Docsity
Docsity

Prepara i tuoi esami
Prepara i tuoi esami

Studia grazie alle numerose risorse presenti su Docsity


Ottieni i punti per scaricare
Ottieni i punti per scaricare

Guadagna punti aiutando altri studenti oppure acquistali con un piano Premium


Guide e consigli
Guide e consigli


Prevenzione delle malattie: concetti chiave e livelli di intervento, Appunti di Statistica Medica

- IL CONCETTO DI SALUTE - MALATTIE NON INFETTIVE - MALATTIE INFETTIVE - LIVELLI DI PREVENZIONE

Tipologia: Appunti

2020/2021

In vendita dal 15/02/2022

martina-moschetto
martina-moschetto 🇮🇹

5 documenti

1 / 33

Toggle sidebar

Questa pagina non è visibile nell’anteprima

Non perderti parti importanti!

bg1
IGIENE GENERALE E APPLICATA
Igiene disciplina medica che deriva da una figura mitologica di nome IGEA, dea della salute.
Igea figlia di Asclepio dio della Medicina. L’altra figlia era Panacea che si dedicava alla ricerca delle
erbe medicamentose. IGEA prevenzione, PANACEA cura.
Scopo dell’igiene: promozione conservazione e potenziamento della salute dei singoli individui e
della collettività.
Igienista: interventi rivolti a persone e ambiente di vita e di lavoro (molte cause di malattia sono di
natura ambientale).
L’igiene per conservare lo stato di salute della popolazione poggia su tre pilastri: EPIDEMOLOGIA,
PREVENZIONE E ORGANIZZAZIONE SANITARIA (esempio: medico fa visita, diagnosi e terapia = tre
pilastri).
- Epidemiologia: livello conoscitivo per identificare la distribuzione e frequenza delle
malattie in una popolazione al fine di identificarne le cause (determinanti, condizioni che
determinano il passaggio dallo stato di salute allo stato di malattia).
- Prevenzione: livello attuativo si occupa di trovare gli strumenti atti a rimuovere le cause,
contenere fattori di rischio e prevenire l’insorgenza delle malattie nella popolazione.
- Organizzazione: insieme dei servizi che servono per organizzare gli interventi preventivi in
modo che possano essere a disposizione di tutta la popolazione.
20° SECOLO
L’igiene ha contribuito al miglioramento delle condiziono igienico-sanitario della popolazione con
tanti strumenti tra cui:
- Miglioramento nel trattamento dell’acqua e dei reflui (potabilizzazione dell’acqua)
- Diffusione delle vaccinazioni
- Miglioramento nella conservazione degli alimenti (refrigerazione)
Questi interventi hanno contribuito ad aumentare la durata media della vita in Italia (dal 1900, 45-
50 anni in media, al 2001, 80-90 anni) ed hanno comportato numerosi successi nella cura delle
malattie infettive andando a diminuire la mortalità causata da queste.
In questo modo la popolazione invecchia e una popolazione più anziana va incontro a patologie
diverse rispetto a una popolazione giovane per esempio malattie cardiache, cardiovascolari,
tumori, malattie neurodegenerative (malattie non infettive) TRANSIZIONE EPIDEMIOLOGICA.
21° SECOLO
Cause di mortalità dal 2003-2014
pf3
pf4
pf5
pf8
pf9
pfa
pfd
pfe
pff
pf12
pf13
pf14
pf15
pf16
pf17
pf18
pf19
pf1a
pf1b
pf1c
pf1d
pf1e
pf1f
pf20
pf21

Anteprima parziale del testo

Scarica Prevenzione delle malattie: concetti chiave e livelli di intervento e più Appunti in PDF di Statistica Medica solo su Docsity!

IGIENE GENERALE E APPLICATA

Igiene → disciplina medica che deriva da una figura mitologica di nome IGEA, dea della salute. Igea figlia di Asclepio dio della Medicina. L’altra figlia era Panacea che si dedicava alla ricerca delle erbe medicamentose. IGEA prevenzione, PANACEA cura. Scopo dell’igiene : promozione conservazione e potenziamento della salute dei singoli individui e della collettività. Igienista : interventi rivolti a persone e ambiente di vita e di lavoro (molte cause di malattia sono di natura ambientale). L’igiene per conservare lo stato di salute della popolazione poggia su tre pilastri: EPIDEMOLOGIA, PREVENZIONE E ORGANIZZAZIONE SANITARIA (esempio: medico fa visita, diagnosi e terapia = tre pilastri).

- Epidemiologia: livello conoscitivo → per identificare la distribuzione e frequenza delle malattie in una popolazione al fine di identificarne le cause (determinanti, condizioni che determinano il passaggio dallo stato di salute allo stato di malattia). - Prevenzione: livello attuativo→ si occupa di trovare gli strumenti atti a rimuovere le cause, contenere fattori di rischio e prevenire l’insorgenza delle malattie nella popolazione. - Organizzazione: insieme dei servizi che servono per organizzare gli interventi preventivi in modo che possano essere a disposizione di tutta la popolazione. 20° SECOLO L’igiene ha contribuito al miglioramento delle condiziono igienico-sanitario della popolazione con tanti strumenti tra cui: - Miglioramento nel trattamento dell’acqua e dei reflui (potabilizzazione dell’acqua) - Diffusione delle vaccinazioni - Miglioramento nella conservazione degli alimenti (refrigerazione) Questi interventi hanno contribuito ad aumentare la durata media della vita in Italia (dal 1900, 45- 50 anni in media, al 2001, 80-90 anni) ed hanno comportato numerosi successi nella cura delle malattie infettive andando a diminuire la mortalità causata da queste. In questo modo la popolazione invecchia e una popolazione più anziana va incontro a patologie diverse rispetto a una popolazione giovane per esempio malattie cardiache, cardiovascolari, tumori, malattie neurodegenerative (malattie non infettive) → TRANSIZIONE EPIDEMIOLOGICA. 21° SECOLO Cause di mortalità dal 2003- 2014

COVID: quarto posto per cause di morte in Italia nel 2020 → supera malattie del sistema respiratorio IL CONCETTO DI SALUTE Salute → concetto molto ampio che ha avuto una precisa evoluzione:

- Fino al 19° secolo: assenza di malattia - 1900 - 1947: benessere fisico - 1948: l’OMS ha coniato il modello biopsicosociale della salute → completo benessere fisico, mentale e sociale. Visione olistica della salute e ampliamento dei campi di interesse: da bio- sanitario a politico-sociale. La salute come diritto: La salute è un fondamentale diritto dell’uomo il cui rispetto deve essere assicurato dai governi di tutti i popoli mediante l’adozione di ogni misura utile. Articolo 32: la salute è un fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività Bene-salute duplice componente: individuale e collettiva. diritto individuale alla salute si traduce cioè anche nel dovere di concorrere al mantenimento della salute degli altri (vaccinazioni obbligatorie, obbligo mascherina…) Stato sociale : sistema di politiche pubbliche per assicurare i diritti sociali, dal lavoro all’assistenza sanitaria. La definizione del 48 nasce da riforme sociali e dal rapporto Beveridge che getta le basi dello stato sociale. Il “welfare state” è stata una delle più grandi conquiste europee. Da questo nasce il SSN (servizio sanitario nazionale) inizialmente in Inghilterra il 5 luglio del 1948. In Italia legge 833/ I principi su cui si fonda sono l’universalità, la gratuità e il finanziamento attraverso la tassazione, in virtù del quale ognuno contribuisce in base alle proprie possibilità e riceve servizi sanitari in relazione al bisogno.

Ci sono dei fattori che alterano lo stato di salute→ fattori di rischio (fattori determinanti che non agiscono quasi mai da soli) DETERMINANTI: fattori che influiscono sullo stato di salute. Non agiscono quasi mai singolarmente ma attraverso meccanismi di interazione reciproca (in senso positivo o negativo). Questi determinanti possono essere:

- Endogeni: individuali, genetici, immunologici e comportamentali - Esogeni: ambientali I determinanti sociali hanno sempre più importanza→ lo svantaggio socio-economico ha un impatto sempre maggiore sulla salute. Persone più povere hanno meno capacità di scelta e meno capacità di migliorare il loro stato di salute (es alimentazione, istruzione, guadagno…). I primi momenti di vita hanno maggior importanza sui determinanti sociali. Ed è qui che hanno fondamenti i principi della salute. Una gravidanza negativa (carenze alimentari, stress materno, fumo e alcool) porta a uno sviluppo non ottimale del feto. una crescita ritardata e un mancato supporto emozionale, genera un rischio permanente di cattiva salute che si protrarrà nell’età adulta. Aspettativa di età media: grafici per dire che più i paesi sono poveri, più l’aspettativi di vita è bassa. I DETERMINANTI DI SALUTE E LO SVILUPPO DI MALATTIA Azione di un singolo determinante → MALATTIE MONOFATTORIALI (causa necessaria e sufficiente) Azione di più determinanti → MALATTIE MULTIFATTORIALI (causa necessaria ma non sufficiente, causa né necessaria né sufficiente)

Questi determinanti possono essere:

- Cause necessarie ma non sufficienti: l’evento malattia non si verifica in assesnza della causa, ma la causa da sola non è sfficiente per lo sviluppo della malattia. Es. malattie infettive (poliovirus è causa necessaria per l’insorgenza della poliomielite ma non è sufficiente, papillomavirus è necessario ma non sufficiente per l’insorgenza del tumore). - Cause né necessarie né sufficienti: fattore la cui presenza aumenta la probabilità d’insorgenza della malattia→ FATTORE DI RISCHIO es. fumo di sigaretta. - cause necessare e sufficienti : da sole sono sufficienti per scatenare tutti gli eventi. Es. trisomia 21, veleni 10.02. STORIA NATURALE DELLE MALATTIE - MALATTIE INFETTIVE: hanno un’origine microbica, insorgono in seguito ad un’infezione da parte di un parassita che può essere un batterio, un virus, un fungo, un protozoo (agente eziologico). Sono malattie trasmissibili da una sorgente di infezione, da un ospite ad un altro e per questo sono chiamate malattie trasmissibili. Questa trasmissione può essere orizzontale (da un ospite all’altro della stessa specie) o verticale (da madre a figlio) - MALATTIE NON INFETTIVE: non hanno un’origine microbica e non sono MAI trasmissibili per via orizzontale. Eventualmente si possono trasmettere per via verticale da madre a prol, per esempio come accade per le malattie congenite. MALATTIA INFETTIVA Andamento acuto : poco tempo tra l’esposizione (contagio) e l’insorgenza dei sintomi. Periodo di incubazione breve (giorni, settimane). Il decorso è generalmente favorevole quindi si va incontro a guarigione Farmaci per malattie infettive: antibiotici che abbreviano il decorso e portano più velocemente a guarigione. Di solito dopo la guarigione rimane un’immunità specifica che impedisce una nuova insorgenza di malattia MALATTIA NON INFETTIVA Andamento cronico: il tempo tra esposizione e insorgenza dei sintomi (fase di latenza) è molto lungo (anche anni o decenni). Il decorso è generalmente sfavorevole quindi l’esito non è benigno e non si va incontro a completa guarigione, quindi deve curarsi per tutta la vita Farmaci per malattie non infettive: cronicizzano la malattia, allungano la vita del paziente e quindi anche il decorso della malattia (esempio diabete). Non lascia un’immunità MALATTIE NON INFETTIVE

intervenire sulla rimozione di questa causa per fare prevenzione. Si può fare prevenzione anche intervenendo sui fattori ambientali e personali che possono far si che la causa esplichi la sua azione (amianto: c’è e può essere rimosso ma devo intervenire anche sui lavoratori tramite i DPI per evitare che si venga a contatto con la causa) MULTIFATTORIALI → difficili da prevenire perché ci sono molte cause. Ai fini preventivi è indispensabile conoscere i fattori casuali e di rischio associati nonché il peso. MALATTIE INFETTIVE Insorgono dopo un’infezione microbica e sono trasmissibili e sono MONOFATTORIALI. Trasmissibilità: passaggio dell’agente patogeno da un ospite all’altro e può essere distinta in:

