Docsity
Docsity

Prepara i tuoi esami
Prepara i tuoi esami

Studia grazie alle numerose risorse presenti su Docsity


Ottieni i punti per scaricare
Ottieni i punti per scaricare

Guadagna punti aiutando altri studenti oppure acquistali con un piano Premium


Guide e consigli
Guide e consigli


Finanza Aziendale, dispensa - Introduzione alla finanza agevolata - Principi di redazione del Business Plan - 2010/2011, Dispense di Finanza Aziendale

Finanza Aziendale, dispensa - Introduzione alla finanza agevolata - Principi di redazione del Business Plan - 2010/2011<br />

Tipologia: Dispense

2010/2011

Caricato il 25/09/2011

ole50
ole50 🇮🇹

4.4

(20)

2 documenti

1 / 100

Toggle sidebar

Questa pagina non è visibile nell’anteprima

Non perderti parti importanti!

bg1
i
Università degli Studi “G. d’Annunzio” Chieti –Pescara
Facoltà di Economia
Corso di laurea in Economia e Amministrazione delle Imprese
Corso di Finanza Aziendale a.a. 2010/2011
Prof. Nicola Basilico
Dispensa:
- “Introduzione alla finanza agevolata”, N. Basilico (2010)
- “Principi di Redazione del Business Plan”, Consiglio Nazionale
Dottori Commercialisti (2003)
Pescara, settembre 2010 – uso interno
P.S.: la presente dispensa è rivolta agli studenti del CLEAI che
devono ancora sostenere l’esame di Finanza Aziendale nuovo
ordinamento da 6 CFU.
pf3
pf4
pf5
pf8
pf9
pfa
pfd
pfe
pff
pf12
pf13
pf14
pf15
pf16
pf17
pf18
pf19
pf1a
pf1b
pf1c
pf1d
pf1e
pf1f
pf20
pf21
pf22
pf23
pf24
pf25
pf26
pf27
pf28
pf29
pf2a
pf2b
pf2c
pf2d
pf2e
pf2f
pf30
pf31
pf32
pf33
pf34
pf35
pf36
pf37
pf38
pf39
pf3a
pf3b
pf3c
pf3d
pf3e
pf3f
pf40
pf41
pf42
pf43
pf44
pf45
pf46
pf47
pf48
pf49
pf4a
pf4b
pf4c
pf4d
pf4e
pf4f
pf50
pf51
pf52
pf53
pf54
pf55
pf56
pf57
pf58
pf59
pf5a
pf5b
pf5c
pf5d
pf5e
pf5f
pf60
pf61
pf62
pf63
pf64

Anteprima parziale del testo

Scarica Finanza Aziendale, dispensa - Introduzione alla finanza agevolata - Principi di redazione del Business Plan - 2010/2011 e più Dispense in PDF di Finanza Aziendale solo su Docsity!

i

Università degli Studi “G. d’Annunzio” Chieti –Pescara

Facoltà di Economia

Corso di laurea in Economia e Amministrazione delle Imprese

Corso di Finanza Aziendale a.a. 2010/

Prof. Nicola Basilico

Dispensa:

- “Introduzione alla finanza agevolata”, N. Basilico (2010)

- “Principi di Redazione del Business Plan”, Consiglio Nazionale

Dottori Commercialisti (2003)

Pescara, settembre 2010 – uso interno

P.S.: la presente dispensa è rivolta agli studenti del CLEAI che

devono ancora sostenere l’esame di Finanza Aziendale nuovo

ordinamento da 6 CFU.

ii

INTRODUZIONE ALLA FINANZA AGEVOLATA

Nel corso del tempo la pubblica amministrazione, rappresentata essenzialmente dall’Unione Europea, dallo Stato e dalle Regioni, per superare gli squilibri territoriali e promuovere lo sviluppo socio- economico delle aree meno sviluppate, ha attuato molti e differenti programmi agevolativi a favore delle imprese, che si sono tradotti principalmente in interventi sotto forma di contributi in c/capitale, c/gestione, c/interessi, crediti d’imposta e garanzie varie per l’ottenimento di prestiti. La finanza agevolata, quindi, rappresenta una importante fonte di finanziamento aziendale, che può affiancarsi alle tradizionali fonti finanziarie di capitale, sia a titolo di rischio che di debito presenti sul mercato, contribuendo, spesso in modo determinante, alla crescita quali-quantitativa del tessuto produttivo. Tale crescita, soprattutto negli ultimi tempi, in un mondo dove la globalizzazione assume sempre più carattere imprescindibile e forti connotati caratterizzanti, obbliga le imprese a confrontarsi con mercati sempre più ampi ed aperti, con concorrenti sempre più competitivi che utilizzano tecnologie sempre più innovative: le imprese, soprattutto di piccola e media dimensione, per poter affrontare meglio tali sfide a livello mondiale, possono fare leva sull’utilizzo dei vari strumenti di sostegno finanziario messi a disposizione dalla pubblica amministrazione. Nei periodi di crisi economico-finanziaria poi, soprattutto riferita a quella globale attuale che vede maggiori difficoltà di accesso al credito, iniziata nel 2008 e ad oggi non ancora superata, la finanza agevolata può rappresentare un fattore decisivo sulla possibilità di realizzare concreti piani di investimento da parte delle imprese, soprattutto di piccola e media dimensione. Nel numeroso e qualificato panorama agevolativo attuale, ai fini della redazione della presente dispensa, sono stati scelti, e riportati in forma sintetica, i seguenti argomenti:

