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Glottodidattica chiuse e aperte 2020, Panieri di Glottologia

Domande a risposta chiusa e aperta 2020-Glottodidattica

Tipologia: Panieri

2020/2021

In vendita dal 18/01/2021

lara-marzaioli
lara-marzaioli 🇮🇹

4.6

(60)

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Che cosa si intende per "competenza culturale"? La competenza culturale fa riferimento a qualsiasi
elemento culturale caratteristico e specifico della lingua in oggetto. La cultura di un popolo è insegnata in
modo parallelo alla lingua dello stesso.
Che cosa si intende per "competenza interazionale"? La competenza interazionale si riferisce al rispetto
dei rituali di comunicazione comprendendo formule comunicative di apertura e di chiusura, cambio dei
turni nell’interazione e il ruolo del silenzio.
Che cosa si intende per "competenza sociolinguistica"? La competenza sociolinguistica si interessa del
rispetto delle varietà linguistiche di un repertorio; ad esempio diversa sarà la lingua che impieghiamo con
un amico da quella che utilizziamo con un impiegato in banca.
Che cosa si intende per "competenza pragmatica"? La competenza pragmatica fa riferimento alla
produzione e alla comprensione degli scopi dei messaggi linguistici.
Che cosa si intende per "competenza linguistica"? La competenza linguistica interessa la recezione e la
produzione corretta dei messaggi linguistici; essa è relativa alla fonologia, morfosintassi, lessico, testualità e
ortografia.
Che cosa si intende per "competenza comunicativa"? La competenza comunicativa è un concetto che si
riferisce alla capacità di comunicare in lingua all’interno di una situazione definita; essa si divide in differenti
sottocompetenze quali linguistica, pragmatica, sociolinguistica, interazionale e culturale. Il concetto è stato
teorizzato dall’antropologo Hymes negli anni ’70.
La lingua parlata dai migranti in Italia è L2
Il francese insegnato a scuola in Francia è L1
Lo spagnolo insegnato a scuola in Italia è LS
L'arabo parlato da figli di arabofoni in Italia è lingua etnica
Per definire una L è fondamentale il contesto
Nella parola "tavolo" sono presenti __ morfemi 2
Nella parola "città" sono presenti __ morfemi 1
Nella parola "università" sono presenti __ morfemi 2
Nella parola "libraio" sono presenti __ morfemi 3
Che cosa si intende per "interlingua"?
L’interlingua è una varietà di apprendimento di un apprendente legato ai concetti di competenza transitoria
e di sistema approssimativo. Per le lingue seconde, le prime varietà di interlingue si limitano a compiere
alcune funzioni linguistiche precise come la sollecitazione dell’attenzione, formule interazionali, la
descrizione e la valutazione, il riferimento a oggetti ecc.. Rispetto alla LS, l’interlingua è solo connessa con il
lavoro del docente ma si basa anche sull’ambiente, il contesto comunicativo, il bagno linguistico.
Nella frase "La sintassi è ricca di concettii" quanti sintagmi ci sono? 4
La competenza sociolinguistica fa riferimento alle varietà della lingua
La competenza linguistica fa riferimento alla correttezza
La competenza pragmatica fa riferimento agli scopi
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Che cosa si intende per "competenza culturale"? La competenza culturale fa riferimento a qualsiasi elemento culturale caratteristico e specifico della lingua in oggetto. La cultura di un popolo è insegnata in modo parallelo alla lingua dello stesso. Che cosa si intende per "competenza interazionale"? La competenza interazionale si riferisce al rispetto dei rituali di comunicazione comprendendo formule comunicative di apertura e di chiusura, cambio dei turni nell’interazione e il ruolo del silenzio. Che cosa si intende per "competenza sociolinguistica"? La competenza sociolinguistica si interessa del rispetto delle varietà linguistiche di un repertorio; ad esempio diversa sarà la lingua che impieghiamo con un amico da quella che utilizziamo con un impiegato in banca. Che cosa si intende per "competenza pragmatica "? La competenza pragmatica fa riferimento alla produzione e alla comprensione degli scopi dei messaggi linguistici. Che cosa si intende per "competenza linguistica"? La competenza linguistica interessa la recezione e la produzione corretta dei messaggi linguistici; essa è relativa alla fonologia, morfosintassi, lessico, testualità e ortografia. Che cosa si intende per "competenza comunicativa"? La competenza comunicativa è un concetto che si riferisce alla capacità di comunicare in lingua all’interno di una situazione definita; essa si divide in differenti sottocompetenze quali linguistica, pragmatica, sociolinguistica, interazionale e culturale. Il concetto è stato teorizzato dall’antropologo Hymes negli anni ’70. La lingua parlata dai migranti in Italia è L Il francese insegnato a scuola in Francia è L 1 Lo spagnolo insegnato a scuola in Italia è LS L'arabo parlato da figli di arabofoni in Italia è lingua etnica Per definire una L è fondamentale il contesto Nella parola "tavolo" sono presenti __ morfemi 2 Nella parola "città" sono presenti __ morfemi 1 Nella parola "università" sono presenti __ morfemi 2 Nella parola "libraio" sono presenti __ morfemi 3 Che cosa si intende per "interlingua"? L’interlingua è una varietà di apprendimento di un apprendente legato ai concetti di competenza transitoria e di sistema approssimativo. Per le lingue seconde, le prime varietà di interlingue si limitano a compiere alcune funzioni linguistiche precise come la sollecitazione dell’attenzione, formule interazionali, la descrizione e la valutazione, il riferimento a oggetti ecc.. Rispetto alla LS, l’interlingua è solo connessa con il lavoro del docente ma si basa anche sull’ambiente, il contesto comunicativo, il bagno linguistico. Nella frase "La sintassi è ricca di concettii" quanti sintagmi ci sono? 4 La competenza sociolinguistica fa riferimento alle varietà della lingua La competenza linguistica fa riferimento alla correttezza La competenza pragmatica fa riferimento agli scopi