- Verticale : da madre a figlio - Orizzontale : tra soggetti della stessa specie o di specie diversa. Se avviene da un animale all’uomo di parla di ZOONOSI o INFEZIONE ZOONOTICA. Fase prodromica : sintomatologia aspecifica (febbre, dolori muscolari, manifestazioni alle alte vie respiratorie Malattia clinica: manifestazione di caratteristiche particolari della malattia Morte: rari casi Guarigione: prevalentemente Cronicizzazione: anche questa è rara (eccezione: epatiti parenterali B e C, il soggetto non guarisce ma continua ad ospitare l’agente patogeno – HIV, AIDS, tubercolosi) N.B. INFEZIONE NON È SINONIMO DI MALATTIA INFETTIVA → un soggetto infetto non è necessariamente né contagioso né malato (al contrario, un soggetto malato è sicuramente infetto) Fattori correlati al patogeno - INFETTIVITA’: capacità di un microrganismo di penetrare e moltiplicarsi nell’ospite. Possiamo valutarla con il rapporto tra infetti ed esposti. o Carica infettante: numero di microorganismi necessari per infezione o Contagiosità : capacità di trasmettersi da un ospite all’altro (Rt) - PATOGENICITA’: capacità di una specie microbica di causare danno all’ospite. Caratteristica geneticamente determinata. Possiamo misurarla con il rapporto malati su infetti. o Invasività: capacità di invadere l’organismo ospite o Tossigenicità: capacità di produrre tossine

- VIRULENZA: indica il grado di patogenicità di un ceppo appartenente ad una determinata specie microbica. Si valuta in rapporto alla gravità del decorso clinica e si calcola tramite il rapporto tra numero di casi gravi / tot casi. Caratteristiche dell’organismo - RESISTENZA ASPECIFICA: meccanismo generale di difesa o Barriera fisica: cute e mucose o Azione meccanica: di lacrime, saliva, urina, muco, acidi grassi cutanei, acido cloridrico gastrico o Fagocitosi: da parte di macrofagi, leucociti polimorfonucleati - RESISTENZA SPECIFICA: IMMUNITA’ = resistenza verso un agente infettivo specifico Caratteristiche dell’ambiente - AMBIENTE FISICO: o Clima: effetti immediati sull’organismo, può favorire lo sviluppo di vettori di malattia (es. insetti → malaria, febbre gialla) o Suolo: caratteristiche geologiche - AMBIENTE SOCIALE: abitazione, lavoro, condizioni socioeconomiche (povertà è uno dei fattori di rischio importante perché la carenza alimentare causa una scarsa capacità di resistenza) (tubercolosi → colpisce popolazioni più fragili ed emarginate = malattie della povertà) CATENA DI TRASMISSIONE La trasmissibilità è condizionata da: - infettività : capacità di crescere moltiplicarsi nell’organismo ospite - virulenza : tanto più è virulento tanto meno ha occasione di trasmettersi. Se è molto virulento può causare decesso del paziente, quindi, va nella tomba con lui oppure causa danni che riducono contatti del paziente con altre persone - stabilità : capacità del patogeno, una volta eliminato all’esterno di sopravvivere e rimanere vitale nell’ambiente esterno. Più sopravvive e più facilmente può andare a contagiare altre persone. La stabilità influisce anche sulla modalità di trasmissione indiretta e diretta. Quelli che sopravvivono di più vengono trasmessi per via INDIRETTA, quelli che non sopravvivono nell’ambiente esterno vengono tramessi per via DIRETTA. Sorgente di infezione: uomo o animale che ospita un agente patogeno quando questo può essere trasmesso ad altri soggetti recettivi della stessa specie o di specie diversa. Può essere: - Soggetto malato: è presente la sintomatologia ed elimina agente patogeno nell’ambiente tramite escreti o secreti - Soggetto portatore : soggetto non sintomatico che ospita il microorganismo patogeno e lo elimina nell’ambiente. Può essere classificato come: o Portatore precoce: inizia ad essere contagioso prima di manifestare i sintomi o Portatore convalescente: non ha più i sintomi ma continua ad essere un portatore o Portatore cronico: se la condizione perdura nel tempo

