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Grammatica tedesca
1.Pronuncia
1
- b e d , alla fine di parola o davanti s e t si pronunciano p e **t
- ä** si pronuncia **e aperta
- ü** si pronuncia come l’u francese in menu
- c si pronuncia z davanti alle vocali e, i, ä, ö
- c si pronuncia k se precede le vocali a, o, u
- ch si pronuncia come un’ h fortemente aspirata
- chs si pronuncia x
- ck si pronuncia kk
- g è sempre dura
- h si pronuncia aspirata solo se a inizio di parola o di sillaba
- j si pronuncia i
- ph si pronuncia f
- Q si pronuncia kv
- sch si pronuncia sc
- sp , st si pronunciano schp , scht
- tsch si pronuncia cc
- tz si pronuncia zz
- v si pronuncia f
- ei si pronunci ai
- ie si pronuncia i
- eu si pronuncia oi.
2.L’articolo
Articolo determinativo
Maschile Femminile Neutro Plurale Nom. der die das die Akk. den die das die Dat. dem der dem den…n Gen. des..(e)s der des..(e)s der
NON si usa con:
- Categorie
- Genitivo sassone
- Aggettivi possessivi
Nicht: può negare tuttala frase o solo un elemento di essa. Nella frase precede sempre: il predicato nominale, l’avverbio, i complementi con preposizione, il sostantivo o la parte della frase che si intende negare. Segue sempre i complementi diretti, l’avverbio o il complemento di tempo. Kein, keine, kein: si usa quando il sostantivo che si vuole negare è preceduto dall’articolo indeterminativo, è senza articolo, è preceduto da nessuno, è preceduto da articolo partitivo. Ma: Se si anticipa il sostantivo all’inizio della frase la negazione sarà nicht. Nel caso di espressioni idiomatiche, formate da verbo e sostantivo senza articolo che ne determina il significato, la negazione è nicht.
3.Il sostantivo
Genere dei sostantivi
Articolo maschile si usa con:
- Apparecchi elettrodomestici terminanti in –er
- Giorni della settimana, mesi e stagioni
- Marche automobilistiche e denominazioni di treni
- Minerali e rocce
- Montagne
- Bevande alcoliche (tranne das Bier)
- Nomi terminanti in: -ig, -ismus, -or, -lingo, -ich
Articolo femminile si usa con:
- Professioni esercitate da persone di sesso femminile
- Alberi e fiori
- Numeri
- Sostantivi terminanti in: -anz, -enz, -ei, -heit, -ie, -ik, -keit, -schaft, -tät, -tion, -ung, -ur
Articolo neutro si usa con:
- Nomi terminanti in: -chen, -sal, -lein, -tum, -nis, -um, -at, -ett, -ment, -o/eau, -ing (tranne die Kenntnis, der Reichtum, der Irrtum)
- Qualsiasi parte del discoro sostantivata
- Nomi dei metalli (tranne der Stahl)
- I nomi propri di località, città, continenti e la maggior parte dei nomi di nazione
- Sostantivi che iniziano con il prefisso Ge-
Formazione del plurale
- Sostantivi maschili e neutri terminanti in: -el, -er, -en, diminuitivi neutri in –chen e –lein, sostantivi neutri in Ge-, -e rimangono invariati
- Monosillabi femminili con vocale tematica a o u assumono l’Umlaut e la desinenza –e
- Sostantivi femminili assumono la desinenza –e
- Sostantivi neutri formano il plurale con –e, -n oppure –en
- Parole straniere, o quelle terminanti in a, i, o, u, le abbreviazioni e i cognomi aggiungono la – s
- Sostantivi maschili formano il plurale in –e o in –e + Umlaut
Singolare Plurale
Nom. der Polizist die Polizisten
Akk. den Polizisten die Polizisten
Dat. dem Polizisten den Poliziten
Gen. des Polizisten des Polizisten
Declinazione maschile debole
▲ Nomi maschili terminanti in –e, compresi nomi di nazionalità ▲ Nomi di origine non germanica terminanti in –at, -and, -ant, -ent, -et, -it, -ist, -ot accentati sull’ultima sillaba ▲ Monosillabi terminanti in –e ▲ Nomi indicanti grado sociale ▲ Der Herr assume –n al singolare e –en al plurale
4.Coniugazione del verbo
▲ Il soggetto si esprime sempre ▲ In base alla loro coniugazione i verbi si dividono in forti, deboli e misti.
Presente indicativo
- I verbi forti con vocale tematica e alla seconda e terza persona la trasformano in i oppure in ie
- Verbi forti con vocale tematica a, o, au prendono l’Umlaut, diventando ä, ö, äu
- I verbi con radice terminante in –s, -ss, -tz, -ß, -x, -z, aggiungono soltanto la t alla seconda persona singolare
- I verbi con radice terminante in –t e –d aggiungono una e davanti alle desinenze di seconda e terza persona singolareI verbi con radice terminante in - m o - n precedute da consonante (tranne l e r) aggiungono la e prima delle desinenze di seconda e terza persona singolare
- I verbi forti in –t e –d che modificano la vocale tematica aggiungono una e fonetica solo alla seconda persona singolare
- Verbi deboli terminanti in –eln e –ern aggiungono solo la desinenza –n alla prima e terza persona plurale
Ich kann darf will mag muss soll Du kannst darfst willst magst musst sollst Er/sie/es kann darf will mag muss soll Wir können dürfen wollen mögen müssen sollen Ihr könnt dürft wollt mögt müsst sollt Sie, sie können dürfen wollen mögen müssen sollen L’espressione bisogna (che) può essere tradotta con:
- Müssen quando indica un dovere
- Sollen per indicare qualcosa di opportuno
ich weiß du weißt Er weiß wir wissen ihr wisst sie wissen
- Dürfen per indicare divieto/permesso Il verbo sapere si traduce con:
- Können, quando significa saper fare;
- Wissen, quando significa essere informati, essere a conoscenza.
- Erfahren, quando significa venire a sapere, apprendere
L’imperativo
- È l’unica forma verbale in cui il soggetto non è mai espresso
- Se il verbo è separabile il prefisso va a fine frase
- È sempre seguito dal punto esclamativo
- La seconda persona singolare si ricava dalla seconda singolare del presente indicativo:
- si omette –st;
- si omette solo –t nei verbi la cui radice termina per sibilante;
- si omette l’Umlaut nei verbi cha la prendono alla seconda e terza persona singolare;
- si aggiunge una e fonetica nei verbi con radice terminante in –er o –ig.
- La prima persona plurale e la forma di cortesia coincidono con le corrispondenti forme dell’indicativo presente. Il pronome personale è sempre espresso, ma va dopo il verbo.
- La forma di cortesia è accompagnata da bitte
- Si può ricorrere all’infinito se il comando non è rivolto a un destinatario particolare.
Eccezioni:
- I verbi terminanti in –eln corrispondono alla prima persona singolare dell’indicativo presente
Sei! Hab! Werde!
Imperativo negativo: verbo + nicht…
Deboli Forti -te - -test -st -te - -ten -en -tet -t -ten -en Il Perfekt
- Traduce il passato prossimo
- Si forma con il presente indicativo di sein o haben + participio passato
- Con sein, haben, verbi modali e l’espressione es gibt si ricorre quasi sempre al preterito.
- I verbi riflessivi vogliono l’ausiliare haben
- Vogliono l’ausiliare sein:
- Verbi che indicano movimento
- Verbi che indicano cambiamento di stato o condizione
- Verbi come bleiben , gelingen (riuscire), geschehen , passieren
- Verbi come begegnen (“incontrare” casualmente, “accogliere” una teoria, una scoperta) e folgen (seguire). Reggono entrambi il dativo
- I verbi di movimento usati transitivamente, cioè accompagnati da un complemento oggetto, quando vogliono dire guidare, pilotare, condurre un mezzo, vogliono haben.
