Docsity
Docsity

Prepara i tuoi esami
Prepara i tuoi esami

Studia grazie alle numerose risorse presenti su Docsity


Ottieni i punti per scaricare
Ottieni i punti per scaricare

Guadagna punti aiutando altri studenti oppure acquistali con un piano Premium


Guide e consigli
Guide e consigli


Fondamenti domande esame, Dispense di Fondamenti Anatomo-fisiologici dell'Attività Psichica

Domande di Fondamenti (Brugnolo)

Tipologia: Dispense

2018/2019

Caricato il 28/05/2019

elisabetta-petruzzella
elisabetta-petruzzella 🇮🇹

1 documento

1 / 13

Toggle sidebar

Questa pagina non è visibile nell’anteprima

Non perderti parti importanti!

bg1
Lista provvisoria domande A.A. 2018-19
1. Descrivere l’organizzazione del sistema nervoso centrale
Il sistema nervoso centrale, formato da encefalo e midollo, è composto da diverse
organizzazioni: Prosencefalo, Mesencefalo, Rombencefalo e midollo (oppure, in
una diversa suddivisione, Prosencefalo e tronco encefalico comprendente
mesencefalo, ponte e bulbo, e midollo). Il Prosencefalo si può suddividere in
telencefalo, formato dagli emisferi, dalla corteccia, dai gangli della base,
dall'amigdala e dal corpo calloso con le commissure anteriore e posteriore, e
diencefalo, formato a sua volta da talamo, ipotalamo e ipofisi. Il Mesencefalo è
formato da tetto e tegmento. Il rombencefalo è composto da Mielencefalo
contenente il ponte e il metencefalo contenente il bulbo.
2. Principali solchi e giri della corteccia cerebrale (visione laterale e visione saggitale)
I solchi sono avvallamenti della corteccia, i più profondi sono chiamati scissure. I
giri sono sone lisce in rilievo. Il solco centrale percorre la superficie laterale verso
l'alto portandosi sulla superficie mediale, dividendo il lobo frontale da quello
parietale. Il solco laterale, o scissura di Silvio, decorre perpendicolarmente al lobo
centrale, inferiormente abbiamo il lobo temporale. Anteriormente divide il lobo
forntale dal lobo parietale. Il solco parieto-occipitale è incostrante e separa lobo
temporale e parietale. Il solco del giro del cingolo decorre parallelamente al corpo
calloso.
3. Principali strutture de tronco encefalico e loro breve descrizione
Le principali strutture del tronco encefalico sono mesencefalo, ponte e bulbo. Il
mesencefalo è formato dal tetto, con i corpi quadrigemini inferiori per la via uditiva e
superiori per quella visiva, dal tegmento e dall'acquedotto cerebrale (o di Silvio) in
cui scorre il liquido cefalorachidiano e ai intorno al quale troviamo la sostanza grigia
periacqueduttale, importante per la percezione del dolore.
Il ponte, che collega il bulbo con il mesencefalo e ha connessioni con il cervelletto,
comprende nucleo cocleare e vestibolare (i quali ricevono fibre dall'orecchio
interno), e locus ceruleus.
Il bulbo è formato da: nuclei del gracile e del cuneato, sistema antero laterale
lemnisco mediale, fasci ascendenti e vie piramidali.
4. Descrivere meningi, ventricoli e circolazione del liquido cerebrospinale
Tre sono gli strati proteggono e avvolgono il cervello e il midollo spinale, vengono
convenzionalmente chiamate meningi. Gli strati da cui sono composte sono: dura
madre, aracnoide e pia madre. La dura madre è la parte più esterna ed è formata
da tessuto cuoioso adiacente alle ossa del cranio. L'aracnoide è lo strato più
delicato ed è chiamato così per via deli prolungamenti a tela di ragno. La pia madre
è uno strato sottile e delicato di cellule che avvolgono i vasi subaracnoidei. Tra
aracnoide e pia madre troviamo lo spazio subaracnoideo. L'LCR, o liquido
pf3
pf4
pf5
pf8
pf9
pfa
pfd

Anteprima parziale del testo

Scarica Fondamenti domande esame e più Dispense in PDF di Fondamenti Anatomo-fisiologici dell'Attività Psichica solo su Docsity!

