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Forme di stato forme di governo, Dispense di Diritto Pubblico

diritto pubblico italiano e comparato

Tipologia: Dispense

2016/2017

Caricato il 09/02/2017

Monar.Game
Monar.Game 🇮🇹

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II FORME DI STATO 1
Forma di Stato. La forma di Stato è diversa dalla forma di Governo, la prima
rappresenta il rapporto che corre tra le autorità dotate di potestà di imperio e la
società civile, la seconda rappresenta i modi in cui i poteri sono distribuiti tra gli
organi dello stato e i rapporti che intercorrono tra essi. Tra forma di Stato e forma di
Governo esiste un rapporto di strumentalità. Nell'ambito delle forme di stato
possiamo distinguere 'Stato assoluto', 'Stato liberale', 'Stato di democrazia liberale',
'Stato totalitario', 'Stato socialista'. In ciascuna forma di Stato sono state individuate
varie tipologie di forma di governo, ad esempio, nella forma di Stato a democrazia
pluralista possiamo ritrovare le forme di governo 'parlamentare', 'neoparlamentare',
'presidenziale', 'direttoriale', 'semipresidenziale'. Forme di Stato e forme di Governo
sono idealtipi. Lo Stato assoluto è la prima forma di stato moderno, il potere era
tutto incentrato sulla corona così che il trono non restasse mai vacante, il giudizio
del re non veniva mai messo in discussione, era di carattere sacro, divino. Con la
crisi dello Stato assoluto nasce, tra la fine del '700 e la prima metà dell'800, lo Stato
liberale. Le caratteristiche di questa tipologia di stato sono la base sociale ristretta
ad una sola classe, il principio di autonomia e libertà dei privati, il principio
rappresentativo, lo stato di diritto. Con lo stato liberale nasce 'L'economia di
mercato che si si basa sul libero incontro tra domanda e offerta di un determinato
bene. Questo tipo di economia si è affiancata al modo di produzione capitalistico.
Lo Stato assoluto ostacola la nuova economia. Lo Stato liberale è caratterizzato da
alcuni tratti particolari: • lo stato è considerato uno strumento per la tutela delle
libertà e dei diritti degli individui, soprattutto del diritto di proprietà. • Essendo,
garantire i diritti, lo scopo primario dello stato liberare, questo viene considerato
come uno stato limitato, uno stato che si vieta di intervenire nella sfera economica,
al contrario dello stato assoluto. • Lo stato liberare riconosce e tutela le libertà
personali, di stampa, di associazione, di religione etc., ponendo gli individui in
modo eguale di fronte alla legge. • Interviene la separazione dei poteri, ovvero il
potere politico viene suddiviso tra soggetti istituzionali diversi che si controllano a
vicenda. • La tutela dei diritti è affidata alla legge, solo la legge può limitare la libertà
individuale. Non possono esistere potestà pubbliche che non siano espressamente
previste dalla legge. Il principio di legalità è uno dei tratti fondamentali dello stato
liberale, questa funzione della legge si basa su due caratteristiche: la legge deve
avere i caratteri della generalità e dell'astrattezza, lo stato liberale si basa sul
principio rappresentativo. • Lo stato liberale si basa sul principio rappresentativo,
ma i rappresentanti vengono eletti da un corpo elettorale molto ristretto
essenzialmente composto da elementi appartenenti alla classe borghese. Chi faceva
part dell'elettorato doveva avere una determinata cultura, un determinato reddito, le
persone che potevano votare erano considerate 'affidabili', per questo motivo
nonostante i passi avanti rispetto allo stato assoluto lo stato liberale continua ad
essere considerato uno stato monoclasse. Lo Stato di democrazia pluralista nasce
in seguito alla trasformazione dello stato liberale, portando all'allargamento della
sua base sociale, passando da stato monoclasse a stato pluriclasse e fondando la
sua esistenza sul riconoscimento e sulla garanzia della pluralità dei gruppi, degli
interessi, delle idee. Questo allargamento dell'elettorato passivo è culminato con il
suffragio universale. Nello stato a democrazia pluralista si affermano i partiti di
massa, vi è uno scontro tra interessi eterogeni negli organi di partito, vengono
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II FORME DI STATO 1