  1. La Banca Europea per gli Investimenti;
  2. Il Fondo Europeo per gli Investimenti;
  3. Fondo Centrale di Garanzia;
  4. Il Piano Industria 2015: a) il nuovo regime di aiuti alla R&S e innovazione; b) i Programmi di Innovazione Industriale; c) le Reti di Impresa; d) il Fondo per la Finanza d’Impresa;
  5. il Programma “Consolidamento delle passività a breve” della Regione Abruzzo;
  6. il POR FESR ABRUZZO 2007-2013; 6.a) il caso concreto di studio del POR FESR Abruzzo 2007-2013: il bando relativo all’Attività I.2. “Sostegno a programmi di investimento delle PMI per progetti di innovazione tecnologica, di processo e della riorganizzazione dei servizi”.

iv

  1. prestiti individuali: negoziati tra la BEI, il promotore e gli eventuali intermediari finanziari o garanti coinvolti, sono concessi per progetti di una certa dimensione (costo dell’investimento superiore ai 25 milioni di Euro). La Banca seleziona i progetti sulla base di una valutazione delle loro specifiche caratteristiche. L’istruttoria dei progetti, condotta in stretta cooperazione con i promotori, mira ad accertare:
  • la conformità del progetto con gli obiettivi di intervento della Banca;
  • la sua viabilità tecnica, economica e finanziaria, nonché il suo impatto ambientale;
  • la situazione finanziaria del promotore, il piano di finanziamento del progetto;
  • le garanzie previste. Le domande di prestito individuale possono essere indirizzate direttamente alla Banca senza formalità particolari.
  1. prestiti globali: per ragioni di efficienza operativa, la BEI finanzia le piccole e medie imprese o progetti di infrastruttura di un costo inferiore a 25 milioni di Euro indirettamente e in collaborazione con il settore bancario, attraverso i prestiti globali. I prestiti globali sono delle linee di credito a medio lungo termine accordate a banche e intermediari finanziari operanti a livello nazionale e regionale, che a loro volta erogano i fondi ottenuti dalla BEI a favore di investimenti conformi ai criteri della Banca. Caratteristiche salienti dei mutui accordati sui prestiti globali:
  • importo di ciascun mutuo compreso fra i 20.000 e i 12,5 milioni di Euro, per un costo del progetto compreso tra i 40.000 e 25 milioni di Euro;
  • beneficiari: per progetti nei settori dell’industria e dei servizi, imprese con meno di 500 addetti, con immobilizzazioni fisse nette inferiori a 75 milioni di Euro, e che non abbiano più di un terzo del capitale detenuto da una impresa di grande dimensioni. Per le infrastrutture, possibili beneficiari sono le Amministrazioni e gli enti Locali;
  • priorità alle imprese con meno di 100 dipendenti;
  • priorità per progetti di infrastruttura che contribuiscano alla protezione dell’ambiente. In accordo con “i criteri definiti dalla BEI”, l’istituto intermediario del prestito globale valuta i progetti, concede i mutui e si fa carico della loro gestione. Il trattato non ha però lasciato la BEI libera di stabilire da sola i criteri per determinare, se un progetto di investimenti può essere considerato di interesse comunitario e, in generale, se può beneficiare di un suo finanziamento. Essa è un organismo specializzato, poiché non ha competenza generale, ma deve subordinare la sua attività a determinate norme di comportamento, tra le quali assumono particolare rilevanza quelle previste per la selezione dei progetti da finanziare (cosiddetti “criteri di eleggibilità”). Per ottenere i finanziamenti BEI su prestiti globali ci si può indirizzare direttamente agli istituti intermediari.