- -il participio si colloca a fine frase
Il Plusquamperfekt
- Traduce il trapassato prossimo e il trapassato remoto
- Si forma con l’ausiliare sein o haben al preterito + participio passato
Il Futuro
Futur I (futuro semplice):
- Si forma con il presente dell’ausiliare werden + infinito semplice.
- L’infinito si colloca a fine frase (nelle principali)
- Si usa usa per esprimere:
er (^) -e wir (^) -en ihr (^) -et sie (^) -en kommen, lassen, geben, brauchen e wissen).
- Verbi forti: tema del preterito + desinenze. I verbi con vocale tematica a, o, u, aggiungono l’Umlaut.
- Verbi misti: hanno le desinenze del preterito ma denken e bringen aggiungono l’Umlaut, mentre gli altri ( brennen, kennen, rennen, senden e wenden ) formano il congiuntivo 2 con la vocale e.
- I verbi ausiliari haben e werden hanno le stesse desinenze del preterito ma aggiungono l’Umlaut, mentre sein si comporta come i verbi forti.
- I verbi modali e il verbo wissen hanno le stesse desinenze del preterito ma aggiungono l’Umlaut, fanno eccezione sollen e wollen.
- Costruzione forma composta:
- Congiuntivo 2 di sein o haben + participio passato del verbo
- Se l’azione è in rapporto di posteriorità rispetto a quella della proposizione principale, si usa il congiuntivo 2 nella forma semplice
- La forma composta dei modali, semimodali ed equivalenti, si forma con il doppio infinito
- La forma passiva è regolare
- Si usa:
- Per formulare ipotesi, desideri, richieste cortesi e per dare consigli;
- Nelle frasi ottative, cioè di augurio
- Nel periodo ipotetico della possibilità e dell’irrealtà
- Nelle comparative irreali
- Nel discorso indiretto
- Costruzione ipotetica: wenn
- Esempio wenn ich nicht krank wäre, käme ich zu dir/ würde ich zu dir kommen
Konjunktiv I
- Presenta 3 forme:
- Una forma semplice per il presente che trova corrispondenza con il nostro congiuntivo presente e viene usato nel linguaggio politico e giornalistico per riportare il discorso indiretto. Nel linguaggio comune è usato in formile fisse quali: Gott sei dank! o Es sei denn (a meno che), Es lebe… das Brautpaar (viva…gli sposi);
- Una forma composta per il passato che corrisponde al congiuntivo passato italiano e viene usata solo per il discorso indiretto;
- Una forma composta per il futuro che non corrisponde a nessuna forma del congiuntivo italiano, ma viene utilizzata in tedesco solo per riportare un discorso indiretto al futuro.
ich -e du (^) -est er (^) -e wir (^) -en ihr (^) -et sie (^) -en
- Costruzione forma semplice:
- Radice del verbo + desinenze
- La prima e la terza persona di sein fa eccezione (ich sei, er sei)
- I verbi in –eln e –ern perdono la e in tutte le persone della forma semplice
- Si può ricorrere alla perifrasi würde + infinito
ich hätte sei Du habest sei(e)st Er habe sei Wir hätten seien Ihr habet seiet sie hätten seien
- Costruzione forma per il passato
- Forma semplice del congiuntivo I di haben o sein + participio passato
- (^) Costruzione forma per il futuro
- Forma semplice del congiuntivo I di werden+ infinito del verbo.
- il congiuntivo I si usa nel discorso indiretto.
- I “:<<” si sostituiscono con la virgola
- Se si usa dass si può usare l’indicativo al posto del congiuntivo
Il participio
Partizip I (participio presente)
- si aggiunge una –d all’infinito del verbo
- (^) è generalmente usato come attributo di un nome, in tal caso si declina come un aggettivo
- può rendere alcune forme del gerundio italiano
Partizip II (participio passato)
- serve a formare tempi composti come il Perfekt, Plusquamperfekt, Futur II e la forma passiva
- (^) la formazione varia a seconda che il verbo sia debole , forte o misto.
L’uso dell’infinito II
- Esistono alcuni verbi che reggono l’infinito semplice, cioè non preceduto dalla particella zu, essi sono i verbi: 1. modali 2. semi-modali hören, sehen, fühlen e il verbo lassen quando corrisponde alla costruzione italiana fare, lasciare + infinito 3. di moto come gehen e kommen 4. schicken e heißen (nel significato di intimare) 5. helfen , lehrer e lernen quando sono seguiti dal solo infinito, in presenza di complementi si preferisce costruire questi verbi con la particella zu 6. il verbo bleiben , solo quando è seguito da verbi come hängen, liegen, stehen, stellen 7. in presenza del verbo helfen accompagnato dal solo verbo si preferisce la costruzione helfen + bei + sostantivo o verbo sostantivato
L’infinito semplice nei tempi composti
- Doppio infinito si usa con i verbi:
- Modali;
- sehen, lassen, heißen, fühlen, hören e helfen;
- l’ausiliare usato nel doppio infinito è sempre haben;
- nelle frasi secondarie i verbi che formano i tempi composti con il doppio infinito presentano la stessa costruzione dei modali, cioè non si effettua la trasposizione del verbo coniugato a fine frase;
- triplo infinito: stessa regola del doppio infinito (ich habe lesen lernen wollen)
- tutti gli altri verbi che reggono l’infinito semplice formano il passato e il trapassato prossimo in modo regolare. Anche nelle frasi secondarie si avrà la trasposizione del verbo coniugato in fondo alla frase subordinata.
- Il verbo brauchen usato come modale: può essere usato come nicht müssen in frasi che esprimono una mancanza di necessità o di bisogno.
Regge l’infinito preceduto dalla particella zu
- Brachen nur + zu + infinito corrisponde a basta che…, è sufficiente che… in tedesco si costruisce sempre in modo personale
- Quando è accompagnato da un infinito, forma il passato e il trapassato prossimo con il doppio infinito, pur conservando la particella zu
- Nelle subordinate brauchen si comporta come un modale, non si fa la trasposizione del verbo coniugato in fondo alla subordinata.
La forma passiva
- Werden + participio passato del verbo principale, che si posiziona sempre in fondo alla frase
- Al passivo il participio passato del verbo werden è worden
- Al Perfekt e al Plusquamperfekt l’ausiliare del passivo è sein, worden viene collocato dopo il participio passato del verbo principale
- Il complemento d’agente si traduce con von + dativo
- Il complemento di causa efficiente si rende con durch + accusativo
- Il complemento oggetto diventa soggetto, mentre il soggetto diventa complemento d’agente o complemento di causa efficiente
- Se la frase attiva ha come soggetto “man”, questo verrà omesso nella forma passiva
- Dato che i verbi modali non hanno forma passiva, si volge al passivo l’infinito del verbo principale
Esempio Der Mann wird verletzt (Presente)
Der Mann ist verletzt worden (Perfekt) Der Mann wurde verletzt (Präteritum) Der Mann war verletzt worden (Plusquamperfekt) Der Mann wird verletzt werden (Futur I) Der Mann wird verletzt worden sein (Futur II)
5.I pronomi
I pronomi personali
Nom. Akk. Dat. Gen. Ich Mich Mir Meiner Du Dich Dir Deiner Er Ihn Ihm Seiner Sie Sie Ihr Ihrer Es Es Ihm Seiner wir Uns Uns Unserer Ihr Euch Euch Eurer sie Sie Ihnen ihrer
Accusativo Dativo Mich Mir Dich Dir Sich Sich
gen. solchen/ solches
solcher solchen/ solches
solcher
- Il dimostrativo solcher, solche, solches, è usato sempre in accompagnamento a un sostantivo e si declina prevalentemente come un aggettivo attributivo di terza declinazione
- Il dimostrativo solcher può essere accompagnato dall’articolo indeterminativo ein, eine, ein. In questo caso assume le desinenze della seconda declinazione dell’aggettivo.
Masch. Femm. Neutro Pl.
Nom. (^) derselbe dieselbe dasselbe dieselben
Akk. (^) Denselben Dieselbe Dasselbe Dieselben
Dat. (^) Demselben Derselben Demselben Denselben
Gen. (^) desselben derselben desselben derselben
- Soprattutto nell’esclamazioni si usa la forma solch ein , nella quale solch rimane invariato ed ein si declina come articolo
- Derselbe indica identità tra persone, animali o cose e può essere usato sia come aggettivo che come pronome. Il secondo termine è introdotta da wie. Il pronome è formato da due elementi: der/die/das + selb -. Entrambi si declinano, il primo come articolo e il secondo come aggettivo della prima declinazione
- Der gleiche, die gleiche, das gleiche può essere usato sia come aggettivo sia come pronome e si declina come derselbe, dieselbe, dasselbe.
- Derjenige, diejenige, dasjenige si usa solo come pronome e si declina come derselbe, dieselbe, dasselbe. maschile femminile neutro Mio (^) mein meine mein Tuo (^) dein deine dein Suo (m/n) (^) sein seine sein Suo (f.) (^) ihr ihre ihr Nostro (^) unser unsere unser Vostro (^) euer euere euer Loro (^) ihr ihre ihr
Gli aggettivi possessivi
- Si declinano come kein, keine, kein
- Precede il nome a cui si riferisce e concorda numero, genere e caso
- NON può essere preceduto dall’articolo
- Euer perde la e della sillaba finale quando assume delle desinenze
I pronomi possessivi
maschile femminile neutro Mio (^) Meiner Meine Mein(e)s Tuo (^) Deiner Deine Dein(e)s Suo (m/n) (^) Seiner Seine Sein(e)s Suo (f.) (^) Ihrer Ihre Ihres Nostro (^) Unserer Unsere Unseres Vostro (^) Eurer Eure Eures loro (^) Ihrer Ihre Ihres
- I pronomi possessivi coincidono con gli aggettivi possessivi, tranne che al nominativo singolare maschile e al nominativo e accusativo singolare neutro
- Si declinano come l’articolo determinativo
- (^) Esistono altre due possibilità di rendere in tedesco il pronome possessivo:
- Usare l’aggettivo possessivo preceduto dall’articolo der, die, das
- Usare l’aggettivo possessivo con l’aggiunta del suffisso –ig +desinenze della prima declinazione degli aggettivi attributivi
I pronomi e gli aggettivi interrogativi
- In una frase interrogativa diretta introdotta da un pronome, un aggettivo o avverbio interrogativo, il verbo coniugato si colloca al secondo posto e il soggetto , qualora non coincida con il pronome interrogativo, si posizione subito dopo il verbo.
- (^) In una frase interrogativa indiretta il verbo coniugato occupa l’ ultimo posto della frase stessa
Nom (^) Wer? (Chi?) Akk. (^) Wen? (Chi?) Dat. (^) Wem? (A chi?) Gen. (^) Wessen? (di chi?)
- I pronomi e gli aggettivi interrogativi sono:
- Wer? Che significa chi? È riferito a persone sia maschili che femminili e si declina solo al singolare. wessen è seguito immediatamente dal sostantivo di cui si deve stabilire l’appartenenza. Wer può essere preceduto da una preposizione che ne determina il caso.
