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FILOSOFIE ELLENISTICHE, Appunti di Filosofia

tutti i tipi di filosofie ellenistiche in dettaglio + agostino

Tipologia: Appunti

2025/2026

In vendita dal 01/07/2026

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gaiasileci 🇮🇹

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FILOSOFIE ELLENISTICHE
Dopo la morte di Alessandro Magno il grande impero che aveva creato si frammenta
in molti regni; le pólis che erano state il centro della vita politica e sociale perdono
importanza. A questo punto le persone non si sentono più parte attiva della città, ma
individui isolati in un mondo enorme e incerto, per questo l’interesse della filosofia
cambia: non è più la politica o la conoscenza del cosmo, ma la ricerca della felicità
personale e della serenità interiore. nascono 2 scuole filosofiche: il giardino, fondato
da Epicuro, e il portico fondato da Zenone. In queste scuole grazie alla diffusione del
cosmopolitismo sono ammessi stranieri, schiavi e donne. Conosciamo 4 grandi
correnti in questo periodo: epicureismo, stoicismo, scetticismo e cinismo.
EPICUREISMO
Il suo fondatore è Epicuro. Durante la giovinezza conosce la dottrina di Democrito e
si dichiara suo discepolo. poi compra una casa ad Atene con un giardino, dove tiene
le sue lezioni e ci rimane fino alla sua morte. delle sue opere (che sono più di 300)
giunge a noi solo il testamento, ovvero un insieme di tre lettere: l’epistola a meneceo
che comprendeva etica e saggezza, l’epistola a erodoto con fisica e canonica,
l’epistola a pitocle con la fisica celeste. Epicuro vede nella filosofia il mezzo per
raggiungere la felicità, e la felicità stessa.
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L’epicureismo ha quindi come obiettivo principale dell’uomo la felicità. essa era
intesa come piacere, e piacere significa vivere senza dolore e senza turbamento; da
qui nasce il suo concetto di etica che si può descrivere come catastematica.
L’ETICA
Epicuro distingue:
Piaceri naturali e necessari (come mangiare, bere, amicizia, riposo): da
soddisfare.
Piaceri naturali ma non necessari (come mangiare cibi raffinati): da
moderare.
Piaceri non naturali e non necessari (come la ricchezza o la fama): da
evitare.
Quindi la vera felicità è una vita semplice, tranquilla e libera da paure.
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FILOSOFIE ELLENISTICHE

Dopo la morte di Alessandro Magno il grande impero che aveva creato si frammenta in molti regni; le pólis che erano state il centro della vita politica e sociale perdono importanza. A questo punto le persone non si sentono più parte attiva della città, ma individui isolati in un mondo enorme e incerto, per questo l’interesse della filosofia cambia: non è più la politica o la conoscenza del cosmo, ma la ricerca della felicità personale e della serenità interiore. nascono 2 scuole filosofiche: il giardino, fondato da Epicuro, e il portico fondato da Zenone. In queste scuole grazie alla diffusione del cosmopolitismo sono ammessi stranieri, schiavi e donne. Conosciamo 4 grandi correnti in questo periodo: epicureismo, stoicismo, scetticismo e cinismo.

EPICUREISMO

Il suo fondatore è Epicuro. Durante la giovinezza conosce la dottrina di Democrito e si dichiara suo discepolo. poi compra una casa ad Atene con un giardino, dove tiene le sue lezioni e ci rimane fino alla sua morte. delle sue opere (che sono più di 300) giunge a noi solo il testamento, ovvero un insieme di tre lettere: l’epistola a meneceo che comprendeva etica e saggezza, l’epistola a erodoto con fisica e canonica, l’epistola a pitocle con la fisica celeste. Epicuro vede nella filosofia il mezzo per raggiungere la felicità, e la felicità stessa.

L’epicureismo ha quindi come obiettivo principale dell’uomo la felicità. essa era intesa come piacere, e piacere significa vivere senza dolore e senza turbamento; da qui nasce il suo concetto di etica che si può descrivere come catastematica.

L’ETICA

Epicuro distingue:

Piaceri naturali e necessari (come mangiare, bere, amicizia, riposo): da soddisfare.