Forma di Stato. La forma di Stato è diversa dalla forma di Governo, la prima rappresenta il rapporto che corre tra le autorità dotate di potestà di imperio e la società civile, la seconda rappresenta i modi in cui i poteri sono distribuiti tra gli organi dello stato e i rapporti che intercorrono tra essi. Tra forma di Stato e forma di Governo esiste un rapporto di strumentalità. Nell'ambito delle forme di stato possiamo distinguere 'Stato assoluto', 'Stato liberale', 'Stato di democrazia liberale', 'Stato totalitario', 'Stato socialista'. In ciascuna forma di Stato sono state individuate varie tipologie di forma di governo, ad esempio, nella forma di Stato a democrazia pluralista possiamo ritrovare le forme di governo 'parlamentare', 'neoparlamentare', 'presidenziale', 'direttoriale', 'semipresidenziale'. Forme di Stato e forme di Governo sono idealtipi. Lo Stato assoluto è la prima forma di stato moderno, il potere era tutto incentrato sulla corona così che il trono non restasse mai vacante, il giudizio del re non veniva mai messo in discussione, era di carattere sacro, divino. Con la crisi dello Stato assoluto nasce, tra la fine del '700 e la prima metà dell'800, lo Stato liberale. Le caratteristiche di questa tipologia di stato sono la base sociale ristretta ad una sola classe, il principio di autonomia e libertà dei privati, il principio rappresentativo, lo stato di diritto. Con lo stato liberale nasce 'L'economia di mercato che si si basa sul libero incontro tra domanda e offerta di un determinato bene. Questo tipo di economia si è affiancata al modo di produzione capitalistico. Lo Stato assoluto ostacola la nuova economia. Lo Stato liberale è caratterizzato da alcuni trat ti particolari: • lo stato è considerato uno strumento per la tutela delle libertà e dei diritti degli individui, soprattutto del diritto di proprietà. • Essendo, garantire i diritti, lo scopo primario dello stato liberare, questo viene considerato come uno stato limitato, uno stato che si vieta di intervenire nella sfera economica, al contrario dello stato assoluto. • Lo stato liberare riconosce e tutela le libertà personali, di stampa, di associazione, di religione etc., ponendo gli individui in modo eguale di fronte alla legge. • Interviene la separazione dei poteri, ovvero il potere politico viene suddiviso tra soggetti istituzionali diversi che si controllano a vicenda. • La tutela dei diritti è affidata alla legge, solo la legge può limitare la libertà individuale. Non possono esistere potestà pubbliche che non siano espressamente previste dalla legge. Il principio di legalità è uno dei tratti fondamentali dello stato liberale, questa funzione della legge si basa su due caratteristiche: la legge deve avere i caratteri della generalità e dell'astrattezza, lo stato liberale si basa sul principio rappresentativo. • Lo stato liberale si basa sul principio rappresentativo, ma i rappresentanti vengono eletti da un corpo elettorale molto ristretto essenzialmente composto da elementi appartenenti alla classe borghese. Chi faceva part dell'elettorato doveva avere una determinata cultura, un determinato reddito, le persone che potevano votare erano considerate 'affidabili', per questo motivo nonostante i passi avanti rispetto allo stato assoluto lo stato liberale continua ad essere considerato uno stato monoclasse. Lo Stato di democrazia pluralista nasce in seguito alla trasformazione dello stato liberale, portando all'allargamento della sua base sociale, passando da stato monoclasse a stato pluriclasse e fondando la sua esistenza sul riconoscimento e sulla garanzia della pluralità dei gruppi, degli interessi, delle idee. Questo allargamento dell'elettorato passivo è culminato con il suffragio universale. Nello stato a democrazia pluralista si affermano i partiti di massa, vi è uno scontro tra interessi eterogeni negli organi di partito, vengono

riconosciuti i diritti sociali come strumento per l'integrazione nello stato di gruppi sociali più svantaggiati. Una grande differenza nel passaggio dallo stato liberale allo stato a democrazia pluralista sta nell'affermazione dei partiti di massa nati grazie anche all'estensione del diritto al voto con il suffragio universale. Con la creazione di questa tipologia di partito trovano voce anche i lavoratori vittime del capitalismo che riescono ad aggregarsi in associazioni sindacali per esprimere la loro opinione, votando la parte politica che meglio rispecchia la loro visione delle cose. Inizia a notarsi una sostanziale uguaglianza tra tutti gli uomini e le donne, al contrario di quanto accadeva nelle precedenti forme di stato dove la divisione per classi era molto accentuata. Il parlamento è diventato il luogo dove si confrontano ideologie diverse, il partito vincitore occupa la maggioranza, il partito vinto non sparisce dalla sfera politica, ma occupa il ruolo di opposizione collaborando quando lo ritiene opportuno con il governo in carica e cercando di ingraziarsi l'elettorato in vista delle successive elezioni. In Italia e in Germania i partiti di massa non si sono affermati subito, al loro posto, a causa di determinati problemi, sono nati dei partiti unici sfociati poi in vere e proprie dittature di partito. In Italia dal 1922 al 1943 ha operato il Fascismo, mentre in Germania il Nazionalsocialismo è stato in carica dal 1933 al