Lista provvisoria domande A.A. 2018-

  1. Descrivere l’organizzazione del sistema nervoso centrale Il sistema nervoso centrale, formato da encefalo e midollo, è composto da diverse organizzazioni: Prosencefalo, Mesencefalo, Rombencefalo e midollo (oppure, in una diversa suddivisione, Prosencefalo e tronco encefalico comprendente mesencefalo, ponte e bulbo, e midollo). Il Prosencefalo si può suddividere in telencefalo, formato dagli emisferi, dalla corteccia, dai gangli della base, dall'amigdala e dal corpo calloso con le commissure anteriore e posteriore, e diencefalo, formato a sua volta da talamo, ipotalamo e ipofisi. Il Mesencefalo è formato da tetto e tegmento. Il rombencefalo è composto da Mielencefalo contenente il ponte e il metencefalo contenente il bulbo.
  2. Principali solchi e giri della corteccia cerebrale (visione laterale e visione saggitale) I solchi sono avvallamenti della corteccia, i più profondi sono chiamati scissure. I giri sono sone lisce in rilievo. Il solco centrale percorre la superficie laterale verso l'alto portandosi sulla superficie mediale, dividendo il lobo frontale da quello parietale. Il solco laterale, o scissura di Silvio, decorre perpendicolarmente al lobo centrale, inferiormente abbiamo il lobo temporale. Anteriormente divide il lobo forntale dal lobo parietale. Il solco parieto-occipitale è incostrante e separa lobo temporale e parietale. Il solco del giro del cingolo decorre parallelamente al corpo calloso.
  3. Principali strutture de tronco encefalico e loro breve descrizione Le principali strutture del tronco encefalico sono mesencefalo, ponte e bulbo. Il mesencefalo è formato dal tetto, con i corpi quadrigemini inferiori per la via uditiva e superiori per quella visiva, dal tegmento e dall'acquedotto cerebrale (o di Silvio) in cui scorre il liquido cefalorachidiano e ai intorno al quale troviamo la sostanza grigia periacqueduttale, importante per la percezione del dolore. Il ponte, che collega il bulbo con il mesencefalo e ha connessioni con il cervelletto, comprende nucleo cocleare e vestibolare (i quali ricevono fibre dall'orecchio interno), e locus ceruleus. Il bulbo è formato da: nuclei del gracile e del cuneato, sistema antero laterale lemnisco mediale, fasci ascendenti e vie piramidali.
  4. Descrivere meningi, ventricoli e circolazione del liquido cerebrospinale Tre sono gli strati proteggono e avvolgono il cervello e il midollo spinale, vengono convenzionalmente chiamate meningi. Gli strati da cui sono composte sono: dura madre, aracnoide e pia madre. La dura madre è la parte più esterna ed è formata da tessuto cuoioso adiacente alle ossa del cranio. L'aracnoide è lo strato più delicato ed è chiamato così per via deli prolungamenti a tela di ragno. La pia madre è uno strato sottile e delicato di cellule che avvolgono i vasi subaracnoidei. Tra aracnoide e pia madre troviamo lo spazio subaracnoideo. L'LCR, o liquido

cefalorachidiano, viene prodotto dai plessi coroidei, che si trovano nei ventricoli lateriali, nel terzo e nel quarto ventricolo. E' un liquido incolore e la sua funzione è quella di far galleggiare il cervello nella scatola cranica. Il liquido fluisce dal primo a secondo ventricolo, attraverso il forame di Monro si immette nel terzo e arriva al quarto attraverso l'acquedotto del Silvio. Arriva poi allo spazio subaracnoideo attraverso i forami di di Luschka e di Mangedie. LCR infine viene riassorbito nel sangue nel secno sagittale superiore dai villi aracnoidei.