Piaceri naturali ma non necessari (come mangiare cibi raffinati): da moderare.

Piaceri non naturali e non necessari (come la ricchezza o la fama): da evitare.

Quindi la vera felicità è una vita semplice, tranquilla e libera da paure.

Epicuro dice che per vivere serenamente dobbiamo liberarci da quattro grandi paure, sviluppa il “ quadrifarmaco ” (la medicina dell’anima):

Non temere gli dèi → non esistono, ma se esistessero non si occuperebbero degli uomini perché vivrebbero in un’altra ● Non temere la morte → quando si muore non si sente niente, non riguarda noi ma chi resta in vita, quindi non deve spaventarci ● Non temere il dolore → e di due tipi; o poco intenso e quindi sopportabile (transitorio), o molto intenso che però ti conduce alla morte, quindi sarà breve ● Non temere l’infelicità → per essere felici bisogna seguire i bisogni naturali necessari

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Vivere in armonia con il proprio demone

Era utile per raggiungere la felicità, secondo Epicuro, dovevamo essere in armonia con il nostro demone (eudaimonia) e come demone intendeva le nostre caratteristiche e talenti.

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LA CANONICA

Fornisce il criterio di verità, consiste nell’individuare il canone. la canonica si divide in tre momenti: Le sensazioni , flussi di atomi che si staccano dalla superficie delle cose, formano sottili immagini che entrando negli organi di senso determinano le sensazioni. Da queste derivano le rappresentazioni mentali degli oggetti, ma sono rappresentazioni fantastiche che non corrispondono alla realtà. questo è l’elemento più importante del criterio di verità, perché la sensazione è sempre vera mentre l’intelletto può sbagliare. Le anticipazioni , quando le sensazioni, ovvero l’esperienza, legate a un certo oggetto si ripetono più volte vengono create le rappresentazioni generiche chiamate concetti che Epicuro chiama anticipazione poiché grazie a queste possiamo anticipare sensazioni future. I sentimenti, consistono nel dolore o nel piacere che accompagnano le sensazioni. Costituiscono il criterio fondamentale dell’etica. —-------------------------------------------

LA FISICA

La fisica di Epicuro deriva dall’atomismo di Democrito, per questo è definita materialistica , tutto è materia non esiste alcun intervento divino, e meccanicistica , l’universo funziona secondo rapporti di causa effetto. Anche lui crede che tutto è formato da atomi che niente si crea o distrugge ma tutto si trasforma. Gli atomi sono particelle invisibili che differiscono per forma, dimensione e peso, e sono immutabili. hanno un movimento vorticoso nel vuoto verso il basso e poi a causa di deviazioni (clinamen) si scontrano e così nascono gli enti.

Lo stoicismo a Roma = si afferma come un orientamento di pensiero. questa

diffusione si deve all’attività di due scuole: la media stoà con Panezio, e la nuova stoà con Seneca. panezio, contribuisce al superamento del rigorismo , ovvero la precisione e il rispetto delle regole, per proporre uno stoicismo più semplice. inoltre non condivide l’egualitarismo , e dice che gli uomini sono tutti diversi, che indossano tante maschere in base al ruolo che l’individuo sta svolgendo. cicerone = la virtù è il bene supremo. L’uomo deve seguire la ragione e rispettare la legge naturale. Inoltre, rispetta la legge del dovere, e gli uomini dovevano praticare l’officium ovvero il servizio a favore della collettività ———---------------------- seneca = il saggio storico deve cercare in sé stesso il significato della vita umana. solo l’introspezione può portare a governare le passioni. secondo lui l’uomo era complesso perché solo con la complessità possiamo capire meglio visto che la realtà non è facile. Inoltre, lui pensava che l’anima non si reincarnasse ma che tornasse nell’infinito. —-------------------------------

SCETTICISMO

lo scetticismo deriva dal greco skepsis ovvero ricerca, incertezza. I pensatori scettici pensano che l’essere umano non può accettare la verità ultima delle cose, perciò la più alta forma di saggezza consiste nell’ammettere questo limite. anche gli scettici pensavano che il fine della filosofia fosse la ricerca della felicità, per essere felici bisogna smettere di voler sapere tutto con certezza e imparare a sospendere il giudizio. lo scetticismo non fa una scuola a sé ma viene seguito in varie scuole, una di queste è quela di pirrone: ● l’unico atteggiamento legittimo è l’epoche , ovvero la sospensione del giudizio, consiglia l’afasia, la scelta di non pronunciarsi. ——— carneade = dimostra che ad ogni tesi è possibile contrapporne una contraria e che ognuna demolisce la validità dell’altra. proprio per questo per lui non esiste un criterio assoluto di verità, e che quindi ci si deve affidare alle rappresentazioni che appaiono più vere e persuasive (probabilismo teoretico) —----------------------------------------

NASCITA DELL’IMPERO CRISTIANO

Con la diffusione del Cristianesimo, cambia completamente anche la visione filosofica del mondo. I primi pensatori cristiani (come Agostino) cercano di unire la filosofia greca con la fede cristiana: come collegamento tra fede e filosofia possiamo citare il Vangelo II Giovanni che tra i quattro vangeli e quello più filosofico, perché nel prologo si parla di Cristo come logos : il logos è il pensiero di Dio, ma in realtà il pensiero è lui stesso. Per loro la ragione serve a capire e approfondire la fede, ma solo la fede porta alla verità piena.

👉 Nasce così la filosofia cristiana, che cerca di spiegare il mondo e di capire l’uomo, Dio e la salvezza. —----------------------------------------

I temi filosofici centrali nel cristianesimo

I tratti distintivi della filosofia cristiana si sviluppano attorno ad alcune idee chiave: ● Il rispetto della persona = perché quando la persona muore l’anima non si reincarna, quindi l’individuo è unico ● Il concetto di volontà = per fare il bene, non devi solo conoscerlo, ma devi anche volerlo applicare ● Il concetto del Dio persona = lui crea dal nulla e crea per amore —--------------------------------------

LA PATRISTICA

è la filosofia dei Padri della Chiesa, cioè dei primi pensatori cristiani che vissero tra il III e il V secolo d.C. Il termine deriva dal latino pater (“padre”). La patristica aveva il compito di: difendere la fede, spiegare la dottrina e diffondere il messaggio cristiano. in essa possiamo riconoscere 2 correnti diverse:

  1. Patristica latina = Si concentra sul rapporto tra fede e ragione. Gli esponenti sono tertulliano e agostino.
  2. Patristica greca = Si concentra sul mistero di Dio e sulla Trinità. —------------------------------

AGOSTINO

È il principale rappresentante della Patristica latina. scrive le confessioni , una specie di autobiografia che parte dalla giovanissima età fino all’epoca della santità, e in cui riconosce tre verità: la confessione dei suoi peccati, la propria fede in Dio, e il ruolo di Dio nella sua vita. Agostino era sempre alla ricerca di risposte che alla fine non riusciva mai a trovare; per questo motivo era solito vivere molte esperienze per capire se ciò che facesse fosse giusto o sbagliato. Figura importante nella sua vita è Monica , la madre: è cristiana, cerca di avvicinarlo alla religione ma nonostante lui apprezzasse questa fede in lei, non riesce a trovare nella religione le risposte che tanto cercava. Nel frattempo si avvicina sempre di più alla filosofia e inizialmente si affida al manicheismo , ovvero una filosofia con un eterno conflitto tra bene e male, due principi antitetici ma anche paritetici; mentre i cristiani vedevano come unico principio il bene. Dopo, conoscerà la corrente degli scettici , qui pensava di riuscire a trovare quelle risposte che cercava ma quando comprese che per gli scettici non esisteva una verità assoluta se ne allontanò. Successivamente si convertirà al cristianesimo e diventerà vescovo

***inoltre per lui il tempo è una creazione di Dio perché al contrario dovremmo dire che lui vive nel tempo, quindi che è soggetto al divenire, cosa non vera perché lui vive nell’eterno. —--------------------------------------------

PROBLEMA MORALE DI AGOSTINO

nasce da una domanda che si pone, ovvero si chiede perché esiste il male se dio è buono. bisogna dire che prima di convertirsi, Agostino era influenzato dal manicheismo, che diceva che nel mondo esistono due forze opposte: il Bene (Dio), e il Male (una forza malvagia autonoma). Ma dopo la conversione Agostino rifiuta questa idea, perché se il male fosse una forza indipendente, Dio non sarebbe onnipotente. Quindi Agostino arriva a una nuova spiegazione, che il male non esiste veramente ma è una mancanza di bene, una privazione. Dio ha creato solo cose buone, il male nasce quando l’uomo si allontana da Dio con la propria libertà.

