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Identità di Adriano Prosperi, Sintesi del corso di Storia Moderna

Riassunto del libro di Adriano Prosperi

Tipologia: Sintesi del corso

2017/2018

Caricato il 03/02/2018

chiaraflora.delaurentiis1
chiaraflora.delaurentiis1 🇮🇹

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IDENTITA’: UNO, NESSUNO, CENTOMILA. QUESTIONI DI PAROLE E DEI COSE
Nell’800 si diffonde in cultura europea l’antropologia di Cesare Lombroso, una scienza fisica delle
differenze di razza non si perde tempo ad indagare altre culture ma si passa direttamente a legittimazione
scientifica del destino di emarginazione e eliminazione dei diversi e ribelli.
Il termine identità viene usato per dividere, distinguere e classificare l’umanità in gruppi determinati.
L’essere umano è portato per natura a classificare e ordinare, ma in questo caso ha due conseguenze: 1)
concepire la distinzione come barriera da alzare tra un gruppo umano e l’altro 2) ignorare la dimensione del
mutamento che appartiene alla storia.
In tempi recenti si è diffusa una reazione generale di chiusura e rifiuto come fine delle barriere che
dividevano e segmentavano il mondo: primi segni si sono visti nelle società del defunto impero coloniale
britannico e poi allargato ad altre società europee, è da qui che nasce il parlare d’identità.
Il termine identità ha molta fortuna in terminologia degli storici e spesso prende il posto di termini come
civiltà cultura e mentalità.
Ci sono tre tipi d’identità: 1) l’uno identità come coscienza individuale del proprio essere 2) il nessuno,
l’assenza d’identità (che può essere per 3 motivi: x condizione biologica o psichica, per rifiuto deliberato, per
espropriazione violenta) 3) centomila, la coscienza di un’appartenenza collettiva, come qualcosa che si può
imporre ereditare e conservare, ma anche perdere, rifiutare o recuperare.
In Italia c’è un dipartimento dell’identità che opera nell’ambito del consiglio nazionale delle ricerche e ci
sono dipartimenti regionali e assessorati locali per l’identità.
Oggi mentre Europa si frammenta in risorgere di nazionalismi e isolazionismi etnici, a sue porte bussano
migranti di paesi privi di libertà e di benessere. Il risultato di ciò è la costruzione da ambo le parti di identità
fasulle che proiettano nel passato un’immagine mitica o del tutto inventata del proprio paese di appartenenza.
Cresce importanza della religione nel definire le appartenenze collettive con trionfo intolleranza e
fondamentalismo.
La questione della cittadinanza attraversa tutta la storia delle società e delle culture. La gran Bretagna
riconosce differenze culturali con grande larghezza, in Francia rigida esclusione di simboli pubblici di
religione (question du foulard), caso più arretrato è Italia: legge sulla cittadinanza su principio dello ius
sanguinis o per chi vive in Italia da almeno dieci anni.
Uno
Identità personale è un fatto complesso e composto da molti elementi, ognuno dei quali è ereditario o
conquistato e interpretato in modo personale.
Per identificare gli individui pratica comune è ricorrere innanzi tutto al nome: nome di una persona lo
rappresenta, la sostituisce nella memoria, accompagna individuo e fa parte di lui. In prospettiva storica, al
posto del nome e dell’individuo troviamo indicazione della sua famiglia o del suo luogo di origine. In
medioevo molto importante il contesto della famiglia che dominava su ogni altra dimensione (società
statica).
Altri indicatori d’identità sono la nazionalità e la lingua materna.
Nessuno
Abbiamo due esempi d’identità assenti. Uno è quello dell’essere umano embrionale che non essendo ancora
nato è privo d’identità per definizione, è un nessuno, una tabula rasa: essere umano nasce senza identità e
educazione ed ambiente depositano su di lui tratti identitari cultura età moderna affascinata da uomo allo
stato naturale perché esente da corruzione della società. Con colonialismo europei pensano di avere il potere
di trasformare il diverso in copia di loro stessi.
Altro esempio di assenza identità è il rifiuto deliberato o l’abbandono forzato. Basti pensare a gesto
immigrati clandestini di liberarsi di documenti d’identità quando toccano suolo italiano: ha un fine specifico,
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IDENTITA’: UNO, NESSUNO, CENTOMILA. QUESTIONI DI PAROLE E DEI COSE

Nell’800 si diffonde in cultura europea l’antropologia di Cesare Lombroso, una scienza fisica delle differenze di razza non si perde tempo ad indagare altre culture ma si passa direttamente a legittimazione scientifica del destino di emarginazione e eliminazione dei diversi e ribelli.

Il termine identità viene usato per dividere, distinguere e classificare l’umanità in gruppi determinati. L’essere umano è portato per natura a classificare e ordinare, ma in questo caso ha due conseguenze: 1) concepire la distinzione come barriera da alzare tra un gruppo umano e l’altro 2) ignorare la dimensione del mutamento che appartiene alla storia.

In tempi recenti si è diffusa una reazione generale di chiusura e rifiuto come fine delle barriere che dividevano e segmentavano il mondo: primi segni si sono visti nelle società del defunto impero coloniale britannico e poi allargato ad altre società europee, è da qui che nasce il parlare d’identità.

Il termine identità ha molta fortuna in terminologia degli storici e spesso prende il posto di termini come civiltà cultura e mentalità.

Ci sono tre tipi d’identità: 1) l’uno identità come coscienza individuale del proprio essere 2) il nessuno, l’assenza d’identità (che può essere per 3 motivi: x condizione biologica o psichica, per rifiuto deliberato, per espropriazione violenta) 3) centomila, la coscienza di un’appartenenza collettiva, come qualcosa che si può imporre ereditare e conservare, ma anche perdere, rifiutare o recuperare.

In Italia c’è un dipartimento dell’identità che opera nell’ambito del consiglio nazionale delle ricerche e ci sono dipartimenti regionali e assessorati locali per l’identità.

Oggi mentre Europa si frammenta in risorgere di nazionalismi e isolazionismi etnici, a sue porte bussano migranti di paesi privi di libertà e di benessere. Il risultato di ciò è la costruzione da ambo le parti di identità fasulle che proiettano nel passato un’immagine mitica o del tutto inventata del proprio paese di appartenenza. Cresce importanza della religione nel definire le appartenenze collettive con trionfo intolleranza e fondamentalismo.

La questione della cittadinanza attraversa tutta la storia delle società e delle culture. La gran Bretagna riconosce differenze culturali con grande larghezza, in Francia rigida esclusione di simboli pubblici di religione (question du foulard), caso più arretrato è Italia: legge sulla cittadinanza su principio dello ius sanguinis o per chi vive in Italia da almeno dieci anni.

Uno

Identità personale è un fatto complesso e composto da molti elementi, ognuno dei quali è ereditario o conquistato e interpretato in modo personale.

Per identificare gli individui pratica comune è ricorrere innanzi tutto al nome: nome di una persona lo rappresenta, la sostituisce nella memoria, accompagna individuo e fa parte di lui. In prospettiva storica, al posto del nome e dell’individuo troviamo indicazione della sua famiglia o del suo luogo di origine. In medioevo molto importante il contesto della famiglia che dominava su ogni altra dimensione (società statica).

Altri indicatori d’identità sono la nazionalità e la lingua materna.

Nessuno

Abbiamo due esempi d’identità assenti. Uno è quello dell’essere umano embrionale che non essendo ancora nato è privo d’identità per definizione, è un nessuno, una tabula rasa: essere umano nasce senza identità e educazione ed ambiente depositano su di lui tratti identitari cultura età moderna affascinata da uomo allo stato naturale perché esente da corruzione della società. Con colonialismo europei pensano di avere il potere di trasformare il diverso in copia di loro stessi.

