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L'Indice globale della fame è uno strumento statistico per descrivere la situazione relativa alla fame nei diversi Paesi. Esso misura i progressi e i fallimenti nella lotta contro la fame
Tipologia: Appunti
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L'Indice globale della fame (o GHI, Global Hunger Index ) è uno strumento statistico per descrivere la situazione relativa alla fame nei diversi Paesi. Il GHI misura i progressi e i fallimenti nella lotta contro la fame ed è aggiornato una volta l'anno. L'Indice è stato sviluppato e adottato dall’International Food Policy Research Institute (IFPRI). Esso è stato pubblicato per la prima volta nel 2006 e dal 2008 è pubblicato in varie lingue, tra cui l'italiano.
Il GHI non è un documento di mera policy, ma nasce (per essere un lavoro di rete) come documento operativo per chi lavora per le relazioni internazionali. Non è un lavoro che si riferisce solo ai dati, ma importante e anche relazionarsi con i locali. Definisce una scala tra chi è messo meglio e chi è messo peggio nel mondo. Permette di analizzare i fenomeni a breve durata L’ IG non è solo uno strumento per tecnici, ma è per tutti-> tutti possono attivarsi per ridurre la fame nel mondo I progressi ci sono, la fai lo dice e l’ IG lo conferma, ma non è ancora abbastanza Spiegazioni che spingono ad agire in modo più concreto ed efficace (indubbiamente ci sono persone che vivono in paesi disagiati, ma ciò non giustifica la fame-> è una questione politica) Tema: quest'anno il tema è : nesso fra fame e conflitto/instabilità politica
Nel 2015 l'Indice Globale della Fame è stato calcolato per 117 Paesi in via di sviluppo e Nazioni di recente industrializzazione, 52 dei quali hanno un livello di fame serio o peggiore.
Oltre alla classificazione, il rapporto dell'Indice Globale della Fame si occupa ogni anno di un focus specifico: nel 2015 il focus tematico riguarda la relazione tra conflitti e fame.
Tra i focus degli anni precedenti vi sono: Denutrizione infantile tra i bambini di età inferiore ai due anni (2010). Innalzamento e volatilità dei prezzi alimentari durante i recenti anni e i loro effetti sulla fame e la malnutrizione (2011) Come assicurare la sicurezza alimentare e l'uso sostenibile delle risorse, in un contesto di scarsità delle fonti naturali di cibo (2012) Come rafforzare la resilienza comunitaria delle comunità contro la sotto- e la malnutrizione (2013). La fame nascosta, una forma di denutrizione causata da carenze di micronutrienti (2014).
CALCOLO DELL'INDICE L’Indice classifica i Paesi lungo una scala di 100 punti, dove 0 rappresenta il miglior valore possibile (assenza di fame) e 100 il peggiore, (nella realtà nessuno dei due valori estremi viene mai raggiunto). Più alto è il valore, peggiore è lo stato nutrizionale di un Paese. Valori inferiori a 4,9 mostrano un’incidenza della fame molto bassa, mentre tra 5 e 9,9 il valore è moderato. Valori tra 10 e 19,9 segnalano una situazione di grave fame, mentre valori tra il 20 e il 29,9 livelli allarmanti. Oltre il 30, il problema della fame è considerato estremamente allarmante.
Il GHI combina 4 indicatori : 1) la percentuale di denutriti sul totale della popolazione
Il GHI 2015 è stato calcolato per i 117 Paesi per i quali ci sono dati disponibili e riflette i dati e le proiezioni dal 2010 al 2016. I dati relativi agli indicatori provengono da l’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’Alimentazione e l’Agricoltura ( FAO ), l’Organizzazione Mondiale della Sanità (World Health Organization, WHO ), UNICEF ,
hanno presentato le maggiori riduzioni dei livelli di fame, con riduzioni tra i 25 e 28 punti in entrambi i paesi.
Paesi con livelli di fame estremamente allarmanti (GHI ≥ 50), or allarmanti (GHI tra 35. e 49.9) Indice Globale della Fame[8] Rank Paese 1990 2000 2015 1 Rep.C. 51,9 51,4 46, 2 Ciad 65 52 46, 3 Zam. 47 50,9 41, 4 Timor.E - - 40, 5 SierraL. 58,8 53,5 38, 6 Haiti 52,1 42,8 37, 7 Mad. 44,8 44,1 36, 8 Afgh. 47,4 52,5 35, Il rapporto di quest’anno non include i punteggi di GHI di numerosi Paesi che nel 2014 presentavano livelli molto alti (allarmanti o estremamente allarmanti), come per esempio Burundi, Comore, Eritrea, Sud Sudan e Sudan, perché non erano disponibili dati sulla denutrizione.
FOCUS RAPPORTO GHI 2015: I CONFLITTI ARMATI E LA SFIDA DELLA FAME. Il capitolo sulla relazione tra fame e conflitti mostra che il periodo in cui le grandi carestie causavano più di un milione di morti è finalmente finito. In ogni caso, c'è una chiara connessione tra conflitti armati e fame. La maggior parte dei paesi con i peggiori punteggi del 2015 hanno vissuto o vivono attualmente delle situazioni di conflitto. Comunque, la fame esiste anche in assenza di conflitti, come mostrano molti paesi in Asia Meridionale e Africa. NB: La diminuzione delle guerre è però in fase di stallo. A meno che i conflitti armati vengano ridotti o eliminati, ci sono poche speranze per vincere la fame.