 2

Entrambi sono possibili conseguenze delle tesi popperiane, di fronte all’insegnamento dei convenzionalisti, Popper ha due possibilità:

  • “Relegare le ipotesi ausiliarie al dominio della conoscenza di sfondo non problematica” criterio metodologico ingenuo, molte affermazioni di Popper propendono per questo. Popper insiste nel criterio di demarcazione della falsificazione “forzare la teoria prescelta in un isolamento logico in cui essa diventa il bersaglio immobile per l’attacco di un esperimento di controllo”
  • “imporre requisiti agli aggiustamenti [..] con i quali è permesso salvare una teoria” falsificazionismo metodologico sofisticato Popper lo sostiene quando stabilisce come criterio per regolare il passaggio l’ accettazione di ipotesi ad hoc che abbiano contenuto empirico aggiuntivo in parte corroborato si focalizza sul cambiamento con cui la nuova versione è stata prodotta a partire dalla teoria precedente. Dalla seconda deriva la nozione di serie teoricamente progressive (o slittamento di problema teoricamente progressivo) : “ consideriamo una serie di teorie T1, T2, T3..
  • “teoricamente progressiva”: “in cui ogni teoria è ottenuta aggiungendo clausole ausiliari e quella che la precede.. per accomodare alcune anomalie, e in cui ciascuna teoria ha almeno tanto contenuto quanto il contenuto non confutato di quella che la precede” aggiunta di clausole ausiliarie + tanto contenuto nuovo quanto il contenuto non confutato della precedente.
  • “empiricamente progressiva”: “se parte di questo contenuto empirico addizionale è anche corroborata, cioè se ciascuna teoria nuova conduce all’effettiva scoperta di qualche fatto nuovo”
  • “uno slittamento di problema è progressivo se lo è sia teoricamente sia empiricamente e regressivo altrimenti” ‘accettiamo’ uno slittamento di problema come scientifico solo se è progressivo almeno teoricamente. La falsificazione nel falsificazionismo metodologico sofisticato: “Non c’è falsificazione se prima non emerge una teoria migliore […] la falsificazione non è semplicemente una relazione tra una teoria e la base empirica, ma una relazione multipla tra teorie in competizione, l’originaria ‘base empirica’ e la crescita empirica che è frutto della competizione [..]. “ E’ una successione di teorie e non una singola teoria che viene valutata come scientifica o pseudoscientifica”. Lo stesso termine ‘evidenza contraria’ deve essere abbandonato, nel senso che nessun risultato sperimentale deve essere direttamente interpretato come ‘evidenza contraria’ ”.

Programmi di ricerca. Continuità degli elementi che compongono le successioni di teorie sostituzione “al concetto di teoria quello di serie di teorie” “Gli elementi di questa serie di teorie sono solitamente connessi da una notevole continuità che li salda in PROGRAMMI DI RICERCA” (rinvio alla “scienza normale” di Kuhn. PROGRAMMA DI RICERCA:

  • Consiste in una sequenza di ricerche, eseguite da uno o più ricercatori, nella quale si aderisce a certe regole metodologiche a. Euristica positiva: vie di ricerca da perseguire “insieme parzialmente espresso di proposte e suggerimenti sono come cambiare. Sviluppare, le variabili “confutabili” del programma di ricerca”, come affrontare i “rompicapo” di un programma di ricerca. b. Euristica negativa: vie di ricerca da evitare
  • Ha successo solo se conduce a uno slittamento di problema progressivo che si raggiunge grazie ai passi dettate dalle euristiche

Feyerabend: “Lakatos offre parole che suonano come elementi di una metodologia, egli non offre una metodologia” non c’è alcuna possibilità razionale di mostrare che la condotta di uno scienziato che si attiene ad un programma regressivo sia irragionevole in quanto le fortune di programmi diversi possono presentare alti e bassi considerevoli.

Kuhn Popper

Punti d’incontro Tenacia delle teorie

scientifiche: trovare soluzioni a problemi fa parte della scienza

Falsificazionismo metodologico sofisticato.

Disaccordo Irrazionalismo:^ mancano

criteri razionali che guidino il passaggio da una teoria all’altra, che permettano di demarcare scientifico-non scientifico, progressivo-non progressivo Difficoltà a giustificare l’idea di uno sviluppo progressivo

Criterio di demarcazione: “le teorie scientifiche non sono in grado di vietare alcuno stato di cose osservabili”.

Problema rispetto alla nozione di verità scetticismo: l’epistemologia non può rinunciare a definire nozioni come quella di progresso

Convenzionalismo

Punti d’incontro “Idea di^ euristica negativa^ [..] possiamo decidere

razionalmente di non permettere che le “confutazioni” trasmettano la falsità al nucleo finchè il contenuto empirico corroborato della cintura protettiva delle ipotesi ausiliari aumenta”

Disaccordo “se e quando il programma cessa di anticipare

fatti nuovi, il suo nucleo potrebbe dover essere abbandonato, il suo nucleo potrebbe dover essere abbandonato” ( accordo con Duhem) “Questo convenzionalismo conservatore presenta tuttavia lo svantaggio di renderci incapaci di evadere dalle prigioni che ci siano autoimposti” “Gli esperimenti possono avere un forza sufficiente a confutare le teorie giovani, ma non le teorie vecchie e stabilite: mentre la scienza

cresce, il potere dell’evidenza empirica diminuisce”

PAUL FEYERABEND

Punti di partenza del pensiero di Feyerabend

Idea di METODO: “Un Metodo è una via o uno strumento utile a perseguire uno scopo. Più nello specifico si tratta di un insieme di prescrizioni che servono a svolgere una attività in modo ottimale” procedure per acquisire una conoscenza certa, distinta da credenze opinioni che formiamo nella nostra vita di tutti i giorni. Metodo scientifico: procedura codificata e generale che, se seguita, assicura il conseguimento di risultati certi. Una disciplina è scientifica se nelle sue procedure di osservazione e di ragionamento segue tale metodo. In filosofia della scienza l’idea di metodo assume un carattere più generale: il metodo è quell’insieme di procedure codificate che garantiscono –in ogni periodo storico per ogni disciplina

  • di fare scienza e di ottenere teorie progressive rispetto alle precedenti CONTRO IL METODO: metodo che a che fare con principi generali che devono guidare l’attività scientifica.

Affonda le radici nelle fenditure aperte delle debolezze dei modelli razionalistici precedenti: aspetti legati sia alla struttura interna della scienza sia la metodo scientifico in relazione al passaggio da una teoria all’altra.

  1. Compromissione indissolubile tra teoria ed osservazione. Non esistono termini osservativi neutrali né asserzione-base che fungano da tribunale imparziale nella valutazione di diverse teorie.
  2. Non c’è distinzione tra contesto della scoperta e della giustificazione : le regole di giustificazione sono rigidi e tendono ad inibire la scoperta creativa di nuove teorie, la quale è prodotta dalla violazione di regole di metodo.
  3. Il principio di coerenza è un criterio conservatore, preserva la teoria anteriore, anziché la teoria migliore. La scienza progredisce spesso grazie ad idee contro intuitive che contraddicono teorie ben confermate.
  4. La proliferazione di teorie è benefica per la scienza , l’uniformità ne menoma il potere critico.
  5. Nessuna teoria è sempre in accordo con tutti i fatti compresi nel suo campo , questo a volte è colpa dei “fatti” che sono sempre teorici e dunque fallaci.
  6. In alcuni casi è necessario proteggere la teoria da un’ apparente contradditorietà anche tramite ipotesi ad hoc (nuove scoperte nascono in un mare di difficoltà, Lakatos)
  7. I paradigmi sono reciprocamente alternativi e incommensurabili , rappresentano macro- sistemi chiusi non può esserci confronto per stabilire verosimiglianza.

Il confronto con Lakatos: F. interpreta la propria teoria come naturale estensione della concezione di Lakatos oltre le intenzioni di Lakatos in direzione del pragmatismo. Lakatos è consapevole del fatto che il progresso scientifico non è lineare e non procede secondo tempistiche prevedibili dunque non da regole cogenti per gli scienziati Feyerabend ritiene che ciò porti ad affermare l’impossibilità di un metodo fornisce standard che aiutano lo scienziato a valutare la situazione storica nella quale egli prende le sue decisioni ma non contiene regole che gli dicano cosa fare. MPRS non contiene e non può contenere indicazioni specifiche su cosa abolire la metodologia di Lakatos sembra liberale solo perché è un anarchismo cammuffato.

