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IFRS9 e CALENDAR PROVISIONING, Appunti di Economia degli Intermediari Finanziari

le tappe del cambiamento che attraversano gli accantonamenti sui crediti deteriorati, Addendum, target srep sullo stock npl, sfide del calendar provisioning e i principali impatti nelle banche italiane

Tipologia: Appunti

2020/2021

Caricato il 05/03/2021

mariapaola67
mariapaola67 🇮🇹

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IFRS 9 Calendar
provisioning
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IFRS 9

Calendar

provisioning

IFRS

Nello specifico l’obiettivo principale dell’IFRS 9 è quello di fornire dei principi utili per rilevare le attività e le passività finanziarie (strumenti finanziari), in modo tale che gli utilizzatori del bilancio dispongano di informazioni sostanziali per esprimere delle valutazioni in relazione alle poste e ai flussi finanziari generati dalla banca.

    • Le principali novità introdotte fanno riferimento alla: A. Nuova classificazione e misurazione degli strumenti finanziari; B. Nuovo modello di svalutazione dei crediti (impairment); C. Revisione della rappresentazione contabile delle operazioni di copertura (hedge accounting); D. Ridefinizione dei diversi schemi di Bilancio e della Nota Integrativa. CLASSIFICAZIONE E MISURAZIONE DEGLI STRUMENTI FINANZIARI
  • (^) Il principio contabile IFRS9 introduce una nuova classificazione delle categorie di appartenenza degli strumenti finanziari, che deve essere effettuata considerando congiuntamente:  (^) La verifica del business model adottato dalla banca nella gestione degli strumenti finanziari. Con tale analisi si intende valutare se le attività finanziarie sono detenute per incassare i flussi di cassa, oppure per vendere le attività finanziarie o per entrambi gli scopi. A tal fine gli enti creditizi devono elaborare politiche interne e procedure adeguate per la valutazione dei modelli di business, al fine di classificare gli strumenti finanziari in base ai nuovi criteri contabili.  (^) La verifica, avviene tramite un processo adeguatamente standardizzato, delle caratteristiche contrattuali dei flussi di cassa derivanti dall’attività finanziaria, utilizzando l’SPPI test (Soley payment of principal and interest test). Il test in esame mira a verificare se i cash flow generati alle date prefissate rappresentano esclusivamente il pagamento del capitale e degli interessi.

IFSR

nell’elaborare il nuovo modello IFRS 9 hanno preferito un approccio basato sull’expected loss abbandonando

l’approccio incurred loss dello IAS 39.

In relazione alla valutazione delle perdite attese , il nuovo approccio si presenta come un modello

prospettico (forward looking) in quanto la stima delle perdite attese, tanto su base collettiva quando

individuale, deve essere effettuata ricorrendo ad informazioni verificate e disponibili senza oneri eccessivi che

includano non solo dati storici ed attuali, ma anche prospettici.

The three stage approach può essere sinteticamente rappresentato come segue:

  • (^) Stage 1 – Performing, con rischio creditizio basso.

Qualora il rischio creditizio sia basso o successivamente alla delibera non sia aumentato in misura

significativa. La stima della perdita attesa viene considerata con riferimento ai relativi portafogli

collettivi per un periodo pari a 12 mesi.

  • (^) Stage 2 – Under Performing, con rischio creditizio intermedio.

L’assegnazione dello strumento finanziario a questo stage può solitamente essere ricondotta ad una o più

delle seguenti situazioni: un’inadempienza superiore ai 30 giorni; peggioramento del livello di rating; evidenti

difficoltà economiche o finanziarie.

Con questa nuova categoria di rischio vanno misurate le perdite attese (forward looking) su un arco temporale

pari alla durata contrattuale residua (lifetime), relativamente ai portafogli individuati per i quali il rischio sia

aumentato in misura significativa.

  • (^) Stage 3 – Non Performing, con rischio creditizio alto.

Gli strumenti finanziari ed i finanziamenti assegnati a tale categoria manifestano un rischio creditizio

significativo, per i quali la perdita si è già effettivamente manifestata, ad esempio in corrispondenza di

Le tappe del cambiamento che attraversano gli accantonamenti sui crediti: dello IAS 39 ai primi target SREP sullo stock NPE per le banche

Il principio contabile IFRS9 entra in vigore il 01/01/2018:

  • La prima adozione del principio è costata alle banche 9% in più di provision e 51 bps in termini di

CET1 ratio fully loaded*

  • Le provision a regime sono attese più alte considerato il passaggio al lifetime expected credit loss

per le posizioni in stage 2 e 3

Addendum alle linee guida BCE entra in vigore sempre nel 2018:

  • L’Addendum integra gli orientamenti della BCE sugli NPL in relazione alle politiche di

accantonamento e write-off, specificando le aspettative di vigilanza rispetto ai livelli minimi di

accantonamento prudenziale applicabili alle posizioni erogate prima del 26 aprile 2019 ed entrate

in NPE dopo il 1 aprile 2018.

Minimum loss coverage, aprile 2019:

  • (^) La proposta approvata dal Parlamento UE si applicherà ai nuovi flussi NPE originati a partire

dall’entrata in vigore del Regolamento, i.e. dal 26 aprile 2019. Le banche potranno sfruttare tale

periodo per prepararsi a reagire prontamente al nuovo requisito.

Target SREP sullo stock NPE 2020,

  • I target SREP comunicati ad oggi riguardano le banche supervisionate da BCE
  • Lo stock deteriorato al 31 marzo 2018 dovrà essere portato a run off non oltre il 2026

Addendum

  • (^) Il 20 marzo 2017 la BCE ha pubblicato le Linee Guida in materia di NPL che, tra le varie tematiche trattate, enfatizzano il tempestivo provisioning e write-off delle posizioni deteriorate
  • (^) Ad integrazione delle stesse, il 15 marzo 2018 la BCE ha emanato l’Addendum alle Linee Guida, un documento che specifica le aspettative del Regulator in merito ai livelli minimi di provisioning sulle posizioni NPE. L’Addendum è stato aggiornato ad agosto 2019 con un comunicato BCE finalizzato ad allineare in parte le aspettative BCE con quelle del Regulator Europeo (fatto salvo alcuni aspetti specifici, come il trattamento dei forborne)

Addendum

  • (^) Le aspettative della BCE si basano sia sulla durata temporale di un credito che viene classificato come deteriorato, stabilendo un periodo di deterioramento dell'esposizione, sia sulle garanzie reali detenute qualora presenti
  1. Applicazione alle posizioni erogate prima del 26.04.19 e entrate in NPE dopo il 01.04.18 per tutte le banche sotto la supervisione diretta di BCE
  2. Requisito di Pillar II, trattasi di una misura prudenziale non vincolante
  3. Adozione del principio del «prudential backstop» e introduzione dei livelli minimi di copertura, i.e. «minimum loss coverage»
  4. L’Addendum BCE distingue i livelli minimi di copertura tra NPE secured(2) – in base alla tipologia di garanzia sottostante – e unsecured

MINUMUM LOSS COVERAGE approvato dal parlamento europeo prevede uno scheduling ( pianificazione ) di accantonamenti sui nuovi flussi NPE

  • I MLC previsti per le NPE variano in funzione del periodo di permanenza a deteriorato (c.d. vintage), della presenza o meno di garanzie (c.d. crediti Secured o unsecured) e della tipologia di garanzie che assistono il credito.
  • (^) Il Calendar Provisioning introduce un requisito di carattere normativo, c.d. requisito di «Pillar 1» e, pertanto, risulta vincolante per tutte le banche dal momento di entrata in vigore (26 Aprile 2019 - il giorno dopo la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale dell’aggiornamento CRR)
  • Il requisito normativo di provisioning risulterà applicabile a tutti i crediti erogati a partire dall’entrata in vigore del Regolamento (i.e. sulle nuove erogazioni NPE)
  • (^) A tal fine, il testo proposto dal Legislatore europeo fornisce una definizione specifica di NPE*, degli importi minimi di copertura (c.d. “minimum loss coverage”) e le componenti per il calcolo del provisioning, adottando il principio di “Prudential backstop”

Target SREP sullo stock NPL Rispetto allo stock NPE esistente al 31/03/2018, BCE ha fissato i primi target SREP per le banche sotto la sua diretta supervisione.

  • (^) Dal 2020 la BCE inizierà a prevedere livelli minimi di copertura sullo stock di NPL esistente per le banche sotto la sua diretta supervisione fino a svalutare integralmente lo stock di crediti deteriorati in un arco pluriennale predefinito, indicativamente entro il 2026
  • (^) Per poter assegnare i target, BCE ha distinto le banche sotto la sua diretta supervisione in tre macro-fasce (prima fascia = alta, seconda fascia = intermedia e terza fascia = bassa) in base alla capacità di coprire gli NPL e al livello di NPL ratio
  • (^) A fronte dei requisiti di minimum loss coverage previsti sia sui nuovi NPE sia sullo stock esistente le banche potrebbero subire impatti economici, di business, di processi e dover rivedere la strategia di gestione e i Piani NPL

