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La Classificazione dei Cittadini Italiani: Tre Tipologie di Relazione con la Politica, Appunti di Scienza Politica

Tre diverse schemi di classificazione dei cittadini italiani in base ai loro rapporti con la sfera politica, analizzando il loro grado di interesse, partecipazione e sentimenti. I dati delle ricerche itanes del 2001 e del 2004 e discute tre tipologie di rapporto: vicinanza-distanza, coinvolgimento-estraneità e emozioni. Il documento conclude che il corpo elettorale può essere suddiviso in tre gruppi convenzionalmente etichettati come civis nobilis, civis communis e civis marginalis.

Tipologia: Appunti

2019/2020

Caricato il 04/03/2020

Andrea7X
Andrea7X 🇮🇹

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Cap. 11 Civis italicus, il mosaico della cultura poltiica italiana
Nei capitoli precedenti sono stati esaminati numerosi aspetti della cultura politica di massa nell’italia contemporanea,
e il quadro che ne è emerso è variegato e sfaccettato. Uguali sotto il profilo normativo dettato dalla Costituzione, nella
realtà i cittadini italiani differiscono nel loro rapporto con la politica da diversi punti di vista: variano il grado di
interesse per i fenomeni politici, i tassi di partecipazione a varie attività politicamente rilevanti, gli orientamenti sui
diversi temi dibattuti, i giudizi espressi sulla classe politica, le opinioni e le aspettative sul funzionamento del sistema
politico. A conferma di molte altre precedenti ricerche, che all’interno del corpo elettorale variano considerevolmente
anche il grado di informazione e il livello di coinvolgimento emotivo nelle cose della politica; i giudizi nei confronti dei
protagonisti (istituzioni, partiti e leader). Di fronte a questa varietà di atteggiamenti e di comportamenti viene a
chiedersi se agli effetti di una visione complessiva della cultura politica contemporanea non possa essere utile
suddividere il corpo elettorale in un certo numero di gruppi di cittadini, o tipi, accomunati da una serie di
caratteristiche relative al modo con cui essi vivono la politica. Per esplorare la potenzialità di questo percorso di analisi
vengono presentati e discussi tre diversi schemi di classificazione o tipologie basati sui dati delle ricerche Itanes del
2001 e del 2004. 1)riguarda il rapporto tra cittadini e sfera politica e li classifica in termini di vicinanza-distanza rispetto
al mono della politica. 2)raggruppa i cittadini sotto il profilo partitico o di schieramento (partisanship); 3)riflette la
diversità di valori e opinioni su alcuni temi rilevanti nel dibattito degli ultimi anni. Nel parag. Conclusivo il lettore
troverà una proposta di sintesi intesa ad illustrare le caratteristiche del civis italicus contemporaneo sotto il profilo di
tre aspetti considerati in precedenza.
Il rapporto con la sfera politica: interesse, partecipazione, sentimenti: il rapporto tra i cittadini e sfera politica si
articola in diversi aspetti ma possiamo dire che esso coinvolge due principali componenti. 1)riguarda la dimensione
coinvolgimento-estraneità dove con il primo vuol dire interesse e partecipazione, mentre il secondo termine significa
distanza, marginalità, apatia o indifferenza nei confronti della sfera politica. Nei dati delle ricerche Itanes sono
numerosi gli indicatori pertinenti a questa tematica: l’interesse esplicitamente dichiarato per gli avvenimenti della vita
pubblica, nazionale ed internazionale, il coinvolgimento in varie forme di partecipazione civile e politica, l’esposizione
ai flussi della comunicazione politicamente rilevante sui mass media. Presi assieme questi indicatori consentono di
costruire un indice complessivo di coinvolgimento che riflette la posizione di ciascun degli intervistati in questa
dimensione. 2)riguarda la dimensione delle emozioni, o sentimenti che la politica suscita nei cittadini, che possono
avere una valenza negativa o positiva, più o meno forte. Anche qui le ricerche forniscono utili materiali sulla base dei
quali è possibile costruire un indice che riflette la valenza positiva o negativa delle emozioni che la politica suscita in
ciascun intervistato. Anche se analiticamente distinte le due dimensioni risultano essere collegate tra di loro in
maniera stretta sul piano empirico, e ciò semplifica il compito di costruire una classificazione degli intervistati che
rifletta in entrambi gli aspetti della questione. In quanti gruppi è possibile suddividere l’elettorato dal punto di vista del
rapporto tra cittadini e politica? Come è noto la segmentazione di un insieme di unità in gruppi è una operazione
delicata, i cui esiti dipendono in parte dalle particolari tecniche e criteri di partizione utilizzati e in parte dalla natura
dei dati. Nel nostro caso, dopo aver sperimentato varie alternative la soluzione è sia dal punto di vista della parsimonia
(numero non eccessivo di classi) che da quello del grado di differenziazione tra i gruppi, sia quella di suddividere
l’elettorato in tre gruppi convenzionalmente designati con le etichette di civis nobilis, civis communis e vicis
marginalis. I tre gruppi di cittadini differiscono da diversi punti di vista: il grado di interesse, partecipazione,
conoscenze, sentimenti nei confronti dei protagonisti della vita politica, ecc. è evidente che un vero e proprio golfo
separa i due gruppi: civis nobilis e civis marginalis, mentre la terza categoria (civis communis) si colloca all’incirca a
metà strada tra i due gruppi polari. Queste diversità tra i nostri tre tipi non sorprendono troppo visto che le differenze
riguardano proprio fattori in base ai quali è stata costruita la classificazione. Rimane vero che i dati costituiscono una
conferma della plausibilità e validità dello schema di partizione nel senso che essi mostrano come i criteri utilizzati
separino in maniera soddisfacente unità delle caratteristiche diverse. Dal punto di vista del rapporto con la sfera
politica i nostri tre cives appartengono a famiglie piuttosto dissimili tra di loro. Rimane da vedere se le differenze sotto
questo aspetto si accompagnino anche ad altre caratteristiche, in particolare ad atteggiamenti ed orientamenti
politicamente rilevanti. L’appartenenza di un cittadino ad una delle classi della tipologia risulta essere collegata ad
opinioni e punti di vista su altri temi politici? L’analisi dei dati dimostra che in effetti la tipologia in questione riesce a
captare anche altri aspetti del rapporto tra cittadini e politica, come i giudizi sulla classe politica, il senso di efficacia, la
fiducia nelle istituzioni. E’ evidente che anche sotto questi altri profili sono molto gli elementi che separano gli italiani
che rientrano nei nostri tre gruppi- questa suddivisione corrisponde alle differenze significative anche dal punto di
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Cap. 11 Civis italicus, il mosaico della cultura poltiica italiana Nei capitoli precedenti sono stati esaminati numerosi aspetti della cultura politica di massa nell’italia contemporanea, e il quadro che ne è emerso è variegato e sfaccettato. Uguali sotto il profilo normativo dettato dalla Costituzione, nella realtà i cittadini italiani differiscono nel loro rapporto con la politica da diversi punti di vista: variano il grado di interesse per i fenomeni politici, i tassi di partecipazione a varie attività politicamente rilevanti, gli orientamenti sui diversi temi dibattuti, i giudizi espressi sulla classe politica, le opinioni e le aspettative sul funzionamento del sistema politico. A conferma di molte altre precedenti ricerche, che all’interno del corpo elettorale variano considerevolmente anche il grado di informazione e il livello di coinvolgimento emotivo nelle cose della politica; i giudizi nei confronti dei protagonisti (istituzioni, partiti e leader). Di fronte a questa varietà di atteggiamenti e di comportamenti viene a chiedersi se agli effetti di una visione complessiva della cultura politica contemporanea non possa essere utile suddividere il corpo elettorale in un certo numero di gruppi di cittadini, o tipi, accomunati da una serie di caratteristiche relative al modo con cui essi vivono la politica. Per esplorare la potenzialità di questo percorso di analisi vengono presentati e discussi tre diversi schemi di classificazione o tipologie basati sui dati delle ricerche Itanes del 2001 e del 2004. 1)riguarda il rapporto tra cittadini e sfera politica e li classifica in termini di vicinanza-distanza rispetto al mono della politica. 