L’anarchismo

  • Le cosmologie culturali sono strutturate in accordo con espliciti o impliciti principi di costruzione.
  • “ C’è un solo compito che possiamo legittimamente chiedere ad una teoria ed è che essa dovrebbe darci una spiegazione della totalità dei fatti quali sono costituiti dai suoi concetti di base” (coerenza interna): non è possibile formulare un giudizio di verosimiglianza, tranne che all’interno die confini di una particolare teoria.

Il relativismo

  • Definizione: tutte quelle posizioni secondo le quali una teoria, una visione del mondo, un insieme di valori non può avere pretese assolute di validità, ma può essere valida solo in relazione ad uno specifico sistema di riferimento Feyerabend: “il relativismo è il tentativo di dare senso al fenomeno della varietà culturale”, “l’uso è il re di tutto, ma persone diverse obbediscono a re diversi”
  • Posizione di relativismo pratico o opportunismo: “individui, gruppi, intere civiltà possono trarre profitto dallo studio di culture, istituzioni, idee a loro estranee”
  • Conseguenze: “la scienza deve essere trattata come una tradizione fra le tante, non come uno standard per giudicare ciò che può essere e ciò che non può essere accettato”, “Leggi, credenze religiose e usanze governano, come re, in domini ristretti. Il loro governo si fonda su una duplice autorità: sul loro potere e sul loro potere legittimo: le regole sono valide nei loro domini”.
  • Le tradizioni non sono arbitrarie ma vincolate a propri criteri di validità e stabilità. Questioni di metodo: riflessioni conclusive
  • “Ma, la scienza regna ancora sovrana. Essa regna sovrana perché coloro che la praticano sono incapaci di comprendere e non sono disposti ad ammettere ideologie diverse, perché hanno il potere di imporre i loro desideri e perché usano questo potere esattamente come i loro predecessori usarono il loro potere per imporre il cristianesimo ai popoli in cui si imbatterono nel corso delle loro conquiste.”
  • “esiste una separazione tra stato e Chiesa, ma non esiste una separazione fra stato e scienza”
  • “non è compito loro limitare la vita, il pensiero, l’educazione dei membri di una società libera, dove chiunque dovrebbe avere la possibilità si pensare quel che gli pare e di vivere in accordo con le convenzioni sociali che trova più accettabili”
  • Contrapposizione tra:
  • Visione pluralistica di saperi: progressiva, democratica
  • Visione universalista: dogmatica
  • Ogni forma di universalismo è considerata equipollente e ugualmente dogmatica: Magia, Religione, Scienza. ma ci sono davvero gli estremi per trattare queste tre forme di sapere come equipollenti?

argomento di Bacone: riconoscimento della finalità pratica del conoscere. Le teorie non si

equivalgono, ma alcune dimostrano migliore successo operativo si ripresenta il problema della

demarcazione:

■ Al contempo dovrebbe sia stabilire se una teoria è scientifica e se una teoria scientifica è migliore di un’altra. ■ Se nel caso della demarcazione il criterio può essere più grossolano, la discriminazione fra scienze a diversi gradi di sviluppo può richiedere criteri più sottili e difficili da definire. ■ È possibile che per le teorie valga ciò che vale per i concetti (Wittgenstein): è possibile descrivere molte caratteristiche che fanno di una teoria una teoria scientifica. E’ opportuno accettare una teoria come scientifica anche se non le condivide tutte o se ne condivide solo una minima parte (es. contenuto empirico superiore, parziale corroborazione, tradizione di soluzioni di rompicapo)

in sintesi i problemi della teoria delle scienze non costringono ad abbandonare l’idea di un criterio di scientificità ma spingono a specificarlo in maniera quanto più possibile ponderata e complessa

FILOSOFIA DELLA MENTE:

Qual è il rapporto fra mente e corpo? In che modo i nostri stati mentali dipendono dal cervello e da corrispondenti stati cerebrali?

Possiamo intendere la mente come prodotto causale del cervello? Vale anche il contrario?

Le Meditazioni Metafisiche di Renè Descartes e il dualismo della sostanza.

■ Questione epistemologica di base: quali conoscenze sono assolutamente certe e di quali invece è possibile dubitare? Posizione di “scetticismo metodologico”: dubitare di tutto ciò di cui si può dubitare, anche l’esistenza del corpo stesso potrebbe essere frutto di allucinazione. ■ Unica certezza: “Cogito ergo Sum”. L’unica cosa di cui sono sicuro è di esistere in quanto pensiero: l’unica cosa che non può essere messa in dubbio è che esista il mio pensare. Esiste un io pensante, una sostanza pensante. Tesi del DUALISMO DELLA SOSTANZA: mente e corpo rappresentano sostanze diverse,

irriducibili l’una all’altra, rispondono a leggi diverse

  1. Res extensa: sostanza materiale, che occupa uno spazio e che chiunque può osservare. Caratterizzata da meccanicismo deterministico assoluto che riguarda non solo la materia inanimata ma anche gli animali diversi dall’uomo.
  2. Res cogitans: immateriale, non spaziale e privata Numerose critiche già ai tempi di Cartesio. Arnault:

■ Perché non potrebbe essere il mio corpo a pensare? Cartesio dimostra che possono acquisire una certa conoscenza di me stesso senza presupporre una conoscenza del corpo MA questo non significa che la natura corporea non possa essere parte della mia essenza. ■ La presenza di un essere pensante presuppone il buon funzionamento degli organi corporei. problema della difficoltà dell’interazionismo: Cartesio riconosce che mente e corpo non sono del

tutto separati e che interagiscono (“per mezzo di queste sensazioni […] io non sono solamente alloggiato nel mio corpo come il nocchiero nella sua nave, ma io sono a esso totalmente congiunto).

Difficoltà a spiegare come qualcosa di immateriale possa interagire causalmente co qualcosa di fisico. Soluzione di Cartesio: ghiandola pineale, consente il passaggio da immateriale a materiale.

Perchè Cartesio giunge ad affermare questo dualismo? Ossia giunge ad operare una MATERIALIZZAZIONE dei corpi e a concepire il corpo come ente meccanico?

■ Coerenza con una nuova visione del mondo: intensa materializzazione della natura concezione meccanicistica: tutti gli enti hanno natura esclusivamente corporea e quindi meccanica.

  • Galieleo Galilei. Distinzione fra due tipi di proprietà: quelle che esistono nell’oggetto in sé e quelle che dipendono dalla nostra percezione degli oggetti.
  • Locke: distinzione tra “qualità primarie” (sono nel corpo indipendentemente dalla nostra percezione) e “qualità secondarie” (sono risultato dell’azione che i corpi esercitano sui nostri sensi). ■ 3 argomenti addotti da Cartesio:
  1. Introspezione: Sguardo interiore sulla vita psichica indubitabile che pensieri, sentimenti etc siano oggetti del tutto diversi dagli oggetti e dagli eventi materiali presenti nel mondo esterno.

Tesi negativa: la mente non è riducibile al cervello necessità di risposta positiva: quale rapporto sussiste tra mente e cervello?

Presupposti di base: monismo materialista

  • C’è una sola sostanza nell’universo: la materia
  • I principi di base della fisica devono valere anche per il pensiero: fisicalismo SOPRAVVENIENZA

Immagine attuale della realtà (a differenza dell’immagine cartesiana che concepiva due sfere estranee di pari statuto ontologico): la realtà è una gerarchia multilivello che consiste di livelli

plurimi di entità con le loro proprietà caratteristiche, le entità di livello più alto si compongono unicamente di entità di un livello più basso.

quale relazione sussiste tra proprietà delle entità di livello alto e quelle di livello basso? Sopravvenienza: le proprietà di più alto livello sono sopravvenienti rispetto alle proprietà di basso

livello realizzate partire da proprietà / metodi di entità di livello basso ma non sono tuttavia riducibili.

In filosofia della mente le proprietà mentali dipendono da / sopravvengono a quelle fisiche nel senso che:

  • Senza le proprietà fisiche e gli stati fisici di base non ci sarebbero proprietà mentali
  • Le proprietà mentali non paiono riducibili a quelle fisiche degli stati cerebrali sottostanti
  • Se ipotizziamo che due individui siamo molecola per molecola identici, che il loro cervello e i loro stati cerebrali al tempo x siano del tutto e per tutto identici, dobbiamo concludere che i loro stati mentali e le loro proprietà mentali al tempo x siano a loro volta identici. Uguali proprietà fisiche al tempo x uguali proprietà mentali al tempo x

