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Guide e consigli
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Modalità di accesso alla memoria e tipologie di memoria, Sintesi del corso di Sistemi Informatici

Una panoramica delle modalità di accesso alla memoria, delle velocità di trasferimento delle memorie, delle memorie volatili e non volatili, della memoria cache e delle memorie interne. Inoltre, viene esplorata la tecnologia elettronica per la memorizzazione dei dati e le porte di i/o. Utile per chi studia informatica o ingegneria dell'informazione.

Tipologia: Sintesi del corso

2023/2024

In vendita dal 30/05/2024

US-Summery
US-Summery 🇮🇹

4.1

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P. Vizza,
Fondamenti di informatica
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Scarica Modalità di accesso alla memoria e tipologie di memoria e più Sintesi del corso in PDF di Sistemi Informatici solo su Docsity!

P. Vizza,

Fondamenti di informatica

Set Domande

FONDAMENTI DI INFORMATICA

INGEGNERIA INDUSTRIALE (D.M.

Docente: Vizza Patrizia

Set Domande: FONDAMENTI DI INFORMATICA

INGEGNERIA INDUSTRIALE (D.M. 270/04)

Docente: Vizza Patrizia

  • N° Domande Aperte
  • N° Domande Chiuse
  • Indice Lezioni p. Indice
  • Lezione 002 p.
  • Lezione 003 p.
  • Lezione 004 p.
  • Lezione 005 p.
  • Lezione 006 p.
  • Lezione 007 p.
  • Lezione 008 p.
  • Lezione 009 p.
  • Lezione 010 p.
  • Lezione 011 p.
  • Lezione 012 p.
  • Lezione 013 p.
  • Lezione 014 p.
  • Lezione 015 p.
  • Lezione 016 p.
  • Lezione 017 p.
  • Lezione 018 p.
  • Lezione 019 p.
  • Lezione 020 p.
  • Lezione 021 p.
  • Lezione 022 p.
  • Lezione 023 p.
  • Lezione 024 p.
  • Lezione 025 p.
  • Lezione 026 p.
  • Lezione 027 p.
  • Lezione 028 p.
  • Lezione 029 p.
  • Lezione 030 p.
  • Lezione 031 p.
  • Lezione 032 p.
  • Lezione 033 p.
  • Lezione 034 p.
  • Lezione 035 p.
  • Lezione 036 p.
  • Lezione 037 p.
  • Lezione 038 p.
  • Lezione 039 p.
  • Lezione 040 p.
  • Lezione 041 p.
  • Lezione 042 p.
  • Lezione 043 p.
  • Lezione 044 p.
  • Lezione 045 p.
  • Lezione 046 p.
  • Lezione 047 p.
  • Lezione 048 p.

8. La trasmissione di un messaggio richiede la presenza di

almeno quattro interlocutori

due o più interlocuori

un unico utente

almeno tre interlocutori

9. Le operazioni di base dell'elaborazione di un'informazione sono

manipolazione matematica, organizzazione, conversione

manipolazione matematica, organizzazione, trascrizione

manipolazione matematica, sincronizzazione, conversione

esercitazione, organizzazione, conversione

10. Un codice è

un insieme di simboli rappresentanti informazioni

un messaggio crittografato

un tipo di carattere speciale

un programma da eseguire

11. Descrivere il concetto di dato, informazione e conoscenza quali livelli di astrazione dell'informatica In informatica, i concetti di dato, informazione

e conoscenza si collocano su tre distinti livelli di astrazione: ⎯ dato: insieme di simboli che rappresentano un

oggetto, un fatto o un evento (semplici osservazioni di stato); sono distinti in: datisemplici(es.numeriecaratteri)

12. o daticomplessi(es.immagini,grafici,filmati,suonieanimazioni)

⎯ informazioni: rappresentazione di dati organizzati in modo da essere comprensibili e significativi (dati con

importanza e finalità)

⎯ conoscenza:insiemediinformazioniorganizzateedelaborateperdiffondere comprensione, esperienza e

competenza (informazioni contestualizzate).Dato e informazione sono spesso usati come sinonimi ma, dal

punto di vista informatico, in realtà i due termini sono differenti tra di loro: l’informazione è infatti il risultato di

un’elaborazione di dati. Il dato è un elemento noto in forma grezza o elementare ed è solitamente formato da

simboli che devono essere elaborati e contestualizzati. L’informazione, invece, è un elemento che deriva

dall’elaborazione di più dati e che permette di venire a conoscenza di qualcosa.

