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Genesi dell’avanguardia, Schemi e mappe concettuali di Letteratura Francese

riassunto completo del libro utile per l’esame

Tipologia: Schemi e mappe concettuali

2024/2025

In vendita dal 07/02/2026

marialuisa711
marialuisa711 🇮🇹

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INTRODUZIONE
All’inizio del Novecento, il Simbolismo entra in crisi e si afferma una nuova corrente culturale:
l’Avanguardia, caratterizzata da un netto rifiuto della tradizione, della società borghese e dei suoi
valori. Le avanguardie auspicano una rottura totale col passato, proponendo forme radicalmente
nuove di arte e pensiero.
Prima dell’esplosione delle avanguardie storiche, si svilupparono alcune “scuole” poetiche pre-
avanguardiste, così definite da Apollinaire. Tra queste:
Integralismo (Adolphe Lacuzon),
Unanimismo (Jules Romains),
Drammatismo/Simultaneismo (Henri-Martin Barzun),
Parossismo (Nicolas Beauduin),
Orfismo (Apollinaire)
Le loro caratteristiche comuni sono * l’opposizione/superamento del simbolismo, che allo stesso
tempo è la loro base (esempio la nitidezza invece del vago), *volontà di rinnovamento,
*grandissima fiducia nel ruolo del poeta che poteva guidare l’umanità portando il “fuoco” della
conoscenza, * il desiderio di primato tra i fondatori,* poesia che deve provocare pathos e
sentimenti e * la comune ricerca di raggiungimento della SIMULTANEITÀ, ovvero
l’espressione multipla e contemporanea di realtà diverse: più tempi, più spazi, più voci, più
coscienze espresse contemporaneamente.
Molte delle idee che animarono le avanguardie affondavano le loro radici nella fine dell’800. In
ambito artistico e letterario, la rottura con il passato era già iniziata negli anni 1873-74 con opere
come Une Saison en Enfer di Rimbaud, Les Amours jaunes di Corbière “lo scrigno di Sandalo” di
Cros e l’emergere dell’Impressionismo. Nel 1884, Verlaine pubblicò Les Poètes maudits, testo che
segnava sia l’affermazione del Simbolismo sia il desiderio di superarlo, e forse la commune del
1871 aveva dato una spinta.
Da queste basi si svilupparono nuove correnti: Cézanne anticipò il Cubismo; Rimbaud, Corbière e
Cros influenzarono il futuro Surrealismo; Zola cercò di andare oltre il Naturalismo con il Naturismo.
Nacquero così molte “scuole” artistiche, ciascuna con un proprio “-ismo” (Naturisme, Paroxyisme,
Unanimisme, ecc.), che rappresentavano differenti visioni artistiche e filosofiche.
Questi movimenti esprimevano un’epoca in rapido mutamento, segnata dalla competizione tra
correnti e dalla volontà di rompere con il Simbolismo. L’artista diventava sempre più un agente
attivo nel cambiamento della società. Tra i protagonisti si ricordano Jules Romains (Unanimisme) e
Guillaume Apollinaire (Orfismo). Il Futurismo di Marinetti, tuttavia, si impose come uno dei
movimenti più radicali, spostando l’attenzione dalle scuole alla rivoluzione artistica.
Questo fermento rifletteva anche i profondi cambiamenti tecnologici del tempo: la rivoluzione
industriale, le gallerie ferroviarie (Fréjus, Sempione), l’illuminazione elettrica e l’automobile
trasformarono la vita quotidiana, rendendola più veloce e moderna. Le avanguardie si fecero
interpreti di questo spirito di trasformazione in ogni campo dell’esperienza umana.
È il periodo della Bella Epoche (1871 al 1914), borghesia che pensa solo ad arricchirsi,
criticata dalle avanguardie.
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INTRODUZIONE

All’inizio del Novecento, il Simbolismo entra in crisi e si afferma una nuova corrente culturale: l’Avanguardia, caratterizzata da un netto rifiuto della tradizione, della società borghese e dei suoi valori. Le avanguardie auspicano una rottura totale col passato, proponendo forme radicalmente nuove di arte e pensiero. Prima dell’esplosione delle avanguardie storiche, si svilupparono alcune “scuole” poetiche pre- avanguardiste, così definite da Apollinaire. Tra queste:

