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i processi cognitivi e apprendimento prof. IANI master rieducazione dsa
Tipologia: Appunti
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I processi cognitivi: apprendimento Di che cosa parleremo?
neuronale (modificazione funzionali e strutturali):
(Pavlov) e il condizionamento operante (Skinner). Il comportamento associativo è stato oggetto di studio dei comportamentisti e bisogna parlarne perché il condizionamento classico ha a che fare con l'instaurarsi di associazioni di determinati eventi. Pavlov era un fisiologo che facendo degli studi sulla digestione, studiava il riflesso di salivazione del cane, ha scoperto che il cane produce saliva in maniera riflessa quando vede il cibo. Si era accorto che se faceva precedere alla presentazione del cibo il rumore di una campanella, il cane iniziava a salivare al suono della campanella anche in assenza di cibo. Affinché si verifichi il processo del condizionamento classico è necessario che vi sia uno stimolo incondizionato (SI) capace di causare da solo una risposta incondizionata (RI) (cibo→saliva). Quello che gli studi di Pavlov hanno messo in evidenza è che stimoli neutri (SN) se ripetutamente accoppiati con uno stimolo incondizionato sono in grado di di trasformarsi in stimoli condizionati (SC) e quindi di causare a loro volta una risposta, detta risposta condizionata (RC). Tanto più numerosi saranno gli accoppiamenti tra SI e SC tanto più forte sarà l'associazione che si viene a creare fino ad arrivare ad un livello plateau (livello massimo superato il quale il rafforzamento non aumenta). In seguito è stato dimostrato che se viene presentato solo lo SC senza presentare il cibo (SI), avviene la cosiddetta estinzione, ossia il cane smette di emettere la risposta condizionata (salivazione) alla sola presentazione di SC (è proprio per questo che si chiama risposta condizionata, perché può scomparire se il cibo non arriva). Scompare realmente? No. I comportamentisti non si interessavano dei processi interni, ma il fatto che la risposta non scompaia è importante. Se dopo un certo periodo di tempo io ripresento la campanella senza SI, vi è una risposta, seppure debole→si parla in questo caso di recupero spontaneo. Se non viene accompagnata dal cibo scompare nuovamente, ma ancora una volta non viene persa. Che la relazione tra SC e RC non scompaia è dimostrato dal fatto che se in seguito vengono ripresentati insieme SC e SI, ossia vengono ricreate le associazioni, l'associazione SC→RC viene appresa più velocemente → fase di riacquisizione. Il rafforzamento delle associazioni diventa subito più forte perché era già stato appreso in precedenza → ciò dimostra lo stretto legame tra apprendimento e memoria. Ci sono dei fenomeni del condizionamento classico molto importanti e di livelli/ordini diversi. Andiamo a vedere quelli di primo livello:
SC' + SC → salivazione SC' → salivazione Il condizionamento di livello superiore si verifica laddove lo SC' è predittivo , se non lo è non si crea il rapporto, detto in altre parole le caratteristiche degli stimoli possono far sì che certe associazioni si creino o meno.
È necessario quindi sottolineare questa distinzione tra ➢ comportamenti rispondenti (condizionamento classico): riflessi innati e comportamenti appresi tramite condizionamento pavloviano. ➢ Condizionamenti operanti : non derivano da riflessi innati ma emessi volontariamente dall'organismo (termine generico) al fine di produrre una determinata conseguenza. Cos’hanno visto gli studiosi che hanno studiato i condizionamenti operanti? l’animale i primi tempi metterà in atto comportamenti casuali in cerca di un’uscita o di oggetti rilevanti (es. cibo). Skinner ha visto che se l’animale casualmente preme la leve e riceve del cibo, quel comportamento diventa sempre più frequente → l’animale impara l’associazione tra comportamento (premere la leva) ed evento (ricevere il cibo). È stata quindi elaborata la “legge dell'effetto” (Thorndike, 1911): il comportamento è controllato dalle sue conseguenze. Se invece a quel comportamento non segue una risposta rilevante, non verrà rinforzato il comportamento e continuerà a comparire in maniera casuale. Un concetto molto importante introdotto da questi studiosi è il concetto di rinforzo, ossia qualsiasi evento che aumenta la probabilità della risposta. Vi possono essere due tipi di rinforzo:
(se il bambino prova poco piacere nello studio e molto nel gioco, rinforzato il fatto che studi con la promessa che dopo potrà giocare potrebbe inficiare sulla sua motivazione intrinseca allo studio perché il bambino farà l’azione di studiare solamente perché dopo sa che potrà giocare). 2 – La metacognizione sono gli insiemi di processi che da una parte monitorano i processi in gioco dell’apprendimento e dall’altra parte regolano le strategie. Rifletto sul mio processo di apprendimento, lo controllo e metto in atto strategie opportune. Due aspetti sono molto importanti: la auto-attribuzione che sarebbe come mi spiego gli esiti dell’apprendimento (legato al concetto di lotus of control) e l’auto-efficacia cioè quanto io credo di essere in grado di svolgere e raggiungere gli obiettivi prefissati. L’ APPRENDIMENTO OSSERVATIVO è un meccanismo che mi permette di imparare osservare gli altri. Questo apprendimento può assumere due forme: Apprendimento sociale (Bandura) Apprendimento per imitazione Imparando modelli generali acquisizione di specifici atti di comportamento comportamentali (si rifà ai neuroni specchio). L’apprendimento osservativo è influenzato dalla motivazione, dalle caratteristiche del modello di riferimento (se è debole, autorevole ecc..), dalle aspettative relative alle conseguenze del comportamento e dal condizionamento vicario secondo cui apprendo le conseguenze di un comportamento anche vedendole solamente senza esperirle in prima persona. [i neuroni specchio sono dei neuroni motori che non rispondono solo quando compiamo fisicamente l’azione ma anche quando vediamo la stessa azione compiuta da qualcun altro. Quindi davanti ad azioni fatte dagli altri c’è una sorta di simulazione nel nostro cervello e si ipotizza che questo avvenga per permetterci di comprendere l’azione degli altri]. APPRENDIMENTO ESPLICITO VS. IMPLICITO L’apprendimento esplicito è un processo attivo, intenzionale e voluto. Questo è tutto consapevole ed è finalizzato ad uno scopo. Questo apprendimento può essere verbale o dichiarativo quando acquisisco regole o contenuti verbali, oppure può essere non-verbale/spaziale quando acquisisco contenuti non-verbali o spaziali. Questo tipo di apprendimento è caratterizzato dal fatto che le conoscenze che acquisisco possono essere esplicitate verbalmente e inoltre è molto veloce. L’apprendimento implicito invece è un processo inconsapevole. Questo apprendimento può essere associativo o non-associativo oppure verbale o non-verbale. In quello verbale siamo nel caso di acquisizione di sequenze di stimoli verbali o acquisizione del linguaggio nei primi anni di vita; quello invece non-verbale quando acquisiamo abilità motorie (procedurale) o sequenze di stimoli non verbali. A differenza dell’apprendimento esplicito in quello implicito le conoscenze acquisiste non possono essere esplicitate verbalmente ed è molto più lento (perché si basa sulla ripetizione di numerose prove successive). L’apprendimento implicito è presente in paziente amnesici che quindi mantengono preservata questa capacità (magari più lenta).