Il ruolo della libertà/ volontà

Agostino dice che l’uomo è dotato di libero arbitrio, cioè la libertà di scegliere il bene o il male, ma quando usa male questa libertà, si allontana da Dio → e questo genera il peccato, che deriva da un cattivo uso del libero arbitrio. la responsabilità quindi non è di Dio ma dell’uomo.

La grazia divina

L’uomo da solo non riesce sempre a fare il bene, perché è debole a causa del peccato originale. Per questo ha bisogno dell’aiuto di Dio, cioè della grazia divina, che lo sostiene e lo guida verso la salvezza.

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IL MALE

è uno scandalo, la chiesa si basa sullo scandalo della crocifissione di Gesù ; Dio lo manda sulla terra sapendo già come andava a finire. Grazie a questo scandalo nasce la chiesa. per agostino esistono 3 tipi di male:

  1. Il male ontologico = noi come tutto ciò che esiste in natura siamo delle creature che partecipano all’idea di perfezione, ma non lo siamo, siamo imperfetti; quindi dal momento che nasciamo siamo destinati a stare male, alla sofferenza. Non potrebbe essere diversamente anche perché la vita umana inizia e finisce con la sofferenza; la sofferenza è una condizione dell’essere.
  2. Il male fisico = deriva da quello ontologico, è una sua conseguenza in quanto imperfetti siamo soggetti alla malattia.
  3. Il male morale = è quello la cui causa è esclusivamente l’essere umano, deriva dalla scelta consapevole di fare il male; abbiamo la libera scelta perché esiste il libero arbitrio. Agostino dice che Dio in questi casi interviene ma noi ci

accorgiamo solo quando lui non lo fa. Quando non interviene significa che da quel male che sta per essere compiuto né deriverà prima o poi un bene, questa è la risposta della chiesa al male. —---------------------------

DE CIVITATE DEI / DOTTRINA DELLE DUE CITTÀ

È l’ultima opera di Agostino, la scrive perché nel 410 avviene il sacco di Roma, questo sconvolge la civiltà intera e molti intellettuali diedero la colpa al cristianesimo che si era diffuso con degli ideali che avevano indebolito l’impero come per esempio amare il prossimo; mentre loro pensavano che l’impero doveva fondarsi con la violenza, con il potere e la forza.gli intellettuali cristiani invece risposero con difesa celebrativa, con apologia; e l’opera di Agostino vuole fare la stessa cosa. Secondo lui esistono due città (sistemi di valore):

  1. Una città celeste (di dio)
  2. Una città terrena (degli uomini)

Agostino dice che loro volevano vivere nella città celeste seguendo i valori di Dio, quindi non volevano essere mischiati nella situazione di Roma che faceva parte della città degli umani.

la pace terrena e la pace celeste Essendo che esistono due città, esistono anche due tipi di pace:

  1. La pace terrena = è la pace che si può avere nella città degli uomini, è temporanea e imperfetta, perché gli uomini sono peccatori e spesso mossi dall’egoismo e dal desiderio di potere. È mantenuta tramite le leggi,e anche se non è perfetta, è comunque utile, perché permette agli uomini di vivere insieme e di cercare Dio in tranquillità.
  2. La pace celeste = è la vera pace, quella che si trova solo in Dio e nella città di Dio. è eterna e perfetta, fondata sull’amore e sull'unione con Dio. Si realizza pienamente solo dopo la morte, quando le anime giuste vivono in armonia con Dio. È diversa dalla pace terrena, perché non nasce da leggi, ma dal bene interiore e dalla giustizia divina.

***Agostino non propone una politica concreta, ma un progetto morale e religioso per la società. lui non vuole eliminare lo Stato, ma vuole portare la politica all’etica e alla fede, usare la pace terrena come mezzo per arrivare alla pace celeste, e sottomettere il potere terreno alla legge di dio.