v

Il finanziamento della BEI è di norma una operazione a medio-lungo termine che copre generalmente, fino al 50% della spesa per investimenti. I tassi di interessi, possono essere fissi o variabili, e riflettono i costi della raccolta della BEI sul mercato dei capitali. Tenuto conto della sua qualità di emittente AAA e della sua natura di istituzione senza fine di lucro, i tassi sono particolarmente interessanti per gli operatori. Nel caso di prestiti globali, occorre poi aggiungere ai tassi BEI un margine applicato dagli istituti locali intermediari (spread) e che, in base al rischio, oscilla generalmente tra lo 0,50 ed il 2%. Ai finanziamenti della BEI per lo sviluppo regionale sono spesso abbinate le sovvenzioni dei fondi strutturali e del Fondo di Coesione dell’Unione Europea. Per garantire la complementarità dei finanziamenti e delle sovvenzioni, la BEI opera in stretta collaborazione con la Commissione ed è chiamata a partecipare all’elaborazione e all’attuazione di programmi di sostegno strutturale. L’Unione Europea è impegnata in una strategia di rafforzamento delle economie degli Stati membri, della loro competitività e della loro capacità di creare nuovi posti di lavoro. La BEI in questo contesto ha aumentato i finanziamenti destinati alle reti transeuropee nei settori dei trasporti, delle telecomunicazioni e dell’energia. Essa ha creato inoltre uno “Sportello speciale” che permette di accordare finanziamenti su misura per le reti transeuropee prioritarie approvate dal Consiglio europeo di Essen nel dicembre 1994; in particolare, questo “Sportello” comporta delle misure volte ad adattare le condizioni dei finanziamenti alle esigenze specifiche dei progetti, che sono generalmente di grandi dimensioni e richiedono lunghi periodi di costruzione. La BEI, insieme alla Commissione europea e al settore bancario, ha poi istituito il Fondo Europeo per gli Investimenti (FEI), che accorda garanzie a favore delle reti transeuropee e delle piccole e medie imprese. Sebbene l’Unione Europea costituisca la principale area d’intervento della BEI, fin dagli anni 60 la Banca partecipa attivamente alle politiche di aiuto e cooperazione allo sviluppo condotte dall’Unione in circa 150 Paesi terzi. Nei paesi del Partenariato euromediterraneo, la BEI opera per il conseguimento degli obiettivi del “Processo di Barcellona” nella prospettiva di una zona di libero scambio tra i Paesi dell’area e l’Unione Europea. La Banca partecipa inoltre all’opera di solidarietà dell’Europa nei confronti dei Paesi d’Africa, dei Caraibi e del Pacifico e dà il suo apporto al Patto di stabilità per l’Europa sudorientale. Essa finanzia inoltre taluni tipi di progetti d’interesse reciproco per l’Unione e per i Paesi dell’America Latina e dell’Asia. L’attività di cooperazione segue i parametri fissati nei mandati pluriennali che le vengono conferiti dall’Unione. Attualmente la Banca opera in questi territori:

  • a sostegno di progetti di sviluppo economico nei paesi dell’Europa centrale ed orientale che preparano la loro adesione all’Unione Europea;

vii

2) IL FONDO EUROPEO PER GLI INVESTIMENTI (FEI)

Il Fondo Europeo per gli Investimenti (FEI) è una istituzione finanziaria creata nel 1994, il cui capitale è detenuto per il 60% dalla Banca Europea per gli Investimenti (BEI), e per il 30% dalla Commissione Europea, e per il restante 10% da circa venti banche ed istituzioni europee. Il Fondo è uno strumento specializzato, da un lato, nel finanziamento indiretto delle Piccole e Medie Imprese (PMI), tramite operazioni di capitale di rischio e di garanzia, sia negli Stati membri che nei paesi candidati all’adesione e, dall’altro, nel sostegno ad investimenti a medio-lungo termine concernenti grandi progetti infrastrutturali (reti transeuropee). Nel settore delle PMI, il Fondo emette garanzie a favore di intermediari finanziari su portafogli di finanziamenti; nell’ambito di questa attività il FEI è stato incaricato di attivare l’iniziativa “Crescita e ambiente”, a sostegno degli investimenti delle piccole e medie imprese nei settori dell’energia e dell’ambiente. Nel campo delle grandi infrastrutture le garanzie possono coprire finanziamenti di progetti nei settori dell’energia, dei trasporti e delle telecomunicazioni. Il meccanismo di credito del FEI può assumere due forme:

  • concessione da parte del FEI di una garanzia a fronte di un prestito globale “classico”:
  • concessione, ad un istituto finanziario, di una garanzia sul portafoglio prestiti alle PMI o di un contributo alla copertura della linea di credito concessa alle PMI. La missione del Fondo è di contribuire alle finalità degli obiettivi comunitari; esso opera secondo criteri economici e sceglie in autonomia le operazioni da finanziare. Il suo ruolo principale è di promuovere la crescita, l’occupazione, l’economia fondata sulla conoscenza, lo spirito di iniziativa, l’innovazione e lo sviluppo regionale. Dal vertice di Lisbona (marzo 2000) è intervenuta una riforma del FEI che ha trasferito dalla BEI a questo organismo tutte le operazioni su capitale di rischio a favore dell’innovazione e delle nuove tecnologie. Di conseguenza, il FEI è ora in grado di accentrare tutte le attività di venture capital da svolgere negli stati membri a sostegno della realizzazione degli obiettivi comunitari. Il FEI non effettua investimenti diretti alle imprese, ma opera come “fondo dei fondi” finanziando altre realtà create appositamente per effettuare operazioni su capitale di rischio, finalizzate ad aiutare le PMI ad incrementare i fondi propri. I destinatari prioritari dei suoi investimenti sono:
  • le imprese innovative ad alto contenuto tecnologico e con elevati ritmi di crescita, che presentano una forte potenzialità di creazione di posti di lavoro e contribuiscono ad ammodernare l’economia (in particolare le imprese che operano nei settori della biotecnologia, della convergenza dei sistemi di comunicazione via internet, cablati o wireless, dell’industria dei contenuti multimediali, dell’audiovisivo);
  • i fondi regionali di capitale di rischio che contribuiscono a creare un mercato europeo più omogeneo;

viii

  • i fondi paneuropei di capitale di rischio, in particolare quelli che fanno progredire le iniziative nazionali e favoriscono il trasferimento di know how e la diffusione della miglior prassi su tutto il territorio dell’ Unione;
  • i fondi tecnologici strettamente legati ai centri di ricerca universitari,
  • gli interventi a beneficio dei Paesi della coesione e dei Paesi candidati. Oltre a poter contare su stanziamenti consistenti della BEI, il FEI provvede alla gestione di capitali per conto dell’Unione Europea. Gli interventi gestiti con risorse di altri soggetti si attuano nell’ambito:
  • del programma European Technology Facility (ETF), diretto a finanziare la creazione e lo sviluppo di imprese ad elevato contenuto tecnologico;
  • della European Technology Facility Start-up, diretta a finanziare la fase di avvio dell’attività di piccole e medie imprese attraverso interventi di seed capital ed early stage financing, e che evidenzia, dunque, un profilo di rischio superiore rispetto a quello delle altre operazioni del Fondo. La prevalenza attribuita alla struttura del finanziamento attraverso lo strumento del Fondo dei fondi esplicita la duplice finalità perseguita dal Consiglio Europeo: la prima, di natura quantitativa, è quella di accrescere lo stock di capitale di rischio a disposizione dell’industria europea per stimolare l’innovazione tecnologica; la seconda, che potremmo definire una finalità indiretta, è quella di stimolare la crescita di nuove professionalità, nella specie operatori finanziari nell’innovazione.

x

In aggiunta alla garanzia e alla controgaranzia si può chiedere la cogaranzia ad un Confidi (o altro fondo di garanzia), concessa direttamente a favore dei soggetti finanziatori. La valutazione circa la concessione del finanziamento da parte della Banca o dell’Istituto di leasing viene fatta sempre tramite il criterio del “Merito Creditizio”, e consiste nel calcolo (scoring) dei principali indicatori economico-finanziari e del relativo scostamento dai valori ottimali, con il conseguente inserimento dell’impresa beneficiaria in una delle 3 fasce di valutazione. Se positiva, la Banca o l’Istituto di leasing invia telematicamente a Medio Credito Centrale S.p.A. (soggetto gestore del Fondo) la domanda su apposito modello. Tale istanza viene valutata dal Comitato competente e si concretizza con una delibera di concessione o rigetto. In caso di accoglimento la delibera reca l’importo del finanziamento assistito dalla garanzia pubblica e l’Equivalente Sovvenzione Lorda (pari a circa il 13,33%) della garanzia prestata (per il calcolo del rispetto del regime “de minimis”). La garanzia e la controgaranzia sono cumulabili con altri regimi di aiuto. Per il Microcredito (operazioni pari ad € 100.000,00, elevabili ad € 200.000,00 in alcuni casi), e per le cosiddette operazioni semplificate (per le PMI che hanno particolari requisiti), le Banche o gli Istituti di leasing possono attestare il ricorrere delle condizioni favorevoli all’accesso al Fondo, in luogo dello scoring. In questo caso le pratiche hanno priorità nell’istruttoria e nella delibera di concessione. Le procedure sono snelle, in genere occorrono circa 20 giorni per la risposta di MCC SpA. I costi sono rappresentati da una commissione una tantum che varia tra lo 0,125% e l’1% del finanziamento garantito dal Fondo. Per le PMI ubicate nelle aree 87.3.a), o aderenti a programmazione negoziata, o a prevalente partecipazione femminile, non sono previste commissioni.

