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La galleria vittorio emanuele ii di milano, costruita tra il 1865 e il 1878 da giuseppe mengoni. L'edificio, che combina stile neorinascimentale e strutture in ferro, fu ideato come una singola navata obliqua con un transetto centrale. La galleria, con altezza massima di 47 metri, è composta da quattro bracci in vetro e ghisa, contrapposti a pesanti murature. Informazioni sulla costruzione, lo stile e l'uso della galleria, oltre a dettagli sulla formazione e collaborazione di mengoni con ingegneri e architetti inglesi.
Tipologia: Appunti
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Località Milano Indirizzo Piazza del Duomo Costruzione 1865- Stile neorinascimentale Uso Galleria commerciale, uffici Altezza 29,2 m (volta dei bracci), 47 m (sommità della cupola) In Italia gli effetti della Rivoluzione Industriale non furono immediati come nelle altre nazioni. Infatti da poco entrata a far parte dell'Europa delle potenze, l'Italia per molti aspetti era ancora molto arretrata: si pensi alla politica, all'economia e alla popolazione di una nazione da pochi anni unita, con differenze culturali e sociali più che notevoli. Anche la tecnologia fu arrivò in ritardo in Italia, ma tuttavia per l'architettura del ferro non fu così. Per rimanere al passo con quelli delle altre nazioni, gli architetti italiani tentarono di imitare quelli francesi o inglesi, ma essendo la loro formazione ancora accademica i risultati non furono al pari degli altri. Soltanto l'architetto imolese Giuseppe Mengoni (1829-1877) riuscì ad avere
Emanuele II di Milano, iniziata nel 1865 e portata a termine nel 1878. Fu ideata come un'unica navata leggermente obliqua, intersecata da un transetto più corto al centro, ma con la stessa ampiezza. I quattro bracci che sostenono la struttura sono composti da vetro e ghisa, e si ritrovano in un ottagono posto al centro dell'intera galleria, che ne costituiva anche il centro "sociale". Ma accanto alle strutture in ghisa e vetro si contrappongono le pesanti e robuste parti in muratura, che però riescono nell'insieme a rendere la galleria una delle opere più belle dell'architettura del ferro. Si deve ricordare che gli attrezzi e il materiale fu in maggior parte fornito da inustrie inglesi, mentre l'architetto Mengoni fu affiancato ed aiutato da molti amici ingegneri e architetti anch'essi inglesi, che confidarono nel suo progetto. Nel 1877 Mengoni cadde da un impalcatura della sua Galleria e morì, lasciando incompiuta l'opera, che fu completata poco tempo dopo la sua morte, per l'inaugurazione dell'Esposizione.