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I generi televisivi ., Sintesi del corso di Teorie E Tecniche Del Linguaggio Televisivo

Reality e talk show, sitcom e tv movies, varietà, quiz e sceneggiati: ormai molti telespettatori hanno imparato a districarsi tra questi e molti altri termini che costellano i palinsesti televisivi. In questo volume si cerca di ricostruire la nascita del concetto di genere, la sua diffusione e i suoi sviluppi nella storia della televisione, le caratteristiche principali e la diffusione dei generi nell'attualità televisiva

Tipologia: Sintesi del corso

2019/2020

Caricato il 11/05/2020

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I generi televisivi
1. Breve storia delle teorie dei generi
Il genere è un’abitudine consolidata, un criterio di classificazione e un parametro indispensabile
per orientare i fruitori nella produzione mediale. Inoltre, è il frutto di una tradizione in quanto
nozione complessa e sfuggente, poiché si riferisce a tanti aspetti in base al punto di vista
adottato/uso del termine (soprattutto per la TV per via dell’ampio sviluppo).
La riflessione sull’arte e la letteratura accompagna la stessa attività artistica e letteraria
(Aristotele e Platone), dato che:
‘700, poetica di Aristotele: riscoperta nel Rinascimento, apre il dibattito sui generi
cos’è, qual è il suo ruolo e quali sono le caratteristiche?
È importante dire che le poetiche rinascimentali rappresentano un insieme di regole e
precetti che danno vita a dei vincoli ≠ Romanticismo.
‘800: è presente il “Mito” dell’autore e dell’arte come opera della sua sensibilità, da qui
la contrapposizione tra originalità e genere.
Inoltre, c’è un’evoluzione progressiva della posizione sociale dell’artista con l’affermarsi della
società borghese commerciale dato che fino ad allora egli era un nobile o con un rapporto
diretto ad un committente.
Seconda metà dell’800: si ha la nascita del mercato e dell’industria culturale e di
conseguenza la produzione deve poter raggiungere pubblici diversi e da qui il bisogno del
genere per rispondere alle nuove esigenze.
Si arriva così alla standardizzazione della produzione per soddisfare e costruire i gusti di
fasce specifiche di lettori o target. Il prodotto è:
Ideato e prodotto: secondo i canoni.
Distribuito e pubblicizzato: in modo massiccio attraverso diversi canali.
Fruito: da un pubblico vasto e indifferenziato (= diviso internamente in gruppi di
appassionati dei diversi generi).
Il genere così diventa elemento cardine dell’industria culturale (≠ definizione teorica) ed è
legato alle caratteristiche e al tempo stesso spiega come un’opera vive in società.
Ma:
Com’è possibile arrivare ad una classificazione dei prodotti comunicativi suddividendoli
in genere?
Attraverso un’impostazione:
Astratto-deduttiva: a priori in base alle caratteristiche.
Storico-induttiva: a posteriori in base al contesto sia di produzione che di consumo.
Ciò porta a dei rischi:
oOgni programma diventa un genere a sé per via delle troppe suddivisioni.
oLa creazione di nessun fondamento teorico di supporto alle suddivisioni.
Che cos’è un genere?
È il frutto complesso di una serie di operazioni di chi fa i prodotti e di chi li fruisce. Le sue
accezioni sono:
Proprietà produttivo-formale: linguaggio, modi di produzione e tecniche e tecnologie
(frequenza di messa in onda, riprese, ecc.).
Proprietà del contenuto: aspetti narrativi, ambientazione geografica e storica, tonalità,
aspetti relativi alle modalità di rappresentazione.
Funzione sociale: intrattenimento, educazione e informazione.
I generi continuano ad essere una bussola per il sistema dei media per produrre, distribuire e
fruirne è una realtà. Essi non sono legati solo ai testi, ma anche allo spazio culturale per
costruire un ponte tra il mondo della produzione e del consumo il genere è un’interfaccia
tra i produttori, i consumatori e i testi mediali stessi.
2. I generi nella storia della televisione italiana
Gli anni ’50: i generi nascono all’interno di un contesto storico determinato da modelli e
si evolvono con il mutare dei tempi. È fondamentale ripercorrere la storia della televisione
italiana per comprenderla, di fatti essa si sviluppa e si organizza:
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I generi televisivi

