Docsity
Docsity

Prepara i tuoi esami
Prepara i tuoi esami

Studia grazie alle numerose risorse presenti su Docsity


Ottieni i punti per scaricare
Ottieni i punti per scaricare

Guadagna punti aiutando altri studenti oppure acquistali con un piano Premium


Guide e consigli
Guide e consigli


Giotto e la cappella degli Scrovegni, Sintesi del corso di Storia dell'arte medievale

Giotto e la cappella degli Scrovegni

Tipologia: Sintesi del corso

2025/2026

Caricato il 10/04/2026

beanim
beanim 🇮🇹

4.2

(6)

12 documenti

1 / 2

Toggle sidebar

Questa pagina non è visibile nell’anteprima

Non perderti parti importanti!

bg1
GIOTTO E LA CAPPELLA DEGLI SCROVEGNI
Giotto nacque nel 1267 circa, a Colle di Vespignano non
lontano da Firenze.
Il suo maestro fu Cimabue, con il quale Giotto collaborò in
alcune sue opera.
Dopo un periodo a Roma, tra il 1290 e il 1296 è ad Assisi
dove partecipa alla decorazione della Chiesa Superiore della
Basilica di San Francesco. Tra il 1302 e il 1305, dopo un
secondo soggiorno romano (1300) e una breve permanenza
a Rimini (1301-1302) è a Padova dove affresca la cappella
della famiglia Scrovegni.
Dopo altri vari soggiorni ad Assisi, Firenze e Roma, intorno al
1325 Giotto affresca la Cappella Bardi nella basilica fiorentina
di Santa Croce. Nel 1334 viene nominato direttore del
cantiere di Santa Maria del Fiore a Firenze, occupandosi in
particolare del campanile. Nel 1336 Giotto è a Milano presso
la famiglia Visconti (ma non ne è rimasta testimonianza) e
muore a Firenze nel 1337.
Giotto è il primo pittore a restituire volume alla figura umana, dando un solido impianto
spaziale alla composizione con il superamento della pittura bidimensionale del periodo
bizantino. Egli Conferisce alle proprie pitture verosimiglianza e volume grazie al sapiente
utilizzo del colore e del chiaroscuro e di una “nuova prospettiva”.
Lo spazio nel quale vengono inserite le figure di Giotto acquisisce tridimensionalità, dando
profondità alla scena. I cieli di Giotto sono di un azzurro intenso e i volti dei personaggi
vivono: gioiscono, piangono, ridono. Le storie sacre dei suoi affreschi sono narrate in modo
molto semplice e naturale.
Cappella degli Scrovegni:
Dopo un periodo passato a Firenze, Giotto è a Padova per lavorare alla Cappella degli
Scrovegni dal 1300 al 1305. Il committente è
Enrico Scrovegni, un uomo molto ricco e
potente di Padova, erede delle ricchezze del
padre, famoso “prestatore” di denaro.
Enrico Scrovegni con la costruzione della
Cappella intendeva ripulire l’immagine della
sua casata dalla cattiva fama del padre e
donare alla città un’opera importante.
Già a partire dalla progettazione probabilmente fu coinvolto il grande artista che optò per
una struttura architettonica davvero semplice ( una sola navata coperta da una volta a botte)
che facesse però risaltare il complesso ciclo di affreschi che Giotto e i suoi aiutanti
realizzarono per il committente Scrovegni.
pf2

Anteprima parziale del testo

Scarica Giotto e la cappella degli Scrovegni e più Sintesi del corso in PDF di Storia dell'arte medievale solo su Docsity!

GIOTTO E LA CAPPELLA DEGLI SCROVEGNI

Giotto nacque nel 1267 circa, a Colle di Vespignano non lontano da Firenze. Il suo maestro fu Cimabue, con il quale Giotto collaborò in alcune sue opera. Dopo un periodo a Roma, tra il 1290 e il 1296 è ad Assisi dove partecipa alla decorazione della Chiesa Superiore della Basilica di San Francesco. Tra il 1302 e il 1305, dopo un secondo soggiorno romano (1300) e una breve permanenza a Rimini (1301-1302) è a Padova dove affresca la cappella della famiglia Scrovegni. Dopo altri vari soggiorni ad Assisi, Firenze e Roma, intorno al 1325 Giotto affresca la Cappella Bardi nella basilica fiorentina di Santa Croce. Nel 1334 viene nominato direttore del cantiere di Santa Maria del Fiore a Firenze, occupandosi in particolare del campanile. Nel 1336 Giotto è a Milano presso la famiglia Visconti (ma non ne è rimasta testimonianza) e muore a Firenze nel 1337.

Giotto è il primo pittore a restituire volume alla figura umana, dando un solido impianto spaziale alla composizione con il superamento della pittura bidimensionale del periodo bizantino. Egli Conferisce alle proprie pitture verosimiglianza e volume grazie al sapiente utilizzo del colore e del chiaroscuro e di una “nuova prospettiva”.

Lo spazio nel quale vengono inserite le figure di Giotto acquisisce tridimensionalità, dando profondità alla scena. I cieli di Giotto sono di un azzurro intenso e i volti dei personaggi vivono: gioiscono, piangono, ridono. Le storie sacre dei suoi affreschi sono narrate in modo molto semplice e naturale.

Cappella degli Scrovegni: Dopo un periodo passato a Firenze, Giotto è a Padova per lavorare alla Cappella degli Scrovegni dal 1300 al 1305. Il committente è Enrico Scrovegni, un uomo molto ricco e potente di Padova, erede delle ricchezze del padre, famoso “prestatore” di denaro.

Enrico Scrovegni con la costruzione della Cappella intendeva ripulire l’immagine della sua casata dalla cattiva fama del padre e donare alla città un’opera importante.

Già a partire dalla progettazione probabilmente fu coinvolto il grande artista che optò per una struttura architettonica davvero semplice ( una sola navata coperta da una volta a botte) che facesse però risaltare il complesso ciclo di affreschi che Giotto e i suoi aiutanti realizzarono per il committente Scrovegni.

La Cappella oggi ci appare come un semplice edificio di mattoni ma l’interno presenta una decorazione con la quale Giotto ricopre tutti i muri. Gli affreschi raccontano le Storie di Maria e di Gesù ed episodi del Vecchio Testamento, superando la rigidità delle figure dell’arte medievale dando loro un corpo vero e vere espressioni facciali e spazi reali.

La decorazione non si limita alle sole pareti laterali. Anche il soffitto con volta a botte è ricoperto completamente di blu. Il blu è un colore delicato e splendente che ti prende e cattura e che Giotto utilizza nella sua pittura rivoluzionaria abbandonando la consuetudine dei fondi oro.

Il blu per lui deve avere lo splendore dell’oro, ma deve essere più reale. Oltre alla volta stellata, sono blu anche i cieli di tutte le scene, un blu ottenuto con preziosa polvere di lapislazzuli e azzurrite, mentre le stelle dorate sono leggermente in rilievo rispetto alla superficie.

Le pareti della navata presentano nella parte più bassa un alto zoccolo di finti marmi, dove si aprono, con grande resa realistica, alcune nicchie con le allegorie dei Vizi e delle Virtù dipinte in monocromo.