  • Integralismo (Adolphe Lacuzon),
  • Unanimismo (Jules Romains),
  • Drammatismo/Simultaneismo (Henri-Martin Barzun),
  • Parossismo (Nicolas Beauduin),
  • Orfismo (Apollinaire) Le loro caratteristiche comuni sono * l’opposizione/superamento del simbolismo, che allo stesso tempo è la loro base (esempio la nitidezza invece del vago), *volontà di rinnovamento, grandissima fiducia nel ruolo del poeta che poteva guidare l’umanità portando il “fuoco” della conoscenza, * il desiderio di primato tra i fondatori, poesia che deve provocare pathos e sentimenti e * la comune ricerca di raggiungimento della SIMULTANEITÀ, ovvero l’espressione multipla e contemporanea di realtà diverse: più tempi, più spazi, più voci, più coscienze espresse contemporaneamente. Molte delle idee che animarono le avanguardie affondavano le loro radici nella fine dell’800. In ambito artistico e letterario, la rottura con il passato era già iniziata negli anni 1873-74 con opere come Une Saison en Enfer di Rimbaud, Les Amours jaunes di Corbière “lo scrigno di Sandalo” di Cros e l’emergere dell’Impressionismo. Nel 1884, Verlaine pubblicò Les Poètes maudits, testo che segnava sia l’affermazione del Simbolismo sia il desiderio di superarlo, e forse la commune del 1871 aveva dato una spinta. Da queste basi si svilupparono nuove correnti: Cézanne anticipò il Cubismo; Rimbaud, Corbière e Cros influenzarono il futuro Surrealismo; Zola cercò di andare oltre il Naturalismo con il Naturismo. Nacquero così molte “scuole” artistiche, ciascuna con un proprio “-ismo” (Naturisme, Paroxyisme, Unanimisme, ecc.), che rappresentavano differenti visioni artistiche e filosofiche. Questi movimenti esprimevano un’epoca in rapido mutamento, segnata dalla competizione tra correnti e dalla volontà di rompere con il Simbolismo. L’artista diventava sempre più un agente attivo nel cambiamento della società. Tra i protagonisti si ricordano Jules Romains (Unanimisme) e Guillaume Apollinaire (Orfismo). Il Futurismo di Marinetti, tuttavia, si impose come uno dei movimenti più radicali, spostando l’attenzione dalle scuole alla rivoluzione artistica. Questo fermento rifletteva anche i profondi cambiamenti tecnologici del tempo: la rivoluzione industriale, le gallerie ferroviarie (Fréjus, Sempione), l’illuminazione elettrica e l’automobile trasformarono la vita quotidiana, rendendola più veloce e moderna. Le avanguardie si fecero interpreti di questo spirito di trasformazione in ogni campo dell’esperienza umana. È il periodo della Bella Epoche (1871 al 1914), borghesia che pensa solo ad arricchirsi, criticata dalle avanguardie.

Per studiare le avanguardie sono state utilizzate “La crisi dei valori simbolisti”, l’insieme degli scritti di Adolphe Lacuzon e “La storia delle letterature d’avanguardia”. Significato termine avanguardia Il termine esisteva già con Baudelaire, ma in senso opposto: per lui era sinonimo di letteratura conformista, non rivoluzionaria. Oggi invece “avanguardia” richiama il significato militare: il gruppo che va in avanti, che rischia per primo, che esplora il nuovo. Così sono gli artisti d’avanguardia: coraggiosi, fuori dal coro, in anticipo sui tempi Datazione e manifesti :

  • Naturismo: Manifesto di Saint-Georges de Bouhélier (10 gennaio 1897, Le Figaro) – segna la fine del Simbolismo.
  • Integralismo: La Foi nouvelle du poète et sa doctrine di Adolphe Lacuzon (16 gennaio 1904), nuova fede nel poeta.
  • Unanimismo: Les Sentiments unanimes et la Poésie di Jules Romains (aprile 1905) – il poeta come voce della collettività.
  • Parossismo: La Poésie paroxyste di Henri Maassen (1911) – esaltazione del pathos e dell’intensità.
  • Simultaneismo/Drammatismo: L’Ére du Drame di Barzun (1912) – poesia dinamica, che fonde tempi e sensazioni diverse. Questi movimenti prepararono il terreno alle grandi avanguardie storiche del Novecento:
  • Futurismo, nato ufficialmente il 20 febbraio 1909 con il manifesto pubblicato da Marinetti su Le Figaro (ma con reale impatto solo dal 1912),
  • Dadaismo,
  • Surrealismo (che si conclude con la Seconda guerra mondiale). Contesto storico :
  • Dopo Baudelaire, la poesia giunge al parossismo con i poeti maledetti (non solo coloro del gruppo di Verlaine). Tra i tutti emerge Rimbaud, emblema della poesia maledetta e del simbolismo.
  • Crisi del simbolismo e nascita delle scuole, chiamate pre-avanguardie
  • Avanguardie: futurismo, dadaismo e surrealismo sono le avanguardie storiche. la nascita delle avanguardie si ha con il manifesto del futurismo nel 1909 su Le figaro. Il surrealismo termina con la 2 guerra mondiale.
  • Modernismo, diverso dalle avanguardie.L' avanguardia sono degli artisti con un programma comune di rivoluzione, inserito in un manifesto. Il modernismo non ha una teoria, un manifesto, uno scopo, mentre i movimento d’avanguardia sì.