  1. Breve storia delle teorie dei generi Il genere è un’abitudine consolidata, un criterio di classificazione e un parametro indispensabile per orientare i fruitori nella produzione mediale. Inoltre, è il frutto di una tradizione in quanto nozione complessa e sfuggente, poiché si riferisce a tanti aspetti in base al punto di vista adottato/uso del termine (soprattutto per la TV per via dell’ampio sviluppo). La riflessione sull’arte e la letteratura accompagna la stessa attività artistica e letteraria (Aristotele e Platone), dato che:  ‘700 , poetica di Aristotele: riscoperta nel Rinascimento, apre il dibattito sui generi  cos’è, qual è il suo ruolo e quali sono le caratteristiche? È importante dire che le poetiche rinascimentali rappresentano un insieme di regole e precetti che danno vita a dei vincoli ≠ Romanticismo.  ‘800 : è presente il “Mito” dell’autore e dell’arte come opera della sua sensibilità, da qui la contrapposizione tra originalità e genere. Inoltre, c’è un’evoluzione progressiva della posizione sociale dell’artista con l’affermarsi della società borghese commerciale dato che fino ad allora egli era un nobile o con un rapporto diretto ad un committente.  Seconda metà dell’800: si ha la nascita del mercato e dell’industria culturale e di conseguenza la produzione deve poter raggiungere pubblici diversi e da qui il bisogno del genere per rispondere alle nuove esigenze. Si arriva così alla standardizzazione della produzione per soddisfare e costruire i gusti di fasce specifiche di lettori o target. Il prodotto è:  Ideato e prodotto : secondo i canoni.  Distribuito e pubblicizzato : in modo massiccio attraverso diversi canali.  Fruito : da un pubblico vasto e indifferenziato (= diviso internamente in gruppi di appassionati dei diversi generi). Il genere così diventa elemento cardine dell’industria culturale (≠ definizione teorica) ed è legato alle caratteristiche e al tempo stesso spiega come un’opera vive in società. Ma:  Com’è possibile arrivare ad una classificazione dei prodotti comunicativi suddividendoli in genere? Attraverso un’impostazione: → Astratto-deduttiva: a priori in base alle caratteristiche. → Storico-induttiva: a posteriori in base al contesto sia di produzione che di consumo. Ciò porta a dei rischi: o Ogni programma diventa un genere a sé per via delle troppe suddivisioni. o La creazione di nessun fondamento teorico di supporto alle suddivisioni.  Che cos’è un genere? È il frutto complesso di una serie di operazioni di chi fa i prodotti e di chi li fruisce. Le sue accezioni sono:  Proprietà produttivo-formale : linguaggio, modi di produzione e tecniche e tecnologie (frequenza di messa in onda, riprese, ecc.).  Proprietà del contenuto : aspetti narrativi, ambientazione geografica e storica, tonalità, aspetti relativi alle modalità di rappresentazione.  Funzione sociale : intrattenimento, educazione e informazione. I generi continuano ad essere una bussola per il sistema dei media per produrre, distribuire e fruirne  è una realtà. Essi non sono legati solo ai testi, ma anche allo spazio culturale per costruire un ponte tra il mondo della produzione e del consumo  il genere è un’interfaccia tra i produttori, i consumatori e i testi mediali stessi.
  2. I generi nella storia della televisione italiana  Gli anni ’ 50 : i generi nascono all’interno di un contesto storico determinato da modelli e si evolvono con il mutare dei tempi. È fondamentale ripercorrere la storia della televisione italiana per comprenderla, di fatti essa si sviluppa e si organizza:

