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riassunto del libro di habermas
Tipologia: Appunti
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Il titolo originale dell’opera è STRUKTURWANDEL DER OEFFENTLICKEIT, dove structur sta per struttura, ossia tutto ciò che è complesso e ordinato insieme, tutto ciò che è finalizzato ad un punto preciso, è organizzato secondo uno schema rigido, qualcosa di conchiuso e definito. Ad esempio noi non siamo una struttura, l’università sì. Wandel sta per mutamento, movimento. Pertanto structurwandel sta per il movimento della struttura, il movimento strutturale della oeffentlickeit. Oeffentlic è un aggettivo che significa pubblico, ma diviene sostantivo aggiungendo keit, per cui indica la pubblicità, l’opinione pubblica. Questo testo tenta allora di ricostruire i mutamenti nella struttura del termine , i mutamenti strutturali del termine. Un esempio è una successione di fotografie, il fatto di percepire in un momento continuo una stessa cosa nelle sue mutazioni, nelle sue evoluzioni. Un mutamento strutturale è un mutamento forte, profondo, è una modificazione sostanziale che muta una cosa, la rende radicalmente diversa rispetto alla precedente. Per questo parliamo di mutamenti, modificazioni strutturali, non lievi. Habermas analizza i mutamenti strutturali del principio di pubblicità, intesa quest’ultima non nel senso che intendiamo oggi, ma come opinione pubblica, cioè la sede all’interno della quale si sviluppa il principio di pubblicità, cioè l’uso pubblico della ragione, il dibattito razionale, l’uso della ragione da parte di tutti gli individui. L’opinione pubblica consiste nel fatto che un pubblico si appropria di un’opinione, costruita, appresa o acquisita. Diviene un’opinione più che soggettiva. E’ un concetto sroricamente determinato, formato e modificato. Si è modificato in un modo tale da risultare radicalmente opposto rispetto a quanto studieremo. Habermas cerca di ricostruire in sede storica, lessicale, politica, in ogni suo aspetto, la nascita, la formazione e le modifiche del concetto di opinione pubblica.
ORIGINE DELLA SFERA PUBBLICA BORGHESE L’opinione pubblica nasce come sfera pubblica rappresentativa. Il concetto di pubblico sta ad indicare la totalità degli individui, non riguarda il soggetto, il soggettivo ed il privato, ma la maggioranza delle persone. L’opinione pubblica rimanda all’unicità di una sommatoria di individui: da oggi in poi la chiameremo sfera, ossia un organismo in sé conchiuso. Fa inoltre riferimento all’extraindividualità, per questo la definiamo pubblica. L’opinione pubblica rimanda allora a : 1 una sommatoria di individui, indeterminata 2 concetto di opinione, intesa come intendimento, conoscenza; è la risposta alla domanda -cosa pensi di…? –
Il presupposto per avere un’opinione pubblica è poter ragionare liberamente, potersi esprimere attraverso un Linguaggio dunque implica: 1 libertà di pensiero 2 libertà di espressione 3 diritto di conoscenza, istruzione. In mancanza di società civile non può perciò esistere opinione pubblica. Non esiste opinione pubblica in società pre-società civile, per esempio nella società medioevale. Non possiamo far riferimento al concetto di opinione pubblica se parliamo di società pre-società civile. E’ necessario quindi cambiare il concetto di opinione pubblica: acquisiamo il concetto di sfera pubblica. Tale concetto mantiene la sommatoria indiscriminata di individui (pubblica), cui aggiungiamo sfera, cioè un certo raggruppamento definito, certo, chiaro. Definiamo allora sfera pubblica un agglomerato conchiuso, un gruppo omogeneo, definito, con determinate proprietà comuni che lo caratterizzano. Dobbiamo studiare la storia del concetto di opinione pubblica. Nel medioevo si incontra per la prima volta il concetto di pubblico, ma non l’opinione pubblica. Nel medioevo non esiste quindi il concetto di opinione pubblica: manca infatti la libertà di pensiero, quella di espressione, di opinione e di istruzione. Ci imbattiamo quindi nel concetto di pubblico, come coacerbo, sommatoria di individui. Sfera pubblica è invece un termine introdotto da Habermas, poiché quando nella nostra storia inizia il concetto di pubblico,noi non lo ritroviamo come opinione pubblica. Lo ritroviamo invece in modo rappresentativo. La sfera pubblica rappresentativa è la prima manifestazioine del concetto di pubblico. Anche nella società greca e romana esisteva il concetto di pubblico: Roma “Senatus Populusque Romanus”. SPQR è l’insegna pubblica, per cui si pone a livello lessicale il concetto di pubblico, però non viene sviluppato. Nel medioevo riprende il concetto di pubblico con le insegne pubbliche: anelli, stendardi feudali, sono tutte cose pubbliche perché chiunque le osserva, ne riconosce il significato. Il concetto di pubblico nasce nel momento in cui si riconosce una struttura. Si presenta nella storia in relazione a certe manifestazioni: sigilli, insegne, stemmi. Il concetto di pubblico si manifesta nel circoscritto; appena nasce ilconcetto di pubblico, si ritrova nel privato, nella figura del sovrano, che detiene il potere assoluto. Il concetto di pubblico nella nostra società nasce con il sovrano: è pubblico tutto ciò che riguarda il sovrano ( manifestazione pubblica: risveglio, andare al letto del re, pranzo). Il pubblico nasce nell’Europa medioevale con caratteristiche che trovano la loro collocazione nel concetto di privato del sovrano. Habermas : sfera pubblica rappresentativa. Ne risulta un paradosso: il pubblico è strettamente connesso con il
necessità di alcuni professionisti (costruzioni, falegnameria, solida base delle professioni ). Nel momento in cui la nobiltà si rinchiude a Versailles, l’abitante del borgo inizia a vedere la necessità di ampliare la propria prospettiva economica, dando nel contempo molta importanza alla moneta, ossia al mezzo attraverso il quale si può acquistare e rivendere, cioè commerciare. Per definire il concetto di borghese è necessario inquadrare tre situazioni: 1 la nobiltà si estranea dalla società 2 sviluppo di mestiere e professione 3 la moneta diventa fondamentale. Il borghese in una prima fase storica esercita un mestiere, per questo si arricchisce, accumula ricchezza, diventa un fenomeno storicamente rilevante, è un soggetto storico portatore di interessi precipui e particolari. Tuttavia deve ancora svilupparsi l’autodefinizione, non si è acquisito come soggetto storico, sociale, politico.
La ricchezza è cosa diversa dal capitalismo. Weber si pone il problema di dove sbagli il marxismo, affermando il primato della struttura economica. Cosa definisce il capitalista? Se lo si chiede al marxista, risponderà la struttura economica, l’economia. Weber dimostra che la sovrastruttura determina la struttura: nota che il capitalismo si è sviluppato in alcune zone dell’Europa, non nei paesi cattolici, ma nei paesi protestanti. Nel primato della sovrastruttura il mondo delle idee è determinante nella formazione del capitalismo. Il capitalista non è la persona ricca, che possiede; il capitale non è possesso, si legittima in quanto strettamente connesso alla professione: strumento per l’esercizio di una professione. La religione protestante afferma che non ci sono garanzie per l’aldilà, ma la condotta umana è fondamentale. La povertà dei primi capitalisti è derivata dalla religione protestante: tutto serve per poter acquisire meriti, i soldi vengono reinvestiti nell’attività professionale. Nasce l’accumulazione, in occidente, per realizzare un’aspettativa religiosa che è quella di poter guadagnare la vita extraterrena. L’unica maniera è quella di non sprecare denaro e risorse, essere attento nella propria esistenza. La ricchezza deve essere reinvestita nell’attività. Habermas afferma: “Nella casa borghese anche la sala della festa è destinata all’abitazione,mentre nel castello perfino lo spazio abitativo è destinato alla festa”. Dopo Versailles anche la camera da letto diventa un punto focale nella pianta del palazzo. Anche un gesto intimo viene elevato a gesto di pubblica significanza. Nel castello tutto è rappresentativo, pubblico (tutti sanno cosa significa, è aggettivo, non ancora sostantivo). Nel castello è centrale il salone, la camera da letto, la sala da pranzo, tutto è pubblico. Man mano che si sviluppa
la sfera pubblica borghese, la socializzazione diventa fondamentale, l’individuo è importante quando mantiene relazioni, da qui deriverà la centralità del salone. La rappresentatività sta a significare la centralità della visione, del rappresentante. Nel salone borghese sta a significare moda, centralità dell’uomo. All’opposto c’è la fase
intimistica, in cui l’intimità è salvaguardata, chiudendo all’intruso. Il carattere borghese riprende la centralità del salone, non delle feste. Il carattere borghese non ha gli stessi toni fastosi del carattere nobile, manca l’elemento festivo che è strettamente legato alla rappresentatività del sovranoche si mostra, unico punto positivo, alle feste per la nascita dell’erede, in occasione di guerre o di funzioni esemplari. Nel carattere borghese non abbiamo la rappresentatività. Il salone borghese sostituisce il caffè, in cui si usa pubblicamente la ragione. Devono esserci tuttavia delle premesse, bisogna essere informati, bisogna voler conoscere, bisogna saper leggere e contare, non tanto per se stessi, quanto per i figli ( il problema dell’ereditarietà non coinvolge, perché l’ereditarietà del potere veniva direttamente da Dio ). La sfera pubblica borghese è vicina alla sfera pubblica rappresentativa esclusivamente per ciò che riguarda la “riscrittura” della rappresentatività in termini di interazione. Un’ interazione non neutra, ma di emancipazione, di crescita culturale, per questo ha un carattere rivoluzionario. I due motori che hanno consentito alla sfera pubblica borghese di sostituire secoli di gestione nobiliare del potere sono: 1 la cultura ( sfera pubblica letteraria ) 2 l’intimità ( sfera intima ). Se volessimo cogliere elementi di raffronto tra carattere pubblico e carattere borrghese, già ne abbiamo uno: l’intimità. Il pubblico nella S.P.R. rimanda ad insegne di un individuo, riconosciuto proprio grazie ad esse, che permettono di risalire ad attributi anche personali. Nel carattere borghese nasce un humus culturale di cui il borghese deve approfittare: feste, caffè, piazza, concerti. Prima del XVIII secolo il potere assolutistico conosce dei momenti di trionfo. Il potere è organizzato in senso vorticistico e assicura una struttura di servizio: lo Stato. Nel momento in cui la borghesia si contrappone allo Stato come privato si verifica una esclusione dallo statale. Privato sta a significare che non appartiene al sovrano. Il privato si contrappone alla rappresentatività della sfera pubblica rappresentativa. La rappresentatività nasce con l’impero, quando il sovrano ha il problema di esercitare in maniera estesa il potere, di farsi riconoscere. Affinchè ilpotere sia rappresentativo, serve che tutti lo riconoscano: ecco perché nasce l’aggettivo pubblico. Pubblico si riferisce
cioè il potere che si manifesta in quanto tale, incute timore, ma il potere organizza, attraverso il concetto di autorità mediata, un’amministrazione che esercita il potere stesso. S.P.R. essere, mostrare il potere S.P.P. esercitare il potere. La sfera del potere pubblico ha l’incarico da parte del sovrano, di esercitare, gestire il potere e realizzare le sue direttive, deve reificare la sfera pubblica rappresentativa. La sfera del potere pubblico reifica la sfera pubblica rappresentativa: il potere che prima si mostrava, diviene poi un potere che esercita il potere. Fondamentale è un’amministrazione stabile: la sfera pubblica rappresentativa si crea un apparato irremovibile
qualcosa di determinato quanto il potere, strutturale, ancorato, che discende direttamente dal sovrano. Esercizio del potere mediato. La sfera pubblica rappresentativa si consolida in sfera del potere pubblico. Nasce il concetto di esercizio del potere, che non è più quello che si mostra. Nel dominio della sfera pubblica rappresentativa, il sovrano presente è il potere visuale, è un esercizio ad personam. Nel passaggio dalla sfera pubblica rappresentativa alla sfera del potere pubblico, si crea una controparte, il pubblico, del poter pubblico. Ritroviamo allora l’aggettivo pubblico in diversi casi: 1 sfera pubblica rappresentativa 2 sfera del potere pubblico 3 controparte del potere pubblico. Pag. 30 questa fase di transizione è gestita dai borghesi, figure sociali non definite,ma che vanno emergendo. La sfera pubblica rappresentativa rafforzata sviluppa una fase: il mercantilismo che comporta la formazione dei mercanti. Essi sono una regressione della nobiltà e un avanzamento dei borghesi perché sono direttamente deputati dal sovrano. I mercanti sono un nuovo ceto sociale, circoscritto, caratterizzato da attributi chiari. La sfera pubblica rappresentativa si media con questo ceto nascente. Pag. 30 “La riduzione della sfera pubblica rappresentativa…” La sfera pubblica rappresentativa sovrana, mostra l’immagine di sé ad altri e queste immagini, in quanto riconosciute da tutti, sono pubbliche. Essa non si rappresenta ad un pubblico,ma rappresenta se stessa come ente, fatto, cosa pubblica. Subisce un processo di ridimensionamento quando si incontra con un altro ceto. La sfera pubblica rappresentativa si estranea dalla concretezza, dalla quotidianità, fino ad arrivare a fare i conti con lo Stato ed il mercato. E’ necessario che qualcuno amministri questa entità: deve porsi in confronto con i non nobili. Causa della riduzione della sfera pubblica rappresentativa è perciò: 1 la sfera pubblica rappresentativa si estranea dalla conduzione della cosa pubblica 2 queste attività vengono delegate: si sviluppa un ceto forte che ha l’autorità proveniente da una nuova
ricchezza. Ne consegue una perdita d’autorità della S.P.R. e lo sviluppo dell’autorità di ceto. Il pubblico dell’amministrazione stabile, è caratterizzato dalla strutturazione del potere da parte del sovrano. L’amministrazione mette in pratica le direttive del sovrano: questo esercizio diviene pubblico esso stesso, gli atti e le azioni dell’amministrazione sono pubblici perchè delegati dall’autorità e diretti alla controparte. L’amministrazione si comporta con significanza pubblica data dall’autorità del sovrano e dal fatto di rivolgersi ad un pubblico. Pubblico = apparato dello Stato, statuale. Pubblico come controparte = colui che riceve atti d’autorità. Attività pubblica= emanazione d’autorità pubblica, struttura centrale dell’organizzazione del potere. Pag. 32 “Come pendant all’autorità…” L’amministrazione, esercitando il potere, crea una sorta di collante tra gli individui. Prima esisteva il sovrano e i sudditi, ora in quanto esercitiamo potere pubblico, diretto ad un pubblico che lo riceve, è come se i sudditi venissero presentati fra loro: creiamo fra i sudditi un punto di convergenza, si ritrovano uguali, continuamente soggetti all’autorità. Si crea un collante. Inizia ad emergere il pubblico di fronte ad un esercizio del potere che avvicina i contatti: si è un pubblico che riceve direttive dall’autorità. Questo contatto porterà alla società civile. La sfera pubblica rappresentativa istituzionalizza se stessa, si crea una controparte del potere. Suddito è colui che non riesce ad alzare la testa, non riesce ad essere controparte, non può essere critico; ora invece il pubblico si pone come controparte, non ha rapporto di sudditanza. Nasce il pubblico che trascina con sé la società civile. Esercitare pubblicamente il potere significa nobilitare i sudditi a livello di pubblico, significa dare collante, spessore cultura ai sudditi che costituiranno la società civile. “Le attività e le dipendenze…” Inizianoa a crearsi delle attività commerciali. Il suddito diventa pubblico, le economie si allargano, c’è più movimento, si allarga il mercato, sfera delle Attività e delle dipendenze. La società civile comincia a svilupparsi quando le attività, prima domestiche, prendono a crescere e quindi c’è bisogno di organizzazione.La sfera del potere pubblico presuppone la nascita di un pubblico, non autodeterminato, non cosciente, che non può non comportare la formazione di una società civile. Quest’ultima si forma trasformando le attività e le dipendenze che prima si compivano in casa, in una struttura organizzata: uscire dall’attività familiare significa rendere conto ad un pubblico, implica una strutturazione, si sviluppa la comunicazione. Pag. 32 “A questa sfera…diventa pubblicamente rilevante”. Nascita del concetto di pubblico che inizia a Formarsi come controparte del potere pubblico. La società civile è una società fatta di privati, il pubblico
civile, diventa relativo alla società civile, perciò è sociale. SPAZIO INTERNO DEL NUCLEO FAMILARE: La sfera intima e la sfera letterari determinano l’ambito privato, che attraverso il principio di pubblicità, si contrappone e si differenzia dall’ambito pubblico. L’ambito privato è composto da: società civile, sfera intima, sfera letteraria. PRINCIPIO DI PUBBLICITA’: norma, prescrizione, in base alla quale tutto può e deve essere oggetto di analisi razionale pubblica, tutto può e deve essere oggetto di dibattito, informazione, comunicazione. SFERA DEL PUBBLICO POTERE (Stato, Polizia): l’architettura che l’autorità si dà, l’organizzazione dello Stato, cioè l’amministrazione. Comprende la Corte, cioè la società aristocratica cortigiana. Lo schema differenzia l’ambito privato dalla sfera del potere pubblico. Nel mezzo c’è il principio di pubblicità, Che comprende la sfera pubblica letteraria, il mercato dei beni culturali, la città. Il principio di pubblcità è la risposta all’architettura della società civile che realizza se stessa. La società civile deve fare cittadino il suddito: il mezzo, l’architettura, lo strumento che concorre a questa trasformazione è il principio di pubblicità. Pag. 41 “Costoro rivendicano subito…” regolamentazione della sfera pubblica, organizzazione della società civile da parte dell’autorità. Non c’è frattura tra sfera pubblica borghese e autorità. Essa chiede al sovrano di regolamentare se stessa. La sfera pubblica borghese è fatta di privati, il commercio deve sempre rinviare all’attività privata, è il dominio dei privati. Gli individui nella loro privatezza commerciano. La sfera pubblica borghese è una sfera di privati riuniti in pubblico che rinvia all’autorità la regolamentazione. Pag. 42 “I borghesi sono privati, come tali non dominano”. Sono tre I caratteri che determinano la sfera pubblica borghese: sfera intima, sfera letteraria, sfera aliena dal dominio. Non c’e il desiderio di assumere potere e del resto non potrebbe essere divrsamente in questa situazione storica. La rivoluzione borghese si reggerà su due parole d’ordine: 1 vogliamo sapere, conoscere, contare; 2 borghese, uomo, cittadino. Ciò serve a rendere il borghese cittadino universale “ io sono tutta l’umanità”; borghese è anche uomo e cittadino. Essi esercitano i loro diritti di cittadinanza. Questo è possibile perché la classe sociale è aliena dal dominio, non vuole potere, non vuole sostituirsi all’autorità.L’ideologia borghese nasce quando la classe borghese assumerà il potere, quindi iniziano le distinzioni tra la classe sociale dominante e le classi sottostanti. Il processo per la presa del potere è duplice: da una parte c’è una sfera pubblica borghese che riconosce l’autorità ed è aliena dal potere. Fisiocratici: si arriva a questa fase con un ceto
che riesce a parlare in parità con il sovrano per la rappresentazione degli interessi della società civile (strade illuminate, mari sicuri…).Il sovrano risponde negativamente, con un rafforzamento del suo potere personale. E’ chiaro che presentandosi come portavoce dell’intera società, la sfera pubblica borghese riesce ad avere l’appoggio di tutti. Il collante diviene quindi borghese = uomo = cittadino. Il passo per prendere il potere è breve. Una volta preso il potere si avverte la necessità di fare le leggi, di dare direttive autoritative ( si fa, non si fa). Non c’è mediazione. Prendere il potere, esercitarlo a scapito di altri, ideologia borghese. Pag. 42 “ Autocomprensione dell’argomentazione…” Sfera intima: il borghese da suddito inzia a passare a cittadino, componente della società civile, privato perché esercita attività fondamentalmente privatizzate, pubblicamente rilevanti. Qual è l’elemento nuovo, radicalmente differenziante dai suoi genitori? Ha una certa determinazione di se stesso come membro della società civile: è un individuo che dentro di sé sa di avere dell’umanità che ritrova nella città. Inizia a connotarsi la dimensione dell’umanità, il sentimento che ha di essere umano. Si sente cittadino in quanto componente di un gruppo più ampio. Dove trova il borghese l’umanità tipica dell’uomo? Innanzitutto dentro di sé (sfera intima letteraria, autodeterminazione), poi nel suo ambiente domestico che acquisisce una connotazione fondamentale per due motivi:
1 siamo in un regime di politica mercantilistica, si inzia a capire che il mercato è ad esclusione. Il mercato è un elemento ostile, duro. Questa generazione non ha strumenti culturali adatti per affrontare tale situazione. L’ambiente familiare diventa il luogo dove il sentimento di umanità può realizzarsi. Il borghese ritrova se stesso in quanto uomo nell’alveo domestico, perché fuori non può scindere se stesso dalla sua situazione sociale definita. A casa ritrova la sensazione di umanità. 2 La sfera intima ha luogo nella famiglia, il luogo in cui il privato riconosce se stesso in quanto privato, riconosce se stesso come uomo. La sfera pubblica borghese è una sfera di privati riuniti in pubblico. La novità è che storicamente per la prima volta i borghesi si riconoscono come cittadini nel senso che hanno una situazione sociale definita, vivono nella società civile de hanno un’anima. L’umanità che li rende profondamente diversi dai loro genitori, è scritta nel passaggio da sudditi a cittadini, che ha la caratteristica dell’autocoscienza. L’umanità non la ritrova, in quanto borghese, nel mercato, ma nella famiglia, nell’ambito della sfera intima, in quanto individuo, privato.La ritrova attraverso degli strumenti: la psicologia e l’economia politica. La sfera pubblica borghese racchiude dentro di sé, con caratteristiche funzionali fondamentali, la
anche di fronte ad un nobile, tratta se stesso e gli altri con parità. E’ pari fra gli altri. E’ il concetto di parità che fa la rivoluzione, perché permetterà di mettere in discussione l’autorità interpretativa dello Stato e della Chiesa. Il par. 5 pag. 45 va letto tenendo presenti due punti fondamentali: 1 disumanità dell’uomo 2 parità nei caffè, nei club, nelle società conviviali, in cui esiste dibattito razionale. La sfera intima è il luogo in cui il borghese ritrova l’umanità che il mercato gli fa perdere. E’ collocata nella famiglia: sociologia della vita quotidiana. Famiglia borghese: la donna che legge e lavora a maglia, il bambino che gioca, l’uomo che legge il giornale. Il bambino sarà l’erede del padre, di qui la necessità di un codice civile. Nasce il nuovo sistema dell’ereditarietà e il bambino potrà permettersi istruirsi ( il mercato richiede istruzione, necessaria anche per parlare con i nobili). Il padre capisce che la cultura è sopra ogni cosa, pretende l’istruzione per i suoi figli (inizia ad assumere un significato politico, punto fondamentale di conflitto con l’autorità che non può permettersi di concedere l’istruzione a tutti che mette in discussione l’autorità interpretativa. Il borghese sente la necessità della cultura e dell’istruzione, pretende scuola per i suoi figli. Qual è la funzione politica del bambino nell’ambito della sfera intima? 1 codice civile per sistemare l’ereditarietà 2 l’istruzione 3 la cultura. Il borghese che inizia a frequentare i luoghi pubblici, avverte l’esigenza di istruzione e di cultura. Inizia a frequentare teatri, salotti, caffè. Finalmente si può ridere: era già successo con le commedie dell’arte, ma da questa esperienza si percepisce l’esigenza di un teatro stabile, un luogo nella città deputato alla
manifestazione teatrale, con attori riconosciuti, cartelli. Partendo da questo punto scrittori, musicisti, non dedicano più le loro opere all’autorità: prima non esisteva il concetto di pubblico, ora non ci si riferisce più all’autorità, alla nobiltà. Il borghese risponde all’esigenza di cultura scoprendo l’importanza del teatro, della letteratura, della musica, elemento che ha cambiato la vita dei borghesi.. Ora la cultura non è esclusivamente della nobiltà, il borghese con la cultura acquisisce strumenti fondamentali per al propria autodeterminazione, serve unicamente a far riflettere sulla propria condizione. La funzione femminile viene ritrovata in due punti fondamentali: 1 cambiano i fogli di notizia, diventano giornali dei competenti a cui seguirà il giornale di redazione. Il foglio di notizia non lo legge più esclusivamente il borghese, ma inizia a leggerlo la donna che non si ritrova come lettrice all’interno di questi fogli. Infatti la donna ha domande diverse da rivolgere al giornale. E’ necessario
perciò assumere nuovi professori capaci di dare spiegazioni più appropriate, competenti; 2 la donna è responsabile dell’istruzione dei figli, inoltre fa ritrovare l’umanità che il borghese smarrisce nel mercato. La donna è l’artefice della socializzazione primaria, istruzione, educazione dei figli. Grazie alla differenziazione dei ruoli, la donna non vive direttamente i conflitti, ha una funzione di rassicurazione, consente al borghese di ritrovare la propria umanità. Nell’ambito della sfera pubblica borghese, l’intimità familiare, la famiglia borghese consente, attraverso la funzione femminile di socializzazione primaria,di ritrovare l’umanità che tra qualche anno rispenderà sul mercato con l’ideologia borghese. Abbiamo definito il pubblico come la controparte del potere pubblico, formato da ceti colti. Esso è ancora soltanto colui che riceve la comunicazione da parte dell’autorità, composta dai ceti colti, gli impiegati dell’amministrazione ai diversi livelli. I ceti colti sono capaci di interpretare le direttive. I borghesi posseggono la professionalità, hanno un mestiere. Ma la professionalità si è mutata rispetto al panorama precedente. Non si tratta più di una professionalità artigianale, ma è necessario adeguarsi alle regole del mercato, al commercio. Pag. 37 “ In questo strato non è possibile parlare di classe, perché non c’è la coscienza di essere gruppo, manca un fine”. Il publicum, quello che poi chiameremo sfera pubbica borghese, ora si presenta come controparte del potere pubblico. L’autocoscienza, l’autodeterminazione,, che esalta l’individuo, consiste nell’essere coscienti dei propri mezzi ed è l’unica condizione per realizzare le proprie aspettativa. E’ un elemento determinante per la rivoluzione francese. Il pubblico è la controparte del potere pubblico e se acquista coscienza di essere la controparte del potere pubblico, si riconosce una certa fisionomia: scopre la necessità della cultura, pretende il diritto, vuole essere informato, vuole istruzione pubblica per tutti i cittadini. La scoperta di autocoscienza rende forte e consapevole questo nuovo ceto. Il publicum diventa cosciente di sé come interlocutore del potere pubblico: parliamo di una sfera pubblica borghese che si va formando. Il publicum come controparte del potere pubblico è composto da ceti colti e borghesi. Questo strato sociale è cosciente della sua esistenza come controparte del potere pubblico ( elemento di autodeterminazione). La sfera intima e la sfera pubblica letteraria formano la sfera pubblica borghese. La sfera letteraria permette: 1 al pubblico di riconoscersi come pubblico 2 è l’elemento attraverso il quale il borghese si autodetermina, diventa forte. Concetti di pubblico incontrati: 1 pubblico come autorità che si rappresenta pubblicamente; 2 pubblico come ricettacolo della rappresentatività dell’autorità (amministrazione ). Qusta permette la nascita dell’era moderna che si definisce allorchè l’architettura del potere pubblico fa nascere la controparte del
