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Grammatica Tedesca: Esercizi di Coniugazione Verbale e Declinazione degli Aggettivi, Appunti di Lingua Tedesca

Piccoli schemi sulla grammatica tedesca

Tipologia: Appunti

2014/2015

Caricato il 03/10/2015

ciro_romano
ciro_romano 🇮🇹

4.8

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bg1
GRAMMATICA TEDESCA
Lettera Pronuncia approssimata Esempio
a1. in sillaba chiusa ha suono breve come la a di "watt" backen (cuocere al
forno)
2. in sillaba aperta ha suono lungo come la a di "caso" haben (avere)
ä1. in sillaba chiusa suono breve e aperto come la e di "serpe" der Lärm (rumore)
2. in sillaba aperta e nei monosillabi che terminano con una sola consonante
ha suono lungo e aperto come la e di "lei"
gären (fermentare),
spät (tardi)
e1. in sillaba chiusa suona come la e aperta breve di "peste" denn (perché)
2. in sillaba aperta suona come la e lunga chiusa di "bere" lesen (leggere)
3. nei prefissi "be-" e "ge-", nelle desinenze "-en" e "-e" e nella vocale
congiuntiva/eufonica "-e-" (es. badete), mai accentati, ha suono indistinto (
schwa) come nel francese "le"
bringen (portare)
i1. in sillaba chiusa ha suono breve come la i di "fitto", ma poco più aperto bis (fino a)
2. seguita da h suona come la i lunga di "fine" ihm (a lui/esso)
ie come la i lunga di "fine" viel (molto)
o1. in sillaba chiusa ha il suono aperto breve della o di "posta" die Post (posta)
2. in sillaba aperta e nei monosillabi che terminano con una consonante ha il
suono chiuso lungo della o di "solo"
rot (rosso)
ö1. il sillaba chiusa ha suono aperto breve, a metà fra o e eder Körper (corpo)
2. in sillaba aperta ha suono chiuso lungo, a metà fra o e estören (disturbare)
u1. in sillaba chiusa e come secondo elemento di dittongo suona più aperta
che in italiano
der Hund (cane), das
Haus (casa)
2. seguita da "h" che ne chiude la sillaba, in sillaba aperta e nei monosillabi
che terminano con una sola consonante è la u lunga di "uno"
die Kuhe (mucca), tun
(fare)
ü1. in sillaba chiusa è come la "u" francese, ma un po' più aperta zurück (indietro)
2. seguita da "h" che ne chiude la sillaba e in sillaba aperta è come la "u"
francese, lunga
die Mühe (fatica,
sforzo), die Güte (bontà)
au come in italiano, ma la u è un po' più aperta das Haus (casa)
äu si pronuncia "òü" o "òi", con la "o" aperta (è la forma metafonizzata di "au") die Häuser (case)
eu identico a "äu" die Eule (gufo)
ei si pronuncia "ai", ma la i è un po' più aperta che in italiano sein (suo di lui/esso;
essere)
ysi pronuncia come se fosse ü, mai come ider Typ (tipo)
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Anteprima parziale del testo

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GRAMMATICA TEDESCA

Lettera Pronuncia approssimata Esempio

a 1. in sillaba chiusa ha suono breve come la a di "watt" b a cken (cuocere al forno)

  1. in sillaba aperta ha suono lungo come la a di "caso" h a ben (avere)

ä 1. in sillaba chiusa suono breve e aperto come la e di "serpe" der L ä rm (rumore)

  1. in sillaba aperta e nei monosillabi che terminano con una sola consonante ha suono lungo e aperto come la e di "lei"

g ä ren (fermentare), sp ä t (tardi)

e 1. in sillaba chiusa suona come la e aperta breve di "peste" d e nn (perché)

  1. in sillaba aperta suona come la e lunga chiusa di "bere" l e sen (leggere)
  2. nei prefissi "be-" e "ge-", nelle desinenze "-en" e "-e" e nella vocale congiuntiva/eufonica "-e-" (es. bad e te), mai accentati, ha suono indistinto ( schwa) come nel francese "le"

bring e n (portare)

i 1. in sillaba chiusa ha suono breve come la i di "fitto", ma poco più aperto b i s (fino a)

  1. seguita da h suona come la i lunga di "fine" i hm (a lui/esso)

ie come la i lunga di "fine" v ie l (molto)

o 1. in sillaba chiusa ha il suono aperto breve della o di "posta" die P o st (posta)

  1. in sillaba aperta e nei monosillabi che terminano con una consonante ha il suono chiuso lungo della o di "solo"

r o t (rosso)

ö 1. il sillaba chiusa ha suono aperto breve, a metà fra o e e der K ö rper (corpo)

  1. in sillaba aperta ha suono chiuso lungo, a metà fra o e e st ö ren (disturbare)

u 1. in sillaba chiusa e come secondo elemento di dittongo suona più aperta che in italiano

der H u nd (cane), das Ha u s (casa)

  1. seguita da "h" che ne chiude la sillaba, in sillaba aperta e nei monosillabi che terminano con una sola consonante è la u lunga di "uno"

die K u he (mucca), t u n (fare)

ü 1. in sillaba chiusa è come la "u" francese, ma un po' più aperta zur ü ck (indietro)

  1. seguita da "h" che ne chiude la sillaba e in sillaba aperta è come la "u" francese, lunga

die M ü he (fatica, sforzo), die G ü te (bontà)

au come in italiano, ma la u è un po' più aperta das H au s (casa)

äu si pronuncia "òü" o "òi", con la "o" aperta (è la forma metafonizzata di "au") die H äu ser (case)

eu identico a "äu" die Eu le (gufo)

ei si pronuncia "ai", ma la i è un po' più aperta che in italiano s ei n (suo di lui/esso; essere)

y si pronuncia come se fosse ü , mai come i der T y p (tipo)

Consonanti

Lettera Pronuncia approssimata Esempio Pronuncia b 1. in principio e corpo di parola è come la b di basso b is (fino a) b 0 2 6 As

  1. in fine di parola e davanti a una consonante sorda si desonorizza in p

a b (a partire da) 0 2 9 4ap

c 1. davanti alle palatali e , i , ä , ö è come la z di "pazzo". C äsar (Cesare) 'ʦɛ:zaɐ̯

  1. altrimenti come la c di cane die C afé (bar, caffè) ka'fe: ch 1. nel gruppo "chs" è come la c di cane das Wa chs (cera) vaks
  2. dopo a , o , u è fricativa gutturale sorda ma ch en (fare) 'max 0 2 5 9n
  3. dopo ä , ö , ü , i ed e (le palatali) è fricativa palatale sorda bre ch en (rompere) 'b 0 2 8 00 2 5 Bç 0 2 5 9n d 1. come la d di data d anke (grazie) 'daŋkə
  4. alla fine di una parola o davanti a una consonante sorda si desonorizza in t

das Ra d (ruota; bicicletta)

r 0 2 5 1:t

g 1. come la g di "gara" das G as gas

  1. a fine parola o davanti a consonante sorda si desonorizza in k

der Zu g (treno) 0 2 A 6u:k

  1. nel suffisso "ig" è fricativa palatale sorda wen ig (poco) 've:n 0 2 6 Aç
  2. sempre gutturale, anche davanti ad e ed i das G eld (soldi) g 0 2 5 Blt h 1. ad inizio parola e dopo prefisso è un'aspirazione (fricativa glottidale sorda) sempre pronunciata

das H aus (casa) ha 0 2 8 As0 3 2 F

  1. in chiusura di sillaba non si aspira ma allunga la vocale precedente ( Dehnungs-h )

ne h men (prendere) 'ne:m 0 2 5 9n

j è una semiconsonante palatale, come nell'italiano " i uta", "a i uto" j a (sì), j emand (qualcuno)