Lezione 003

1. Per convenzione, nella codifica binaria 0 e 1 corrispondono rispettivamente a

interruttore chiuso e interruttore aperto

entrambi interruttori chiusi

entrambi interruttori aperti

interruttore aperto e interruttore chiuso

2. Quanti oggetti possono essere codificati con k bit

10^k oggetti

2k oggetti

k oggetti

2^k oggetti

3. Il sistema esadecimale si compone di

16 simboli

8 simboli

20 simboli

2 simboli

4. Nella rappresentazione esadecimale il numero 10 è rappresentato da

A

nessuna delle precedenti

5. Nella rappresentazione ottale il numero 8 è rappresentato da

B

6. Nel sistema di numerazione posizionale, la cifra più significativa si trova a

destra

cambia rispetto al sistema di numerazione

centro

sinistra

7. Quanti bit servono per codificare 3 oggetti

Set Domande: FONDAMENTI DI INFORMATICA

INGEGNERIA INDUSTRIALE (D.M. 270/04)

Docente: Vizza Patrizia

Lezione 004

1. Il numero 123 in ottale corrisponde a quale numero in decimale

2. Il numero 611 in decimale corrisponde a quale numero in binario

Riportare la regola di conversione da numero decimale a numero binario facendo anche un esempio. La

seconda regola di conversione, invece, riguarda la conversione opposta: da numero N in base 10 a

numero in base b .Tale regola si compone dei seguenti step: ⎯ Divisioni ripetute del numero N per il valore

della base b ⎯ Ogni singolo resto i-esimo della divisione rappresenta una cifra del numero in base b (a

partire dalla cifra meno significativa) ⎯ Il quoziente della divisione diventa il nuovo dividendo della

divisione successiva ⎯ Il ciclo si ripete fin quando l’ultimo quoziente diventa zero.Utilizzando questa

regola, si passi ora ad alcuni esempi pratici che consentiranno di afferrare a pieno il concetto.

Il primo esempio riguarda la conversione del numero decimale 61110 in base 2.

3. Riportare la regola di conversione da numero binario a numero decimale facendo anche un esempio In generale, data una base generica b e il

numero apap- 1 ap-2...a 1 a 0 (dove ap, ap- 1 , ap- 2 , a 1 e a 0 sono le cifre che compongono il numero in base b ), per

convertire tale numero in base decimale (N 10 ) la formulazione è la seguente: ⎯ =⎯ ∙⎯

10 ⎯ ⎯−1 ⎯−2 1 0 che in realtà è la formulazione propria del sistema posizionale. In pratica

si moltiplica ogni cifra a

i

per il valore della base b elevato all’esponente p

i

pari alla posizione p

i

che ha la cifra

nella sequenza di simboli, e si sommano i valori così ottenuti. Una prima applicazione di questa regola di

conversione generale riguarda la conversione da numero binario a numero decimale. Si consideri ad esempio

il numero binario 101000112.

Set Domande: FONDAMENTI DI INFORMATICA

INGEGNERIA INDUSTRIALE (D.M. 270/04)

Docente: Vizza Patrizia

Lezione 005

1. L'operazione OR logico tra due ingressi A e B restituisce 0 se

A e B valgono 1

A vale 0 e B vale 1

A e B valgono 0

A vale 1 e B vale 0

2. L'operazione AND logico tra due ingressi A e B restituisce 1 se

A e B valgono 1

A vale 0 e B vale

1 A vale 1 e B

vale 0 A e B

valgono 0

3. Descrivere il metodo di rappresentazione dei numeri in complemento a 2. Dato un numero binario composto da k bit: 4. ✓ Rappresentazione di valori da – 2

k– 1

k– 1

a 2 1

▪ Es. con 4 bit i valori rappresentabili vanno da – 8 a +7; Es. con 8 bit i valori rappresentabili vanno da – 128 a +127; ✓ Identificata dal pedice C

(Complemento a 2); ✓ 1 bit di segno (quello più a sinistra): positivo 0; negativo Regola. Dato un numero negativo: Si prende il valore assoluto del numero

(modulo); Si invertono tutte le cifre; Si aggiunge 1 al numero invertito;

8. La risoluzione di un'immagine è definita come

la profondità del colore rappresentata dal numero di bit

il numero di pixel di un colore

la quantità di pixel per unità di misura

il numero di pixel di cui si compone la griglia

Descrivere il processo di codifica di un'immagine Nel caso di un’immagine, occorre quindi trasformare l'immagine stessa in una sequenza di

bit 0 e 1. In pratica, occorre digitalizzare l'immagine, cioè occorre passare dalla sua rappresentazione analogica alla sua corrispondente rappresentazione

digitale. Per la rappresentazione delle immagini esistono due metodi di rappresentazione: la rappresentazione bitmap o raster e la rappresentazione vettoriale.

La prima consente la rappresentazione dell’informazione grafica attraverso l’uso di una matrice di pixel; la seconda, invece, permette la rappresentazione

dell’informazione grafica attraverso relazioni matematiche e quindi di funzioni che descrivono luoghi di punti. La rappresentazione raster consiste nel

digitalizzare un’immagine significa suddividere l’immagine in celle di dimensione costante attraverso una griglia formata da righe orizzontali e verticali poste

alla stessa distanza. Ogni cella derivante da questa suddivisione prende il nome di pixel (picture element) e rappresenta il più piccolo elemento costituente

l’immagine digitalizzata.

10. Descrivere la codifica RGB Codifica RGB (Red Green Blu – Rosso Verde Blu): ogni pixel è rappresentato da una combinazione dei tre colori

Lezione 007

1. La frequenza di campionamento fc è pari a

fc=1-Tc

fc=1/Tc

fc=1+Tc

fc=1*Tc

2. Un segnale analogico

è un segnale a tempo discreto e valori continui

è un segnale a tempo continuo e valori discreti

è un segnale a tempo continuo e valori

continui è un segnale a tempo discreto e valori

discreti

3. Secondo il teorema di Shannon

fc≥2*fmax

fc≥2/fmax

fc≤2*fmax

fc≤2/fmax

4. Per il fenomeno di aliasing

il segnale campionato non descrivere esattamente il segnale analogico iniziale per la presenza di componenti

indesiderate il segnale codificato non descrivere esattamente il segnale quantizzato per la presenza di componenti

frequenziali

il segnale campionato descrivere esattamente il segnale analogico iniziale per l'assenza di componenti

indesiderate il segnale quantizzato descrivere esattamente il segnale campionato per la presenza di componenti

frequenziali

5. L'errore di quantizzazione è

la somma tra il valore nominale di un intervallo di quantizzazione e il valore effettivo del livello analogico corrispondente

la differenza tra il valore nominale di un intervallo di quantizzazione e il valore effettivo del livello analogico

corrispondente il prodotto tra il valore nominale di un intervallo di quantizzazione e il valore effettivo del livello analogico

corrispondente

il rapporto tra il valore nominale di un intervallo di quantizzazione e il valore effettivo del livello analogico corrispondente

6. La codifica codice binario puro potrebbe generare

errori nella trasmissione

errori nella definizione

errori nella trascrizione

errori nella ricezione

7. La quantizzazione è

la discretizzazione dell'asse delle

ampiezze la discretizzazione dell'asse

dello spazio

la discretizzazione dell'asse temporale

la discretizzazione dell'asse delle frequenze

Lezione 008

1. Il frame-rate è

il rapporto tra il numero di frame e la velocità di

riproduzione il numero di frame in una sequenza

una caratteristica dei file audio

la velocità di riproduzione di una sequenza di frame

2. La ridondanza spaziale si ha quando

pixels adiacenti nello stesso fotogramma hanno caratteristiche molto simili in termini di colore e luminosità

pixels adiacenti nello stesso fotogramma hanno caratteristiche differenti in termini di colore e luminosità

pixels lontani in fotogrammi diversi hanno caratteristiche molto simili in termini di colore e luminosità

pixels lontani nello stesso fotogrammi hanno caratteristiche differenti in termini di colore e luminosità

