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Tipologia: Schemi e mappe concettuali
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All’inizio del Novecento, il Simbolismo entra in crisi e si afferma una nuova corrente culturale: l’Avanguardia, caratterizzata da un netto rifiuto della tradizione, della società borghese e dei suoi valori. Le avanguardie auspicano una rottura totale col passato, proponendo forme radicalmente nuove di arte e pensiero. Prima dell’esplosione delle avanguardie storiche, si svilupparono alcune “scuole” poetiche pre- avanguardiste, così definite da Apollinaire. Tra queste:
Per studiare le avanguardie sono state utilizzate “La crisi dei valori simbolisti”, l’insieme degli scritti di Adolphe Lacuzon e “La storia delle letterature d’avanguardia”. Significato termine avanguardia Il termine esisteva già con Baudelaire, ma in senso opposto: per lui era sinonimo di letteratura conformista, non rivoluzionaria. Oggi invece “avanguardia” richiama il significato militare: il gruppo che va in avanti, che rischia per primo, che esplora il nuovo. Così sono gli artisti d’avanguardia: coraggiosi, fuori dal coro, in anticipo sui tempi Datazione e manifesti :
Nel 1901, i giovani Georges Duhamel e Charles Vildrac iniziano a sognare una comunità artistica ispirata all’Abbaye de Thélème di Rabelais, dove artisti, poeti e musicisti possano vivere, lavorare e sperimentare insieme, abolendo la separazione tra arte e vita. Tuttavia, mancava un sostegno economico, finché Barzun, trovando un impiego al ministero, rende possibile il progetto, dove usano la tipografia preesistente per conciliare vita e lavoro, la loro idea era quella di pubblicare e guadagnare con le loro opere. Nel 1906 i tre si stabiliscono in una villa con giardino a Créteil: nasce così l’Abbaye de Créteil. L’esperienza dura solo due anni (1906–1908), interrotta da problemi di convivenza, ma accoglie una cinquantina di artisti da tutta la Francia. Molti vivono nella villa stessa, tra cui Barzun, che vi ha anche il suo primo figlio. L’Abbaye diventa un polo d’attrazione culturale, con un continuo afflusso di ospiti e visitatori. Tra questi anche: Jules Romains, vicino all’Abbaye ma non ne condivideva lo stile di vita comunitario e Filippo Tommaso Marinetti, che, entrando in contatto con questi ambienti, concepisce il Futurismo. È lui il primo a realizzare concretamente la simultaneità, comprendendo che l’arte è una, e che deve essere sensoriale, unitaria e totale. Dall’Abbaye e da questi scambi nascono le pre-avanguardie, che tentano di rinnovare la letteratura. Queste opere, difficili da comprendere e fuori dai canoni tradizionali, non trovano spazio presso le case editrici classiche: da qui l’importanza della tipografia autogestita. Nascono qui le scuole di: Romains (unanimismo), Lacuzon (integralismo), Beaduin (parossismo), Barzun (simultaneismo), Apollinaire(orfismo), cinque poeti amici e antagonisti, che si stimavano, ma rivaleggiavano per conquistarsi la paternità dell’innovazione della simultaneità. Dichiaravano la morte del simbolismo, riconoscevano in Rimbaud un precursore e cercavano la via che lui stesso aveva annunciato. Ognuno di loro crea una scuola che inglobasse la SIMULTANEITÀ , ovvero l’espressione multipla e contemporanea di realtà diverse: più tempi, più spazi, più voci, più coscienze espresse contemporaneamente. È fondamentale poi l’abolizione dei settori operativi, si mettono insieme tutte le arti. Ogni scuola sviluppa un proprio modo di incorporare la simultaneità. In particolare:
I due si incontrarono nel 1907, negli incontri di una rivista letteraria parigina alla quale entrambi collaboravano, con un amico in comune. Jules dice che tra i giovani, Apollinaire sembrava il più prestigioso. I due si incontrarono molte altre volte e Jules conobbe tutti gli ambienti di cui Apollinaire era il centro, che frequentava anche Picasso. Divennero amici, stima reciproca, ma anche rivali letterali. Apollinaire lo accoglierà nel suo gruppo e lo omaggerà in una conferenza, descrivendolo con una grande immaginazione, grandi capacità creative non solo in poesia, e creatore dell’unanimismo, una grande visione del mondo. Ma avverrà una rottura nel 1911, anno in cui Apollinaire recensisce pubblicamente un’opera di Jules in maniera del tutto negativa. Poco dopo, però, Apollinaire si scusa con il suo amico, ammettendo di essersi fatto trasportare da terzi. Romains lo perdona, non volendo chiedere spiegazioni ulteriori, sospettando gelosie di altri riguardo la loro posizione di maestri. Rapporto ambiguo. *** Conclusione L’esperienza dell’Abbaye de Créteil, seppur breve, è fondamentale per il passaggio dal Simbolismo alle Avanguardie. In questo contesto nascono le premesse del Futurismo, del Dadaismo e del Surrealismo, ma anche le prime formulazioni della simultaneità artistica. I protagonisti sono giovani poeti rivoluzionari, divisi tra collaborazione e competizione, tutti impegnati a superare il Simbolismo, che considerano esaurito, riconoscendo però in Rimbaud il vero precursore di tutte le future rivoluzioni estetiche.
Nel 1885 Parigi è addolorata per morte di Victor Hugo e al funerale, tra i due milioni di persone, c’è anche la mamma di Jules Romans, incinta. L'autore dice che in quel momento ha ricevuto un imprinting che lo segna (lui era ancora nella pancia della mamma), infatti sostiene di essere andato al funerale tramite un intermediario. Era la prima volta che il popolo parigino rendesse omaggio in questo modo ad un autore. 1885: Nasce Louis Henri Jean Farigoule, in arte Jules Romains (nome scelto per il fascino verso Roma e Giulio Cesare). Nasce a La Chapuze, in Alvernia, ma vive a Parigi, dove si forma e lavora. Parigi diventa il centro della sua vita e della sua osservazione sociale. Ma non dimentica i luoghi in cui ha vissuto, hanno forgiato la sua personalità, e studiando questi luoghi troviamo collegamenti con le sue opere. ➤ Le opere Nel 1904 pubblica la sua prima poesia “L’anima degli uomini”. La raccolta di poesia “La vita unanime” (1908)è la prima opera unanimista, dove si celebra la scomparsa dell’individuo in un gruppo unanime, dotato di un’unica anima unanime solidale. Raggiunge la notorietà con il teatro, con la pubblicazione di “Knock, o il trionfo della medicina” e molte altre opere teatrali, con Pirandello fa una rivoluzione teatrale. Dopo una fase di sole opere teatrali, torna al romanzo e pubblicherà 27 volumi in soli 14 anni, “Gli uomini di buona volontà”, parla delle dinamiche accadute in Europa per arrivare alla seconda guerra mondiale e della società moderna, usa fatti storici accaduti e ci aggiunge personaggi inventati,
➤ L’Unanimismo (il pathos della città) In una sera di ottobre del 1903 Roman ebbe l’illuminazione cambiando per Parigi “di un essere vasto di cui la strada, le automobili, i passanti formano il corpo e il cui ritmo trascinava i ritmi delle coscienze individuali”. L ‘unanimismo nasce in quella sera del 1903, ma il manifesto “I sentimenti unanimi e la poesia” ci fu due anni dopo, nel 1905. In quei due anni esplora Parigi per cercare conferme. E a Parigi le trova, perchè qui gli uomini si confrontano e ci si sente ritrovati nella collettività. Prese coscienza di una comunione tra gli uomini e le cose che li circondavano, tutto ciò che lo circonda è legato in un unico corpo, percepì che il mondo era governato dal senso unanime, e che lui era parte di quel disegno. Il poeta è la mente che dirige questo corpo, proprio lui perchè non cade in tentazione per benefici personali, altrimenti, nel caso di un essere meschino, saremmo tutti trasportati dal suo medesimo interesse personale. La città e le loro folle sono un punto focale dell’unanimismo, la città si mescola con l’uomo. In quel periodo si studiavano le folle in sociologia, si rifletteva sulla loro enorme potenza capace di cambiare il mondo. Nella massa manca la disciplina, quindi ha anche una forza distruttrice, infatti un individuo nella massa ha meno freni e meno responsabilità. Però esiste un inconscio collettivo, e un individuo può mettere in secondo piano i propri interessi per quelli collettivi. Ed è proprio l’unanimismo a spingere gli individui verso gli interessi collettivi, non si possono ignorare gli altri per una forza tra gli uomini che favorisce la solidarietà e l’unione. questo è il SENTIMENTO UNANIME. Noi riusciamo a percepire l’influenza crescente e tirannica che la società esercita su di noi, conquista una parte del nostro essere, e rabbrividiamo all’idea di essere assorbiti dall’ambiente, ma allo stesso tempo proviamo piacere, perché la collettività, la comunione tra uomini è rassicurante. Abbandoniamo corpo e anima alla società, questo genera un'unione profonda tra gli uomini, ed è la natura unanime.