Altro esempio di assenza identità è il rifiuto deliberato o l’abbandono forzato. Basti pensare a gesto immigrati clandestini di liberarsi di documenti d’identità quando toccano suolo italiano: ha un fine specifico,

ovvero impedire il rimpatrio forzato e indica volontà lasciarsi alle spalle il passato e voler integrarsi in società che li accoglie.

Centomila

Le identità collettive si costruiscono per via eredità familiare e ambientale, di persuasione, di propaganda aperta o occulta e d’imposizione violenta. Il popolo come corpo collettivo esiste ma attribuirgli personalità storica e dotarlo di un carattere e un destino sembra difficile.

Si definiscono mentalità collettive i processi di costruzione delle moderne confessioni cristiane e di espansione missionaria delle chiese.

In età tardo medioevo e prima età moderna si è creato ino sdoppiamento tra la coscienza privata e il comportamento pubblico: in sostanza le identità collettive che abbiamo conosciuto nella storia sono state quella della religione e quella dello stato.

Gli europenses di cui si comincia a parlare dal VI secolo D.c. sono i popoli germanici alle prese con impero romano e chiesa cristiana. Le radici dell’Europa risalgono a questa epoca e vengono piantate dalle conversioni dei capi dei poli germanici.

Accanto a questo ci sono i gruppi sociali minoritari, emarginati e combattuti che ci permettono di ricostruire il profilo dei vincitori e degli oppressori (ad esempio ebrei e musulmani). La creazione di livelli diversi di umanità fu eredità lasciata dalla cultura della cristianità europea a quella degli stati nazionali moderni.

In incontro di culture che non è stato pacifico, oltre ad eliminazione pura e semplice del diverso c’è stato anche un adattamento e assorbimento di tratti originali di altre culture che oggi viene lentamente e faticosamente ricostruito.

Un tratto originale della storia italiana è indubbiamente la citta (sin da alto medioevo, riprese da modelli romani), oltre al rapporto storico degli italiani con la Chiesa di Roma. Oggi fra tante identità diverse che abitano in nostro paese si avverte di nuovo quella ebraica (3 fasi: pressione cattolica per assimilare o cancellare ebraismo, sentimento nazionalista italiano da parte ebrei che vanno anche in guerra, leggi razziali e shoah ebrei si riconoscono come nazione ebraica residenti provvisoriamente in Italia.

L’EUROPA E LE ALTRE CIVILTA’, LE ALTRE CIVILTA’ E L’EUROPA

Il mondo occidentale combatte una lotta planetaria chiamando a raccolta sotto la bandiera dei valori fondamentali che lo distinguono da altre culture.

Civiltà europea: autonomia o meticciato

La distinzione fra Kultur (Germania) e Civilisation (Francia) si fonda su presenza o assenza di valori spirituali e limitava la civilisation alla sfera delle relazioni sociali. Anche se ultimamente si è registrato uno spostamento della cultura verso le pratiche sociali. La nozione scientifica di civiltà è : ogni gruppo umano, quali che siano i suoi mezzi di azione sull’universo materiali o intellettuali, possiede la propria civiltà. Questo porta all’esistenza di una civiltà superiore veicolata dai popoli bianchi di europa occidentale e america settentrionale, incorporata come una specie ideale.

Con la nostra era della globalizzazione c’è accelerazione del passaggio di fatti di civiltà da una società all’altra. Tra queste, la diffusione indotta, veicolata da forze statali ed economiche ed incentivata dalla propaganda.

Quando gli europei iniziano le conquiste al di fuori dei propri confini si creano due aree, quella del Nuovo Mondo e quella delle civiltà orientali: il primo aperto alla proiezione di sé della cultura europea e incapace di difendersi, il secondo invece restio a farsi condizionare.

Una caratteristica storica della civiltà europea è il cristianesimo, carattere distintivo europeo. Sua caratteristica fondamentale è la volontà d’inclusione, il carattere universalistico. E’ con la Riforma che nascono gli aspetti fondamentali dell’unificazione del mondo da parte dei popoli europei in età moderna.