ABBAYE DE CRETEIL

Nel 1901, i giovani Georges Duhamel e Charles Vildrac iniziano a sognare una comunità artistica ispirata all’Abbaye de Thélème di Rabelais, dove artisti, poeti e musicisti possano vivere, lavorare e sperimentare insieme, abolendo la separazione tra arte e vita. Tuttavia, mancava un sostegno economico, finché Barzun, trovando un impiego al ministero, rende possibile il progetto, dove usano la tipografia preesistente per conciliare vita e lavoro, la loro idea era quella di pubblicare e guadagnare con le loro opere. Nel 1906 i tre si stabiliscono in una villa con giardino a Créteil: nasce così l’Abbaye de Créteil. L’esperienza dura solo due anni (1906–1908), interrotta da problemi di convivenza, ma accoglie una cinquantina di artisti da tutta la Francia. Molti vivono nella villa stessa, tra cui Barzun, che vi ha anche il suo primo figlio. L’Abbaye diventa un polo d’attrazione culturale, con un continuo afflusso di ospiti e visitatori. Tra questi anche: Jules Romains, vicino all’Abbaye ma non ne condivideva lo stile di vita comunitario e Filippo Tommaso Marinetti, che, entrando in contatto con questi ambienti, concepisce il Futurismo. È lui il primo a realizzare concretamente la simultaneità, comprendendo che l’arte è una, e che deve essere sensoriale, unitaria e totale. Dall’Abbaye e da questi scambi nascono le pre-avanguardie, che tentano di rinnovare la letteratura. Queste opere, difficili da comprendere e fuori dai canoni tradizionali, non trovano spazio presso le case editrici classiche: da qui l’importanza della tipografia autogestita. Nascono qui le scuole di: Romains (unanimismo), Lacuzon (integralismo), Beaduin (parossismo), Barzun (simultaneismo), Apollinaire(orfismo), cinque poeti amici e antagonisti, che si stimavano, ma rivaleggiavano per conquistarsi la paternità dell’innovazione della simultaneità. Dichiaravano la morte del simbolismo, riconoscevano in Rimbaud un precursore e cercavano la via che lui stesso aveva annunciato. Ognuno di loro crea una scuola che inglobasse la SIMULTANEITÀ , ovvero l’espressione multipla e contemporanea di realtà diverse: più tempi, più spazi, più voci, più coscienze espresse contemporaneamente. È fondamentale poi l’abolizione dei settori operativi, si mettono insieme tutte le arti. Ogni scuola sviluppa un proprio modo di incorporare la simultaneità. In particolare:

  • Barzun, uno dei fondatori dell’Abbaye, è tra i primi a teorizzare la simultaneità nel suo dramatismo, poi denominato simultaneismo.
  • Marinetti crea pagine che diventano immagini di sensazioni simultanee.
  • Apollinaire inventa i calligrammi, poesie visive in cui le lettere formano disegni, fondendo scrittura e immagine. Nella lotta alla paternità della simultaneità, Apollinaire riconosce ufficialmente a Barzun la paternità teorica della simultaneità, permettendogli persino di pubblicare il suo manifesto poetico sulla simultaneità. Tuttavia, anche Jules Romains aveva già messo in pratica la simultaneità in modo innovativo: nel suo teatro, introduce una novità assoluta per l’epoca – quattro voci che recitano contemporaneamente. Oggi è normale, allora era rivoluzionario. Apollinaire scrive che Romains ha fatto il primo passo verso la simultaneità, attribuendogli così il ruolo di precursore nella pratica teatrale. Tuttavia, Barzun reagisce male: nonostante Apollinaire non facesse parte della sua scuola, lo scomunica dal simultaneismo. Va anche sottolineato che per Apollinaire la simultaneità si limita alla dimensione sonora e temporale (più voci in contemporanea), senza includere lo spazio, come invece fanno Marinetti o Romains.

JULES ROMANS E GUILLAUME APOLLINAIRE

I due si incontrarono nel 1907, negli incontri di una rivista letteraria parigina alla quale entrambi collaboravano, con un amico in comune. Jules dice che tra i giovani, Apollinaire sembrava il più prestigioso. I due si incontrarono molte altre volte e Jules conobbe tutti gli ambienti di cui Apollinaire era il centro, che frequentava anche Picasso. Divennero amici, stima reciproca, ma anche rivali letterali. Apollinaire lo accoglierà nel suo gruppo e lo omaggerà in una conferenza, descrivendolo con una grande immaginazione, grandi capacità creative non solo in poesia, e creatore dell’unanimismo, una grande visione del mondo. Ma avverrà una rottura nel 1911, anno in cui Apollinaire recensisce pubblicamente un’opera di Jules in maniera del tutto negativa. Poco dopo, però, Apollinaire si scusa con il suo amico, ammettendo di essersi fatto trasportare da terzi. Romains lo perdona, non volendo chiedere spiegazioni ulteriori, sospettando gelosie di altri riguardo la loro posizione di maestri. Rapporto ambiguo. *** Conclusione L’esperienza dell’Abbaye de Créteil, seppur breve, è fondamentale per il passaggio dal Simbolismo alle Avanguardie. In questo contesto nascono le premesse del Futurismo, del Dadaismo e del Surrealismo, ma anche le prime formulazioni della simultaneità artistica. I protagonisti sono giovani poeti rivoluzionari, divisi tra collaborazione e competizione, tutti impegnati a superare il Simbolismo, che considerano esaurito, riconoscendo però in Rimbaud il vero precursore di tutte le future rivoluzioni estetiche.

CAPITOLO 3: JULES ROMANS E L’UNANIMISMO

Nel 1885 Parigi è addolorata per morte di Victor Hugo e al funerale, tra i due milioni di persone, c’è anche la mamma di Jules Romans, incinta. L'autore dice che in quel momento ha ricevuto un imprinting che lo segna (lui era ancora nella pancia della mamma), infatti sostiene di essere andato al funerale tramite un intermediario. Era la prima volta che il popolo parigino rendesse omaggio in questo modo ad un autore. 1885: Nasce Louis Henri Jean Farigoule, in arte Jules Romains (nome scelto per il fascino verso Roma e Giulio Cesare). Nasce a La Chapuze, in Alvernia, ma vive a Parigi, dove si forma e lavora. Parigi diventa il centro della sua vita e della sua osservazione sociale. Ma non dimentica i luoghi in cui ha vissuto, hanno forgiato la sua personalità, e studiando questi luoghi troviamo collegamenti con le sue opere. ➤ Le opere Nel 1904 pubblica la sua prima poesia “L’anima degli uomini”. La raccolta di poesia “La vita unanime” (1908)è la prima opera unanimista, dove si celebra la scomparsa dell’individuo in un gruppo unanime, dotato di un’unica anima unanime solidale. Raggiunge la notorietà con il teatro, con la pubblicazione di “Knock, o il trionfo della medicina” e molte altre opere teatrali, con Pirandello fa una rivoluzione teatrale. Dopo una fase di sole opere teatrali, torna al romanzo e pubblicherà 27 volumi in soli 14 anni, “Gli uomini di buona volontà”, parla delle dinamiche accadute in Europa per arrivare alla seconda guerra mondiale e della società moderna, usa fatti storici accaduti e ci aggiunge personaggi inventati,

  • Knock, o il trionfo della medicina ” È una commedia teatrale scritta nel 1923. Ambientazione è un Borgo fittizio: Saint Maurice. Ispirato agli ambienti d’origine dell’autore, che, sebbene lo neghi, si serve dei suoi ricordi per creare un’atmosfera verosimile. Trama: Knock compra la pratica da un medico che non guadagnava molto: la gente era troppo sana. Organizza una giornata di visite gratuite al mercato: grande successo. Diffonde l’idea che “i sani sono solo malati che si ignorano”. Crea malattie immaginarie, manipola i pazienti, si accorda con il farmacista per guadagni. Terrorizza con cartelloni e discorsi su batteri invisibili. Costringe gli abitanti a vivere da malati, trasforma l’hotel in ospedale. Dopo un anno, il vecchio dottore torna per incassare, ma trova un villaggio interamente malato: Knock ha vinto. È una satira feroce sulla manipolazione, la pseudoscienza e la credulità popolare. Temi fondamentali sono quindi la satira sociale: credulità, manipolazione della medicina. Unanimismo negativo: qui la collettività è plagiata, non illuminata. Knock applica l’unanimismo con fini meschini, e dimostra la pericolosità della massa senza guida morale.

L’Unanimismo (il pathos della città) In una sera di ottobre del 1903 Roman ebbe l’illuminazione cambiando per Parigi “di un essere vasto di cui la strada, le automobili, i passanti formano il corpo e il cui ritmo trascinava i ritmi delle coscienze individuali”. L ‘unanimismo nasce in quella sera del 1903, ma il manifesto “I sentimenti unanimi e la poesia” ci fu due anni dopo, nel 1905. In quei due anni esplora Parigi per cercare conferme. E a Parigi le trova, perchè qui gli uomini si confrontano e ci si sente ritrovati nella collettività. Prese coscienza di una comunione tra gli uomini e le cose che li circondavano, tutto ciò che lo circonda è legato in un unico corpo, percepì che il mondo era governato dal senso unanime, e che lui era parte di quel disegno. Il poeta è la mente che dirige questo corpo, proprio lui perchè non cade in tentazione per benefici personali, altrimenti, nel caso di un essere meschino, saremmo tutti trasportati dal suo medesimo interesse personale. La città e le loro folle sono un punto focale dell’unanimismo, la città si mescola con l’uomo. In quel periodo si studiavano le folle in sociologia, si rifletteva sulla loro enorme potenza capace di cambiare il mondo. Nella massa manca la disciplina, quindi ha anche una forza distruttrice, infatti un individuo nella massa ha meno freni e meno responsabilità. Però esiste un inconscio collettivo, e un individuo può mettere in secondo piano i propri interessi per quelli collettivi. Ed è proprio l’unanimismo a spingere gli individui verso gli interessi collettivi, non si possono ignorare gli altri per una forza tra gli uomini che favorisce la solidarietà e l’unione. questo è il SENTIMENTO UNANIME. Noi riusciamo a percepire l’influenza crescente e tirannica che la società esercita su di noi, conquista una parte del nostro essere, e rabbrividiamo all’idea di essere assorbiti dall’ambiente, ma allo stesso tempo proviamo piacere, perché la collettività, la comunione tra uomini è rassicurante. Abbandoniamo corpo e anima alla società, questo genera un'unione profonda tra gli uomini, ed è la natura unanime.

  • SIMULTANEITÀ Questa scuola voleva usare la simultaneità per rappresentare la collettività, la società. Secondo Jules, il poeta doveva avere coscienza del pensiero contemporaneo e diffonderlo, segnando una rottura col simbolismo. Il poeta doveva, ovvero, entrare nella collettività, comprendere la massa, la società, i suoi spostamenti, limitare le spinte negative, e fuggire dalla visione limitata individuale per accedere a un piano superiore. Doveva avere una visione internazionale – J. fu uno dei primi promotori dell’idea di Europa. Questo è il modo di intendere la simultaneità, e lo vediamo in tutte le sue opere. Per esempio il dottor knock è entrato nell’intimo della collettività, è un tutt’uno, e riesce a modificarla. La coscienza del poeta quindi si apre a tutto ciò che esiste simultaneamente, quindi alle altre coscienze. Il poeta non rappresenta i sentimenti del singolo, ma quelli della collettività. Il poeta non è più l’artista isolato simbolista, ma una coscienza lucida e morale capace di orientare le masse. L’uomo vive e pensa in gruppo, e la poesia deve raccontare la “vita unanime”, cioè la solidarietà tra individui, la comunione delle coscienze. Il poeta poi deve restituire la sua scoperta con un linguaggio poetico. Si oppone al verso libero perchè è favorevole alla modernizzazione, ma non a scapito dell’armonia. L’'unanimismo può non essere considerato come scuola perchè non dura pochi anni (2- 3), ma per molti, è un movimento filosofico, un modo di vivere, una religione
  • Prima lettera del Veggente (a Izambard, 1871): Rimbaud accenna a uno stupro in carcere (interpretazione controversa). Izambard (professore di Rimbaud) ritiene fosse solo ironia, e Beauduin condivide questa lettura.
  • Seconda lettera (a Demeny): È la vera lettera del veggente. Teorizza il “ragionato sregolamento di tutti i sensi”. Propone una nuova lingua universale: fatta di profumi, suoni e colori. Rimbaud in Voyelles accenna a un progetto futuro: “Un giorno vi dirò…”. Beauduin invece realizza davvero l’associazione fonemi-colori. In L’homme cosmogonique (poema-manifesto del parossismo): unisce colori all’udito. Questo poema è il compimento del simultaneismo letterario. Beauduin era in contatto con Izambard, da cui ricevette: Un volume con lettere e scritti inediti di Rimbaud, annotati e commentati dal professore. Libri importanti posseduti da Beauduin:
  1. “Rimbaud il veggente” di Rolland de Renéville: Dedica personale a Beauduin. Renéville fu figura di spicco del movimento d’avanguardia Grand Jeu.
  2. “In principio era ritmo – Saggio sull’integralismo”: Influenza fondamentale: Beauduin aderì all’integralismo di Lacuzon. Dall’integralismo (1904) nacque il parossismo (1911).
  3. “Date e opere. Simbolismo e poesia scientifica”: Elabora il contributo linguistico originale di Beauduin alle avanguardie. Difende l’idea di poesia scientifica: basata su verità universali impersonali. Concetto di sintesi (termine sottolineato più volte da Beauduin). Si parla anche dell’associazione suoni-colori come fantasia spontanea di Rimbaud, ma in Beauduin c’è consapevolezza e costruzione strutturale. Per il rapporto Beauduin/Rimbaud è importante il poema “lL principesse del mio sogno” di Beauduin. Composto nel 1911, anno di fondazione del Parossismo lirico. Ci sono forti influenze di Rimbaud. Alcuni versi ricordano moltissimo quelli di Rimbaud. Entrambi i poeti parlano di una fanciulla sofferente, pallida, immersa in un mondo ostile, un "mondo nemico", che le schiaccia. ➤ Precursori Prima di Beuduin dobbiamo parlare di Mockel e Verhaeren. Mockel è stato eletto profeta del parossismo, autore del suo primo scrittore manifesto, ma contro il suo volere. Infatti lui non si considera parossista, per lui l’unico che si meritava quel titolo era Verhaeren. Varhaeren nelle poesia parla delle città, come tema centrale.
  • In “Campagne allucinate” si ha una visione allucinata della città, da sogno, astratta, immensa, uno spazio infinito, isolata, con descrizioni architettoniche e quasi mostrose, infatti l’autore associa la città ad un mostro. Scompone la realtà negli elementi architettonici che si vedono, come si fa nella pittura cubista, che scompone la realtà in forme elementari. “Tutte le strade portano alla città”, simbolo del movimento di massa, attratto dal centro della modernità. La folla è incontenibile e agitata, scomposta, tenta di stare dietro al tempo frenetico, con occhi pieni d’odio > alienazione dell’uomo nella modernità. “Campagne allucinate” sono la prefazione di “Le città tentacolari”.
  • In “le città tentacolari” nasce un germoglio di speranza, che immagina il progresso, la solidarietà delle città. Si passa dalla città- mostro alla città del futuro, grazie alla celebrazione del sapere, della scienza e intelligenza. Quindi Verhaeren è anticipatore del parossismo, ed anche Beauduin si soffermò sulla città. La città nel frattempo è cambiata, l’industrializzazione si è completata, infatti Beauduin è il poeta della Parigi moderna. Beauduin nacque nel 1880, e inizia scrivendo opere legate alle sue origini, anche ambientate in campagna. Poi il poeta matura e sorgerà il tema della città. Oppone il male, rappresentato dalla città, ad un’ascesa spirituale. Nel 1913 il parossismo è formato, e Beauduin pubblica il secondo manifesto in una rivista, con dedica ai precursori del movimento, con illustrazione dell’uomo moderno che estende giorno dopo giorno il suo potere nel suo nuovo impero industriale. L'autore osserva, poi, come in un mondo senza più certezze religiose, l’uomo moderno cerchi una nuova fede, nuove divinità, nuove certezze per vivere e lottare, e li trovi proprio nella metropoli moderna, centro di energia. Hanno creato i loro dei con le loro mani. Tutti lasciano le campagne e si precipitano in città, che sta forgiando il nuovo dio. In futuro ci saranno inimmaginabili civiltà, il mondo di oggi è solo un abbozzo, un embrione della città futura. Con la città futura (visione profetica della città) si passa dal parossismo lirico a quello dinamico. Il poeta ora rifiuta la metrica classica e il sentimentalismo, celebrando invece le macchine, il movimento, la metropoli moderna, che lo meraviglia. Si sofferma in particolare sulla forza e sui cambiamenti della civiltà occidentale, non ancora rovinata dalla vecchia poetica. Sente i rumori della città moderna, fabbriche, motori, banche, come una sinfonia. Sarà apprezzato dai futuristi, da Marinetti stesso, per questo suo apprezzamento della modernità, del dinamismo, delle macchine, e il futurismo ripropone prorpio questi temi nelle sue opere. Il futurismo, infatti, aveva definito il parossismo “Il futurismo francese”, inserendo Beuduin nell’elenco dei futuristi francesi ritenuti tali da Marinetti. E le opere di Verhaeren avevano già segnato il percorso. Tutte le novità di questo secolo ai tempi erano viste con meraviglia, mentre oggi i fumi delle fabbriche, per esempio, ci fanno inorridire, addirittura siamo arrivati agli ambientalisti. Invece Beauduin, per l’entusiamo che aveva scrive ”Notre dame de l’usine”, nostra signora (generalmente riferito alla madonna) della fabbrica: attribuendo sacralità alla produzione industriale. Rimbaud è stato parossista in poesia, è stato il poeta della città già ai suoi tempi. Les illuminations sono il poema della città, il termine “ville” appare più volte. Già Beaudelaire parla dello spostamento dalle campagne alle città. Anche Apollinaire inserisce Beauduin tra i poeti della nuova poesia nel suo manifesto futurista, come omaggio per essersi distaccato dalla tradizione. Anche Apollinaire è stato poeta della Parigi moderna. celebra, in un opera, le notti parigine, fatte di gin, elettricità fiammeggiante, tram impazziti, caffè pieni di fumo, zingari che cantano. Poi la grande guerra, e la fine della bella epoque. Valentine de Saint-Point, unica vera futurista francese, rompe i canoni: Scrive il Manifesto della Lussuria. Riformula il ruolo della donna nel futurismo: non deve essere passiva o solo madre. La vera donna futurista è: all’altezza dell’uomo, sa combattere, segue i suoi istinti sessuali, liberamente, contesta il disprezzo generico per la donna presente in alcuni scritti futuristi, distinguendo i ruoli e i valori.

➤ APOLLINAIRE E L’ORFISMO

Apollinaire nasce in Italia per caso, ma ha origini polacche. Ha un difficile rapporto con la madre e con i fratelli, dato che viene abbandonato dalla mamma, e questo influenza il suo rapporto con le donne. Si trasferisce a Parigi, entra nel mondo letterario, frequentando scrittori e opera molto. Nel 1914 va in guerra mondiale volontario perchè non aveva la cittadinanza francese. Ferito gravemente alla testa, l’esperienza lo segna profondamente. Nel 1917 è artefice dell’unione di Soupault, Breton e Aragon, i tre pilastri del surrealismo. Scelgono il nome “Surrealismo” in onore di Apollinaire, che usava questo termine per indicare una sopra realtà, un'altra realtà. Nel 1918 fa una conferenza che assume l’idea di un manifesto, in cui riafferma un binomio costante nella sua poetica: ritorno alla tradizione e innovazione, allo stesso tempo. Chiama i movimenti di pre-avanguardia “scuole”, sostenendo che sia il termine più adeguato, dato che “movimenti” non lo è più. Ricordiamo i dibattiti con Jules e con Barzun. È il padre dell'ORFISMO, CUBISMO OTTICO. → RAPPORTO CON LE DONNE Abbandono della madre > rapporto complicato con le donne, si innamora subito. 1 Il primo amore che lo segna è per Annie Playden, lei è una governante conosciuta su un treno. Si fa assumere nella famiglia dove lavora per starle vicino. Amore non corrisposto: lei parte per gli Stati Uniti. Apollinaire scrive La chanson du mal-aimé (la canzone del disamato), componimento chiave. “L’amore è come la fenice” se muore la sera rinasce la mattina. Spiega al lettore che anche se è triste perchè non è stato amato, non fa niente perchè già si è rinnamorato. Confronta questo suo amore con gli amori mitologici della storia, come Penelope e Ulisse. Fa tanti esempi, come il faraone che sposa la sorella. E dice tu Annie, non mi sei fedele, diversamente da queste donne, fa questa contrapposizione. 2 Poi c’è Marie Laurencin, pittrice cubista, stava con lui perché aveva piacere di stare con lui, amore diverso. Apollinaire dice che come si fa col cubismo, quindi scomposizione delle immagini, potrebbe essere trasportato in letteratura, si possono fare opere letterarie cubiste. Teorizza il cubismo orfico o orfismo. Marie poi lo lascia. 3 Poi va in guerra e incontra una donna in un caffe, e la corteggia per lettere. Se la fa presentare da un amico. Non troverà mai l’amore della sua vita perchè ha aspettative troppo alte. Per Apollinaire il temo fugge, ritroviamo spesso l’acqua perché gli amori scorrono, prova angoscia per lo scorrere del tempo

→ OPERE

  • Pubblica “Calligrammes” nel 1918, una raccolta in cui vengono messi insieme i suoi calligrammi, testi poetici che disegnando i soggetti delle opere stesse.Scrive un manifesto, in cui metterà la rose e la merd. Nella rose mette i nomi degli artisti che secondo lui rappresentano la modernità, nella merd mette i precursori dei moderni, coloro che lui stima su cui quelli de le rose si sono formati.
  • La sua maggiore opera è Alcools, una raccolta poetica di tutto ciò che scrive. Raccolta poetica senza punteggiatura, fuori ordine cronologico, per sottolineare: la molteplicità di interpretazioni, il rifiuto del significato univoco, l’adesione alla modernità. Il primo testo è Zone: manifesto programmatico della raccolta. Qui parla della Torre Eiffel, simbolo di Parigi, quindi parla di novità e modernità, e la mette all’inizio per dire “questa è una raccolta moderna!!”. Alcols si divide in sezioni: 1 Rhènanes, il suo trascorso in Germania, con amore non ricambiato. 2 A la santè, accusato di aver rubato la gioconda. 3 Marie, dedicata a una donna importante per la sua vita, pittrice cubista. (Laurencin) Vengono trattati vari paesi europei, la città è presente sempre in questa raccolta poetica, rappresenta la modernità. Apollinaire rappresenta un ponte tra modernità e la tradizione, che non dimentica mai. Fa anche componimenti che richiamo il simbolismo, che rappresenta la tradizione. Passa dallo scrivere delle poesie con versi liberi che non hanno regole a scrivere componimenti che richiamano il simbolismo. Nella sua scrittura ritroviamo le automobili, l'elettricità, la chimica, il petrolio, tutti elementi di modernità. Apollinaire viene chiamato le pap, figura di grande rilievo, un punto di riferimento, che tutti ascoltano fino alla sua morte. Marinetti vuole inserirlo all'interno del futurismo ma Apollinaire rifiuta sempre, non apparterrà mai a nessun movimento. I futuristi si spaccano ad un certo unto tra quelli di Firenze e quelli di Milano, inizialmente lui si schiera dalla parte di quelli di Milano MA poi farà da pacere tra Firenze e Milano. Il suo ruolo diventa fondamentale per coloro che scriveranno all'inizio del 900.

Orfismo = Cubismo trasposto nella poesia.

A partire dal rapporto con Marie Laurencin (pittrice cubista), Apollinaire sviluppa l’idea che le tecniche cubiste (scomposizione, simultaneità, pluralità di piani) possano essere applicate anche al linguaggio. L’Orfismo consiste nel creare una realtà poetica nuova e autonoma, armonica come la musica, ma ottica e visiva come l’arte moderna. Si colloca in una zona intermedia tra simbolismo e futurismo, combinando:

  • simbolismo (dimensione spirituale, soggettiva);
  • futurismo (velocità, frammentazione, città, tecnica).

CAPITOLO 5: SIMULTANEITÀ , FIGLIA DI MOLTI PADRI

Cos’è la simultaneità? Espressione multipla e contemporanea di realtà diverse: più tempi, più spazi, più voci, più coscienze espresse contemporaneamente. È fondamentale poi l’abolizione dei settori operativi, si mettono insieme tutte le arti. Le varie scuole nate agli inizi del ‘900 intorno all’Abbaye de Creteil ne contestavano la paternità. Tra cui Romains, Lacuzon, Beauduin, Barzun, Apollinaire erano poeti amici ma anche antagonisti, rivali per la paternità del concetto. Apollinaire dice che Delaunay (artista orfismo francese) aveva preso ed imitato il concetto di “simultaneo” dai futuristi, i quali presero la balla al balzo per rivendicare la paternità del concetto. In realtà, questo attacco di Apollinaire ha base personale, dato che l'artista lo aveva in precedenza attaccato. La critica francese prese le difese di Delaunay (motivi patriottici, non volevano che il primato andasse ad un italiano), così Apollinaire aggiustò il tiro per riappropriarsi del suo prestigio, sostenendo che l’imitazione del futurismo dai francesi si limitasse alla terminologia non ai contenuti. Il problema della paternità rimase aperto. Barzun, esponente del dramatismo/simultaneismo, accusa Apollinaire di essersi infiltrato in tutte le scuole senza farne davvero parte. Apollinaire risponde: “Non serve aderire a una scuola per essere moderni!” “Mi avete messo ovunque, anche dove non volevo!” “Barzun mi ha pure scomunicato dal suo simultaneismo, a cui non ho mai aderito!” Eppure, Apollinaire riconosce che Barzun ha teorizzato la simultaneità. Ma ribadisce anche che già prima altri (come Jules Romains e lui stesso) la praticavano Ricordiamo, comunque, che per Apollinaire la simultaneità è solo l'utilizzo di più voci nello stesso momento, ed elogiò Cros per l'invenzione del fonografo e per la sua intuizione sulla riproduzione simultanea del suono. I calligrammi ne sono una forma visiva: testo e immagine si fondono per un’esperienza simultanea (parola, spazio, senso). Tuttavia, Apollinaire non include lo spazio o le arti visive nel suo concetto di simultaneità, a differenza di Barzun. Barzun (drammatismo, poi simultaneismo), che apparteneva all’Abbaye de Creteil, definì il suo programma, al quale aderirono molti poeti. Ma fu nel 1912 che l’autore fa un passo avanti, teorizzando per primo il concetto di Simultaneità, che va oltre la polifonia. Infatti, dice che bisogna buttare giù le categorie inventate: poesia, musica, pittura, scultura, che sono unite in natura, e gli uomini devono riunirla di nuovo, esiste solo l'arte e esiste solo l'artista, come comunione delle precedenti “materie”. Sono le varie sfaccettature dell'espressione umana. Se l'artista moderno non può realizzarle tutte, deve almeno conoscerle e comprenderle. Se dovessimo rintracciare l'influenza tra il simultaneismo e il futurismo, dovremmo considerare che Marinetti frequentò spesso l'abbazia, che influenzò le sue teorie. Barzun passa dal lirismo (espressione dell’io ) fino al dramma (espressione delle tensioni del mondo), perchè l'autore sosteneva che il suo tempo era governato in letteratura dal dramma, quindi solo il dramma poteva essere l'espressione della modernità. Le voci non dovevano esprimere più solo il poeta, ma tutte le voci del mondo. All'inizio, infatti, nel mondo c’era amore, che si esprime nel lirismo, poi conflitti, che si esprimono nel dramma. Per esprimere il dramma, il poeta deve usare la polifonia, voci simultanee del mondo, delle folle, delle città del mondo. Ma, come ricorda Apollinaire, questa tecnica non era nuova. Anche Marinetti pensava che la letteratura non dovesse parlare solo dell'io, ma Balzun lo criticò. Tutte le polemiche tra i poeti contribuirono a frammentare l'ambiente delle avanguardie, che non furono mai in fronte unito. Nacquero infatti numerosi movimenti futuristi, e lotte interne finirono per generare sfiducia nel pubblico. Con lo scoppio della guerra tutto si spense, e il surrealismo, nato più tardi, ignorò o rinnegò buona parte di questa esperienze precedenti.