Scarica G4 - Case Manager - Master - 03/03/2025 e più Panieri in PDF di Diritto Sanitario solo su Docsity!
Data creazione 03/03/
Set Domande
G4 - CASE MANAGER
MASTER
CASE MANAGER
INDICE
1. CLINICAL GOVERNANCE E CASE MANAGER........................................... 2
2. LE FUNZIONI DEL CASE MANAGER .......................................................... 7
3. LA VALUTAZIONE NELL'ASSISTENZA....................................................... 9
4. IL COUNSELING RELAZIONE D'AIUTO .................................................... 13
5. LA GESTIONE DEI FARMACI...................................................................... 16
6. COMUNICAZIONE ISTITUZIONALE E SANITARIA ................................. 19
7. LA COMUNICAZIONE MULTIPROFESSIONALE ..................................... 24
8. GESTIONE DELL'ASSISTENZA E DELL'EDUCAZIONE SANITARIA..... 28
1. CLINICAL GOVERNANCE E CASE MANAGER
PROF.SSA RENATA VAIANI
01. Che cosa si intende per “Clinical governance”?
□ Insieme degli strumenti organizzativi attraverso i quali le istituzioni sanitarie assumono una diretta responsabilità perarrivare nel
territorio all'eccellenza
□ Insieme degli strumenti organizzativi attraverso i quali le istituzioni sanitarie assumono una diretta responsabilità peril miglioramento
del bilancio, fino a raggiungere il pareggio
□ nessuna delle risposte date
□ Insieme^ degli^ strumenti^ organizzativi^ attraverso^ i^ quali^ le^ istituzioni^ sanitarie^ assumono^ una^ diretta^ responsabilità^ per^ il^ miglioramento
continuo delle loro performance (MCQ) e per il mantenimento di elevati livelli di servizio attraverso la realizzazione delle condizioni necessarie per favorire l’espressione dell’eccellenza professionale
02. Cosa si intende per percorso diagnostico terapeutico?
□ il percorso ideale in quella struttura e in quel territorio in termini di sequenze temporali e spaziali, per risolvere il problema di salute del
paziente
□ il miglior percorso possibile in quella struttura e in quel territorio in termini di sequenze temporali e spaziali, per risolvere il problema
di salute del paziente. Non rappresenta perciò il percorso ideale, ma ciò che realmente si fa, per prendere in carico il paziente
□ il percorso ospedaliero del paziente per risolvere il problema di salute del paziente
□ nessuna delle risposte date
03. Cosa è necessario fare perché i percorsi diagnostico-terapeutici funzionino?
□ basarsi sulla sanità privata
□ creare una rete di servizi e un lavoro di rete
□ basarsi sui MMG
□ creare buoni ospedali
08. cosa si intende per case management per Pari?
□ nessuna delle risposte date
□ è il rispetto dei tempi di attesa sia per le visite ambulatoriali che per i ricoveri ospedalieri
□ è un sistema di erogazione dei servizi sanitari ad un utente in cui un infermiere, nel ruolo di case manager,
agisce come “accompagnatore” del paziente nel percorso diagnostico-terapeutico e di cura
□ è un sistema di erogazione di prestazioni ambulatoriali ad un utente in cui un infermiere, nel ruolo di case manager,
agisce come sostegno psicologica del paziente nel percorso di cura
09. i valori del PDT sono
□ nessuna delle risposte date
□ responsabilità
integrazione multidisciplinarietà
□ responsabilità
lavoro individuale professionalità
□ responsabilità
integrazione multidisciplinarietà valorizzazione dell'équipe professionalità complessità e qualità
10. Perché nel PDT sono necessari nuovi giochi di ruolo?
□ per recuperare la dimensione economica inscindibile dalle professioni sanitarie
□ per recuperare la dimensione etica e politica inscindibile dalle professioni sanitarie
□ per evitare i ricoveri in ospedale
□ per recuperare la valenza del medico
11. l'analisi sistematica della situazione del paziente comprende:
□ descrizione del problema
etiologia e causa scatenante del problema mappatura delle relazioni familiari e sociali valutazione delle risorse esistenti (salute, famiglia, lavoro, economiche ..)biografia e anamnesi (medica, infermieristica, socile e psicologica) stato energetico del paziente ( motivazionale, cooperazionale, emozionale)
□ descrizione del problema
etiologia e causa scatenante del problema mappatura delle relazioni familiari e sociali valutazione delle risorse esistenti (salute, famiglia, lavoro, economiche ..) stato energetico del paziente ( motivazionale, cooperazionale, emozionale)
□ valutazione delle risorse esistenti (salute, famiglia, lavoro, economiche ..)
stato energetico del paziente ( motivazionale, cooperazionale, emozionale)
□ nessuna delle risposte date
12. Audit clinico
□ comprende solo le cure infermieristiche
□ comprende tutti gli aspetti delle cure, comprese quelle infermieristiche e non mediche
□ nessuna delle risposte date
□ comprende solo le cure mediche
13. la prima definizione di audit clinico
□ Analisi critica e sistematica della efficienza della assistenza medica e che include: l’uso delle risorse, e il tempo di degenza
□ Analisi critica e sistematica della qualità della assistenza medica che include le procedure utilizzate per la diagnosi e il trattamento,
□ Analisi critica e sistematica della qualità della assistenza medica (o sanitaria) che include solo l’uso delle risorse.
□ Analisi critica e sistematica della qualità della assistenza medica (o sanitaria) che include: le procedure utilizzate per la diagnosi e il
trattamento, l’uso delle risorse, gli outcome risultanti e la qualità di vita per i pazienti”.
14. il metodo per condurre l'audit clinico è:
□ la verifica retrospettiva esterna
□ solo la verifica retrospettiva interna
□ la verifica retrospettiva interna
la verifica retrospettiva esterna
□ nessuna verifica retrospettiva
15. in una buona progettazione di audit devono esserci
□ lo scopo
il risultato atteso gli obiettivi l'oggetto lo standard di riferimento
□ lo scopo
il risultato atteso gli obiettivi l'oggetto
□ lo scopo
gli obiettivi l'oggetto lo standard di riferimento
□ lo scopo
il risultato atteso l'oggetto lo standard di riferimento
2. LE FUNZIONI DEL CASE MANAGER
PROF.SSA GRAZIA MENEGOTTO
01. L’ obiettivo di un programma di case management è quello di ottimizzare e garantire:
□ l’integrazione tra professionisti,
□ il coordinamento tra processi
□ la continuità assistenziale
□ tutte le risposte sono corrette
02. La figura professionale che garantisce il coordinamento e la continuità tra i servizi prende il nome di
□ case manager
□ care giver
□ responsabile di servizio
□ case management
03. Individuare, tra le 4 opzioni proposte, il primo step di un programma di case management
□ Sviluppo del piano di case management, stabilendo gli obiettivi dell’intervento e la priorità dei bisogni di assistenza del paziente
□ Identificazione e selezione del cliente
□ Implementazione e coordinamento delle attività di cura
□ Identificazione e valutazione del problema
04. Un valido metodo di screening utilizzato per la selezione dei pazienti, con individuazione delle situazioni a rischio di ospedalizzazione prolungata e/o dimissione difficile, è
□ La scala di Barthel
□ la scala di Brass
□ l’intervista preliminare
□ il consenso
05. “ La situazione di instabilità nella quale è insito il rischio di perdita della funzione per l’elevata suscettibilità ad eventi stressanti” descrive il concetto di
□ Fragilità
□ Vecchiaia
□ Comorbilità
□ Disabilità
06. Individuare, tra quelle proposte, la risposta errata sulla valutazione cognitiva
□ Le valutazioni sullo stato di salute mentale si possono evincere dalle valutazioni mediche presenti in cartella clinica
□ Una prima valutazione dello stato cognitivo può essere eseguita durante il colloquio preliminare all’ingresso del paziente in unità
operativa
□ la presenza di deficit cognitivi va a influire sulle capacità di autocura e di apprendimento della persona assistita
□ La valutazione cognitiva non è rilevante se il paziente vive solo
07. Tra gli aspetti da considerare nella pianificazione del percorso di cura sono compresi:
□ pianificazione del percorso di dimissione
□ tutte le risposte previste sono corrette
□ colloqui con parenti, care-giver e paziente
□ impostazione e verifica delle attività educative rivolte al paziente e ai famigliari
08. A chi compete l’educazione rivolta al paziente sull’adozione di comportamenti e stili di vita corretti?
□ All’infermiere
□ A tutti i professionisti dell’équipe sanitaria
□ Al medico
□ al case manager
09. L’affermazione: “il case manager ha la responsabilità di attivare i servizi territoriali di competenza per garantire una buona continuità assistenziale” è:
□ ininfluente
□ vera
□ falsa
□ non pertinente
10. I risultati ottenuti dall' applicazione di routine di un intervento, sono definiti:
□ efficacia attesa
□ accettabilità
□ efficacia pratica
□ competenza tecnica
07. La raccolta della terminologia per la pratica infermieristica è riconducibile a :
□ NDEC
□ NANDA
□ ICNP
□ NSO
08. L'insieme delle operazioni dedicate alla scelta e alla realizzazione degli interventi che possano condurre in modo efficace ed efficiente alla soluzione dei problemi posti”, definisce:
□ la valutazione e la rivalutazione infermieristica
□ l'anamnesi infermieristica
□ la pianificazione dell'assistenza
□ il monitoraggio continuo
09. La pianificazione assistenziale è contemplata nella metodologia scientifica del problem solving infermieristico?
□ a volte
□ raramente
□ mai
□ si, sempre
10. La finalità della valutazione infermieristica può riassumersi nell'enunciato:
□ collaborare con l'equipe di reparto
□ realizzare interventi per la soddisfazione dell'utente
□ comprendere lo stato di salute e di autonomia del paziente e di fornire dati utili ad individuare i bisogni di assistenza infermieristica
□ fornire prestazioni infermieristiche in unità operativa
11. Il primo tentativo di classificazione della performance infermieristica è rappresentato dai sistemi definiti:
□ NIC - NOC
□ consensus conferences
□ INCP
□ set indicatori
12. I Nursing Sentitive Outcome (NSO) possono essere così definiti:
□ indicatori di qualità assistenziale
□ descrizione di percorsi socio-assistenziali
□ percorsi gestionali dei dati sensibili
□ processi di gestione dei dati del paziente
13. Gli outcome correlati al benessere del paziente riguardano:
□ i processi e le procedure gestionali
□ la descrizione dei processi
□ i rusultati della customer satisfaction
□ stato funzionale, self-care,controllo dei sintomi, performance delle attività di promozione della salute, qualità di vita correlate alla salute
14. Per determinare l’esito dell’assistenza di tutto il percorso di cura occorre utilizzare:
□ un numero di indicatori ridotto al fine di agevolare le registrazioni (due/tre indicatori di riferimento)
□ la consegna infermieristica
□ un solo indicatore di sintesi
□ un set di indicatori
15. La scala che utilizza sia il criterio di esclusività sia la possibilità di esprimere i valori in ordine di grandezza (ranking) e di confrontare le posizioni relative all'interno dei numeri assegnati ad una variabile non metrica prende il nome di :
□ scala ordinale
□ scala ad intervalli
□ scala di rapporti
□ scala nominale
16. L'osservazione come metodo di rilevazione dei dati è sempre:
□ selettiva
□ interattiva
□ non utilizzabile
□ discriminante
17. la scala IADL è utilizzata per:
□ valutare le attività della vita quotidiana considerate funzioni fisiche complesse
□ valutare e monitorare le capacità funzionali di base
□ rilevare il deterioramento cognitivo
□ rilevare ruolo sociale e agli interessi personali del soggetto
18. la Scala ECOG/WHO appartiene al gruppo delle scale per:
□ Scale per la valutazione delle lesioni da pressione
□ Scale per la valutazone dell’autonomia
□ la Valutazione della qualità di vita
□ Scale per la valutazione dei disturbi depressivi
4. IL COUNSELING RELAZIONE D'AIUTO
PROF. GIOVANNI DELPERO
01. Il counseling essenzialmente è:
□ Ascoltare e coinvolgere attivamente l’altro nel processo comunicativo.
□ Far comprendere all’altro che le sue esperienze non sono valide.
□ Nessuna delle altre risposte è corretta
□ Dare consigli.
02. Il counseling nasce nell’ ambito della Psicologia Classica, ma poi si sviluppa con Carl Rogers
□ Nella Psicologia Umanistica di stampo Fenomenologico.
□ Nessuna delle altre risposte è corretta
□ Nel Comportamentismo
□ Nell’ ambito dell’ auto mutuo aiuto
03. La caratteristica “non direttiva” nella relazione di counseling la rende specifica perché
□ Non viene riconosciuto il valore intrinseco della persona
□ Non c’è equità nella relazione
□ Nessuna delle altre risposte è corretta
□ Il soggetto viene responsabilizzato grazie all’aumento della consapevolezza.
04. Le qualità necessarie per una buona relazione di counseling sono
□ la direttività.
□ L’empatia, il rispetto , la congruenza.
□ Nessuna delle altre risposte è corretta
□ I pregiudizi.
05. In counseling la comunicazione non-verbale assume una importanza particolare e affinché la comunicazione sia efficace è necessario che ci sia
□ Soprattutto una comunicazione para-verbale.
□ Nessuna delle altre risposte è corretta
□ Incoerenza tra il verbale e non-verbale
□ Coerenza tra i canali di comunicazion
06. Qual è l’atteggiamento cardine che il Counselor ha nella comunicazione con il cliente/paziente:
□ Il Counselor è lì per aiutare il cliente.
□ Il fuoco principale della conversazione è sul Counselor, il cliente ascolta
□ Nessuna delle altre risposte è corretta
□ L’attenzione è focalizzata sui pensieri, aneddoti e vissuti del Counselor.
07. Nel Modello della Programmazione Neuro Linguistica i Sistemi Rappresentazionali (VAK) hanno grande importanza nella definizione del comportamento, in Counseling questi vengono osservati per:
□ Nessuna delle altre risposte è corretta
□ Riconoscere se il cliente/paziente ha una prevalenza del sistema rappresentazionale Visivo
□ Riconoscere se il cliente/paziente ha una prevalenza del sistema rappresentazionale Auditivo.
□ Permettere al Counselor la creazione di un terreno comune di dialogo.
08. Il colloquio di Counseling è indicato
□ Nei casi in cui il soggetto ha problemi di tipo conoscitivo, informativo o legale.
□ Nel caso in cui il soggetto non ha aderito volontariamente all’incontro.
□ Nel caso in cui il soggetto volontariamente sceglie di affrontare le difficoltà legati a conflitti interiori o problemi contingenti.
□ Nessuna delle altre risposte è corretta
09. Nella pratica dell’ Ascolto Attivo gli elementi che lo determinano sono vari, l’attenzione al linguaggio non verbale, le varie forme di riformulazione, l’attenzione verso sé stessi affinché pregiudizi e/o deduzioni non abbiano spazio durante l’ascolto dell’altro; le domande che si possono fare hanno certe caratteristiche, quali?
□ Sono domande chiuse e dirette.
□ Nessuna delle altre risposte è corretta
□ Sono domande che spiegano i fatti.
□ Sono domande semantiche, che mirano a far emergere significati importanti per il soggetto
10. i sintomi del Burn Out sono
□ Fisici.
□ Esaurimento emotivo, depersonalizzazione dell’utente, percezione di una ridotta realizzazione professionale e personale
□ Di inadeguatezza e sfiducia
□ Nessuna delle altre risposte è corretta
11. La dimensione del silenzio in counseling ha una valenza importante poiché:
□ Nessuna delle altre risposte è corretta
□ Non è una sospensione o vuoto, ma un modo per ascoltare e stare con il dolore dell’altro.
□ Il counselor può pianificare il prossimo intervento.
□ Il soggetto può lasciar parlare il counselor.
12. La Signora Romano si è potuta esprimere apertamente con il fisioterapista perché egli ha:
□ Nessuna delle altre risposte è corretta
□ dato per scontato che i bisogni fossero gli stessi di qualsiasi altra paziente con lo stesso problema.
□ Parlato con i familiari della paziente
□ Prestato attenzione a ciò che la signora esponeva utilizzando l’ascolto attivo
5. LA GESTIONE DEI FARMACI
PROF.SSA VALENTINA BELLONI
1. Nell’ambito degli antibiotici, la trasmissione della resistenza extracromosomica esogena è:
□ verticale tramite la discendenza, si trasmette da cellula madre a cellula figlia
□ multi-step ovvero sono necessarie più mutazioni perché possa instaurarsi la resistenza
□ one-step ovvero è sufficiente una sola mutazione per determinare la comparsa di ceppi resistenti
□ orizzontale ovvero si trasmette tramite lo scambio genetico
2. Con l’espressione “concentrazione minima inibitoria” anche detta “concentrazione minima inibente” (spesso denominata
con l’acronimo “MIC”, dall’espressione inglese “minimal inhibitory concentration”) si intende:
□ la più alta concentrazione di una sostanza antimicrobica capace di inibire in vitro dopo 12-24 ore d’incubazione la crescita di un batterio.
□ la più bassa concentrazione di una sostanza antimicrobica necessaria a provocare la morte di più del 99,9% di una data popolazione microbica
□ la più bassa concentrazione di una sostanza antimicrobica capace di inibire in vitro dopo 12-24 ore d’incubazione la crescita di un batterio.
□ la più alta concentrazione di una sostanza antimicrobica necessaria a provocare la morte di più del 99,9% di una data popolazione microbica
3. Con l’espressione “concentrazione minima battericida” (acronimo “MBC”, dall’espressione inglese “minimum bactericidal
concentration”) si intende:
□ la più bassa concentrazione di una sostanza antimicrobica capace di inibire in vitro dopo 12-24 ore d’incubazione la crescita di un batterio.
□ la più bassa concentrazione di una sostanza antimicrobica necessaria a provocare la morte di più del 99,9% di una data popolazione microbica
□ la più alta concentrazione la più alta concentrazione di una sostanza antimicrobica necessaria a provocare la morte di più del 99,9% di una □ data
popolazione microbica
□ la più bassa concentrazione di una sostanza antimicrobica capace di inibire in vitro dopo 12-24 ore d’incubazione la crescita di un batterio.
4. L’Effetto Post-Antibiotico (PAE o EPA) è:
□ Un test microbiologico utile a determinare in vitro il fenotipo di sensibilità/resistenza di un ceppo batterico o fungino, nei confronti degli agenti
antiinfettivi potenzialmente attivi sulla specie microbica cui l’isolato appartiene.
□ Un esame utile per determinare la terapia più adatta per determinati processi infettivi a partire da materiale biologico prelevato dal paziente (ad
esempio urine, escreto o muco, sangue per emocultura, tamponi effettuati sulle ferite, liquido pleurico o peritoneale), dal momento che esso permette la
scelta dell'antibiotico più adatto al caso analizzato.
□ Un test che consiste nell’esporre cariche microbiche standard a una serie di concentrazioni definite del farmaco che deve essere eseguito seguendo
criteri standard definiti da organismi scientifici internazionali come, ad esempio, l’European Committee on Antimicrobial Susceptibility Testing (EUCAST).
□ Tutte le risposte sono corrette
dubbio
5. Gli antimicrobici possono essere classificati a seconda della loro azione in BATTERICIDI ovvero:
□ Tutte le risposte sono corrette
□ un antimicrobico che blocca la crescita o la riproduzione del batterio, senza però ucciderlo.
□ un antimicrobico che abbia la capacità di indurre la morte del batterio in un tempo relativamente breve, quindi già dal primo utilizzo.
□ un antimicrobico che blocca la crescita o la riproduzione del batterio, uccidendolo.
6. Le penicilline sono beta-lattamici che agiscono:
□ inibendo la sintesi della parete batterica attraverso il legame con enzimi autolitici presenti nella cellula in grado di determinare la lisi del peptidoglicano.
□ attivando la sintesi della parete batterica e delle proteine bersaglio della parete cellulare, “penicillin binding proteins o PBPs”.
□ Tutte le risposte sono corrette
□ inibendo la sintesi della parete batterica attraverso il legame con le proteine bersaglio della parete cellulare, “penicillin binding proteins o PBPs”. Il
blocco delle PBP attiva enzimi autolitici presenti nella cellula in grado di completate la lisi del peptidoglicano
7. Gli Amminoglucosidi:
□ Tutte le risposte sono corrette
□ Se somministrati per iniezione sono escreti nella forma attiva in dosi alte nelle urine. In caso di malfunzionamento renale la dose deve essere ridotta
per evitare fenomeni tossici da accumulo.
□ Le vie di somministrazione preferite sono le intramuscolo e la perfusione ev.
□ Gli amminoglucosidi sono molto solubili in acqua a tutti pH, sono composti basici e formano sali per addizione di acidi pertanto non vengono
significativamente assorbiti dal tratto gastrointestinale.
8. I macrolidi sono:
□ farmaci inibenti la sintesi proteica
□ farmaci inibenti la sintesi della parete cellulare batterica
□ farmaci che alterano la membrana citoplasmatica batterica o micotica
□ tutte le risposte sono corrette
9. L’antibiogramma :
□ è inutilre per determinare la terapia più adatta per determinati processi infettivi a partire da materiale biologico prelevato dal paziente
□ è il valore di MIC che divide i ceppi “wild type” (che non hanno meccanismi di resistenza acquisita e mutazioni) dalla popolazione di ceppi che hanno
sviluppato meccanismi di resistenza
□ è un test microbiologico utile a determinare in vitro il fenotipo di sensibilità/resistenza di un ceppo batterico o fungino, nei confronti degli agenti
antiinfettivi potenzialmente attivi sulla specie microbica cui l’isolato appartiene.
□ è l’integrazione dei modelli farmacocinetici e farmacodinamici
6. COMUNICAZIONE ISTITUZIONALE E SANITARIA
PROF.SSA ALICE CATTANEO
01. Qual è l'obiettivo principale del GDPR nel contesto sanitario?
□ Fornire accesso ai dati dei pazienti
□ Proteggere i dati sensibili dei pazienti
□ Facilitare la comunicazione tra medici
□ Promuovere la trasparenza delle istituzioni sanitarie
02. Secondo il GDPR, qual è un diritto fondamentale del paziente?
□ Diritto alla diagnosi gratuita
□ Diritto di accesso ai dati sanitari
□ Diritto alla comunicazione con i familiari
□ Diritto a cambiare medico senza autorizzazione
03. Qual è uno degli obblighi principali delle istituzioni sanitarie in tema di trasparenza?
□ Fornire visite mediche gratuite
□ Offrire cure domiciliari a richiesta
□ Consentire ai pazienti di scegliere i medici
□ Pubblicare online informazioni sui bilanci e le spese
04. Qual è l'importanza del Decreto Legislativo 33/2013?
□ Stabilisce regole per la telemedicina
□ Regola la trasparenza nella Pubblica Amministrazione
□ Promuove l'uso dei social media nella sanità
□ Definisce il rapporto medico-paziente
05. Cosa prevede il diritto alla "portabilità" dei dati sanitari secondo il GDPR?
□ L’accesso illimitato ai dati medici online
□ La possibilità di trasferire i dati sanitari ad altre strutture
□ La modifica dei dati senza consenso
□ La cancellazione immediata dei dati
06. Qual è un beneficio chiave di una comunicazione interna efficace nelle strutture sanitarie?
□ Riduzione dei costi delle attrezzature
□ Aumento dei tempi di attesa
□ Miglioramento della continuità assistenziale
□ Riduzione del numero di pazienti
07. Come contribuisce la comunicazione interna alla sicurezza del paziente?
□ Riducendo il personale sanitario
□ Diminuendo le procedure cliniche
□ Consentendo una rapida trasmissione delle informazioni critiche
□ Eliminando i turni di lavoro notturni
08. Qual è il ruolo della comunicazione interdisciplinare nelle strutture sanitarie?
□ Favorire la collaborazione tra professionisti di diverse competenze
□ Facilitare l'accesso ai social media
□ Promuovere la formazione a distanza
□ Ridurre il numero di pazienti in ospedale
09. Qual è un obiettivo della comunicazione interna nelle strutture sanitarie?
□ Aumentare la dipendenza da strumenti digitali
□ Ridurre il numero di pazienti nelle sale d'attesa
□ Garantire la sicurezza dei pazienti
□ Limitare l’accesso del personale ai dati
10. Quale tecnologia supporta la condivisione delle informazioni tra medici e infermieri?
□ Comunicare solo attraverso telefonate
□ Televisione interna
□ Uso di carta e penna
□ Sistemi di gestione elettronica della salute (EHR)
11. Qual è il primo passo per pianificare una comunicazione di crisi?
□ Identificare i portavoce
□ Creare una pagina sui social media
□ Limitare l'accesso alle informazioni
□ Nominare un nuovo responsabile
12. Qual è una strategia per contrastare le fake news durante una crisi sanitaria?
□ Limitare l'accesso ai social media
□ Fornire fonti ufficiali e verificabili
□ Non rispondere alle accuse
□ Ignorare i commenti sui media
13. Durante una crisi sanitaria, perché è importante il coinvolgimento dei portavoce?
□ Per controllare la reputazione dell'istituzione
□ Per evitare l'uso dei media tradizionali
□ Per ridurre i costi di comunicazione
□ Per aumentare i pazienti ospedalizzati