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Una panoramica sui concetti di base dei Sistemi Informativi Geografici (GIS), inclusa la definizione di GIS, la geometria, i dati vettoriali e raster, la georeferenziazione, la geocodifica e la scala. Vengono anche discusse le diverse categorie di oggetti presenti sulla superficie terrestre e la loro rappresentazione in diversi elaborati.
Tipologia: Appunti
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La sigla GIS sta per Geographical Information System , ma prima di focalizzarci su di esso, cerchiamo di capire prima cosa sia un sistema informativo. Un sistema è un gruppo o un insieme di elementi riuniti da qualche interazione regolare o da una mutua dipendenza per realizzare un determinato fine, che in tal caso è quello di ottenere una informazione, ovvero un insieme di dati posti in relazione tra loro in grado di produrre una conoscenza. E’ bene precisare, che un sistema informativo non necessariamente deve essere un sistema informatico. Alla luce di quanto detto, un GIS è un insieme di strumenti in grado di acquisire, immagazzinare, recuperare, trasformare, analizzare e riprodurre dati spaziali riferiti al territorio (Borrough,
Quindi, ribadendo ancor di più tale concetto, lo scopo del GIS non è quindi soltanto l'acquisizione e la gestione dei dati, ma anche la capacità di generare nuove informazioni , mettendo le stesse in relazione fra loro per gestire reti tecnologiche, pianificare il territorio e "governare" lo stesso. Quest'ultima funzione può comprendere sia aspetti di pianificazione fisica e ambientale, sia di pianificazione socio - economica. Tuttavia, gli innumerevoli campi di applicazione dei GIS possono essere associati a tre tipi di esigenze specifiche, riferite alla realtà del territorio: la pianificazione, la gestione, il supporto decisionale (vari esempi di applicazione elencati alle slide 58).
La domanda che ora ci poniamo, è di come i dati in un GIS vengano rappresentati in un GIS. La rappresentazione avviene mediante tre caratteristiche fondamentali: la geometria, la topologia e gli attributi. La geometria riproduce la forma degli oggetti e viene ricondotta a tre elementi di base: punto , linea (o arco) e poligono (o area). Un punto viene utilizzato per riprodurre elementi puntiformi, come ad esempio un punto quotato, un pozzo, o la posizione di una stazione meteorologica. La linea(set ordinato di punti connessi) definisce elementi a sviluppo lineare come una strada, una linea elettrica o un corso d'acqua. Il poligono definisce aree chiuse(da linee), come un edificio, un lago o una foresta. La topologia è l'insieme delle informazioni che riguardano le mutue relazioni spaziali tra i diversi elementi come la connessione, l'adiacenza o l'inclusione. Ad esempio viene specificato se una linea è comune a due poligoni adiacenti, o se un poligono è completamente racchiuso all'interno di un altro. Gli attributi rappresentano i dati descrittivi (caratteristiche tematiche) dei singoli oggetti reali. Per un elemento puntiforme rappresentante un pozzo, gli attributi possono ad esempio essere costituiti dalla profondità, l'anno di perforazione e il proprietario, per una stazione meteorologica la temperatura dell'aria o le precipitazioni, per una strada la larghezza, la categoria o il tipo di pavimentazione. Gli attributi possono essere custoditi in tabelle di attributi, in cui ogni oggetto o fenomeno corrisponde ad una riga(record), ogni diversa caratteristica corrisponde ad una colonna(campo). Per quanto concerne le tecniche di rappresentazione, nei GIS se ne possono utilizzare due diverse: il modello vettoriale e il modello raster.
Un modello(o sistema) raster organizza e gestisce i dati utilizzando un reticolo di celle(pixel), generalmente di forma quadrata, in ciascuna delle quali è associato un valore( o attributo) e le coordinate geografiche; quindi ad ogni cella viene attribuito un valore numerico ed eventualmente un’ etichetta descrittiva.
E’ bene precisare che i dati vettoriali e raster sono salvati in formati diversi (Vettoriali: shapefiles (shp + dbf + …), Raster: (tiff, jpg, ecw…)), e sono gestiti mediante comandi diversi, per cui è possibile assegnare lo stesso nome ad una carta vettoriale e ad una raster senza problemi di conflittualità.