privato umano e acculturato, spenderà queste caratteristiche per acquisire funzioni politiche. Abbiamo un privato che svolge attività in una qualche sfera mercantilistica, il cui successo nasce dalla decadenza di altri, a cui si contrappone la sfera pubblica letteraria, sfera dell’arte e della cultura, che rappresenta l’umanità dell’uomo. La sfera pubblica letteraria si concilia perfettamente con il ritrovamento della condizione umana borghese nell’intimità familiare. Di qui l’ambivalenza della condizione borghese, di qui l’ideologia borghese nel momento in cui il borghese ha acquisito funzioni politiche. Il privato che realizza funzioni mercantilistiche, l’uomo della famiglia e della cultura: questo è il borghese, protocapitalita, ma contemporaneamente acculturato ed umano. Si sviluppa la moda di mettere in concreto questa umanità anche nei salotti conviviali ( la moda delle lettere, dell’intimistico, Werther, Ortis). Questo fenomeno letterario è radicato con fenomeni storici e sociologici. La sfera intima familiare produce un’umanità che si ripercuote anche nella sfera pubblica letteraria, attraverso le lettere. Considerazione finale “ Dopo il 1750…” Ormai la sfera pubblica borghese si è formata, i quotidiani hanno avuto larghissima diffusione: 1 hanno accompagnato la politica mercantilistica, data la necessità di divulgazione delle informazioni attraverso i fogli-notizia. Lentamente compariranno i primi articoli, compresi romanzi e lettere. 2 la sfera pubblica letteraria diventa pervasiva attraverso l’intimità, è una moda, si verifica un grande successo dei fogli di notizia e dell’ntimità che passa attraverso la letteratura. Dobbaimo cogliere questo primo aspetto individualistico dell’umanità; quando diventerà un aspetto politico, la sfera pubblica borghese acquisterà funzioni politiche. Nel momento in cui l’umanità dell’uomo e l’intimità diventano funzioni politiche, il borghese diventa soggetto politico che si contrappone all’autorità. “ E’ questa… professionale…” C’è un passaggio fondamentale: chi era il borghese che partecipava ai salotti? Era un privato riunito in pubblico, un privato nell’ambito di un pubblico, una sommatoria di privati. Ora abbiamo i lettori: inizia ad emergere un pubblico come controparte dei giornali (oggi dei mezzi di comunicazione di massa). Iniziamo ad allontanarci dal borghese come privato, istruito ed intimo, inizia a formarsi un lettore, il pubblico dei lettori. In questa fase storica dietro la sfera pubblica letteraria e la sfera intima familiare, emerge il concetto di pubblico dei lettori. Sfera pubblica letteraria Sfera intima familiare Lettere Intimità come fenomeno culturale
Fogli di notizia = Strutturazione del lettore, Pubblico. Il passaggio successivo sarà sicuramente una preformazione politica. Pag. 68 “ I borghesi costituiscono la dimensione pubblica di un dibattito letterario nel quale la soggettività Che ha origine nell’intimità della famiglia, riesce a raggiungere la comprensione di se stessa”. I privati Borghesi costituiscono la dimensione pubblica (ora sono i lettori), come parte di un pubblico generale, di un Dibattito letterario, rimane la prerogativa della sfera pubblica letteraria, nel quale la soggettività, l’intimità Che ha origine nella famiglia, riesce a ottenere la comprensione di se stessa.
L’AUTODETERMINAZIONE Attraverso la sfera pubblica letteraria e la sfera intima familiare, il privato, da suddito divenuto privato Riunito in pubblico, diviene pubblico, lettore in un’accezione moderna del termine. Forte dell’intimità familiare, raggiunge un punto di grande rilevanza politica: l’autodeterminazione, determinazione di se stesso, che gli permette di rispondere ad una domanda banale: chi sono io? Cosa voglio dal punto di vista della società? L’autodeterminazione sarà politica, dalla richiesta al sovrano di autoregolarsi si giungerà alla messa in discussione dell’autorità interpretativa. Si sta concludendo una prima fase e stiamo entrando nella fase di maturità della sfera pubblica borghese, fase nella quale i primi borghesi stanno cedendo potere a giovani che iniziano ad avere un’età che gli permetterà di prendere la Bastiglia. Si sta chiudendo la fase nella quale la sfera pubblica borghese si è preformata, si è autoformata fornendosi strumenti di formazione, ha trovato elementi di autodeterminazione, ossia l’intimità familiare e la sfera pubblica letteraria. Abbiamo lasciato i primi anni 50 del 1700: nel 1789 ci sarà l’acquisizione di funzioni politiche, che determinerà l’acquisizione di potere.
