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FRIEDRICH NIETZSCHE.., Appunti di Filosofia

FRIEDRICH NIETZSCHE: vita, la critica della cultura e della storia, parole chiave: apollineo-dionisiaco, eterno ritorno, nichilismo, oltreuomo, volontà di potenza.....

Tipologia: Appunti

2021/2022

Caricato il 26/03/2024

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martina-rossi-y1i 🇮🇹

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FRIEDRICH NIETZSCHE
Nietzsche è il filosofo che, in nome della vita, si propone una trasvalutazione di tutti i
valori, non volendo restare nel nichilismo, che aveva implacabilmente smascherato
assieme ai valori tradizionali. Il suo compito costruttivo non è stato però eseguito
oppure è stato male inteso: ha dovuto, pertanto, subire tutta una serie di
interpretazioni che non gli hanno reso giustizia. Forse è più opportuno lasciare a
Nietzsche la sua provocante e insoddisfatta inattualità. Il suo pensiero ha
influenzato, oltre che quasi tutti gli orientamenti filosofici del ’900, gli ambiti più
disparati, dalla letteratura alla musica, dalla pittura e arte espressionistica alla
riflessione sociologica, fino a veder travisata in senso politico-ideologico la sua teoria
della volontà di potenza.
LA VITA
Figlio di un pastore protestante, Friedrich Wilhelm Nietzsche (Roecken, Luetzen,
1844 - Weimar 1900) studia all’università di Bonn e di Lipsia. Giovanissimo, vince la
cattedra di filologia classica all’università di Basilea. La nuova destinazione gli
permette di frequentare Richard e Cosima Wagner con un rapporto di intenso
scambio culturale e affettivo nei loro confronti, rotto più tardi quando Nietzsche
percepisce in Wagner le componenti decadenti e antisemite. Nel 1879 per problemi
di salute è costretto a lasciare l’insegnamento e trascorre circa un decennio in varie
peregrinazioni culturali in diversi paesi europei, dedicandosi a un’intensa attività di
studio e di scrittura, mentre la sua malattia si aggrava fino a culminare nella pazzia.
La critica della cultura e della storia
La “Nascita della tragedia”
L’uomo teoretico della cultura tedesca
L’impulso apollineo
L’impulso dionisiaco
La tragedia attica
La ripresa dello spirito tragico
La critica allo storicismo
Con La nascita della tragedia dallo spirito della musica (1872) Nietzsche critica
sostanzialmente il carattere unilaterale e riduttivo della cultura tedesca del suo
tempo, in cui predomina l’uomo teoretico. Questi corrisponde al mondo della
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FRIEDRICH NIETZSCHE

Nietzsche è il filosofo che, in nome della vita, si propone una trasvalutazione di tutti i valori, non volendo restare nel nichilismo, che aveva implacabilmente smascherato assieme ai valori tradizionali. Il suo compito costruttivo non è stato però eseguito oppure è stato male inteso: ha dovuto, pertanto, subire tutta una serie di interpretazioni che non gli hanno reso giustizia. Forse è più opportuno lasciare a Nietzsche la sua provocante e insoddisfatta inattualità. Il suo pensiero ha influenzato, oltre che quasi tutti gli orientamenti filosofici del ’900, gli ambiti più disparati, dalla letteratura alla musica, dalla pittura e arte espressionistica alla riflessione sociologica, fino a veder travisata in senso politico-ideologico la sua teoria della volontà di potenza. LA VITA Figlio di un pastore protestante, Friedrich Wilhelm Nietzsche (Roecken, Luetzen, 1844 - Weimar 1900) studia all’università di Bonn e di Lipsia. Giovanissimo, vince la cattedra di filologia classica all’università di Basilea. La nuova destinazione gli permette di frequentare Richard e Cosima Wagner con un rapporto di intenso scambio culturale e affettivo nei loro confronti, rotto più tardi quando Nietzsche percepisce in Wagner le componenti decadenti e antisemite. Nel 1879 per problemi di salute è costretto a lasciare l’insegnamento e trascorre circa un decennio in varie peregrinazioni culturali in diversi paesi europei, dedicandosi a un’intensa attività di studio e di scrittura, mentre la sua malattia si aggrava fino a culminare nella pazzia. La critica della cultura e della storia

 La “Nascita della tragedia”

 L’uomo teoretico della cultura tedesca

 L’impulso apollineo

 L’impulso dionisiaco

 La tragedia attica

 La ripresa dello spirito tragico

 La critica allo storicismo

Con La nascita della tragedia dallo spirito della musica (1872) Nietzsche critica sostanzialmente il carattere unilaterale e riduttivo della cultura tedesca del suo tempo, in cui predomina l’uomo teoretico. Questi corrisponde al mondo della

scienza e della divisione tecnica dei compiti; esso è caratterizzato dalla fiducia nella possibilità di correggere il mondo per mezzo del sapere, in una vita guidata dalla sola scienza. Il prototipo e il capostipite di tale modello culturale è Socrate, che inaugura il metodo della comprensione della realtà mediante concetti. Con ciò l’arte stessa viene subordinata al concetto e si stempera nella visione delle forme apollinee, di cui non si coglie la radice profonda nel dolore e nella durezza della vita. L’impulso apollineo, che corrisponde al mondo del sogno e all’arte dello scultore, deve essere invece posto in relazione con l’impulso dionisiaco, che corrisponde al mondo dell’ebbrezza e all’arte non figurativa della musica. Se per la loro diversità i due impulsi “procedono l’uno accanto all’altro”, anzi “per lo più in aperto dissidio fra loro”, finalmente “per un miracoloso atto metafisico della ‘volontà’ ellenica, appaiono accoppiati l’uno all’altro e in questo accoppiamento producono l’opera d’arte altrettanto dionisiaca che apollinea della tragedia attica”. In questa fase Nietzsche è influenzato sia dalla metafisica di Schopenhauer, con la distinzione tra mondo della rappresentazione e mondo della volontà, sia dal dramma musicale wagneriano, che intende essere opera d’arte totale, con la fusione di musica, mito, azione dell’eroe, testo poetico e plasticità scenica. In tutto ciò Nietzsche vede la possibilità di una ripresa dello spirito tragico, intesa come sapienza che “si volge con immobile sguardo all’immagine totale del mondo, cercando di cogliere in essa l’eterna sofferenza come sofferenza propria”. Si tratta così di andare oltre i limiti della cultura teoretica, incapace “di poter scrutare, sulla base della causalità, l’intima essenza delle cose”, e di superare lo “spirito storico-critico” della cultura presente, che si riduce a raccattare elementi disgregati dietro la spinta di una “eccessiva brama di sapere”, e riannodare il legame tra vita e mito. Questi temi vengono sviluppati nelle quattro Considerazioni inattuali, e in particolare dalla seconda, Sull’utilità e il danno della storia per la vita (1874), in cui denuncia i danni provocati dalla mentalità storicistica, quali la riduzione delle verità a eventi effimeri, la passività dell’uomo nei confronti della tradizione e del passato, l’identificazione del divenire della storia con un progresso univoco. Nietzsche oppone, a favore della felicità e della vita, la capacità di dimenticare o di sentire “in modo non storico”. Per essere veramente storici, cioè creatori di storia nuova e non ripetitiva del passato, bisogna guadagnare un atteggiamento antistorico e sovrastorico. NIETZSCHE: PAROLE CHIAVE