3. La ridondanza temporale si ha quando

esiste una correlazione tra pixels dello stesso fotogramma che risultano identici

non esiste una correlazione tra pixels lontani di fotogrammi lontani che risultano differenti

non esiste una correlazione tra pixels di fotogrammi lontani che risultano quasi identici

esiste una correlazione tra pixels di fotogrammi adiacenti che risultano quasi identici

4. Lo standard MPEG- 2 consente la codifica digitale utilizzando flussi di dati fino a

200 Mbit/sec

100 Mbit/sec

60 Mbit/sec

160 Mbit/sec

5. La frequenza standard di conversione dei segnali audio è pari a

444,1 KHz

44,1 KHz

22,1 KHz

33,1 KHz

6. Il bit-rate è

numero di campioni al minuto per il numero di bit per campione

numero di oscillazioni al minuto per il numero di bit per campione

numero di oscillazioni al secondo per il numero di byte per campione

numero di campioni al secondo per il numero di bit per campione

7. L'ampiezza di un suono determina

l'intensità del suono

l'altezza del suono

la qualità del suono

il timbro del suono

8. La frequenza di un suono è

numero di oscillazioni compiute in ampiezza

numero di oscillazioni compiute nell’unità di

tempo

il rapporto tra il numero di oscillazioni compiute nell’unità di tempo e quelle compiete in ampiezza

una caratteristica non rilevante

9. Un'onda sonora rappresenta

il rapporto tra due segnali audio

un segnale sinusoidale costante

la variazione della pressione dell’aria nel tempo

la differenza tra un valore di picco e un valore di fondo

10. Il formato MP3 comporta

nessuna delle precedenti

una minore compressione del file

alcuna riduzione della dimensione del file

una perdita di contenuto a favore di una compressione della dimensione del file

8. Un programma è

un insieme di caratteri

una caratteristica del calcolatore

una correlazione tra istruzioni

una sequenza di istruzioni

9. Durante la funzione di controllo,

viene memorizzato il programma

vengono codificate le istruzioni interne al programma

viene calcolato il numero di istruzioni che compongono il programma

viene eseguito un controllo della successione di istruzioni che compongono il programma

10. Le funzioni principali di un calcolatore sono

elaborazione, memorizzazione, trasferimento, controllo

solo elaborazione

trasferimento e controllo

solo memorizzazione

Lezione 010

1. L'unità centrale di elaborazione

è un'unità esterna al

calcolatore è una linea di

interconnessione esegue solo

calcoli matematici

esegue le istruzioni per l'elaborazione dei dati

2. Una delle soluzioni utilizzate per superare le limitazioni dell'architettura di Von Neumann è

la sequenzialità dei comandi

l’impiego della pipeline come forma di

parallelismo la sequenzialità delle istruzioni

l’impiego della pipeline come forma di sequenzialismo

3. Il Von Neumann bottleneck è

una funzionalità dell'architettura di Von

Neumann un programma

una limitazione dell'architettura di Von Neumann

un'istruzione

4. Quale tra queste non è una limitazione dell'architettura a bus

l'estensibilità

la lentezza delle operazioni

il carico della CPU

la capacità di trasferimento

5. Una limitazione dell'architettura di Von Neumann è

l'esecuzione sequenziale delle operazioni

li costi legati alla produzione

l'estensibilità della linea

la scalabilità dei componenti

6. Quale tra queste non è una caratteristica dell'architettura di Von Neumann

non scalabilità dei componenti

flessibilità di calcolo

modularità della struttura

semplicità di installazione

7. L'unità di input/output

consente l'interazione dell'utente con la

macchina elabora i dati

esegue calcoli matematici

consente solo l'inserimento dei dati