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Gustave Doré, nato a Strasburgo nel 1832, fu un autodidatta talentuoso che si formò al Louvre e si affermò rapidamente per le sue doti tecniche e artistiche. Conosciuto soprattutto per le sue illustrazioni di opere di Dante, Byron, Rabelais, Balzac e altri grandi classici, Doré esibiva un gusto romantico accostato a una visione epica e drammatica. Le sue opere, caratterizzate da composizioni abborracciate ma veementi, spaziarono dalle illustrazioni di libri a quadri, acquarelli, disegni, sculture e incisioni.
Tipologia: Sintesi del corso
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Gustave Doré è stato un pittore e incisore francese. Disegnatore e litografo, è noto soprattutto per le sue illustrazioni della Divina Commedia di Dante,ma questa opera è solo una delle molte che ha illustrato. Le sue incisioni rispecchiano un gusto romantico, accostato a una visione epica e drammatica.
Gustave Doré nacque a Strasburgo il 6 gennaio 1832. Presto la sua famiglia si trasferì a Bourg-en-Bresse, dove il padre era stato inviato come ingegnere dei Ponts et Chaussées.
Paul Gustave Louis Christophe Doré (Strasburgo, 6 gennaio 1832 Parigi, 23 gennaio 1883),
Autodidatta colto ed entusiasta, già a sei anni rivelò una forte inclinazione per il disegno; la sua primissima esperienza artistica si ha tuttavia all’età di quindici anni, quando si mise a pubblicare disegni per il giornale La caricature. Formatosi al Louvre, tra il 1847 e il 1854 eseguì una cospicua mole di caricature e litografie, affermandosi rapidamente per le sue doti tecniche e artistiche.
Pur godendo già di un minimo di notorietà (nel 1853 gli fu chiesto di illustrare le opere di Lord Byron), la celebrità del Doré sopraggiunse con la pubblicazione dell’illustrazione
Di queste, si segnalano La battaglia d’Alma (1855), la Battaglia di Balaklava (1865), Il Neofita e il Cristo mentre lascia il preto- rio, tutte tele caratterizzate da composizioni abborracciate, ma molto veementi. Del Doré scultore, invece, ci rimane la statua di Du- mas padre (1882), eretta nella piazza Male- sherbes di Parigi nel 1884. Gustave Doré morì infine a Parigi il 23 gen- naio 1883: sinceramente pianto dai suoi contemporanei, fu sepolto al cimi- tero del Père-Lachaise.
Produzione artistica
Gustave Doré Illustrazione del Canto I dell’Inferno di Dante. Nella didascalia in basso leggiamo: «Nel mezzo del cammin di nostra vita, mi ritrovai per una selva oscura» Artista estremamente eclettico e
poliedrico, Doré si è misurato con tutte le tecniche e i formati - pittura, acquerello, dise- gno, scultura, incisione - e con svariati generi pittorici, realizzando in questo modo «quadri giganteschi e tele più intime, brillanti e luminosi acquarelli , disegni a in- chiostro sfumato di grande virtuosismo tecni- co, vignette graffianti realizzate a penna, inci- sioni, illustrazioni bizzarre e perfino sculture barocche, stravaganti, monumentali, enigma- tiche ...» (Museo d’Orsay). Pur possedendo una personalità artistica do- tata di vari aspetti, Doré ha raggiunto i risul- tati più alti in veste di illustratore («Illustrerei tutto!» affermò una volta). Nel corso della sua carriera, infatti, Doré vi- sualizzò con le sue incisioni sia i capolavori classici (Dante, Rabelais, Cervantes, La Fon- taine, Milton) che i testi della letteratura a lui contemporanei (Balzac, Gautier, Poe, Coleri- dge, Tennyson), contribuendo così al riflesso
ti, stimolato dal succedersi di tragici eventi personali e storici, come la morte dell’amico Gérard de Nerval e della madre, o soprattutto la disastrosa disfatta di Napoleone III nella guerra franco-prussiana (1870), poi sfociata nella sanguinosa rivolta della Comune di Parigi e in un periodo di di- sordini politici e incertezze economiche. I tumultuosi eventi contemporanei riaffiorano anche in molti altri dipinti di Doré che, «testimone di molti episodi drammatici e strazianti», decise di raffigurarli in dipinti dai toni scuri e opprimenti, in perfetto accordo con il clima di tensione che si respirava in Francia, o in annotazioni grafiche satiriche, dal carattere ironico e mordace. L’opera grafica di Doré è servita da ispirazione Georges Méliès per la realizzazione del Viaggio nella Luna Doré fu anche un apprezzato artista religioso. Celebre è la sua edizione illustrata della Sacra
Bibbia, che pur tra mille polemiche esercitò una grande influenza nell’arte religiosa della seconda metà dell’Ottocento. Pur compiendo una meditata riflessione sugli archetipi classi- ci - il Calvario di Cristo, per esempio, attinge a piene mani dai dipinti di Rembrandt - Doré carica i soggetti sacri raffigurati di significati nuovi e inediti: per usare le parole del museo d’Orsay, «per la prima volta nella storia del- le rappresentazioni cristiane, le scene della Bibbia sono così illustrate e “immaginate”, al punto da urtare la sensibilità di alcuni». Il sentimento religioso in Doré affiora in modo orchestrale, cristallizzandosi in opere dal sa- pore drammatico, teatrale, persino fantasma- gorico, che valsero all’incisore la fama di «pit- tore predicatore». Altrettanto significativa è la produzione pa- esaggistica di Doré, che quando si accingeva a ritrarre la Natura concedeva ampi spazi al sublime, sentire onnipervasivo del Roman-
strano immagini di un mondo assolutamente fantastico, popolato da fitti boschi, di rovine, di scenari “orridi”, visioni di un tardo Romanticismo ricorrente nel campo dell’illustrazione, ma in Doré più esasperato che in altri» (De Agostini). Influenza culturale Doré, artista eclettico e poliedrico, ha esercitato una notevole influenza sulla genesi del fu- metto e della cinematografia sin dalle sue origini: basti pensare al parere di Ray Harryhau- sen, celebre tecnico degli effetti speciali secondo cui «Gustave Doré sarebbe stato un gran direttore artistico (…), qualcuno che guarda le cose dalla prospettiva della telecamera». L’opera grafica di Gustave Doré, di impianto potentissimo e dotata di fantasia inesauribile, è stata un riferimento iconografico imprescindibile per moltissimi grandi registi del cine- ma del XX e XXI secolo, specialmente per quanti si siano cimentati con le trasposizioni su pellicola dei grandi classici già illustrati dall’artista francese. Si va da dalla rivelazione de La Vie et la Passion de Jésus-Christ, prodotto dalla Pathé nel 1903, al Viaggio nella Luna di Ge- orges Méliès, che si è direttamente ispirato alle scene oniriche di Doré, passando per i mol- teplici adattamenti cinematografici di Dante o Don Chisciotte. Doré è stato un riferimento d’obbligo anche per le varie versioni di King Kong, che si rifanno alle sue illustrazioni sulle foreste primitive, adottate per ragioni puntualmente raffigurative anche da Peter Jackson per la saga Il Signore degli Anelli. Degna di menzione, inoltre, anche l’influenza esercitata sul personaggio di Chewbecca di Guerre stellari e sul La bella e la bestia di Jean Cocteau. Infine, nel campo dei lungometraggi animati, devono moltissimo alle illustrazioni di Doré Walt Disney, Tim Burton, e la genesi del celebre gatto con gli stivali di Shrek.