Apollinaire nasce in Italia per caso, ma ha origini polacche. Ha un difficile rapporto con la madre e con i fratelli, dato che viene abbandonato dalla mamma, e questo influenza il suo rapporto con le donne. Si trasferisce a Parigi, entra nel mondo letterario, frequentando scrittori e opera molto. Nel 1914 va in guerra mondiale volontario perchè non aveva la cittadinanza francese. Ferito gravemente alla testa, l’esperienza lo segna profondamente. Nel 1917 è artefice dell’unione di Soupault, Breton e Aragon, i tre pilastri del surrealismo. Scelgono il nome “Surrealismo” in onore di Apollinaire, che usava questo termine per indicare una sopra realtà, un'altra realtà. Nel 1918 fa una conferenza che assume l’idea di un manifesto, in cui riafferma un binomio costante nella sua poetica: ritorno alla tradizione e innovazione, allo stesso tempo. Chiama i movimenti di pre-avanguardia “scuole”, sostenendo che sia il termine più adeguato, dato che “movimenti” non lo è più. Ricordiamo i dibattiti con Jules e con Barzun. È il padre dell'ORFISMO, CUBISMO OTTICO. → RAPPORTO CON LE DONNE Abbandono della madre > rapporto complicato con le donne, si innamora subito. 1 Il primo amore che lo segna è per Annie Playden, lei è una governante conosciuta su un treno. Si fa assumere nella famiglia dove lavora per starle vicino. Amore non corrisposto: lei parte per gli Stati Uniti. Apollinaire scrive La chanson du mal-aimé (la canzone del disamato), componimento chiave. “L’amore è come la fenice” se muore la sera rinasce la mattina. Spiega al lettore che anche se è triste perchè non è stato amato, non fa niente perchè già si è rinnamorato. Confronta questo suo amore con gli amori mitologici della storia, come Penelope e Ulisse. Fa tanti esempi, come il faraone che sposa la sorella. E dice tu Annie, non mi sei fedele, diversamente da queste donne, fa questa contrapposizione. 2 Poi c’è Marie Laurencin, pittrice cubista, stava con lui perché aveva piacere di stare con lui, amore diverso. Apollinaire dice che come si fa col cubismo, quindi scomposizione delle immagini, potrebbe essere trasportato in letteratura, si possono fare opere letterarie cubiste. Teorizza il cubismo orfico o orfismo. Marie poi lo lascia. 3 Poi va in guerra e incontra una donna in un caffe, e la corteggia per lettere. Se la fa presentare da un amico. Non troverà mai l’amore della sua vita perchè ha aspettative troppo alte. Per Apollinaire il temo fugge, ritroviamo spesso l’acqua perché gli amori scorrono, prova angoscia per lo scorrere del tempo
A partire dal rapporto con Marie Laurencin (pittrice cubista), Apollinaire sviluppa l’idea che le tecniche cubiste (scomposizione, simultaneità, pluralità di piani) possano essere applicate anche al linguaggio. L’Orfismo consiste nel creare una realtà poetica nuova e autonoma, armonica come la musica, ma ottica e visiva come l’arte moderna. Si colloca in una zona intermedia tra simbolismo e futurismo, combinando:
Cos’è la simultaneità? Espressione multipla e contemporanea di realtà diverse: più tempi, più spazi, più voci, più coscienze espresse contemporaneamente. È fondamentale poi l’abolizione dei settori operativi, si mettono insieme tutte le arti. Le varie scuole nate agli inizi del ‘900 intorno all’Abbaye de Creteil ne contestavano la paternità. Tra cui Romains, Lacuzon, Beauduin, Barzun, Apollinaire erano poeti amici ma anche antagonisti, rivali per la paternità del concetto. Apollinaire dice che Delaunay (artista orfismo francese) aveva preso ed imitato il concetto di “simultaneo” dai futuristi, i quali presero la balla al balzo per rivendicare la paternità del concetto. In realtà, questo attacco di Apollinaire ha base personale, dato che l'artista lo aveva in precedenza attaccato. La critica francese prese le difese di Delaunay (motivi patriottici, non volevano che il primato andasse ad un italiano), così Apollinaire aggiustò il tiro per riappropriarsi del suo prestigio, sostenendo che l’imitazione del futurismo dai francesi si limitasse alla terminologia non ai contenuti. Il problema della paternità rimase aperto. Barzun, esponente del dramatismo/simultaneismo, accusa Apollinaire di essersi infiltrato in tutte le scuole senza farne davvero parte. Apollinaire risponde: “Non serve aderire a una scuola per essere moderni!” “Mi avete messo ovunque, anche dove non volevo!” “Barzun mi ha pure scomunicato dal suo simultaneismo, a cui non ho mai aderito!” Eppure, Apollinaire riconosce che Barzun ha teorizzato la simultaneità. Ma ribadisce anche che già prima altri (come Jules Romains e lui stesso) la praticavano Ricordiamo, comunque, che per Apollinaire la simultaneità è solo l'utilizzo di più voci nello stesso momento, ed elogiò Cros per l'invenzione del fonografo e per la sua intuizione sulla riproduzione simultanea del suono. I calligrammi ne sono una forma visiva: testo e immagine si fondono per un’esperienza simultanea (parola, spazio, senso). Tuttavia, Apollinaire non include lo spazio o le arti visive nel suo concetto di simultaneità, a differenza di Barzun. Barzun (drammatismo, poi simultaneismo), che apparteneva all’Abbaye de Creteil, definì il suo programma, al quale aderirono molti poeti. Ma fu nel 1912 che l’autore fa un passo avanti, teorizzando per primo il concetto di Simultaneità, che va oltre la polifonia. Infatti, dice che bisogna buttare giù le categorie inventate: poesia, musica, pittura, scultura, che sono unite in natura, e gli uomini devono riunirla di nuovo, esiste solo l'arte e esiste solo l'artista, come comunione delle precedenti “materie”. Sono le varie sfaccettature dell'espressione umana. Se l'artista moderno non può realizzarle tutte, deve almeno conoscerle e comprenderle. Se dovessimo rintracciare l'influenza tra il simultaneismo e il futurismo, dovremmo considerare che Marinetti frequentò spesso l'abbazia, che influenzò le sue teorie. Barzun passa dal lirismo (espressione dell’io ) fino al dramma (espressione delle tensioni del mondo), perchè l'autore sosteneva che il suo tempo era governato in letteratura dal dramma, quindi solo il dramma poteva essere l'espressione della modernità. Le voci non dovevano esprimere più solo il poeta, ma tutte le voci del mondo. All'inizio, infatti, nel mondo c’era amore, che si esprime nel lirismo, poi conflitti, che si esprimono nel dramma. Per esprimere il dramma, il poeta deve usare la polifonia, voci simultanee del mondo, delle folle, delle città del mondo. Ma, come ricorda Apollinaire, questa tecnica non era nuova. Anche Marinetti pensava che la letteratura non dovesse parlare solo dell'io, ma Balzun lo criticò. Tutte le polemiche tra i poeti contribuirono a frammentare l'ambiente delle avanguardie, che non furono mai in fronte unito. Nacquero infatti numerosi movimenti futuristi, e lotte interne finirono per generare sfiducia nel pubblico. Con lo scoppio della guerra tutto si spense, e il surrealismo, nato più tardi, ignorò o rinnegò buona parte di questa esperienze precedenti.