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Finanza Aziendale, dispensa - Introduzione alla finanza agevolata - Principi di redazione del Business Plan - 2010/2011<br />
Tipologia: Dispense
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Nel corso del tempo la pubblica amministrazione, rappresentata essenzialmente dall’Unione Europea, dallo Stato e dalle Regioni, per superare gli squilibri territoriali e promuovere lo sviluppo socio- economico delle aree meno sviluppate, ha attuato molti e differenti programmi agevolativi a favore delle imprese, che si sono tradotti principalmente in interventi sotto forma di contributi in c/capitale, c/gestione, c/interessi, crediti d’imposta e garanzie varie per l’ottenimento di prestiti. La finanza agevolata, quindi, rappresenta una importante fonte di finanziamento aziendale, che può affiancarsi alle tradizionali fonti finanziarie di capitale, sia a titolo di rischio che di debito presenti sul mercato, contribuendo, spesso in modo determinante, alla crescita quali-quantitativa del tessuto produttivo. Tale crescita, soprattutto negli ultimi tempi, in un mondo dove la globalizzazione assume sempre più carattere imprescindibile e forti connotati caratterizzanti, obbliga le imprese a confrontarsi con mercati sempre più ampi ed aperti, con concorrenti sempre più competitivi che utilizzano tecnologie sempre più innovative: le imprese, soprattutto di piccola e media dimensione, per poter affrontare meglio tali sfide a livello mondiale, possono fare leva sull’utilizzo dei vari strumenti di sostegno finanziario messi a disposizione dalla pubblica amministrazione. Nei periodi di crisi economico-finanziaria poi, soprattutto riferita a quella globale attuale che vede maggiori difficoltà di accesso al credito, iniziata nel 2008 e ad oggi non ancora superata, la finanza agevolata può rappresentare un fattore decisivo sulla possibilità di realizzare concreti piani di investimento da parte delle imprese, soprattutto di piccola e media dimensione. Nel numeroso e qualificato panorama agevolativo attuale, ai fini della redazione della presente dispensa, sono stati scelti, e riportati in forma sintetica, i seguenti argomenti:
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Il finanziamento della BEI è di norma una operazione a medio-lungo termine che copre generalmente, fino al 50% della spesa per investimenti. I tassi di interessi, possono essere fissi o variabili, e riflettono i costi della raccolta della BEI sul mercato dei capitali. Tenuto conto della sua qualità di emittente AAA e della sua natura di istituzione senza fine di lucro, i tassi sono particolarmente interessanti per gli operatori. Nel caso di prestiti globali, occorre poi aggiungere ai tassi BEI un margine applicato dagli istituti locali intermediari (spread) e che, in base al rischio, oscilla generalmente tra lo 0,50 ed il 2%. Ai finanziamenti della BEI per lo sviluppo regionale sono spesso abbinate le sovvenzioni dei fondi strutturali e del Fondo di Coesione dell’Unione Europea. Per garantire la complementarità dei finanziamenti e delle sovvenzioni, la BEI opera in stretta collaborazione con la Commissione ed è chiamata a partecipare all’elaborazione e all’attuazione di programmi di sostegno strutturale. L’Unione Europea è impegnata in una strategia di rafforzamento delle economie degli Stati membri, della loro competitività e della loro capacità di creare nuovi posti di lavoro. La BEI in questo contesto ha aumentato i finanziamenti destinati alle reti transeuropee nei settori dei trasporti, delle telecomunicazioni e dell’energia. Essa ha creato inoltre uno “Sportello speciale” che permette di accordare finanziamenti su misura per le reti transeuropee prioritarie approvate dal Consiglio europeo di Essen nel dicembre 1994; in particolare, questo “Sportello” comporta delle misure volte ad adattare le condizioni dei finanziamenti alle esigenze specifiche dei progetti, che sono generalmente di grandi dimensioni e richiedono lunghi periodi di costruzione. La BEI, insieme alla Commissione europea e al settore bancario, ha poi istituito il Fondo Europeo per gli Investimenti (FEI), che accorda garanzie a favore delle reti transeuropee e delle piccole e medie imprese. Sebbene l’Unione Europea costituisca la principale area d’intervento della BEI, fin dagli anni 60 la Banca partecipa attivamente alle politiche di aiuto e cooperazione allo sviluppo condotte dall’Unione in circa 150 Paesi terzi. Nei paesi del Partenariato euromediterraneo, la BEI opera per il conseguimento degli obiettivi del “Processo di Barcellona” nella prospettiva di una zona di libero scambio tra i Paesi dell’area e l’Unione Europea. La Banca partecipa inoltre all’opera di solidarietà dell’Europa nei confronti dei Paesi d’Africa, dei Caraibi e del Pacifico e dà il suo apporto al Patto di stabilità per l’Europa sudorientale. Essa finanzia inoltre taluni tipi di progetti d’interesse reciproco per l’Unione e per i Paesi dell’America Latina e dell’Asia. L’attività di cooperazione segue i parametri fissati nei mandati pluriennali che le vengono conferiti dall’Unione. Attualmente la Banca opera in questi territori:
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Il Fondo Europeo per gli Investimenti (FEI) è una istituzione finanziaria creata nel 1994, il cui capitale è detenuto per il 60% dalla Banca Europea per gli Investimenti (BEI), e per il 30% dalla Commissione Europea, e per il restante 10% da circa venti banche ed istituzioni europee. Il Fondo è uno strumento specializzato, da un lato, nel finanziamento indiretto delle Piccole e Medie Imprese (PMI), tramite operazioni di capitale di rischio e di garanzia, sia negli Stati membri che nei paesi candidati all’adesione e, dall’altro, nel sostegno ad investimenti a medio-lungo termine concernenti grandi progetti infrastrutturali (reti transeuropee). Nel settore delle PMI, il Fondo emette garanzie a favore di intermediari finanziari su portafogli di finanziamenti; nell’ambito di questa attività il FEI è stato incaricato di attivare l’iniziativa “Crescita e ambiente”, a sostegno degli investimenti delle piccole e medie imprese nei settori dell’energia e dell’ambiente. Nel campo delle grandi infrastrutture le garanzie possono coprire finanziamenti di progetti nei settori dell’energia, dei trasporti e delle telecomunicazioni. Il meccanismo di credito del FEI può assumere due forme:
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In aggiunta alla garanzia e alla controgaranzia si può chiedere la cogaranzia ad un Confidi (o altro fondo di garanzia), concessa direttamente a favore dei soggetti finanziatori. La valutazione circa la concessione del finanziamento da parte della Banca o dell’Istituto di leasing viene fatta sempre tramite il criterio del “Merito Creditizio”, e consiste nel calcolo (scoring) dei principali indicatori economico-finanziari e del relativo scostamento dai valori ottimali, con il conseguente inserimento dell’impresa beneficiaria in una delle 3 fasce di valutazione. Se positiva, la Banca o l’Istituto di leasing invia telematicamente a Medio Credito Centrale S.p.A. (soggetto gestore del Fondo) la domanda su apposito modello. Tale istanza viene valutata dal Comitato competente e si concretizza con una delibera di concessione o rigetto. In caso di accoglimento la delibera reca l’importo del finanziamento assistito dalla garanzia pubblica e l’Equivalente Sovvenzione Lorda (pari a circa il 13,33%) della garanzia prestata (per il calcolo del rispetto del regime “de minimis”). La garanzia e la controgaranzia sono cumulabili con altri regimi di aiuto. Per il Microcredito (operazioni pari ad € 100.000,00, elevabili ad € 200.000,00 in alcuni casi), e per le cosiddette operazioni semplificate (per le PMI che hanno particolari requisiti), le Banche o gli Istituti di leasing possono attestare il ricorrere delle condizioni favorevoli all’accesso al Fondo, in luogo dello scoring. In questo caso le pratiche hanno priorità nell’istruttoria e nella delibera di concessione. Le procedure sono snelle, in genere occorrono circa 20 giorni per la risposta di MCC SpA. I costi sono rappresentati da una commissione una tantum che varia tra lo 0,125% e l’1% del finanziamento garantito dal Fondo. Per le PMI ubicate nelle aree 87.3.a), o aderenti a programmazione negoziata, o a prevalente partecipazione femminile, non sono previste commissioni.
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Industria 2015 è il disegno di legge sulla nuova politica industriale varato dal governo italiano il 22.09.2006, le cui previsioni sono state recepite dalla Legge Finanziaria 2007. Industria 2015 stabilisce le linee strategiche per lo sviluppo e la competitività del sistema produttivo italiano del futuro, fondato su:
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all’apparato produttivo da realizzarsi prevalentemente con incentivi automatici quali il credito di imposta per investimenti in ricerca e sviluppo. Le novità essenziali del PII sono:
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c) RETI DI IMPRESA Le Reti di Impresa rappresentano forme di coordinamento di natura contrattuale tra imprese, particolarmente destinate alle PMI che vogliono aumentare la loro massa critica e avere maggiore forza sul mercato senza doversi fondere o unirsi sotto il controllo di un unico soggetto. Industria 2015 prevede che il Governo, su proposta del Ministro allo Sviluppo Economico, insieme ai Ministri dell’Economia e della Giustizia, possa adottare decreti legislativi per:
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Il Programma “Consolidamento delle passività a breve” della Regione Abruzzo è stato approvato dalla Giunta Regionale con deliberazione n. 354 del 13.07.2009 (pubblicato sul BURA n. 42 del 14.08.2009), e prevede l’erogazione di contributi in conto interessi alle imprese ammesse, e rappresenta un importante strumento di finanziamento per le imprese in quanto consente di consolidare il debito bancario a breve termine (entro 1 anno) in un finanziamento a medio termine (a 5 anni). Le disposizioni operative del programma sono state approvate con determinazione direttoriale n. DI/ dell’8.10.2009 e pubblicate sul BURA n. 55 del 28.10.2009. I beneficiari di tale programma sono le PMI che hanno la sede legale ed almeno un’unità produttiva iscritta al R.E.A. nel territorio della Regione Abruzzo. I soggetti beneficiari possono esercitare qualsiasi attività economica ad eccezione di quelle nel seguito elencate (classificazione ATECO 2007): agricoltura (01); pesca (03.1); acquacoltura (03.2); industria carboniera (05.10.0, 05.20.0, 08.92.0). Inoltre, la normativa sul consolidamento non si applica: alle attività connesse all’esportazione, vale a dire gli aiuti direttamente connessi ai quantitativi esportati, alla costituzione e gestione di una rete di distribuzione o ad altre spese correnti connesse all’attività d’esportazione; agli aiuti condizionati all’impiego preferenziale di prodotti interni rispetto a quelli importati; agli aiuti destinati all’acquisto di veicoli per il trasporto di merci su strada da parte di imprese che effettuano trasporto di merci su strada per conto terzi. Sono escluse dalle agevolazioni le imprese in difficoltà o in stato di liquidazione volontaria. “Impresa in difficoltà”, ai sensi della normativa comunitaria, indica una PMI che si trova nelle seguenti condizioni: a) qualora, se si tratta di una società a responsabilità limitata, abbia perduto più della metà del capitale sottoscritto e la perdita di più di un quarto di detto capitale sia intervenuta nel corso degli ultimi dodici mesi, oppure b) qualora, se si tratta di una società in cui almeno alcuni soci abbiano la responsabilità illimitata per i debiti della società, abbia perduto più della metà del capitale, come indicato nei conti della società, e la perdita di più di un quarto di detto capitale sia intervenuta nel corso degli ultimi dodici mesi, oppure c) indipendentemente dal tipo di società, qualora ricorrano le condizioni previste dal diritto nazionale per l'apertura nei loro confronti di una procedura concorsuale per insolvenza. Una PMI costituitasi da meno di tre anni non è considerata un'impresa in difficoltà per il periodo interessato, a meno che essa non soddisfi le condizioni previste alla precedente lettera c). Sono escluse dalla concessione delle agevolazioni le imprese destinatarie di ordini di recupero pendenti a seguito di precedenti decisioni della Commissione Europea che dichiarano un aiuto illegale o incompatibile con il mercato comune. Sono inoltre escluse dal pagamento del contributo, le imprese per le quali detti ordini di recupero intervengano dopo la concessione delle agevolazioni. Sono altresì escluse dalle agevolazioni le imprese i cui titolari, legali rappresentanti o amministratori:
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Le richieste decadono d’ufficio qualora la documentazione prevista nel modulo di richiesta d’intervento, le rettifiche o integrazioni ovvero i dati o i chiarimenti pervengano al gestore oltre il termine di 20 giorni lavorativi bancari dalla data della richiesta del Gestore stesso. Le richieste di intervento, sono deliberate dalla Regione Abruzzo, nel rispetto dell’ordine cronologico di ricezione o di completamento, entro il termine di 40 giorni lavorativi bancari dalla data di ricezione della richiesta o di completamento della stessa. Il Gestore comunica in forma scritta ai soggetti richiedenti ed ai soggetti beneficiari l’ammissione all’intervento, ovvero i motivi che hanno indotto a ritenere inammissibile la richiesta entro il termine di 15 giorni lavorativi bancari dalla data della delibera del Comitato. Le richieste di erogazione devono essere inoltrate al Gestore dalla Banca finanziatrice. La richiesta di erogazione deve pervenire al Gestore entro il termine di 6 mesi dalla data della delibera di concessione dell’agevolazione, salvo proroga del termine di utilizzo. In caso contrario, l’agevolazione concessa decade d’ufficio. Il gestore, nel corso della verifica sulla richiesta di erogazione, può richiedere il completamento della documentazione prevista, ivi compresa la rettifica o integrazione di dichiarazioni erronee o incomplete, ovvero dati o chiarimenti necessari ai fini dell’erogazione del contributo. L’agevolazione concessa decade d’ufficio qualora la documentazione prevista nel modulo di richiesta di erogazione, le rettifiche o integrazioni ovvero i dati o i chiarimenti pervengano al gestore oltre il termine di 20 giorni lavorativi bancari dalla data della richiesta del gestore stesso. Il contributo è accreditato in unica soluzione al soggetto che ha presentato richiesta di erogazione, tenuto conto delle disponibilità di tesoreria. In nessun caso l’importo erogato potrà eccedere il contributo deliberato. Il contributo è bonificato all’impresa beneficiaria per il tramite del soggetto che ha richiesto l’erogazione, che provvede ad accreditarlo all’impresa stessa con valuta pari a quella applicata dal Gestore. Il soggetto richiedente è tenuto a comunicare tempestivamente al Gestore ogni variazione che comporti modifiche nella titolarità o proprietà dell’impresa beneficiaria, assoggettamento delle medesime a procedure di tipo concorsuale, procedimenti penali nei confronti dei titolari, soci nel caso di società di persone ovvero amministratori, nonché di ogni altro fatto ritenuto rilevante sull’andamento dell’impresa beneficiaria.
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Il Programma Operativo Regionale del Fondo Europeo di Sviluppo Regionale Abruzzo 2007 – 2013, comunemente noto come POR FESR Abruzzo 2007 – 2013, si propone l’obiettivo di agevolare lo sviluppo del territorio regionale attraverso la concessione di aiuti al sistema imprenditoriale e il finanziamento di infrastrutture nel campo dell’informatica, del risparmio energetico e dello sviluppo turistico. Tale programma, dopo una procedura di concertazione tra Regione Abruzzo e Commissione Europea, è stato approvato con Decisione C (2007) 3980 del 17 agosto 2007, e successivamente modificato con atto del 12.11.2009, la cui modifica più rilevante è stata la riprogrammazione delle risorse finanziarie disponibili per consentire l’inserimento dell’Asse VI a favore dell’area cratere (zone colpite dal terremoto del 6 aprile 2009). Attualmente la dotazione finanziaria dell’intero programma, che rientra nell’obbiettivo “Competitività regionale e occupazione”, ammonta complessivamente ad € 345.369.139,00 (di cui € 139.760.495,00 di quota comunitaria ed € 205.608.644,00 di quota nazionale). Il programma prevede delle priorità di intervento suddividendosi in sei assi, ognuno con una quota di risorse finanziarie assegnate, e precisamente: Asse I, R&ST, Innovazione e Competitività (€ 90.913.247,00) Asse II, Energia (€ 35.239.821,00) Asse III, Società dell’Informazione (€ 49.422.999,00) Asse IV, Sviluppo Territoriale (€ 72.783.523,00) Asse V, Assistenza Tecnica € (13.591.325,00) Asse VI, Recupero e rivitalizzazione economica e sociale del territorio colpito dal sisma (€ 83.418.224,00) ASSE I “R&ST, INNOVAZIONE E COMPETITIVITÀ” L’Asse I concorre al conseguimento dell’obiettivo generale del programma mediante il seguente obiettivo specifico declinato in più obiettivi operativi: OBIETTIVO SPECIFICO OBIETTIVO OPERATIVO Potenziamento del sistema regionale della R&ST e dell’innovazione
Accrescere l’attrattività del territorio e la competitività del sistema delle imprese abruzzesi attraverso lo sviluppo della R&ST e la promozione della innovazione e della imprenditorialità
Sostegno ai processi di innovazione, crescita e ricerca delle PMI
L’obiettivo specifico mira a favorire una maggiore competitività delle imprese sui mercati interni ed internazionali aumentando il contenuto tecnologico delle produzioni e promuovendo l’economia della conoscenza. Pertanto le attività da sviluppare, all’interno della strategia più ampia prevista dal Programma Regionale per l’Innovazione, dovranno agire lungo diverse direttrici. In primo luogo la Regione Abruzzo intende accrescere e qualificare l’offerta di innovazione del territorio, incentivando