MODALITA’ DI COMPARSA DELLE MALATTIE NELLA POPOLAZIONE

- Assenza: la malattia non è presente nella popolazione - Sporadicità: la malattia si manifesta occasionalmente nella popolazione, con un numero limitato di casi non correlati tra loro - Endemia: la malattia è stabilmente presente nella popolazione con numero costante di casi; ciò implica che i fattori causali di malattia siano stabilmente presenti. È possibile distinguere situazioni di bassa o alta endemia, in una determinata area geografica. - Epidemia: la malattia presenta un aumento improvviso di nuovi casi in un breve periodo di tempo, in una determinata popolazione o in una determinata area geografica - Pandemia: è la condizione che si verifica quando l’epidemia si estende in breve tempo in più aree geografiche a livello mondiale. I virus pandemici sono generalmente tutti di origine zoonotica (da animali fanno un salto di specie). Questo virus deve essere in grado di infettare le cellule umane, di replicarsi in queste cellule e di trasmettersi da uomo a uomo. Inoltre, nella popolazione nessuno deve essere immune per far si che si verifichi una pandemia. (articolo su COVID) CONOSCERE LO STATO DI SALUTE DI UNA POPOLAZIONE Per raccogliere dati relativi alla popolazione l’igienista conduce degli stati epidemiologici. L’epidemiologia si avvale anche di altre due discipline: - demografia : scienza che studia fenomeni quantitativi della popolazione (nascite, morti, flussi migratori, matrimoni, divorzi, distribuzione per genere e per età). Molto importante per conoscere lo stato di salute di una popolazione. - statistica : per vedere le probabilità Conoscenze epidemiologiche : base per programmare interventi preventivi più idonei da effettuare. Come procedere? - Descrivere lo stato di salute della popolazione attraverso specifici indicatori - Analizzare gli andamenti temporali dei fenomeni sanitari - Studiare i determinanti che possono intervenire a favore o sfavore Quali fonti utilizza l’epidemiologo per raccogliere i dati? Devono essere fonti ufficiali derivanti da reportistiche e una fonte è tanto più utile quanto più caratterizzata da completezza, accuratezza e tempestività nell’aggiornamento. Fonti: ISTAT, ministero della salute, autorità sanitarie regionali, aziende sanitarie, anagrafi comunali. Questi enti raccolgono dati in 2 modi: - in maniera routinaria: caratterizzati da continuità, sistematicità, scadenza precisa, su tutto territorio nazionale. Effettuati per motivi amministrativi e legali da cui l’epidemiologo può trarre le informazioni. - finalizzati a svolgere particolari indagini ad hoc RACCOLTE ROUTINARIE Tra queste abbiamo raccolte di dati sanitari (notifica delle cause di morta, scheda di dimissione, notifica di malattia infettiva, certificato di assistenza al parto) e dati demografici (certificato di nascita e censimento).

Questi dati vengono raccolti da Comuni, poi si passa alle aziende sanitarie, poi alle autorità sanitarie regionali e infine al ministero della salute e all’ISTAT. Vantaggio: dati confrontabili tra tutti gli stati membri dell’OMS Svantaggio: qualità dei dati non è sempre ottimale, perché dato che vengono raccolti per motivi amministrativi e legali non sempre sono raccolti in modo accurato Notifica delle cause di morte: medico che certifica decesso deve esprimere la causa del decesso e la sequenza di eventi che hanno portato al decesso. Permette di identificare le principali cause di morte nella popolazione, rende possibile il confronto spaziale tra diversi paesi o regioni e permette di disegnare l’andamento temporale di particolari patologie. I dati di mortalità consentono di individuare le priorità sanitarie di una popolazione e di valutare i benefici derivanti dall’adozione di adeguati interventi di prevenzione. Scheda di dimissione ospedaliera: motivazioni del ricovero con diagnosi principale e secondaria al momento delle dimissioni, intervento terapeutico o chirurgico eseguito, tipologia di ricovero, relativa durata. Mi offre un quadro epidemiologico per tutte le malattie acute e croniche che richiedono un ricovero. Un diagnosis-related group (abbreviato DRG ), in italiano raggruppamento omogeneo di diagnosi (in acronimo ROD ), è un sistema che permette di classificare tutti i pazienti dimessi da un ospedale (ricoverati in regime ordinario o day hospital) in gruppi omogenei per assorbimento di risorse impegnate (isorisorse). Notifica delle malattie infettive: obbligo da parte del medico di segnalazione all’autorità sanitaria competente (ASL) che a sua volta notifica il caso mediante un complesso flusso informativo. Mi offre un aggiornamento epidemiologico sulla frequenza di malattie infettive nella popolazione e identificazione di situazioni particolari (brusco aumento di incidenza, emergenza di nuove infezioni) → ruolo fondamentale per la sorveglianza e il controllo delle malattie trasmissibili. Certificati anagrafici: registrano nascite/morti/trasferimenti/matrimoni ecc., sono costantemente aggiornati e quindi sono un dato dinamico. Permettono di avere informazioni sulle dinamiche della popolazione. Censimento: ambiti demo-anagrafico, economico e sociale, interessa la totalità dei cittadini residenti e domiciliati, compilazione di questionari, elaborazione dei dati da parte dell’ISTAT, cadenza decennale. Fornisce informazioni sulla struttura della popolazione. RACCOLTE AD HOC Finalizzate a particolari indagini Registri di patologia: strumenti conoscitivi progettati per integrare tutte le conoscenze disponibili relativamente ad alcune patologie (tumori, malattie genetiche e malattie rare), dati provenienti da più fonti, costituiscono delle banche dati complete e accurate → l’esempio più importante di registro di patologia è il REGISTRO TUMORI Registro tumori: Istituiti a partire dagli anni ’70, utilizzano differenti fonti (SDO, archivi di anatomia patologica, cartelle cliniche, certificati di morte). Raccolgono informazioni relative a:

  • dati anagrafici (età, sesso, luogo di nascita e di residenza)
  • tipologia di tumore diagnosticato (sede, morfologia, comportamento)
  • informazioni cliniche

È ragionevole, infatti, supporre che non si registrerà un numero di nascite o un flusso migratorio così imponente da contrastare il processo di invecchiamento che è attualmente in corso e le nuove generazioni (che dovrebbero dar luogo a nuove nascite) sono numericamente esigue e le straniere residenti, che negli ultimi anni stanno sostenendo il livello di fecondità, stanno invecchiando. DISUGUAGLIANZE DI SALUTE DELL’ITALIA La speranza di vita è un indicatore che fornisce una misura dello stato sociale, ambientale e sanitario di una popolazione. Gli indicatori sanitari ci mostrano l’esistenza di grandi differenze territoriali: secondo i dati del 2017, in Campania gli uomini vivono mediamente 78,9 anni e le donne 83,3, mentre nella Provincia Autonoma di Trento, gli uomini vivono mediamente 81,2 anni e le donne 86,3. La maggiore sopravvivenza si registra nelle regioni del Nord-est, dove la speranza di vita è decisamente maggiore (81,2 anni per gli uomini e 84,1 per le donne) rispetto a quella registrata nel mezzogiorno (79,8 anni e 84,1 rispettivamente per maschi e femmine). Le differenze territoriali si accentuano ulteriormente se prendiamo in considerazione la mortalità prematura, quella cioè che interessa le persone di età compresa tra 30 e 69 anni: la Campania, la Sicilia, la Sardegna, il Lazio, ma anche il Piemonte e il Friuli, presentano valori di mortalità prematura costantemente al di sopra della media nazionale. Questo è un dato molto negativo, visto che si tratta di morti evitabili con idonee politiche di prevenzione nell’ambiente di vita e di lavoro. Altrettanto gravi sono le differenze sociali di sopravvivenza. Nel nostro paese, l’aspettativa di vita è in media di 77 anni se si ha una bassa istruzione e di 82 anni se si ha una laurea. Questo aspetto è la conseguenza del fatto che i fattori economici e culturali influenzano direttamente gli stili di vita. Un tipico esempio è l’obesità , tra i più importanti fattori di rischio per la salute delle future generazioni, che interessa il 14,5% delle persone con basso titolo di studio e solo il 6% dei laureati. La difficoltà di accesso alle cure sanitarie è un altro grave problema perché condiziona la capacità di prevenire la malattia e la tempestività della diagnosi. In Italia, tra le persone di fascia di età compresa tra 45-64 anni, le rinunce ad almeno una prestazione sanitaria sono pari al 12% tra coloro che hanno come titolo di studio la terza media e pari al 6% tra i laureati. Tuttavia, dal confronto con altri paesi dell’Unione Europea, l’Italia è quella che ha il livello di disuguaglianze minore dopo la Svezia. Questa evidenza ci porta a dire che, nonostante i dati presentati, il Servizio Sanitario nazionale resta uno dei migliori in Europa; è necessario attuare tutti gli sforzi necessari per preservarlo e renderlo più equo e sostenibile. LE MISURE IN EPIDEMIOLOGIA

