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Le teorie psicologiche di alfred adler e carl gustav jung, due pionieri della psicologia moderna. Adler critica freud e introduce la pulsione aggressiva come fonte di energia psichica, mentre jung critica la prioritizzazione di istinti naturali nella psicoanalisi e introduce la nozione di inconscio collettivo. La psiche si struttura in tre dimensioni: l'io, l'inconscio personale e l'inconscio collettivo. Jung introduce la distinzione tra estroversione e introversione e la presenza di archetipi inconsci. Il percorso di individuazione è il processo attraverso cui si raggiunge la realizzazione dell'unicità individuale.
Tipologia: Schemi e mappe concettuali
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Egli critica Freud. Al contrario di quest’ultimo, Adler identifica l’energia psichica fondamentale con una pulsione aggressiva: per lui, la nevrosi è la risposta iper-compensativa degli individui e delle deficienze fisiche, o comunque di un senso di inadeguatezza, che generano un complesso di inferiorità. Il nevrotico, strumentalizzando il suo deficit, vuole sottomettere gli altri. La terapia della nevrosi deve essere il risultato di una collaborazione fra paziente e analista e avvenire su un piano di parità. Si ha una guarigione nel momento in cui il paziente è in grado di vivere, nel contesto sociale, le proprie esigenze personali, realizzando così un equilibrio tra individuo e comunità.
Jung critica Freud, soprattutto il fatto che, nella psicoanalisi, dà troppo spazio agli “istinti naturali” e non riesce ad individuare una strada che consenta di liberarsi dal loro condizionamento. Jung ritiene che nella vita dell’uomo, il fenomeno religioso sia importante come una forma di “riscoperta della vita dello spirito”. Mentre l’inconscio freudiano opera attraverso i contenuti rimossi nel corso dell’esperienza dell’individuo, quello junghiano porta in sé i segni delle esperienze accumulate dalla umanità nel suo sviluppo, quindi esperienze di tipo collettivo. Inoltre secondo Jung, l’energia psichica (la libido) non ha solo connotazioni sessuali, ma racchiude in sé una pluralità di impulsi e di forze. Inoltre Jung ritiene possibile raggiungere una condizione di equilibrio fra inconscio e coscienza, uno stato di stabilità mentale e salute fisiologica. LA STRUTTURA DELLA PSICHE Secondo Jung, la coscienza e l’inconscio sono due sfere che si contrastano ma che nello stesso tempo si integrano a vicenda. Jung sottolinea come la coscienza costituisca solo una limitata porzione della psiche. La psiche per Jung si struttura in tre dimensioni che interagiscono tra loro:
introverso. Introversione ed estroversione si intrecciano con quattro funzioni psicologiche: il pensiero, il sentimento, l’intuizione e la sensazione. Pensiero e sentimento sono considerati razionali perché operano mediante valutazioni e giudizi, mentre intuizione e sensazione sono considerati irrazionali poiché, in quanto percezioni dipendono da stimoli esterni alla coscienza. In ogni uomo prevale una sola di queste funzioni, quella che si sviluppa maggiormente. GLI ARCHETIPI Gli archetipi sono i centri e i campi di forza dell’inconscio, indivisibili e inaccessibili. Jung paragona gli archetipi alle idee platoniche, ma mentre l’idea platonica aveva in sé un carattere di perfezione , l’archetipo di Jung ha in sé sia una parte chiara e sia una parte oscura. Gli archetipi rappresentano la somma di tutte le possibilità latenti della psiche umana, cioè indicano ciò che un individuo potrà operare e percepire nella sua esistenza. Il numero degli archetipi è limitato. Gli archetipi troviamo il patrimonio dei simboli , da cui tutte le religioni hanno preso la loro forza magica. Tra quelli ritenuti più importanti vi è l’archetipo della grande madre , simbolo della potenza fertilizzante della terra. Tra gli archetipi ve ne sono 3 su cui egli si focalizza maggiormente: