

Studia grazie alle numerose risorse presenti su Docsity
Guadagna punti aiutando altri studenti oppure acquistali con un piano Premium
Prepara i tuoi esami
Studia grazie alle numerose risorse presenti su Docsity
Prepara i tuoi esami con i documenti condivisi da studenti come te su Docsity
Trova i documenti specifici per gli esami della tua università
Preparati con lezioni e prove svolte basate sui programmi universitari!
Rispondi a reali domande d’esame e scopri la tua preparazione
Riassumi i tuoi documenti, fagli domande, convertili in quiz e mappe concettuali
Studia con prove svolte, tesine e consigli utili
Togliti ogni dubbio leggendo le risposte alle domande fatte da altri studenti come te
Esplora i documenti più scaricati per gli argomenti di studio più popolari
Ottieni i punti per scaricare
Guadagna punti aiutando altri studenti oppure acquistali con un piano Premium
età giolittiana, prima e dopo giolitti, cosa succede in italia
Tipologia: Sintesi del corso
1 / 3
Questa pagina non è visibile nell’anteprima
Non perderti parti importanti!


Nel 1901 il re Vittorio Emanuele III nomina Zanardelli come presidente del Consiglio e Giovanni Giolitti (27/12/1842-17/7/1928) come Ministro degli Interni Nel 1903 Zanardelli dà le dimissioni Giolitti subentrò come primo ministro. Età giolittiana = periodo dal 1901 al 1914. In realtà Giolitti non governò per tutti questi anni, ma lasciò che nei momenti di crisi fossero i suoi avversari a governare, dando così la dimostrazione che lui fosse migliore e dovesse così essere richiamato al governo
L’età giolittiana = decollo della rivoluzione industriale in Italia (1896 – 1913). I progressi più evidenti si registrarono nell’industria siderurgica , elettrica , meccanica e del cotone. Queste industrie avevano sede soprattutto nel triangolo industriale formato da Torino, Genova e Milano. (corsi d’acqua sfruttabili per scopi idroelettrici) (industrie siderurgiche e meccaniche come ILVA, ANSALDO, FIAT, PIRELLI; villaggio operaio di Crespi d’Adda legato all’industria cotoniera) L’agricoltura crebbe in particolare nella pianura padana dove vennero migliorate le tecniche produttive. Lo sviluppo economico e industriale fu favorito da alcune condizioni:
In questo contesto economico e sociale si svolse l’attività di Giolitti. Egli cercò una collaborazione con il Partito socialista italiano, portavoce della protesta della classe operaia. Era stato fondato nel 1892 Ma il Partito socialista italiano si era diviso in due correnti:
L’azione di governo di Giolitti fu definita dal “doppio volto”, poiché vi erano delle contraddizioni:
Agli operai fu poi permesso di organizzarsi per essere rappresentati nel 1906 nasce la CGL (Confederazione Generale del Lavoro) (ora si chiama CGIL) Giolitti interviene anche nel campo ferroviario , in quello assicurativo con la nazionalizzazione delle assicurazioni sulla vita e venne creato un apposito ente l’ INA (Istituto Nazionale Assicurazioni) che venne però contrastato dalle assicurazioni private e non trovò mai una concreta attuazione.
Nel periodo di Giolitti però non venne attuata una riforma tributaria che consentisse di garantire una maggiore giustizia fiscale e soprattutto non venne affrontata la questione meridionale.
Il “secondo volto” di Giolitti si evidenzia nei suoi rapporti con l’Italia meridionale Verso il Sud gli interventi si limitarono nella costruzione dell’acquedotto pugliese e alle “leggi speciali” per porre rimedio a situazioni particolari, come nel caso dei terremoti. Gran parte del denaro che arrivava al Sud alimentò le clientele e la corruzione. Inoltre, quando il Sud scioperava, Giolitti faceva intervenire le forze dell’ordine attuando una pesante repressione. Il sud, per Giolitti, era politicamente un serbatoio di voti da controllare con vari mezzi:
I salari dei lavoratori del Sud scesero enormemente portando in tutto il Meridione povertà e disoccupazione, tanto che molti contadini meridionali (ma anche del Veneto) tentarono la fortuna emigrando all’estero, soprattutto nell’Europa del Nord, negli Stati Uniti e in alcuni paesi dell’America del Sud (tra il 1900 e il 1914) (es. Little Italy a NY). L’emigrazione portò tuttavia un po’ di ricchezza nelle terre più povere e chi lavorava all’estero mandava parte della propria paga (le rimesse) in Italia, aumentando la ricchezza del nostro paese. I lavoratori rimasti, non più in sovrannumero, videro il proprio potere contrattuale rafforzarsi e il loro salario salire gradualmente.
La principale riforma democratica dell’età giolittiana fu l’approvazione, nel maggio 1912 , di una nuova legge elettorale, che introduceva il suffragio universale maschile possono votare tutti i cittadini maschi che hanno compiuto 21 anni (30 anni per gli analfabeti) Lo scopo di Giolitti era l’allargamento della base politica dello Stato italiano (dall’8% al 24%) e voleva avvicinare alle istituzioni i socialisti e i cattolici. Ma per avere la meglio sui socialisti (dominavano il mondo operaio) occorreva allearsi con i cattolici (dominavano il mondo contadino).
Il non expedit (= non conviene : bolla papale di Pio IX nel 1868 con cui vietava ai cattolici la partecipazione alla vita politica italiana) venne “ammorbidito” da Pio X i cattolici, per la prima volta nel 1904, si recarono alle urne e votarono i liberali con l’intendo di sconfiggere i socialisti.