ja:, 'je:mant

qu si pronuncia come se fosse scritto "kw", quindi in questo caso la "u" suona come la "v" italiana

die Qu elle (fonte) 'kvɛlə

r 1. si pronuncia "moscia", come in francese die R uhe (calma) 'ʀu:ə

  1. prima di una consonante, in finale di parola e nella desinenza "-er" si vocalizza ( vokalisches r ), assumendo all'incirca il suono di una "a". La vocalizzazione della r non causa però un cambio della sillabazione: questa vocale non può infatti formare sillaba a sé, e si lega quindi al fonema (vocale o consonante che sia) che la precede.

Be r lin (Berlino), der Lehre r (insegnante)

b 0 2 5 B0 2 5 0'li:n,0 3 2 F 'le:ʀɐ

s 1. ad inizio di parola e scritta singola fra due vocali è come la s sonora di "rosa"

s ie (lei), die Ro s e (rosa)

zi:, 'ʀo:zə

  1. a fine di parola, davanti a consonante e scritta doppia fra due vocali è come la s sorda di "sasso"

der Flu ss (fiume), me ss en (misurare)

fl 0 2 8 As, 'm 0 2 5 Bs 0 2 5 9n ß detta Eszett (esse-zeta) o scharfes s (esse forte), è come la s sorda di "sasso"; si trova solo dopo vocali lunghe o dittonghi

gro ß (grande), hei ß en (chiamarsi, significare)

g 0 2 8 0o:s, 'ha 0 2 6 As0 3 2 F 0 2 5 9n

  • L' accusativo ( Akkusativ; Wen-Fall; vierter Fall ) è il caso usato per esprimere il complemento oggetto e tutto quello che vi si riferisce, ed è inoltre utilizzato per esprimere complementi che indicano un movimento sia nel tempo che nello spazio.

I nomi tedeschi fra parentesi sono sinonimi; il primo segue la terminologia latina, è il più frequente, ed è di genere maschile ( der Nominativ; hanno tutti l'accento sull'ultima sillaba, tranne Dativ che è accentato sulla prima sillaba); il secondo è una creazione tedesca che combina la flessione del pronome "wer", chi , e "Fall", caso ; la terza, anche questa una creazione tedesca, è una semplice numerazione dei casi.

L'articolo

L’articolo in tedesco è indispensabile, perché solo grazie ad esso è possibile stabilire univocamente genere, numero e caso del nome a cui si riferisce. Inoltre a volte (proprio come in italiano) l'utilizzo di un diverso articolo può cambiare, oltre al genere grammaticale di un nome, anche il suo significato, come nei seguenti esempi:

  • der See (m.)/die See (f.) (il lago/il mare)
  • der Leiter (m.)/die Leiter (f.) (il direttore/la scala)

Il tedesco possiede tre tipi di articoli: l'articolo determinativo, l'articolo indeterminativo e l'articolo negativo. L'articolo determinativo corrisponde a quello italiano e segue la seguente declinazione:

Maschile Femminile Neutro Plurale Nominativo der die das die Genitivo des der des der Dativo dem der dem den Accusativo den die das die

L'articolo indeterminativo corrisponde in generale a quello italiano (ma guarda l'articolo negativo) e proprio come quello italiano ha solo il singolare. La sua declinazione è la seguente:

Maschile Femminile Neutro Nominativo ein ein e ein Genitivo ein es ein er ein es Dativo ein em ein er ein em Accusativo ein en ein e ein

L'articolo negativo si forma aggiungendo una k all'articolo indeterminativo. Ne svolge la stessa funzione, ma viene usato per trasformare una frase positiva in negativa. Per esempio:

  • Ich habe einen Hund = Ho un cane.
  • Ich habe keinen Hund = Non ho un cane.

A differenza dell'articolo indeterminativo, l'articolo kein è dotato del plurale:

Maschile Femminile Neutro Plurale Nominativo kein kein e kein kein e Genitivo kein es kein er kein es kein er Dativo kein em kein er kein em kein en Accusativo kein en kein e kein kein e

Quando non si usa l'articolo

In generale l'articolo non si usa nei seguenti casi:

  • Con i nomi propri di persona o di città.
  • Con i titoli, se si accompagnano al nome di una persona (es. Kaiser Wilhelm II., Doktor Schiwago)
  • Con i nomi di paesi o Stati, ad eccezione di quelli femminili (es. die Türkei, die Schweiz, die Lombardei, die Toskana), quelli composti (es. die Dominikanische Republik, die USA) e quelli estesi (es. das Italien von heute , cioè l'Italia d'oggi ). A differenza dell'italiano non è possibile mettere il nome di un paese al plurale (es. "le Italie della Prima Età Moderna" non corrisponderebbe ad una traduzione letterale in tedesco).
  • Con tutti i nomi al plurale, se sono o intenzionalmente possono essere sottomessi ad una generalizzazione. Il tedesco non dispone di un articolo indeterminativo al plurale.
  • Con nomi di materia (comprese le sostanze liquide) e molti nomi astratti, se il caso è il nominativo o l'accusativo.
  • Con il genitivo anteposto. In questa posizione l'articolo viene sostituito dal genitivo (es. " Vaters Auto ist ...", cioè "la macchina del papà è ..."; " Der Fürsten Ruhm ...", cioè "La gloria dei príncipi ...").

Il sostantivo

I sostantivi in tedesco sono sempre scritti con la lettera maiuscola, sia i nomi comuni che i nomi propri. I nomi seguono tre declinazioni: la declinazione debole, la declinazione mista e la declinazione forte, con l'ultima categoria divisa ulteriormente in tre classi. Per capire a quale declinazione appartiene ogni nome, il vocabolario fornisce oltre alla forma del nominativo singolare, quella del genitivo singolare e del nominativo plurale. Ad esempio: Meer < -es, -e > (che significa che il nominativo singolare è Meer, il genitivo singolare Meer es ed il nominativo plurale Meer e ).

Nella lingua attuale il dativo singolare non ha desinenza, ma i sostantivi maschili e neutri con genitivo singolare -es in alcuni testi letterari o molto formali possono avere come arcaismo le desinenza -e : dem Volk e , dem Kind e , dem Mann e , etc. In alcuni casi cristallizzati, però, si mantiene ancora oggi; ad esempio, zu Hause ("a casa", stato in luogo), nach Hause ("a casa", moto a luogo), am Fuße ("ai piedi", in senso geografico), im Zuge ("nel corso"), am Tage ("durante il giorno", nel linguaggio poetico).

La declinazione debole

A questa categoria appartengono quasi tutti i nomi femminili, più alcuni nomi maschili. I nomi maschili che seguono questa declinazione sono caratterizzati dalla terminazione -en in tutti i casi singolari e plurali ad eccezione del nominativo singolare. I nomi femminili invece aggiungono tale desinenza solamente al plurale. Sul vocabolario quindi i nomi maschili di questa declinazione verranno seguiti dalla dicitura < -en, -en >, mentre i nomi femminili da < -,-en >

La declinazione forte

1ª classe

A questa classe appartengono nomi maschili e neutri. Entrambi prendono una -s al genitivo singolare e una - n al dativo plurale. I nomi maschili inoltre addolciscono la vocale al plurale (con l'utilizzo dell'Umlaut), mentre i nomi neutri rimangono invariati. Ad esempio: der Vater - die Väter (il padre - i padri); das Wasser - die Wasser (l'acqua - le acque).