  1. In Russia invece un'alternativa alle democrazie pluraliste è stato lo Stato socialista. Uno dei problemi principali che hanno dovuto affrontare gli stati di democrazia è stato quello di tenere insieme una società formata da individui di classi diverse. Questa problematica è stata risolta lasciando all'economia libero spazio ma permettendo allo stato di intervenire laddove gli individui in condizioni disagiate abbiano bisogno di aiuto. Per questo lo stato di democrazia pluralista viene definito 'Stato del benessere' o 'Welfare State'. Con il XX secolo, lo stato di democrazia pluralista ha dovuto affrontare numerosi altri problemi come la crisi finanziaria, la globalizzazione, l'integrazione europea. La crisi finanziaria ha portato ad una scelta negli investimenti del captale di stato, infatti non potendo innalzare la pressione fiscale oltre una certa soglia, lo stato è costretto a tagliare la spesa pubblica dimezzando i servizi di interesse sociale o comunque tagliando la maggior parte dei finanziamenti ad essi destinati. Per evitare che su questi servizi aggravi tutto il peso del deficit fiscali lo stato può ricorrere a diverse possibilità: alcuni servizi vengono garantiti in modo gratuito solo ai meno abbienti, introducendo un ticket che dovrà essere pagato in base al reddito per coloro che invece non rientrano in questa categoria; si fa leva sul principio di responsabilità individuale, inserendo ad esempio delle pensioni aggiuntive gestite da privati, come le banche, che grazie ai risparmi tenuti da parte in vita garantiscono una vita decorosa in età avanzata; si fa ricorso al principio di sussidiarietà, che consiste sia nel trasferire la gestione di certi servizi pubblici agli enti locali per risultare più vicini al cittadino, sia inserendo dei meccanismi di aiuto in alternativa a quello fornito dallo stato, come ad esempio l'assistenza anziani, che ha costi inferiori rispetto a quello offerto dallo stato, ma ha una qualità maggiore. Infine, il tentativo di attrarre ad un livello sovranazionale alcuni compito propri dello stato sociale.

2 Rappresentanza politica.

All'interno della nozione di rappresentanza politica confluiscono due significati, quello di rappresentanza intesa come rapporto tra rappresentante e rappresentato,

sono principalmente i seguenti: l'iniziativa legislativa popolare; la petizione; il referendum. L'iniziativa legislativa popolare permette di esercitare appunto l'iniziativa legislativa ad un certo numero di individui; la petizione consiste in una specifica richiesta da parte del popolo nei confronti del governo; il referendum produce effetti giuridici e rappresenta il più importante strumento di democrazia diretta. Questo strumento di democrazia diretta va in conflitto con il principio di identità tra governanti e governati.

3 La separazione dei poteri.

Il principio della separazione dei poteri è stato istituito per tutelare le libertà degli individui e limitare il potere politico. Per assicurare la libertà politica è necessario che i poteri pubblici siano suddivisi in tre categorie: • il potere legislativo, che consiste nel porre le leggi, ossia norme giuridiche generali e astratte; • il potere esecutivo, che consiste nell'applicare le leggi all'interno dello stato, e nel tutelare lo stato stesso dalle minacce esterne; • il potere giudiziario, che consiste nell'applicare la legge per risolvere un conflitto. Ciascun potere viene individuato per la funzione che esercita, è fondamentale che ogni funzione sia attribuita a poteri distinti, inoltre ogni potere deve poter influenzare l'altro così che nessuno ognuno possa frenare gli eccessi dell'altro. Nel sistema statunitense il principio della separazione dei potere ha trovato la sua massima applicazione. Per spiegare al meglio questi fenomeni è stata formulata la 'Teoria formale-sostanziale della separazione dei poteri', secondo la quale bisogna distinguere il potere in senso oggettivo dalle funzioni dello stato. Le funzioni sono tre e vengono applicate secondo due cr iteri: • criteri materiali: 1. Funzione legislativa, pone norme generali e astratte; 2. Funzione esecutiva, consiste nella cura dei pubblici interessi; 3. Funzione giurisdizionale, applica le norme per risolvere una controversia. • Criteri formali: 1. Il potere legislativo esercita la funzione formalmente legislativa; 2. Il potere esecutivo esercita la funzione formalmente esecutiva; 3. Il potere giudiziario esercita la funzione formalmente giudiziaria. Una particolare applicazione della teoria formale- sostanziale consiste nella distinzione tra legge in senso materiale e legge in senso formale. Con le profonde trasformazioni politico-sociali che hanno accompagnato l'affermazione dello stato di democrazia pluralista, sono sopraggiunti ulteriori campi di interesse nel campo politico-istituzionale che hanno permesso la creazione di una nuova funzione: la 'Funzione di indirizzo politico, che consiste nella determinazione delle linee fondamentali di sviluppo dell'ordinamento e e della politica interna ed esterna dello stato e nella cura della loro corretta applicazione. Questa funzione si traduce nell'attuazione di diversi atti formali come le leggi del parlamento, i decreti legislativi del governo, la stipulazione di atti internazionali, etc. All'art 95 viene espressamente menzionato l'indirizzo politico. Nell'art 97 della nostra costituzione è stata inserita la separazione tra politica e amministrazione, si crea così una distinzione tra i poteri di indirizzo, che spettano al governo, e i poteri di gestione amministrativa, che spettano ai dirigenti della burocrazia. Inoltre l'amministrazione si scompone in una pluralità di apparati più o meno dipendenti tra loro. La funzione legislativa non si caratterizza più per la produzione di norme astratte e generali, la legge infatti sempre più spesso cerca di provvedere, creando così la ' legge provvedimento'. Anche la funzione giurisdizionale assume tratti

differenti rispetto al modello liberale, uno dei quali è che sugli organi giurisdizionali vengono scaricate domande che non hanno trovato risposta nei tradizionali circuiti rappresentativi; inoltre nelle democrazie pluraliste vi è l'introduzione di una nuova funzione, quella della garanzia giurisdizionale della costituzione, in alcuni stati come l’Italia è addirittura presente l'organo istituzionale Presidente della Repubblica che ha la funzione principale di garantire gli equilibri costituzionali senza partecipare all'indirizzo politico. In una democrazia pluralista come quella italiana la separazione dei poteri si traduce nei seguenti termini: • esistono più poteri in senso soggettivo tra loro reciprocamente indipendenti, grazie alla divisione orizzontale affiancata ad una divisione verticale si formano stati regionali, riducendo il potere politico detenuto dagli organi centrali; • rest a la possibilità di distinguere le tre funzioni dello stato tradizionali a cui si aggiungono la funzione di indirizzo politico e quella di garanzia costituzionale della costituzione; • risulta difficile definire sotto il profilo formale la funzione amminis trativa; • l'evoluzione dei rapporti tra poteri ha portato a soddisfare l'esigenza di dividere il potere politico e realizzare un controllo sullo stesso distinguendo tra la funzione di maggioranza che governa e opposizione che controlla.

4 La regola di maggioranza.

La regola di maggioranza, che garantisce il funzionamento dello stato liberale e della democrazia pluralistica, assume significati e funzioni diverse: • Principio funzionale: tecnica attraverso cui collegio può decidere, è adottata la decisione che ottiene la maggioranza, l'affermarsi di questa regola pone tutti i membri del collegio sullo stesso piano, il voto di uno non può valere più del voto di qualcun'altro. Nonostante questa regola sia stata adottata per evitare che ci sia prevaricazioni, è possibile che si ricada sulla tirannia della maggioranza, ovvero sui più che cercano di eliminare i meno. Nelle democrazie dove la maggioranza è stabile, e non casuale, si crea una distinzione tra maggioranza politica e minoranza politica. La costituzione garantisce e protegge l'esistenza delle minoranze. • Principio di rappresentanza: mezzo attraverso cui si eleggono il parlamento e le altre assemblee rappresentative, viene eletto il candidato che ottiene la maggioranza dei voti (semplice o assoluta). • Pri ncipio di organizzazione politica: criterio attraverso cui si svolgono i rapporti tra i partiti politici nel parlamento. Alcuni sistemi elettorali benché non siano basati su una regola di maggioranza riescono comunque ad ottenere una maggioranza stabile ed un governo autoritario, non è questo il caso dell’Italia. Bisogna però distinguere ulteriormente tra democrazie maggioritarie e democrazie consciative. Nelle prime la regola di maggioranza diventa principio di organizzazione dei rapporti tra i soggetti politici, c'è quindi la suddivisione tra maggioranza al governo e opposizione che controlla ogni sua mossa e cerca di guadagnarsi la fiducia degli elettori in vista delle prossime elezioni. Nelle seconde invece c'è la tendenza a far convivere le fazioni politiche al fine di condividere il potere. Le leggi sono il frutto di compromessi tra partiti politici, ognuno ottiene qualcosa in cambio di qualcos'altro.

