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Tipologia: Appunti
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11 lezione 20.01. Urbanizzazione: Catasto geometrico dello stato di Milano nel 700, commissionato dall’imperatore Carlo VI (Asburgo-Lorena) ad opera del veneto Giovanni Filippini Bologna= creata sulla via Emili romana, lungo la quale si è creata la città che si è evoluta ed espansa a città medievale e successivamente si è sviluppata lungo gli assi viari (dove il tessuto urbano diventa continuo). Corsi d’acqua erano fondamentali anche in città, finivano nei mondicci finché non sono state costruite le fognature, usavano l’acqua per le loro attività. Siena= terreno argilloso e costruita su dorsale vulcanica. Anche cartografie d’epoca rendono chiaro quanto Siena sia sorta su area di altopiani, poi estesa successivamente. Valli verdi di Siena non edificabili. Sorta lungo le alture e poi espansa lungo le aree pianeggianti, ma ancora adesso le aree vere non sono edificabili, rischioso. Centri gemmati: Importante città di fondazione romana Pavia, sviluppata lungo il Ticino, è un centro gemmato poiché collegata a Borgo Ticino. sviluppata molto rispetto a Borgo Ticino, al quale è collegata con un ponte coperto antico.
Crema= città medievale con chiesa municipio e cattedrale al centro. Piazza centrale in cui si svolgevano attività. Riempimento successivo deformato tipico delle città medievali, causate dalle deformazioni morfologiche del territorio, tante porte da cui entrare. Contesto molto diverso Giulianova, centro di origine romana ma sorto leggermente sopraelevato, per motivi di salubrità, come lungo tutte le coste e i fondivalle, sviluppato dal secondo dopo guerra con il turismo balneare di massa. Centro gemmato che porta alla perdita del ruolo. Come nel caso della Versilia, evoluzioni dal secondo dopo guerra dei centri originari sorti in posizione sopraelevata per ragioni difensive e di salubrità. Poi sviluppato balnearmente per aree turistiche italiane. Il centro di Giulianova si è sviluppato lungo e intorno alla ferrovia, successivamente si è sviluppato a gemma espandendosi verso la costa balneare. Si ha una perdita del ruolo e di funzione del centro originario gemmato, ma non è il caso di Giulianova. Cortona esempio di centro gemmato, si è creato il nucleo di Camucìa al disotto del centro di pendio fortificato, poiché Cortona non è in grado di raccogliere le vie di trasporto ferroviarie create apposta per la città. Bergamo città alta più storica e facile da difendere, di origine medievale, città bassa più moderna sviluppata. Il tessuto abitato si è densificato intorno nella città bassa. Sono tutti collegati dal centro geminato di origine, posto sopraelevato, da una via di comunicazione che sorgono lungo le coste o le aree più facilmente raggiungibili. Nel casentino, centro di origine medievale di Ponte a Poppi, che sorge sul luogo di rottura di carico, dove una via principale si riparte in ponte per raggiungere il centro originario, intorno al ponte è nato il centro gemmato di ponte a poppi Palmanova, città fortezza con pianta a stella per funzioni difensive contro impero austriaco a Venezia con mura di terra, patrimonio UNESCO: San Luigi creò una città lungo la costa francese, ricreando un’area che tende a impaludarsi, in prossimità di saline e porto canale dalla quale sono partite le crociate.
che caratterizza, in particolare, le città di fondazione araba nel Nord Africa coma Kairouan, Tunisi, Algeri, Fez, Il Cario. Una forma urbana similare a quella della Medina è, però, riscontrabile in altre aree al fuori del Mediterraneo. Molte città mediterranee dell’Europa cristiana presentano un’area antica con un tessuto simile a quello delle Medine nordafricane (Palermo, Bari, Genova per limitarci alla sola Italia). Come sempre, insomma, è difficile stabilire i confini di una categoria urbanistica e ancora più difficile racchiuderli dentro un termine . Mashad in Iran, parte di centro storico mantenuto ma parte distrutto, per lo sviluppo, sfruttamento in altezza dell’uso del suolo urbano a causa degli alti costi del suolo urbano. Scacchiera di Manhattan, città fondata dagli olandesi passata poi in mano inglese, vediamo una città di fondazione recente in cui abbiamo strade che si incrociano perpendicolarmente a parte il rettifilo di Broadway che tagliano in maniera obliqua l’isola di Manhattan. Grande quantità di banchine lungo l’Hudson, ancor moltiplicate nel 900, poi sviluppato il traffico aereo e la navigazione commercial è continuata ma un po’ meno. Area portuale di Manhattan e di New York dal punto divista passeggeri sono diminuite di nuovo le banchine, e le altre sono usate per altri scopi. Fiume Hudson. Brasilia, capitale di fondazione, come Canberra, Nibugia in Nigeria ecc. città di fondazione fondata come capitale. È stata concepita come capital di un paese confederale, è stato scelto spazio interno non costiero poiché le altre avevano ruolo talmente importante sulla costa che hanno cercato di trovare luogo interno che potesse valorizzare e federare gli abitanti anche delle aree interne ovvero i meno ricchi. Rio è stata capitale fino agli anni 60 ma poi è stata creata Brasilia, città di fondazione il cui impianto è stato creato da Oscar Niemeyer costruita in 41 mesi. In origine cera semplicemente una croce (riferimento al cristianesimo) poi adattato ai bisogni previsti per una capitale: costruzioni ingegneristiche magnifiche, viali ad alta velocità; progetto creato come centro dirigenziale di uno stato federale, ma gli architetti non avevano tenuto conto anche dei cittadini che avrebbero dovuto abitare e amministrare la società. Forme di città: romana , tendenzialmente quadrata a strade perpendicolari medievale , di pianta radiocentrica in area di difesa, creazione mura di cinta importanti.
Città ideale , modello non realizzato ancora bene, in cui le funzioni sono diluite da poter permettere una vita gestibile e sostenibile. In realtà lo spazio occupato è troppo e questo tipo di progetto può diventare un eco villaggio e non una città. Tipologia di centri urbani in base alle suddivisioni funzionali: il grande sviluppo urbano c’è stato a partire dalla prima industrializzazione, dall’UK all’Europa e Nordamerica. C’erano città con grandi problemi di dimensione e problemi sociali (violenza ecc.). La scuola di Chicago ha creato modelli, il più conosciuto il modello concentrico: la città viene divisa in centri concentrici, dal primo cerchio verso l’esterno passiamo dal centro degli affari, alle aree industriali, ad aree sempre più degradate dove si concentrano gli immigrati, diventano ghetti, zone di transizione. C’era difficoltà per la classe operaia nello spostarsi e perciò abitavano in zone in prossimità alle zone industriali. Più all’esterno si va le abitazioni diventano unifamiliari. Le fabbriche storiche sono sviluppate vicino alle mura, successivamente vengono messe all’esterno, per destinare le zone ad altro uso. Prima erano prossime al centro. Anche Arezzo si sviluppa a ventaglio permettendoci di capire la sua evoluzione. Oltre al modello concentrico ci sono i modelli di Hoyt e di Harris e Ullman, che permette di spiegare a seconda dei contesti e delle specificità locale, uno sviluppo in settore non necessariamente concentrico. tra gli anni 60 e 80 la ricerca delle funzioni urbane sono state fatte anche sulla carta di Milano, Amsterdam, Mosca ecc. i modelli della scuola di Chicago non sempre potevano essere usati poiché ogni città ha una sua forma. In ogni carta c’è una legenda che permette di capire le specificità dei territori. Le zone di influenza di un centro urbano: territori dipendono da un centro di media dimensione, a seconda dei mezzi di comunicazione, capacità di attrazione in funzione alle attrazioni commerciali ecc. dipendono da un’area più importante, ogni area ha una sua funzione. Le informazioni date ci permettono di capire se c’è bisogno di servizi, scuole, pensionati, permettono studi che permettono di prendere deicsioni sull’organizzazione del territorio Megalopoli : regione urbana in cui il tessuto costruito non è continuo (New York, Boston, Philadelphia ecc.), aree urbanizzate o poco, aree di parco, area che si evolve in funzione di un modo di vita urbano, con norme
Le grandi migrazioni sono state dalla campagna verso le città con la prima urbanizzazione a fine 700. Molte popolazioni rurali sono andate nelle città a lavorare nelle fabbriche per un salario per sopravvivere, nonostante le condizioni di vita non erano di certo migliori perlomeno c’era una continuità di salario. C’è stato un declino costante della popolazione rurale fino al secolo scorso. Questo spopolamento ha cominciato a fermarsi nel nord del mondo, ma continua nel sud del mondo. Si hanno una serie di problematiche delle grandi città (metropoli e Nel XX secolo la crescita della popolazione urbana è stata sbalorditiva. Nel 2000 le città con oltre un milione di abitanti erano circa 411; nel 1900 se ne contavano soltanto 12. Secondo le attese, nel 2015 vi saranno 564 città con "milioni di abitanti". Nel 2006 diciannove metropoli hanno registrato una popolazione di oltre 10 milioni di abitanti, guadagnandosi il titolo di mega città. Nel 1900 non esistevano centri di dimensioni analoghe. Ne consegue che il notevole aumento della popolazione mondiale nel corso dei secoli ha implicato un forte incremento anche della componente urbana: quest'ultima, infatti, è passata dal 3% nel 1800 al 50% nel 2008. La percentuale di popolazione urbana è cresciuta ovunque in misura rilevante, poiché il fenomeno dell'urbanizzazione si è diffuso a tutte le aree del globo. megalopoli), che richiedono gestioni complesse quasi impossibili da gestire per garantire una qualità di vita migliore per coloro che hanno scelto di spostarsi nelle grandi città. Vengono definite "megacittà" le aggregazioni urbane che superano i 10 milioni di abitanti; tale definizione fu coniata negli anni Settanta del secolo scorso dalle Nazioni Unite. L'emergere del fenomeno delle megacittà indusse, agli inizi del decennio successivo, a formulare previsioni pessimistiche secondo le quali questo tipo di aggregazioni sarebbe stato destinato a dominare la struttura urbana su scala planetaria e a distorcere le economie e le gerarchie fra città in tutti i Paesi. Sono aumentate le città milionarie, con più di un milione di abitanti. problemati che delle mega città nel sud del mondo. Ci sono esercizi di base ma la vita è comunque dura, alcune baracche non vengono considerate favelas perché hanno l’acqua e l’illuminazione… Evoluzione della popolazione umana: La maggioranza della popolazione mondiale sarà presto costituita da residenti in città. Secondo stime delle Nazioni Unite, tra il 2015 e il 2020 la popolazione urbana costituirà la componente demografica maggioritaria sostanzialmente in tutte le regioni del mondo, raggiungendo la quota del 60% della
popolazione mondiale entro il 2030. Densità di urbanizzazione sul nostro pianeta. Le città più grandi hanno dimostrato di non essere le agglomerazioni a crescita più rapida; le megacittà nel 1975 contavano il 2% della popolazione mondiale, nel 2006 solo il 4% e, secondo le previsioni, entro il 2015 ne ospiteranno meno del 5%. Nel 1984 si diceva che Città del Messico contasse già 17 milioni di abitanti e un decennio più tardi lo U.S. Census Bureau stimava una popolazione di 24 milioni di persone. Stando a dati più realistici elaborati dalle Nazioni Unite, nel 2003 la popolazione della capitale messicana era pari a 18 milioni di abitanti circa. In base alle previsioni, entro la fine degli anni Novanta Kolkata (Calcutta) avrebbe avuto 15 milioni di abitanti, ma risulta che nel 2003 la sua intera area metropolitana abbia contato meno di 13 milioni di persone. Difficoltà di gestione e spostamenti delle persone nelle aree urbane gigantesche. Si sceglie di andare a vivere altrove se non si è obbligati. Quando importanti complessi metropolitani separati, qualunque sia la loro dimensione, si espandono lungo le strutture di trasporto da cui sono collegati, è possibile che alla fine si incontrino e si uniscano in corrispondenza dei rispettivi margini esterni, creando le conurbazioni. (aree di urbanizzazione con tessuto urbano continuo, nascono dalla città principale che ingloba attraverso gli assi di comunicazione altri centri urbani, facendo diventare l’area una metropoli sempre più intensa fino ad una serie di conurbazioni importanti). Nelle aree dov'è emerso questo modello sempre più diffuso, il paesaggio urbano non può più essere descritto come un'area dai confini ben definibili e chiaramente distinguibili dai territori agricoli interposti alle altre unità urbane. Occorre piuttosto riconoscere la presenza di vaste aree di urbanizzazione continua, formate da più centri che si sono uniti in corrispondenza dei rispettivi margini.
In Europa, fattori come la sicurezza e la difesa (ubicazione su isole o siti elevati) avevano grande peso nello scegliere la posizione dei primi insediamenti o nelle successive fasi di sviluppo: si pensi alla città di Venezia, sorta da piccoli insediamenti di età tardo-antica su alcune isole della laguna omonima, considerate più sicure e facili da difendere rispetto alla terraferma (contesto piatto difficile da difendere). I siti adatti allo sfruttamento dell'energia idrica e quelli contigui a bacini carboniferi, tipici rispettivamente del periodo iniziale e di quello successivo della rivoluzione industriale. Città dell’oro costruite e poi abbandonate una volta esaurito l’oro diventano città fantasma. I siti a scopo industriale avevano bisogno di acqua, perciò le industrie sorgono sui corsi d’acqua (distretti lanieri, estrazione del tannino, vetrerie, cartiere ecc. hanno bisogno di essere localizzate di fianco a corsi d’acqua). La scelta del sito è in funzione della necessità che gli abitanti hanno in ambito lavorativo. Con il termine situazione si indica l'ubicazione relativa, cioè la posizione di un insediamento rispetto alle caratteristiche fisiche e culturali delle aree circostanti. Molto spesso è importante conoscere il tipo di possibilità e attività esistenti nella zona vicina a un insediamento, quali la distribuzione delle materie prime, delle aree di mercato, delle regioni agricole, delle aree montuose e degli oceani. Pur essendo sotto molti aspetti più importante del sito per comprendere le funzioni e il potenziale di crescita delle città, la situazione è un elemento che caratterizza in modo più esclusivo ciascun insediamento e non si presta a facili generalizzazioni. Una città si piò sviluppare perché è necessario raccogliere e distribuire materie prime. Caratterizza in maniera esclusiva ogni insediamento e non permette di fare classificazioni. centri gemmati: sito difensivo posto in alto alla quale il centro moderno dipende. quando è stata avviata la bonifica della Val di Chiana, i centri antichi si trovano in altura per motivi difensivi ma anche di salubrità. Ragioni che obbligavano a sorgere in un’ubicazione sopraelevata. Evoluzione successiva verso le aree pianeggianti; Palmanova creata dai veneziani per proteggersi dagli Asburgo. Siti particolari: città di fondazione fascista. Manhattan sito peculiare, area acquatica che permetteva ripari e porti naturali per molte imbarcazioni. Le funzioni urbane: Le città sono uno dei più antichi segni della civiltà. Risalenti a 6000 anni fa o più, ebbero origine (o si diffusero) a partire dai focolai culturali da cui si svilupparono le prime forme di agricoltura stanziale. Esse rappresentano altresì una delle esperienze più nuove per una percentuale crescente della popolazione mondiale. A partire dagli agglomerati culturali è stato permesso di suddividere la popolazione del nostro pianeta in rurale e urbana. Nelle aree urbani normalmente si hanno funzioni di servizio e produttive (mercati, artigiani ecc.), hanno però bisogno di un intorno territoriale per sfamare la popolazione e svolgere le attività (falegname prende legno da foreste esterne dal centro abitato ecc.) -Che siano antiche o moderne, tutte le città palesano temi e tratti regolari ricorrenti in linea con il tempo e il luogo in cui si situano. In primo luogo, ogni città svolge determinate funzioni - ha una base economica – da cui ricava il reddito necessario per sostentare sé stessa e i suoi abitanti. Città industriale tradizionale o tecnologica, portuale, automobilista ecc. centri balneari (turismo di massa estivo). Contesti urbani specifici che caratterizzano la base economica di una città, dai distretti industriali ad altre funzioni importanti svolte da altre aree che vivono grazie alle proprie attività.
-In secondo luogo, nessuna città esiste "nel vuoto", bensì appartiene a una società e a un sistema economico più ampi, non necessariamente di mercato, ma anche basato sullo scambio, con i quali ha legami reciproci essenziali; in altri termini, ogni città costituisce un'unità all'interno di un sistema di città e un centro d'attrazione per un'area non urbana circostante. Ogni città ha un suo intorno territoriale che funziona da area di attrazione per le altre funzioni importanti. Pisa-Pontedera-Livorno: il carattere policentrico e reticolare dei sistemi insediativi, urbani e infrastrutturali: ogni centro svolge funzioni specifiche. -In terzo luogo, ogni unità urbana presenta una disposizione interna per quanto concerne usi del territorio, gruppi sociali e funzioni economiche. È chiara la funzione religiosa e la suddivisione in cui sono fatti convivere i gruppi umani di varie origini o separate in funzione alla rigidità di quartiere necessario in alcuni casi. Le città nascono per definire le funzioni specifiche delle popolazioni Qualunque sia la loro dimensione, età o ubicazione, gli insediamenti urbani esistono al fine di svolgere in modo efficiente le funzioni richieste dalla società che li ha creati. Essi riflettono il risparmio di tempo, energia e denaro implicito nel processo di agglomerazione degli individui e delle attività. Come le dimensioni e la complessità degli insediamenti aumentano, così possono diminuire. Quando la domanda dei beni e servizi prodotti da un'unità urbana scende, ovviamente sono necessari meno lavoratori e, all'interno del sistema-insediamento, tanto il settore di base quanto quello dei servizi ne risentono. In altri termini, gli insediamenti possono conoscere una crescita rapida, poiché gli emigranti rispondono velocemente alla richiesta di un maggior numero di lavoratori, ma nei periodi di crisi chi ha messo radici nella comunità è più riluttante ad andarsene, o può non possedere i mezzi finanziari necessari per trasferirsi. importanza anche delle metropoli cinesi e del loro ruolo fondamentale sul pianeta come aree di influenze mondiale soprattutto in campo urbano.
creazione delle città nuove: politica del secondo dopoguerra per decongestionare le aree centrali, diventate poi ghetti perché abbandonate le funzioni, problema che hanno avuto tutte le città nuove. La gerarchia urbana : altre riflessioni che hanno importanza nel capire la dipendenza gerarchica di un territorio. Quando alla gerarchia viene integrata una dimensione spaziale , appare chiaro che esiste un sistema areale di centri metropolitani, grandi città, piccole città e cittadine. Beni, servizi, comunicazioni e persone si muovono avanti e indietro all'interno della gerarchia. Le poche aree metropolitane di alto livello offrono funzioni specializzate a grandi regioni, mentre le città più piccole servono zone più limitate. Al vertice dei sistemi nazionali di città vi è un numero relativamente esiguo di agglomerazioni che possono essere denominate città mondiali. Questi grandi centri urbani sono punti di controllo delle attività internazionali di produzione, marketing e finanza. Nel loro complesso, esse sono state denominate i "centri di controllo e comando" dell'economia globale. Londra, New York e Tokyo (oggi altre aggiunte, metropoli cinesi e tedesche) sono state universalmente riconosciute come le tre città mondiali dominanti. Esse, creano la rete gerarchica superiore dei servizi elevati, ospitano il maggior numero di servizi transnazionali e di filiali appartenenti a società multinazionali, dominando il commercio nelle rispettive aree geografiche. Ciascuna è legata direttamente a parecchie altre città mondiali di livello primario e secondario, tutte unite in complesse reti che controllano l'organizzazione e la gestione del sistema di finanza globale. I demografi hanno inventato modelli e definito la legge della rango-dimensione Legge rango-dimensione : In alcuni Paesi, soprattutto quelli caratterizzati da economie complesse e una lunga storia urbana, la gerarchia relativa alle dimensioni delle città è sintetizzata dalla legge rango- dimensione (rank-size rule). La città più grande, città primate, deve essere più grande di dimensione rispetto a quella al secondo posto. Secondo questa regola, la città che occupa il posto n per grandezza all'interno di un sistema nazionale di città, avrà dimensioni pari a 1/n di quelle della città più grande. In altri termini, il secondo insediamento in ordine di grandezza sarà equivalente alla metà di quello più grande, quello al decimo posto avrà dimensioni pari a 1/10 rispetto alla città collocata al primo posto. Benché nessun sistema nazionale di città soddisfi esattamente i requisiti della legge rango-dimensione, quelli della Russia e degli Stati Uniti vi si avvicinano molto. Situazione plausibile e risponde alla norma la Russia e gli USA, che continuano a studiarla per spiegare l’evoluzione urbana della confederazione Nordamericana. La possibilità di ordinare le città secondo il principio rango-dimensione è meno applicabile a Paesi caratterizzati da economie poco sviluppate, o a quelli nei quali il sistema di città è dominato da una città primate, ovvero una città le cui dimensioni sono molto più del doppio di quelle della città al secondo posto nella graduatoria; è il caso per esempio della Francia, in cui Parigi rappresenta un esempio di città primate dominante (tanto che anni fa si è potuto scrivere di "Parigi e il deserto francese"). Città primate più importante della Francia = Parigi, dalla riforma napoleonica sul sistema di viabilità e altre condizioni che l’hanno resa la città più grande della Francia, nonostante si sostenesse lo sviluppo anche di altre città, creando equilibri meno precari
Le città primate: Le città capitali di molti Paesi in via di sviluppo detengono questo tipo di primato indiscutibile. In parte si tratta di un retaggio del loro passato coloniale, quando lo sviluppo economico, l'amministrazione della colonia, così come i trasporti e le attività commerciali, erano concentrati in un unico punto: valgano come caso tipico il Kenya (dove Nairobi è la città primate) e svariati altri Paesi africani. In altre situazioni, per esempio in Egitto (il Cairo) e in Messico (Città del Messico), lo sviluppo e la crescita demografica si sono tendenzialmente concentrati in misura sproporzionata in una città capitale, le cui dimensioni stimolano ulteriormente i processi di sviluppo ed espansione. Alcuni Paesi europei - oltre alla Francia, sono esemplari al riguardo l'Austria e il Regno Unito - evidenziano anch'essi una struttura caratterizzata dalla presenza di città primate, che spesso si spiega con la precedente concentrazione del potere economico e politico attorno alla corte reale, in una capitale che magari rappresentava anche il centro amministrativo e commerciale di un più vasto impero coloniale. Aree di influenza urbana : Al di là dalla posizione all'interno della specifica gerarchia urbana in cui è inserito, ogni insediamento urbano esercita un'influenza sull'area immediatamente circostante. Tale influsso di norma è proporzionato alle dimensioni dell'unità urbana che lo esercita. Si dicono aree di influenza urbana le zone che si trovano all'esterno di una città ma gravitano comunque attorno a essa. Via via che la distanza da una comunità aumenta, l'influenza esercitata da quest'ultima sulla campagna circostante diminuisce. ogni città ha influenza urbana specifica che si amplia o rimpicciolisce in base alla specificità delle sue funzioni, più le funzioni sono rare, più l’area di influenza si allarga. L’influenza di Napoli prende gran parte della Campania, poiché c’è concentrazione di funzione di livello elevato non trovabile in altri città della regione. Il consumo di suolo costa ogni anno al Veneto oltre 137 milioni di euro all’anno. Secondo l’Ispra questi “costi occulti” della cementificazione sono di oltre 27 milioni di euro all’anno a Venezia, e a Treviso addirittura 52 milioni. È la stima che l’Ispra (Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale) ha pubblicato nel nuovo Rapporto Consumo di suolo 2016, che ha calcolato le conseguenze del cemento sul territorio italiano dal 2012 al 2015: in tre anni sono stati consumati 1.400 ettari di terreno in Veneto, dove il suolo impermeabilizzato è cresciuto dello 0,6% (la media italiana è +0,7%).
Facendo ruotare la curva intorno all’asse della domanda-distanza, si ottiene la rappresentazione spaziale della domanda, a forma di cono. Christaller ipotizzò che si verificassero le seguenti condizioni:
1. Le cittadine che forniscono alle campagne circostanti beni fondamentali, quali generi alimentari e abbigliamento, si sviluppano in una pianura uniforme priva di barriere topografiche (pianeggianti, rete aviaria non difficile da gestire), di direzioni privilegiate del traffico, nonché di variazioni della produttività agricola perché ben distribuita nel territorio uniformemente (ciò non è sempre possibile). 2. La popolazione agricola è distribuita in modo uniforme in tale pianura. 3. Le persone hanno caratteristiche omogenee, vale a dire che hanno gusti, tipi di domanda e redditi simili. Società monoculturale, non interculturale o multiculturale. Christaller ipotizzò infatti che si verificassero le seguenti condizioni. 4. Ogni tipo di prodotto o servizio disponibile alla popolazione distribuita nella pianura ha una propria soglia, ovvero un numero minimo di consumatori necessario per sostenerne l'offerta. Beni quali auto sportive o pellicce, essendo costosi o non molto richiesti, hanno una soglia elevata, mentre per tenere in vita un piccolo negozio di alimentari è necessario un numero inferiore di consumatori residenti in aree satelliti più limitate. Per questo motivo i negozi di lusso sono posti in zone centrali della zona industriale per consumatori agiati. 5. I consumatori acquistano beni e servizi presso la struttura più vicina (negozio o fornitore di servizi). si possono fare tanti km di viaggio per comprare un’auto sportiva, ma non per andare a fare la spesa Christaller giunse a due ulteriori importanti conclusioni. Innanzitutto, le città di uguali dimensioni (livello funzionale) nel sistema di località centrali si trovano a una distanza uniforme l'una dall'altra; inoltre, i centri più grandi (località di ordine superiore) sono più distanziati rispetto a quelli più piccoli. Ciò significa che esistono molte più città piccole che grandi. Le strutture urbane reticolari Negli ultimi anni ha iniziato a diffondersi un nuovo modello spaziale urbano, che in parte si discosta dal modello di ordinamento gerarchico delle città analizzato in precedenza. Le strutture urbane reticolari nascono a seguito delle profonde trasformazioni economiche manifestatesi nei paesi di antica industrializzazione a partire dagli anni Settanta del secolo scorso. Ogni centro ha una sua funzione peculiare non in concorrenza con gli altri. Centri complementari tra loro, importante per gestire e creare una struttura urbana reticolare, come quello del paese olandese. Quando due o più città in precedenza indipendenti, le cui funzioni sono divenute potenzialmente complementari, si impegnano a collaborare sviluppando fra loro corridoi di trasporto ad alta velocità e infrastrutture per le comunicazioni, sorgono città e strutture regionali reticolari. Per esempio, dopo la riunificazione di Hong Kong con la Cina, nel 1997 è stata sviluppata un'infrastruttura di strade e linee ferroviarie, insieme a tutta una serie di miglioramenti delle altre modalità di comunicazione, per favorire l'integrazione di Hong Kong con Guangzhou, l'immenso centro industriale ed economico in rapida crescita
situato sulla terraferma. Struttura urbana di grande importanza nell’area cinese che collega Hong Kong con una capitale importante cinese. Nei Paesi Bassi, città importanti come Amsterdam, Rotterdam e L'Aia (insieme a città medie interposte quali Delft, Utrecht e Zaanstad) sono collegate da linee ferroviarie ad alta velocità e da un grande aeroporto da cui tutte sono servite. Tale regione, chiamata Randstad, è seconda in Europa solo a Londra quale sede privilegiata di importanti aziende internazionali; pertanto, possiede valide carte per competere al fine di aggiudicarsi lo status di "città mondiale dominante". Ciascuna di queste città assolve a funzioni particolari che non sono reperibili nelle altre, e i responsabili della pianificazione non hanno intenzione di attivare forme di concorrenza fra esse. Solo in questo modo può continuare ad essere gestita in maniera armonica. Competizione per l’uso del suolo pubblico: Il terreno accessibile (e in quanto tale utilizzabile) è una risorsa scarsa, che possiede un elevato valore di mercato e impone un impiego intensivo, ad alta densità. A causa della limitata disponibilità di terreno utilizzabile, la città industriale tipica del periodo di diffusione del trasporto pubblico (la fine del XIX e l'inizio del XX secolo) era compatta, contraddistinta da un'elevata densità residenziale ed edilizia, con una netta contrapposizione fra usi urbani e non urbani nelle aree periferiche. Le città centrali più antiche, diffuse in particolare nella parte nord-orientale degli Stati Uniti e sud-orientale del Canada, risalivano a quell'epoca e presentavano le caratteristiche descritte. Skyline : si costruisce verticalmente perché il costo del suolo soprattutto nei centri è troppo elevato. L’abitato basso del palazzo ai margini, all’interno dell’area centrale degli affari lo skyline cambia, sfruttando il costo del suolo urbano gigantesco si ammortizza costruendo verticalmente. Man mano che ci si allontana dal CBD il suolo urbano costa meno e dunque diminuisce l’altezza e la tipologia degli stabili, fino a diventare villette unifamiliari. La competizione per l’uso ha comportanto a fine 800 a modificare completamente la rete fognaria di Boston, prima di tipo radiale che aveva Boston come centro, mentre la rete dei trasporti ora ha equilibrato il territorio diminuendo l’eccessivo costo del suolo.
La scuola di Chicago di ecologia urbana prese forma a partire dagli anni Venti del Novecento e continuò a operare nei decenni successivi. I suoi esponenti si concentrarono sullo studio dei problemi sociali di Chicago, all'indomani del grande processo di urbanizzazione e di crescita della popolazione registratesi nell'ultimo quarto del XIX secolo. Un notevole flusso di immigrati generò consistenti fenomeni di disagio abitativo e sociale (alcolismo, suicidi, psicosi e così via). La scuola di Chicago studiò questi problemi sociali ricorrendo alla metodologia dell'ecologia urbana, che consisteva nella scomposizione dell'area urbana in molteplici settori e nell'analisi comparata dei fattori locali di esclusione sociale. Aree degradate e in transizione in cui ci sono ghetti che riescono ad accogliere gli ultimi arrivati che hanno poche risorse. Modello di Burgess : Nel modello a struttura concentrica, si distribuisce come una serie di anelli. Si riconoscono quattro cerchi concentrici che si differenziano tra loro per l'utilizzo dei suoli al crescere della distanza dal CBD: -una "zona di transizione" caratterizzata dal degrado di vecchie strutture residenziali, abitate da una popolazione a basso reddito, residenze o ghetti destinati a singoli gruppi etnici; -una zona di residenze occupate da lavoratori del settore industriale, magari cittadini americani di seconda generazione che possono permettersi abitazioni decorose ma piuttosto vecchie in piccoli lotti di terreno; -una zona di abitazioni migliori, case unifamiliari o appartamenti con canone di affitto elevato, occupati da chi era abbstanza ricco da poter scegliere dove abitare e potersi permettere di fare un tragitto più lungo e costoso per raggiungere il posto di lavoro nel CBD; - una zona in cui si concentravano i pendolari, consistente in sobborghi residenziali isolati, a bassa densità abitativa, che iniziavano appena a delinearsi quando questo modello fu proposto. Applicazione del modello a settori a Calgary analizzarlo in funzione dell’evoluzione contemporanea, zone industriali spostate, cbd sorte in are esterne per decongestionare e per vie di comunicazioni rapide e veloce, attività convenienti da svolger e in quell’area e non nel cbd storico.
I vecchi modelli a volte si adattano a questi della scuola di Chicago. Il fenomeno della segregazione etnoresidenziale , nato e studiato storicamente nel contesto statunitense, va oggi ben al di là dell'esperienza della città americana, e viene indagato in riferimento a una molteplicità di contesti geografici anche molto diversi tra loro: quello, ad esempio, delle città "miste" israelo-palestinesi, delle città europee di più vecchia immigrazione extracontinentale), come le città olandesi (Musterd, Ostendorf, Breebart, 1998), belghe, inglesi, della città-Stato di Singapore (Sin, 2003), diventata luogo di approdo dei migranti internazionali nell'attuale contesto di globalizzazione dei flussi migratori. La città e le disuguaglianze sociospaziali Izhak Schnell Wim Ostendorf 8 7 L’Ile de Montréal. Izhak Schnell: ha studiato la coabitazione e la commistione tra arabi e israeliani in Israele; Wim Ostendorf: ha studiato i fenomeni di successione invasione nei paesi bassi. Sono molti gli studiosi che hanno studiato le stesse tematiche anche se con modelli diversi, ile de Montreal: divisa da corridoio degli immigranti divide la parte anglofona dalla parte francofona. Ricettacolo dei nuovi arrivati: dal ghetto ebreo, al little italy, e altre invasioni che si immettevano nelle società facendo spostare le comunità. Greci in zona anglofona restati vicino al corridoio, stessa cosa i portoghesi; gli indiani e gli italiani convivono nell’area francofona. Varie diaspore all’interno dell’Ile de Montreal. Ora diventata area degradata poiché non sono arrivati più grossi gruppi, per via delle diverse norme sull’immigrazione. Definito tradizionalmente la frontiera tra «due solitudini» Hugh McLennan (1945). Solo le «solitudini» dei quartieri anglofoni della media-alta società ad ovest e i quartieri francofoni più popolari ad est. Il boulevard St-Laurent costituiva a tutti gli effetti il «corridor des immigrants», cioè l’asse viario sul quale gli immigranti si insediavano al loro arrivo a Montréal, dalla fine del XIX secolo fino agli anni ’50-’60 del XX secolo. E’ nato come «ghetto» e poi si è trasformato in quartiere di «prima accoglienza» dei nuovi arrivati. Secondo Marie- Laure Poulot, e malgrado una certa fissità delle immagini, i racconti da lei raccolti mettono in evidenza le diverse evoluzioni di questo asse viario centrale di Montréal: da frontiera si trasforma in spazio di incontro; le ondate migratorie hanno caratterizzato questa via con ristoranti e negozi alimentari etnici; oggi il boulevard ha tuttavia un’immagine di spazio urbano marginale, al riguardo almeno delle attività ricreative notturne. I discorsi dei testimoni sono impregnati di nostalgia, dovuta alle trasformazioni più recenti come al declino del cosmopolitismo che faceva del boulevard una delle strade più rappresentative della diversità di Montréal. Città e disuguaglianze socio spaziali: Molto noto è il fenomeno delle gated walled communities, le comunità residenziali "recintate" o "fortificate" entro le quali gruppi di cittadini appartenenti alle classi medio-alte scelgono di vivere per trovare riparo e protezione dai rischi - reali, percepiti o immaginari che siano -della vita urbana e metropolitana (Davis, 1990), fino al profilarsi di veri e propri movimenti civici di "secessione amministrativa", come accade nei sobborghi agiati di Los Angeles. Questi fenomeni sono stati indagati dapprima in riferimento alla città americana e poi altri contesti nordamericani o in altri continenti. Dagli anni Ottanta in poi, gli studi di geografia sociale urbana hanno iniziato a soffermare sempre più la propria attenzione non solo sui "modelli", ma anche sui "processi" di uso e produzione dello spazio urbano, cercando dunque di cogliere realtà urbane maggiormente dinamiche e in movimento. Un esempio classico è quello che viene dagli studi sui processi di gentrification degli spazi urbani: tali processi possono verificarsi in seguito a una dinamica di rinnovamento socio spaziale che ha l'effetto di far crescere i costi di affitto e di proprietà e di costringere gli abitanti delle classi medio-basse a trasferirsi altrove, sostituiti da quelli delle classi medio-alte. Primo recupero di porzione del centro storico a Bologna, abitanti sono stati spostati in periferia ma non sono più riusciti a rientrare in centro. Creano problematiche, scacciano gli