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I perossisomi e il citoscheletro, Sbobinature di Biologia Cellulare

Descrizione dei perossisomi e la loro funzione. Inizio spiegazione su ruolo e funzioni del citoscheletro. Parole della docente pedestremente riportate per iscritto secondo le lezioni seguite in classe

Tipologia: Sbobinature

2021/2022

In vendita dal 08/09/2022

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marta-consiglio 🇮🇹

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PEROSSISOMI
Organulo delimitato da membrana.
Scoperti da Christian de Duve (lo stesso che ha scoperto e isolato i lisosomi).
Ha usato la centrifugazione cellulare frazionata che ha permesso di identificare questi
‘microcorpi’ e distinti rispetto ad altri elementi vescicolari per la presenza di enzimi diversi
rispetto a quelli dei lisosomi. Sono specializzati nell’ossidazione delle molecole, per cui gli
enzimi saranno ossidativi che catalizzeranno reazioni di ossidazione.
Principale sede di utilizzo di ossigeno della cellula.
CARATTERISTICHE
- delimitati da membrana
- forma sferica\bastoncellare
- non hanno posizione cellulare fissa, ma sono dispersi
- la loro presenza in termini quantitativi può variare in base al tipo cellulare, dieta,
stimoli ormonali, risposta ai farmaci
- sono abbondanti in cellule renali e epatociti (cell. del fegato) mammiferi; legato alla
funzione nel contesto della detossificazione da sostanze tossiche (anche farmaci)
In alcune specie animali si può
riconoscere un nucleoide o
nucleo cristalloide (aggregato
di cristalli di urato ossidasi,
enzima che non è presente in
tutte le specie, es. non si trova
nelle cellule dell’uomo).
Nelle cellule dell’uomo per
identificarli al microscopio e non
confonderli con i lisosomi
potremmo utilizzare la tecnica di
immunofluorescenza o
immunocitochimico che ci
permette di visualizzare la
localizzazione delle molecole;
nei perossisomi troveremo enzimi tipici di questi organuli e quindi capiremo che si tratta di
perossisomi e non di lisosomi. Un altro metodo ci permette di determinare un determinato
enzima sulla base della sua attività.
Se riconosciamo l’enzima
→ catalasi: perossisomi
→ fosfatasi acida: lisosomi
Nei perossisomi avvengono reazioni di ossido riduzione dove il prodotto di scarto è il
perossido di idrogeno. L’enzima catalasi permette ai perossisomi di degradare il perossido.
FORMAZIONE PEROSSISOMI
X divisione di perossisomi preesistenti
C’è contributo derivante dal RE; si pensa che ci siano regioni specializzate del RE che
concentrano sulla loro membrana delle proteine (pex 3) che sono specifiche dei
perossisomi. É proprio dal distacco di queste vescicole che si ottengono delle porzioni di
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PEROSSISOMI

Organulo delimitato da membrana. Scoperti da Christian de Duve (lo stesso che ha scoperto e isolato i lisosomi). Ha usato la centrifugazione cellulare frazionata che ha permesso di identificare questi ‘microcorpi’ e distinti rispetto ad altri elementi vescicolari per la presenza di enzimi diversi rispetto a quelli dei lisosomi. Sono specializzati nell’ossidazione delle molecole, per cui gli enzimi saranno ossidativi che catalizzeranno reazioni di ossidazione. Principale sede di utilizzo di ossigeno della cellula. CARATTERISTICHE

  • delimitati da membrana
  • forma sferica\bastoncellare
  • non hanno posizione cellulare fissa, ma sono dispersi
  • la loro presenza in termini quantitativi può variare in base al tipo cellulare, dieta, stimoli ormonali, risposta ai farmaci
  • sono abbondanti in cellule renali e epatociti (cell. del fegato) mammiferi; legato alla funzione nel contesto della detossificazione da sostanze tossiche (anche farmaci) In alcune specie animali si può riconoscere un nucleoide o nucleo cristalloide (aggregato di cristalli di urato ossidasi, enzima che non è presente in tutte le specie, es. non si trova nelle cellule dell’uomo). Nelle cellule dell’uomo per identificarli al microscopio e non confonderli con i lisosomi potremmo utilizzare la tecnica di immunofluorescenza o immunocitochimico che ci permette di visualizzare la localizzazione delle molecole; nei perossisomi troveremo enzimi tipici di questi organuli e quindi capiremo che si tratta di perossisomi e non di lisosomi. Un altro metodo ci permette di determinare un determinato enzima sulla base della sua attività. Se riconosciamo l’enzima → catalasi: perossisomi → fosfatasi acida: lisosomi Nei perossisomi avvengono reazioni di ossido riduzione dove il prodotto di scarto è il perossido di idrogeno. L’enzima catalasi permette ai perossisomi di degradare il perossido. FORMAZIONE PEROSSISOMI X divisione di perossisomi preesistenti C’è contributo derivante dal RE; si pensa che ci siano regioni specializzate del RE che concentrano sulla loro membrana delle proteine ( pex 3 ) che sono specifiche dei perossisomi. É proprio dal distacco di queste vescicole che si ottengono delle porzioni di

