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L’esame di fundrasing è un esame semplice, in quanto ogni informazione è riportata totalmente sul materiale della professoressa ed è anche spiegato da lei. Personalmente consiglio di frequentare il corso prima di tutto perché la professoressa è molto brava a spiegare, quindi si dimezza il lavoro da svolgere per l’esame.
Tipologia: Appunti
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Introduzione L’esame di fundrasing è un esame semplice, in quanto ogni informazione è riportata totalmente sul materiale della professoressa ed è anche spiegato da lei. Personalmente consiglio di frequentare il corso prima di tutto perché la professoressa è molto brava a spiegare, quindi si dimezza il lavoro da svolgere per l’esame. Inoltre vengono organizzati seminari cui aderiscono persone che parlano di ciò che si occupano nel concreto. Nel testo sono riportati i concetti che delle slide, insieme agli appunti presi durante le lezioni. Non sono stati inseriti gli appunti dei seminari solo perché non sapevo se ogni anno venivano riproposti gli stessi.
Votazione conseguita: 30 e lode
Fornisce risorse alla cultura/creatività per soddisfare la domanda di turismo culturale. E’ un’attività o una strategia delle imprese delle creatività, cioè i settori produttivi che si occupano di un’originalità artistica (EVENTI, MEDIA, FOTOGRAFIA, MODA E DESIGN). Devono soddisfare i bisogni del turista culturale. Compie anche altre attività:
Il fundraising è un’attività che: NON FA/FA PROFITTO: può essere svolta senza scopo di lucro o con profitti per alcune attività come bookshop e ristorante, costituite come imprese che possono generare ricavi sia per l’impresa che fa profitto, sia per quella che non ha come primo obiettivo il profitto. MONOPREZZO/DISCRIMINA IL PREZZO: può avere un unico prezzo o avere prezzi diversi.
Il fundraising è l’attività di raccolta fondi, meglio di risorse. Esiste la raccolta di denaro, quanto di risorse materiali (tempo, volontariato, soft-drinks ecc.). Tutto ciò che viene raccolto deve essere monetizzabile e a scopo di gratuità. Inoltre non deve solo finanziare un progetto, ma anche provare un impatto sul territorio. Il fundraiser si relaziona con la comunità di riferimento.
Numero dei contatti Importo delle donazioni Budget e costo fundraising Tasso di partecipazione = num.contatti/ num.sollecitazioni Valore medio = valore donazioni/ num.donanti Costo medio = costo fundraising/num.contatti Efficienza fundraising = costo fundraising/valore delle donazioni (più tende a zero, maggiore è l’efficienza). Redditività fundraising = risultato netto (val. donazione-costo fund.)/ costo fundraising (più è multiplo di 1, maggiore è la redditività).
Il FAI – Fondo Ambiente Italiano è una fondazione nazionale senza scopo di lucro che nasce nel 1975 con un obiettivo concreto: agire per la salvaguardia del patrimonio d’arte e natura italiana. Tutto ciò si traduce in:
I ricavi del FAI dipendono dalle:
Primo fondamentale documento è l’ACCORDO DI PROGRAMMA, cioè un contratto (scritto) vincolante per le parti FAI e le pubbliche amministrazioni, con il quale le parti si impegnano nella progettazione culturale. Esso individua: Le parti che hanno sottoscritto l’accordo; Una premessa storica e normativa (riferimenti a leggi e atti amministrativi); Le clausole che definiscono in cosa consiste il restauro, a quanto ammonta il budget, da dove provengono le risorse ecc.
L’accordo non è mai sufficiente; essenziali sono gli allegati come il cronoprogramma, tabella costi e ricavi ecc.
COSTI: la quasi totalità dei costi riguarda il restauro, intervento conservativo di Villa Necchi. Una minima parte è destinata al circuito delle case museo e alla catalogazione dei beni. RICAVI: inizialmente sono le pubbliche amministrazioni e il FAI a fornire le risorse necessarie. Poi interverranno anche fondazioni di origine bancaria, marchi della moda ecc. Il MIBAC si avvale della convenzione con Lottomatica. Le regioni si avvalgono di fondi FRISL, cioè un fondo di rotazione interventi straordinari. Ogni regione può finanziare con fondi propri che non vengono restituiti. Sono raccolti in un’unica voce.
Si tratta di organizzare un evento, un progetto, un’impresa attraverso i seguenti step:
o Forma giuridica che si adotta; o Come si pensa di organizzare la struttura dal luogo fisico alle attrezzature; o Dimensione dell’attività in termini monetari; o Articolazione costi e ricavi.
Villa Necchi Campiglio fu costruita tra il 1930 e 1933 da Pietro Portaluppi ed è una delle rare ville urbane del centro cittadino. Per precisa volontà delle sorelle Necchi, la proprietà è passata al FAI con l’incarico di preservare un patrimonio di cultura e storia lombarda, bensì valorizzarlo e divulgarlo. Il progetto si inserisce perfettamente nella cultura architettonica del periodo che unisce le esigenze funzionali a quelle di una raffinata decorazione. La casa custodirà, al primo piano, la collezione Alighiero de’ Micheli, ricostruzione integrale del salotto del famoso imprenditore e collezionista lombardo, composto da preziose ceramiche, dipinti, miniature e arredi. Saranno esposti oggetti pervenuti in donazione al FAI in memoria dell’antiquaria milanese, Antonia Ginetti, una preziosa collezione di porcellane, mobili e dipinti. Il progetto di restauro risponde coerentemente con la necessità di conservare e valorizzare un patrimonio artistico e culturale e arricchire la città di un nuovo centro di memoria e cultura. Il comune di Milano ha proposto la realizzazione di uno studio di fattibilità per la creazione di un circuito delle case museo milanesi, che nella prima fase coinvolge il Museo Poldi Pezzoli, Museo Bagatti Valsecchi, Casa Boschi Di Stefano e Casa Necchi Campiglio. Il comune Milano, con l’obiettivo di arricchire l’offerta culturale milanese, ha aperto al pubblico al case-museo Boschi-Di Stefano; si tratta di un prezioso appartamento borghese degli anni ’30, firmato da Portaluppi, che curò la realizzazione dell’intero palazzo. La casa raccoglie una parte della straordinaria collezione di opere di famosi pittori del novecento. La potenzialità di questo edificio ha portato e il comune di Milano a inserirlo in un circuito di case museo milanesi. Il 10 e il 23 marzo 2004 nella Conferenza preliminare, presieduta dall’Assessore alle culture, Identità e autonome della Lombardia, i soggetti sottoscrittori del presente atto hanno manifestato la determinazione a stipulare un Accordo di Programma. La Regione ha promosso l’Accordo.
L’Accordo di Programma è tra:
L’intervento consiste nel restauro conservativo della villa, compresi gli arredi, la collezione e il giardino, riportando alla preziosità originaria Casa Necchi Campiglio, arricchendola anche di strutture che ne faciliteranno l’utilizzo e l’inserimento della casa museo. Il progetto si divide in due interventi:
L’attivazione del progetto è prevista per la fine del 2006
Il FAI è il soggetto responsabile dell’attivazione dell’intervento. In accordo con gli altro soggetti e nei tempi previsti, cura e attività definite e gli adempimenti necessari per la realizzazione dell’intervento. I finanziamenti verranno erogati direttamente al FAI che provvederà alla rendicontazione, fatta eccezione per gli investimenti assegnati dal MIBAC, che verranno erogati secondo modalità stabilite da un’apposita convenzione tra Dir. Regionale per i beni culturali e del paesaggio e il FAI.
I soggetti sottoscrittori dell’Accordo si impegnano a curare i contenuti e le modalità di comunicazione esterna, a mezzo stampa e non, e le iniziative seminariali convegnistiche e divulgative, relativamente all’Accordo e agli interventi che ne sono oggetto. La Dir. Generale collabora con gli Enti sottoscrittori nelle attività di pubblicizzazione, convegnistiche e seminariali previste per la promozione e la valorizzazione del progetto.
Il costo stimato per la realizzazione degli interventi (comprensivo di tasse, imposte, ritenute) ammonta a € 4.638.900,00. La quasi totalità di questi riguarda l’intervento di Villa Necchi. Una minima parte è destinata alle Case museo e alla catalogazione dei beni. Gli oneri per la copertura di questi costi, sono ripartii tra i soggetti interessati:
Il collegio di vigilanza provvederà a: Contestare l’inadempienza a mezzo lettera raccomandata con ricevuta di ritorno, con formale diffida ad adempiere entro un congruo termine; Disporre gli interventi necessari per ottenere l’esecuzione delle inadempienze. Resta ferma la responsabilità del soggetto inadempiente per i danni arrecati con il proprio comportamento agli altri soggetti, ai quali compete di decidere la ripartizione degli oneri sostenuti. Nel caso in cui la gravità dell’inadempimento sia tale da compromettere definitivamente l’attuazione del presente Accordo, restano a carico del soggetto inadempiente tutte le spese sostenute delle altre parti.
Ogni controversia derivante dall’interpretazione e dall’esecuzione del presente Accordo che non venga definita dal Collegio di Vigilanza. Foro competente sarà quello di Milano.
Il presente Accordo di Programma sarà soggetto a verifiche periodiche, su richiesta motivata dai singoli soggetti sottoscrittori o del Collegio di Vigilanza.
L’Accordo sarà approvato con decreto del Presidente della Regione Lombardia, adottato dall’Assessore alle Culture, Identità e Autonomie della Lombardia e sarà pubblicato sul Bollettino Ufficiale della Regione Lombardia. La durata è stabilita nel cronoprogramma ed è connessa alla completa attuazione dell’intervento complessivo descritto precedentemente.
L’ecomuseo è un luogo di relazioni, di collaborazione tra cittadini e istituzioni, la conservazione e la valorizzazione del patrimonio materiale e immateriale. Il termine identifica un patto con la quale una comunità si impegna a prendersi cura di un territorio che comprende le tradizioni locali e il patrimonio culturale. Si basa su tre pilastri fondamentali:
un brand territoriale per aumentare la competitività dei territori. Il web è il mezzo più efficace per fare marketing. L’analisi del cluster del campione americano ha messo in evidenza due profili:
Bridgestone è un’azienda giapponese che produce prodotti in gomma tra cui pneumatici per auto, moto, van ecc. La conciliazione con problemi ambientali e i desideri dei clienti, hanno portato l’azienda a creare la linea di prodotti “Ecopia” a basso impatto ambientale e maggior risparmio carburante.
Bridgestone ha deciso di comunicare l’attenzione verso l’ambiente italiano, partecipando alla missione del FAI.
La fondazione Zegna nasce nel 2000 per dare continuità all’azione di Ermenegildo Zegna, importante imprenditore italiano. Le iniziative della fondazione si concretizzano in azioni filantropiche: