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IgIene deglI allevamentI e profIlassI Contenuti del programma: Introduzione alle Malattie Infettive (MI) degli animali e Sanità Pubblica; impatto delle MI; zoonosi e rischio professionale. Modalità di trasmissione delle MI, decorso ed esito. Misure di frequenza delle malattie. Malattie sottoposte a notifica: biosicurezza, procedure e legislazione pertinente. Sorveglianza delle MI (piani di monitoraggio, controllo e eradicazione). Significato delle analisi di laboratorio. Biosicurezza in allevamento. Profilassi diretta; ruolo di detersione e disinfezione; caratteristiche ed uso dei principali disinfettanti. Profilassi indiretta (significato della vaccinazione in allevamento). Igiene nella filiera avicola. Igiene nella filiera suinicola. Igiene nell’allevamento bovino. Igiene nell’allevamento ovi-caprino. argomenti studiati:
- epidemiologia;
- malattie transfrontaliere (TAD, transboundary animal diseases);
- zoonosi;
- malattie emergenti e riemergenti;
- programmi di prevenzione e controllo delle malattie
- biosicurezza. Esonero: 3 domande
- una su sanità pubblica, One Health, malattie infettive emergenti, malattie denunciabili, diagnosi delle malattie infettive….
- una su biosicurezza
- una su sistema sanitario/identificazioni di situazioni di rischio
- una delle 3 domande verterà su una malattia infettiva a piacere da presentare, indicando le caratteristiche e le misure di biosicurezza da apportare. INTRODUZIONE Biosicurezza: strumento del miglioramento del benessere I batteri non sono per forza m.o. negativi, questi possono prevenire alcune malattie introducendo un microbioma capace di prevenire o anche curare alcune malattie e, secondo alcuni studi, riescono a promuovere produzione di serotonina (ormone del buonumore) … inoltre meno di una specie batterica su mille note è potenzialmente pericolosa per l’uomo. Viviamo in una nube di batteri tipica di ognuno di noi e in più abbiamo un microbioma interno che ha un peso di 2 kg. Siamo abituati a vedere virus e batteri solo come agenti patogeni, ma secondo alcuni studi l’Herpes virus aiuterebbe persino l’organismo a stimolare risposta immunitaria e alcuni studiosi sostengono che il contatto con questi m.o. (virus e batteri) è fondamentale per sviluppare un buon S.I. Studi dimostrano che bambini e animali nati con parto cesareo abbiano rischi infettivi maggiori perché non sono venuti a contatto tramite il canale del parto con la flora microbica materna che ha un ruolo protettivo. La malattia infettiva è un’eccezione. Ricordiamo che i batteri e i virus hanno vissuto almeno 3 miliardi di anni senza di noi ma al contrario noi non potremmo vivere un’ora senza di loro. La terra è il loro pianeta e noi lo abitiamo perché loro ce lo consentono. Molte volte nell’adattarsi all’uomo virus e batteri impazziscono e provocano evoluzioni per loro innaturali e pericolose per noi.
Origine delle MI Ci siamo co-evoluti con le malattie infettive, tant’è che il nostro DNA è stato selezionato dalle malattie infettive. Siamo figli di sopravvissuti alle MI. Negli ultimi anni la popolazione si è dimenticata delle m. infettive e la gente ha smesso di vaccinarsi, ciò ha comportato un ritorno delle malattie infettive, es. COVID- 19 Le MI come oggi noi le conosciamo (es. varicella, morbillo) nascono nella preistoria e sono delle zoonosi, diventando poi effettivamente malattie dell’uomo. Es. HIV nasce da primati in africa, e poi per motivi sconosciuti (es.ingestione di carne infetta),è divenuto un virus esclusivamente umano. le MI ci riguardano perché… possono causare crisi globali: COVID- 19 Ci riguardano le MI come filiera nelle produzioni animali? Peste bovina Cugina del morbillo , è un morbillivirus, si pensa che il morbillo provenga proprio dalla peste bovina. È stata la seconda MI eradicata (la prima è il vaiolo), dichiarata eradicata nel 2011. Non è una zoonosi ma era una problematica legata ai bovidi e ai bufalini. Le si è dedicata una statua davanti al Ministero della Salute in quanto la peste bovina era una delle principali cause di povertà e fame nella società dell'epoca. Afta epizootica 2001, epidemia in Inghilterra. Malattia transfrontaliera (le più contagiose), se arrivasse in italia in 6 mesi abbatterebbe tutta la filiera bovina. Sono malattie per cui se inizia il focolaio, vengono messe in atto delle misure contenitive, tra cui l’abbattimento coatto (abbattuti, infossati o distrutti): impatto emotivo enorme. Si sta cercando di non arrivare più all’abbattimento coatto perché vengono abbattuti gli animali malati, infetti, sospetti d’infezione e quelli sospetti di contaminazione. Anche perché è inaccettabile per alcune popolazioni non poter avere proteine animali Influenza aviare Abbattimenti di migliaia di broiler e tacchini, c’è stato il problema del non smaltimento in tempo consono per cui si pensa che ci sia stata un aumento del rischio di infezione perché le ditte non riuscivano a smaltire le carcasse. Peste suina africana problema attuale. Prima arrivata in Liguria e Piemonte (solo nei selvatici) e ora nel lazio, questo ha fatto sì che l’italia è stata dichiarata con presenza di PSA nel territorio e ciò ci costa 20 Mln di euro/mese per la filiera suinicola. Non è una zoonosi, ma comporta perdita economica per blocco dell’export di prodotti suinicoli. Inoltre, per questa malattia c’è l’abbattimento coatto. Per ora non è stato messo in atto perché riguarda solo animali selvatici. La cina presenta PSA da 4-5 anni e ha dovuto abbattere metà del suo patrimonio suinicolo. In previsione dell’arrivo della PSA i cinesi hanno preparato degli stock di carne suina in previsione di una mancanza di carne suina. La perdita di metà del patrimonio suinicolo comporta delle modificazioni nel sistema mangimistico e nell’agricoltura stessa.
Zoonosi Anche le precedenti MI trattate, anche se non sono zoonosi, influiscono sulla qualità della vita e sull’ambiente, perciò, anche il loro controllo lo si può ricollocare nel concetto One Health. Ultime zoonosi emergenti negli ultimi 30 anni:
- SARS-COV-1: nel 2003 sono stati chiusi gli aeroporti e gli ospedali hanno messo in atto piani di emergenza
- WEST NAIL: ormai diventata endemica. Esempio di collaborazione tra diverse figure professionali ed es. di one Health→quando arrivano segnalazioni dall’ambito animale si interrompono le trasfusioni di sangue in umana, questo perché la malattia è data da un vettore (zanzare) che possono diffonderla velocemente su tutto il territorio.
- Influenza aviare: virus predisposto al passaggio di specie, ci sono ceppi più predisposti al passaggio nell’uomo. Negli ultimi anni non ci sono stati grossi problemi di zoonosi
- MERS: altro coronavirus, legato ai dromedari
- ENDRA: virus sconosciuto, negli anni 90 iniziano a morire dei cavalli senza apparente motivo, dopo una colonscopia sono morti l’assistente del veterinario e altre persone vicine al cavallo, perché era un virus delle volpi volanti dell’Australia che nel momento del parto o dell’aborto diffondevano il virus prima nel cavallo e poi nell’uomo (dal cavallo). Sono passati diversi mesi prima di scoprire l’eziologia del virus
- EBOLA: infezione iniziata nel 2017/2018, ciclo silvestre che ogni tanto passa all’uomo. Presente in alcune regioni dell’Africa. In ebola si pensa che ci sia stata una modificazione che facilita la diffusione dell’infezione.
- Gli animali sono considerati essere la fonte di oltre il 70 % delle infezioni emergenti, questo l’abbiamo cominciato a capire nel 2005 quando c’è stata l’influenza aviare che si pensava potesse diventare una pandemia. Da quel momento si è cominciato a pensare agli animali selvatici come animali serbatoio e a prestare maggiore attenzione anche agli animali domestici.
- Occorre prestare attenzione agli allevamenti estensivi e semi-estensivi per il contatto con i selvatici.
- Per la PSA è stato infatti chiesto agli allevatori di non far entrare in contatto i suini coi cinghiali, per questo gli allevatori devono costruire una doppia recinzione. Agenti eziologici che passano dall’animale all’uomo
- coronavirus: ogni 10 anni circa abbiamo dei coronavirus che passano nell’uomo. è un virus che strutturalmente è predisposto ai salti di specie perché ha un genoma molto grande a RNA che produce degli errori, ma non ha il meccanismo di correzione delle bozze del genoma ed è più instabile rispetto ad un genoma a DNA. Questo è però un meccanismo di adattamento, infatti andando incontro a diverse mutazioni, arriverà quella che gli permetterà di adattarsi a nuovi ospiti o ambienti. Questa tendenza a non correggere le bozze del genoma è perciò un vantaggio.
- Virus influenzale: virus a RNA con genoma plurisegmentato (es. pezzetti di lego). Quando più virus influenzali si incontrano, si ha una ricombinazione. Questo comporta che si crea una ricombinante che avrà una capacità di infettare specie diverse anche. Predisposti anch’essi al salto di specie. Tra batteri e virus, i virus sono più predisposti al salto di specie. Tra virus, i più predisposti so quelli a RNA. Nell’ambito dei batteri, quelli da considerare più pericolosi sono quelli multiospite (es. leptospirosi,salmonella). Adattandosi ad ospiti diversi, ciò fa sì che la loro diffusione sia molto semplificata. Alcuni m.o. sono multiospite e come tali hanno maggior probabilità di persistere nelle popolazioni e sono a maggior rischio di poter essere e diventare una MI emergente. Cosa può facilitare il passaggio di questi agenti eziologici?
- Alimentazione: ingerisco carne infetta. La dose infettante fa la differenza
- Contatto Queste due prime situazioni si possono ricondurre ad un rapporto naturale tra animali, ma pensiamo ad es. alle situazioni indotte dall’uomo e che in natura non ritroveremmo... Perché il covid si è diffuso in Cina? Per via dei mercati umidi, con la presenza di animali vivi e morti in condizioni igieniche pessime. Inoltre, animali che in natura non sarebbero mai entrati in contatto erano posti vicini tra loro. Altro es. Focolai di influenza aviare che poi hanno provocato infezione nell’uomo è partita dalla Cina nel 2005. Il virus dell’influenza aviare viene in genere trasmesso dagli uccelli acquatici asintomatici, che sono migratori. Il virus viene escreto tramite le feci nei corsi d’acqua dove questi si fermano a riposare. Il virus è munito di envelope, quindi di lipidi, galleggia sulle acque e vinee acquisito per ingestione da altri animali e così il ciclo virale si estende ad altri uccelli, ma anche mammiferi. Altra zoonosi su cui occorre agire è: l’antibiotico resistenza
Allarme da parte dell’OMS: impatto dell’antibiotico-resistenza→Nel mondo ogni anno si verificano 700.000 decessi causati da microrganismi multiresistenti (Hampton 2015). Si stima che dal 2050 i decessi saranno 10 milioni all’anno, superando anche quelli per neoplasie (8 milioni anno circa). Nel 2050 si morirà più per antico di resistenza che per malattie cronico degenerative, come anche i tumori. Speriamo però non si arrivi a questo scenario, perché le azioni intraprese cominciano già a dare i primi segnali di miglioramento. Ci riguarda la lotta all’antibiotico-resistenza? Sì, ormai esistono intere filiere di produzione antibiotic free, commercializzate con questa etichetta. L’Italia è il secondo paese dopo Cipro con un alto livello di antibiotico-resistenza e all’Estero i nostri prodotti vengono pubblicizzati in malo modo per i nostri livelli di antibiotico-resistenza. Dal 2000 si pone attenzione all'antibiotico resistenza, ma fino al 2010 abbiamo usato antibiotici per diminuire le malattie infettive in particolare negli allevamenti intensivi. Non si è considerato l’effetto dell’ant-res che deriva da residui di antibiotici che vengono escreti all’esterno finendo nell’ambiente (acqua,suolo), che vengono acquisiti da batteri ambientali. Con la capacità di trasferire i codici genetici tramite coniugazione, trasformazione e trasduzione, questi geni dell’ant-res vengono passati velocemente da batterio a batterio. Rispetto a noi già molti paesi del Nord Europa hanno cominciato da un decennio a lavorare sull’antibiotico resistenza. Nel 2019 è entrata la ricetta elettronica in Italia, grazie alla quale si ha un controllo sull’impiego di antibiotici. Mettendo in atto delle misure per l'antibiotico resistenza, si sono visti già i primi risultati positivi, in quanto alcuni batteri sono tornati sensibili alla colistina. Definizioni
- Colonizzazione: il microrganismo è presente sulla superficie del corpo (pelle o mucose) e si riproduce in maniera sufficiente a mantenere la sua numerosità senza determinare alcuna reazione nell’ospite.
- Infezione inapparente (o subclinica): il microrganismo si moltiplica, causa una reazione misurabile (come la produzione di anticorpi specifici) ma non è rinvenibile clinicamente. Es. toxoplasma, rosolia
- Malattia infettiva: quando l’infezione porta ad una malattia clinicamente evidente, con sintomi e segni fisici. Infezione non è sinonimo di malattia infettiva. Quando l’agente patogeno supera le difese dell’organismo si manifestano tutti i sintomi caratteristici che evidenziano l’instaurarsi dello stato morboso. Il tempo che intercorre tra la penetrazione dell’agente infettante nell’organismo e il manifestarsi della sintomatologia si definisce periodo di incubazione (diverso tra malattia e malattia). La morte dell'ospite è la punta dell'iceberg, ha il microrganismo, infatti non conviene che l'ospite muoia. Rispetto all'anima morto. Avrò tanti malati e rispetto ai malati avrò tanti animali asintomatici. Studi effettuati sulle mastiti, affermano che per ogni caso di mastite da streptococcus aureus in allevamento, ne si hanno 25 asintomatici. Il veterinario, dopo ogni morte da malattia infettiva dovrebbe controllare che gli altri animali non siano infetti. Malattia infettiva
Cosa succede durante una malattia infettiva: Il periodo di incubazione è il tempo che intercorre tra l'arrivo dell’agente eziologico e il palesarsi dei primi segni clinici. Alcune malattie come la paratubercolosi hanno tempi di incubazione lunghissimi e questa poi può causare diarrea da malassorbimento che causerà diminuzione delle performance. La paratubercolosi colpisce i ruminanti ed è data da mycobacterium paratuberculosis, sospettato essere agente di zoonosi, mai dimostrato. Il problema è che Cina, Russia e India non vogliono latticini provenienti da ruminanti con paratubercolosi; perciò, questi alimenti devono arrivare da allevamenti dichiarati indenni da paratubercolosi. Durante la fase asintomatica, l'animale infetto può comunque diffondere la malattia. Ci vogliono circa 5 o 10 anni per debellare il batterio dall'allevamento, se vengono effettuate le giuste misure di controllo. Dopo il periodo di incubazione, abbiamo il mostrarsi della malattia che può portare alla morte, paradossalmente dal punto di vista epidemiologico, chi muore esce dalla diffusione della malattia; quindi, dal punto di vista diffusione una malattia non ci interessa. Però generalmente speriamo che chi sta male poi guarisce. Abbiamo delle malattie in cui i convalescenti sono guariti, ma comunque ancora diffondono l’agente zoologico. Poi abbiamo delle malattie che una volta che sono guariti gli animali non diffondono più l’agente eziologico e alle volte hanno un’immunità duratura. Abbiamo infine delle forme in cui gli animali rimangono portatori per tutta la vita (es. salmonelle) Definiamo i tipi di ospite: (ospite: animale o artropode capace di infettarsi e perciò di dare sostentamento ad un agente infettivo)
- finale o definitivo (spesso usato impropriamente): dove l’agente eziologico svolge il proprio ciclo sessuale
- naturale o primario o di mantenimento: specie elettiva, quella dove l’agente eziologico è particolarmente affine. Con loro l’infezione si mantiene endemica, perché solitamente sono asintomatici
- secondario o aberrante: ospite affine all’ospite primario, ma generalmente non è dell’areale in cui è presente la malattia, per es. per noi la brucella bovis che colpisce i bufali. Il bufalo ha una sensibilità recettoriale simile a quella del bovino, però da noi non sarebbe così diffuso se non fosse per motivi economici.