LE SFIDE DEL CALENDAR PROVISIONING: principali impatti

  • Il Calendar Provisioning obbliga le banche a rivedere strategie e modalità di gestione degli NPE a fronte degli accantonamenti predefiniti sui nuovi flussi
  • (^) Maggiori oneri patrimoniali / di conto economico per le banche, considerando l’accantonamento equivalente al 100% dell’ammontare del debito residuo entro tempi prefissati
  • (^) Necessità di rivedere la strategia di gestione scelta e i Piani NPL in vista dei nuovi requisiti minimi di copertura di BCE
  • (^) Accelerazione delle attività di recupero con l’obiettivo di ridurre il livello degli accantonamenti
  • Incremento del numero di operazioni di cessione al fine di ridurre il livello totale degli accantonamenti e delle perdite sostenute
  • Potenziale variazione dei prezzi frutto della combinazione di incremento delle operazioni di cessione e aumento del potere contrattuale dei potenziali buyer di NPL
  • (^) Gli impatti trasversali del Calendar Provisioning passano dalla necessità di adattare processi e sistemi di misurazione, monitoraggio, gestione e segnalazione dei rischi, alla rivisitazione delle strategie commerciali e di business, all’adeguamento di piattaforme e strutture informatiche

Prime aree di intervento

  • (^) Per far fronte ai cambiamenti richiesti dall’entrata in vigore delle normative e le richieste «ad hoc» in materia

di Calendar Provisioning, le banche dovranno adottare un approccio che affianca alle stime analitiche sugli

impatti adeguati interventi

Analisi di portafoglio e stima degli impatti preliminari:

analisi del portafoglio NPE esistente al fine di identificare le principali caratteristiche:

  • (^) Esposizioni garantite e non garantite
  • Aging a tempo di permanenza in NPE
  • Accantonamenti attuali

Stima preliminare di potenziali impatti

Definizione di strategie specifiche sullo stock

Per ciascun cluster definito nella fase di analisi dello stock NPE, individuazione della strategia ottimale (i.e.

accelerazione dei recuperi, cessioni, etc.) in modo da minimizzare gli impatti economici e patrimoniali stimati.

  • Definizione della roadmap per la gestione dello stock NPE.
  • Messa a terra di un Piano Operativo specifico per lo stock.

Aggiornamento dei piani strategici e operativi NPL

  • Aggiornamento del Piano NPL attraverso l’incorporazione delle strategie individuate.
  • Incorporazione nei processi di pianificazione della banca degli impatti stimati nelle fasi precedenti (i.e.

aumento delle provision, impatti negativi sul capitale).

  • Incorporazione del Piano NPL rivisto nel Piano Industriale.

In parallelo agli interventi operativi, di ridefinizione dei piani e rivisitazione delle strategie sullo stock, le banche

dovranno rivedere le strategie di business in senso più ampio, a partire dai propri processi direzionali.

IMPATTI BUSINESS E POSSIBILI SOLUZIONI

  • (^) Sarà necessario spostarsi da una valutazione incentrata sul profilo di rischio corrente a una valutazione prospettica, non solo in ottica IFRS9 ma anche di maggior impatti prudenziali derivanti da un potenziale ingresso a NPE della posizione
  • Sarà necessario valutare il catalogo prodotti tenendo conto anche del possibile passaggio a NPE durante la vita residua del prestito, in particolare per prodotti a medio lungo termine
  • I modelli di pricing Risk – Adjusted dovranno essere adeguati per tenere conto del potenziale maggior costo del rischio derivante da una possibile futura classificazione a default della posizione
  • Rafforzamento dei sistemi e dei processi di monitoraggio delle performance dei portafogli al fine di intercettare ancor più tempestivamente i segnali di deterioramento
  • Assunzione di responsabilità crescenti per la Rete Commerciale e le Funzioni di Governo del Credito sia nei processi di concessione sia in quelli di post-erogazione POSSIBILI SOLUZIONI:
  • Rivisitazione, in sede di origination e on-going, delle politiche di pricing sulla base dell’evoluzione del credito e normative.
  • Potenziale inclusione di nuovi covenant nell’ambito delle clausole contrattuali.
  • Previsione di strutture di prodotto flessibili in termini di Duration, Maturity, Preammortamento, LTV.
  • Analisi a matrice tra le principali strutture di prodotti e le forme/clausole contrattuali (in termini di rinegoziazione/ristrutturazioni ed eventuali estensioni/sospensioni) al fine di valutare le principali categorie prodotti da «attenzionare».
  • (^) Rafforzamento dei processi di monitoraggio predittivo di I e II livello delle esposizioni e dei collateral.
  • Integrazione di ruoli e responsabilità nei processi di monitoraggio delle strutture commerciali.
  • Rivisitazione dei meccanismi incentivanti concessi ai Gestori delle relazioni.