2)raggruppa i cittadini sotto il profilo partitico o di schieramento (partisanship); 3)riflette la diversità di valori e opinioni su alcuni temi rilevanti nel dibattito degli ultimi anni. Nel parag. Conclusivo il lettore troverà una proposta di sintesi intesa ad illustrare le caratteristiche del civis italicus contemporaneo sotto il profilo di tre aspetti considerati in precedenza. Il rapporto con la sfera politica: interesse, partecipazione, sentimenti: il rapporto tra i cittadini e sfera politica si articola in diversi aspetti ma possiamo dire che esso coinvolge due principali componenti. 1)riguarda la dimensione coinvolgimento-estraneità dove con il primo vuol dire interesse e partecipazione, mentre il secondo termine significa distanza, marginalità, apatia o indifferenza nei confronti della sfera politica. Nei dati delle ricerche Itanes sono numerosi gli indicatori pertinenti a questa tematica: l’interesse esplicitamente dichiarato per gli avvenimenti della vita pubblica, nazionale ed internazionale, il coinvolgimento in varie forme di partecipazione civile e politica, l’esposizione ai flussi della comunicazione politicamente rilevante sui mass media. Presi assieme questi indicatori consentono di costruire un indice complessivo di coinvolgimento che riflette la posizione di ciascun degli intervistati in questa dimensione. 2)riguarda la dimensione delle emozioni, o sentimenti che la politica suscita nei cittadini, che possono avere una valenza negativa o positiva, più o meno forte. Anche qui le ricerche forniscono utili materiali sulla base dei quali è possibile costruire un indice che riflette la valenza positiva o negativa delle emozioni che la politica suscita in ciascun intervistato. Anche se analiticamente distinte le due dimensioni risultano essere collegate tra di loro in maniera stretta sul piano empirico, e ciò semplifica il compito di costruire una classificazione degli intervistati che rifletta in entrambi gli aspetti della questione. In quanti gruppi è possibile suddividere l’elettorato dal punto di vista del rapporto tra cittadini e politica? Come è noto la segmentazione di un insieme di unità in gruppi è una operazione delicata, i cui esiti dipendono in parte dalle particolari tecniche e criteri di partizione utilizzati e in parte dalla natura dei dati. Nel nostro caso, dopo aver sperimentato varie alternative la soluzione è sia dal punto di vista della parsimonia (numero non eccessivo di classi) che da quello del grado di differenziazione tra i gruppi, sia quella di suddividere l’elettorato in tre gruppi convenzionalmente designati con le etichette di civis nobilis, civis communis e vicis marginalis. I tre gruppi di cittadini differiscono da diversi punti di vista: il grado di interesse, partecipazione, conoscenze, sentimenti nei confronti dei protagonisti della vita politica, ecc. è evidente che un vero e proprio golfo separa i due gruppi: civis nobilis e civis marginalis, mentre la terza categoria (civis communis) si colloca all’incirca a metà strada tra i due gruppi polari. Queste diversità tra i nostri tre tipi non sorprendono troppo visto che le differenze riguardano proprio fattori in base ai quali è stata costruita la classificazione. Rimane vero che i dati costituiscono una conferma della plausibilità e validità dello schema di partizione nel senso che essi mostrano come i criteri utilizzati separino in maniera soddisfacente unità delle caratteristiche diverse. Dal punto di vista del rapporto con la sfera politica i nostri tre cives appartengono a famiglie piuttosto dissimili tra di loro. Rimane da vedere se le differenze sotto questo aspetto si accompagnino anche ad altre caratteristiche, in particolare ad atteggiamenti ed orientamenti politicamente rilevanti. L’appartenenza di un cittadino ad una delle classi della tipologia risulta essere collegata ad opinioni e punti di vista su altri temi politici? L’analisi dei dati dimostra che in effetti la tipologia in questione riesce a captare anche altri aspetti del rapporto tra cittadini e politica, come i giudizi sulla classe politica, il senso di efficacia, la fiducia nelle istituzioni. E’ evidente che anche sotto questi altri profili sono molto gli elementi che separano gli italiani che rientrano nei nostri tre gruppi- questa suddivisione corrisponde alle differenze significative anche dal punto di

vista della composizione dei tre gruppi sotto il profilo socio-demografico. In che misura la diversità in termini di cultura politica corrisponde a diversità sul piano delle caratteristiche sociali? L’analisi dei dati mostra che esistono alcune differenze tra i tipi, i profili socio-demografici dei nostri tre gruppi si discostano, dal profilo dell’elettorato nel suo complesso: nel tipo marginalis si nota una presenza di giovani, di donne e di persone con un minor livello di istruzione. Sono differenze modeste e ciò è dimostrato dal fatto che se cercassimo di ricostruire o prevedere l’appartenenza degli elettori ai nostri tipi sulla base delle loro caratteristiche sociali finiremmo per commettere numerosi errori. La discussione di questa prima classificazione si può sintetizzare i profili dei nostri tipi di cittadini in questi termini civis nobilis: è quello che si avvicina di più alla figura del cittadino modello descritto nei libri di educazione civica ed è caratterizzato da elevati livelli di interesse per la cosa pubblica, grado di informazione, esposizione ai flussi della comunicazione politica, ed altri tratti che lo rendono protagonista della vita pubblica. Civis marginalis: è il modellopiù lontano di cittadino ideale, sia in termini di interesse e partecipazione che di atteggiamenti nei confronti della vita politica e dei suoi protagonisti, sia infine in termini di conoscenze. Civis communis: condivide le caratteristiche dei due gruppi indicati sopra collocandosi a metà strada tra i due. Partisanship (o del parteggiare): una parte importante della vita politica di tutte le democrazie è costituita da una serie interminabile di pubblici confronti e scontri, più o meno aspri tra i leader, partiti o schieramenti sui temi più diversi di politica interna ed estera. Di fronte a queste vicende i cittadini rispondono in maniera diversa. C’è chi segue lo spettacolo o il teatrino della politica con interesse, c’è chi lo fa in maniera sporadica e distratta, e chi non se ne occupa. Alcuni dei protagonisti o le idee che essi propugnano, suscitano approvazione, di rifiuto e anche di repulsione. Il quesito è: come si schierano, o come parteggiano i cittadini italiani? In quanti e quali gruppi è possibile e utile suddividere il corpo elettorale da questo punto di vista? Si potrebbe obiettare che la risposta al quesito è già presene ed evidente nei verdetti elettorali, cioè dalla massa dei consensi ottenuti dalle diverse forze politiche. Ora che le statistiche elettorali ci offrono utili indicazioni sul punto, rimane anche vero che si tratta di indicazione parziali e incomplete. Il dato relativo alla forza elettorale dei partiti o degli schieramenti è un dato scarno che non ci dice molto sulla posizione dei cittadini nei confronti dei temi dibattuti, sulle valutazioni di questo o quel protagonista della vita politica, sull’importanza dei problemi e sulla efficacia delle soluzioni proposte e così via. Una visione più articolata del fenomeno non può dunque prescindere dalla collocazione degli italiani in uno spazio definito da coordinate che incorporino variabili significativamente riconducibili a questo o quell’aspetto della partisanship. Nei dati delle ricerche itanes ci sono alcune variabili attinenti a questa dimensione: oltre alle scelte di voto espresse alle elezioni politiche, l’auto collocazione sull’asse sinistra-destra, e i giudizi sui leader delle diverse forze politiche. Utilizzando questi diversi indicatori, è possibile costruire una mappa che sintetizza la struttura della partisanship nell’elettorato italiano. Il lettore noterà alcune cose: a)una forte conseguenza tra i giudizi sui leader, le autocollocazioni sull’asse sinistra-destra e le scelte elettorali; b)la presenza di una struttura accentuatamente tripolare; c)un notevole parallelismo tra la dimensione orizzontale del grafico e il tradizionale asse sinistra-destra; d)un significativo ordinamento dei punti in termini di valenze deboli e forti sull’ordinata, il che significa che gli oggetti collocati su posizioni centrali e in basso corrispondono a posizioni meno schierate in un senso o nell’altro. Questa configurazione tripolare in termini di partisanship rende più agevole o meno problematica, la costruzione di una tipologia di cittadini che riflette la loro posizione rispetto agli schieramenti. La configurazione stessa dei dati ora visti suggerisce l’opportunità di una soluzione a tre classi, o segmenti che con poca fantasia potremo convenzionalmente contrassegnare con le etichette di simpatizzanti di sinistra, centro e di destra. Le differenze tra questi gruppi dal punto di vista della partisanship sono facilmente documentabili. I giudizi nei confronti dei dodici esponenti politici di diversi partiti, le collocazioni sull’asse sinistra-destra, e gli orientamenti di voto disegnano tre profili diversi. Va notato che rispetto a tutti gli indicatori utilizzati i simpatizzanti di centro si collocano in posizione intermedia e ben differenziata rispetto ai due gruppi polari di destra e di sinistra. E’ questa una conferma che il tendenziale bipolarismo del sistema politico la struttura della partisanship rimane tendenzialmente tripolare. Temi, valori, opinioni : il cittadini ha davanti a sé ogni giorno, oltre alla diatribe tra i partiti discusse nel precedente parag., anche un panorama di eventi accompagnati da interpretazioni dei fatti, e si trova poi anche a dover valutare le soluzione proposte per le questioni di volta in volta alla ribalta. Al variare della congiuntura cambiano i termini o cambia la loro salienza, e variano le posizioni assunte e i punti di vista espressi dai cittadini. Negli ultimi tempi l’attenzione si è rivolta ai problemi dell’occupazione, delle tasse, dell’immigrazione e ora alla criminalità, del debito pubblico, dell’evasione fiscale, della procreazione assistita, della possibile che le coppie omosessuali possano adottare, e via dicendo. Sulle varie tematiche le ricerche hanno messo in luce l’esistenza nell’elettorato di opinioni diverse, a

fisiologia di un sistema politico democratico nel quale i cittadini si differenziano per il grado di coinvolgimento nelle cose della politica e si dividono sui valori sulle cose da fare senza mettere in dubbio la legittimità degli “altri” e riconoscendone l’appartenenza alla stessa comunità politica.