- Frequenze (valori assoluti) - Rapporti - Proporzioni e tassi - Prevalenza

- Incidenza FREQUENZA ASSOLUTA Numero di eventi (morti, casi di malattia) che si verificano in un determinato luogo o in un determinato periodo di tempo. Rappresenta la misura più semplice ma non prende in considerazione la popolazione e non consente di percepire una stima del rischio (rischio di sviluppare una malattia) → es. “A scuola oggi ci sono 15 alunni malati” → non mi dice su quanto PROPORZIONI, RAPPORTI, TASSI Sono coefficienti di misure di frequenza. I rapporti e proporzioni sono misure statiche mentre i tassi sono misure dinamiche e tutte e tre vengono espresse mediante una frazione. RAPPORTO: a/b → Numeratore a e denominatore b sono indipendenti l’uno dall’altro. Es. a scuola ci sono tot maschi e tot femmine → rapporto tra femmine e maschi o rapporto tra maschi e femmine → sono due misure indipendenti tra loro e riesco a dire per esempio che le femmine sono 2, 3, 4 volte i maschi. Mi dice quante volte una variabile è più presente rispetto ad un’altra in una popolazione esaminata. PROPORZIONI: a/a+b → Numeratore è incluso nel denominatore → valori tra 0 e 1 e spesso viene espresso come percentuale. Es. a scuola tot maschi e tot femmine → maschi su maschi+femmine oppure femmine su maschi+femmine → posso dire che il 30% sono maschi e il 70% sono femmine. Mi dice la distribuzione percentuale di caratteristiche presenti in una popolazione. TASSO (rate in inglese) T= N(t)/P K → Riesco a misurare degli eventi che si verificano in un’unità di tempo (misura dinamica). N(t)= numero di eventi che si verificano nel tempo t. P= popolazione di dimensione media nel tempo t (media in un anno o popolazione totale a metà anno ovvero quella calcolata a giugno) K= fattore moltiplicativo (100, 1000...) Es. tasso anno di morbosità: 15/1200 → 15 alunni in un anno hanno manifestato Il tasso si compone di tre elementi:

  1. La popolazione esposta ad un rischio di manifestare un certo evento
  2. Un intervallo di tempo
  3. Numero di eventi che si verificano durante il tempo t nella popolazione Tre grandi gruppi: - TASSO GREZZO → riguardano tutti i casi in tutta la popolazione (tasso di natalità e tasso di mortalità). Per essere confrontabile con popolazioni diverse deve essere standardizzato. - TASSO SPECIFICO → misura eventi selezionati in popolazioni selezionate. Riguardano particolari soggetti selezionati in base a delle caratteristiche come sesso, età … (tasso

METODOLOGIA EPIDEMIOLOGICA

Epidemiologia: scopo di trovare cause malattie e risolverle.

- Epidemiologia descrittiva → di osservazione - Epidemiologica analitica → di osservazione - Epidemiologia sperimentale → di intervento, l’epidemiologo interviene modificando alcuni fattori EPIDEMIOLOGIA DESCRITTIVA Descrive lo stato di salute di una popolazione, utilizza tecniche di statistica descrittiva. Deve rispondere alle domande: CHI SI AMMALA? DOVE? QUANDO? In questo modo consente la formulazione di ipotesi su eventuali relazioni causa-effetto esistenti tra fattori di rischio e malattie. Studia la frequenza e distribuzione degli eventi sanitari nella popolazione sulla base di dati epidemiologici correnti. Ne verifica poi le relazioni con variabili generali: - Spazio (distribuzione geografica): la frequenza di una malattia può variare da un Paese all’altro e, nell’ambito dello stesso paese, da una regione all’altra per: o Differenze dell’ambiente fisico o Differenze dell’ambiente sociale