EMERGENTISMO

Definizione: quando un sistema fisico fatto sol di materia raggiunge un certo gradi di complessità nella sua organizzazione strutturale comincia a mostrare proprietà autenticamente nuove e diverse

rispetto a quelle delle parti del sistema che lo compongono. le proprietà mentali emergono da quelle fisiche

Congiunzione di 3 posizioni:

  1. Fisicalismo ontologico: esiste un solo tipo di materia, quelle fisica, descritta dalle leggi della fisica
  2. Emergenza delle proprietà. Forma di sopravvenienza: le proprietà del tutto supervengono rispetto alla configurazione di base del sistema. Configurazione delle microstrutture specifica proprietà emergente. F1 = F2 M1 = M2.
  3. Irriducibilità delle proprietà emergenti: non possono essere ridotte a quelle di partenza e non possono essere spiegate sulla base delle leggi che usiamo per spiegare il comportamento delle parti componenti. Un complesso può avere due tipi di proprietà:
  • Risultanti: meramente additive o sottrattive
  • Emergenti; irriducibili a quelle di più bassi livelli ed imprevedibili a partire da quelli. Date le giuste condizioni neurofisiologiche emergono proprietà mentali. per l’emergentismo in un certo senso proprietà mentali dipendono da proprietà neurobiologiche ma

tale dipendenza può essere interpretata in diversi modi:

  • Emergentismo debole:
    • si limita a dire che alcune proprietà possono essere proprie solamente di un sistema e non delle sue singole parti. Le proprietà emergono solo da un sistema come intero ma dipendono dalla microstruttura del sistema.
  • Se la microstruttura è identica, anche le proprietà emergenti lo devono essere non posso ipotizzare che gli stati mentali siano indipendenti da quelli fisici quindi ciò che pensiamo/come agiamo dipende da stati fisici.
  • NO GARANZIA DI CAUSALITA’ MENTALE: l’unica forma di causalità è quella fisica
  • (^) Emergentismo forte: ammette la “causazione verso il basso”, “retroazione/causalità mentale”. La mente retroagisce sul cervello e quindi sono i nostri ragionamenti a determinare le nostre azioni. Proprietà mentali: proprietà reali del mondo che, in quanto reali, hanno potere causale esiste una causalità che opera interamente ad un medesimo livello mentale. Tuttavia: causalità retroattiva. M sono ipotizzate essere emergenti da F dunque anche le proprietà mentali M’ dovranno avere una realizzazione fisica. F M F1 M1 F2 M2 … (retroazione su stati fisici). L’emergentismo per questo rimane fisicalista non riduzionista.

Differenze Sopravvenienza Emergentismo

Ogni oggetto materiale può dare luogo a proprietà sopravvenienti.

Solo i sistemi viventi danno luogo a proprietà emergenti.

Le proprietà sopravvenienti si possono predire e spiegare sulla base di proprietà di base anche se non sono riducibili ad esse

Le proprietà emergenti sono del tutto NUOVE rispetto al loro sostrato e dunque IMPREVEDIBILI e non spiegabili sulla base di questo. Guardando comportamento e leggi delle singole particelle non è possibile prevedere che il loro assemblaggio darà origine alla proprietà emergente in questione. No “causazione verso il basso” Si “causazione verso il basso”: la mente gioca un ruolo essenziale nel mondo fisico

Similarità: Correlazione tra specifici stati fisici e specifici stati mentali perché

medesimi stati fisici generano medesime proprietà emergenti.

Il problema del libero arbitrio Libero arbitrio: capacità propria degli agenti razionali di decidere un certo corso di azione rispetto

ad un altro, o più precisamente di scegliere un certo corso di azione all’interno di un insieme di possibilità. Secondo il modo comune di pensare siamo liberi perché siamo capaci di ragionare

(pensare), dunque decidere qual è la migliore fra le opzioni disponibili e agire di conseguenza. Pensieri = causa delle nostre azioni. Se il comportamento non fosse causato da ragionamento ma da

fattori incontrollabili, non saremmo più liberi né responsabili del nostro comportamento se i nostri

pensieri sono completamente determinati da causalità fisica, allora le nostre azioni non sono

libere!

Posizione riduzionista: i nostri pensieri sono riducibili a stati cerebrali le nostre azioni dipendono non da stati mentali ma da stati cerebrali causalità di tipo FISICO, non razionale, stati cerebrali