2ª classe

A questa classe appartengono nomi di tutti e tre i generi. Tutti prendono -es al genitivo singolare (tranne i nomi femminili che al singolare non vengono declinati), -en al dativo plurale e -e in tutti gli altri casi del plurale. Mentre al plurale i nomi maschili e femminili addolciscono la vocale i neutri prendono solamente la -

Dativo -en -en -en -en Accusativo -en -e -e -en

La declinazione mista ha queste terminazioni:

Maschile Femminile Neutro Plurale Nominativo -er -e -es -en Genitivo -en -en -en -en Dativo -en -en -en -en Accusativo -en -e -es -en

La scelta della declinazione dipende da un gioco di incastri. Il tedesco, infatti, nella sequenza "articolo- aggettivo" non permette la ripetizione del tratto forte in entrambi gli elementi (fra articolo e sostantivo la ripetizione è inevitabile perché hanno ciascuno un'unica declinazione da seguire), quindi, nel caso l'articolo abbia il tratto forte, l'aggettivo, variabile, si adatterà assumendo la desinenza debole, mentre assumerà il tratto forte nel caso il primo non abbia desinenza o non compaia affatto. Schematizzando:

  • L'aggettivo segue la declinazione debole quando è preceduto da un elemento che porta le terminazioni forti, come l'articolo determinativo, jeder ogni , dieser questo , etc.
  • L'aggettivo segue la declinazione forte quando non è preceduto da altri elementi portatori del tratto forte: dal momento che non ci sono elementi che portano il tratto forte, sarà l'aggettivo ad assumerlo. Unica apparente eccezione è il genitivo maschile e neutro singolare, debole perché il sostantivo in questa forma porta invariabilmente il tratto forte e l'aggettivo, variabile, si adatta di conseguenza.
  • Nel caso l'aggettivo sia preceduto dall'articolo indeterminativo o negativo o da un aggettivo possessivo (in tedesco detti articoli possessivi perché si declinano, e quindi si comportano, come l'articolo indeterminativo), esso seguirà la declinazione mista: seguirà la declinazione forte quando l'altro elemento non porta il tratto forte (ovvero al nominativo maschile e neutro e all'accusativo neutro) e la declinazione debole in tutti gli altri casi.

Se un sostantivo è preceduto da più aggettivi, tutti gli aggettivi hanno sempre la stessa desinenza: se pensiamo alla sequenza "articolo-aggettivo-sostantivo" come una sequenza di tre campi, notiamo che sia uno sia potenzialmente infiniti aggettivi si troveranno sempre all'interno del campo "aggettivo", e quindi sono gerarchicamente pari.

La seguente tabella riassume le tre possibilità per il maschile dell'aggettivo gut , evidenziando il tratto forte:

Debole Forte Mista Nominativo d er gute Mann gut er Mann ein gut er Mann Genitivo d es guten Mannes gut en Mannes ein es guten Mannes Dativo d em guten Mann gut em Mann ein em guten Mann Accusativo d en guten Mann gut en Mann ein en guten Mann

Comparativo

  • Il comparativo si forma aggiungendo una -er all'ultima sillaba dell'aggettivo: aggettivo → comparativo schnell (rapido) → schnell-er (più rapido) wenig (poco) → wenig-er (meno)
  • (^) La maggior parte degli aggettivi monosillabici aventi la vocale a , o , u , prendono l'Umlaut nel comparativo, gli aggettivi che già lo avevano, lo conservano: aggettivo → comparativo alt (vecchio) → älter (più vecchio) groß (grande) → größer (più grande) jung (giovane) → jünger (più giovane) schön (bello) → schöner (più bello)
  • Gli aggettivi che hanno un dittongo (seguito da due vocali) non prendono l'Umlaut nel comparativo:

aggettivo → comparativo

grau (grigio) → grauer (più grigio) neu (nuovo) → neuer (più nuovo)

  • Quando l'aggettivo o il comparativo è attributo di un verbo, è invariabile (non si declina). Al contrario se il comparativo è impiegato come epiteto, si accorda e si declina come un aggettivo:

tedesco italiano Dieses Auto ist schöner Questa automobile è più bella Ich möchte ein schöneres Auto kaufen Vorrei comprare un'automobile più bella Dieser Sitz ist bequemer Questa sedia è più confortevole Ich möchte einen bequemeren Sitz haben Vorrei avere una sedia più confortevole

Il comparativo d'uguaglianza

  • Il comparativo d'uguaglianza si forma con l'espressione so... wie ; l'aggettivo si pone tra queste due parole e resta invariabile: tedesco italiano Ich bin nicht so groß wie du Io non sono alto come te.

Il comparativo di maggioranza

  • L'aggettivo al comparativo è seguito da un complemento introdotto dalla preposizione als.
  • L'eventuale avverbio molto davanti al comparativo di maggioranza viene espresso con viel.

tedesco italiano Er spricht lauter als Markus (Lui) Parla più forte di Marco

Dativo diesem dieser diesem diesen Accusativo diesen diese dieses/dies diese

L'aggettivo dimostrativo si pone come l'articolo direttamente davanti al nome al quale si rapporta (o davanti all'aggettivo che qualifica questo nome):

  • dieser Mann = quest'uomo
  • dieses kleine Mädchen = questa ragazzina
  • diese Kinder = questi bambini

Nel nominativo e nell'accusativo del neutro singolare la desinenza può essere omessa, lasciando solo la radice:

  • dies Kind = dieses Kind

Impiegati da soli dieser, diese , dieses hanno funzione di pronome:

  • (^) Welche Jacke gehört dir? = Qual è la tua giacca? Diese. = Questa.

I pronomi personali

I pronomi personali vengono declinati (proprio come quelli in italiano). Inoltre il soggetto deve sempre essere espresso in tedesco (proprio come in inglese e in francese), da un pronome in assenza di altro.

persona nominativo genitivo dativo accusativo 1ª singolare ich meiner mir mich 2ª singolare du deiner dir dich 3ª singolare maschile er seiner ihm ihn 3ª singolare femminile sie ihrer ihr sie 3ª singolare neutra es seiner ihm es 1ª plurale wir unser uns uns 2ª plurale ihr euer euch euch 3ª plurale sie ihrer ihnen sie 3ª riflessiva -- seiner sich sich

Gli aggettivi ed i pronomi possessivi

Gli aggettivi ed i pronomi possessivi in tedesco non sono mai preceduti dall'articolo (a differenza dell'italiano). Gli aggettivi possessivi seguono la stessa declinazione dell'articolo indeterminativo, pertanto al nominativo maschile e neutro e all'accusativo neutro non hanno alcuna desinenza (e quindi non portano il tratto forte), mentre in tutti gli altri casi seguono la declinazione forte degli aggettivi. I pronomi possessivi invece seguono in tutto e per tutto la declinazione forte (e si differenziano quindi dagli aggettivi possessivi solo al nominativo maschile e neutro e all'accusativo neutro).

Nella tabella viene fornito il nominativo maschile dell'aggettivo e del pronome: persona

aggettivo pronome

1ª singolare (mio) mein meiner 2ª singolare (tuo) (1)^ dein^ deiner 3ª singolare maschile (suo, di lui) sein seiner 3ª singolare femminile (suo, di lei) ihr ihrer 3ª singolare neutra (suo, di esso) sein seiner

1ª plurale (nostro) unser unserer 2ª plurale (vostro) euer eurer 3ª plurale (loro) ihr ihrer

l modo indicativo ( Indikativ )

Il presente ( Präsens )

La coniugazione dei verbi regolari al presente si attua cambiando la desinenza -en del verbo all'infinito. Nei casi in cui la radice termini in "s" alla 2ª p.s. si aggiunge solo "t" :

Infinitiv: lieben suchen duschen arbeiten 1ª pers. singolare ich lieb- e such- e dusch- e arbeit- e 2ª pers. singolare du lieb- st such- st dusch- st arbeit- est 3ª pers. singolare er, sie, es lieb- t such- t dusch- t arbeit- et 1ª pers. plurale wir lieb- en such- en dusch- en arbeit- en 2ª pers. plurale ihr lieb- t such- t dusch- t arbeit- et 3ª pers. plurale sie, Sie lieb- en such- en dusch- en arbeit- en

  • Come si può constatare, al presente, la 1a e la 3a persona del plurale (quindi la forma di cortesia) corrisponde all'infinito.

Per i verbi in -den e in -ten si intercala una -e tra il radicale e le terminazioni -st e -t con lo scopo di facilitarne la pronuncia.

  • Le forme irregolari
  • Alcuni verbi forti la cui ultima sillaba del radicale contiene una -e , vedono questa e trasformarsi in - i o in -ie alla 2ª e 3ª persona del presente singolare. Le altre persone restano regolari: persona pronome verbo nehmen (prendere) 2ª singolare du nimm- st 3ª singolare er/sie/es nimm- t

persona pronome verbo sehen (vedere) 2ª singolare du sieh- st 3ª singolare er/sie/es sieh- t

  • Altri verbi forti si distinguono prendendo una Umlaut alla 2ª e 3ª persona del presente singolare, le altre persone restano regolari:

persona pronome verbo fallen (cadere) 2ª singolare du fäll- st 3ª singolare er/sie/es fäll- t

  • I verbi sein (essere) e haben (avere)

2ª singolare du warst 3ª singolare er/sie/es war 1ª plurale wir waren 2ª plurale ihr wart 3ª plurale sie/Sie waren

persona pronome verbo haben (avere) 1ª singolare ich hatte 2ª singolare du hattest 3ª singolare er/sie/es hatte 1ª plurale wir hatten 2ª plurale ihr hattet 3ª plurale sie/Sie hatten

Il Perfekt ha la stessa costruzione del passato prossimo italiano (ausiliare essere/avere + participio passato). Per la formazione del participio passato si aggiungono il prefisso ge- e il suffisso -t al tema verbale (lieben: ge-lieb-t). Il participio passato è sempre invariabile.

persona pronome verbo 1ª singolare ich habe geliebt 2ª singolare du hast geliebt 3ª singolare er/sie/es hat geliebt 1ª plurale wir haben geliebt 2ª plurale ihr habt geliebt 3ª plurale sie/Sie haben geliebt

I verbi forti mutano il tema anche nel participio passato e inoltre il suffisso non è "-t" ma "- en" (kommen: ge- komm-en):

persona pronome verbo 1ª singolare ich bin gekommen 2ª singolare du bist gekommen 3ª singolare er/sie/es ist gekommen 1ª plurale wir sind gekommen 2ª plurale ihr seid gekommen 3ª plurale sie/Sie sind gekommen

Nel caso di verbi separabili, il prefisso "ge-" si interpone fra la particella separabile e il tema verbale (ankommen: an ge kommen). Nel caso di verbi inseparabili si omette il prefisso "ge-" (zerstören: zerstört, bekommen: bekommen).

Il Plusquamperfekt , come detto, corrisponde morfologicamente e semanticamente ai nostri trapassato prossimo e remoto: ich hatte gesagt = io avevo detto , io ebbi detto.

persona pronome verbo 1ª singolare ich hatte gesagt 2ª singolare du hattest gesagt 3ª singolare er/sie/es hatte gesagt 1ª plurale wir hatten gesagt 2ª plurale ihr hattet gesagt

3ª plurale sie/Sie hatten gesagt

I cosiddetti verbi misti sono un piccolo gruppo particolare di verbi forti che nel Präteritum e nel participio passato presentano sia l'apofonia sia le desinenze deboli, ed è appunto per questo motivo che sono detti "misti". Wissen (sapere), ad esempio, fa parte di questo gruppo:

persona pronome verbo 1ª / 3ª singolare ich, er/sie/es wuss- te 2ª singolare du wuss- test 1ª / 3ª plurale wir, sie / Sie wuss- ten 2ª plurale ihr wuss- t

persona pronome verbo 1ª singolare ich habe gewusst 2ª singolare du hast gewusst 3ª singolare er/sie/es hat gewusst 1ª plurale wir haben gewusst 2ª plurale ihr habt gewusst 3ª plurale sie/Sie haben gewusst

Forme del Konjunktiv II

Per la costruzione del Konjunktiv II si dispone di due forme, identiche nel significato:

  • il Konjunktiv II propriamente detto, formato con le voci del Präteritum cui sono state addolcite, se possibile, le vocali radicali e aggiunte le desinenze del congiuntivo;
  • il Konjunktiv II Ersatzform ( forma sostitutiva ), formata con il Konjunktiv II di werden e l'infinito del verbo da coniugare. Talvolta questa forma è detta anche Konditional , ma, come per il Präteritum quando è detto Imperfekt, non bisogna lasciarsi ingannare dal nome.

La prima forma è solitamente usata per i verbi ausiliari e modali, la seconda per tutti gli altri verbi; l'uso della prima forma in questo secondo gruppo di verbi si può trovare nella lingua molto formale.

Konjuktiv II Gegenwart di sein (essere):

persona pronome verbo 1ª singolare ich wär- e 2ª singolare du wär- (e)st 3ª singolare er/sie/es wär- e 1ª plurale wir wär- en 2ª plurale ihr wär- (e)t 3ª plurale sie/Sie wär- en

Konjuktiv II Vergangenheit di sein (essere):

persona pronome verbo 1ª singolare ich wär- e gewesen 2ª singolare du wär- (e)st gewesen 3ª singolare er/sie/es wär- e gewesen 1ª plurale wir wär- en gewesen 2ª plurale ihr wär- (e)t gewesen 3ª plurale sie/Sie wär- en gewesen

Le congiunzioni

Tedesco italiano und e oder o / oppure aber ma / però (senza inversione sogg.-verbo) sondern ma (= bensì) (nicht nur,) sondern auch...

(non solo,) ma anche...

denn perché (causale; senza inversione sogg.-verbo e senza spostamento del verbo a fine frase) entweder... oder... o... o... weder... noch... né... né...

Tedesco italiano Ich hätte zwar Lust, aber keine Zeit Ne avrei (anche, certo) voglia, ma non il tempo Er heißt nicht Frank, sondern Michael Non si chiama Franco, ma Michele Denn ich will es machen Perché voglio farlo

Subordinazione

Tedesco italiano dass che (congiunzione) was che cosa wie come ob se (dubitativo) als quando (azione unica e puntuale nel passato) wenn quando (nel presente e futuro; azione ripetuta nel passato); se (ipotetico)

während mentre, durante bevor prima che nachdem dopo che bis finché seitdem da quando sobald non appena weil perché (causale) damit affinché, perché (valore finale) obwohl benché, sebbene außer dass tranne che außer wenn tranne quando sowohl... als auch non solamente... ma anche

Attenzione! dopo le congiunzioni subordinanti, il verbo coniugato è sempre posto in fine frase.

Lista di verbi forti

Infinito Preterito (1a/3a persona singolare) Participio passato beginnen (cominciare) begann begonnen bieten (offrire) bot geboten bitten (chiedere) bat gebeten bleiben (restare) blieb geblieben brechen (rompere) brach gebrochen bringen (portare) brachte gebracht denken (pensare) dachte gedacht essen (mangiare) aß gegessen fahren (condurre) fuhr gefahren fallen (cadere) fiel gefallen fangen (afferrare) fing gefangen finden (trovare) fand gefunden fliegen (volare) flog geflogen frieren (gelare) fror gefroren geben (dare, donare) gab gegeben gehen (andare) ging gegangen gewinnen (vincere) gewann gewonnen haben (avere) hatte gehabt hängen (pendere, stare appeso) hing gehangen halten (tenere) hielt gehalten heben (sollevare) hob gehoben helfen (aiutare) half geholfen kennen (conoscere) kannte gekannt kommen (venire) kam gekommen lassen (lasciare) ließ gelassen laufen (correre) lief gelaufen lesen (leggere) las gelesen liegen (giacere, stare sdraiato) lag gelegen