Pag. 68 “ I borghesi costituiscono la dimensione pubblica… “ pubblico argomentare, costituzione di un Pubblico che partecipa, la sfera di privati riuniti in pubblico che racconta se stessa come sfera pubblica borghese, che usa pubblicamente la ragione ( ciò implica la circolazione delle merci e delle notizie). Il dibattito letterario permette al borghese di ritrovarsi come soggetto sociale. La cultura nella sfera pubblica borghese ha un aspetto rilevante e caratteristico: fa scoprire la soggettività agli ex sudditi. Il suddito, controparte del potere pubblico, attraverso la sfera pubblica lettreraria e l’autodeterminazione, scoprirà la soggettività. Il dibattito letterario poggia i piedi su un’affermazione rivoluzionaria: perche la dimensione pubblica di un dibattito letterario assume funzioni politiche? E’ la parità tra i partecipanti al dibattito letterario.
privato-pubblico? Scopre l’intimità, la propria umanità di uomo e la profonda eguaglianza con tutti gli altri uomini, nobili e garzoni, matura l’universalizzazione della propria condizione umana, indipendentemente dalle condizioni di status e di ceto ( attraverso la sfera intima). Attraverso la cultura il privato-pubblico sente di essere interprete della propria vita, vive una società al pari degli altri conviventi. Il privato pubblico occupa inconsapevolmente da soggetto civile la società civile, fa esercizio di cultura, uso pubblico della ragione. Ragionare = criticare, sottoporre a dibattito razionale ad analisi ragionevole: scatta il meccanismo della Razionalità pura che in termini non filosofici, può essere chiamata giustezza. Inizia a radicarsi l’idea di giustizia nell’ex suddito come controparte del potere pubblico, non ancora in termini politici, ma di pubblica argomentazione. La soglia di soggettività socio-politica si raggiunge esclusivamente attraverso l’autodeterminazione, per cui le mie caratterizzazioni individuali hanno valenza politica. Come arriva a questa caratterizzazione politica? Attraverso l’autodeterminazione che ha come presupposti la sfera intima familiare e la sfera pubblica letteraria. Come si arriva all’esercizio del potere? Vi giungeremo attraverso termini psicologici e letterari. Acquisire funzioni politiche significa acquisire l’autodeterminazione, riconoscersi come soggetto sociale (che ha dei diritti e dei doveri) e politico attraverso l’autodeterminazione. Parla tra pari, arriva a mettere in dubbio l’autorità interpretativa: “ Veritas non auctoritas facit legem”. Questo processo è raggiunto tramite l’autodeterminazione socio-politica, il fatto di sapersi soggetto socio-politico e non individuo. Reclama sullo schema sociale lo svolgimento di una parte strutturata ( diritto ). L’autointendimento è la percezione di sé come soggetto sociale che ha dei diritti e dei doveri. Sociologia della vita quotidiana: soggetto che si sta autodeterminando, inizia a capire la propria collocazione sociale, ha spessore politico, si accorge che non è solo la sfera intima familiare a determinarlo, ma anche il mercato, l’organizzazione, l’autorità; inizia a comprendere il significato di essere pari, reclama l’istruzione per i propri figli, si vede come soggetto politico. Ragiona pubblicamente non più come borghese, ma come soggetto politico-sociale. Giustezza è la costruzione della pubblica argomentazione, è un parametro regolativo. L’idea di giustezza, dal punto di vista istituzionale ora è appannaggio del sovrano. Nel caffè attraverso la pubblica argomentazione
emerge l’idea di giustezza che si inserisce nella testa di un soggetto politico e riguarda anche quello che fa l’autorità. La giustezza è ciò che emerge dal dibattito razionale come puro presupposto regolativo.
Giustizia è l’organizzazione del potere, la definizione delle cose pratiche dal punto di vista di chi detiene il potere. I principi che regolano la giustizia: la giustizia è sempre conseguente ad un atto che il potere compie. Fino al 1789 la giustizia è relegata alla sfera pubblica rappresentativa, risponde a canoni caratteristici: l’individualità. E’ necessario darsi una norma che sussuma la giustizia. Ambivalenza nella figura del borghese: sfera intima familiare e sfera pubblica letteraria, privato e uomo, borghese e uomo. Abbiamo un quadro in cui vediamo la sfera pubblica borghese come sfera di privati riuniti in pubblico, formata fondamentalmente dagli uomini: borghese che è contemporaneamente soggetto che vive il mercato e le sue leggi non umanitarie e soggetto culturale, acculturato, pari aperto all’umanità degli uomini della sfera intima familiare. L’ambivalenza del privato, come soggetto borghese, soggetto privato e uomo, la ritroviamo nel pubblico, figlio della sfera intima familiare e della sfera pubblica letteraria o figlio del mercato. Donne e dipendenti sono esclusi dalla distinzione pubblico-politica. Lettrici, studenti e servitori partecipano alla discussione letteraria perché una della prerogative delle donne è quella di essere responsabili dell’istruzione dei figli e quindi è necessario avere un apetto culturale. E’ però ancora estranea al dibattito politico. Due forme della sfera pubblica: