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Giuseppe Parini 1700, Appunti di Italiano

Appunti sull'autore Giuseppe Parini

Tipologia: Appunti

2020/2021

Caricato il 07/01/2024

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elisa-murgia-2 🇮🇹

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Giuseppe Parini.
Nasce a Bosisio nel 1729 da una famiglia umile. A 10 anni si
trasferisce a Milano da una prozia, la quale gli lascia in eredità
una rendita annua a patto che lui diventi sacerdote, infatti lo
diventa qualche anno dopo. Nel 1752 pubblicò la sua prima
raccolta poetica iniziando così a farsi conoscere nel mondo della
letteratura milanese e riesce anche ad entrare nell’Accademia dei
Trasformati.
Nel 1754 viene assunto come precettore nella famiglia del duca
Serbellini; qui inizia a conoscere il mondo aristocratico. In
seguito diventa precettore del conte Imbonati. In questo periodo
scrisse Il Mattino e Il Mezzogiorno ei diventò direttore della
Gazzetta di Milano. Inizialmente sostiene la rivoluzione francese,
ma da una parte aveva paura degli eccessi della rivoluzione.
Nonostante questo accetta gli incarichi affidati dai francesi dal
momento che occuparono Milano. Muore a Milano nel 1799.
Parini e gli illuministi.
Lo scopo dell’illuminismo francese era quello di abolire la
religione, ma Parini, essendo sacerdote, difende la religione
perché la considera essenziale per la convivenza civile.
Parini critica l’atteggiamento ozioso della nobiltà: i nobili
spendevano tutte le ricchezze ottenute dalle rendite, non si
dedicano agli studi e non svolgevano alcun ruolo utile alla società.
Infatti, propone una RIEDUCAZIONE DELLA NOBILTA (il
Giorno).
Parini non condivideva il cosmopolitismo degli illuministi
lombardi e non riteneva giusto che la letteratura e la poesia fossero
ritenute utili solo in campo sociale, e secondo lui non bastava lo
sviluppo di industria e commercio per arrivare al progresso.
Le Odi.
Sono componimenti in versi che trattano argomenti elevati con
uno stile solenne. La stesura delle Odi di Parini si divide in:
Odi illuministe (1756-69): sono caratterizzate da un tono
battagliero e possiamo riconoscere un certo impegno civile del
poeta; si trattano argomenti pratici e di attualità.
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Giuseppe Parini. Nasce a Bosisio nel 1729 da una famiglia umile. A 10 anni si trasferisce a Milano da una prozia , la quale gli lascia in eredità una rendita annua a patto che lui diventi sacerdote, infatti lo diventa qualche anno dopo. Nel 1752 pubblicò la sua prima raccolta poetica iniziando così a farsi conoscere nel mondo della letteratura milanese e riesce anche ad entrare nell’Accademia dei Trasformati. Nel 1754 viene assunto come precettore nella famiglia del duca Serbellini ; qui inizia a conoscere il mondo aristocratico. In seguito diventa precettore del conte Imbonati. In questo periodo scrisse Il Mattino e Il Mezzogiorno ei diventò direttore della Gazzetta di Milano. Inizialmente sostiene la rivoluzione francese, ma da una parte aveva paura degli eccessi della rivoluzione. Nonostante questo accetta gli incarichi affidati dai francesi dal momento che occuparono Milano. Muore a Milano nel 1799. Parini e gli illuministi. Lo scopo dell’illuminismo francese era quello di abolire la religione, ma Parini, essendo sacerdote, difende la religione perché la considera essenziale per la convivenza civile. Parini critica l’atteggiamento ozioso della nobiltà: i nobili spendevano tutte le ricchezze ottenute dalle rendite, non si dedicano agli studi e non svolgevano alcun ruolo utile alla società. Infatti, propone una RIEDUCAZIONE DELLA NOBILTA’ (il Giorno). Parini non condivideva il cosmopolitismo degli illuministi lombardi e non riteneva giusto che la letteratura e la poesia fossero ritenute utili solo in campo sociale, e secondo lui non bastava lo sviluppo di industria e commercio per arrivare al progresso. Le Odi. Sono componimenti in versi che trattano argomenti elevati con uno stile solenne. La stesura delle Odi di Parini si divide in: Odi illuministe (1756-69): sono caratterizzate da un tono battagliero e possiamo riconoscere un certo impegno civile del poeta; si trattano argomenti pratici e di attualità.

Odi del 1777: queste odi furono scritte in seguito ad una lunga pausa. Odi classiciste (1783-95): non esistono più il tono battagliero e l’impegno civile delle prime odi, ma vi è uno stile più classico. Introdusse alcune innovazioni ma lo stile rimase quello tradizionale, il linguaggio classicista e il modello latino. Il Giorno. Poema in endecasillabi sciolti, caratterizzato da toni polemici e battaglieri con cui il poeta voleva rappresentare l’aristocrazia. Ha lo scopo di rieducare la nobiltà e trasmettere dei principi. Viene descritta la giornata di un giovane signore della nobiltà milanese. Inizialmente l’opera doveva essere suddivisa in tre parti: Il Mattino , Il Mezzogiorno e la Sera, poi la Sera si sdoppia in due parti, Il Vespro e La Notte , mai portate a termine. Il poeta vuole insegnare al giovane signore, molto annoiato, come riempire la sua giornata, Così descrive una giornata tipo dell’aristocrazia:

  • nel Mattino , il nobile si corica all’alba, dopo una notte mondana, e si risveglia a mattina inoltrata. Poi esce per andare dalla sua dama;
  • nel Mezzogiorno , il giovin signore viene seguito in visita alla dama. Nel tardo pomeriggio il nobile e la dama si recano al corso, luogo dove si incontra la nobiltà cittadina. Satira e ironia. Il discorso del precettore è impostato in chiave ironica. L’opera si basa sull’ antifrasi , descrive la giornata del ricco signore ma in realtà lo critica fingendo di lodarlo, e sull’ iperbole , figura retorica che esalta i concetti. Il tempo banale e vuoto. Per esprimere meglio il concetto di vita banale viene scelta una giornata tipo uguale a tutte le altre. Il poeta, approfondendo la realtà e ripetendo con monotonia gli stessi gesti, dà l’impressione di tempi lunghissimi, ma in realtà i tempi sono molto brevi , si tratta di qualche ora.