membrana con queste proteine che, fondendosi tra loro, contribuiscono alla biogenesi dei perossisomi. La formazione del perossisoma necessita di membrana (che si forma per gemmazione dal RE formando le vescicole che fondendosi tra loro danno origine al perossisoma), che però deve essere arricchita di altre proteine ( perossina ) specifiche dei perossisomi che sono sintetizzate dai ribosomi liberi. Tutto ciò che riguarda la biogenesi dei perossisomi nelle cellule figlie implica che la quantità di perossisomi che si trovano già nelle nuove cellule formatesi in seguito alla divisione, va in contro a biogenesi di nuovi perossisomi (in parte da perossisomi preesistenti e in parte nutriti da vescicole che arrivano x gemmazione dalla membrana del reticolo e da proteine sintetizzate dai ribosomi nel citosol). Il meccanismo che porta alla formazione di gemme è mediato dalle proteine pex3 e pex pex = peroxine

  • pex3 → proteina transmembrana che recluta la pex 19
  • pex 19 → proteina farnesilata; proteina citosolica (sintetizzata dai ribosomi liberi) va in contro a modifica post traduzionale, nel citosol, che consiste nell’aggiungere un gruppo isoprenile (lipide) che consente a questa proteina, una volta che interagisce con pex3 transmembrana, di agganciarsi alla membrana tramite questa coda lipidica. L’interazione tra le due proteine è coinvolta nel distacco della gemma e grazie ad altre proteine ci sarà la fusione di queste vescicole con perossisomi preesistenti o con altre vescicole. Queste perossine prodotte dai ribosomi liberi nel citosol avranno nella loro sequenza un segnale (sequenze di AA) che le indirizzeranno ai perossisomi (segnale SKL; S= ser, K= lys, L= leu). A seconda del tipo di segnale ci sono diverse pexine sulla membrana dei perossisomi in grado di mediare nell’inserimento della proteina nel perossisoma. CATALASI Proteina tetramerica (ha struttura quaternaria, quattro polipeptidi organizzati a formare la proteina e al suo interno ha 4 gruppi eme che legano il ferro.) Proteina importata nei perossisomi nella sua forma quaternaria. Riconosciuta grazie al segnale SKL e trasferita grazie al segnale di importazione PTS1 che è esposto in una delle 4 catene polipeptidiche che formano la catalasi. Ci saranno peroxine che riconosceranno il segnale e altri complessi di membrana, che agiscono come traslocatori, che favoriscono l’ingresso di questo grosso complesso macromolecolare nei perossisomi, richiedendo energia (idrolisi ATP).

Metabolismo lipidico: degradazione acidi grassi l’acetaldeide sarà convertita poi in acido acetico dall’enzima aldeide deidrogenasi Ossidazione dell’acido urico

sintesi di plasmalogeni CITOSCHELETRO FUNZIONE → Da forma e struttura alla cellula ed è fondamentale nella dinamica intracellulare (permette agli organuli interni di muoversi dentro la cellula) e extracellulare (movimento cellula sul substrato). Costituito da 3 tipi di filamenti proteici (proteine unite a formare polimeri filamentosi):

  • microtubuli
  • filamenti di actina o microfilamenti
  • filamenti intermedi DIFFERENZE TRA LE TRE FROME DI SUBUNITà
  • microtubuli →subunità proteiche sferiche che interagiscono tra loro attraverso legami semplici a formare il microtubulo → tubo molto piccolo, struttura allungata cilindrica con cavità interna
  • filamento di actina → subunità proteiche sferiche
  • filamento intermedio → subunità proteica non sferica e globulare ma fibrosa e allungata.
  • organizzazione spaziale → nelle cellule polarizzate gli organuli hanno localizzazione specifica, garantita dall’interazione con il citoscheletro PLACHINE La rete di citoscheletro è garantita da presenza di proteine, le plachine, che fanno da ponte collegando tra loro filamenti proteici del citoscheletro dello stesso tipo o di tipo diverso. Queste proteine hanno regioni specializzate della loro sequenza che interagiscono, attraverso un sito di legame,con ciascun tipo diverso di filamenti. Formano quindi questa forma di reticolo di filamenti del citoscheletro collegando tra loro diversi filamenti.