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La teoria psicologica di Adler e Jung: IO, inconscio e struttura psiche, Schemi e mappe concettuali di Filosofia

Le teorie psicologiche di alfred adler e carl gustav jung, due pionieri della psicologia moderna. Adler critica freud e introduce la pulsione aggressiva come fonte di energia psichica, mentre jung critica la prioritizzazione di istinti naturali nella psicoanalisi e introduce la nozione di inconscio collettivo. La psiche si struttura in tre dimensioni: l'io, l'inconscio personale e l'inconscio collettivo. Jung introduce la distinzione tra estroversione e introversione e la presenza di archetipi inconsci. Il percorso di individuazione è il processo attraverso cui si raggiunge la realizzazione dell'unicità individuale.

Tipologia: Schemi e mappe concettuali

2019/2020

Caricato il 10/04/2022

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francesca-moliterni 🇮🇹

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ALFRED ADLER (1870-1937) Egli è fondatore della società della psicologia individuale.
Egli critica Freud. Al contrario di quest’ultimo, Adler identifica l’energia psichica fondamentale con una
pulsione aggressiva: per lui, la nevrosi è la risposta iper-compensativa degli individui e delle deficienze
fisiche, o comunque di un senso di inadeguatezza, che generano un complesso di inferiorità. Il nevrotico,
strumentalizzando il suo deficit, vuole sottomettere gli altri. La terapia della nevrosi deve essere il risultato
di una collaborazione fra paziente e analista e avvenire su un piano di parità. Si ha una guarigione nel
momento in cui il paziente è in grado di vivere, nel contesto sociale, le proprie esigenze personali,
realizzando così un equilibrio tra individuo e comunità.
GUSTAV JUNG (1875-1961) Medico psichiatra allievo di Freud, da cui prende le distanze.
Jung critica Freud, soprattutto il fatto che, nella psicoanalisi, dà troppo spazio agli “istinti naturali” e non
riesce ad individuare una strada che consenta di liberarsi dal loro condizionamento. Jung ritiene che nella
vita dell’uomo, il fenomeno religioso sia importante come una forma di “riscoperta della vita dello spirito”.
Mentre l’inconscio freudiano opera attraverso i contenuti rimossi nel corso dell’esperienza dell’individuo,
quello junghiano porta in sé i segni delle esperienze accumulate dalla umanità nel suo sviluppo, quindi
esperienze di tipo collettivo. Inoltre secondo Jung, l’energia psichica (la libido) non ha solo connotazioni
sessuali, ma racchiude in sé una pluralità di impulsi e di forze. Inoltre Jung ritiene possibile raggiungere una
condizione di equilibrio fra inconscio e coscienza, uno stato di stabilità mentale e salute fisiologica.
LA STRUTTURA DELLA PSICHE
Secondo Jung, la coscienza e l’inconscio sono due sfere che si contrastano ma che nello stesso tempo si
integrano a vicenda. Jung sottolinea come la coscienza costituisca solo una limitata porzione della psiche.
La psiche per Jung si struttura in tre dimensioni che interagiscono tra loro:
1) L’IO, la coscienza, fornisce all’individuo il senso dell’identità personale, della continuità dell’esistere
e seleziona i dati provenienti dall’esperienza.
2) L’INCONSCIO PERSONALE è il deposito dei contenuti rimossi o ignorati dalla coscienza. Questi
contenuti ricadono sui comportamenti dell’individuo, fino a determinare, nei casi estremi, delle
forme patologiche come la schizofrenia;
3) L’INCONSCIO COLLETTIVO è il deposito di contenuti prodotti dal genere umane e vi si trovano degli
archetipi che sono delle potenze psichiche vitali e personali e sono fonte di energie religiose e
simboli. Nell’individuo, oltre ai contenuti della sua esperienza personale che sprofondano
nell’inconscio, ve ne sono altri intesi come contenuti appartenenti ad un inconscio collettivo,
costituiti dalle esperienze fondamentali dell’umanità vissute sin dai primordi.
Così, scendendo in profondità, troviamo nell’inconscio personale, una sfera delle pulsioni
originarie.
Per Jung è indispensabile giungere al consapevole recupero dell’inconscio collettivo, in quanto l’uomo ha
smarrito il rapporto con le proprie radici.
I TIPI PSICOLOGICI
Un importante aspetto della teoria junghiana è costituita dalla distinzione tra estroversione e introversione.
- L’estroverso, ha un rapporto positivo con il mondo esterno, il suo comportamento si conforma alle
regole collettive.
- L’introverso, ha difficoltà ad adattarsi con il mondo esterno.
Introversione e estroversione si compensano, se il conscio è estroverso, l’inconscio è introverso e viceversa.
Nella seconda metà della vita si ha un rovesciamento di posizioni, per esempio chi era estroverso sarà
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ALFRED ADLER (1870-1937) Egli è fondatore della società della psicologia individuale.

Egli critica Freud. Al contrario di quest’ultimo, Adler identifica l’energia psichica fondamentale con una pulsione aggressiva: per lui, la nevrosi è la risposta iper-compensativa degli individui e delle deficienze fisiche, o comunque di un senso di inadeguatezza, che generano un complesso di inferiorità. Il nevrotico, strumentalizzando il suo deficit, vuole sottomettere gli altri. La terapia della nevrosi deve essere il risultato di una collaborazione fra paziente e analista e avvenire su un piano di parità. Si ha una guarigione nel momento in cui il paziente è in grado di vivere, nel contesto sociale, le proprie esigenze personali, realizzando così un equilibrio tra individuo e comunità.

GUSTAV JUNG (1875-1961) Medico psichiatra allievo di Freud, da cui prende le distanze.

Jung critica Freud, soprattutto il fatto che, nella psicoanalisi, dà troppo spazio agli “istinti naturali” e non riesce ad individuare una strada che consenta di liberarsi dal loro condizionamento. Jung ritiene che nella vita dell’uomo, il fenomeno religioso sia importante come una forma di “riscoperta della vita dello spirito”. Mentre l’inconscio freudiano opera attraverso i contenuti rimossi nel corso dell’esperienza dell’individuo, quello junghiano porta in sé i segni delle esperienze accumulate dalla umanità nel suo sviluppo, quindi esperienze di tipo collettivo. Inoltre secondo Jung, l’energia psichica (la libido) non ha solo connotazioni sessuali, ma racchiude in sé una pluralità di impulsi e di forze. Inoltre Jung ritiene possibile raggiungere una condizione di equilibrio fra inconscio e coscienza, uno stato di stabilità mentale e salute fisiologica. LA STRUTTURA DELLA PSICHE Secondo Jung, la coscienza e l’inconscio sono due sfere che si contrastano ma che nello stesso tempo si integrano a vicenda. Jung sottolinea come la coscienza costituisca solo una limitata porzione della psiche. La psiche per Jung si struttura in tre dimensioni che interagiscono tra loro:

  1. L’IO , la coscienza, fornisce all’individuo il senso dell’identità personale, della continuità dell’esistere e seleziona i dati provenienti dall’esperienza.
  2. L’INCONSCIO PERSONALE è il deposito dei contenuti rimossi o ignorati dalla coscienza. Questi contenuti ricadono sui comportamenti dell’individuo, fino a determinare, nei casi estremi, delle forme patologiche come la schizofrenia;
  3. L’INCONSCIO COLLETTIVO è il deposito di contenuti prodotti dal genere umane e vi si trovano degli archetipi che sono delle potenze psichiche vitali e personali e sono fonte di energie religiose e simboli. Nell’individuo, oltre ai contenuti della sua esperienza personale che sprofondano nell’inconscio, ve ne sono altri intesi come contenuti appartenenti ad un inconscio collettivo, costituiti dalle esperienze fondamentali dell’umanità vissute sin dai primordi. Così, scendendo in profondità, troviamo nell’inconscio personale, una sfera delle pulsioni originarie. Per Jung è indispensabile giungere al consapevole recupero dell’inconscio collettivo, in quanto l’uomo ha smarrito il rapporto con le proprie radici. I TIPI PSICOLOGICI Un importante aspetto della teoria junghiana è costituita dalla distinzione tra estroversione e introversione.
  • L’ estroverso, ha un rapporto positivo con il mondo esterno, il suo comportamento si conforma alle regole collettive.
  • L’ introverso , ha difficoltà ad adattarsi con il mondo esterno. Introversione e estroversione si compensano, se il conscio è estroverso, l’inconscio è introverso e viceversa. Nella seconda metà della vita si ha un rovesciamento di posizioni, per esempio chi era estroverso sarà

introverso. Introversione ed estroversione si intrecciano con quattro funzioni psicologiche: il pensiero, il sentimento, l’intuizione e la sensazione. Pensiero e sentimento sono considerati razionali perché operano mediante valutazioni e giudizi, mentre intuizione e sensazione sono considerati irrazionali poiché, in quanto percezioni dipendono da stimoli esterni alla coscienza. In ogni uomo prevale una sola di queste funzioni, quella che si sviluppa maggiormente. GLI ARCHETIPI Gli archetipi sono i centri e i campi di forza dell’inconscio, indivisibili e inaccessibili. Jung paragona gli archetipi alle idee platoniche, ma mentre l’idea platonica aveva in sé un carattere di perfezione , l’archetipo di Jung ha in sé sia una parte chiara e sia una parte oscura. Gli archetipi rappresentano la somma di tutte le possibilità latenti della psiche umana, cioè indicano ciò che un individuo potrà operare e percepire nella sua esistenza. Il numero degli archetipi è limitato. Gli archetipi troviamo il patrimonio dei simboli , da cui tutte le religioni hanno preso la loro forza magica. Tra quelli ritenuti più importanti vi è l’archetipo della grande madre , simbolo della potenza fertilizzante della terra. Tra gli archetipi ve ne sono 3 su cui egli si focalizza maggiormente:

  1. L’ombra , quella parte inconscia che racchiude gli aspetti oscuri della personalità. Sono aspetti che, per motivi diversi, non si dovrebbero conoscere e di cui si nega la presenza in noi stessi;
  2. L’anima è la componente psicologica femminile presente in ogni uomo, attraverso la quale si comprende l’essenza della donna. La prima portatrice dell’immagine dell’anima è la madre, quindi il carattere dell’anima sarà influenzato dal rapporto con la madre; 3 ) L’animus , cioè la componete psicologica maschile presente nella donna. Il carattere di esso sarà influenzato dalla figura paterna. L’animus dà alla donna il coraggio o anche tratti negativi. All’Eros presente nell’Anima corrisponde, nella donna, il Logos paterno che è la fonte delle convinzioni vere e indiscutibili. IL SE’ E IL PROCESSO DI INDIVIDUAZIONE In Jung il concetto del se’ assume un grande rilievo. Esso è la totalità della vita della psiche , a differenza dell’ego che ne costituisce solo una parte. Il sé compie nella vita psichica di ogni uomo una funzione molto importante, è un centro interiore di guida della vita psichica. Per riconoscere il sé bisogna collocarsi nella sfera dei sogni e della loro interpretazione. Il lento sviluppo della vita psichica è il percorso di individuazione , che ha come scopo la realizzazione dell’unicità individuale dell’uomo. Questo processo consentirà a ciascuno di percorrere un tratto di strada, cioè di compiere una più o meno ampia scoperta, conquista e realizzazione di se stesso.