xi

4) IL PIANO INDUSTRIA 2015

Industria 2015 è il disegno di legge sulla nuova politica industriale varato dal governo italiano il 22.09.2006, le cui previsioni sono state recepite dalla Legge Finanziaria 2007. Industria 2015 stabilisce le linee strategiche per lo sviluppo e la competitività del sistema produttivo italiano del futuro, fondato su:

  • un concetto di industria esteso alle nuove filiere produttive che integrano manifattura, servizi avanzati e nuove tecnologie;
  • un’analisi degli scenari economico-produttivi futuri che attendono il nostro Paese in una prospettiva di medio-lungo periodo (il 2015). La strategia del Governo individua nelle reti di impresa, nella finanza innovativa e soprattutto nei Progetti di Innovazione Industriale, i nuovi strumenti per garantire il riposizionamento strategico del sistema industriale italiano nell’ambito dell’economia mondiale, globalizzata e fortemente competitiva. Si tratta di una strategia che mira ad individuare i driver fondamentali del cambiamento in un’ottica di innovazione e ad orientare conseguentemente le scelte di politica economica. L’attuazione della strategia fa leva sulla capacità di orientare il sistema produttivo verso assetti compatibili con l’evoluzione degli scenari competitivi. Questa capacità di orientamento si esplica da un lato nell’individuazione di aree tecnologiche produttive e di specifici obiettivi di innovazione industriale da realizzare; dall’altro nella mobilitazione intorno a tali obiettivi delle amministrazioni centrali e locali, del mondo imprenditoriale, delle università, degli enti di ricerca e del sistema finanziario.

xiii

all’apparato produttivo da realizzarsi prevalentemente con incentivi automatici quali il credito di imposta per investimenti in ricerca e sviluppo. Le novità essenziali del PII sono:

  • Designazione di un Responsabile (Project Manager) per ogni Progetto Industriale: il Project Manager, in possesso di comprovate competenze nel settore strategico di riferimento, avvalendosi nella sua azione del supporto di strutture specializzate, interne ed esterne alla pubblica amministrazione, definisce le modalità e i criteri per individuare enti, imprese ed associazioni da coinvolgere nel progetto, identifica i meccanismi di sostegno alla realizzazione del progetto e ogni altra misura di regolamentazione e di contesto utile per l’attuazione degli interventi e, infine, determina i tempi di realizzazione del progetto.
  • Mobilitazione di una pluralità di attori per il raggiungimento degli obiettivi tecnologico- produttivi: attraverso specifici inviti presentati dal Responsabile di PII, diversi soggetti sono chiamati a partecipare ai singoli PII (imprese, enti di ricerca, università, soggetti finanziari). Le Amministrazioni pubbliche nazionali e locali possono prevedere strumenti di affiancamento a quelli già previsti per i PII. Di particolare rilievo il raccordo tra MISE, MIUR e MIIPA, che sotto l’aspetto finanziario si manifesta in uno stretto coordinamento tra i fondi per la ricerca e i fondi per lo sviluppo gestiti dai singoli ministeri.
  • Ridisegno degli strumenti di incentivazione per le imprese che partecipano ai PII: l’intervento pubblico per il sostegno finanziario dei PII supera la tradizionale corrispondenza tra singolo incentivo e attività finanziabile e mira a confezionare dei pacchetti di agevolazioni tagliati su misura rispetto alle finalità da perseguire e alle specificità delle iniziative da realizzare. Il pacchetto di agevolazioni, in particolare gli strumenti che lo compongono e l’intensità dell’aiuto, viene definito sulla base di una negoziazione con i soggetti coinvolti nei progetti, e modulato sulle caratteristiche progettuali, tecniche e produttive delle iniziative, anche tenendo conto dell’impegno finanziario delle imprese interessate e del possibile apporto di capitali privati.
  • Possibilità di attivare il partenariato pubblico-privato: queste forme di cooperazione tra autorità pubbliche ed operatori economici privati, che si vanno ad aggiungere alle tradizionali forme d’incentivo alle imprese, possono rappresentare modalità particolarmente efficienti per finanziare, realizzare o sfruttare un’infrastruttura materiale o immateriale, o la fornitura di un servizio nell’ambito della realizzazione di azioni o parti di azioni previste nei PII.

xiv

c) RETI DI IMPRESA Le Reti di Impresa rappresentano forme di coordinamento di natura contrattuale tra imprese, particolarmente destinate alle PMI che vogliono aumentare la loro massa critica e avere maggiore forza sul mercato senza doversi fondere o unirsi sotto il controllo di un unico soggetto. Industria 2015 prevede che il Governo, su proposta del Ministro allo Sviluppo Economico, insieme ai Ministri dell’Economia e della Giustizia, possa adottare decreti legislativi per:

  • definire le forme di coordinamento stabile di natura contrattuale tra imprese (che abbiano centri di imputazione soggettiva distinti) idonee a costruire una rete di imprese in forma di gruppo paritetico o gerarchico;
  • definire i requisiti di stabilità, coordinamento e direzione necessari a riconoscere la rete di imprese;
  • definire gli effetti giuridici della rete di imprese anche con riguardo alle conseguenze di natura contabile e impositiva, eventualmente coordinando e modificando le normative vigenti in materia di gruppi e consorzi di imprese;
  • con riferimento alle reti che comprendono imprese con sede legale in diversi paesi, prevedere una disciplina delle reti transnazionali, eventualmente distinguendo tra reti europee e reti internazionali;
  • prevedere che ai contratti possano aderire anche imprese sociali ed enti senza scopo di lucro che non esercitino attività d’impresa.

xvi

5) IL PROGRAMMA “CONSOLIDAMENTO DELLE PASSIVITÀ A BREVE” DELLA

REGIONE ABRUZZO

Il Programma “Consolidamento delle passività a breve” della Regione Abruzzo è stato approvato dalla Giunta Regionale con deliberazione n. 354 del 13.07.2009 (pubblicato sul BURA n. 42 del 14.08.2009), e prevede l’erogazione di contributi in conto interessi alle imprese ammesse, e rappresenta un importante strumento di finanziamento per le imprese in quanto consente di consolidare il debito bancario a breve termine (entro 1 anno) in un finanziamento a medio termine (a 5 anni). Le disposizioni operative del programma sono state approvate con determinazione direttoriale n. DI/ dell’8.10.2009 e pubblicate sul BURA n. 55 del 28.10.2009. I beneficiari di tale programma sono le PMI che hanno la sede legale ed almeno un’unità produttiva iscritta al R.E.A. nel territorio della Regione Abruzzo. I soggetti beneficiari possono esercitare qualsiasi attività economica ad eccezione di quelle nel seguito elencate (classificazione ATECO 2007): agricoltura (01); pesca (03.1); acquacoltura (03.2); industria carboniera (05.10.0, 05.20.0, 08.92.0). Inoltre, la normativa sul consolidamento non si applica: alle attività connesse all’esportazione, vale a dire gli aiuti direttamente connessi ai quantitativi esportati, alla costituzione e gestione di una rete di distribuzione o ad altre spese correnti connesse all’attività d’esportazione; agli aiuti condizionati all’impiego preferenziale di prodotti interni rispetto a quelli importati; agli aiuti destinati all’acquisto di veicoli per il trasporto di merci su strada da parte di imprese che effettuano trasporto di merci su strada per conto terzi. Sono escluse dalle agevolazioni le imprese in difficoltà o in stato di liquidazione volontaria. “Impresa in difficoltà”, ai sensi della normativa comunitaria, indica una PMI che si trova nelle seguenti condizioni: a) qualora, se si tratta di una società a responsabilità limitata, abbia perduto più della metà del capitale sottoscritto e la perdita di più di un quarto di detto capitale sia intervenuta nel corso degli ultimi dodici mesi, oppure b) qualora, se si tratta di una società in cui almeno alcuni soci abbiano la responsabilità illimitata per i debiti della società, abbia perduto più della metà del capitale, come indicato nei conti della società, e la perdita di più di un quarto di detto capitale sia intervenuta nel corso degli ultimi dodici mesi, oppure c) indipendentemente dal tipo di società, qualora ricorrano le condizioni previste dal diritto nazionale per l'apertura nei loro confronti di una procedura concorsuale per insolvenza. Una PMI costituitasi da meno di tre anni non è considerata un'impresa in difficoltà per il periodo interessato, a meno che essa non soddisfi le condizioni previste alla precedente lettera c). Sono escluse dalla concessione delle agevolazioni le imprese destinatarie di ordini di recupero pendenti a seguito di precedenti decisioni della Commissione Europea che dichiarano un aiuto illegale o incompatibile con il mercato comune. Sono inoltre escluse dal pagamento del contributo, le imprese per le quali detti ordini di recupero intervengano dopo la concessione delle agevolazioni. Sono altresì escluse dalle agevolazioni le imprese i cui titolari, legali rappresentanti o amministratori:

xvii

  • abbiano in corso procedimenti per l'applicazione di una delle misure di prevenzione di cui all'articolo 3 della legge 27 dicembre 1956, n. 1423 (misure di prevenzione nei confronti delle persone pericolose per la sicurezza e per la pubblica moralità) o di una delle cause ostative previste dall’articolo 10 della legge 31 maggio 1965, n. 575 (antimafia);
  • siano destinatari di sentenza di condanna passata in giudicato, o di decreto penale di condanna divenuto irrevocabile, oppure di sentenza di applicazione della pena su richiesta, ai sensi dell'articolo 444 del codice di procedura penale, per reati gravi in danno dello Stato o della Comunità che incidono sulla moralità professionale, ovvero di condanna, con sentenza passata in giudicato, per uno o più reati di partecipazione a un’organizzazione criminale, corruzione, frode, riciclaggio;
  • siano destinatari di provvedimenti che comportano l'applicazione di misure di sicurezza e di misure di prevenzione, di decisioni civili e di provvedimenti amministrativi iscritti nel casellario giudiziale ai sensi della vigente normativa Sono escluse, inoltre, le imprese destinatarie di provvedimenti giudiziari applicativi della sanzione amministrativa interdittiva di cui all’art. 9, comma 2 del d.lgs. 8.6.2001, n. 231 o di altra sanzione che comporta il divieto di contrarre con la pubblica amministrazione. I finanziamenti, di durata massima non superiore a 5 anni comprensivi di 1 anno di preammortamento, sono concessi dalle Banche alle PMI, e sono destinati ad operazioni di consolidamento a medio termine di “passività a breve a titolo oneroso”, intese come debiti verso banche entro l’esercizio (art. 2424 cod. civ., Passivo D) 4) (a titolo esemplificativo non esaustivo, sono considerate passività a breve: operazioni autoliquidanti (ad esempio anticipo fatture), prestiti con scadenza entro 12 mesi, prestiti con scadenza a revoca (ad esempio scoperti di c/c). Sono, altresì, agevolabili i piani di rientro, scadenti entro l’esercizio, inerenti a debiti incagliati ed in sofferenza presso il sistema bancario. I finanziamenti devono essere erogati alle imprese in un’unica soluzione. L’importo del finanziamento concesso dalla Banca è determinato quale minor valore tra:
  • l’ammontare delle “passività a breve a titolo oneroso” in essere alla data di presentazione della domanda di finanziamento alla Banca;
  • la media fra l’ammontare delle “passività a breve a titolo oneroso” desunte dall’ultimo bilancio approvato e le risultanze delle relative scritture contabili aggiornate all’ultimo giorno solare del mese precedente la data di presentazione della domanda. L’importo del consolidamento, sul quale viene riconosciuto il contributo, in favore del singolo beneficiario, non potrà eccedere € 250.000,00. Il finanziamento può essere garantito, ai sensi del Decreto del Ministro delle Attività Produttive del 18 aprile 2005, pubblicato nella G.U. n. 238 del 12 ottobre 2005 attraverso il Fondo di Garanzia per le piccole e medie imprese di cui alla legge 662/96 art. 2 comma 100 lettera a), ovvero mediante il ricorso alla garanzia dei Confidi.