solo grazie ad una macchina totalmente artificiale e chiede di essere lasciato morire? In questi casi, non essendoci una ambito giurisdizionale che disciplina questi casi, è compito del giudice decidere in base al caso che gli si presenta davanti.

6 Stato unitario, Stato federale, Stato regionale.

Con la separazione de poteri a livello verticale si ha la distinzione tra Stato unitario e Stato composto. Nello stato unitario il potere attribuito allo stato centrale, questo tipo di stato ha caratterizzato il panorama politico europeo; nello stato composto il potere è suddiviso tra lo stato centrale e gli enti territoriali da esso distinti, questo tipo di stato, in particolare la versione federale ha caratterizzato il panorama degli stati uniti. Lo stato federale ha una propria costituzione, per modificarla bisogna ricorrere ad una revisione costituzionale, ha una camera che partecipa al parlamento. Lo stato regionale, anch'esso facente parte del genere di stato composto, è riconosciuti in tutti i suoi diritti dalla costituzione statale, non ha una camera rappresentativa in parlamento, sta alla corte costituzionale risolvere i problemi tra stato e regioni.

7 L'unione Europea.

L'unione Europea è stata introdotta dal trattato di Maastricht, all'interno della sua

Struttura istituzionale vi sono la CE, la PESC, e la CGAI. La CE consente decisioni che non necessitano del consenso di tutti gli stati membri al contrario delle altre due. L'organizzazione comunitaria si articola in tre diversi organi: • il consiglio europeo, organo incaricati di definire gli ordinamenti politici generali, privo di poteri normativi propri, il presidente che rappresenta la UE viene eletto a maggioranza qualificata, dura in carca due anni e mezzo e non può ricoprire cariche internazionali; • il consiglio , esercita la funzione legislativa e la funzione di bilancio, è formato da un rappresentante per ogni stato membro, ed è presieduto da uno d questi a turno per un periodo di sei mesi. Le delibere sono approvate a maggioranza qualificata. Per svolgere le sue funzioni il consiglio si affida al comitato dei rappresentanti permanenti, formato dai membri permanenti e incaricato di preparare i lavori del consiglio; • la commissione europea, dispone di poteri di iniziativa normativa per gli atti che adotta il consiglio, poteri di decisioni amministrative e di regolamentazioni, di poteri di controllo verso gli stati riguardo l'adempimento agli obblighi comunitari. Inoltre la corte può disciplinare i rapporti tra i privati e il loro stato laddove non venga attuato correttamente il diritto comunitario del paese stesso. La commissione è composta da 27 membri, uno per ogni stato che surano in carica per cinque anni. • Il parlamento europeo, composto dai rappresentanti degli stati membri eletti in ciascuno stato a suffragio universale, partecipa attivamente al processo di formazione degli atti normativi attraverso la procedura legislativa ordinaria, dispone di un potere diretto sulla commissione; • la corte di giustizia, organo giurisdizionale comunitario, deve assicurare il rispetto del diritto nell'applicazione del trattato, è composta da tanti giudici quanti sono gli stati membri, nella sua funzione viene aiutata dal tribunale di primo grado; • la corte dei

conti, organo di controllo stabile della comunità, deve controllare le entrate e le uscite della comunità; • il comitato economico e sociale, organo consultivo del consiglio, della commissione, de PE, è composto dai rappresentanti delle diverse categorie economiche e sociali, deve esprimere la sua opinione obbligatoriamente nei casi previsti dal trattato; • il comitato delle regioni, organo consultivo delle istituzioni europee, composto dai rappresentanti delle collettività regionali e locali, viene consultato obbligatoriamente per i casi previsti dal trattato. Le competenze dell'UE sono specifiche e legate ai casi menzionati nel trattato.