Un modello(o sistema) vettoriale organizza i dati sotto forma di punti,linee/curve o poligoni. Un punto è definito da una coppia di coordinate mentre una linea o poligoni dalle coordinate di un insieme di punti che quando connessi fra loro con segmenti retti, formano la rappresentazione grafica dell'oggetto. I due punti alle estremità di una linea vengono definiti nodi, i punti intermedi di una spezzata vengono definiti vertici. In particolare, i poligoni sono memorizzati come serie ordinate di punti caratterizzati dallo stesso nodo di partenza e di chiusura. Un’immagine vettoriale è costituita da un insieme di caratteristiche geometriche (salvate in uno specifico formato vettoriali) e di attributi, i quali sono salvate in tabelle all’interno di un database e collegati alla caratteristiche geometriche.
In un GIS le diverse categorie di oggetti presenti sulla superficie terrestre sono distinti in elaborati diversi. Ogni elaborato contiene quindi una diversa caratteristica o tematismo, come l'idrografia, l’altimetria, ecc. E’ tuttavia possibile l’inserimento di diversi tematismi in una stessa carta suddividendoli in layer (strati) distinti (In particolare, abbiamo visto ciò nell’elaborato 9).
Quand’è che conviene utilizzare un modello raster e quando un modello vettoriale? Quali sono i vantaggi e gli svantaggi di questi due modelli di rappresentazione? (IN SINTESI VEDI TABELLA PAGINA 273)
[SLIDE 66 I dati in forma raster occupano generalmente più memoria dei dati in forma vettoriale in quanto a ogni cella viene assegnato un attributo, anche se esistono tecniche di compattazione dei dati che limitano questo inconveniente. Il vantaggio è che lo spazio geografico risulta uniformemente definito in un modo semplice e prevedibile. In tal modo i sistemi raster hanno generalmente più potenza analitica dei sistemi vettoriali nell'analisi dello spazio continuo e sono pertanto adatti all'analisi di dati che presentano una continua variabilità nello spazio, come le temperature, le precipitazioni, l'altimetria ecc. Questi sistemi trovano quindi un’applicazione ottimale nella valutazione di problemi che includono numerose combinazioni matematiche di dati appartenenti a diversi tematismi. Sono quindi eccellenti nella valutazione di modelli ambientali. Infine, dal momento che le immagini da satellite impiegano una struttura raster, la maggior parte di questi sistemi può facilmente incorporare ed elaborare dati di questo tipo. ]
Nella maggior parte dei GIS si possono comunemente individuare le seguenti componenti essenziali :
Un database spaziale e degli attributi: è costituito da un insieme di carte e di informazioni associate, in forma digitale. Dal momento che nel database sono contenuti oggetti, o elementi, della superficie terrestre, è possibile distinguere un database spaziale che descrive la geografia (forma e posizione) degli oggetti, e un database degli attributi, che descrive le caratteristiche, o qualità, degli stessi oggetti. Così, ad esempio, è possibile avere il perimetro di una porzione di superficie poligonale definito nel database spaziale mediante le coordinate dei vertici e alcune sue caratteristiche, come la litologia, il tipo di suolo, la pendenza media, contenute nel database degli attributi.
Un sistema di visualizzazione: contiene quelle componenti che permettono la visualizzazione di elementi del database per produrre carte sia sullo schermo che su supporto cartaceo tramite una stampante o un plotter. Generalmente un GIS non produce rappresentazioni sofisticate, delegando ad altri sistemi specificamente dedicati la produzione di elaborati di alta qualità.
Scala nominale : Una cartografia numerica ha un contenuto di precisione metrico ben definito, dovuto alle procedure utilizzate per la propria realizzazione – operando su visualizzazioni a scale maggiori di quella nominale di costruzione della carta si commette lo stesso errore che si verifica operando un ingrandimento fotografico di una cartografia tradizionale.
Il significato di "scala" per una cartografia numerica (scala nominale) deve intendersi come rapporto di scala che definisce, nella cartografia tradizionale, una cartografia analoga sia come precisioni metriche (errore di graficismo) che come contenuti tematici: corrisponde al massimo valore del rapporto di riduzione al quale si può riprodurre una carta numerica mediante stampa in modo che essa abbia i requisiti qualitativi e metrici di una carta tradizionale avente la stessa scala.
Errore di graficismo
E’ l’errore nel posizionamento di un punto su una carta dovuto ai limiti fisici dello strumento scrivente che ha prodotto la carta (in genere = 0,2 mm)
Ad es: