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Giustizia sandel, Schemi e mappe concettuali di Filosofia del Diritto

Schemi Giustizia di Sandel

Tipologia: Schemi e mappe concettuali

2015/2016

Caricato il 28/06/2016

maddalena_ballerini
maddalena_ballerini 🇮🇹

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venerdì 5 febbraio 2016
Michael Sandel - Giustizia !
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1) Fare quel che è giusto!
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esempio iniziale: estate 2004, uragano Charlie si abbatte sul golfo del
messico, danni per 11 miliardi di dollari. terribile speculazione sui
prezzi, “dopo l’uragano arrivano gli avvoltoi”. !
Nel medioevo filosofi e teologi ritenevano che il commercio dovesse
essere regolato dalla legge del giusto prezzo, tuttavia nella società
di mercato questo concetto non esiste, poiché vale solo il principio
della domanda e dell’offerta.!
Sowell: è un economista a favore del libero mercato, afferma che i
prezzi in questione non sono ingiusti ma riflettono il valore che
compratori e venditori decidono di dare all’oggetto del loro scambio.!
Jacoby: posizione analoga, la collera dell’opinione pubblica, dato che
ci troviamo di fronte a una catastrofe naturale, non giustifica le
interferenze con le dinamiche del libero mercato, afferma che questi
prezzi sono addirittura benefici.!
Alle posizioni dei due sostenitori del libero mercato si contrappone
Charley Crist, attorney general dello stato che afferma che questi
prezzi non rispecchiano una vera libertà di scambio, che può esserci
secondo lui solo se il compratore sceglie liberamente la merce sulla
piazza, in una situazione di emergenza il compratore è coercito a
pagare un prezzo ingiusto e non ha scelta. !
!
questo apre un dibattito su come dovrebbe essere organizzata la
società, dobbiamo analizzare il concetto di giustizia. Se analizziamo
il caso ci rendiamo conto che le tesi a favore o contro le leggi anti
speculazione si fondano su tre principi !
-accrescere il massimo benessere!
-rispettare la libertà!
-favorire un comportamento virtuoso!
tesi classica a favore del libero mercato si fonda su due
considerazioni !
1) benessere: i mercati devono favorire il benessere della società
(benessere considerato come prosperità anche se è un concetto più
vasto)!
2) libertà individuale: permettere ai singoli di decidere che valore
dare alle merci scambiate. !
quelli a favore del mercato libero si basano su queste due, i fautori
delle leggi antispeculazione affermano invece che i prezzi esorbitanti
non migliorano il benessere se considerato nella sua accezione ampia,
inoltre affermano che in determinate situazioni di crisi il libero
mercato non è veramente tale (Crist)!
!
tuttavia lo scandalo generato nell’opinione pubblica dagli speculatori
si basa su una tesi etica non indifferente, ovvero quella
dell’ingiustizia. Crist punta proprio su questa nozione morale di
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Scarica Giustizia sandel e più Schemi e mappe concettuali in PDF di Filosofia del Diritto solo su Docsity!

Michael Sandel - Giustizia!

  1. Fare quel che è giusto!

esempio iniziale: estate 2004, uragano Charlie si abbatte sul golfo del messico, danni per 11 miliardi di dollari. terribile speculazione sui prezzi, “dopo l’uragano arrivano gli avvoltoi”.! Nel medioevo filosofi e teologi ritenevano che il commercio dovesse essere regolato dalla legge del giusto prezzo, tuttavia nella società di mercato questo concetto non esiste, poiché vale solo il principio della domanda e dell’offerta.! Sowell: è un economista a favore del libero mercato, afferma che i prezzi in questione non sono ingiusti ma riflettono il valore che compratori e venditori decidono di dare all’oggetto del loro scambio.! Jacoby: posizione analoga, la collera dell’opinione pubblica, dato che ci troviamo di fronte a una catastrofe naturale, non giustifica le interferenze con le dinamiche del libero mercato, afferma che questi prezzi sono addirittura benefici.! Alle posizioni dei due sostenitori del libero mercato si contrappone Charley Crist, attorney general dello stato che afferma che questi prezzi non rispecchiano una vera libertà di scambio, che può esserci secondo lui solo se il compratore sceglie liberamente la merce sulla piazza, in una situazione di emergenza il compratore è coercito a pagare un prezzo ingiusto e non ha scelta.!

questo apre un dibattito su come dovrebbe essere organizzata la società, dobbiamo analizzare il concetto di giustizia. Se analizziamo il caso ci rendiamo conto che le tesi a favore o contro le leggi anti speculazione si fondano su tre principi!

  • (^) accrescere il massimo benessere!
  • (^) rispettare la libertà!
  • (^) favorire un comportamento virtuoso! tesi classica a favore del libero mercato si fonda su due considerazioni!
  1. benessere: i mercati devono favorire il benessere della società (benessere considerato come prosperità anche se è un concetto più vasto)!
  2. libertà individuale: permettere ai singoli di decidere che valore dare alle merci scambiate.! quelli a favore del mercato libero si basano su queste due, i fautori delle leggi antispeculazione affermano invece che i prezzi esorbitanti non migliorano il benessere se considerato nella sua accezione ampia, inoltre affermano che in determinate situazioni di crisi il libero mercato non è veramente tale (Crist)!

tuttavia lo scandalo generato nell’opinione pubblica dagli speculatori si basa su una tesi etica non indifferente, ovvero quella dell’ ingiustizia. Crist punta proprio su questa nozione morale di

scandalo, questo apre necessariamente la tesi della virtù. L’avidità degli speculatori è infatti un vizio che la società avrebbe il dovere di eliminare o quantomeno di sfavorire. La virtù dunque è in gioco nella definizione di giustizia tanto quanto benessere e libertà, come coltivare quei comportamenti che fondano una buona società? è complicato tuttavia stabilire in una società quale sia la virtù e quale il vizio, è anche pericoloso che giudizi in materia di virtù siano imposti per legge, dunque siamo come tirati da due forze opposte, una ci impone moralmente di combattere il vizio l’altra che ci fa preoccupare dei giudizi in materia di virtù nelle leggi. Una società deve adoperarsi per promuovere la virtù dei suoi cittadini oppure la legge deve essere neutrale?!

Aristotele: non possiamo decidere di una costituzione de prima non ci interroghiamo sulla forma di vita migliore.! Kant/Rawls: i principi di giustizia non dovrebbero fondarsi su nessun concetto di virtù, una società giusta si basa sulla libertà.! Nell’opinione comune ci rendiamo conto che è difficile scindere giustizia da virtù.!

Purple Heart:! Dal 1932 questa medaglia viene assegnata ai soldati rimasti feriti in battaglia, è una onorificenza ma permette anche di avere un trattamento privilegiato negli ospedali. Guerre in Iraq e Afghanistan portano all’aumento di disturbi psichici nei soldati, ai quali però non viene data la medaglia che viene assegnata solo a chi ha danni fisici. La ragione principale è che i danni psichici non sono causati da una reale azione offensiva del nemico ma sono solo “danni collaterali”! La Purple Heart premia in effetti il sacrificio e non l’eroismo. una svolta alla questione viene data da Tyler Bourdreau, ex capitano dei marines, che afferma che è la stessa cultura ad avere un disprezzo per le ferite psichiche, imponendo un ambito mentale di inflessibile realismo, il nocciolo della questione è la contrapposizione fra due modi di concepire la forza de carattere e l’eroismo del guerriero.! Questo, ci fa interrogare su quali sono le virtù a cui la medaglia stessa rende onore, di che cosa siamo veramente meritevoli e perché?!

I salvataggi di Wall Street:!

crisi finanziaria 2008/2009, le banche avevano ricavato miliardi da investimenti complessi basati su ipoteche ormai senza valore, sia i ricchi che gli americani medi avevano perso molti soldi. bush chiede 700 miliardi per salvare le banche, sembra ingiusto ma se queste fossero crollate avrebbero trascinato tutta l’economia americana. il benessere dell’economia sembrava contare più di ogni altra cosa.! caso scottante: bonus milionari ai dirigenti della AIG che era stata salvata coi fondi pubblici, il direttore afferma che i bonus erano necessari per trattenere gli operatori di grande talento ed eliminare i pesi morti. questo scandalo scaturisce da un senso di ingiustizia, secondo l’opinione pubblica i dirigenti non avevano meritato quei soldi, perché?!

  • (^) avidità: apparentemente sembra un premio all’avidità. tuttavia questo tipo di accusa non distingue fra i compensi derivanti dai fondi di

truppa fatta fuori dai talebani. a posteriori Luttrel ammette di essersi pentito e che se potesse tornare indietro ammazzerebbe i caprai. questo esempio a quale versione della storia del tram assomiglia? probabilmente alla seconda. perché sembra però più giustificato? perché abbiamo comunque l’impressione che essendo comunque dei niggas è più probabile che stiano dalla parte dei talebani che degli americani. se infatti gli americani avessero saputo che i caprai sarebbero stati torturati per confessare dove erano gli americani, la loro decisione sarebbe stata più tormentata.! La nostra vita quotidiana raramente è costellata da questi tipi di dilemmi che però possono aiutarci nelle cosiddette battaglie culturali.! le nostre convinzioni morali sono fissate una volta per tutte dall’educazione o dalla fede? se così fosse tutto sarebbe uno scontro ideologico. percepire la forza di questi dilemmi morali e arrovellarci per dipanarli è ciò che ci spinge a fare filosofia.! argomentazione etica: situazione nuova, ci spostiamo da giudizi a principi e viceversa. questo risale al metodo socratico! MA: così non si rischia di cadere in una trafila di pregiudizi? no perché questo lavoro non si fa in solitudine, senza introspezione, con amici, compagni e concittadini. esempio caverna di platone: lui dice che per cogliere il significato della giustizia bisogna elevarsi al di sopra delle forme sensibili, verso le idee, tuttavia una filosofia che non è in contatto anche con le cose sensibili risulta una sterile utopia.!

Utilitarismo: il principio della massima felicità!

esempio: estate 1884, naufragio della Mignonette, rimangono su una scialuppa il capitano due marinai e un mozzo, orfano e senza famiglia, quando questo versa in condizioni pessime gli altri decidono di ucciderlo e mangiarlo, quando vengono salvati vengono portati a processo. il giudice giustamente è un po in crisi. il mozzo non aveva nessuno da mantenere quindi teoricamente era la scelta migliore per salvare gli altri tre, obiezioni (direi)!

  • (^) i vantaggi dell’uccidere il povero mozzo sono davvero superiori ai costi? giustificare questo caso attenuerebbe le norme sull’assassinio o sulla giustizia privata. questo metodo utilitaristico valuta solo costi e benefici.!
  • (^) anche se i vantaggi fossero superiori, non riusciamo a non pensare che sia sbagliato uccidere un mozzo e mangiarlo. sarebbe puramente servirsi di lui e togliergli la vita senza il suo consenso.! abbiamo qui due modi di concepire la giustizia: secondo la prima impostazione (utilitarsitica) un atto è morale in base alle conseguenze che produce, la seconda afferma che le conseguenze non esauriscono gli aspetti di cui tener conto, esistono doveri e diritti che prescindono dalle conseguenze sulla società.! quindi, l’etica è solo soppesare il numero dei benefici e dei costi o esistono diritti e doveri morali al di sopra di tutto? se si, quali?! vediamo ora la prima figura importante che si occupa di giustizia quel babbazzo di Jeremy Bentham.! definisce i diritti umani “stupidaggini sui trampoli” ed è convinto che il supremo principio dell’etica sia il massimo della felicità in modo che, in generale, il bilancio dei piaceri superi quello dei dispiaceri,

piacere e dolore sono i nostri sommi padroni, dunque è GIUSTO ciò che accresce al massimo l’utilità, ovvero qualunque cosa che produca piacere. anche la comunità per bentham è qualcosa di fittizio, è la somma degli individui. ogni tesi morale per lui deve fondarsi sull’idea della massima felicità. quando un uomo tenta di combattere contro il principio dell’utilità in realtà lo fa usando lo stesso principio.!

esempio dell’utilitarismo di Bentham: l’ospizio per i poveri.! Afferma che la vista di un mendicante disturba i cittadini, sia che essi siano di buon cuore che che non lo siano. dunque propone di relegarli in un ospizio in cui gli sia fornito vitto e alloggio in cambio di lavoro. ogni cittadino che si imbatte in un mendicante deve segnalarlo, per incentivare ai cittadini viene offerta una ricompensa. la sua intenzione non è punitiva, ma mirata al benessere generale. vediamo le possibili critiche all’utilitarismo:!

OBIEZIONE 1!

secondo l’opinione dei più il difetto più lampante è che non rispetta i diritti individuali! esempio 1 : i cristiani in pasto ai leoni. se lo spettacolo cruento genera piacere ai romani perché bandirlo? ciò potrebbe avvenire solo se le ripercussioni di questa violenza generassero problemi. ma non manca forse qualcosa a livello morale?! esempio 2: la tortura può essere giustificata?è giusto per esempio torturare un islamico che probabilmente ha piazzato una bomba da qualche parte per farlo confessare? in termini utilitaristici è assolutamente giustificato (anche se per loro la tortura non è sempre giustificata, sempre per ragioni di bilancio)! alcuni affermano che l’uomo ha feti diritti di base inviolabili, che la tortura nega, se è vero, Bentham ha sbagliato. tuttavia a prima vista il caso della bomba sembra dare ragione a B. e che quindi la morale è un bilancio di benefici. tuttavia questo si basa sul fatto che noi sospettiamo della colpevolezza dell’islamico. modifichiamo: al posto dell’attentatore, da torturare abbiamo la figlia, completamente innocente. questo mette in crisi l’utilitarista e ci fa guardare il caso morale in se e per se.! esempio 3: la città della felicità. tutti felici e contenti a Omelas, ma solo perche nei sotterranei c’è un bambino denutrito e solo in una stanza. violare i diritti di quel solo bambino è ingiusto punto, anche se fa felice la moltitudine.!

OBIEZIONE 2:!

l’utilitarismo propone di calcolare e addizionare la felicità, ma è possibile che tutti i valori umani siano riducibili a un unica moneta? vediamo come la logica utilitaristica si applica nell’analisi dei costi e dei benefici.! esempio 1: i benefici del cancro polmonare: Phillip Morris, produce sighe, ne vende molte in repubblica ceca, tuttavia in questo stato i capoccia si accorgono che le cure mediche per i malati di cancro sono alte, quindi decidono di tassare le sighe. La Phillip Morris non ci sta, decide di fare una analisi dei costi e dei benefici e dai risultati scopre che in realta, dato che i fumatori muoiono presto,

fosse felice ma dispotica, allora un utilitarista metterebbe da parte i diritti individuali per il bene comune.!

  • (^) fondare i diritti su ragionamenti utilitaristici lascia in ombra il fatto che violando i diritti di uno, gli si fa torto indipendentemente dalle buone conseguenze sulla società. se perseguito una minoranza religiosa gli faccio un torto punto, a prescindere dagli effetti positivi sulla società.!

mill risponde in questo modo: la libertà e la scelta individuale non contano in se e per se, ma perché sono lo specchio degli uomini che siamo, anche se questo è un ripudio del principio di bentham.! anche nella risposta alla seconda obiezione mill finisce col distaccarsi dalla teoria bethamiana. vediamo la “scala di valori”.! per bentham il piacere è piacere e il dolore è dolore, non ci sono piaceri superiori o inferiori. l’utilitarismo non pronuncia giudizi, tutte le persone con le loro preferenze sono sullo stesso piano. bentham reputa presuntuoso pensare che alcuni piaceri siano più elevati di altri. questo rifiuto deriva dal fatto che per B. tutto è riducibile a un unica scala di valori. alcuni si oppongono all’utilitarismo proprio perché affermano che alcuni piaceri sono nettamente superiori ad altri. bentham calcolerebbe la somma delle preferenze senza considerarne il contenuto. ma se certi piaceri sono vili e degradanti perché dovrebbero essere presi in considerazione? Mill è convinto che ci sia distinzione fra piacere inferiori e superiori ma ritiene di fare questa distinzione sempre basandosi sull’utilità. infatti afferma che un piacere è il migliore nel momento in cui è il più desiderabile e quindi il più desiderato dalla moltitudine.! esempio: Shakesperare contro i Simpson: chiediamo di scegliere a un gruppo di persone quale sia l’attività che preferiscono fra guadare WWE, I Simpson, o Amleto. la maggioranza dice i Simpson. poi chiediamo cosa sia secondo loro l’esperienza più elevata, vince Shakespeare. perché? questi risultati mettono a dura prova la teoria di Mill. la cosa viene risolta da Mill, ma necessariamente distaccandosi dai principi utilitaristici. i desideri di fatto non sono l’unico modo per giudicare ciò che e buono e ciò che non lo è, i piaceri superiori non sono superiori perché li scegliamo, noi li scegliamo perché ci rendono più compiutamente umani. Quindi mill mette al riparo l’utilitarismo dall’accusa di ridurre tutto a una somma di piacere e dolore, ma per farlo necessariamente si rifà a un idea di morale e dignità che è indipendente dall’utile.! Bentham alla fine si fa imbalsamare per dare la sua utilità anche da morto, ma gli rubano la testa.!

Il libertarismo: abbiamo la proprietà di noi stessi?!

Forbes ogni anno fa la lista dei ricconi d’America. Negli stati uniti c’è una spiccata disparità all’interno della società a livello economico, alcuni trovano che questo sia ingiusto e ritengono che i ricchi vadano tassati, altri ritengono che invece se la ricchezza non deriva da illegalità non c’è nulla di ingiusto. se ragioniamo in termini utilitaristici dovremmo ritenere corretta la redistribuzione della ricchezza, tuttavia questo va incontro a due obiezioni, la prima proprio utilitarista: le tasse elevate potrebbero ridurre la spinta a

lavorare e investire riducendo la torta dell’economia. la seconda obiezione è che sottrarre denaro ai ricchi senza il loro consenso sarebbe una coercizione, colore che si richiamano a questi principi spesso sono i libertari che propongono un mercato svincolato da qualsiasi regolamentazione imposta dal governo in nome della libertà degli esseri umani. ciascuno di noi è libero di usare le cose di sua proprietà in qualsiasi modo purché rispetti il diritto degli altri di fare lo stesso.!

Lo stato minimo: per i libertari lo stato moderno ha molte attività illegittime, ovvero tutto ciò che va oltre l’imporre l’osservanza dei contratti e il proteggere la proprietà privata dal furto. vediamo le tre attività ripudiate dal libertarismo:!

  • (^) No al paternalismo: i libertari sono contrari alle leggi volte a impedire alle persone di procurarsi un danno. per esempio le norme stradali. l’individuo deve essere libero di assumersi i propri rischi.!
  • (^) No alle leggi fondate sui principi etici: sono contrari alle leggi usate come metodo per diffondere un certo tipo di etica o certe concezioni di virtù. per esempio sostengono che non dovrebbero esserci leggi che vietano la prostituzione.!
  • (^) No a ogni forma di redistribuzione del reddito o della ricchezza. escludono ogni forma di legge che imponga di aiutare gli altri, quindi per esempio la tassazione dei ricchi.!

Negli anni 80 del novecento le posizioni libertarie sono state portate avanti da Ronald Reagan e Margaret Thatcher tuttavia già prima si erano espresse con Friedrich von Hayek (la società libera 1960) e Milton Friedman (capitalismo e libertà 1962). ogni tentativo di raggiungere l’uguaglianza non può che nascere da una coercizione e dunque è deleterio per la società. Friedman è anche contro il salario minimo e le leggi antidiscriminazione nelle assunzioni del personale.!

nel 1974 Robert Nozick scrive Anarchia, Stato e Utopia come difesa dei principi del libertarismo. secondo N. la disuguaglianza economica non ha niente di ingiusto, secondo lui la giustizia distributiva dipenda da due principi:!

  • (^) le risorse usate per guadagnare devono essere in partenza nostre!
  • (^) la ricchezza deve essere frutto di libero scambio! se questi requisiti ci sono ciò che abbiamo è legittimamente nostro e non ci sono basi per cui lo stato ce lo possa sottrarre. non è tuttavia facile sapere se le ricchezze degli americani corrispondano effettivamente a questi requisiti, afferma che si può ridurre a sottrazioni di denaro da parte dello stato solo nel caso in cui ci siano le prove dell’illegittimità di quei soldi, ma sarebbe solo per un principio di giustizia e non per produrre maggiore parità. esempio di nozick per descrivere la follia della ridistribuzione!

I soldi di Michael Jordan:! Supponiamo che per ogni partita giocata da Michael Jordan ogni spettatore versasse cinque dollari per vederlo giocare, alla fine della stagione Jordan guadagna 31 milioni, ma è per la libera scelta degli

persone che muoiono in attesa di un rene, e chi ha bisogno di soldi dovrebbe essere libero di vendere un rene. questo si basa sul principio di proprietà di se stessi. se possiedo x posso decidere cosa fare di x, per qualsiasi motivo, anche non necessariamente per fare del bene. se davvero sono proprietario di me stesso dovrei poter vendere anche entrambi i reni, nonostante questo mi impedisca di sopravvivere! esempio del contadino indiano che deve mandare i figli all’uni.! certo, sarebbe possibile imporre la vendita dei reni solo se questo non mette a repentaglio la vita del venditore, ma a quel punto non ci baseremmo più sul principio della proprietà di noi stessi.! il suicidio assistito: questo ci porta necessariamente a un altra questione, ovvero quella del suicidio assistito. 2007, esce di galera Jack Kevorkian, accusato di aver somministrato farmaci letali a malati terminali che volevano morire. se la mia vita appartiene a me dovrei anche essere in grado di togliermela e nessuno potrebbe obiettare. coi malati terminali ci sono in gioco altri fattori, per esempio la compassione e la dignità umana, prendiamo per esempio qualcuno che vuole morire ma non è un malato terminale.! il cannibalismo consensuale: 2001, un uomo in germania mette un avviso su internet, cerca persone disposte a farsi uccidere e mangiare, una specie di suicidio assistito. l’uomo viene arrestato e il giudice giustamente è un o turbato, alla fine gli da l’ergastolo. comunque, questo esempio è il banco di prova del principio della proprietà di noi stessi, se ciò è tutto vero, allora incarcerare il cannibale è ingiusto.!

manodopera salariata, i mercati e la morale:!

maggior parte delle discussioni sulla giustizia vertono sui mercati, è giusto il libero mercato? esistono beni che il mercato non può comprare? chi è favorevole al libero mercato si basa su due tesi, la prima incentrata sulla libertà (libertarismo, le leggi che regolano il mercato violano la libertà individuale) e l’altra sul benessere (utilitarismo, i liberi mercati favoriscono il benessere generale)! chi invece non è a favore del libero mercato afferma che non c’è tutta questa libertà nelle scelte e soprattutto che non tutti i beni possono essere comprati, vediamo in particolare due tipi di attività, la guerra e le gravidanze in affitto.! esercito di leva o esercito a pagamento?! guerra civile americana 1862, Lincoln firma la legge per istituire un esercito di leva, tuttavia la coscrizione obbligatoria si scontra con l’individualismo degli americani, quindi viene fatta una concessione, si può trovare un sostituto che combatta al posto nostro, a pagamento. pare quindi che i ricchi paghino per far combattere qualcun altro, povero tendenzialmente. venne poi cambiata la legge, chi non voleva prestare servizio pagava 300 dollari allo stato. pareva il prezzo dato alla vita umana. scoppiano diverse proteste. questa forma sembra proprio una discriminazione classista.! l’esercito di volontari dei giorni nostri non si presenta forse alla stessa critica di quello della guerra civile?! 1973: nixon abbatte la leva obbligatoria, vengono alzati gli stipendi dei soldati.! ragioni a favore dell’esercito di volontari:!

per i libertari la leva obbligatoria è coercizione, ma anche se sono utilitarista sarei contrario perché la leva obbligatoria diminuisce la felicità generale togliendo la possibilità di scelta, sono invece a favore del trovare un rimpiazzo. tuttavia, se appare ragionevole pagare un rimpiazzo, perché non togliere direttamente la coscrizione obbligatoria e lasciare tutto al mercato? per gli utilitaristi l’esercito di volontari è la scelta migliore, il cittadino sceglie liberamente di arruolarsi se questo gli porta il massimo dell’utilità. un obiezione può essere che, dato che l’esercito verrebbe pagato coi soldi dei contribuenti, questo diminuirebbe la loro felicità,ma non è convincente soprattutto se l’alternativa è la coscrizione obbligatoria. sia per i libertari che per gli utilitaristi l’esercito di volontari è il top, al secondo posto il sistema ibrido della guerra civile americana. vediamo le obiezioni a questo sistema!

  • (^) equità e libertà: la prima obiezione afferma che la scelta dell’esercito volontario non sia affatto libera poiché derivante da una forma di coercizione generata dalla necessità. tantissimi si arruolano perché non potrebbero pagare altrimenti l’università, ciò si evince dalle stime fatte sulla componente dell’esercito volontario proveniente da classi sociali povere, maggioranza soverchiante. Rangel sostiene che bisognerebbe tornare alla leva obbligatoria. un esercito volontario sarebbe libero solo se fossimo in una società perfettamente paritetica, cosa che non esiste. a quali condizioni il mercato è libero? bisogna aspettare Kant e Rawls.!
  • (^) virtù civili e bene comune: una obiezione è che il servizio militare sia un dovere civile e che quindi non possa essere messo sul mercato, infatti, esattamente come essere convocati in giuria, è non solo una responsabilità ma una forma di educazione civica e renderlo una merce significa corrompere gli ideali civili. a favore della leva obbligatoria ci sono David Kennedy e Rousseau nel Contratto sociale.! sorge spontaneo però chiedersi, se i militari svolgono bene il loro lavoro, perché dovremmo preoccuparci delle loro motivazioni? cosa c’è di male nei mercenari? a volte ci si appella al fatto che spesso i mercenari sono di altre nazionalità, ma ha senso fare questo tipo di discriminazione? il mestiere del militare è un dovere civico o duro e rischioso che viene quindi affidato alle dinamiche del mercato? dobbiamo porre una domanda più ampia: quali sono gli obblighi dei cittadini in una società democratica gli uni verso gli altri? posso comprare questo dovere civico? questa virtù può essere messa alle regole del mercato?!

La gravidanza a pagamento:! Vediamo il caso di Baby M: due genitori non possono avere figli perché la mamma non è in grado di partorire, allora viene chiesto a un’altra donna di potare a termine la gravidanza a pagamento, offrendo ovulo e utero fecondati con il seme del padre biologico della bimba. ora, quando la bambina nasce, la mamma biologica non riesce a staccarsene e fugge in florida, viene recuperata e parte il processo. il padre e la madre in affitto avevano firmato un contratto dopotutto, era giusto pretenderne l’esecuzione? forse si potrebbe esitare a imporre l’adempimento del contratto per!

  • (^) l’interesse della donna inizialmente poteva essere falsato dal bisogno di denaro quindi scarsa consapevolezza!

la guerra e le gravidanze a pagamento ci pongono di fronte a una questione: fino a che punto sono libere le scelte che facciamo sul mercato? ci sono beni superiori che denaro e mercato non possono comprare?.!

Immanuel Kant:! qual’è il fondamento etico dei diritti? abbiamo visto che sia utilitarismo che libertarismo portano a conseguenze non apprezzabili.! La tesi di Kant è che la nostra libertà e i nostri diritti derivano dal fatto che siamo esseri umani e quindi meritevoli di dignità (non chiama in causa Dio come invece fa Locke).! 1780->Bentham pubblica Introduzione ai principi della morale e della legislazione! 1781-> Kant pubblica la Critica della ragion pura! 1785->Kant pubblica La Fondazione della metafisica dei costumi, critica devastante all’utilitarismo. l’etica per Kant non ha niente a che fare con l’utilità ne con altri obiettivi se non quello di rispettare la dignità umana in se. quest’opera è in linea con le rivoluzioni americana e francese, offre un valido fondamento ai rivoluzionari per invocare i diritti umani universali. le domande poste dall’opera sono!

