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Funzioni reali di due variabili reali - Complementi di Matematica A-E, Appunti di Diritto

Una panoramica delle funzioni reali di due variabili reali, con particolare attenzione alla notazione matriciale, alla rappresentazione grafica, alle operazioni tra vettori, alla combinazione lineare di vettori, alle relazioni tra punto ed insieme, alla definizione di insiemi aperti, chiusi, limitati, convessi e compatti, al dominio di una funzione reale di due variabili reali, al grafico di una funzione reale di una variabile reale, alle curve di livello di una funzione di due variabili reali, alla continuità e alle derivate parziali di una funzione di due variabili reali.

Tipologia: Appunti

2011/2012

Caricato il 15/04/2012

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Funzioni reali di due variabili reali
Complementi di Matematica A-E
Luca Guerrini
Luca Guerrini (Complementi di Matematica)Funzioni reali di due variabili reali 1/101
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Anteprima parziale del testo

Scarica Funzioni reali di due variabili reali - Complementi di Matematica A-E e più Appunti in PDF di Diritto solo su Docsity!

Funzioni reali di due variabili reali

Complementi di Matematica A-E

Luca Guerrini

E-mail: [email protected]

Introduzione

Nel corso di Matematica generale si studiano le funzioni reali di una variabile reale:

f : X ⊂ í → í, x → f (x), y = f (x),

con X il dominio della funzione (detto anche insieme di definizione o insieme di esistenza della funzione).

Nella realtà è però spesso difficile trovare processi nei quali esiste una sin- gola causa (la variabile indipendente x) ed un singolo effetto (la variabile dipendente y). Di conseguenza, tale nozione di funzione sembra essere troppo ristretta.

Per esempio, in un processo produttivo è improbabile che un bene prodot- to derivi da una singola materia prima, così come una malattia non è generalmente causata da un singolo agente ma da più fattori.

L’insieme í^2

Definizione

L’insieme í^2 è il prodotto cartesiano di í per se stesso 2 volte, ossia è l’insieme di tutte le coppie ordinate di numeri reali del tipo (x 1 , x 2 ), con xi ∈ í, i = 1 , 2 :

í^2 = í︸︷︷︸ × í 2 volte

(x 1 , x 2 ) ∈ í^2 : xi ∈ í, i = 1 , 2

La coppia (x 1 , x 2 ) si chiama vettore di componenti xi (i = 1 , 2) [notazione v = (x 1 , x 2 )], oppure punto di coordinate xi (i = 1 , 2) [notazione P = (x 1 , x 2 )].

Si usa talvolta la notazione matriciale (v come vettore colonna o vettore riga):

v =

[

x 1 x 2

]

oppure vT^ =

[

x 1 x 2

]

(dove T sta per trasposto).

Come notazione si usa anche (x, y), ossia si lavora con x 1 = x, x 2 = y.

Rappresentazione grafica dell’insieme ín

In generale, si parlerà di insieme delle n-ple di numeri reali. In simboli, ín^ = í︸ ×︷︷ ... × í︸ n volte

= {(x 1 , x 2 , ..., xn) ∈ ín^ : xi ∈ í, i = 1 , 2 , ..., n}.

I vettori con 1, 2 o 3 componenti si possono rappresentare geometricamente, rispettivamente, su una retta í, nel piano cartesiano í^2 , nello spazio cartesiano a tre dimensioni í^3. Per n ≥ 4 non è più possibile una rappresentazione di tipo geometrico.

  • í
    • í^2

6

  • í^3

6

Combinazione lineare di vettori

Le operazioni di somma di vettori e di prodotto di un vettore per uno scalare consentono di introdurre la nozione di combinazione lineare di vettori.

Definizione

Siano v^1 , v^2 , ..., vk^ ∈ í^2 e a 1 , a 2 , ..., ak ∈ í. Il vettore di í^2 dato da

v = a 1 v^1 + a 2 v^2 + ... + akvk^ =

∑^ k

i= 1

aivi

si dice combinazione lineare dei vettori v^1 , v^2 , ..., vk^ con coefficienti a 1 , a 2 , ..., ak.

Un qualsiasi vettore di í^2 è combinazione lineare dei vettori fondamentali ei (i = 1 , 2) [ricordo e^1 = (1, 0) ed e^2 = (0, 1)]:

(x 1 , x 2 ) = x 1 e^1 + x 2 e^2 =

∑^2

i= 1

xiei.

Prodotto scalare di due vettori

Definizione

Siano u = (u 1 , u 2 ), v = (v 1 , v 2 ) ∈ í^2. Si dice prodotto scalare (o prodotto inter- no) di u e v il numero reale, denotato con u · v, ottenuto moltiplicando ogni componente del primo vettore per la corrispondente componente del secondo vettore e sommando tra di loro i vari prodotti così ottenuti:

u · v = u 1 v 1 + u 2 v 2 =

∑^2

i= 1

uivi.

Come notazione per il prodotto scalare si usano anche < u, v >, (u|v).

Definizione

Due vettori non nulli si dicono ortogonali se il loro prodotto scalare è zero.

Definizione

Lo spazio vettoriale í^2 munito del prodotto scalare si chiama spazio euclideo.

Distanza tra due vettori

Definizione

Siano u = (u 1 , u 2 ), v = (v 1 , v 2 ) ∈ í^2. Si definisce distanza di u da v il numero reale non negativo, indicato con d(u, v), definito dalla norma della differenza di u e v :

d(u, v) = ||u − v|| =

(u 1 − v 1 )^2 + (u 2 − v 2 )^2

∑^2

i= 1

(ui − vi)^2.

Attraverso la norma possiamo quindi dare la nozione di distanza tra punti di í^2 , la quale ci consentirà di dare con buona precisione la nozione di vicinanza o meno tra due punti.

Definizione

Lo spazio euclideo í^2 munito della norma si dice spazio metrico.

Esercizi con prodotto scalare e norma

Esercizio

Determinare il prodotto scalare tra i vettori u = (1, 3 , −4) e v = (2, − 1 , 3).

u · v = 1 · 2 + 3 · (−1) + (−4) · 3 = − 13

Esercizio

Determinare le lunghezze dei vettori u = (2, 1 , 3) e v = (4, − 2 , 0) e la distanza d(u, v).

La norma di u è ||u|| =

La norma di v è ||v|| =

42 + (−2)^2 + 02 =

La distanza tra u e v è d(u, v) = ||u − v|| =

(2 − 4)^2 + [1 − (−2)]^2 + (3 − 0)^2 =

Relazioni tra punto ed insieme

Una volta introdotto il concetto di intorno è possibile precisare la diversa ”na- tura” e ”posizione” di un punto relativamente ad un dato insieme.

Definizione

Dati un insieme X ⊂ í^2 ed un punto P 0 ∈ í^2 si dice che

(^1) P 0 è interno ad X se esiste un intorno I(P 0 , r) ⊂ X, ossia se esiste un intorno di P 0 tutto contenuto in X. (^2) P è esterno ad X se esiste un intorno I(P 0 , r) ∩ X = ∅, ossia se esiste un intorno di P 0 che non contiene alcun punto di X. (^3) P 0 è di frontiera per X se non è né interno né esterno ad X, ossia se in un ogni intorno di P 0 esistono si punti di X che punti che non appartengono ad X. (^4) P 0 è di accumulazione per X quando in ogni suo intorno esiste un punto di X diverso da P 0 , ossia in ogni suo intorno cadono infiniti punti di X.

Si osservi che un punto interno è necessariamente di accumulazione.

ESEMPIO

X •^ P^0

• P 1

• P 2

P 0 punto interno P 1 punto esterno P 2 punto di frontiera

Funzione reale di due variabili reali

Definizione

Una funzione reale di due variabili reali

f : X ⊂ í^2 → í, (x, y) → f (x, y), z = f (x, y)

è una legge che associa ad ogni punto (x, y) del sottoinsieme X di í^2 uno ed un solo numero reale f (x, y). L’insieme X si chiama il dominio o insieme di definizione o insieme di esistenza della funzione. Le variabili x e y sono le variabili indipendenti, mentre la z assume il significato di variabile dipendente.

Altra notazione usata è:

f : X ⊂ í^2 → í, (x 1 , x 2 ) → f (x 1 , x 2 ).

Dominio di una funzione reale di due variabili reali

Per una funzione di due variabili reali rappresentata analiticamente dalla formula z = f (x, y) si pone il problema di determinarne il dominio, ossia la totalità delle coppie ordinate di numeri reali (x, y) in corrispondenza alle quali z assume valori reali.

Nel caso di funzioni di una variabile reale y = f (x), il dominio risulta essere un sottoinsieme di í.

Esempio: f (x) =

4 − x^2 ha dominio dato da − 2 ≤ x ≤ 2, ossia è l’inter- vallo [− 2 , 2] ⊂ í.

Nel caso di funzioni di due variabili reali z = f (x, y), la determinazione del dominio può essere impostata in modo analogo al caso delle funzioni di una variabile reale. La differenza è che il dominio è ora un sottoinsieme di í^2 e di conseguenza la sua determinazione risulta ben più complicata.

Grafico di una funzione reale di una variabile reale

Per rappresentare graficamente una funzione occorrono tanti assi (carte- siani) quante sono le variabili coinvolte.

Nel caso di funzioni reali di una variabile reale, y = f (x), occorrono quindi due assi cartesiani:

uno delle ordinate per la variabile dipendente y e l’altro delle ascisse per l’unica variabile indipendente x.

L’uso di due assi dà luogo al piano cartesiano í^2.

Il grafico della funzione y = f (x) di dominio X ⊂ í è l’insieme

G =

(x, y) ∈ í^2 : x ∈ X, y = f (x)

(x, f (x)) ∈ í^2 , x ∈ X

⊂ í^2

Tale insieme individua una curva nel piano cartesiano í^2.

Grafico di una funzione di due variabili reali

Nel caso di funzioni reali di due variabili reali, z = f (x, y), occorrono invece tre assi cartesiani:

un asse per la variabile dipendente z ed altri due assi per le variabili indipendenti x, y.

L’uso di tre assi dà luogo allo spazio tridimensionale í^3.

Il grafico della funzione z = f (x, y) di dominio X ⊂ í^2 è l’insieme

G =

(x, y, z) ∈ í^3 : (x, y) ∈ X, z = f (x, y)

(x, y, f (x, y)) ∈ í^3 , (x, y) ∈ X

⊂ í^3

Tale insieme individua una superficie nello spazio tridimensionale í^3. La rappresentazione grafica delle funzioni di due variabili è dunque molto più complicata di quella per le funzioni di una variabile.