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Introduzione all'informatica: Codifica, Linguaggi e Sistemi, Sintesi del corso di Elementi di Informatica

basi di informatica sintetizzate

Tipologia: Sintesi del corso

2016/2017

Caricato il 21/11/2017

sara-casamatti
sara-casamatti 🇮🇹

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IL LINGUAGGIO DEGI INSIEMI
Un insieme I={ a, b, c } è composto da tre elementi, quando uno o più elementi
appartengono ad I si indica con: a Є I (appartiene) a Є/ I (non appartiene).
Un insieme I={ a, b, c, d,…, z} è un insieme di elementi con lunghezza che varia da
21 a 26 elementi a seconda del contesto.
Se I = Ø l’insieme è vuoto.
Gli insiemi possono avere dei sottoinsiemi, solo se tutti gli elementi di S
appartengono anche a I allora si può dire che S è sottoinsieme di I: S c I
ALFABETO E LINGUAGGIO
L’alfabeto è un insieme non vuoto e finito di elementi che viene indicato con A.
A= {a, b, c,…, z} A={0, 1}
L’insieme delle sequenze che si possono generare con i simboli di A sono dette A* o
stringhe. Non vi è una lunghezza predefinita per le stringhe, la striga vuota è indicata
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con: Є A*.
Invece il linguaggio L di A è sottoinsieme di A*. Il linguaggio può essere scritto in
modo estensionale, cioè elencando tutti gli elementi se il linguaggio è finito: A={0,1}
L={0, 00, 01, 10, 11}.
Oppure in modo intensionale, secondo regole di appartenenza e prendono il nome di
grammatica: A={0, 1} L={S Є A* tale che S ha esattamente 3 simboli}.
Data una stringa S che appartiene a L possiamo definire la lunghezza della stringa |S|,
ad esempio |S|=|abc|=3.
Le stringhe possono essere concatenate, per concatenazione si intende un processo
associativo con cui le due stringhe S e T vengono unite in successione, è ammessa la
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stringa vuota come elemento neutro.
Dalla concatenazione otteniamo |SoT|=|S|+|T|. Molto importante è non dare per
scontato che se S e T appartengono a L allora anche SoT appartenga a L, infatti:
Data A*={a, b, c} ed S=ab T=bc }Є L allora SoT=abbc che NON appartiene a L.
CODIFICA BINARIA
Dato un alfabeto A, ogni A* si può codificare con una stringa più lunga di simboli di
un alfabeto B={0, 1}.
Es: A={a, b, c, d} con l’alfabeto B={0, 1}
a=00 b=01 c=10 d=11 perciò S=abbccdd S=00010110101111
Da un alfabeto di 2 simboli si possono generare sn stringhe di diversa lunghezza n.
Spesso si parla di byte, in blocchi da otto bit con lunghezza delle stringhe indicata dai
prefissi. Si approssima con potenze di 2 rispetto a quelli comunemente usati.
SIMBOLI E INFORMAZIONI
Il trasmettitore manda un simbolo S che rappresenta l’informazione sotto forma di
stringa, il ricevitore interpreta l’informazione del simbolo S1. La codifica varia a
seconda del contesto.
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IL LINGUAGGIO DEGI INSIEMI

Un insieme I={ a, b, c } è composto da tre elementi, quando uno o più elementi appartengono ad I si indica con: a Є I (appartiene) a Є/ I (non appartiene). Un insieme I={ a, b, c, d,…, z} è un insieme di elementi con lunghezza che varia da 21 a 26 elementi a seconda del contesto. Se I = Ø l’insieme è vuoto. Gli insiemi possono avere dei sottoinsiemi, solo se tutti gli elementi di S appartengono anche a I allora si può dire che S è sottoinsieme di I: S c I

ALFABETO E LINGUAGGIO L’alfabeto è un insieme non vuoto e finito di elementi che viene indicato con A. A= {a, b, c,…, z} A={0, 1} L’insieme delle sequenze che si possono generare con i simboli di A sono dette A ^ o stringhe. Non vi è una lunghezza predefinita per le stringhe, la striga vuota è indicata con: 0 25 BЄ A^. Invece il linguaggio L di A è sottoinsieme di A *. Il linguaggio può essere scritto in modo estensionale, cioè elencando tutti gli elementi se il linguaggio è finito: A={0,1} L={0, 00, 01, 10, 11}. Oppure in modo intensionale, secondo regole di appartenenza e prendono il nome di grammatica: A={0, 1} L={S Є A *^ tale che S ha esattamente 3 simboli}. Data una stringa S che appartiene a L possiamo definire la lunghezza della stringa |S|, ad esempio |S|=|abc|=3. Le stringhe possono essere concatenate, per concatenazione si intende un processo associativo con cui le due stringhe S e T vengono unite in successione, è ammessa la stringa vuota 0 25 Bcome elemento neutro. Dalla concatenazione otteniamo |SoT|=|S|+|T|. Molto importante è non dare per scontato che se S e T appartengono a L allora anche SoT appartenga a L, infatti: Data A *={a, b, c} ed S=ab T=bc }Є L allora SoT=abbc che NON appartiene a L.

