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Formulario di matematica generale, con le principali definizioni e teoremi, di cui alcuni con dimostrazioni, utile per l'esame di matematica.
Tipologia: Formulari
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Sottospazi lineari. Un sottospazio lineare o vettoriale di S di R n è un sottoinsieme di R n tale che:
Se esistono degli scalari λ 1 , λ 2 ,..., λ m ∈ R non tutti nulli, tali che allora i vettori x 1 , x 2 , ..., x m sono linearmente dipendenti. Vettori linearmente dipendenti. Dati x 1 , x 2 , ..., x m ∈ S ⊆ R n e λ 1 , λ 2 , ..., λm ∈ R chiamiamo la combinazione lineare dei vettori x 1 , x 2 ,..., x m con pesi o coefficienti λ 1 , λ 2 , ... , λ m : € x = λ 1 x 1
Se è € λ i x i
∑ (^) i solo con λ 1 = λ 2 = ... = λ m = 0, allora i vettori x 1 , x 2 , ..., x m sono linearmente indipendenti. Rango di una matrice. Il rango di una matrice A di ordine ( m , n ) è l’ordine massimo dei minori non nulli che da essa si possono estrarre. Il rango di A sarà un numero r se e solo se esiste almeno una sottomatrice quadrata di ordine r con determinante diverso da zero ed inoltre tutte le sottomatrici quadrate di ordine superiore hanno determinante nullo. Teoremi di Laplace.
Teorema di Cramer. Sia Ax = b un sistema quadrato con A di ordine n e con | A | ≠ 0 , tale sistema ammette ∀ b ∈ R n l’unica soluzione: € xk = det( k^ )^ A det A , k = 1 ,2 , ... , n , ove det( k ) A è il determinante della matrice che si ottiene da A sostituendo la colonna Ak^ di A con il vettore b. Matrice inversa. Sia A quadrata di ordine n. Se esiste un’altra matrice quadrata tale che (matrice identica) allora B è la matrice inversa o reciproca di A e si indica con A
€
− 1 = (^) ( A −^1 )'
Derivata. Se € lim Δ x → 0 Δ y 0 Δ x = lim Δ x → 0 f ( x 0 + Δ x ) − f ( x 0 ) Δ x = L finito, allora^ L^ si chiama derivata di^ f^ ( x ) nel punto^ x 0 e si indica con f '( x 0 ). Se f ( x ) è derivabile in ogni punto dell’intervallo ( a , b ) vuol dire che esiste finito ∀ x ∈( a , b ): € lim Δ x → 0 f ( x 0 + Δ x ) − f ( x 0 ) Δ x = f '( x ) , e allora f '( x ) è la derivata di f ( x ) nel generico punto x. Funzione derivabile in x 0. Sia f : R R. f ( x ) è una funzione derivabile in x 0 se: € lim h → 0 + f ( x 0 + h ) − f ( x 0 ) h = lim h → 0 − f ( x 0 + h ) − f ( x 0 ) h = c < +∞ Sia f ( x ) derivabile in x 0 ∈ T****. Dimostrare che f ( x ) è continua in x 0. Fare vedere che non vale il contrario. Sapendo che € lim Δ x → 0 f ( x 0 + Δ x ) − f ( x 0 ) Δ x = f '( x 0 ) moltiplichiamo e dividiamo € f ( x 0 + Δ x ) − f ( x 0 )per € Δ x ≠ 0 : € f ( x 0 + Δ x ) − f ( x 0 ) = lim Δ x → 0 f ( x 0 + Δ x ) − f ( x 0 ) Δ x
⋅ Δ x Calcoliamo i limiti di entrambi i membri: € lim Δ x → 0 f ( x 0 + Δ x ) − f ( x 0 ) Δ x = f '( x 0 )e Allora sarà: € lim Δ x → 0 f ( x 0 + Δ x ) − f ( x 0 ) Δ x
⋅ Δ x = f '( x 0 )⋅ 0 = 0 e quindi € lim Δ x → 0 { f^ ( x 0 +^ Δ x )^ −^ f^ ( x 0 )} =^0 Non vale il contrario, esempio quando si ha un punto angoloso, un punto con tangente verticale oppure una cuspide. Sia f ( x ) derivabile in x 0 ∈ ( a , b ). Dimostrare che f '( x ) > 0 è crescente in x 0. Fare vedere che non vale il contrario. Sapendo che € lim Δ x → 0 f ( x 0 + Δ x ) − f ( x 0 ) Δ x = f '( x 0 ) Poniamo per cui: € lim Δ x → 0 f ( x ) − f ( x 0 ) x − x 0 = L = f '( x 0 ) > 0 Allora € ∃ I ( x 0 ) | f ( x ) − f ( x 0 ) x − x 0
0 , x ≠ x 0 Non vale il contrario, esempio quando si ha un punto di flesso in un tratto crescente della funzione. Punto di massimo relativo. Sia f : R R, f ( x ) con dominio R. x 0 è punto di massimo relativo per f se esiste un intorno Int( x 0 ,δ) tale che per ogni x appartenente a Int( x 0 ,δ) risulta che € f ( x ) ≤ f ( x 0 ). Punto di minimo relativo. Sia f : R R, f ( x ) con dominio R. x 0 è punto di minimo relativo per f se esiste un intorno Int( x 0 ,δ) tale che per ogni x appartenente a Int( x 0 ,δ) risulta che € f ( x ) ≥ f ( x 0 ).
Teorema di Fermat. Ipotesi:1) f ( x ) derivabile in x 0 interno a T 2 ) x 0 punto di max o min (relativo) Tesi: € f '( x 0 ) = 0 Dimostrazione: x 0 punto di max, f ( x 0 ) ≥ f ( x ), ∀ x ∈I( x 0 ), poniamo x = x 0 + Δ x , poiché x 0 è punto interno si possono considerare si incrementi Δ x positivi che negativi. € f (^) ( x 0 ) ≥ f (^) ( x 0 + Δ x ),∀( x 0 + Δ x ) ∈ I (^) ( x 0 ) → f (^) ( x 0 + Δ x ) − f (^) ( x 0 ) ≤ 0 ,∀ (^) ( x 0 + Δ x ) ∈ I (^) ( x 0 ) Poniamo a sistema: € f ( x 0 + Δ x ) − f ( x 0 ) Δ x ≤ 0 , Δ x > 0 , ∀( x 0 + Δ x ) ∈ I ( x 0 ) f ( x 0 + Δ x ) − f ( x 0 ) Δ x ≥ 0 , Δ x < 0 , ∀( x 0 + Δ x ) ∈ I ( x 0 )
Risulta: € 1 ) lim Δ x → 0 + f ( x 0 + Δ x ) − f ( x 0 ) Δ x = f '+ ( x 0 ) ≤ 0 2 ) lim Δ x → 0 − f ( x 0 + Δ x ) − f ( x 0 ) Δ x = f '− ( x 0 ) ≥ 0 Allora: € f '( x 0 ) = 0 Teorema di Rolle. Ipotesi:1) f ( x ) continua in [ a , b ]
⋅ ( x − a ) g ( x ) è continua in [ a , b ] e derivabile in ( a , b ): € g '( x ) = f '( x ) − f ( b ) − f ( a ) b − a
g ( a ) = f ( a ) − f ( a ) − f ( b ) − f ( a ) b − a
⋅ ( a − a ) = 0 e € g ( b ) = f ( b ) − f ( a ) − f ( b ) − f ( a ) b − a
⋅ ( b − a ) = 0 Quindi: g ( a ) = g ( b ) = 0 Applichiamo Rolle: € ∃ c ∈ ( a , b ) | g '( c ) = 0 € g '( c ) = f '( c ) − f ( b ) − f ( a ) b − a
f ( b ) − f ( a ) b − a
= f '( c )
Integrale indefinito. Sia f ( x ) definita in [ a , b ] dicesi primitiva di f ( x ) una funzione F ( x ) derivabile su [ a , b ] tale che: F '( x ) = f ( x ), ∀ x ∈[ a , b ]. Teorema: Se F ( x ) è primitiva di f ( x ), x ∈[ a , b ], allora sono primitive di f ( x ) anche le funzioni G ( x ) = F ( x ) + c , con c costante arbitraria. Viceversa, ogni primitiva di f ( x ) in [ a , b ] è del tipo G ( x ) = F ( x ) + c. Dimostrazione: D ( G ( x )) = D ( F ( x ) + c ) = F '( x ) + 0 = f ( x ). Viceversa, si G ( x ) una primitiva di f ( x ) diversa da F ( x ), allora: G' ( x ) = f ( x ) e quindi G' ( x ) = F' ( x ) cioè (2° corollario del terorema di Lagrange): G ( x ) – F ( x ) = c → G ( x ) = F ( x ) + c L’insieme di tutte le infinite primitive di f ( x ) è l’integrale indefinito di f ( x ): € ∫^ f^ ( x ) dx Definizione generale di integrale definito (secondo Riemann–Darboux). Sia f ( x ) definita in [ a , b ] e ivi limitata. a = x 0 < x 1 < x 2 < ... < x n– 1 < xn = b ei = estremo inferiore di f ( x ) nell’i-esimo intervallo [ xi – 1 , xi ] Ei = estremo duperiore di f ( x ) nell’i-esimo intervallo [ xi – 1 , xi ] € ei δ i i = 1 n ∑ = somma integrale minorante € Ei δ i i = 1 n ∑ = somma integrale maggiorante poniamo: Si dimostra che esistono finiti i due limiti: € lim δ (^) M → 0 ei δ i i = 1 n ∑ =^ I^ =^ f^ ( x ) dx a b ∫ (integrale inferiore) e € lim δ (^) M → 0 Ei δ i i = 1 n ∑ =^ I^ =^ f^ ( x ) dx a b ∫ (integrale superiore) Se risulta: € f ( x ) dx = I a b ∫ , allora^ I^ è l’integrale definito di^ f^ ( x ) in [ a , b ]: € I = f ( x ) dx a b ∫ Condizione necessaria, condizioni sufficienti per l’esistenza dell’integrale definito (nel senso di Riemann–Darboux).
b − a f ( x ) dx a b ∫
Teorema della media integrale (o del valor medio integrale). Ipotesi: f ( x ) continua in [ a , b ] Tesi: € ∃ c ∈[ a , b ] | f ( c ) =
b − a f ( x ) dx a b ∫ Dimostrazione: €
Per la proprietà di isotonia: € mdx ≤ f ( x ) dx ≤ Mdx a b ∫ a b ∫ a b ∫ → € m ( b − a ) ≤ f ( x ) dx ≤ M ( b − a ) a b ∫ Divido tutto per b – a : € m ≤
b − a f ( x ) dx ≤ a b ∫ M Poiché f ( x ) è continua in [ a , b ] grava il teorema di Darboux: € ∃ c ∈[ a , b ] | f ( c ) =
b − a f ( x ) dx a b ∫ Teorema fondamentale del calcolo integrale (Newton-Leibniz-Torricelli-Barrow). Consideriamo la funzione integrale F ( x ) definita da: € F ( x ) = f ( t ) dt a x ∫ Ipotesi: Sia f ( x ) continua in [ a , b ]. Tesi: F ( x ) è derivabile in [ a , b ] e risulta F '( x ) = f ( x ),∀x∈[ a , b ] Dimostrazione: € F ( x + Δ x ) − F ( x ) = f ( t ) dt − f ( t ) dt a x ∫ a x +Δ x ∫ Applico la proprietà additiva: € F ( x + Δ x ) − F ( x ) = f ( t ) dt + a x ∫ f^ ( t ) dt^ −^ f^ ( t ) dt a x ∫ a x +Δ x ∫ =^ f^ ( t ) dt a x +? x ∫ Poiché f ( x ) è continua applico il teorema della media: € f ( t ) dt = f ( c )⋅ Δ x a x +Δ x ∫ con c∈[ x ,^ x^ +^ Δ x ] Quindi: € F ( x + Δ x ) − F ( x ) = f ( c )⋅ Δ x (Δ x ≠ 0) Divido entrambi i membri per Δ x : € F ( x + Δ x ) − F ( x ) Δ x = f ( c ) Se € Δ x → 0 allora € c → x e € lim Δ x → 0 f ( c ) = lim c → x f ( c ) = f ( x ) Allora: € lim Δ x → 0 F ( x + Δ x ) − F ( x ) Δ x = lim Δ x → 0 f ( c ) = f ( x ) cioè: Sia f ( x ) continua in [ a , b ] e sia G ( x ) una sua qualsiasi primitiva. Dimostrare che. Tutte le primitive di f ( x ) continua in [ a , b ] sono date da: € F ( x ) + c = f ( t ) dt + c a x ∫ Sia G ( x ) una qualsiasi primitiva di f ( x ): € G ( x ) = f ( t ) dt + c a x ∫ Calcolo G ( a ): € G ( a ) = f ( t ) dt + c = c a a ∫ , e quindi avrò che: € G ( x ) = f ( t ) dt + G ( a ) a b ∫ Calcolo G ( b ): € G ( b ) = f ( t ) dt + G ( a ) a b ∫ , cioè: € G ( b ) − G ( a ) = f ( t ) dt a b ∫