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I CATTOLICI LIBERALI, Sintesi del corso di Storia Dei Rapporti Tra Stato E Chiesa

riassunti del libro "storia della chiesa" di giacomo martina morcelliana

Tipologia: Sintesi del corso

Pre 2010

Caricato il 20/01/2010

ericaunipg86
ericaunipg86 🇮🇹

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I CATTOLICI LIBERALI
A contrario degli intransigenti, loro, accettavano i principi dell’ ’89 e dicevano che se la chiesa in
tutti i paesi costituzionali è combattuta accade non per un’intrinseca incompatibilità fra liberalismo
e cristianesimo ma perché i cattolici, in maggioranza, ancora non hanno accettato il nuovo regime
politico.
E in cuor loro resta l’assolutismo dell’ancienne règime.
Rosmini ne “ le 5 piaghe” dimostrava a lungo come fosse ristretta la libertà di cui godeva la chiesa
nell’ancienne règime e deplorava soprattutto che il potere civile nominasse i vescovi e controllasse
l’amministrazione dei beni ecclesiastici.
Cavour
“la libertà la fine del privilegio, il diritto comune sarebbero stati utili alla chiesa”,
in sostanza: la formula era almeno per covour, il rifiuto di riconoscere la chiesa come
ordinamento giuridico originario.
Aspetti positivi del liberalismo:
più chiaro riconoscimento e maggior rispetto della persona umana,
notavano in fine le ambiguità e la contraddizioni ed i danni di una politica che rivendicando per se
la libertà quando si è in minoranza la nega agli altri quando si è in maggioranza.
La libertà della chiesa si poteva salvare nel mondo contemporaneo solo appellandosi al principio
della libertà generale non ad una specie di missione propria della chiesa.
Il papa osservava invece:
“ la chiesa non ammetterà mai come principio che la verità e l’errore possano essere predicati ai
popoli cattolici”
Il papa vuole la libertà di coscienza, ma! Non come principio generale!
La libertà della chiesa è il presupposto inderogabile della libertà politica, ne è la base ed allo stesso
tempo il più saldo baluardo
Elementi comuni:
- maggiore distinzione tra società civile e chiesa
- approfondimento del compito spirituale della chiesa
- desiderio di ritorno alla povertà
- rinunzia di mezzi coercitivi di sostegno alla propria autorità
tutto ciò porta a guardare con molto distacco l’appoggio dello stato quindi ad auspicare la
rinunzia al sistema concordatario.
L’avversione ai concordati si unisce alla rivendicazione delle prerogative locali.
Infine si condanna l’ecclesiasticismo post-tridentino che aveva:
- accentuato il carattere autoritativi e politico della chiesa
- separato il clero dal laicato.
-->da un altro punto di vista emerge il concetto di progresso nella dottrina della chiesa, questo
rinnovamento interno è indispensabile per la conquista di un’autentica libertà.
Ideali, argomenti, programmi, non avevano sempre la stessa chiarezza e lo stesso valore,
nell’esaltazione della libertà si finiva per sottovalutare o dimenticare le conseguenze negative.
la rivendicazione di una laicità dello stato e di una sua incompetenza nelle questioni religiose
poteva portare facilmente ad una politica che si esentasse da ogni considerazione spirituale.
Le idee rosminiane, ritenevano che, le riforme evitassero la rivoluzione che accogliendo le istanze
dei moderati in quel che vi era di giusto si isolavano e si svuotavano gli estremisti. La curia preferì
seguire la via opposta pensando che le riforme e le concessioni indebolivano l’autorità accrescevano
le esigenze dell’opposizione aprivano la via alla rivoluzione.
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I CATTOLICI LIBERALI

A contrario degli intransigenti, loro, accettavano i principi dell’ ’89 e dicevano che se la chiesa in tutti i paesi costituzionali è combattuta accade non per un’intrinseca incompatibilità fra liberalismo e cristianesimo ma perché i cattolici, in maggioranza, ancora non hanno accettato il nuovo regime politico. E in cuor loro resta l’assolutismo dell’ancienne règime. Rosmini ne “ le 5 piaghe” dimostrava a lungo come fosse ristretta la libertà di cui godeva la chiesa nell’ancienne règime e deplorava soprattutto che il potere civile nominasse i vescovi e controllasse l’amministrazione dei beni ecclesiastici. Cavour “la libertà la fine del privilegio, il diritto comune sarebbero stati utili alla chiesa”, in sostanza: la formula era almeno per covour, il rifiuto di riconoscere la chiesa come ordinamento giuridico originario. Aspetti positivi del liberalismo: più chiaro riconoscimento e maggior rispetto della persona umana, notavano in fine le ambiguità e la contraddizioni ed i danni di una politica che rivendicando per se la libertà quando si è in minoranza la nega agli altri quando si è in maggioranza. La libertà della chiesa si poteva salvare nel mondo contemporaneo solo appellandosi al principio della libertà generale non ad una specie di missione propria della chiesa. Il papa osservava invece: “ la chiesa non ammetterà mai come principio che la verità e l’errore possano essere predicati ai popoli cattolici” Il papa vuole la libertà di coscienza, ma! Non come principio generale! La libertà della chiesa è il presupposto inderogabile della libertà politica, ne è la base ed allo stesso tempo il più saldo baluardo Elementi comuni:

  • maggiore distinzione tra società civile e chiesa
  • approfondimento del compito spirituale della chiesa
  • desiderio di ritorno alla povertà
  • rinunzia di mezzi coercitivi di sostegno alla propria autorità  tutto ciò porta a guardare con molto distacco l’appoggio dello stato quindi ad auspicare la rinunzia al sistema concordatario. L’avversione ai concordati si unisce alla rivendicazione delle prerogative locali. Infine si condanna l’ecclesiasticismo post-tridentino che aveva:
  • accentuato il carattere autoritativi e politico della chiesa
  • separato il clero dal laicato. -->da un altro punto di vista emerge il concetto di progresso nella dottrina della chiesa, questo rinnovamento interno è indispensabile per la conquista di un’autentica libertà. Ideali, argomenti, programmi, non avevano sempre la stessa chiarezza e lo stesso valore, nell’esaltazione della libertà si finiva per sottovalutare o dimenticare le conseguenze negative.  la rivendicazione di una laicità dello stato e di una sua incompetenza nelle questioni religiose poteva portare facilmente ad una politica che si esentasse da ogni considerazione spirituale. Le idee rosminiane, ritenevano che, le riforme evitassero la rivoluzione che accogliendo le istanze dei moderati in quel che vi era di giusto si isolavano e si svuotavano gli estremisti. La curia preferì seguire la via opposta pensando che le riforme e le concessioni indebolivano l’autorità accrescevano le esigenze dell’opposizione aprivano la via alla rivoluzione.

ULTERIORE EVOLUZIONE DEL MOVIMENTO

FRANCIA la rivoluzione del 1848 vide una ripresa del cattolicesimo liberale, ma, c’era una duplice tendenza: chi…

  • sostiene il potere temporale del papa
  • difende le libertà moderne
  • contro i gallicane e chi…
  • difende le libertà ma! È diffidente verso i sforzi centralizzatori di roma. Polemica su rapporti tra chiesa e stato: INGHILTERRA la polemica centrale era la frequenze dei cattolici alle università protestanti.GERMANIA magonza Vs tubinga (scuole teologiche) Pro alla rigida volevano instaurare Ubbidienza ai un dialogo aperto Decreti romani con le nuove tendenze !! necessità di una maggiore autonomia in teologia!! ITALIA la conciliazione dell’unità nazionale con la libertà e l’indipendenza del papa La questione romana! Si sottolineava l’aspetto individuale e personale della religione Punto comune a tutti i cattolici liberali italiani era:
  • accentuazione del regime costituzionale
  • aspirazione all’unità ed all’indipendenza
  • maggiore divisione tra politica e religione
  • rinnovamento della chiesa… con una morale più austera.  a parte i punti comuni c’erano anche divergenze: 3 categorie:
  1. destra: sono i moderati, - rosmini- ; riconciliazione del cristianesimo con gli ideali moderni attraverso il rinnovamento della chiesa e della società.
  2. centro: incompetenza del papa nelle questioni meramente politiche – manzoni- ;la religione deve mantenersi scostata dalla politica e continuare la sua missione
  3. sinistra: rinnovamento della chiesa nelle strutture e nel dogma – gioberti- ; difese il diritto degli italiani all’indipendenza e all’unità proponendo una federazione sotto la presidenza del papa, non si limitava a difendere questa tesi, ma con parzialità additava nei gesuiti i veri nemici della civiltà.