 Da un punto di vista aziendale : produzione e distribuzione propri della radio. Quest’ultima ha lasciato in eredità la possibilità di trasmettere in diretta, la diffusione domestica degli apparati di ricezione e l’appartenenza dei sistemi produttivi allo Stato.  Dal punto di vista del contesto socioculturale : già ricco di offerte e contenuti, visto che il nuovo mezzo televisivo si confronta con i media che lo hanno preceduto. Evidenti sono i legami con la radio, di fatti inizialmente i telegiornali riprendono lo schema dei radiogiornali, così come i programmi musicali o di intrattenimento, un esempio lampante è dato da “The Guiding Light” (“Sentieri” su Canale5) che, nata dalla radio alla fine degli anni ’30 in radio, si è spostata sulla TV. Un altro mezzo con il quale si sono avuti dei collegamenti da parte della TV è stato il cinema con il quale condivide il linguaggio espressivo (= mix di immagini e suoni) e il teatro, il quale ha influenzato il mezzo in questione notevolmente, di fatti fin dall’inizio delle riprese della RAI viene ripreso e diffuso  La RAI delle origini, orientata all’educazione e all’alfabetizzazione (es: “Non è mai troppo tardi” che faceva vera e propria scuola). È importante dire che la narrativa televisiva assorbe e rielabora questi elementi in modo originale e ciò la porterà a trovare una via autonoma (es: “TV dei ragazzi”), si creano così nuovi generi che si basano sulle tre funzioni ancora in vigore “informazione, cultura e intrattenimento”.  Gli anni ’ 60 : la televisione si diffonde sempre più nelle case degli italiani riuscendo ad affermare la sua centralità nel sistema nazionale dei media. Inoltre, lo sviluppo delle tecnologie ha contribuito: o Alle trasmissioni via satellite che permettono la condivisione in contemporanea mondiale di grandi eventi di cronaca e di sport  il mezzo televisivo come nuovo medium in grado sia di produrre un senso inedito della realtà, sia di avvicinare nello spazio e nel tempo le varie popolazioni del mondo ( media events : campionati, lo sbarco sulla luna, etc.). o All’introduzione dei sistemi di registrazione videomagnetica (Ampex) che permettono di registrare e di montare le immagini riprese  il mezzo televisivo adotta modalità simili a quelle de cinema. È importante dire che se inizialmente la RAI aveva l’obiettivo di allargare al massimo la base di utenti, nel decennio successivo cercò di differenziare le proposte indirizzandole a segmenti di pubblico più specifici e così si arrivò alla creazione di programmi per i giovani, etc.  Gli anni ’ 70 : nella prima parte la televisione pubblica fa ancora riferimento ad un’impostazione tradizionale, mentre nella seconda parte il sistema radiotelevisivo cambia tenendo in considerazione la riforma che dà il via anche alla nascita di realtà televisive a livello locale  concorrenti. In termini di programmazione si verificano numerosi cambiamenti e si propongono nuovi generi (es: “Domenica In” che si distingue per la durata e per la capacità di creare un fil rouge e non per i contenuti e “Altra domenica” di Renzo Arbore che rappresenta l’alternativa giovanile  innovazione come “infotainment”, “Bontà loro” di Maurizio Costanzo, “Portobello” di Enzo Tortora).  Gli anni ’ 80 : vede l’affermazione di un modello televisivo fondato sulla coesistenza del servizio pubblico con un forte concorrente privato. Per misurare l’audience dei vari programmi, gli operatori del mercato pubblicitario (unica fonte di profitto per le televisioni private) impongono la nascita di sistemi di rilevazione dell’ascolto sempre più precisi  l’obiettivo diventa il conseguimento di indici di ascolto elevati. Ciò diventa sempre più difficile da raggiungere data anche l’invenzione del telecomando (con l’abbandono delle televisioni in bianco e nero) che portò alla nascita della pratica dello zapping. In questo panorama, la TV colonizza nuove fasce orarie (mezzogiorno, mattina, notte) e inizia a pensare a come modulare la propria offerta in base ai ritmi sociali e alle fasce di pubblico. Così si ha “Uno mattina” che alterna informazione, consigli utili e spettacolo in modo rapido, “Quelli della notte” o anche “Maurizio Costanzo Show”. È importante dire che le reti per

Bisogna inizialmente distinguere:  Il genere : si riferisce alle caratteristiche comunicative di un programma.  Il format : uno schema di programma che viene commercializzato su mercati internazionali, corredato d tutta una serie di informazioni riguardanti la possibile collocazione in palinsesto, le strategie promozionali, etc. Esso permette la realizzazione di un programma nei più diversi contesti televisivi, mantenendo invariati alcuni elementi ritenuti fondamentali, ma soprattutto è un prodotto commercializzabile, un modo per chi sviluppa programmi televisivi di proteggere legalmente e far fruttare economicamente un’idea vincente. È un concetto che nasce soprattutto per tutelare il diritto d’autore delle idee di un programma e per permetterne una commercializzazione.  I formati : la durata, il numero di episodi e i modelli produttivi. È legato al versante produttivo-distributivo. All’interno di un palinsesto si susseguono numerose tipologie di programmi che si differenziano in:  Non prodotti appositamente per la TV: corti o lungometraggi. o Il cinema : che ha costruito una complessa griglia di generi che ha sviluppato traendo spunto dai generi letterari popolari preesistenti e nello stesso tempo ha costituito un modello fondamentale per la successiva strutturazione del sistema dei generi della fiction televisiva (musical, western, avventura e fantasy, etc.). Rientrano anche i videoclip e i trailer. o La pubblicità : inizialmente di lunga durata (es: le pubblicità di 3 minuti in Carosello) per poi ridursi sempre più (spot). La ricerca di nuove formule per poter rispondere alle esigenze degli investitori pubblicitari porta all’ideazione di nuovi formati come:  La telepromozione : spazio pubblicitario all’interno di un programma.  La televendita : programma commerciale che presenta dei prodotti acquistabili via telefono.  Il billboard pubblicitario : invito all’ascolto o ringraziamento che viene inserito in testa o in coda ad un programma.  Il diario : messaggio pubblicitario breve (5 secondi) posizionato in testa al break. o La promozione : ha ripreso dalla pubblicità la brevità della comunicazione e dai trailer le modalità di presentazione dei prodotti e si differenziano in:  Evocativi : dedicato al lancio di nuovi programmi.  Di mantenimento : mantengono gli ascolti anche una volta che il programma ha debuttato.  Backstages : realizzati per lanciare le nuove fiction mostrano le fasi di lavorazione o le interviste ai protagonisti.  Prodotti per la TV: tutto il resto e si dividono in base alle routine produttive e distributive, dal tipo di rapporto stabilito con il pubblico, dalle funzioni svolte all’interno del sistema televisivo e dalle caratteristiche di contenuto e di forma:  La fiction : incentrata sulla presenza di una forma di racconto  macro-genere del racconto audiovisivo. Viene creato un mondo di fantasia in cui i personaggi e le vicende sono viste dall’esterno, non viene costruita una relazione con lo spettatore, anzi lo sguardo in macchina solitamente è vietato per mantenere il principio di verosimiglianza. Il tempo è scandito dalle regole della narrazione, gli spazi sono realizzati ad hoc o esterni, gli attori implicati sono abitualmente professionisti e gli stili sono desunti in parte dal cinema ma con alcune specificità proprie di alcuni sottogeneri, a livello di contenuto domina la forma del racconto audiovisivo. La fiction fonda la sua specificità sulla presenza di un’istanza narrativa (messa in scena di un mondo possibile, popolato di attori e animato da eventi e passioni).  L’ intrattenimento : fondato sulla funzione che deve svolgere (divertimento). Si tratta di un’etichetta di genere molto ampia, dal punto di vista temporale i programmi in

questione sono sia in diretta che registrati (ma prevale la prima), gli spazi utilizzati sono studi televisivi attrezzati, mostrati e dichiarati, i protagonisti possono essere molteplici, ma solitamente c’è almeno un conduttore e le caratteristiche estetico-formali possono essere diverse ma prevale lo schema scenico. Si cerca abitualmente il contatto con il pubblico. L’intrattenimento si caratterizza per la sua finalità immediata (quella di divertire), ottenuta attraverso una grande varietà di mezzi espressivi.  L’ informazione : incentrata sul rapporto diretto che dovrebbe consentire con realtà extra-televisiva. È il settore che offre al pubblico ricostruzioni, racconti, analisi e interpretazioni di ciò che accade nel mondo e si distingue dalla fiction è la funzione sociale di informare e l’atteggiamento assunto nei confronti del pubblico. Per quanto riguarda il tempo si preferisce la diretta per garantire la “presa” sulla realtà, gli attori sono giornalisti, le caratteristiche registico-estetiche cercano di garantire chiarezza e le modalità di argomentazione sono molteplici dato che il conduttore dovrebbe essere distaccato, ma si cerca sempre più di suscitare emozioni nel pubblico. Il carattere fondamentale dell’informazione è la specifica funzione sociale che deriva dal contenuto di programmi (centrati sulla rappresentazione e la divulgazione della realtà extra-televisiva).  La cultura-educazione : basata sulla funzione sociale che assolve e sui contenuti (provenienti da determinati settori della conoscenza. Ne rientrano tutti i programmi dedicati all’arte, la letteratura, la storia, etc. anche se presentati con forme simili a quelle di altri macro-generi. Non sono vincolati ad una messa in onda immediata e si può affermare questo genere si riallaccia a quello dell’informazione. Gli elementi fondamentali di quest’area sono la funzione sociale presupposta (educativa) e i contenuti proposti. Queste categorie rappresentazione la sedimentazione all’incrocio tra produzione, distribuzione, pubblico e programmi di una serie di caratteristiche: → Produttivo - formali : o I tempi : durata, frequenza di emissione, collocazione in palinsesto, trasmissione diretta o registrata. o Gli spazi : luoghi di ripresa, organizzazione scenica. o Gli attori implicati: professionisti, esperti, ospiti, pubblico, persone comuni. o Gli stili registico-estetici : luci, stili di regia, caratteristiche estetiche (design, abbigliamento, etc.). → Di contenuto : argomenti trattati, modalità di trattamento (ironia, oggettività, etc.) e modalità d’argomentazione (dibattito ricostruzione funzionale, etc.). → Funzione sociale : intrattenere, educare, informare. → Relazione con lo spettatore : passioni suscitate (suspense, tensione, divertimento, etc.) e modalità di coinvolgimento. È importante dire che con il proliferare di emittenti e case di produzione in ogni parte del mondo si cerca sempre di superare gli schemi e andare oltre le attese precostituite dal pubblico  rielaborazione e rimodellamento dei generi:  Gli innesti : prendere una o più caratteristiche fondamentali di un genere e innestarle su di un programma pienamente riconducibile ad un altro genere (es: “Buona la prima!” fiction

  • improvvisazione teatrale)  Gli adattamenti : prendere un programma con tutte le sue caratteristiche di genere e di adattarlo ad un contenuto differente da quello cui di solito è ricollegato (anche con intenti parodistici o satirici, es: “Striscia la notizia” varietà musicale e comico + telegiornale).  Le ibridazioni : creare programmi che mescolano in modo paritario elementi appartenenti ad un genere consolidato con elementi legati ad altri generi così da rendere impossibile definire quale sia il genere dominante (es: infotainment o docudrama).

→ La soap opera : nata alla fine degli anni ’30 in radio, si è dimostrata fin dall’inizio un prodotto perfetto per la televisione. Dimostra l’importanza del genere nell’industria culturale in quanto nasce da un’idea dei produttori di detersivi, sponsor e promotori di questo tipo di programmi per mostrare i loro prodotti, di conseguenza l’obiettivo era la possibilità di fidelizzare il pubblico alla storia e ai personaggi così da garantirsi vendite costanti tenendo conto che la maggior parte del target fosse maggiormente femminile (es: “Beautiful”, “EastEnders”, “Centovetrine”). Inoltre, sono presenti le “ supersoap ” che si distinguono per via dell’impegno produttivo che le caratterizza e i contenuti non riconducibili solo al sentimento (es: “Segreti di Twin Peaks”, “Dynasty”). È un sottogenere che sta tornando nel panorama televisivo (es: “Lost”, “Desperate housewives”). → La telenovela : genere per antonomasia della televisione centro e sudamericana. Si differenzia dalla soap opera per l’arco narrativo che prevede una fine per quanto dilazionata in tempi molto lunghi e per la vicenda del personaggio principale che si sviluppa lungo tutte le puntate. In Italia viene considerata al pari delle soap opera e di conseguenza viene programmato con una prevalenza per le fasce notturne, mentre nel resto del mondo questo format fa parte del prime time (es: “Il Mondo di Patty”). o Sitcom : situation comedy. Potrebbe essere considerato come un caso specifico delle serie, ma si è da tempo consolidato come genere autonomo, si tratta di una commedia di situazione della durata di mezz’ora lorda che prevede la presenza di personaggi fissi, un’ambientazione standard e una o al massimo due storie raccontate in ogni episodio e la prevalenza di contenuti umoristici o comici. La sceneggiatura è strutturata tradizionalmente in tre atti:

  1. L’equilibrio iniziale viene disturbato dall’irrompere sulla scena di un determinato problema.
  2. Si vedono le reazioni dei personaggi e i tentativi di soluzione.
  3. La questione viene risolta e si ristabilisce l’ordine. (es: “Il mio amico Arnold”, “Friends” dove si inizia ad inserire l’elemento della continuità e nella quale si utilizzavano ancora le tradizionali tre macchine da presa ≠ single camera show. Inoltre, es: “Scrubs” dove oltre la risata si ha l’obiettivo di raccontare il mondo della medicina). In Italia inizialmente oltre che sulla dimensione narrativa (basata su equivoci per dare vita a gag e battute) ci si concentrava sullo sketch da varietà, mentre ora ci si avvicina al modello americano (es: “Camera Café”). o Cartoon : si sono sviluppati soprattutto a partire dalle regole di genere e sui formati tipici della fiction. Fin dagli anni del muto hanno raccontato storie (semplici, complesse, gag, corti e lungometraggi) incentrate su personaggi ricorrenti (es: “Tom e Jerry”) ≠ i cartoon giapponesi che si ispirano più al formato serie o serial (es: “Robot Goldrake”). Negli anni ’90 gli USA hanno sviluppato una nuova tipologia di prodotto ispirati soprattutto alla Sitcom (es: “I Simpson”). L’Italia, invece, ha una tradizione nell’ambito del fumetto e solo negli anni duemila ha saputo imporre sui mercati internazionali qualche programma basato su personaggi ideati nel nostro paese (es: “Winx”).  Il genere narrativo : si riferisce al sistema dei generi già consolidato dal cinema e dalla letteratura che divide i testi in:  Mondo rappresentato : la distinzione si basa sul luogo e sul tempo in cui sono ambientate le vicende narrate:  Western : diffuso negli USA degli anni ’50 e ’60 in formati da 30 minuti e che ha innestato altri spunti sugli elementi caratterizzanti desunti dal cinema come “Rintintin” la quale accoppiata bambino-cane richiama un contesto familiare in una dimensione di avventura.

Fantascienza : il suo sviluppo va di paro passo con quello cinematografico, sono presenti due grandi modelli in cui si mette a punto il linguaggio del genere: → “Star Trek”: le avventure “alla scoperta di nuovi mondi” portano elementi di somiglianza con il cinema western e più in generale di avventura. → “UFO: Base Luna” e “Spazio”: si inserisce un’aura di mistero Ciò ha dato vita a numerosi innesti come “La donna bionica” dove il richiamo fantascientifico si limita agli espedienti tecnologici che consentono ai protagonisti di dotarsi di poteri superiori. Inoltre, importanti sono anche le trasposizioni in serie televisive di eroi dei fumetti (es: “Smallville”).  Giallo-poliziesco : uno dei più diffusi e per questo ha diverse sfumature. Innanzitutto, bisogna distinguere: o Il giallo : presenta abitualmente un omicidio, uno o più investigatori non necessariamente professionisti e una struttura narrativa basata essenzialmente sulla ricerca di indizi e prove contro il colpevole.  Una sottocategoria è il legal drama dove la ricerca degli indizi è compiuta da un avvocato, la risoluzione del caso la si ha in un processo e la performance è investigativa e oratoria. o Il poliziesco : presenta come protagonisti i tutori dell’ordine. Con il tempo questo genere ha sviluppato diversi filoni, variando la tipologia dei personaggi che però rimanevano fissi, poi trasformando il distretto stesso in protagonista (es: “New York Police Department”, “Distretto di polizia”) ed infine spostando il genere sul “procedural” che descrive in modo dettagliato e preciso delle tecniche di investigazione utilizzate (es: “CSI Miami”, “RIS delitti imperfetti”). Altri generi sono:  L’ action : lo schema poliziesco è al servizio di scene ad alto impatto spettacolare (es: “Squadra speciale Cobra II”).  Lo spionaggio : non appartiene di diritto al giallo-poliziesco, ma ne condivide alcune caratteristiche.  Il poliziesco all’ italiana : improntato alla commedia con personaggi ricchi di umanità e di difetti, ambienti e situazioni estremamente comuni e riconoscibili (es: “Carabinieri”)  indagini, commedia e sentimento.  Ospedaliero : non presente nel cinema, ma di origini più strettamente televisive poiché in grado di dare un serbatoio inesauribile di storie, situazioni e passioni (es: “Sentieri”, “Terapia d’urgenza”), in Italia è stato pressoché abbandonato.  Storico-biografico : il contenuto è desunto da fatti storici o da biografie di uomini famosi. Si tratta di fiction con formati che prevedono una conclusione della narrazione (es: “Giovanni Falcone”, “C’era una volta la città dei matti”, etc.) e l’intreccio tra vita pubblica e intima dei personaggi.  Letterario : obbliga a formati non aperti (es: “I promessi sposi”, “Cenerentola”)  l’intentio operis deve coincidere con l’intentio lectoris e l’itentio auctoris.  Tipo di coinvolgimento dello spettatore: fa riferimento agli effetti, soprattutto emotivi, che il programma vuole suscitare nello spettatore e si hanno i seguenti generi:  Comico : è fondamentale sollecitare il riso da parte dello spettatore attraverso l’uso di personaggi con caratteristiche fisiche o morali estremizzate e caricaturali (es: “Un ciclone in famiglia”), situazioni paradossali o fondate su equivoci (es: “Casa Vianello”), giochi di parole e gag mute.  Thriller : ha a che fare con crimini e delitti ma si differenzia dal giallo-poliziesco per via del coinvolgimento diretto del protagonista nella vicenda criminosa e una costruzione testuale che mira a creare effetti di tensione nello spettatore e una maggiore incertezza riguardo la conclusione della storia.  Horror : solitamente vietato ai minori, quindi meno diffuso nella televisione generalista e l’effetto ricercato è la paura.

o La real TV: non utilizza elementi legati all’intrattenimento (es: “un giorno in pretura”, “chi l’ha visto?”, “Forum”) o I reality show di prima generazione: caratterizzati da: → L’emotainment: è centrale la dimensione emotiva e passionale per creare occasioni di spettacolo (es: “C’è posta per te”). → Il dating show: gira intorno all’idea che la televisione possa far incontrare e innamorare due persone (es: “Uomini e donne”, dove il corteggiamento è fondato su di un meccanismo di gara “Temptation island” dove si cerca di verificare la solidità della relazione). o Lo psychodrama reality show: dà la possibilità al pubblico di seguire le vicende viste le riprese fatte 24/7 di persone costrette a vivere insieme in contesti particolare, ciò crea una specie di esperimento sociopsicologico (es: “Grande Fratello”). Inoltre, sono presenti meccanismi di game, le modalità di presentazione dei personaggi (persone comuni) tipiche della fiction o soap opera e l’utilizzo del talk show per discutere, raccontare e rivivere i momenti salienti. Altri esempi sono “L’isola dei famosi” che gioca sulla possibilità di vedere in difficoltà personaggi pubblici. o I talent show: come “Amici” e “Xfactor” che racchiudono anche l’elemento di “dreams come true”. o Il makeover : si basa sull’idea che la televisione operi mutamenti sostanziali (es: “Il brutto anatroccolo”, “Bisturi! Nessuno è perfetto”, “Vendo casa… disperatemente”). o Il changing : si tratta di mettere i partecipanti in situazioni sociali diverse dal solito e osservarne i comportamenti (es: “Lotta di classe”, “cambio moglie”) ≠ coaching (es: “Ma come ti vesti?!”). o Le docusoap : ibrido tra documentario e soap opera dove vengono seguite con le telecamere le singole persone o gruppi impegnati in qualche tipo di attività e il materiale girato viene rimontato cercando di costruire sequenze narrative che rimandino alla struttura del racconto tipico della televisione (es: “Tamarreide”, “Undercover boss”, “SOS Tata” che è anche coaching).  Talk show : racchiude programmi:  Autonomi incentrati in prevalenza su un dialogo, un dibattito, un confronto o un’intervista (vista come sottocategoria del talk show):  Segmentazione per contenuti : palinsesti generalisti le quali conversazioni toccano qualsiasi argomento dai più leggeri ai più impegnativi dove il conduttore ha la funzione di guida e di indirizzo (es: “Maurizio Costanzo Show” dove l’ambientazione teatrale con il pubblico consente una maggiore spettacolarizzazione, “Porta a Porta” dove il ritmo della conversazione è basato sull’ingresso dilazionato dei partecipanti). In base ai temi che si toccano il talk show può essere ricondotto al genere dell’informazione, culturale-educativo e così via.  Segmentazione per schema : dipende dagli elementi su cui ci si vuole concentrare per operare la suddivisione.  Segmenti di altri programmi che siano imperniati sempre sulla conversazione.

  1. L’informazione Riportando ciò che accade nel mondo la televisione ha messo a punto e codificato un vero e proprio sistema di generi:  I telegiornali : la sua evoluzione è stata lenta ma inesorabile grazie alle innovazioni tecnologiche e alla necessità di essere sempre più competitivi. Gli elementi importanti sono:  Le modalità di conduzione : dallo stile rigido e inespressivo (“ventriloqui”) ad uno stile personale (es: ricondurre il conduttore alla testata come Enrico Mentana per La7). Fin dagli anni ’90 si è cercato di coinvolgere maggiormente lo spettatore e rendere più dinamica e varia l’attività di lettura delle notizie  conduzione a due, inquadrature strette per sottolineare le espressioni del viso, etc.

 L’ allestimento dello spazio nello studio: i tg sono diventati spazi completi, decorati e percorribili negli ultimi anni. La grafica diventa più ricca e raffinata e ciò favorisce la differenziazione tra le varie testate.  La scelta dell’ impaginazione delle notizie: si è ridotto lo spazio delle notizie politiche a vantaggio della cronaca. Inoltre, le notizie vengono presentate sempre più in modo discorsivo per semplificare il contenuto e coinvolgere il pubblico. Importante è il fattore evidenziato dalla TV di essere sempre in diretta con il mondo, spesso per mettere in risalto ciò i giornalisti vengono inviati nelle zone in questione. Ultimamente si ha la forma di TG “a flusso” (es: “TGCOM24”).  Il linguaggio utilizzato sia verbale che visivo: sempre più personale.  I reportage e le inchieste : i primi sono i resoconti filmati realizzati da giornalisti singoli o riuniti in tema, l’oggetto di questo tipo di prodotto giornalistico va dall’approfondimento di notizie all’ordine del giorno alla vera e propria indagine. Essi possono essere realizzati con diversi stili, mettendo ad esempio il giornalista in primo piano o privilegiando uno stile narrativo invece di un altro e così via.  I magazine informativi (infotainment): tipologia ibrida, sono programmi che mettono insieme notizie, collegamenti, interviste, servizi di costume, cronaca, etc. (es: “Verissimo”). Si distinguono:  I contenitori : programmi che mescolano cronaca, interviste, gossip e ampie parti di spettacolo (es: “Uno mattina”).  I programmi che spettacolarizzano la vita vissuta: degli esempi ne sono “Dual Survival” che fa vedere all’opera due esperti di sopravvivenza in luoghi desolati e pericolosi e “Ultimo minuto” in cui vengono ricostruite situazioni di pericolo realmente accadute raccontate da sopravvissuti.  I programmi tematici : dove si affrontano specifici ambiti (es: “Linea Verde”).  I talk show a contenuto informativo: la parola è al centro del programma ma con una precisa funzione comunicativa. L’attualità e la politica sono tra gli argomenti più frequenti (es: “Porta a Porta”).  I programmi di servizio pubblico : è caratterizzata dalla presenza di giornalisti e l’aggancio con la realtà (es: “”Mi manda Raitre”, “Striscia la notizia”, “Iene”, programmi dedicati al meteo e al traffico, riprese dirette di sedute parlamentari o di celebrazioni religiose, “Telethon”, “La fabbrica del sorriso”)

  1. Cultura ed educazione È il primo macro-genere ad essere stato praticato e ne rientrano i programmi che:  Si propongono di assolvere la funzione sociale dell’educazione.  Presentano contenuti appartenenti al mondo della letteratura, del teatro e così via.  Hanno la possibilità di essere riproposti in tempi diversi non essendo legati all’immediatezza.