CODIFICA BINARIA Dato un alfabeto A, ogni A *^ si può codificare con una stringa più lunga di simboli di un alfabeto B={0, 1}. Es: A={a, b, c, d} con l’alfabeto B={0, 1} a=00 b=01 c=10 d=11 perciò S=abbccdd S= Da un alfabeto di 2 simboli si possono generare s n^ stringhe di diversa lunghezza n. Spesso si parla di byte, in blocchi da otto bit con lunghezza delle stringhe indicata dai prefissi. Si approssima con potenze di 2 rispetto a quelli comunemente usati.

SIMBOLI E INFORMAZIONI Il trasmettitore manda un simbolo S che rappresenta l’informazione sotto forma di stringa, il ricevitore interpreta l’informazione del simbolo S 1. La codifica varia a seconda del contesto.

Parlando di informazione possiamo trattare di PROBABILITA’. Iniziamo con il dire che un evento E è un qualsiasi avvenimento che può essere osservato. E può essere: certo, probabile e impossibile.

  1. Certo: quando si ha la sicurezza che avverrà, ad esempio sostenere che il risultato di un dato sarà un numero positivo minore di 7.
  2. Probabile: il risultato del lancio sarà 1.
  3. Impossibile: il risultato del lancio sarà 7. Possiamo perciò calcolare la probabilità che l’evento si verifichi, considerando un insieme dei possibili elementi che ha n elementi (n>0), la probabilità di E è il rapporto tra N (^) e (ev. favorevoli) e N (ev. possibili). P{E}= N (^) e / N Possiamo calcolare perciò anche la probabilità di ricevere l’informazione. L’informazione trasportata dal simbolo è legata alla possibilità di ricevere il simbolo. P={x I^ =a} se è ~1 la probabilità è bassa, ~0 è alta. L’informazione associata ad un simbolo deve essere una quantità positiva o additiva cioè: I(a)= -log 2 P{x I^ =a} Quantità positiva, per ogni simbolo la probabilità di riceverlo è compresa tra 0 e 1: log 2 P{a}<0 quindi /a è quantità positiva. Additiva, due simboli a e b sono indipendenti se la probabilità di ricevere b non dipende da quella di ricevere a. Anche se due simboli sono indipendenti la probabilità di ricevere ab è legata alla probabilità di ricevere a e b. (P{ab}=P{a} x P{b} Perciò usando i logaritmi otteniamo le seguenti uguaglianze: I(ab)= -log 2 P{ab} = -log 2 (P{a} P{b})= -log 2 P{a} -log 2 P{b}= I(a) + I(b)

Perché si misura l’informazione? Si misura la ridondanza dell’informazione per capire se è meglio accorciare la stringa trasmessa, per misurare la perdita di informazione durante la trasmissione e durante la codifica e migliorare le codifiche per scopi differenti.

RAPPRESENTAZIONE TESTI I testi sono sequenza di caratteri che possono essere lettere, numeri o simboli. Vi sono due modi di codificare, per carattere e per parole. I tipi di codifica per parola sono il codice ASCII (American Standard Code for Information Interchange), comprende 127 caratteri usati per definire standard tra input e output, si identifica una corrispondenza biunivoca tra carattere e numero. Codifica attraverso 7 bit con l’ottavo di verifica, usato anche con caratteri non usa. L’altro tipo è il codice Unicode che è un’estensione del codice ascii per tutte le lingue, di lunghezza fissa o variabile. Vi son vari UTF (unicode trasformation format): UTF-8 con lunghezza variabile fino a 32 bit e UTF-16 con lunghezza di almeno 16 bit.

RAPPRESENTAZIONE SUONO

Vi sono vari tipi di formati che si differenziano solo per il tipo di codifica che è specificata all’inizio del file:

  • AVI (Audio Video Interchange) con vari tipi di codifica.
  • MPEG (Motion Picture Expert Group) codifica con qualità VHS, vi sono tre tipi di MPEG. MPEG1 usato comunemente per l’audio, MPEG2 per i dvd e canali del digitale terrestre e MPEG4 per il web. Identifica tre tipi di fotogrammi che sono Intra-picture, sono indipendenti dagli altri e sono usati come punti di ancoraggio per la navigazione del video, Predicted-picture codificati per ifferenza rispetto all’I-picture precedente, possono essere di ancoraggio, BidirectionalPicture codificati per differenza rispetto a quelli più vicini prima o dopo.

STRUTTURA DEGLI ELABORATORI

Gli elaboratori sono composti da Hardware, che sono la parte solida ed elettronica del computer e dai Software che sono i programmi usati dal computer per compiere le azioni elementari. Il computer è formato dalla CPU, dalla memoria centrale e dai dispositivi periferici CPU (Central Processing Unit) contiene i registri che possono essere special- purpose register che sono i registri di stato, program counter e instruction register. Comprende:

  • ALU (Arithmetic Logic Unit) che compie le operazioni matematiche e logiche, opera sull’input e gestisce i dati di input da elaborare, ha flag che modificano il comportamento dell’operazione e altri che indicano situazioni particolari. Produce l’output dell’operazione.
  • FPT (Floating point Unit) che non è sempre presente
  • Registri

Memoria centrale, la memoria è un dispositivo che permette di leggere e scrivere dati in base all’indirizzo, una volta scritti i dati rimangono e possono essere recuperati successivamente. La capacità totale della memoria è data dalla dimensione di una singola cella per il numero totale di celle. È formata da:

  • RAM (ready access memory) che è una memoria di lettura e scrittura, in cui il tempo di accesso è indipendente dall’indirizzo.
  • ROM (Ready Only Memorie) che è di sola lettura. Le caratteristiche della memoria sono: le dimensioni delle celle costituite da il numero di bit a cui è associato l’indirizzo, al numero di celle, alla capacità ovvero il numero di bit contenuti nella memoria, la velocità di accesso a lettura e scrittura. Normalmente pretendiamo la massima capienza e velocità al miglior prezzo ma, le memorie a semiconduttore che contengono i dati utilizzati più di frequente sono

poco capienti, molto veloci e costose. Mentre le memorie di massa con i dati usati più di rado sono molto capienti, poco veloci e poco costose. Altri tipi di memoria sono le memorie volatili che mantengono i dati solo quando sono alimentate e le rimuovibili che si possono sostituire durante l’operabilità del sistema. Le memorie creano il ciclo fletch/execute. Ciclo Fetch viene letta un’istruzione ddalla memoria, l’istruzione è codificata con una stringa di bit, l’indirizzo è in registro dello PC (Program Computer) poi l’istruzione viene memorizzata in un registro IR. Successivamente vengono letti gli operandi della memoria e dei registri, gli operandi vengono memorizzati in registri di uso generale, il pc viene incrementato per raggiungere per l’informazione successiva. Ciclo Execute l’istruzione viene eseguita , se essa produce un risultato esso viene memorizzato in un registro e se l’istruzione lo prevede vengono salvati in memoria e il ciclo ricomincia. Il comando di campionamento periodico è detto Clock, il periodo di clock è il lasso di tempo minimo che passa tra due attivazioni consecutive invece la frequenza di clock è il tempo massimo tra due attivazioni.

WEB Il termine web è stato coniato nel 1990 da Tim Berners Lee che definisce anche il linguagio HTML (Hyper Text Markup Language) , del formato URL (uniform resource code) e del protocollo http (hyper text transfert protocol). Dopo è stato creato il server httpd che serve per scaricare i dati e il browser World Wide Web per accedere ai dati. Il web è una rete di ipertesti in html. Il web non è da confondere con iternet che è la rete di computer che rende accessibile il web. È una rete perché i server ricevono richieste e inviano informazioni, ipertesti sono testi con rimandi a punti di snodo in cui ogni lettore ha il suo percorso, sono multimediali perché vi coesistono diversi linguaggi. Negli anno ’90 il web diventa parte del quotidiano e si sviluppa anche grazie all’e- commerce, segue la direzione del web 2.0 e del web semantico che insieme dovevano formare il web 3.0. Oggi infatti il web è collaborativo o tradizionale, il collaborativo è dove gli utenti sono sia produttori che consumatori. In quello tradizionale i creatori realizzano le pagine e consumatori le usano. Nel web collaborativo le pagine sono realizzate in modo congiunto, alcuni esempi sono i wiki, dei siti che possono essere modificati dagi utilizzatori (Wikipedia), il blog che è diventato collaborativo quando è stata aggiunta la possibilità di lasciare commenti e di collegarlo con il trackback ed infine i social network. Sui social non sempre le informazioni che riceviamo le avevamo chieste inoltre noi condividiamo sempre informazioni senza rendercene conto.