xix

Le richieste decadono d’ufficio qualora la documentazione prevista nel modulo di richiesta d’intervento, le rettifiche o integrazioni ovvero i dati o i chiarimenti pervengano al gestore oltre il termine di 20 giorni lavorativi bancari dalla data della richiesta del Gestore stesso. Le richieste di intervento, sono deliberate dalla Regione Abruzzo, nel rispetto dell’ordine cronologico di ricezione o di completamento, entro il termine di 40 giorni lavorativi bancari dalla data di ricezione della richiesta o di completamento della stessa. Il Gestore comunica in forma scritta ai soggetti richiedenti ed ai soggetti beneficiari l’ammissione all’intervento, ovvero i motivi che hanno indotto a ritenere inammissibile la richiesta entro il termine di 15 giorni lavorativi bancari dalla data della delibera del Comitato. Le richieste di erogazione devono essere inoltrate al Gestore dalla Banca finanziatrice. La richiesta di erogazione deve pervenire al Gestore entro il termine di 6 mesi dalla data della delibera di concessione dell’agevolazione, salvo proroga del termine di utilizzo. In caso contrario, l’agevolazione concessa decade d’ufficio. Il gestore, nel corso della verifica sulla richiesta di erogazione, può richiedere il completamento della documentazione prevista, ivi compresa la rettifica o integrazione di dichiarazioni erronee o incomplete, ovvero dati o chiarimenti necessari ai fini dell’erogazione del contributo. L’agevolazione concessa decade d’ufficio qualora la documentazione prevista nel modulo di richiesta di erogazione, le rettifiche o integrazioni ovvero i dati o i chiarimenti pervengano al gestore oltre il termine di 20 giorni lavorativi bancari dalla data della richiesta del gestore stesso. Il contributo è accreditato in unica soluzione al soggetto che ha presentato richiesta di erogazione, tenuto conto delle disponibilità di tesoreria. In nessun caso l’importo erogato potrà eccedere il contributo deliberato. Il contributo è bonificato all’impresa beneficiaria per il tramite del soggetto che ha richiesto l’erogazione, che provvede ad accreditarlo all’impresa stessa con valuta pari a quella applicata dal Gestore. Il soggetto richiedente è tenuto a comunicare tempestivamente al Gestore ogni variazione che comporti modifiche nella titolarità o proprietà dell’impresa beneficiaria, assoggettamento delle medesime a procedure di tipo concorsuale, procedimenti penali nei confronti dei titolari, soci nel caso di società di persone ovvero amministratori, nonché di ogni altro fatto ritenuto rilevante sull’andamento dell’impresa beneficiaria.

xx

6) Il POR FESR ABRUZZO 2007 - 2013

Il Programma Operativo Regionale del Fondo Europeo di Sviluppo Regionale Abruzzo 2007 – 2013, comunemente noto come POR FESR Abruzzo 2007 – 2013, si propone l’obiettivo di agevolare lo sviluppo del territorio regionale attraverso la concessione di aiuti al sistema imprenditoriale e il finanziamento di infrastrutture nel campo dell’informatica, del risparmio energetico e dello sviluppo turistico. Tale programma, dopo una procedura di concertazione tra Regione Abruzzo e Commissione Europea, è stato approvato con Decisione C (2007) 3980 del 17 agosto 2007, e successivamente modificato con atto del 12.11.2009, la cui modifica più rilevante è stata la riprogrammazione delle risorse finanziarie disponibili per consentire l’inserimento dell’Asse VI a favore dell’area cratere (zone colpite dal terremoto del 6 aprile 2009). Attualmente la dotazione finanziaria dell’intero programma, che rientra nell’obbiettivo “Competitività regionale e occupazione”, ammonta complessivamente ad € 345.369.139,00 (di cui € 139.760.495,00 di quota comunitaria ed € 205.608.644,00 di quota nazionale). Il programma prevede delle priorità di intervento suddividendosi in sei assi, ognuno con una quota di risorse finanziarie assegnate, e precisamente: Asse I, R&ST, Innovazione e Competitività (€ 90.913.247,00) Asse II, Energia (€ 35.239.821,00) Asse III, Società dell’Informazione (€ 49.422.999,00) Asse IV, Sviluppo Territoriale (€ 72.783.523,00) Asse V, Assistenza Tecnica € (13.591.325,00) Asse VI, Recupero e rivitalizzazione economica e sociale del territorio colpito dal sisma (€ 83.418.224,00) ASSE I “R&ST, INNOVAZIONE E COMPETITIVITÀ” L’Asse I concorre al conseguimento dell’obiettivo generale del programma mediante il seguente obiettivo specifico declinato in più obiettivi operativi: OBIETTIVO SPECIFICO OBIETTIVO OPERATIVO Potenziamento del sistema regionale della R&ST e dell’innovazione

Accrescere l’attrattività del territorio e la competitività del sistema delle imprese abruzzesi attraverso lo sviluppo della R&ST e la promozione della innovazione e della imprenditorialità

Sostegno ai processi di innovazione, crescita e ricerca delle PMI

L’obiettivo specifico mira a favorire una maggiore competitività delle imprese sui mercati interni ed internazionali aumentando il contenuto tecnologico delle produzioni e promuovendo l’economia della conoscenza. Pertanto le attività da sviluppare, all’interno della strategia più ampia prevista dal Programma Regionale per l’Innovazione, dovranno agire lungo diverse direttrici. In primo luogo la Regione Abruzzo intende accrescere e qualificare l’offerta di innovazione del territorio, incentivando