La competenza comunicativa è stata teorizzata da Hymes Nella frase "Micaela non mangia carboidrati" quanti sintagmi ci sono? 3 Dell Hymes era un antropologo Nella frase "Nora è un cane pauroso" quanti sintagmi ci sono? 4 La competenza interazionale fa riferimento ai turni di parola La competenza culturale fa riferimento alla cultura veicolata da una lingua L'interlingua è una teoria cognitivista La teoria della processabilità è stata applicata in origine al tedesco Pitturare la ringhiera è una conoscenza Procedurale La relazione di un chirurgo su un intervento chirurgico rappresenta una conoscenza dichiarativa L'ACT si basa sulle forme di conoscenza Il concettualizzatore elabora concetti per essere verbalizzati La teoria della processabilità è di Pienemann L'ACT è una teoria di Anderson I modelli caratterizzati dall'information processing sono di stampo cognitivista Quale teoria trascura i fattori dell'acquisizione di una lingua? L'Information Processing Quali sono le caratteristiche della fase "prebasica"? Le interlingue prebasiche si caratterizzano per un alto valore del lessico e della pragmatica. In modo particolare in questa fase predomina una costruzione nominale degli enunciati, un lessico di sopravvivenza, le parole presentano un’altissima funzionalità legata agli atti comunicativi e notiamo la presenza del linguaggio formulaico. Quali sono le caratteristiche della fase "basica"? La fase basica o basic variety è caratterizzata da un lessico più esteso, la frase dove dal punto di vista sintattico domina la paratassi sembra essere più costruita intorno al modello standard ma manca ancora l’uso di elementi grammaticali (preposizioni, articoli) e la morfologia appare ridotta. Quali sono le caratteristiche della fase "postbasica"? Le interlingue postbasiche lasciano emergere di più gli aspetti morfosintattici: la morfologia è ricca e complessa, appaiono le prime subordinate e i primi meccanismi di coesione testuale presentando un’organizzazione finita dell’enunciato. Qual è la differenza fra sillabo e curricolo? Il sillabo è un elenco dettagliato del materiale da inserire in un corso mentre il curricolo integra il programma (mete, obiettivi, linee di fondo) con un corpus linguistico e culturale, aggiungendo indicazioni metodologiche per la didattica e per la verifica ed indicando punti di raccordo eventuali con altre discipline e con altri settori. La dimensione di variazione diatopica si riferisca al luogo La "lingua dei giovani" rappresenta una varietà diastratica La dimensione di variazione diastratica si riferisce al gruppo sociale

L’impostazione di un corso di lingua rivolto ad un gruppo disomogeneo può essere organizzato seguendo due tipologie:

  • sviluppando le abilità di base e la costruzione di una conoscenza linguistica globale condivisa;
  • creando contenuti di lezioni isolati, specifici e a caratterizzazione pratica. Tali impostazioni possono essere o superate o integrate da una terza tipologia: l’approccio cooperativo, il quale consente di differenziare le attività, i livelli di analisi e di lettura; assegnare un ruolo a tutti i corsisti; motivare attraverso dinamiche psicoaffettive e trasformare il ruolo del docente da esperto-regista a espertoguida. Illustrare le fasi della sperimentazione relativa all'intercomprensione Per analizzare il fenomeno dell’intercomprensione è stata avviata una ricerca su un campione di docenti. Gli interrogativi/fasi della ricerca hanno riguardato:
  • la selezione del lessico delle unità di base dei manuali di alfabetizzazione;
  • opinioni degli insegnanti attraverso un questionario glottodidattico (20 quesiti) di cui 4 domande di carattere socioanagrafico, 3 di autoanalisi sulle proprie competenze rispetto alla glottodidattica e all’intercomprensione e domande di carattere didattico legate alle abilità rispetto all’intercomprensione;
  • manualistica (le parole più diffuse all’interno dei manuali di alfabetizzazione suddivise in base alla ricorrenza e alle aree semantiche). La maggiorparte degli informanti risultava all’oscuro dei fenomeni di intercomprensione ed affermava che non ci fossero attività specifiche per favorire l’intercomprensione. In un momento successivo tale fenomeno è risultato più evidente del fenomeno della comprensione ed è favorito da attività quali: conoscenza e scelta di parole,persone,opere e città famose italiane in base al docente. In conclusione per docenti l’intercomprensione risulta essere un fenomeno automatico e gli studenti risultano essere più partecipativi nel momento in cui le parole somigliano a quelle presenti nelle loro lingue. Che cos'è l'intercomprensione e come agisce sull'insegnamento? L’intercomprensione fa parte della competenza comunicativa basata sull’interazione che avviene in lingue diverse a seconda di metodi diversi, canali e modalità. L’approccio didattico che ne deriva mirerebbe a determinare le condizioni affinchè avvenga questo tipo di comunicazione: studiare come applicare un processo umano spontaneo da qui nasce la didattica dell’intercomprensione (approccio didattico plurilingue). Illustrare il parametro dell'effettività Il principio regolativo dell’effettività consiste nella capacità che un testo possiede di rimanere nella mente del destinatario e di produrre condizioni favorevoli al raggiungimento del fine pragmatico. Che cos'è un testo? Il testo è un messaggio che si svolge intorno ad un unico tema presentando unità e completezza; esso inoltre si fonda su sette principi costitutivi quali la coerenza,coesione,intenzionalità,accettabilità,informatività,situazionalità,interattività o intertestualità.

Illustrare il parametro dell'interattività L’Intertestualità o interattività è il rapporto tra un testo presente e altri testi assenti. Illustrare il parametro dell'appropriatezza L’appropriatezza consiste nella capacità di rispettare gli aspetti testuali legati al genere, alla tipologia, al pubblico e all’evento comunicativo. Illustrare il parametro della coesione Il parametro della coesione riguarda i rapporti grammaticali e i modi in cui sono collegati i componenti di un testo. La coesione è garantita da forme sostituenti che segnalano la continuità tematica e dai segnali discorsivi. Illustrare il parametro della coerenza Il parametro della coerenza riguarda la connessione tra i contenuti presenti in un testo e i rapporti logici sul piano semantico. Un testo privo di continuità semantica appare assurdo. Illustrare il parametro dell'informatività Tale parametro esprime il grado di informazione dell’evento comunicativo, il fatto che può costituirsi come novità semantica o come elemento noto. llustrare il parametro dell'efficienza L’efficienza è un principio regolativo del testo che informa sulla buona produzione testuale rispetto all’evento comunicativo e alla situazione. Illustrare il parametro della situazionalità Il parametro della situazionalità riguarda la corretta collocazione del testo rispetto ad un evento comunicativo. Illustrare le specificità della ricerca condotta sull'insegnamento della punteggiatura La ricerca condotta sull’insegnamento della punteggiatura ha interessato un campione di circa 600 insegnanti di italiano come L1, L2 e LS ed il ruolo centrale della scuola primaria rispetto all’apprendimento della punteggiatura è stato confermato. La specificità della ricerca sussiste nell’aver avuto come oggetto due elementi cardinali: la punteggiatura e gli insegnanti e di aver utilizzato come strumento il questionario, più accurato, di semplice interpretazione e, dal punto di vista dell’utenza, rapido e di facile compilazione. I risultati hanno quindi dimostrato che gli studenti di qualsiasi ordine di istruzione, dalla scuola primaria alla secondaria di secondo grado, possiedono una competenza della punteggiatura molto bassa e bassa, mentre gli apprendenti che possiederebbero un livello alto di competenza rappresenterebbero solamente il 5%. Lezione 01 5 (?) Quale di queste NON è Quale di questa è una fase accessoria di un'unità didattica?una fase dell'unità didattica? Autovalutazione Quale di queste NON è una fase dell'unità didattica? Scrittura Quale di queste NON è una fase dell'unità didattica? Rinforzo Quale di queste NON è una fase dell'unità didattica? Reimpiego Quale di queste NON è una fase dell'unità didattica? Ricezione Quale di questa è una fase accessoria di un'unità didattica? Rinforzo Quale di questa è una fase accessoria di un'unità didattica? Globalità Quale di questa è una fase accessoria di un'unità didattica? Recupero Quale di questa è una fase accessoria di un'unità didattica? Reimpiego Quale di questa è una fase accessoria di un'unità didattica? Globalità

Il Progetto di Pavia ricorre a una prospettiva logico-funzionale Se in una lingua la morfologia marca il genere, essa marcherà anche il numero Che cos'è una strategia di apprendimento? Una strategia di apprendimento è una procedura per formulare delle ipotesi sulla struttura della L2/LS e per stabilire regole dell’interlingua sulla base di questa ipotesi. Illustrare le principali strategie di apprendimento Le principali strategie di apprendimento sono rispettivamente:

  • transfer sulla L1;
  • la strategia della parola-chiave che riguarda elementi lessicali molto basici che attivano la comprensione;
  • le strategie lessicali che prevedono la sostituzione di morfemi legati con morfemi liberi;
  • le strategie isolanti: i lessemi vengono trattati come se fossero tutti invariabili;
  • le strategie agglutinanti: le marche morfologiche sono aggiunte alla base, per consentire una chiara riconoscibilità;
  • le strategie analitiche: producono elementi perifrastici legando elementi conosciuti, per formare strutture sconosciute;
  • strategie flessive;
  • strategie analogiche;
  • strategie di semplificazione: quando si semplificano forme di L2 marcate a vario livello;
  • strategie di evitamento. Il quadro parlante è una tecnica per lo sviluppo principale della produzione orale Le attività di riordino sono tecniche per lo sviluppo della comprensione scritta L'indice di frequenza scolastica di un individuo è la scolarità La parafrasi è uno slittamento diacronico della lingua Il periodo critico è una fase di rifiuto verso le lingue Gli indizi di contestualizzazione sono dispositivi linguistici per decifrare una frase o un testo L'istruzione è la scienza e il sapere acquisiti Gli insegnanti "medici", secondo Pellerey supportano l'utenza, cercando di comprenderne i dubbi e proponendo un metodo di lavoro adeguato Lo studente impara per superare il test di lingua. Questa motivazione è di tipo strumentale L'adulto rispetto a un bambino rappresenta un profilo differente di discente Quali sono le principali tecniche glottodidattiche e come possono essere suddivise? Le principali tecniche glottodidattiche riguardano le abilità ricettive (comprensione dello scritto e del parlato) (ad esempio: associazione parola-immagine, domande aperte e chiuse, riordino ecc..); abilità produttive d’interazione (produzione orale) (ad esempio: monologo, dialogo, scenario, intervista ecc..);

abilità produttive di scrittura (produzione scritta) (ad esempio: lettere, e-mail, post-it ecc) ed infine le abilità integrate (dettato, parafrasi, traduzione ecc..). Cosa si intende per "polirematica"? Le polirematiche sono insiemi di parole che veicolano un significato differente o parzialmente diverso rispetto alla somma pura dei costituenti; esse sono unità superiori si riferiscono a una conoscenza enciclopedica della lingua che rimanda a referenti esterni. La maggior parte di queste unità sono rivolte alle microlingue tecnico-scientifiche, ma una quota consistente riguarda anche elementi del vocabolario d’uso comune. Molte polirematiche di uso comune e collocazioni fisse riguardano ad esempio gli aggettivi e i sostantivi che esprimono i colori. Illustrare le specificità della ricerca sull'apprendimento della fonologia per mezzo di attività TPR Per poter illustrare le specificità della ricerca sull’apprendimento della fonologia per mezzo di attività TPR dobbiamo innanzitutto spiegare l’acronimo TPR che sta per “Total Physical Response”; sviluppatosi intorno agli anni Sessanta attraverso l’applicazione delle teorie scientifiche di James Asher. Tale metodo si basa sulla coordinazione fra stimolo linguistico e movimento fisico e si esplicita soprattutto attraverso le attività di comprensione. Generalmente la procedura TPR prevede un ordine, impartito da un insegnante, al quale segue la risposta fisica da parte degli studenti. E’ stata quindi progettata una sperimentazione relativa all’apprendimento di parte dell’inventario fonologico della lingua italiana, attraverso un’educazione articolatoria fondata sulla consapevolezza degli articolatori per mezzo di una strategia glottodidattica ascrivibile al metodo TPR. In particolare, il personale docente coinvolto nella ricerca ha beneficiato di un corso di didattica della fonologia in contesto di L2, all’interno del quale si sono evidenziati gli aspetti più significativi della fonologia della lingua italiana, le principali criticità degli apprendenti stranieri e le possibilità offerte dal metodo TPR, attraverso la riproduzione della cavità orale mediante la posizione delle mani dell’insegnante. Si è quindi notato che la gestualità degli insegnanti renderebbe possibile l’articolazione corretta dei fonemi, senza dover ricorrere alla microlingua settoriale della fonologia e della fonetica, decisamente ostacolante per individui non esperti dei settori. Ai fini della sperimentazione, ci si è concentrati sull’intensità e sull’articolazione di alcuni fonemi, in particolare /t:s/,/n:/, /ɲ:/ e /ʎ:/, significativamente critici per gli apprendenti di italiano come L2. In conclusione si è potuto valutare la qualità dell’applicazione del metodo TPR come formato didattico utile ai fini della linguistica acquisizionale, predisponendo un modello applicabile per l’insegnamento della pronuncia e l’acquisizione dell’inventario fonologico della lingua italiana, in un contesto di insegnamento di lingua seconda. I gruppi di controllo hanno permesso di dimostrare che l’attenzione alla pronuncia, all’interno di un corso di italiano L2, non può risolversi attraverso pratiche di ripetizione, senza che sia coinvolta una riflessione sulla posizione degli articolatori e sulla percezione dei fonemi differenti da una lingua all’altra. Quali sono le criticità dei corsi di italiano L2 rivolti ad apprendenti vulnerabili? Le criticità che si presentano all’interno dei corsi di italiano L2 rivolti ad apprendenti vulnerabili sono:

  • la disomogeneità: le classi di apprendenti sono tendenzialmente disomogenee per livello di italiano, conoscenza di un sistema di scrittura, competenze digitali, numero di studenti, scolarizzazione, età, prossimità linguistica della lingua madre, in relazione all’italiano e condizione abitativa;
  • la dinamica migratoria: se il corsista desidera rimanere in Italia, la lingua seconda sarà presumibilmente significativa, mentre nel caso di migranti che concepiscono l’Italia come destinazione intermedia, temporanea, in attesa di raggiungere componenti della famiglia altrove (Ambrosini 2011), la lingua italiana risulterà superflua o ostacolante.
  • esercizi di identificazione (abbastanza complicati): si riproduce attraverso un riferimento visivo (che deve essere stabile) il suono della lettera corrispondente;
  • esercizi di discriminazione (particolarmente complesso);
  • esercizi di trascrizione: si ricalca il tratteggio e si ricopia la parola;
  • esercizi di copiatura (possono risultare estremamente noiosi);
  • esercizi di associazione (è bene presentare la parola con il proprio articolo);
  • esercizi di dettatura;
  • esercizi di produzione guidata e autonoma. Descrivere il funzionamento del processo di lettura Leggere significa guardare globalmente le parole non segmentarle: noi generalmente leggiamo in maniera globale ma ciò cambia nel momento in cui nel testo sono presenti degli errori oppure quando siamo molto stanchi. Definire il concetto di "literacy" La “literacy” riguarda il modo di comunicare (conoscere le pratiche, le relazioni sociali, la conoscenza, la lingua e la cultura) all’interno della società. Che cosa si intende per signifiance? L’ipotesi della signifiance di Gustave Guillaume afferma che un individuo imparerebbe più agevolmente una struttura linguistica se questa fosse caratterizzata da un significato trasparente. Si impara meglio a leggere e a scrivere, se si propongono parole frequenti I corsi di alfabetizzazione caratterizzati dai metodi globali presentano un grado di dispersione basso i metodi fonetici partono da lettere o sillabe Per alfabetizzare un parlante analfabeta occorrono minimo 80 ore Le parole collocate sintatticamente sono più facili da imparare Gli studenti stranieri sono ostacolati dai metodi globali falso I metodi globali partono da parole Gli studenti stranieri non possono essere alfabetizzati attraverso metodi fonetici I metodi globali presentano una resa migliore per le attività semantiche Gli studenti nativi sono ostacolati dai metodi globali non disponibile Illustrare il metodo montessoriano Il metodo montessoriano parte dal presupposto che lo studente ha bisogno di tempo per imparare a leggere e a scrivere e che ogni apprendente ha i suoi tempi. Gli strumenti da utilizzare non sono carta e penna bensì regoli, lettere di legno; molto importante è inoltre il rispetto del ruolo del silenzio dove lo studente dimostra di star facendo propria la competenza passiva. Come funzionano i metodi globali?

I metodi globali offrono delle strategie più complesse rispetto ai metodi alfabetico sillabici. Essi procedono ad alfabetizzare attraverso la concezione della parola come unità, l’alfabetizzazione avviene tramite significati e non tramite significanti. Come funzionano i metodi fonetici? I metodi fonetici o alfabetico sillabici o sintetici si basano sulla presentazione di stringhe attraverso processi di composizione e scomposizione utilizzano vari esercizi ad esempio:

  • l’utilizzo di materiale figurato;
  • il privileggiare delle attività a livello orale;
  • lo svolgere attività attraverso sillabe scritte con parole ad alta frequenza d’uso;
  • la non presentazione di più caratteri insieme;
  • l’iniziare dallo stampatello maiuscolo e il presentare le sillabe tenendo conto di un contrasto percettivo. Illustrare il metodo TPR Il metodo TPR si basa sul condizionamento fisico ovvero l’insegnante traduce uno stimolo verbale e lo studente reagisce attraverso una risposta fisica. Illustrare il metodo freiriano Il metodo freiriano è caratterizzato dalle cosiddette parole generatrici ovvero sulla selezione di parole che risultano salienti all’interno del gruppo classe. Quale tra queste rientra nelle BICS? Scrivere un messaggio a un amico Gli errori degli studenti non nativi di livello superiore al B Sono simili a quelli dei nativi Chi ha teorizzato le BICS? Cummins Le CALP in L contribuiscono alle CALP in L Vero Le CALP sono competenze Avanzate Il discorso accademico prevede competenza comunicativa e cognitiva Gli indicatori per l'italiano accademico seguono i principi testuali Vero Le BICS____le CALP precedono Chi si occupa dei canali espressivi? Minnini Chi ha teorizzato le CALP? Cummins Cosa si intende per CALP? Con la dicitura CALP si intende la padronanza della lingua accademica in L1 (Cognitive Academic Language Proficiency). Cosa si intende per BICS? Con l’acronimo BICS si intende la padronanza della lingua comunicativa in L1 (Basic Interpersonal Communicative Skills).
  • risultati. Quali sono le principali attività per l'insegnamento delle microlingue, secondo le letture proposte? Secondo le letture proposte emergono certe tipologie di attività per l’insegnamento delle microlingue in particolare ho potuto riscontrare ad esempio: esercizi di collegamento, griglie, domande e questionari. Il veneto rispetto al lombardo è più conservativo Il dialetto in Italia si pensava in recesso, ma è vitale In alcuni casi, in Italia, nei comuni dialettofoni, gli immigrati imparano il dialetto e l'italiano in situazione di diglossia La scuola costituisce un fattore per l'acquisizione della lingua aggregante Il veneto rispetto al piemontese è più conservativo Le seconde generazioni miste alle prime, in contesti scolastici, parlano una lingua mista Qual è la struttura che offre un modello linguistico forte? tutte e tre le risposte Il catalano appartiene al gruppo ibero-romanzo Lo spagnolo castigliano appartiene al gruppo ibero-romanzo Si occupa di studiare i dialetti Grassi Il rumeno appartiene al gruppo balcano-romanzo Il piemontese appartiene al gruppo gallo-romanzo Le seconde generazioni, figlie di immigrati, si adeguano alle varietà regionali L'isoglossa più significativa in Italia è la linea La Spezia-Rimini Il friulano appartiene al gruppo italo-romanzo Il dalmatico appartiene al gruppo balcano-romanzo Nella Svizzera tesca si scrive in tedesco Nella Svizzera tedesca si parla un dialetto tedesco Il sardo è una lingua a sé, divisa a sua volta La disciplina che si occupa del prestigio linguistico è la sociolinguistica Il francese in Valle d'Aosta è lingua coufficiale dal 1945 Il francoprovenzale è parlato in Puglia Una lingua etnica è la lingua di origine di molti migranti in Italia L'atteggiamento museale riguarda la tendenza di conservazione delle lingue La diversità linguistica produce ricchezza Alla diffusione del friuliano ha contribuito la Chiesa Nel , il tasso di incidenza degli stranieri sulla popolazione era pari al 3%

Il croato è in regressione in Italia L'occitano è parlato in Calabria Il ladino presenta comunità divise Quali sono le lingue di minoranza parlate in Italia? Le lingue di minoranza parlate in Italia sono rispettivamente: l’albanese,il catalano,il tedesco,il greco e lo sloveno. Come si tutelano le lingue di minoranza a scuola? Le lingue di minoranza possono essere tutelate se dal punto di vista glottodidattico predisponiamo la creazione di un questionario sociolinguistico rivolto sia agli studenti sia alle proprie famiglie il cui scopo risiede nell’avere una fotografia di quella che è la situazione linguistica della classe. Inoltre bisognerebbe promuovere la comunicazione in lingua minoritaria in ambienti quali la famiglia e gli amici (se questi parlano la stessa lingua) così come anche favorire il lessico attraverso percorsi interculturali intesi come comparazione di diversi sistemi linguistici e allo stesso tempo la scrittura. Infine l’esplicitazione di un desiderio di tutela e valorizzazione con le famiglie e la valorizzazione delle lingue minoritarie in classe stimolando la curiosità e la comparazione dei sistemi linguistici risulterebbe utile alla tutela delle lingue di minoranza a scuola. Quali leggi tutelano le lingue minoritarie in Italia? In Italia le lingue minoritarie sono tutelate dall’articolo 6 della Costituzione italiana e dalla Legge 482 del 15/12/1999, il cui scopo principale risiede nella valorizzazione delle lingue e delle culture tutelate dalla legge (albanese,catalano,germanico,greco,sloveno,croato,francese,franco- provenzale,friuliano,ladino,occitano e sardo). Come ci si dovrebbe comportare di fronte ai femminili usati per i nomi di professione? Alla lingua viene riconosciuto un ruolo fondamentale nella costruzione sociale della realtà e, quindi, anche dell’identità di genere maschile e femminile: è perciò necessario che sia usata in modo non “sessista” e non privilegi più, come fa da secoli, il genere maschile né tantomento continui a tramandare tutta una serie di pregiudizi negativi nei confronti delle donne, ma diventi rispettoso di entrambi i generi. Illustrare la ricerca sullo stereotipo presentata dalla Prof.Ssa Fabiana Fusco La ricerca sullo stereotipo portata avanti dalla Prof.F.Fusco ha avuto come presupposto teorico quello di dipanare, seguendo la rete lessicale ‘al femminile’, la relazione tra le forme linguistiche e l’immagine femminile così come appare nella scelta delle entrate, delle definizioni e delle esemplificazioni offerta dal GRADIT (il grande dizionario italiano dell’uso). Il quadro emerso è che il GRADIT si dimostra sensibile al peso delle parole, segnalando il pericolo dei pregiudizi inscritti nella lingua. Tuttavia, anche esso in alcune occasioni, svela qua e là, qualche tentazione sessista nella scelta di taluni tipi lessicali o di talune opzioni esemplificative. Si è voluto infatti analizzare le modalità con le quali la presenza di determinate voci e rispettivi esempi, confermi l’esistenza di un orizzonte di attese preconfezionato per i parlanti che trovano nel vocabolario impieghi pronti per un uso talora acritico. Infine l’attenzione è stata rivolta anche al modo in cui sono inserite le parole della lingua italiana (inclusi i prestiti) come sistema linguistico storicamente determinato e nel complesso dei valori a cui tale sistema rinvia. Cosa si intende per "uso sessista della lingua"?