  • (^) qual’è il principio supremo dell’etica?!
  • (^) cos’è la libertà?! le tesi di Kant sono fondamentali per capire in che modo noi oggi consideriamo la giustizia. abbiamo detto che ci sono tre modi per concepirla, secondo il benessere generale, secondo libertà e secondo virtù. Kant scarta il primo e il terzo perché nessuna delle due rispetta la libertà umana. la libertà di cui parla Kant va molto oltre la libera scelta nei mercati, quella per lui non è vera libertà perché si occupa solo di soddisfare bisogni esterni. vediamo come Kant critica l’utilitarismo.!

il problema della massima felicità:! per Kant seguire la linea della massima felicità è vulnerabile. infatti il fatto che una cosa sia desiderata da una moltitudine non la rende giusta, la morale infatti non può fondarsi su considerazioni empiriche. fondare la morale su interessi e desideri (fosse anche il desiderio di felicità) ne distrugge la dignità, infatti è diverso rendere un uomo felice e renderlo virtuoso. se i nostri desideri non sono il fondamento dell’etica Dio potrebbe esserlo, ma Kant non prende questa via. afferma che possiamo arrivare alla radice dell’etica attraverso la pura ragione pratica. la sua tesi è che ogni persona è degna di rispetto poiché siamo esseri razionali e autonomi. siamo sia capaci di raziocinio che esseri senzienti, ma al contrario di Bentham, Kant non ritiene piacere e dolore i nostri supremi padroni. la nostra capacità di raziocinio di collega alla nostra capacità di libertà.! che cos’è la libertà?! per Kant non è semplice assenza di impedimenti, è un problema più pressante, più esigente. quando noi ricerchiamo il piacere non agiamo liberamente ma siamo schiavi dei nostri desideri, che sono qualcosa di esterno a noi, faccio qualcosa per soddisfare la mia fame.! agire liberamente per Kant significa seguire una legge che io impongo a me stesso, non imposta dalla natura o da una convenzione. il contrario di autonomo è eteronomo (per esempio la palla che cade è guidata da una

forza di gravità, esattamente come se io cadessi da un grattacielo non starei agendo liberamente ma spinto da una forza—-> questo implica che se sono spinto da queste forze ciò che compio non ha valenza morale, come se cadendo uccidessi una persona, non sarei imputabile per questo)! agire liberamente per kant non è scegliere il mezzo migliore per arrivare a un fine, ma scegliere il fine stesso.!

quando agiamo in modo eteronomo la nostra azione segue obiettivi esterni, diventiamo strumenti dei nostri fini (esempio studio per mangiare l’aragosta che mi piace). quando invece agiamo in modo autonomo facciamo qualcosa a cui teniamo in se e per se. Dunque per kant rispettare la dignità umana segnifica trattare le persone come fini in se e per se (per questo non è giusto buttare il ciccione, perché mi sto servendo di lui come mezzo).!

Che cos’è la morale?! se un azione è morale oppure no dipende dall’intenzione, ciò che conta è il movente, un azione per essere eticamente buona deve essere non solo conforme alla legge morale ma fatta in nome di essa. il movente che conferisce valore all’azione è il dovere. tutto ciò che è fatto per altre ragioni, come per esempio l’interesse personale (moventi di inclinazione) non avrà valore morale.! esempi: un bottegaio vede arrivare un bambino che vuole comprare del pane, visto che non è un cliente esperto potrebbe benissimo fargli un sovrapprezzo, ma pensa anche che se si scoprisse ciò gli conferirebbe una cattiva reputazione per cui non lo fa. la sua azione non ha valore morale perché ha un secondo fine. stesso esempio per il Better Business Bureau. un altro esempio per questa tesi è quello del conservare la propria vita: la maggior parte delle persone vive perché ama la vita, non si pone il problema morale del vivere, ma una persona disperata vorrebbe invece morire. se non lo fa in nome del dovere allora la sua azione ha un valore morale. quel che conta è che le azioni vengano compiute perché è giusto farlo indipendentemente dal fatto che procuri un piacere oppure no.!

qual’è il principio supremo dell’etica?! Nella fondazione della metafisica dei costumi si chiede cosa ci viene esattamente chiesto dal dovere, e rispondere a questo interrogativo significa trovare il principio supremo dell’etica. Kant collega tre importanti idee, etica, libertà, ragione.!

  • (^) contrapposizione 1 (etica)—> DOVERE CONTRO INCLINAZIONE!
  • (^) contrapposizione 2 (libertà)—>AUTONOMIA CONTRO ETERONOMIA!
  • (^) contrapposizione 3 (ragione)—> IMPERATIVI CATEGORICI CONTRO IMPERATIVI IPOTETICI.! la prima l’abbiamo già vista.! nella seconda parliamo di libertà, sono libero solo se seguo una norma che sono io a impormi. kant critica la visione della libertà come perseguimento di tutti i miei desideri, affermando che in realtà non ho scelto io fin dall’inizio quei desideri, quindi non sono libero nel momento in cui cerco di realizzarli. ogni nostra azione è spinta da una forza, ma non necessariamente dal desiderio, ci deve essere qualcosaltro. la legge che seguiamo è la ragione. oltre a essere senzienti siamo anche raziocinanti. non è il primo filosofo che pensa

Domanda numero 1: trattare le persone come fini in se non è come la regola “non fare agli altri ciò che non vorresti fosse fatto a te?”! questa regola deriva da fatti contingenti, l’imperativo non deriva da nessuna contingenza, si rispettano le persone a prescindere da ciò che potrebbero desiderare (esempio: mamma vecchia in ospedale, le dico o no che mio fratello è morto?)! Domanda 2: com’è possibile che agire secondo una legge corrisponda alla libertà?! è possibile solo se, come nel caso dell’imperativo, sono io l’autore della legge alla quale obbedisco. la mia dignità consiste nell’essere autore della legge morale.! Domanda 3: ma allora quali garanzie abbiamo che tutti scelgano la stessa morale?! noi non scegliamo in quanto persone specifiche ma in quanto esseri razionali partecipi della pura ragione pratica. è un errore pensare che la legge morale dipenda da noi in quanto individui, chi esercita la ragione arriverà a un unico imperativo categorico.! Domanda 4: possiamo essere sicuri di agire in autonomia con una libera volontà? e se gli scienziati scoprissero che non esiste la volontà?! libertà volontà ed etica non possono essere dimostrate dalla scienza. non possiamo fare a meno che comprendere noi stessi come appartenenti a entrambi i regni. solo grazie al fatto che sono parte anche del mondo intelligibile posso considerarmi libero cioè svincolato dalla determinazione causale del mondo sensibile.! in che modo diventano possibili gli imperativi categorici? perché l’idea della libertà mi fa diventare membro del mondo intelligibile. l’etica e la libertà non sono concetti empirici ma se non ne presupponiamo l’esistenza non riusciamo a dare un senso alla nostra vita morale.!

Gli argomenti di Kant applicati a determinate situazioni concrete:! rapporti sessuali occasionali: ci serviamo dell’altro come mezzo, l’uomo non può disporre di se come una cosa e non possiamo disporre nemmeno degli altri in questo modo. solo gli atti sessuali fra coniugi non degradano l’umanità, poiché in quel caso due persone si fanno dono di se stessi reciprocamente.! è lecito mentire a un assassino? di certo un assassino non merita la verità, ma mentire non corrisponde all’imperativo categorico. la scappatoia sono le risposte veridiche, le mezze verità. per esempio Bill Clinton.!

Kant e la giustizia: Kant rifiuta l’utilitarismo sia come fondamento dell’etica che come fondamento delle leggi. secondo lui una costituzione giusta si propone di armonizzare la libertà di ciascuno con quella degli altri e non ha niente a che vedere con l’utile. fondare i diritti sull’utile significa concepire un unico modo di vedere la felicità cioè quella della maggioranza, non rispetterebbe i diritti di ciascuno di perseguire i propri obiettivi.! inoltre Kant fa scaturire i diritti e la giustizia da un contratto sociale, interpretato in maniera sorprendente, vedendolo cioè come qualcosa di immaginario. ciò viene fatto per una ragione di ordine pratico:!

nella storia è difficile trovare un esempio di contratto sociale , kant parla di un idea di ragione di ordine pratico. infatti non si possono far derivare principi morali solo da fatti empirici proprio come la legge morale non deriva dai desideri degli individui. questo contratto immaginario sarebbe il banco di prova della giustizia di ogni legislazione pubblica. l’etica non è empirica, non posso fondare un contratto su qualcosa di empirico.!

John Rawls e il problema dell’equità:!

La maggior parte dei cittadini americani, a parte gli immigrati naturalizzati, non hanno mai firmato nessun tipo di contratto, dunque perché siamo tenuti a osservare la legge? come possiamo affermare che il nostro governo si basa sul consenso?! Locke: afferma che godendo dei benefici dello stato abbiamo un consenso tacito e implicito.! Kant ricorre all’idea del consenso ipotetico, ma come è possibile che un’approvazione ipotetica produca l’efficacia morale di un approvazione compiuta nella realtà?! A questo punto arriva John Rawls che nel 1971 pubblica Una teoria della giustizia. il concetto è : a quali principi daremmo il nostro assenso se ci trovassimo in una situazione di uguaglianza. se ora tutti ci riunissimo e cercassimo di trovare la costituzione migliore ognuno sarebbe mosso necessariamente da interessi personali, ma supponiamo di trovarci sotto un velo di ignoranza, cioè di non sapere quale posizione avremo, etnia, religione, stato di salute ecc.. necessariamente scegliemmo il principio più giusto. quale principio adotteremmo dunque? non sceglieremmo l’utilitarismo (potremmo capitare in una minoranza oppressa) ma neppure il libertarismo (potrei essere un senzatetto). Rawls è convinto che da questo scaturirebbero due principi di giustizia:!

  • (^) il primo assicura a tutti i cittadini le libertà fondamentali e paritetiche (parola, religione, coscienza)!
  • (^) il secondo consente solo le disuguaglianze economiche che avvantaggiano i più sfortunati della società.! per valutare la forza morale del programma di Rawls vediamo i limiti etici dei contratti esistenti.! il puro e semplice fatto di stipulare un accordo non basta a renderlo equo, ci occorre un criterio di equità indipendente, neanche la costituzione americana del 1787 può definirsi equa (fra i delegati non erano presenti ne afroamericani e donne) poiché c’è un difetto di consenso, tuttavia non sapremmo mai se lo sarebbe stata anche con una delegazione diversa. insomma tantissime volte e per mille motivi un accordo può essere squilibrato, dobbiamo comunque rispettare i contratti, ma fino a un certo punto, a volte si confonde l’efficacia morale di un contratto con quella derivante da altre fonti di obbligazione (esempi aragoste): il consenso crea obbligo in se o è necessaria una forma di beneficio ottenuto? nella realtà i contratti hanno efficacia morale nel momento in cui realizzano gli ideali di autonomia (in quanto sono atti volontari) e reciprocità (obbligo di ripagare gli altri per i vantaggi ottenuti), tuttavia nella pratica si realizzano in modo imperfetto, alcuni accordi non portano vantaggi a

-società feudale! -sistema libertario!

  • (^) sistema meritocratico!
  • (^) principio di differenza! solo l’ultimo non si basa su principi di redistribuzione basati su fattori contingenti.! obiezioni alla teoria di rawls:!
  1. gli incentivi: se chi è dotato di talenti può essere più retribuito solo a patto di aiutare gli altri cosa lo fermerebbe dal non impegnarsi per nulla? rawls dice che il principio della differenza consente gli incentivi solo se poi sono destinati ad aiutare chi ha avuto meno dalla vita. quindi le differenze di reddito hanno senso solo se servono ad aiutare i meno fortunati, non perché i divi della tv o i giocatori di baseball li meritino di più.!
  2. l’impegno: che fine fa l’impegno? rawls afferma che i talenti delle persone non sono opera loro, e fin qui va bene, ma che dire della fatica fatta da quelle persone per sviluppare quelle doti? rawls afferma che anche l’impegno non è merito nostro, ma generato da un ambiente favorevole (es: i primogeniti). neppure l’impegno può costituire un merito morale (es: muratore grosso e muratore smilzo)! rawls quindi respinge totalmente il merito morale, anche se il buon senso tende a farci credere che il reddito e la ricchezza dovrebbero derivare dal merito morale, ma la giustizia in quanto equità respinge questa impostazione.! quindi chi lavora un botto non si merita i frutti del suo lavoro? rawls introduce una sottile differenza fra merito morale e diritti acquisiti sulle aspettative legittime. per esempio il gioco della lotteria: se vinco sicuramente ho diritto di ritirare la mia vincita, ma non posso dire di averla meritata. dunque nel principio della differenza ciò che viene sottratto ai ricchi tramite la tassazione non è qualcosa di meritato in principio. quindi rawls rifiuta di porre il merito morale alla base della giustizia distributiva per due motivi:!
  • (^) le doti che una società mostra di apprezzare nelle varie epoche sono arbitrarie!
  • (^) i talenti non dipendono da me! quindi, se supponiamo di vivere nell’epoca medievale coi talenti che ci appartengono ora, probabilmente saremmo poveri, ma non per questo meno virtuosi, esempio Woody Allen. questo non toglie comunque l’amarezza.!

la vita è ingiusta? (siiii cazzo)! assolutamente si. Friedman afferma però che non si deve cercare di cambire le cose ma imparare a conviverci e godere dei benefici. è ingiusto che muhammad ali guadagni milioni per una sola serata in cui gioca a boxe, ma non sarebbe ancora più ingiusto se gli si impedisse di sviluppare quei talenti? rawls non è d'accordo con friedman, afferma che il modo in cui stanno le cose non determina il modo in cui dovrebbero essere. rawls afferma che è giusto godere dei vantaggi delle posizioni sociali solo se si offre un beneficio a tutti. la sua tesi rappresenta la più convincente a favore di una maggiore eguaglianza sociale.!

Pro e contro la discriminazione positiva:!

esempio di Cheryl Hopwood: texana bianca si fa il culo tutta la vita passa il test alla Law School ma non viene presa perché decidono di promuovere la multiculturalità e perdere dei niggas che hanno pure fatto un punteggio più basso del suo. lei li denuncia ma la scuola afferma che il suo obiettivo è promuovere la molteplicità razziale. è giusto tenere conto di questi fattori nelle ammissioni o nelle assunzioni? vediamo le tre principali tesi dei fautori della discriminazione positiva:!

  • (^) correggere il difetto di imparzialità nelle prove d’esame: una prova sostenuta da un riccone che ha fatto le migliori scuole non varrà allo stesso modo di quel punteggio fatto da uno che viene dal bronx!
  • (^) compensare i torti del passato: è doveroso dare la precedenza agli studenti delle minoranze per compensare una storia di esclusione che li ha svantaggiati. tuttavia non è detto che ad avvantaggiarsi siano gli stessi che hanno sofferto, inoltre se lo scopo è aiutare gli svantaggiati allora la precedenza dovrebbe andare ai poveri e non ai neri in generale. i nostri obblighi morali sono ereditabili dal passato (lo vedremo meglio poi)!
  • (^) promuovere la molteplicità: l’ammissione non sarebbe un premio ma un mezzo per perseguire determinati obiettivi, questo argomento mira a tenere conto del bene comune. promuovendo la molteplicità si fa in modo che gli studenti possano imparare gli uni dagli altri e in secondo luogo fornendo alle minoranze la possibilità di arrivare a ruoli direttivi nell’amministrazione pubblica si contribuisce al bene comune.! il preside della scuola nel rispondere a cheryl hopwood quindi afferma che uno degli obiettivi della scuola è di diversificare i componenti del corpo dei professionisti che esercitano l’avvocatura nel texas.! obiezioni all’argomento della diversità!
  • (^) di principio: promuovendo la discriminazione positiva sono più i contro che i pro, poiché chi appartiene a una minoranza si sentirà calare l’autostima e sarà sempre più conscio di appartenere a uno specifico gruppo razziale!
  • (^) pratica: la discriminazione positiva ha scarse possibilità di raggiungere il fine che si prefigge #babbi! La racial preference è una violazione dei diritti? sembra proprio che la discriminata qui sia cheryl hopwood, che si vede svantaggiata senza però nessuna colpa. i liberali di scuola kantiana e rawlsiana affermano che i diritti della ragazza sono violati e che questa violazione non è giustificata dal buon obiettivo della scuola.! opinione di Ronald Dworkin: la maggior parte delle ammissioni all’università dipendono da fattori che non sono sotto il controllo dell’individuo, poiché le università si pongono degli obiettivi e spesso il talento accademico non è un fattore preso in considerazione, l’ammissione non dipende dalle mie virtù (basitaaa).! segregazione razziale e antisemitismo: caso di marion sweatt, che non è stata ammessa alla texas law school nel 1946 perché era nera, la motivazione era più o meno identica a quella di cheryl hopwood, infatti la scuola vuole formare avvocati e gli studi legali all’epoca non assumevano i niggas quindi non aveva senso farli studiare giuri. in cosa sarebbero diversi i due casi? in fondo è sempre degli obiettivi della scuola che stiamo parlando. la differenza è che allora la discriminazione era per marchiare un inferiorità mentre oggi no. la