Nom. (^) Was? (che cosa?) Akk. (^) Was? (che cosa?) Gen. (^) Wessen (di…)
- Was? Significa cosa? È solo pronome, è sempre riferito a cose sia maschile sia femminili o neutre e si declina solo al singolare. Può essere preceduto da preposizione. In tal caso si usa wo + preposizione. Il dativo manca
maschile femminile neutro plurale
- Per le mezze ore si usa halb + l’ora successiva
- Per le ore comprese entro i dieci minuti che precedono o seguono la mezza, non si fa più riferimento all’ora intera, ma alla mezz’ora.
- Alle + ora = um
- Nel linguaggio ufficiale si usano i numeri dal 1 a 24
6.L’aggettivo qualificativo
- L’aggettivo ha funzione attributiva quando precede o segue direttamente un sostantivo
- In tedesco l’aggettivo in funzione attributiva
- Precede sempre il sostantivo a cui si riferisce
- Si declina
- Particolarità sostantivi terminanti in –er preceduto dal dittongo e – el perdono la e della sillaba finale. Lo stesso avviene per gli aggettivi terminanti in –e. l’aggettivo hoch perde la c. gli aggettivi di origine straniera, per lo più riferiti a colori, restano invariati. Gli aggettivi indeclinabili che indicano colori vengono spesso combinati con il suffisso –farben o -farbing
e quindi declinati.
Prima declinazione
maschile femminile neutro Pl. Nom. (^) Der… e Die…e Das…e Die…en Akk. (^) Den… en Die…e Das…e Die…en Dat. (^) Dem… en Der…en Dem…en Die…en Gen. (^) Des… en Der…en Des…en Die…en
L’aggettivo segue la prima declinazione quando è preceduto:
- Dall’articolo determinativo
- Dagli agg. dimostrativi dieser, jener, solcher, derselbe, der gleiche
- Dagli aggettivi indefiniti jeder, mancher, aller, sämtlicher
- Dall’agg. Interrogativo welcher, welche, welches
- Dall’aggettivo numerale beide
Seconda declinazione
maschile femminile neutro Pl. Nom. (^) Ein…er Eine…e Ein…es Keine…en Akk. (^) Einen…en Eine…e Ein…es Keine…en Dat. (^) Einem…en Einer…e Einem..en Keinen…en Gen. (^) Eines…en Einer…en Eines…en Keiner…en
L’aggettivo segue la seconda declinazione quando è preceduto:
- Dall’articolo indeterminativo ein, eine, ein
- Dagli aggettivi possessivi
- Dall’agg. indefinito kein, keine, kein
La terza declinazione
maschile femminile neutro Pl. Nom. (^) …Er …E …Es …E Akk. (^) …En …E …Es …E Dat. (^) …Em …Er …Em …En Gen. (^) …En …Er …En …er
Si usa quando l’agg.:
- non è preceduto da articolo o voce determinante
- è preceduto da numeri cardinali
- È preceduto dal pronome dessen, deren, dessen, deren
- È preceduto dagli aggettivi interrogativi
- È preceduto dall’aggettivo numerale ein paar
- È preceduto dai pronomi indefiniti etwas, nichts, viel, wenig. In questo caso l’aggettivo si scrive con la lettera maiuscola
Il comparativo
Il comparativo di maggioranza
- Si forma aggiungendo la desinenza –er
- Se l’aggettivo termina in e si aggiunge solo –r
- Gli aggettivi terminanti in –er preceduti da dittongo o –el perdono la e della sillaba finale prima di aggiungere la desinenza –er del comparativo
- Alcuni aggettivi raddolciscono la vocale tematica davanti alla desinenza –er: a. Monosillabi in a b. Monosillabi in o c. Monosillabi in u d. Il bisillabo gesund
- Hoch raddolcisce la vocale tematica e perde la c
- Comparativi irregolari:
Bald (presto) Früher (prima) Gern (volentieri) Lieber (+volentieri) viel mehr gut besser