o Differenze dello stile di vita

- Tempo: o Tendenze a breve termine o Tendenze a lungo termine o Variazioni cicliche: cicli stagionali in rapporto a fattori climatici, comportamentali e biologici, cicli poliennali connessi alla variazione del numero di soggetti recettivi - Caratteristiche personali (socioeconomiche e demografiche): o Età: malattie infettive e malattie dell’anziano o Sesso: fattori ormonali, stili di vita, attività lavorativa (amianto) o Etnia: condizioni genetiche e socioeconomiche o Condizioni socioeconomiche: tassi elevati per molte malattie tra le persone più povere Epidemia di colera a Londra nel 1854 → il medico John Snow studiò l’epidemia di colera che si verificò nel 1854 a Londra, ipotizzando che la sua diffusione fosse dovuta alla contaminazione di una pompa di distribuzione dell’acqua. → durante la sua ricerca Snow utilizzò una mappa di Londra su cui aveva riportato la riffusione dei casi nei diversi periodi → questo metodo gli permise di notare che i casi si concentravano attorno ad una pompa dell’acqua tra Broad e Cambridge street → Snow chiede ed ottenne che la pompa fosse chiusa → bloccando il funzionamento della pompa si riuscì a fermare la diffusione della malattia EPIDEMIOLOGIA ANALITICA Individua i fattori e/o le condizioni che determinano lo stato di salute o di malattia e serve per confermare o smentire le ipotesi formulate con l’epidemiologia descrittiva. Solo i risultati di studio analitico possono confermare o smentire l’esistenza di una relazione causa effetto. Risponde alla domanda: PERCHE? Misurare l’incidenza di una malattia equivale a valutare la probabilità di avere nuovi casi di malattia nella popolazione nel periodo considerato. La probabilità di contrarre una malattia per un individuo può aumentare o diminuire in base alla presenza/assenza di particolari condizioni → fattori di rischio (aumentano la probabilità di insorgenza della malattia). Gli studi analitici indagano la relazione causa effetto tra i fattori e la malattia.

ai malati un gruppo di soggetti con caratteristiche simili ma senza malattia. Vado a capire, tramite interviste e questionari, se c’è stata esposizione a fattori di rischio e quanto questa esposizione è differente tra i due gruppi. Si valuta se la probabilità di trovare soggetti esposti è maggiore nei malati rispetto ai sani. Confronto tra probabilità di esposizione nel gruppo dei casi (malati) con probabilità di esposizione nel gruppo dei controlli (sani) Odds ratio OR/ rapporto crociato: rappresenta una stima di RR → il risultato deve essere interpretato allo stesso modo EPIDEMIOLOGIA SPERIMENTALE Verifica l’efficacia di interventi preventivi e terapeutici. Valuta l’efficacia di interventi sanitari preventivi (vaccinazioni, campagne di screening, interventi di educazione sanitaria), terapeutici (sperimentazioni di farmaci, tecniche operatorie), riabilitativi (fisioterapia, interventi psico-educativi). Risponde alla domanda: FUNZIONA L’INTERVENTO?

- Intervento diretto da parte dello sperimentatore → lo sperimentatore manipola le condizioni dello studio per rispondere a un quesito specifico - Metodologia degli studi sperimentali → studi simili agli studi di COORTE, l’investigatore decide l’allocazione dell’esposizione Tipologia di studi sperimentali: - TRIAL TERAPEUTICI : su pazienti affetti da una patologia, per valutare capacità di una procedura o di un farmaco nel guarire, migliorare sintomatologia, prevenire ricadute, prevenire decesso - TRIAL PREVENTIVI : su soggetti sani, per valutare la capacità di un trattamento nel prevenire l’insorgenza di una malattia. Gli esiti (outcome) da valutare negli studi sperimentali: - Trial preventivi: devo vedere la riduzione dell’incidenza di malattia - Trial terapeutici: devo vedere tasso di guarigione, riduzione dei sintomi e letalità.