- Amplificatore: sono amplificatori da due punti di vista. Es virus della west niles, questo riesce ad infettare oltre 300 specie aviari. È una malattia trasmissibile, non contagiosa, quindi trasmessa da vettori, in particolare zanzare del genere Culex e Aedes. Il salto di specie viene fatto tramite queste zanzare che hanno degli ospiti diversi sia aviari che mammiferi. Gli ospiti, amplificatori in questo caso vengono considerati gli uccelli per le loro migrazioni. In questo caso vengono definiti amplificatori perché alterano la diffusione geografica della malattia. Da un altro punto di vista, il virus riesce a replicare all'interno dell'uccello, quindi c'è anche un'amplificazione quantitativa. Nell'uomo, il ciclo biologico del virus tende a interrompersi, poiché il grado di viremia risulta insufficiente per il mantenimento dell'infezione in natura, natura, perciò se una zanzara va a pungere l'uomo infetto, questa non riesce comunque a diffondere ad altri animali il virus, per questo uomo e cavallo sono definiti ospiti a fondo cieco. Tra i mammiferi solo l'uomo e gli equini sviluppano la malattia. Essa può portare comunque a morte o assegni neurologici. E qui nasce la collaborazione tra medicina veterinaria e medicina umana (one health). Infatti, quando si hanno segnalazioni di West Nile nei cavalli o nell'uomo si bloccano le trasfusioni di sangue in quell’areale.
- accidentale o a fondo cieco
- di collegamento (link)
- reservoir o serbatoio Esempio di One Health Il suino possiede recettori sia per l'influenza aviaria che per l'influenza umana. Il suino, perciò si può Infettare contemporaneamente con questi due virus e può far sì che i due virus influenzali si ricombinino. Il suino, infatti, per questo viene definito come vasca di rimescolamento. Ciclo del virus influenzale: la West Nile, ovvero febbre del Nilo, è asintomatica negli uccelli migratori e ha un ciclo gastroenterico. Il virus è munito di envelope, ovvero costituito da lipidi e quindi galleggia nell'acqua per poi essere acquisito da altri organismi. Quando un animale incontra la malattia, possiamo avere diverse situazioni:
- Portatore sano
- Portatore latente: la latenza è tipica dell’herpes virus. Generalmente sono specie-specifici. Negli animali è il problema si ha quando importiamo animali esteri o si comprano animali da un altro allevamento portatori di herpes che poi lo trasmettono agli animali sani.
- Portatore in fase di incubazione: es. paraTBC infezioni che danno segni clinici in fase avanzata
- Portatore convalescente: animale che sembra guarito, ma l’escrezione dell’agente ez può proseguire per anni, per questo devo conoscere il ciclo della malattia. Il punto fondamentale è fare DIAGNOSI di malattia infettiva su soggetti con SEGNI CLINICI, al fine di poter gestire lo specifico trattamento sull’animale o l’idoneo metodo di controllo. In alcuni casi invece interessa determinare lo stato di infezione di un animale APPARENTEMENTE SANO. Tali animali possono essere eliminatori dell’agente infettivo oppure essere più vulnerabili rispetto ad altre patologie. Perché devo avere una diagnosi eziologica?
- Fare diagnosi di un’infezione o di una malattia infettiva equivale a conoscere qual’ è l’ ecologia del microrganismo, la patogenesi e le conseguenti misure di controllo da adottare.
- Nessuna malattia infettiva è diagnosticabile senza il ricorso ad esami di laboratorio (anche da un punto di vista legislativo). Fattori ambientali che favoriscono/determinano la comparsa di malattie infettive
- Nutrizione/alimentazione
- Condizioni ambientali
- Alloggi
- Ecologia (studio di animali e piante in funzione del loro habitat) Va tenuto presente che molto spesso si verificano cambiamenti socioeconomici, che rappresentano nuove realtà, che possono influire sullo sviluppo e l’evoluzione delle malattie infettive (es. vendita latte crudo, gestione ad uso energetico di liquami). Alcuni esempi di cicli ecologici di malattie infettive
- War and famine
- Bioterrorism ; e.g. 2001 Anthrax attacks
- Dam and irrigation system construction ; e.g. malaria and other mosquito borne diseases; leptosirosis. Chi è la malattia infettiva emergente del momento? Il covid- 19
- Predisposizione del virus
- Alta densità della popolazione
- Alta commistione di specie diverse
- Globalizzazione Si stima che ogni anno appaiano 5 nuove malattie infettive umane emergenti, di cui 3 di natura zoonotica. …. I paesi dipendono dalle capacità dei loro servizi veterinari nazionali, nelle componenti pubbliche e private…. Occorre considerare anche l'impatto umano. Infatti, l'antropizzazione ha un impatto su ambiente e sugli animali. Quando ad esempio si ha una deforestazione la stessa densità di animali che prima era distribuita su un intero territorio deve ridistribuirsi all'interno di una metà di un territorio e questo comporta la rottura di certi equilibri naturali. l’Europa se ne è accorta e vuole mettere in atto diverse azioni: Aree a limitata diffusione umana:
- allestire zone cuscinetto tra selvatici e domestici
- limitare la deforestazione (commercio deforestation free ) Aree sotto influenza antropica:
- ridurre contatto tra domestici e selvatici
- garantire buone condizioni sanitarie degli animali da reddito e lavorazione dei loro prodotti Caccia e commercio: proposta di divieto di animali selvatici in mercati umidi Altri esempi di malattie infettive emergenti
- L'influenza AVIARE.
- Bornavirus: ha provocato la morte di alcuni allevatori di scoiattoli in Germania.
- Lumpy skin disease: questa malattia è originaria dell'Africa ma con le guerre si è avuta la movimentazione di animali in Europa. Ehi, nel 2013 arriva in Turchia e nel 2015 arriva in Europa, in Grecia, precisamente. L'Europa però aveva già preparato i vaccini in vista di un possibile arrivo della malattia. Le guerre, come abbiamo visto prima, sono un fattore di emergenza di nuove malattie infettive. Oggi la guerra che più ci riguarda è quella in Ucraina, dove le persone portano via i loro animali domestici. l'Ucraina è il paese con la più alta percentuale di rabbia. All'arrivo in Unione europea molti animali erano positivi. questo può essere un fattore di rischio per paesi come l'Italia, che è indenne dalla rabbia, La cosa importante è vaccinare gli animali in modo che siano protetti dall'infezione. Il fattore umano Negli anni 60 ci sono state incursioni di peste suina africana, ma i servizi veterinari sono intervenuti per eradicarla. La peste suina africana ora è presente in Africa e in Sardegna, legata molto al fattore umano, ovvero al tradizionale allenamento allo stato semibrado delle pecore da latte e a quello del porceddu sardo. Tale sistema di allevamento, seppur sviluppato nell'ottica della tradizione suinicola sarda, costituisce un notevole fattore di rischio in termini di biosicurezza e di controllo delle movimentazioni animali, facilitando il contatto costante e continuo con altri suini allevati e la popolazione selvatica. Ehi, è pur vero che questo sistema di allevamento, estremamente radicato unitamente alla promiscuità dei pascoli prati e alla persistenza della pratica dell'allevamento illegale, e a diverse problematiche di carattere socio economico, ha determinato e favorito la persistenza della malattia nell'isola. Negli ultimi anni si è messa in atto una campagna di uccisione dei suini allo stato brado, questo perchè per quarant'anni i sardi non hanno potuto vendere prodotti suinicoli fuori dalla Sardegna proprio per questo motivo legato a alla peste suina africana. Inoltre, è stata fatta formazione ai cacciatori in modo che potessero eliminare i suini non regolamentati allo Stato brado.
Animali selvatici e M.I.
- Molte M.I. notificabili degli animali domestici hanno come ospiti anche gli animali selvatici ( serbatoi o spill- over ).
- La sorveglianza di queste malattie è importante per quattro motivi:
- Conservazione della specie
- Implicazioni di Sanità Pubblica (zoonosi e potenziale trasmissione a specie da reddito)
- Danni economici diretti
- Consumo consapevole di carni di animali selvatici Costituiscono degli indicatori ecologici Altro potenziale rischio di sviluppo di nuove malattie infettive è legato alle fattorie didattiche e agli zoo. Ad esempio, nel 2011 in un giardino zoologico a Roma, si è verificata una febbre catarrale maligna data da un herpes virus 2. Questo virus è presente normalmente, quindi fisiologicamente negli Agnelli, che sono infatti asintomatici, Il virus è però passato nei bovidi, che ha causato un problema in quanto questa febbre catarrale maligna va in diagnosi differenziale con altre malattie. È stato studiato che i bisonti sono più suscettibili alla malattia e se la trasmettono tra di loro, quindi provocando un grave danno economico. La malattia sarà presente in allevamenti promiscui pecore- bovini; quindi, occorre prestare attenzione a separare gli animali in allevamento. in uno zoo c'è stato un focolaio di salmonellosi. È importante sapere che tutti i rettili sono portatori di salmonella e che nei bambini piccoli può portare a meningite anche grave. I bambini, in questo caso, possono fungere da vettori e anche come soggetti di zoonosi.
- Comportamento degli animali: esempio della rabbia→ per permettere la diffusione del virus, esso va ad agire proprio sul sistema nervoso (talamo, centro del comportamento), rendendo l'animale più aggressivo. Oppure questi animali infetti diventano buonissimi, sempre però per permettere la diffusione del virus, leccando ad esempio il padrone.
- Patogenesi
- Vie di escrezione: ogni agente eziologico ha sviluppato un proprio modello di escrezione efficace per la propria diffusione. Trasmissione orizzontale Trasmissione orizzontale: vie di infezione
- orale
- respiratoria
- percutanea
- tramite cornea e mucose: es. leptospira Metodi di trasmissione
- ingestione
- trasmissione aerea
- contatto
- inoculazione
- iatrogena: trasmessa tramite manipolazioni (es.vet), ad esempio passando da un animale malato ad uno sano.
- coito: ambiente esterno, perciò come meccanismo di sopravvivenza si trasmettono tramite coito o comunque tramite atto sessuale. Nei cavalli abbiamo la Taylorella equigenitalis, trasmessa tramite accoppiamento Trasmissione orizzontale indiretta → con vettore Tipi vettore Generalmente sono artropodi (se inanimati: fomiti)
- meccanico
- biologico Trasmissione verticale
- Ereditaria
- Congenita (germinativa, all’embrione, ascendente, al parto) Trasmissione a distanza
- Movimento dell’ospite
- Trasporto atmosferico Malattie transfrontariere
- PSA
- Afta epizootica
- Influenza aviare Queste malattie sono particolarmente temute perché possono mettere in ginocchio un'intera filiera in sei mesi. Per queste malattie, inoltre, si effettua lo stamming-out, ovvero vengono eliminati tutti gli animali all'interno dell'allevamento, sospettati di essere infetti. Organizzazione del SSN Concetto alla base dei controlli La produzione degli alimenti viene considerata un processo unico, a partire dalla produzione primaria fino alla commercializzazione.
- Ognuna di queste fasi è oggetto di vigilanza. (questa è la base del cosiddetto Pacchetto Igiene Regolamento europeo n. 178/2002).
Principi alla base •Tutela dei consumatori (potrebbe confliggere con gli interessi del produttore!). •Coordinamento tra settore sanità pubblica e igiene delle produzioni. •Analisi del rischio come principio guida (valutazione, gestione e comunicazione del rischio). •Principio di precauzione qualora l’analisi del rischio non sia sufficiente a rispondere alle domande (in caso di dubbio, si evita il potenziale rischio) •Principio di trasparenza (e tracciabilità) •Responsabilizzazione dei produttori definiti operatori del settore alimentare (OSA) Reg 178 istituisce
- Autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA) che fornisce consulenza tecnico-scientifica all’UE. •Formula valutazione del rischio (rischio che poi deve gestire la Commissione Europea) Responsabilità degli OSA
- Divieto di immissione sul mercato di alimenti o mangimi «a rischio»
- Obbligo di applicare la tracciabilità e rintracciabilità per mangimi, animali e alimenti da essi derivati in tutte le fasi di produzione, trasformazione e distribuzione.
- Valutazione del rischio è fatta da ISS, IZS, e Centri referenza nazionale •ISS fornisce consulenza tecnico-scientifica; sottoposto a vigilanza da parte del Ministero della Salute; svolge ricerca scientifica, sperimentazione, controllo, consulenza, documentazione e formazione in materia di salute pubblica; in rari casi svolge attività diagnostica (es. encefalopatie spongiformi).
- Gestione del rischio è fatta da Ministero della Salute, Regioni e ASL→ N.B. la sanità veterinaria è sotto il ministero della salute e non sotto il ministero delle politiche agricole come in altri paesi. Assessorato alla Sanità delle regioni •È in funzione dell’organizzazione della Regione (quindi esistono diverse realtà e con diverse velocità). •Si occupa di programmare, coordinare e controllare le attività svolte dai servizi veterinari delle ASL e degli IZS, nonché gestire le loro interazioni. •Funziona da raccordo con la programmazione nazionale (Ministero della Salute) e sovranazionale.
- Veterinario Libero Professionista
Veterinario aziendale
Veterinario ufficiale •È un dirigente pubblico (autonomia di giudizio e responsabilità) •Pubblico ufficiale (impegna l’amministrazione in certificazioni, prescrizioni sanitarie, notifiche di malattia, attività di ispezione, etc). Ha il cosiddetto potere di firma che impegna l’amministrazione •È ufficiale di polizia giudiziaria (finalità repressiva) quando impegnato nelle attività di ispezione o prelievo dei campioni per la sicurezza alimentare I dati •Verifiche, ispezioni, piani di sorveglianza e controllo delle certificazioni rappresentano un raccolta dati che confluisce in numerosi sistemi informativi e informatizzati e spesso i dati aggregati sono inviati a enti sovranazionali che valutano determinati parametri Es. dati di antibiotico resistenza: Ricetta elettronica→registro aziendale trattamenti→dati europei di antibiotico resistenza Sorveglianza veterinaria e sanzioni amministrative •Nei confronti di detentori di animali, trasportatori, etc. •Nella prima fase, il veterinario può emettere una prescrizione , che l’allevatore/OSA/trasportatore deve sanare in un tempo stabilito. •Il pubblico ufficiale deve contestare e notificare la sanzione dell’interessato. E’ una procedura assoggettata al principio di legalità, che consente all’interessato di contestare la sanzione ricevuta e se questa non rispetta in maniera pertinente i requisiti di legge, si può ottenere l’annullamento. •Il verbale di accertamento e contestazione ha valore probatorio e richiede una grande attenzione nella sua redazione (chiarezza e correttezza formale). •La contestazione può essere immediata o differita entro il termine massimo di 90 giorni. Adempimenti del trasgressore •Nel verbale identifica sempre una persona fisica (per le società è il rappresentante legale; poi il trasgressore può essere una persona giuridica, ossia società, ente, etc.) •Può contestare la sanzione entro 30 giorni dal ricevimento del verbale; •Può proporre ricorso presentando all’ufficio depenalizzazione (Regione) scritti difensivi •Scegliere il pagamento in misura ridotta (somma pari al doppio del minimo o un terzo del massimo della sanzione prevista) per estinguere il procedimento
- Non fare niente : trascorsi 60 gg, il pubblico ufficiale deve presentare rapporto all’ufficio competente per l’ordinanza di ingiunzione di pagamento (ufficio depenalizzazione); l’ufficio stabilisce l’importo della sanzione, all’interno dell’intervallo previsto dalla norma
Esempi di violazioni •Ai regolamenti speciali: regolamento di polizia veterinaria anagrafe zootecnica etc. •Al testo unico delle leggi sanitarie: denuncia di malattia ordine di abbattimento •Penali per violazione di ordinanze contingibili e urgenti del sindaco Anagrafe e movimentazione animali Anagrafe zootecnica considerevole investimento in termini di risorse umane, tecnologiche e finanziarie , consentendo però di dare adeguate risposte a tutti gli operatori della filiera zootecnica e ai consumatori. Infatti, la possibilità di mettere in atto piani di sorveglianza efficaci per la salute animale e tutelare la sicurezza degli alimenti di origine animale trova il suo fondamento sulla capacità di identificare gli animali e tracciarne i movimenti fino alla fine della loro vita e all’eventuale produzione di alimenti di origine animale da loro derivati. Conteggio e identificazione degli animali Il censimento è una necessità nata anni fa, soprattutto per suini e ovini. Ancor prima dell’anagrafe, il 31 marzo doveva fornire la quantità di animali presenti in allevamento definendo la categoria di appartenenza (maschi, femmine ecc..).
- Per suini e ovini viene fatto anche il censimento (marzo di ogni anno) che conta quanti animali sono inseriti nelle diverse categorie produttive (montoni, agnelli, femmine; scrofe, verri, suinetti). I dati vengono mandati alla Banca Dati Nazionale. N.B. il censimento non presuppone l’identificazione individuale.
- identificazione del singolo animale : Il singolo animale viene identificato in maniera univoca, utilizzando dispositivi specifici per specie, tipo di allevamento; devono essere duraturi, resistenti e leggibili. L’identificazione degli animali consente la tracciabilità ai fini della sanità animale e salubrità alimenti, ecco perché avviene sotto la responsabilità veterinaria.
- mezzi d’identificazione degli animali :
- Marca auricolare (individuale o aziendale): Vantaggio: facile lettura Svantaggio: in estensivo è più facile che si perda Marche color salmone: ovini età inferiore a 6 mesi che si spostano per «partita» /gruppo: si identifica solo la stalla di origine e bovini iscritti al L.G.
- Tatuaggio (individuale es. bovini, cavalli, ovini o aziendale es suini, ovini, conigli, avicoli) svantaggio: modificabile, non sempre facilmente leggibile, possibilità di sbiadimento
- Microchip (ut. Nel cavallo e cane)
- Bolo ruminale (bovini, ovini) Vantaggi: localizzazione GPS, possibilità di scannerizzare il codice, sv. Della zootecnia di precisione svantaggi: si può spostare
- Descrizione fenotipica: ora poco utilizzata, rimessa in atto per il cavallo per ostacolare macellazioni di frode. Questi metodi d’identificazione sono alla base per la tracciabilità per sanità animale e alimentare ecco perché il controllo spetta al vet. Definizioni Azienda (o holding nella normativa europea)
La registrazione di tutti questi dati, insieme a nascite, morti, vendite o acquisti (che determinano variazioni di consistenza), costituisce l’ANAGRAFE ZOOTECNICA. L’anagrafe zootecnica usa il registro aziendale (cartaceo) e la banca dati nazionale. BDN, Banca Dati Nazionale: costituisce un registro informatizzato centralizzato (DL 196/99). Accesso in BDN è autorizzato e tracciato e l’operatore è munito di smart card per l’accesso e ha firma digitale. Quando nascono le banche dati anagrafiche animali? Nascono dalla necessità di dover misurare i casi di malattia: ➔ BSE/mucca pazza ➔ Anemia infettiva equina ➔ Blue tongue …. Ecco perché sono gestite dal Ministero della Salute. Non conoscevamo il numero di bovini, perciò non si poteva definire la prevalenza delle malattie. Nel 2000 parte l’anagrafe bovina dopo mucca pazza. nel 2006 nasce l’anagrafe equina dopo un non ancora accertato scambio di sacche di plasma equina che ha scatenato un focolaio di anemia equina in Irlanda. Nel 2006 l’Irlanda ci accusa di avere la malattia e perciò gli enti sanitario hanno testato i cavalli, ma non sapevano quanti ne erano effettivamente. Il ministero della salute voleva gestire le banche dati, ma in primis fu gestita dal ministero delle politiche agricole. Ora sono co-gestite. Le anagrafi, perciò, serve per mettere in atto piani sanitari. Alla base della messa a punto del piano sanitario c’è la prevalenza: Il denominatore del calcolo… •conoscere il denominatore non è scontato. Molto spesso rappresenta la popolazione censita nelle anagrafi animali (più o meno complete), che occupano molta parte delle attività dei servizi veterinari pubblici e sono il presupposto della tracciabilità per la sicurezza degli alimenti. ANAGRAFE BOVINA •prima ad essere istituita ed implementata •nella BDN bovina sono registrati tutti i dati identificativi, nonché quelli relativi ai movimenti sul territorio nazionale, dei capi bovini e bufalini. •Possibile incrocio dati e verifiche. Ad oggi è uno strumento che consente di salvaguardare la salute del patrimonio zootecnico, completa tracciabilità dell'animale e un'etichettatura del prodotto, oltreché di rappresentare una fonte di informazioni per il consumatore. •Il servizio veterinario delle ASL certifica l'iscrizione nella BDN.
- Detentori registrano tutti gli eventi che riguardano la vita dell'animale (nascita, movimentazioni, uscite e ingressi, morte) nel registro aziendale; i dati devono essere notificati alla BDN registrando i dati via internet. •Il servizio veterinario della ASL effettua i controlli sulla corretta implementazione dell’anagrafe e registrazione in BDN, che deve essere effettuata con tempistiche precise (es. tre giorni per registrare movimentazioni e morti su registro aziendale e sette giorni per la BDN). Adesso il vet può vedere elettronicamente il modus operandi dell’allevatore e andare in azienda solo per verificare la veridicità delle info. •I capi che devono essere identificati sono i nuovi nati in stalla (entro venti giorni dalla nascita) e i capi importati da Paesi terzi; •i capi introdotti dai Paesi della Unione Europea mantengono i marchi auricolari applicati, ma devono comunque essere registrati nella BDN.
capo bovino correttamente identificato : •marcato con due marche auricolari recanti un codice identificativo individuale univoco, è iscritto sul registro aziendale e nella BDN. Due marche perché è probabile che l’animale perda una marca; quindi, ce ne è una di riserva. •Le marche auricolari vengono apposte su entrambe le orecchie e contengono il codice individuale di 14 cifre alfanumeriche, costituito dalle prime 3 cifre del codice ISTAT della provincia più 9 cifre numeriche per l’identificazione dell’animale (codice univoco prodotto dalla BDN). •Le marche auricolari sono leggermente differenti tra le due orecchie perché una è la principale, in quanto contiene numeri più grandi. •Il colore delle marche auricolari è giallo, ad eccezione degli animali iscritti nei libri genealogici, che invece hanno marche color salmone. LA MANCATA CORRETTA TEMPISTICA CAUSA INCONGRUENZE NELL’ANAGRAFE RILEVATE AUTOMATICAMETE DAL SITEMA INFORMATIZZATO CHE SI RIPERCUOTONO DIRETTAMENTE SULLA CONDIZIONALITA’ AZIENDALE. Ricadono sulla mancata esecuzione della condizionalità, perciò l’allevatore perde i sussidi della PAC, cause più frequenti della perdita dei premi PAC. ANAGRAFE OVINA •La tendenza dell’anagrafe in questo tipo di allevamento è quella di seguire l’organizzazione dell’anagrafe bovina, ossia individuale. Tuttavia, le caratteristiche di alcuni tipi di allevamento presenti in certe Regioni italiane, contraddistinti da alte consistenze numeriche rispetto ai capi bovini (circa 8 milioni di capi ovini contro circa 3 milioni di capi bovini), dalla transumanza e fortemente legati alle tradizioni, consentono più difficilmente il ricorso all’identificazione individuale, sebbene la possibilità dell’identificazione elettronica rappresenti un valido supporto. •Per l’allevamento ovino viene condotto un censimento di popolazione entro il 31 marzo di ogni anno, dopo cui l’allevatore trasmette i dati all’anagrafe. •Il sistema di identificazione e registrazione degli animali delle specie ovina e caprina prevede anche che tutti i capi siano univocamente identificati mediante l’applicazione di due distinti mezzi di identificazione. •La normativa vigente autorizza diversi mezzi di identificazione: marchi auricolari convenzionali o elettronici, tatuaggio, bolo endoruminale elettronico. Dal 2009 è obbligatoria l’identificazione elettronica. •Il sistema di identificazione degli animali delle specie ovina e caprina si differenzia in base alla data di nascita : prima del 9 luglio 2005, dopo il 9 luglio 2005 e dopo il 31 dicembre 2009. Infatti, per il primo gruppo il sistema di identificazione si compone di tatuaggio da apporre alla grassella o sull’orecchio sinistro, recante la sigla IT, il codice aziendale e il marchio auricolare o tatuaggio sull’orecchio destro, riportante il numero progressivo individuale e, nel caso del marchio auricolare, anche la sigla della provincia. Per gli animali nati dopo il 9 luglio 2005 è riconosciuto l’uso del marchio auricolare applicato all’orecchio sinistro, riportante il codice identificativo individuale e marchio auricolare o tatuaggio all’orecchio destro (non valido però per gli scambi comunitari), riportante lo stesso codice del primo mezzo di identificazione. Per gli animali nati dopo il 31 dicembre 2009 è invece diventata obbligatoria l’identificazione elettronica e gli animali devono essere identificati mediante l’apposizione di due mezzi di identificazione , dei quali uno convenzionale visuale (marca auricolare) e l’altro elettronico (bolo endoruminale o marca auricolare elettronica). •Gli animali devono essere infatti identificati entro 6 mesi dalla nascita e comunque prima di lasciare l’azienda di nascita. Per gli animali destinati alla macellazione entro il 6°mese di età è possibile utilizzare la cosiddetta identificazione semplificata , rappresentata dall’applicazione di un’unica marca auricolare riportante esclusivamente il codice dell’azienda di nascita. •I detentori degli animali tengono un registro aziendale che contiene un frontespizio con le informazioni anagrafiche dell’azienda e due sezioni , una per la gestione delle movimentazioni degli animali identificati per partita , l’altra per gli animali identificati individualmente. •Ogni evento che caratterizza la vita dell’animale deve essere registrato entro 5 giorni nella BDN. A partire dal 31 dicembre 2009, il registro aziendale deve contenere, per ciascun animale nato dopo tale data, il codice di identificazione dell’animale, l’azienda di nascita, anno di nascita e data di identificazione, mese e anno del decesso dell’animale nell’azienda, razza e genotipo se noti. Tuttavia, per gli animali con identificazione semplificata le informazioni suddette vanno fornite a livello di partita di animali, contrassegnata dalla stessa identificazione, e l’indicazione del numero di animali che la costituisce. •Dal 1° gennaio 2011, il documento di trasporto deve contenere, oltre alle informazioni generali, il codice di identificazione individuale di ogni animale identificato. Tuttavia l’informazione non è obbligatoria per gli animali nati