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filosofia - Feuerbach, Appunti di Filosofia

riassunto dettagliato di Feuerbach, liceo delle scienze umane

Tipologia: Appunti

2023/2024

Caricato il 05/05/2025

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elena-bongiovanni-2 🇮🇹

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FEUERBACH
La figura di maggiore spicco della sinistra hegeliana fu quella di Feuerbach, fondatore dell'ateismo filosofico
ottocentesco.
Il rovesciamento dei rapporti di predicazione
La filosofia di Feuerbach, che muove dall’esigenza di cogliere l’uomo e la realtà nella loro concretezza, ha come
presupposto teorico e metodologico una critica radicale dell’approccio idealistico-religioso al mondo. Tale approccio consiste
in uno stravolgimento dei rapporti reali esistenti tra soggetto e predicato, tra concreto e astratto. Ad esempio, mentre nella
realtà effettiva delle cose l’essere si configura come il soggetto originario, di cui il pensiero è il predicato, cioè l’attributo o
l’effetto, nell’idealismo il pensiero si configura come il soggetto originario, di cui l’essere è il predicato, cioè l'attributo o
l’effetto.
Quindi, l’idealismo offre una visione rovesciata delle cose, in cui ciò che viene realmente prima figura come ciò che
viene dopo, e ciò che viene realmente dopo figura come ciò che viene prima. Da ciò il programma di Feuerbach di
un’inversione radicale dei rapporti tra soggetto e predicato instaurati dalla ragione e dall’idealismo.
La critica alla religione
Dio come proiezione dell’uomo
Applicando la propria metodologia materialistica alla religione, Feuerbach afferma che non è Dio ad aver creato l’uomo, ma
l’uomo ad aver creato Dio. Infatti Dio, secondo Feuerbach, non è altro che la proiezione illusoria di alcune qualità umane,
in particolare di quelle perfezioni caratteristiche della nostra specie che sono la ragione, la volontà e il cuore.
Pertanto il mistero della teologia è l'antropologia. E la religione, in quanto antropologia capovolta, costituisce la prima
ma indiretta autocoscienza dell’uomo.
Ora rimane da vedere come nasce nell’uomo l’idea di Dio. A questo proposito Feuerbach si è variamente espresso:
talvolta egli tende a porre l’origine dell’idea di Dio nel fatto che l’uomo ha coscienza di sé non solo come individuo, ma
anche come specie. Mentre come individuo si sente debole e limitato, come specie si sente invece infinito e
onnipotente. Da ciò la figura di Dio, la quale non è che una personificazione immaginaria delle qualità della specie.
altre volte Feuerbach tende a scorgere l’origine dell’idea di Dio nell’opposizione umana tra volere e potere, che porta
l’individuo a costruirsi l’immagine di una divinità in cui tutti i suoi desideri siano realizzati. I desideri dei cristiani sono
senza limiti, perciò la loro divinità è infinita e onnipotente. In sintesi, Dio è l’ottativo del cuore umano divenuto tempo
presente.
altre volte ancora, Feuerbach vede la genesi primordiale dell’idea di Dio nel sentimento di dipendenza che l’uomo prova
di fronte alla natura. Tale sentimento ha spinto l’uomo a adorare quelle cose senza le quali egli non potrebbe
esistere: la luce, l'aria, l’acqua e la terra.
Alienazione e ateismo
Qualunque sia l’origine della religione, è comunque certo che essa costituisce una forma di alienazione, dove con tale
termine il filosofo intende quello stato patologico per cui l’uomo, scindendosi, proietta fuori di sé una potenza superiore alla
quale si sottomette.
L’ateismo si configura come un atto di onestà filosofica e come un vero e proprio dovere morale. È ormai venuto il tempo,
secondo Feuerbach, che l’uomo recuperi in sé i predicati positivi che ha proiettato fuori di sé, in quello specchio illusorio e
astratto della propria essenza che è Dio.
Detto altrimenti, ciò che nella religione è soggetto deve ridiventare predicato. Quindi non si può più affermare che Dio è
sapienza, volontà e amore, ma, al contrario, che la sapienza, la volontà e l’amore umano (soggetto) sono divini
(predicato). Di conseguenza, il compito della vera filosofia non è più quello di porre il finito nell’infinito, ossia di risolvere
l’uomo in Dio, ma quello di porre l’infinito nel finito, ossia di risolvere Dio nell’uomo.
La critica a Hegel
Se la religione è un’antropologia capovolta, l’hegelismo è una teologia mascherata o, meglio, razionalizzata, che
costituisce la traduzione in chiave speculativa di tutto il filone teologico dell’Occidente.
In ogni caso, argomento Feuerbach, l’Idea o lo Spirito di Hegel, come il Dio della Bibbia, è un fantasma di noi stessi,
ovvero il frutto di un’astrazione alienante.
E poiché Hegel, secondo Feuerbach, rappresenta il compimento della filosofia moderna, ovvero il termine ultimo di
un’evoluzione di pensiero, la cui caratteristica comune è lo smarrimento dell’uomo, la critica a Hegel equivale alla
fondazione di una nuova filosofia incentrata sull’uomo e capace di cogliere nel testo ciò che Hegel ha relegato nelle
note, ovvero la vita nella sua immediatezza.
L’umanismo naturalistico
Umanismo e filantropismo
La nuova filosofia, la filosofia dell’avvenire delineata da Feuerbach nell’ultima fase del suo pensiero, ha la forma di un
umanismo naturalistico: “umanismo” perché fa dell’uomo l’oggetto e lo scopo del discorso filosofico; “naturalistico” perché
fa della natura la realtà primaria da cui tutto dipende, compreso l’uomo.
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