  1. Descrivere la barriera ematoencefalica La barriera ematoencefalica ha funzione neuroprotettiva contro le infezioni che potrebbero affliggere il sistema nervoso centrale. E' situata tra sangue e cervello ed è selettiva poiché regola il passaggio di sostanze chimiche da e verso l'encefalo. E' formata da endotelio dei capillari, tunica elastica e cellule gliali astrociti. Le cellule endoteliali hanno giunzioni strette che funzionano da filtro consentendo il passaggio solo di acqua, alcuni gas, alcune molecole iposolubili per diffusione passiva e il trasporto selettivo di molecole come glucosio e amminoacidi.
  2. Descrive le fasi del potenziale d’azione Il potenziale d'azione è una modificazione repentina del potenziale di membrana quando la cellula raggiunge un determinato valore di soglia. Un neurone reagiscie ai segnali sensoriali e ai messaggeri chimici proveniente da altri neuroni. Ciò può generare una depolarizzazine cioè un cambiamento di carica elettrica, l'interno della cellula diventa meno negativo dell'esterno). Le cariche che conducono alla depolarizzazione innescano il potenziale d'azione. Raggiunta la soglia, circa -65 mV si aprono i canali del sodio voltaggio dipendenti, entra il sodio che aumenta il voltaggio da -65 mV a +40 mV (interno della cellula più positivo rispetto all'esterno), verso il picco si chiudono i canali del sodio e si aprono quelli del potassio, che sono più lenti e, attraverso il processo di iperpolarizzazione, fanno abbassare il potenziale riportandolo allo stato di riposo.Per tutta la durata del processo, le pompe sodio potassio lavorano per rimpandare gli ioni sodio del liquido extracellulare.
  3. Quali sono i fattori che determinano il potenziale di membrana a riposo I fattori che determinano il potenziale di membrana a riposo sono: la selettività di membrana, la presenza di molecole a carica negativa dette anioni e il gradiente elettrico e chimico delle sostanze. Più in generale, il potenziale di membrana a riposo, misurato in mV, è dato dalla differenza di voltaggio tra interno ed esterno della cellula.
  4. Cellule gliali e loro principali funzioni Le cellule gliali sono chiamate così perche fungono da colla (glia dal greco) per le cellule nervose. Le funzioni accertate sono : dare forma e sostegno al tessuto nervoso, proteggere il neurone, fornire nutrimento e assicurare attraverso gli ioni

Glutammato. Le amine biogene sono: Catecolamine (Dopamina, Noradrenalina e Adrenalina), Serotonina e Istamina. I derivati purinergici sono: ATP e Adenosina.

  1. Descrivere le funzioni di Dopamina, Noradrenalina e Serotonina in relazione alla teoria del temperamento Cloninger La teoria del temperamento di Clonninger coinvolge: dopamina, norardrenalina e serotonina. La Dopamina è coinvolta nella ricerca della novità. Chi possiede questo tratto tende a esplorare l'ambiente alla ricerca di attività e stimoli sempre nuovi. La Serotonina è coinvolta nell'evitamento a stimoli dolorosi. Chi possiede questo tratto risponde velocemente agli stimoli dolorosi e tende ad evitarli. La Norardrenalina è coinvolta nella tendenza alla dipendenza. I soggetti rispondono velocemente al riconoscimento delle attenzioni altrui e strutturano un comportamento strettamente ancorato alla dipendenza.
  2. Vie Dopaminergiche La dopamina, mediata dagli enzimi COMT e MAO, ha come vie dopaminergiche i sistemi di protezione Nigro Striatale, Tratto Mesolimbico, Tratto Mesocorticale e Tratto Tuberoinfundibulare. Il Nigro Striatale va alla substantia nigra al caudato e putamen, Mesolimbico va dal mesencefalo all'amigdala, ippocampo, accumbens e areadel setto, Mesocorticale va dal mesencefalo alle regioni frontali. Mesolimbico e Mesocorticale sono importanti per il meccanismo di ricompensa, il tratto tuberoinfundibulare è inibito nello stress acuto.
  3. Quali sono e dove sono localizzati i nuclei dei seguenti neurotrasmettitori: Serotonina, dopamina, acetilcolina, noradrenalina. Il nucleo della Serotonina è il nucleo del Rafe, le sue funzioni sono di motilità digerente, tono timico, motilità, comportamento alimentare, sessualità e socievolezza. La dopamina viene prodottad a substantia nigra, gangli della base, amigdala e accumbens con funzione di regolazione dell'espressione emotiva. L'acetilcolina viene prodotta nel nucleo basale del Meynert dove ha funzioni di apprendimento e memoria, nei nuclei peduncolo pontini con funzione di regolazione sonno-veglia e fase rem e nei gangli della base per la regolazione del movimento. La noradrenalina viene prodotta nel locus ceruleus con funzione di tono simpatico, comportamento alimentare e veglia-attenzione.
  1. Localizzazione e funzioni dell’acetilcolina L'acetilcolina è un neurotrasmettitore a basso peso molecolare che ha come recettori il nicotinico e il muscarinico e si trova nelle giunzioni neuromuscolari, fibrocellule cardiache, nervo vago, sistema nervoso autonomo e sistema nervoso centrale. Le sue vie colinergiche sono dal nucleo basale del Meynert alla corteccia, dai nuclei peduncolo pontini al talamo e ai gangli della base. Le sue funzioni sono identificabili a livello della contrazone muscolare scheletrica, trasmissione pre gangliare, trasmissione post gangliare e secrezione delle catecolamine surrenali.
  2. Cellule gliali e loro principali funzioni //
  3. Descrivere le vie magnocellulare e parvocellulare (dai fotorecettori alle vie corticali). Il fotone colpisce la retina e attiva i fotorecettori: i coni, posti al centro della retina e deputati alla visione fotopica, di forma e colore, e i bastoncelli, posti nella zona periferica della retina e specializzati nella visione scotopica e nella percezione del movimento. L'impulso va poi alle cellule gangliari magnocellulari, cellule M sensibili al contrasto e al movimento, e parvocellulari, cellule P sensibili a forma e colore. Le informazioni acquisite dalle cellule M proseguiranno poi lungo la via dorsale del “where”, finalizzata alle azioni motorie automatiche mediate dalla vista e che va dalla corteccia visiva primaria alla corteccia parietale, mentre invece le informazioni delle cellule P seguiranno la via ventrale del “What” che parte dalla corteccia visiva primaria e termina nel lobo temporale.
  4. Descrivere le vie visive dalla retina alla corteccia visiva primaria Il processo di elaborazione inizia dalla retina che cattura la luce dando inizio all'attività neuronale. I fotorecettori ,i coni e i bastoncelli, sono lo stadio iniziale del sistema fotopico (luce) e scotopico (nessuna percezione di colori). Questi modificano il rilascio di neurotrasmettitori che svolgono una funzione inibitoria o eccitatoria sulle cellule bipolari della retina che sono connesse alle cellule gliali. (!)
    1. Organizzazione funzionalità delle cellule centro on e centro off Le cellule bipolari centro on sono specializzate nella misura della luminosità, in particolare rispondono con maggiore intensità quando uno stimolo luminoso viene presentato al centro del campo recettivo e percepiscono i rapidi aumenti di luminosità, le cellule bipolari centro off invece sono specializzate nella misura relativa all'oscurità, rispondono più intensamente quando lo stimolo luminoso è posto nella zona periferica del campo recettivo e percepiscono le rapide diminuzioni di intensità luminosa. Sono importanti poiché noi partiamo ad analizzare un'immagine dal suo contorno e le cellule centro on e centro off ci aiutano a raggiungere questo fine grazie alla loro precisa percezione dei contrasti luminosi.

che elabora ancora le informazioni e le manda alla corteccia uditiva primaria che si occupa quindi di elaborare le sequenze temporali del suono. La corteccia uditiva secondaria elabora i suoni più complessi.

  1. Descrivere i recettori somato-sensoriali i recettori somato-sensoriali sono le fibre afferenti di Merkel, le afferenze di Meisser, il corpuscolo di Pacini e le afferenze di Fuffini. Le fibre afferenti di Merkel sono localizzate all'apice delle creste cutanee, ad alta risoluzione spaziale rispetto alle altre fibre. Sono altamente sensibili a punti spessori e curvature e discriminano forme e strutture superficiali. Le afferenze di Meisser sono recettori a forma allungata, vicine alla superficie cutanea, questro contribuisce alla loro sensibilità. Sono sensibili al contatto con il ruvido e responsabili della sensazione di slittamento di un oggetto sulla pelle. Il corpuscolo di Pacini (adattamento rapido)ha campi recettoriali ampi ed è responsabile della sensazione di presea e contatto. Le afferenze di Ruffini (adattamento lento) sono strutture incapsulate allungate fusiformi in profondità della cute. Sono sensibili allo stiramento p'rodotto dagli arti e dalle dita.
  2. Descrivere i recettori propriocettivi I recettori propriocettivi ci forniscono informazioni riguardo la posizione dei nostri arti nello spazio. Sono: fusi neuromuscolari, Organi tendinei del golgi, corpuscoli di Pacini e afferenze di Ruffini. I fusi neuromuscolari sono composti da 4 a 8 fibre muscolari instrafusali avvolte in una capsula di tessuto connettivo e sono di tre tipi: IA, che fornisce informazioni sull'allungamento muscolare rapido, velocità e direzione del movimento, IIA, che fornisce informazioni sull'allungamento costante del muscolo e posizione statica, e fibre gamma, con debole capacità contrattile grazie alla quale consentono gli adattamenti del fusoneuromuscolare alla contrazione. I fusi sono più densi nelle muscoli per attività fini e meno dense in muscoli per attività grossolane. Gli organi tendinei del Golgi, posti tra il tendine e le fibre neuromuscolari forniscono informazioni sulla tensione del muscolo scheletrico. I corpuscoli di Pacini hanno adattamento rapido e si occupano della sensazione della presa e del contatto. Le afferenze di Ruffini sono ad adattamento lento e sono sensibili allo stiramento prodotto dalle dita e dagli arti.
  1. Descrivere la via somato-sensoriale delle colonne dorsali (Via del lemnisco mediale) E' responsabiledella trasmissione degli impulsi tattili e della sensibilità propiocettiva cosciente di tronco e arti della corteccia celebrale. Sono fibre di grosso calibro che formano ipsilateralmente i fascicoli del gracile (mediale) e cuneato (laterale) nel cordone posteriore, i quali contraggono sinapsi con i nuclei bulbari del gracile e del cuneato formano poi due fascicoli del gracile e cuneato, passano per le fibre arcuate profone, e salgono controlateralmente per il lemnisco mediale (VPL) , andando a formare sinapsi con i nuclei ventrali posteriori del talamo (VPM). Si proiettano infine alla corteccia somatosensitiva primaria (S1).
  2. Riflessi del sistema vestibolare e loro vie Il sistema vestibolare serve per mantenere equilibrio e fissazione. I suoi riflessi sono: oculo vestibolare per lo sguardo, cervicale vestibolare per la postura e spinale vestibolare per il tono muscolare. Il riflesso oculo vestibolare: il sistema vestibolare invia informazioni al tronco encefalico che compensa le rotazoni con lo spostamento dello sguardo. …........................... La via ascendente, ovvero dalla corteccia, si occupa del riflesso oculo vestibolare, la via discendente, che va dalla spina dorsale, al ponte, al mesencefalo e al cervelletto, attiva riflesso cervicale e spinale.
  3. Organizzazione del movimento il sistema motorio è organizzato gerarchicamente. Il livello più basilare è quello del midollo spinale, dove abbiamo un'elaborazione scarsa e primitava, principalmente adibita al controllo dei rifessi e dei movimenti impulsivi; poi troviamo il livello corticale dove sono presenti una serie di nuclei che ricevono segnali dal cervelletto e dai gangli della base riguardo l'intensità del movimento e il controllo della postura, e che quindi danno via ad un unico output basato però su più pattern e informazioni. Il livelo più alto è quello corticale, dove la corteccia motoria primaria funge da complesso di elaborazione degli stimoli che poi vengono mandati ai livelli inferiori. I sopracictati cervelletto e gangli non sono propriamente inseriti nella gerarchia, e fungono da modulatori di impulsi creando un loop corteccia- gangli/cerv-talamo che continua a filtrare i segnali e a mandare impulsi ai livelli inferiori. Dicrminano così gli stimoli e in conseguenza i movimenti da compiere.
  1. Il ruolo della corteccia frontale nei processi di memoria L'insieme delle funzioni a cui adibisce la corteccia frontale prende il nome di sistema esecutivo. Essa sollecita il Giro del Cingolo, che funge da sistema supervisore/ attentivo, che ricerca le risorse per elaborare le informazioni, e la corteccia dosrolaterale, attivata nei compiti di Working Memory, ovvero la capicità di elaborare l'informazione mantenendola temporaneamente attiva per eseguire compiti cognitivi complessi. Una delle funzioni del sistema esecutivo è l'esecutivo centrale, che si occupa di mantenere attiva la capacità intenzionale della WM. La corteccia prefrontale, richiama i ricordi attingendo alle aree dove sono depositate le informazioni elaborate dall'ippocampo. Una di queste aree è la corteccia extrastriata (?) dove si trovano le traccie mnemoniche riferite alla localizzazione degli oggetti, ma attinge anche dalla corteccia parietale posteriore. La corteccia prefrontale ci da la percezione del ricordo.
  2. Il ruolo delle cortecce retrospleniali e parietali nei processi di memoria e loro relazioni con l’ippocampo L'ippocampo riceve afferenze dalle cortecce paraippocampali e trasmette efferenze verso le cortecce superiori. La corteccia retrospleniale è composta di cuneo e precuneo che, tramite la corteccia paraippocampale, collega lobo parietale,la cui parte inferiore è deputata al riconoscimento del linguaggio e alla memoria episodica, all'ippocampo, che ordina le memorie e le organizza per il recupero.
  3. Il ruolo dell’ippocampo nei processi di memoria L'ippocampo è necessario durante lo stadio iniziale del consolidamento perchè le tracce mnestetiche sono distribuite in varie regioni, prive di collegamento; è imporante per il recupero della memoria non consolidata: il consolidamento avviene quando il ricordo viene riattivato, creandoo connessioni dirette nella aree corticali, che mano a mano, non hanno più bisogno del supporto dell'ippocampo. E' importante per la MLT dichiarativa, ma non per la sua conservazione, che risiede nella corteccia. Avendo l'ippocampo il ruolo di formazione di nuove memorie e rilevazioni degli stimoli, il daneggiamento pregiudica la capacità di imparare nuove abilità o l'instaurazione di nuove memorie. L'ippocampo proietta e riceve fibre da diverse aree: retospeniali (cuneo e precuneo) chhe determnano la funzionalità parietale; le aree frontali (la corteccia dorsolaterale prefrontale) che determina l'uso di strategie attemtive di WM e di organizzazione esecutiva le aree tempoo-parietali sono importanti per la memoria semantica (via del what). Il ruolo fondamentale dell'ippocampo è di creare nuove connessioni nella cprteccia per il recupero dei ricordi.
  1. Long Term Potentiation (LTP): il modello dell’aplysia con particolare attenzione ai recettori del Glutammato Gli esperimenti sul mollusco Aplysia hanno dimostrato in questo animale la presenza di risposte dovute ai meccanismi di assuefazione e sensibilizzazione. Infatti, alla stimolazione, l'Aplysia ritrae le branchie, se lo stimolo viene ripetuto, la quantità di neurotrasmettitore emesso inizierà a decrescere e la conseguenza sarà una minore attivazione chiamata assuefazione. Se invece si associa allo stimolo debole, uno stimolo nocivo, lo stimolo debole verrà associato a una maggiore emissione di neurotrasmettitore e, di conseguenza, una maggiore attivazione. Respnsabile di questo meccanismo è il glutammato con i suoi recettori AMPA e NMDA. L'AMPA media la trasmissione con l'ippocampo, l'NMDA agisce a seconda dello stato della cellula postsinaptica: se essa è a riposo, i recettori NMDA sono bloccati dal Magnesio, se è depolarizzata, il magnesio viene espulso consentendo il passaggio. L'ingresso degli ioni calcio genera Long Term Potentiation. Quindi il meccaniscmo dell'LTP agisce solamente sulle sinapsi attive delineando la sua specificità e ha luogo quando a uno stimolo debole viene associato uno stimolo forte I meccanismi di mantenimento dell'LTP sono ancora incerti, sebra che il Ca attivi le proteine chinasi, che a suavolta attivano i recettori AMPA che aumentano la trasmissione sinaptica. Sembra che il mantenimento dipenda anche da cambiamenti morfologici nella sinapsi.
  2. Ruolo funzionale dell’amigdala e sue connessioni funzionali l'amigdala ha diverse funzioni: svolge un ruolo chiave nella formazione e nelle memorizzazioni di ricordi associati ad eventi emotivi. E' responsabile del condizionamento di pura : è grazie all'amigdala che l'essere umano impara ad evitare le situazioni pericolose (è correlato l'istinto di sopravvivenza). Partecipa poi all'elaborazione di emozioni come rabbia, paura, agressività, tristezza, ansia, piacere. Contribuisce infine al ricordo di ciò che ha procurato dolore, all'eccitazione e ai processi decisinali. Ledoux afferma che l'amigdala riceve due connessioni: la via corticale (analisi viviva degli stimoli) e sottocorticale-talamica (dai nuclei posteriori del talamo all'amigdala) risposte emozionali prima dell'analisi razionli dello stimolo (prima ci spaventiamo e poi ragioniamo sullo stimolo).
  3. Descrivere gli esperimenti che hanno dimostrato il ruolo dell’ipotalamo nelle risposte emotive L'ipotalamo integra le informazioni dal prosencefalo, dal tronco, dal midollo spinale e dai neuroni intrinsechi chemiosensibili. Controlla inoltre il flusso sanguigno, il